Risate come meditazione

24 SETTEMBRE 2015
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Ogni mattina, appena sveglio, prima di aprire gli occhi, stirati come un gatto. Stira ogni fibra del corpo. E dopo due o tre minuti, con gli occhi ancora chiusi, mettiti a ridere. Per cinque minuti non fare altro. All’inizio sarà una risata forzata, ma in breve i tuoi tentativi provocheranno una risata spontanea. Perditi nelle risate. Prima che accada veramente ci vorranno forse alcuni giorni, perché non ci siamo abituati. Ma poi tutto diventerà spontaneo e cambierà la qualità della tua giornata.

Per chi ha difficoltà a ridere di cuore o per chi sente che la sua risata è falsa, Bhagwan ha suggerito questa meditazione molto semplice:

Al mattino presto, prima di mangiare, bevi una caraffa piena di acqua tiepida e un po’ salata. Bevi senza interromperti e rapidamente, altrimenti non riuscirai a berla tutta. Poi piegati in avanti e fai dei gargarismi, cosi l’acqua potrà risalire: in questo modo la vomiterai tutta e pulirà il canale. Non serve altro: hai solo un blocco nel canale che ti impedisce di ridere quando vorresti farlo.

Nello Yoga questa è una pratica obbligatoria. Viene detta una « purificazione necessaria ». Ha un potere enorme di purificazione e ti lascia con un canale pulitissimo: tutti i blocchi scompaiono. Per te sarà un divertimento e ti lascerà puro per tutta la giornata. Le risate e le lacrime, e perfino le tue parole, verranno dal tuo centro pili intimo.

Ripeti questo procedimento per dieci giorni e ti farai le risate più grasse di tutto il circondario.
La prima cosa che si deve fare è ridere, perché la risata stabilirà l’atmosfera di tutta la giornata. Se ti svegli ridendo, presto sarai in grado di sentire quanto sia assurda la vita. Nulla è serio: puoi ridere anche delle tue delusioni, puoi ridere anche delle tue sofferenze, puoi ridere perfino di te stesso.

Osho: Il libro arancione