LA MENTE E’ L’UNICO VERO PROBLEMA OSHO

4 LUGLIO 2016

La mente e’ l’unico vero problema Il problema che sta alla base di tutti i problemi, è la mente. Quindi, per prima cosa, è necessario sapere che cosa sia la mente, di che materia sia fatta e se sia un’entità o solo un processo; se sia sostanziale o solo un’apparenza. La natura della mente Se non conoscete la vera Natura della mente, non riuscirete mai a risolvere nessuno dei problemi che assillano la vostra vita. Potete sforzarvi, ma siete destinati a fallire. La mente è l’unico vero problema. Quindi anche se risolverete questo o quel problema, non servirà a nulla, perché la radice rimarrà intatta. E’ proprio come tagliare i rami di un albero, in modo da sfrondarlo senza sradicarlo. Nuove foglie e nuovi rami spunteranno e cresceranno di nuovo (ossia nuovi problemi). Il tuo sforzo non servirà a niente. In quella lotta sprecherai energia, tempo, vita, e nel contempo l’albero non farà altro che diventare più forte, più fitto e più folto. Sarai sorpreso di ciò che accade: anche se risolverai un problema, con grande sforzo ed impegno, i problemi continueranno a crescere e ad aumentare, ed altri dieci prenderanno il posto di quello appena risolto. Non cercare allora di affrontare i singoli problemi separatamente: la mente in quanto tale è il vero problema. Essa è nascosta sottoterra, è la radice e quindi non si vede.

Quando ti trovi davanti un problema, questo è alla luce del sole, puoi vederlo, non è la radice, che rimane invece invisibile, nascosta. Non lottare perciò con ciò che è manifesto, perché ti troverai paradossalmente a lottare con delle ombre e gli stessi problemi continueranno ad affiorare. Se osservi la tua vita, puoi capire ciò che intendo dire. Non sto parlando della mente su un piano teorico, ma della sua realtà pratica. Questo è il fatto: la mente dev’essere dissolta. Le persone vengono da me e mi chiedono: “Come si può arrivare ad avere una mente serena?” E io rispondo: “La mente non è mai serena, solo la non-mente è pace”. La mente di per sé, non può mai essere serena, silenziosa. Per sua stessa natura, essa è in tensione, in uno stato di confusione. La chiarezza, la pace e il silenzio sono possibili solo senza la mente. Quindi, non provare mai a raggiungere una mente silente, perché ti muovi in una dimensione impossibile. Dunque, la prima cosa da fare, è comprendere la natura della mente, che è in realtà solo un processo. In essa esistono pensieri individuali, che si agitano così velocemente che è impossibile vedere gli intervalli tra l’uno e l’altro. E non riesci a vedere questi intervalli, perché non sei abbastanza consapevole e all’erta: hai bisogno cioè di un’intuizione più profonda. Nel momento in cui riuscirai a guardare più in profondità, all’improvviso individuerai un pensiero, poi un altro e un altro ancora, ma non ci sarà nessuna mente. E’ solo l’insieme dei pensieri, milioni di pensieri, a darti l’illusione che la mente esista. E’ proprio come una folla: tantissime persone raccolte in gruppo, che ti danno la sensazione che esista qualcosa che puoi definire “folla”, ma in realtà sono solamente un insieme di individui raccolti in uno stesso luogo. Solo gli individui esistono.

Questo è il primo passo nella comprensione della mente. Osserva dunque e troverai i pensieri, ma non incontrerai la mente. E se questa osservazione diventa davvero una tua esperienza diretta e un elemento della tua conoscenza, all’improvviso, molte cose inizieranno a cambiare. Scoprirai che i pensieri galleggiano, e che esistono spazi intermedi fra l’uno e l’altro. Ti accorgerai poi che gli intervalli sono più numerosi dei pensieri, perché ogni pensiero deve essere separato dall’altro e ogni parola è separata dall’altra. E più andrai a fondo, e più intervalli troverai, e sempre più ampi. Se sei inconsapevole, non puoi scorgere questi intervalli: salti da un pensiero all’altro, senza vedere mai intervalli. Se invece acquisti consapevolezza, vedrai spazi sempre più numerosi; se diventi del tutto consapevole, allora ti si riveleranno spazi immensi. E proprio in quegli spazi la Verità busserà alla tua porta. In quegli spazi, si realizza Dio, o in qualsiasi altro modo tu voglia chiamare questa esperienza. Quando poi la consapevolezza è assoluta, allora esiste solo un unico vasto intervallo di nulla. Accade proprio come con le nuvole: le nuvole si muovono, e possono essere così dense, da non permettere di vedere il cielo nascosto dietro di loro. Poi… all’improvviso, uno squarcio nell’azzurro del cielo infinito.

 La stessa cosa accade dentro di te: tu sei l’azzurra vastità del cielo, e i pensieri sono come nubi che si librano sopra di te e ti riempiono. La mente non esisteDunque la mente non esiste come entità separata. Questa è la prima cosa: solo i pensieri esistono. La seconda cosa è che i pensieri esistono indipendentemente da te; non sono un tutt’uno con la tua natura, ma vanno e vengono, mentre tu continui ad esistere, permani. Tu sei come il cielo: è sempre là. Le nubi invece passano, sono un fenomeno di pochi attimi, non durano in eterno. I pensieri non sono tuoi, non ti appartengono. Sono visitatori, ospiti, ma non sono i padroni di casa. E finché rimangono tali sono belli, ma se ti dimentichi completamente di essere il padrone di casa, ed essi prendono il tuo posto, allora sarai nei pasticci. Sono ospiti… ricevili, prenditene cura, ma non ti identificare con essi, altrimenti diventeranno i tuoi padroni. La mente diventa il problema, quando i pensieri sono così profondamente radicati in te, che ti scordi completamente delle distanze fra te e loro. Ricorda sempre colui che dimora in te: quella è la tua natura, il tuo Tao. Stai sempre attento a ciò che resta fisso, proprio come il cielo. Rimani radicato nella consapevolezza di essere tu il padrone: gli ospiti potranno andare e venire. Naturalmente poi, ci saranno ospiti buoni e ospiti cattivi, ma non te ne devi preoccupare. Un buon padrone di casa dedica a tutti gli ospiti la stessa attenzione, senza fare alcuna distinzione. Se si presenta un cattivo pensiero trattalo esattamente come fai con quelli buoni.

Qualsiasi pensiero infatti quando diventa il capo, crea miseria, perché non è la verità, anche se è un pensiero buono. Il pensiero è un simulatore con cui tu ti identifichi, e quell’identificazione è una malattia. Il mattino, il giorno, la sera, la notte vengono e poi se ne vanno, tu invece permani, non in quanto “tu”, perché anche questo è un pensiero, ma in quanto pura consapevolezza; non identificarti quindi con il tuo nome, perché anche questo è un pensiero; né con il tuo corpo, perché un giorno ti accorgerai che anch’esso è un pensiero. Sii solo pura consapevolezza, senza nome, senza forma. Solo purezza. Poiché solo il fenomeno reale dell’essere consapevole, permane. Se ti identifichi, diventi la mente. Se ti identifichi, diventi il nome, il corpo. E a questo punto ciò che è momentaneo acquista importanza e rilievo. Ciò che è momentaneo è il mondo, l’eterno è il divino. Questa è la seconda intuizione a cui devi giungere: riconoscere che tu sei il padrone e i pensieri sono gli ospiti. Se continui ad osservare, presto arriverai al terzo punto: ti accorgerai che i pensieri sono stranieri, intrusi, estranei. Nessun pensiero ti appartiene: entrano sempre dall’esterno; tu sei solo un passaggio.

Un uccello entra in casa da una porta e vola via da un’altra apertura. Proprio come un pensiero, che entra ed esce da te. Continui a credere che i pensieri siano tuoi: combatti per loro, parli, discuti, dibatti, cerchi di mostrare di avere dei pensieri. Ma nessun pensiero è tuo, nessun pensiero è originale, tutti sono presi a prestito, e non sono neanche di seconda mano, perché sono stati di milioni di persone prima di te… Un pensiero è altrettanto esterno a te, quanto un oggetto. Il famoso fisico “Eddington”, ha affermato che quanto più la scienza va in profondità nell’analisi della materia, tanto più fortemente emerge la consapevolezza che le cose siano pensieri. Andando sempre più in profondità, cose e pensieri si assomigliano sempre di più. E in effetti, sono le due facce del medesimo fenomeno: una cosa è un pensiero, un pensiero è una cosa. Ma che cosa intendo dire affermando che un pensiero è una cosa? Voglio dire, che si può “lanciare” un pensiero, così come si fa con un oggetto. Con un pensiero si può addirittura colpire qualcuno, proprio come si fa con un oggetto. Con un pensiero si può quindi uccidere una persona, oppure esso può essere offerto come un dono, o diffuso come una malattia. I pensieri sono cose, hanno forza, ma non ti appartengono. Arrivano, dimorano per un po’ dentro di te, poi ti lasciano. L’intero universo è colmo di pensieri e di cose: queste rappresentano la tensione fisica dei pensieri, e quelli la tensione mentale delle cose. Questa è quindi la terza intuizione: i pensieri sono cose, che hanno forza, e che bisogna trattare con cautela. Di solito invece si continua, inconsapevolmente, a pensare a qualsiasi cosa.

E’ difficile trovare una persona che con l’intenzione, non abbia perciò commesso molti delitti e ogni sorta di peccati. Ad esempio pensare continuamente di uccidere qualcuno, può determinare la situazione per cui quella persona venga uccisa. Il tuo pensiero, può infatti essere catturato da qualcuno, che trovandosi in una condizione di debolezza, può arrivare a commettere quel delitto. Stato di non-mentePer questo chi ha raggiunto la conoscenza dell’intima essenza dell’uomo, afferma che tutti noi, in verità, siamo responsabili per ciò che accade sulla Terra. Esiste solo un individuo che può non addossarsi tale responsabilità: colui che è nello Per il resto, siamo tutti responsabili per ciò che accade. Se la terra è un inferno, tutti ne siamo artefici. Non continuare allora a buttare addosso agli altri la responsabilità, perché essa è anche tua, è un fenomeno che interessa l’intera collettività. Può essere che la “malattia” esploda in un luogo qualunque, a migliaia di chilometri di distanza da te, ma questo non fa alcuna differenza, perché il pensiero è al di sopra dello spazio. Questo è il motivo per cui viaggia velocissimo, neppure la luce si propaga alla stessa velocità. Non ha bisogno del tempo per muoversi, lo spazio per lui non esiste. Puoi essere qui, pensare a qualcosa, e quel pensiero determinare un accadimento in un luogo lontano da te, dall’altra parte della Terra. Come ti si può ritenere responsabile? Nessun tribunale può punirti, ma di fronte alla corte suprema dell’esistenza sarai condannato, anzi sei già stato condannato. Per questo sei così infelice. Il pensiero è quindi perfino più insidioso dell’azione. Ci si può infatti difendere dall’azione, ma non dal pensiero. Tutti sono vulnerabili rispetto al pensiero. Non pensare, è quindi una necessità irrinunciabile per poter essere liberi dal peccato, liberi dal crimine, liberi da tutto ciò che ci circonda: questo significa essere un “buddha”.

Egli è un individuo che vive “senza la mente”, perciò non è responsabile. Per questo motivo, in Oriente, diciamo che un buddha non accumula mai “karma”. E’ semplice: tutto quello che un buddha fa, lo fa al di là della mente. Quindi stai bene attento, perché ogni pensiero ha un qualche effetto concreto. E se hai pensieri positivi, ne avrai anche di negativi. Come può infatti esistere il bene senza il male? Se pensi all’amore, scoprirai che proprio lì vicino, è nascosto l’odio. Come fai a pensare all’amore senza non pensare anche all’odio? L’amore può risiedere negli spazi consci della mente, ma l’odio può essere nascosto nell’inconscio. Puoi forse pensare alla compassione, senza pensare alla crudeltà? Puoi pensare alla non violenza, senza pensare alla violenza? La stessa parola “non- violenza” contiene la parola violenza; è inclusa in quello stesso concetto. Esiste una qualità dell’essere completamente diversa, che nasce dal non pensiero: non pensieri positivi o negativi, semplicemente uno stato di non pensiero. Limitati ad osservare, rimani consapevole, ma non pensare. Anche se qualche pensiero entrerà sicuramente in te, perché i pensieri non sono tuoi e galleggiano nell’aria. Così come l’aria, il pensiero è tutt’intorno a te e continua ad entrare dentro di te per conto suo, si ferma solo col crescere della tua consapevolezza, la quale crea un’energia più forte del pensiero.

La consapevolezza è come la luce. Quando accendi una lampada in casa, l’oscurità non riesce più ad entrare; ma se la spegni, il buio si diffonde in meno di un attimo e ti avvolge. I pensieri sono come l’oscurità: entrano soltanto se all’interno non c’è luce. Quindi più diventi consapevole, meno pensieri entrano in te. Se ti integri veramente nella tua consapevolezza, i pensieri non possono più entrare in te: diventi come una cittadella inespugnabile. Ciò non significa essere chiusi, anzi, vuol dire essere incondizionatamente aperti, ma la stessa energia della consapevolezza diventa la tua roccaforte. E se i pensieri non possono entrare in te, ti gireranno intorno e se ne andranno. Li vedrai arrivare e, semplicemente, prenderanno un’altra strada. Questo è ciò che intendiamo per illuminazione.

Osho 

Tratto da: “Tantra: la comprensione suprema”

http://divinetools-raja.blogspot.it/2016/04/la-mente-e-lunico-vero-problema-osho.html

OSHO: I SEGRETI DEL TANTRA

20 MARZO 2016

Il sesso può essere fonte di una soddisfazione molto profonda e può rigettarti nella tua integrità, nel tuo essere autentico e naturale, per molte ragioni. Queste ragioni vanno comprese. Una è che il sesso è un’azione totale. Ti libera dalla mente, vieni privato dell’equilibrio. 
Ecco perché c’è tanta paura del sesso. Tu sei identificato con la mente, mentre il sesso è un atto di non-mente. Durante l’atto perdi la mente, perché in quel frangente, non possono esistere ragionamenti, processi mentali. In realtà, se vi fosse qualche processo mentale, non sarebbe un vero e autentico atto sessuale. A quel punto non ci sarebbero né orgasmo né appagamento. Lo stesso atto sessuale diventerebbe qualcosa di localizzato, di cerebrale.

La brama e la cupidigia sessuali tanto presenti in tutto il mondo non sono dovute al fatto che il mondo stesso sia diventato più sessuale ma al fatto che non sei più in grado di godere del sesso come di un atto totale. Il mondo era più sessuale in precedenza. Ecco perché non esisteva tanta brama di sesso. Questa brama dimostra che manca il reale, mentre è presente solo il falso. Tutta la mente moderna è diventata sessuale perché non esiste più l’atto sessuale in sé. Persino l’atto sessuale è stato trasferito nella mente, diventando qualcosa di mentale, qualcosa a cui pensi.

Alcune persone confessano di pensare in continuazione al sesso e si divertono a farlo, a leggerlo e vedere video pornografici. La cosa piace loro, ma quando arriva il momento del sesso autentico, improvvisamente avvertono una mancanza di interesse. Hanno addirittura la sensazione di essere diventate impotenti. Solo quando pensano, percepiscono l’energia vitale e se vogliono passare all’atto autentico sentono che non ci sono né energia né desiderio. Hanno la sensazione che il corpo sia diventato come morto.

Cosa sta succedendo a queste persone? L’atto sessuale è diventato mentale.

Il Tantra usa l’atto sessuale per renderti integro ma per fare ciò, lo devi attraversare in modo molto meditativo.

Il Tantra dice: “Cominciando l’atto sessuale, tieni l’attenzione sul fuoco sin dall’inizio e continua così, evitando la brace alla fine”. E questo fa tutta la differenza. Per te, l’atto sessuale è uno sfogo. 
Ecco perché, quando lo fai, hai fretta. Non desideri altro che uno sfogo. Una volta liberata l’energia in eccesso, ti sentirai a tuo agio. Questo benessere non è altro che una forma di debolezza. L’energia in eccesso crea tensione, eccitazione, hai la sensazione che qualcosa vada fatto e, quando l’energia viene liberata, ti senti indebolito. Potresti scambiare questa debolezza per rilassamento. 
Dato che non vi sono più né eccitazione né energia in eccesso, puoi rilassarti ma questo è un rilassamento negativo. Se riesci a rilassarti solo scaricando energia, la cosa ha un costo elevato. E questo rilassamento può essere solo fisico e non è in grado di andare in profondità, né di diventare spirituale.
OSHO

Rè Interiore: Testo tratto da “I segreti del tantra”

MEDITAZIONE; Totale Abbandono Nel Sesso

25 SETTEMBRE 2015
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Qualsiasi cosa fai, falla in meditazione e totalmente – anche il sesso. È facile concepire come arrabbiarsi da soli, col sesso non lo è altrettanto, ma puoi anche creare un’orgia sessuale da solo, meditativamente. E dopo aver vissuto questa esperienza ti sentirai diverso. Mentre sei solo, chiuditi in stanza e muoviti come se fossi coinvolto in un atto sessuale. Lascia che il tuo corpo si muova come vuole. Salta e grida – fai qualsiasi cosa ti senti di fare. Falla totalmente. Dimentica ogni cosa – società, inibizioni, filtri mentali, schemi e programmi. 
Muoviti nell’atto sessuale da solo, con meditazione, ma mettici tutta la tua sessualità. Con l’altro, la società è sempre presente, perché è presente l’altro. Ed è difficilissimo essere in un amore talmente profondo da non sentire la presenza dell’altro. Solo in un amore molto profondo, in una intimità molto profonda, è possibile essere con il tuo amante o la tua amata come se lui o lei non ci fossero. Questa è intimità: essere nella stanza con il tuo amante o la tua amata come se fossi solo, senza aver paura dell’altro, in questo caso riesci a muoverti nell’atto sessuale totalmente. Altrimenti l’altro è sempre una presenza che inibisce. L’altro ti sta guardando: “Che cosa penserà lei? Che cosa penserà lui? Guarda cosa stai facendo? Ti stai comportando come un animale!”

Osho

Approccio al Tantra

22 SETTEMBRE 2015

Il sesso è l’istinto più potente nell’uomo. Il politico e il prete hanno capito fin dall’inizio che nell’uomo il sesso è l’energia trainante.  Costoro parlano di “amore più elevato” e distruggono quello più basso. E dicono che il più basso dev’essere negato: l’amore fisico è male, l’amore spirituale è bene.
il sesso è in pratica la radice di tutti i tuoi problemi. Non può che essere così, dopo migliaia di anni di veleni. Occorre una grande purificazione.
 Altrimenti, puoi fare l’amore tutta la vita e restare insoddisfatto, perché non sai che la soddisfazione è qualcosa che ha molto a che fare con l’estetica. È simile a una musica sottile che nasce nella tua anima.
       
Osho: Con te e senza di te

IL MASSAGGIO EROTICO

Il Massaggio EroticoNella lunga serie dei preliminari che conducono all‘estasi tantrica, il massaggio svolge un ruolo fondamentale: il tatto, infatti, può aiutare a rinsaldare il legame di una coppia meglio di tante parole. L‘essere umano ha un innato bisogno di carezze, nell‘infanzia così come nell‘età adulta, e la mancanza di contatto fisico provoca una serie di disturbi, sia negli uomini sia nelle donne, a riprova di quanto siano importanti i massaggi in un rapporto sentimentale.
Il massaggio può essere costituito anche da semplici carezze e lievi sfioramenti eseguiti sul corpo del partner con tocco leggero, senza basarsi su una tecnica precisa e seguendo semplicemente il proprio intuito.
È consigliabile in ogni caso l‘utilizzo di un olio per massaggi e la consultazione di testi specialistici dedicati a quest‘argomento. In ogni caso tenete ben presente che al
massaggio non deve necessariamente seguire l‘atto sessuale completo: l‘obiettivo del massaggio è semplicemente quello di creare un‘atmosfera d‘intimità profonda nel corso del quale la coppia si regala sensazioni piacevoli senza avere uno scopo secondario e inutili ansie da prestazione.
Chi pratica il massaggio muove le mani in senso orario e ―impasta‖ quasi a voler ammorbidire i muscoli del partner allungandoli e allargandoli. Chi riceve il massaggio invece sente i propri muscoli espandersi, come se il volume da essi occupato nello spazio fisico lievitasse aumentando a vista d‘occhio.
L‘unico risultato da ottenere durante una sessione di massaggio è l‘espansione della percezione, il rilassamento e l‘equilibrio della mente.
Talvolta si sottovaluta l‘importanza del contatto fisico con il nostro partner, non solo come stimolante prima del rapporto sessuale, ma come fonte reciproca di piacere, di armonia, di relax profondo e completo. Recenti studi hanno messo chiaramente in luce come uno dei motivi del deteriorarsi nel rapporto di coppia sia proprio dovuto a un‘eccessiva trascuratezza nella ricerca d‘intimità.
Spesso, infatti, il contatto fisico ricercato dai partner coinvolge esclusivamente la zona genitale, ed è finalizzato perciò al raggiungimento del solo orgasmo, in modo troppo frettoloso, superficiale e incompleto.
È un grosso errore pensare che la sensazione di piacere fisico dipenda unicamente
all‘atto sessuale penetrativo: si può ottenere infatti una gratificazione fisica altrettanto soddisfacente mediante la pratica del massaggio reciproco di tutto il corpo, comprese le zone più remote e apparentemente non collegate in alcun modo all‘eccitazione sessuale, per esempio:
• La testa e il viso
Gli avambracci e i bicipiti
• I palmi e le dita delle mani
• L‘incavo delle ginocchia e dei gomiti
• L‘interno delle cosce
• I polpacci
• Le piante e le dita dei piedi
• Tutte le zone del corpo dove l‘epidermide è più sottile e le terminazioni
nervose più sensibili.

Il massaggio in queste zone peculiari e troppo spesso trascurate, può essere molto piacevole in quanto coinvolge punti che sono raramente stimolati, e il cui contatto provoca un‘immediata sensazione di benessere e di abbandono.
Carezze, coccole e massaggi permettono di recuperare l‘emozione e il piacere del contatto totale dei corpi e di riscoprirsi, pelle contro pelle, liberi di vivere la propria sessualità in modo diverso, senza per forza arrivare alla penetrazione.
Considerate dunque il messaggio come una vera e propria cerimonia. Scegliete dunque il momento giusto, quando non siete troppo stanchi e presumete di potervi dedicare completamente a voi stessi e al partner.

L‘ambiente inoltre deve essere caldo e rilassante: l‘ideale sono le luci soffuse e una musica rilassante come sottofondo.
Cercate di armonizzare il vostro respiro e di concentrarvi su quello che state facendo,
allontanando gli altri pensieri e le preoccupazioni della giornata. Fate risalire la vostra energia e visualizzatela come un fluido che potete trasmettere al partner mediante le vostre dita.
Il massaggio deve concentrarsi inizialmente sulla parte interna del corpo (e cioè
l‘interno delle gambe, delle braccia, la zona del busto e il vi so e il movimento delle mani del massaggiatore è ascendente.
La seconda fase del massaggio consiste nella manipolazione, questa volta in senso discendente, lungo tutto il lato esterno del corpo, ovvero la nuca, il dorso, i glutei, l‘esterno delle gambe e delle braccia.
Un massaggio di questo tipo, che parte dai piedi e risale lungo le gambe e il busto, gira dietro la nuca e infine ridiscende, serve a eliminare il carico di stress e le tensioni che ostacolano il libero fluire dell‘energia sessuale. Il massaggio che invece procede nel senso inverso, partendo dalla zona della nuca, per poi scendere fino ai piedi raggiungendo la parte anteriore del corpo, aiuta a raccogliere e a concentrare l‘energia.

Massaggio ed emozioni
Usate il massaggio per esprimere al partner le vostre emozioni e i vostri sentimenti. Sia una profonda manipolazione muscolare, sia il semplice sfioramento della pelle sono piacevoli ed efficaci, Il vero segreto di un buon massaggio non risiede tanto nella tecnica usata, quanto nell‘intenzione, nella concentrazione e in una buona stabilità emotiva da parte del massaggiatore, e nel totale abbandono e nella fiducia in esso da parte del ricevente.
Massaggio thailandese

Il massaggio thailandese 
ha alle spalle una tradizione millenaria e la sua peculiarità è quella di essere effettuato con ogni parte del corpo: innanzitutto il corpo del massaggiatore e del ricevente vengono lubrificati con oli profumati o sapone,
dopodiché chi massaggia strofina il corpo dell‘altro utilizzando i gomiti, le ginocchia, le cosce, i seni, I mento, la fronte ecc. Il confine tra piacere ed erotismo e pressoché inesistente: questa forma di massaggio sensuale, dunque, può concludersi col coito, ma può anche considerarsi un atto amoroso già completo ed appagante di per se. 

Massaggio del viso
I massaggi facciali sono indicati per stabilire un rapporto di intimità e fiducia tra i partner ma anche per stimolare i sensi, in quanto agiscono sui numerosi meridiani energetici che, secondo lo shiatsu, attraversano la testa. Per eseguirlo in maniera ottimale potere usare l‘olio di mandorle che e particolarmente indicato per i massaggi alla testa, alle tempie e alla zona intorno agli occhi.

 
fonte Tantra di Massimo Fornari

Rè Interiore: IL MASSAGGIO EROTICO

๑๑๑ In Seno alla Dea ๑๑๑

Da Inanna a Nut, la Dea serpente Cretese, le Veneri del paleolitico. Artemide dai mille seni, fino alla Madonna del Latte la figura della Dea rimanda alla sacralità del seno femminile, come fonte di abbondanza e nutrimento ma anche come principio del Piacere Sacro.
La Dea antica non era la rappresentazione esclusiva della figura materna, in essa trovava espressione tutto il Regno del Femminile, e così gli attributi simbolici del corpo femminile non si fermavano ad una figura femminile santa e sacra che allatta, la Dea mostrava i suoi seni al mondo, che potevano si allattare e nutrire ma erano anche portatori di piacere ed estasi.
Nelle statuine delle Dee cretesi dei serpenti, queste sacre sacerdotesse mostrano al mondo moderno uno scorcio di come era celebrato il potere e la forza della Dea in quel tempo, ci siamo spesso concentrate sul simbolo dei serpenti ma in queste antiche rappresentazioni i seni scoperti sono un chiaro simbolo di un’energia potente messa a nudo.

Diana Richardson nei suoi libri dedicati al Tantra racconta il potere del seno femminile :
“Il corpo maschile ha il polo positivo nei genitali e il polo negativo nel torace e nella zona del cuore.Quello femminile, secondo la naturale contrapposizione, ha il polo positivo nei seni e nel cuore, e il polo negativo nei genitali.
L’energia maschile scorre dal pene nella vagina e risale fino al cuore della donna. L’energia femminile reagisce attraverso i seni penetrando nel cuore dell’uomo e scendendo fino al suo centro sessuale.”
e continua sottolineando la necessità di riscoprire nei nostri seni un portale che ci conduce alla conoscenza profonda del femminile :
” I seni danno accesso ad energie delicate e squisite che rivelano alle donne la fragranza della femminilità. Il cuore si apre quando i seni prendono vita, e attraverso questa espansione di energia, che la donna può diventare sempre più amorevole, femminile ed elegante. “
Negli ultimi anni grazie al lavoro di donne meravigliose si è riscoperto il potere del nostro grembo,tende rosse, benedizioni del grembo, cerchi di donne che benedicono, accarezzano, ascoltano la voce del proprio ventre è forse tempo di tornare a guardare il nostro seno come custode di energia femminile altrettanto sacra e importante? E’ arrivato il momento di ascoltare il nostro seno e nutrirci del suo latte sacro?
Il mio scritto vuole essere un invito a riflettere, a sperimentare il contatto con il proprio seno, a ricordare che siamo portatrici di nutrimento ma che allo stesso tempo dobbiamo accettare e godere del nutrimento che dal sesso, all’abbraccio, al semplice sguardo possiamo ricevere dall’Universo.

Selva Della Luna

Immagine dea Ninhursag Sumera rappresentava la Terra

http://nelnomedellamadre.blogspot.it/2015/02/in-seno-alla-dea.html

Cosa ci insegnano i templi erotici di Khajuraho


Amplesso tantrico su un tempio di Khajuraho. foto di Marco Restelli.

Amplesso tantrico su un tempio di Khajuraho. Foto di Marco Restelli.

Morbide, sensuali, eleganti e provocanti insieme: le sculture erotiche dei templi di Khajuraho, in India, suscitano stupore e un innegabile brivido erotico in chi le guarda. Si resta ammirati perché osservando quelle coppie allacciate in vari amplessi ci si dimentica che sono statue di pietra: i corpi degli amanti sono così flessuosi, i loro abbracci così appassionati, da sembrare vivi e veri. Merito dell’abilità degli artisti che li scolpirono, negli anni fra il 950 e il 1050 dopo Cristo.

Khajuraho è un villaggio dell’India settentrionale ormai diventato una famosa meta turistica, proprio grazie a questi templi (perfettamente conservati) che hanno portato fino a noi l’essenza dell’arte erotica indiana. Perciò passeggiare nel bel giardino che circonda i templi e soffermarsi davanti alle loro sculture è un po’ come vedere “dal vivo” gli antichi trattati indiani sull’amore e il sesso, quali il celebre Kamasutra. La parola Kama, nelle lingue dell’India settentrionale, significa contemporaneamente “amore” e “desiderio sessuale” e già il fatto che gli indiani usassero una sola parola per i due concetti ci fa capire come li considerassero inscindibili, e quale importanza attribuissero al sesso, vera e propria arte da non trascurare mai per avere una felice vita di coppia.
Le sculture erotiche di Khajuraho raffigurano amanti in ogni genere di atto sessuale – anche con più partner, con al centro una donna o un uomo – e lasciano libero spazio alle fantasie sessuali. Fantasie che gli antichi indù consideravano del tutto legittime, proprio perché la sessualità era vissuta come fonte di estasi e anche di illuminazione interiore, priva di ogni nesso col peccato. In un antico testo il dio Shiva si rivolge così alla sua sposa Parvati: «Amata mia Signora, le fantasie erotiche stimolano le emozioni e aiutano a elevare i sentimenti al di sopra della mondanità. Sono d’aiuto per coloro che si sentono incatenati dalle cose del mondo. Esplorando la coscienza, la fantasia erotica può diventare un mezzo di Liberazione dai vincoli».
Le sculture di Khajuraho ci possono dunque insegnare a vedere le cose da un punto di vista indù: la sensualità intesa come base dell’amore, fonte di piacere ma anche di risveglio spirituale per la coppia, perché il corpo del partner è come un tempio, degno di adorazione. I libri tantrici indù insegnano che l’amplesso è uno strumento per superare la separatezza fra il principio cosmico femminile e quello maschile e raggiungere così, al culmine del piacere, l’Unità suprema. In sostanza, una via che conduce a un’esperienza  di estasi che è anche mistica. Un punto di vista piuttosto difficile per noi occidentali spesso animati da pregiudizi, come dimostra la reazione che ebbero i primi esploratori inglesi quando nell’Ottocento scoprirono i templi di Khajuraho: influenzati dalla propria morale puritana, gli inglesi scrissero rapporti scandalizzatissimi, in cui bollarono come “oscena” e “animalesca” quell’arte erotica.
Un’arte di cui è protagonista assoluta la donna, che a Khajuraho è raffigurata ovunque e in mille modi anche al di là della vita sessuale: ci sono sculture di donne che scrivono, che danzano, che si mettono il kajal sugli occhi o l’henné sui piedi, si specchiano, cantano, ecc. La donna è protagonista di una sensualità naturale, esibita con grazia e con malizia, ma sempre è “soggetto”, mai “oggetto” sessuale. L’uguaglianza fra uomo e donna, nel mondo del kama, era un fatto assodato; benché discriminata in altri aspetti della vita sociale, nel campo della sessualità e dell’amore la donna indù aveva i medesimi diritti dell’uomo, e dunque lo stesso diritto al piacere. Scrive infatti il Kamasutra: «Poiché la specie non è diversa, lo sposo e la sposa chiedono piacere uguale. Perciò la donna è da vezzeggiare in modo che raggiunga il piacere per prima».

Alcuni templi a Khajuraho, India. Foto di Marco Restelli

Alcuni templi a Khajuraho, India. Foto di Marco Restelli

Quindi dal punto di vista dell’antico induismo – così bene espresso nei templi di Khajuraho – l’atto sessuale non deve mai essere una cosa superficiale o affrettata (come invece accade troppo spesso in Occidente, con un atteggiamento “consumista”).  Nel Tantra l’unione sessuale è vista come un’esperienza totale, finalizzata all’espansione della coscienza degli amanti. L’eccitazione dei due partner, intrecciata alla forza emotiva dell’ amore, genera un’enorme energia che cancella dalla coscienza degli amanti ogni attività mentale estranea. L’unione fra uomo e donna insomma può essere uno strumento evolutivo della coscienza dei partner: può portarci a un punto dove maschile e femminile non sono più separati ma fusi in una unità più alta, dove l’ego individuale si dissolve. L’atto sessuale tantrico diventa così una forma di meditazione, come lo yoga. Ed è anche una celebrazione del Femminile. Perché – come dice il dio Shiva in un altro testo indù – «nemmeno noi Dei esisteremmo senza la Shakti, l’energia femminile che muove e sorregge il mondo».
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I baci che risvegliano il desiderio
Un antico testo d’amore indù, lo Ananga Ranga, enumera dieci tipi di baci, ciascuno con una funzione diversa. Il bacio Ghatika, per esempio, è consigliato alle donne per suscitare la passione maschile: «La donna, eccitata dal desiderio, ad occhi chiusi, coprendo con le mani gli occhi del marito gli introduce in bocca la lingua e la muove sinuosamente, in modo così dolce e cadenzato da dare subito l’idea di un altro e più completo godimento». Il bacio Pratibodha invece è consigliato all’uomo: «Quando il marito dopo un’assenza torna a casa e trova la moglie addormentata su un tappeto in una camera solitaria, appoggi le labbra sulla sua bocca aumentando a poco a poco la pressione fino a risvegliarla. E’ questo il bacio più gradito e che lascia il più dolce ricordo».
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Avvolta come una liana all’albero
Una posizione erotica raffigurata sui templi indiani di Khajuraho è la Vrikshadhirudha, l’abbraccio che imita il gesto di chi si arrampica su un albero. Si pratica così: l’uomo è in piedi e la donna pone un piede sul piede di lui, poi alza e preme l’altra gamba sulla coscia di lui e circondandogli la vita con le braccia lo stringe con forza, quindi lo bacia appassionatamente e poi lo conduce all’atto amoroso.

http://www.milleorienti.com/2013/07/31/cosa-ci-insegnano-i-templi-erotici-di-khajuraho/

Riorientare l’energia sessuale


 Siedi con la schiena diritta, su una sedia o per terra:
tieni diritta la spina dorsale, senza irrigidirla e
senza che ci siano tensioni.
 Inspira lentamente e profondamente. Non avere
fretta; continua a inspirare molto lentamente. Come
prima cosa la pancia si solleverà, tu continua a inspirare;
a quel punto si solleverà il torace e alla fine
potrai sentire che l’aria ti ha riempito fino al collo.
Per qualche istante trattieni semplicemente il respiro,
fallo finché ci riesci senza sforzarti, poi espira.
Anche l’espirazione dev’essere molto lenta, ma con
un moto opposto: dal collo al torace, dal torace alla
pancia. Quando la pancia si sarà svuotata, tirala in
dentro, così che tutta l’aria venga espulsa. Questo
esercizio dev’essere ripetuto solo per sette volte.
 A quel punto siedi in silenzio e inizia a ripetere:
“Om… om… om”. E mentre lo ripeti, mantieniti concentrato
sul terzo occhio, il punto tra le due sopracciglia.
Dimentica completamente la respirazione e
continua a ripetere come una sonnolenta cantilena:
“Om… om… om”, nello stesso modo in cui una madre
canta una ninnananna per far addormentare il
figlio.
 La bocca dev’essere chiusa, così da permettere alla
lingua di toccare il palato superiore, mentre tutta
la tua concentrazione è fissa sul terzo occhio.
 Esegui questa parte dell’esercizio per due o tre
minuti, e sentirai che tutta la testa si sta rilassando, e
quando quel rilassamento prende piede, subito sentirai
che dentro di te ogni rigidità è scomparsa, la
tensione sta scomparendo.
 A quel punto, porta la tua concentrazione alla gola,
continuando a ripetere: “Om… om… om”, ma
adesso focalizzati sulla gola. Vedrai che le tue spalle,
la gola e il volto si stanno rilassando e che la tensione
cade, simile a un peso che viene abbandonato;
stai diventando leggero, come se fossi privo di peso.
 Adesso scendi ancora più in basso: sposta la tua
concentrazione sull’ombelico, e continua a ripetere:
“Om… om… om”. Stai scendendo in profondità, a
una profondità maggiore, e poi ancora più a fondo.
Infine, passa al centro sessuale: l’intero esercizio
richiederà al massimo dieci o quindici minuti, per cui
procedi con lentezza; non c’è alcuna fretta.
 Quando avrai raggiunto il centro sessuale, tutto il
corpo sarà rilassato e tu percepirai un bagliore, come
se un’aura o una luce ti circondasse.
 Ti sentirai pieno di energia, ma sarà come un serbatoio;
quell’energia ti riempie, senza che ci siano
fuoriuscite; pertanto potrai stare seduto in quella dimensione,
quanto vorrai.
 La meditazione è conclusa; adesso goditi semplicemente
quella dimensione. Smetti di ripetere: “Om…
om… om”, e sta’ semplicemente seduto. Se ti senti di
farlo, puoi sdraiarti; ma ricorda che, cambiando posizione,
quello stato dell’essere svanirà molto presto;
resta dunque seduto per un po’, e goditelo.
 Quando il tuo corpo diventa troppo teso, per
qualsivoglia motivo, puoi semplicemente praticare
questo metodo: ti darà un rilassamento totale.
 Osho.

L’orgasmo clitorideo e l’orgasmo vaginale.


L’orgasmo clitorideo non è niente rispetto all’orgasmo vaginale. L’orgasmo clitorideo è una preparazione. Può aiutare ad arrivare all’orgasmo vaginale, ma non può rimpiazzarlo.
È veramente incredibile come un fenomeno così intimo come l’atto sessuale sia rimasto così oscuro. Io dichiaro – ed è la prima volta in tutta la storia che qualcuno fa una simile dichiarazione – che l’orgasmo clitorideo può aiutare immensamente nella preparazione; gli psicologi non sanno come spiegarlo altrimenti, perché non ha una funzione biologica. Per evitare la questione, molti di loro hanno persino negato l’esistenza dell’orgasmo vaginale: esiste solo quello clitorideo.
L’orgasmo dell’uomo è così veloce, che non è in grado di creare un orgasmo vaginale alla donna, in così poco tempo, in quei pochi secondi. Viceversa, se si crea un orgasmo clitorideo durante il petting, è possibile creare una situazione in cui l’orgasmo vaginale può accadere. È già incominciato; l’orgasmo clitorideo ha fatto scattare il processo nel corpo. Osho.

Frequenza di eiaculazione consigliata

L’eiaculazione troppo frequente è una perdita di energia e causa di stanchezza e di una diminuzione di efficienza del sistema immunitario, nella tradizione Tantrica vi è una formula matematica molto semplice per il calcolo della frequenza di eiaculazione per recuperare  l’energia perduta dell’individuo

ETA’ X 0,2 = FREQUENZA DI EIACULAZIONE (IN GIORNI)
In altre parole  la frequenza di eiaculazione  che permette di rimanere in pari nel bilancio energetico
è in base all’eta’ ed è uguale a un quinto
esempio: per un individuo di anni 20 x 0,2 = 4 giorni (frequenza di eiaculazione)
esempio: per un individuo di anni 50 x 0,2 = 10 giorni (frequenza di eiaculazione)
Antar Raja

Re Interiore: FREQUENZA DI EIACULAZIONE CONSIGLIATA