Osho: La gioia è la sostanza stessa di cui è fatto l’universo.

La felicità è là dove ti trovi; ovunque tu sia, lì è la felicità. Ti circonda, è un fenomeno naturale: è del tutto simile all’aria, assomiglia al cielo. Non la si deve cercare, è la sostanza stessa di cui è formato l’universo: la gioia è la sostanza stessa di cui è fatto l’universo, ma devi guardare diritto davanti a te… se cerchi a destra e a manca, te la lascerai sfuggire.

Osho

Osho: Eliminare la tensione del volto

Ogni sera, prima di andare a dormire, siediti nel letto e inizia a fare delle facce – proprio come piace fare ai bambini piccoli che si divertono a fare facce di ogni tipo, buone, cattive, belle, brutte – in modo che tutta la muscolatura della faccia si muova. Fai dei suoni – suoni senza senso andranno benissimo – e muovi il corpo oscillando per dieci o quindici minuti, e poi mettiti a dormire.

Alla mattina, prima di farti il bagno, rimani in piedi dieci minuti davanti allo specchio e in questi dieci minuti fai di nuovo delle facce. Essere davanti allo specchio ti sarà di aiuto, perché potrai vederti e rispondere.

Osho
Tratto da discorsi inediti

http://www.osho.com/it/meditate/more-meditations/meditation-of-the-week/relieving-facial-tension

Osho: Siete voi la causa della vostra infelicità

Siete voi la causa della vostra infelicità, e potete anche essere la causa della vostra beatitudine. Voi siete la causa dell’inferno in cui vivete, ma potete creare anche il paradiso. Voi soli siete responsabili e nessun altro.

Se potete fare del bene, fatelo. Se potete aiutare qualcuno, aiutatelo. Se provate compassione, amore, lasciateli fluire, perché tutto ciò vi ritornerà.

Se cercate la bellezza, troverete la bellezza. Se credete che la bellezza non esiste, potrete anche imbattervi in essa, ma non la vedrete.

Vedete solo ciò che state cercando.

Osho

Osho: Una persona viva deve rimanere fluida.

La nuova consapevolezza sarà contraria a tutte le ortodossie. Qualsiasi ortodossia, cattolica o comunista, hindu o giainista – ogni tipo di ortodossia – è una specie di paralisi della mente. Ti paralizza. Tu smetti di vivere. Diventa una rigidità che ti circonda. Diventi un fanatico, diventi testardo. Diventi come una pietra. Non ti comporti con la fluidità di un essere umano, cominci a comportarti come un mulo.

Una persona viva deve rimanere fluida. Deve rispondere a situazioni che cambiano. E le situazioni cambiano continuamente. Come puoi rimanere fisso nei tuoi atteggiamenti quando la vita stessa non rimane ferma? Quando la vita è un fiume come puoi rimanere rigido? Se rimani inflessibile perdi contatto con la vita – sei già nella tomba.

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Prendersi la responsabilità di se stessi – Osho

Domanda: Queste parole “prendersi la responsabilità di se stessi”, mi confondono. Io sono un individualista e mi piace stare per conto mio. Se faccio quello che sembra giusto per sostenere me stesso, non è forse un modo di nutrire il mio ego? Dov’è il limite tra assumersi la responsabilità di se stessi e alimentare l’ego soddisfacendo le sue tendenze?

Risposta: Non c’è limite nel prenderti la responsabilità di te stesso. E la domanda è sorta… e non solo questa domanda, molte domande nascono perché tu ti limiti a pensarci, non fanno parte delle tue esperienze esistenziali. Se ti assumi la responsabilità di te stesso, non puoi essere un egoista, perché essere un egoista significa semplicemente che sei profondamente addormentato e non puoi assumere alcuna responsabilità.

La responsabilità giunge con la consapevolezza, con l’attenzione. Stai ponendo una domanda intellettuale, del tipo: “Quando portiamo luce nella stanza, cosa ne faremo del buio? Dove dobbiamo buttarlo?” A livello intellettuale è giustissima: c’è buio nella stanza, e tu dici: “Portando luce nella stanza, sorge la domanda: ‘Dove si deve spingere il buio, in quel caso? Dove dovrà essere gettato via? In che modo?’” Ma non è esistenziale. Prova soltanto a introdurre la luce e non ci sarà alcun problema rispetto al buio. Non ci sarà più alcuna oscurità!

Responsabilità è consapevolezza, attenzione, presenza cosciente. L’ego è solo inconsapevolezza. Non possono coesistere. Man mano che diventi più consapevole, ti avvicini di più alla luce, e qualunque cosa appartenga al mondo dell’oscurità comincia a scomparire. L’ego è null’altro che oscurità. Quindi ricorda una cosa: cerca di fare domande che siano esistenziali. Le domande intellettuali possono sembrare logiche, ma in realtà sono assurde. Prova a essere responsabile, e nell’essere responsabile dovrai essere consapevole e attento. Restando responsabile, creerai la luce che dissipa automaticamente l’oscurità dell’ego.

https://www.meditare.net/wp/consapevolezza/prendersi-la-responsabilita-di-se-stessi-osho/

Osho: La paura è al servizio della morte, l’amore è al servizio della vita.

L’uomo nuovo vivrà in preda all’amore, non alla paura, perché la paura è al servizio della morte, l’amore è al servizio della vita. E se tu vivi in preda alla paura non saprai mai cos’è la vita, conoscerai solo e sempre la morte. E ricorda, colui che vive nella paura crea situazioni in cui dover provare sempre più paura.

È la tua paura a creare le situazioni, proprio come fa l’amore. Se ami troverai molte occasioni per amare. Se sei impaurito, troverai molte occasioni per aver paura.

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Osho: Vivi più autenticamente, lascia cadere le maschere.

Vivi più autenticamente. Lascia cadere le maschere: sono un peso per il tuo cuore. Lascia cadere tutte le falsità. Esponiti. Naturalmente, se lo fai, avrai qualche problema, ma ne varrà la pena perché solo dopo quei problemi crescerai e diventerai maturo. E poi nulla limiterà la vita. La vita rivela le sue novità in ogni momento. È un miracolo costante quello che accade intorno a te ogni giorno, solo che tu ti nascondi dietro futili abitudini. Se non ti vuoi annoiare diventa un buddha.

Vivi ogni momento il più attentamente possibile, perché solo se sei pienamente sveglio riuscirai a lasciare cadere la maschera. Ti sei completamente dimenticato qual è il tuo volto originale. Persino quando sei solo, davanti allo specchio nel tuo bagno – e non c’è nessuno – perfino stando davanti allo specchio non riesci a vedere la tua vera immagine riflessa. Anche da solo davanti allo specchio continui a ingannarti. L’esistenza è disponibile per quelli che sono disponibili verso l’esistenza.

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Osho: Quando ami sei felice, la gioia segue l’amore.

Il mio caro Maestro Osho parla della gioia come conseguenza dell’amore:
“Quando ami, sei felice. Quando non puoi amare, non puoi essere felice, gioioso. La gioia è una funzione dell’amore, un’ombra dell’amore; lo segue sempre. Dunque diventa sempre più amorevole, e sarai sempre più gioioso. Non ti preoccupare, non chiederti se il tuo amore sarà ricambiato o no, non è affatto importante. La gioia segue l’amore automaticamente, che venga ricambiato o no, che l’altro corrisponda o no. Questa è la bellezza dell’amore, il suo risultato implicito: il suo valore è intrinseco all’amare stesso.

Non dipende affatto dalla risposta dell’altro, è totalmente nelle tue mani, e non fa alcuna differenza a chi indirizzi il tuo amore: un cane, un gatto, un albero oppure una pietra. Puoi semplicemente sederti di fianco a una pietra ed essere in amore. Puoi farti una chiacchierata, la puoi baciare, ti puoi sdraiare su di essa. Sentiti un tutt’uno con quella pietra e all’improvviso sentirai una scossa energetica, un ribollire di energia, e proverai una gioia immensa. Forse quella pietra non ti ha contraccambiato, forse l’ha fatto: questo non è per nulla importante.

Ti sei sentito colmo di gioia perché hai amato: chi ama è felice, gioioso. Allorché conoscerai questa chiave, potrai essere gioioso ventiquattr’ore su ventiquattro. E se ami ventiquattr’ore al giorno, senza più dipendere dal possesso di un oggetto d’amore, diventerai sempre più indipendente; infatti potrai essere in amore anche se nessuno è presente. In questo caso potrai amare il vuoto stesso che ti circonda. Seduto da solo nella tua stanza, la ricolmerai con il tuo amore. Potresti anche essere in prigione: puoi trasformare la tua cella in un tempio, nel giro di un secondo. Nel momento in cui ricolmi d’amore, non è più una prigione; d’altra parte, perfino un tempio si trasforma in una prigione, se non esiste amore alcuno.”

Osho