Una tecnica universale

13 settembre 2015

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Essere inconsapevole delle tue azioni, dei tuoi pensieri,
delle tue sensazioni genera la buia notte della
tua anima.
 Allorché sei consapevole di tutti e tre questi strati
del tuo essere… il pensiero è il livello più superficiale,
la sensazione è un po’ più profonda, poi segue l’essere:
l’ultima cosa che devi dissolvere nell’Assoluto.
 Il processo per sviluppare la consapevolezza è semplice,
ed è sempre lo stesso: osserva, sii un testimone,
guarda i tuoi pensieri senza alcun giudizio, senza alcuna
condanna, senza valutarli. Infatti, nel momento
in cui emetti un qualsiasi giudizio, favorevole o contrario,
positivo o negativo, non sei più un testimone:
sei già diventato parte del processo di pensiero.
 Resta silenzioso, e guarda semplicemente qualsiasi
cosa scorra sullo schermo della tua mente, nello
stesso modo in cui guardi un film. Ricorda semplicemente
che sei solo un osservatore.
 E quando avrai avuto successo, rispetto al primo
livello, questo stesso processo ti permetterà di vedere
 le tue sensazioni, una realtà ancora più sottile.
 D’altra parte, una persona in grado di vedere i pensieri,
restando un testimone silenzioso dei processi
mentali, acquisisce automaticamente l’abilità di gestire
questo secondo passo: molto presto sarai in grado
di vedere le tue sensazioni, i tuoi sentimenti, i tuoi stati
d’animo, le tue emozioni.
 E allorché ti troverai al di là del secondo livello,
potrai affrontare il terzo: è la dimensione più profonda
del tuo essere, la sensazione di “io”, la tua separazione
rispetto all’universo. In realtà, tu non sei mai
separato dal Tutto, neppure per un istante, non puoi
esistere in quanto entità separata: sei in sintonia con
l’esistenza in tutti i modi possibili; tra te e l’esistenza
esistono migliaia di ponti, infinite connessioni.
 Ebbene, ora osserva questo silenzio, questa “è-ssenza”,
questa sensazione di “io sono”: osservala semplicemente.
Non esiste altro da osservare, se non questo
confine infinitesimale che ti avvolge.
Allorché osservi i pensieri, scompaiono.
Allorché osservi le sensazioni, scompaiono.
 Allorché osservi l’essere, non sei più un’entità separata.
Resta solo il testimone, e questa è la tua realtà eterna.
Questa realtà non ha nulla a che vedere con te: è
 universale.
 Il tuo essere un testimone e il mio non sono realtà
separate.
Ovunque accada questo processo testimoniante è
sempre la stessa realtà che si manifesta.
 Non conosce alcuna distanza rispetto allo spazio
né rispetto al tempo. Per il testimone non esiste alcuno
spazio, né tempo: non ha limite alcuno.
 Prima di arrivare a questo livello, ogni altra realtà
è tenebra: la buia notte dell’anima.
Il tuo arrivare a questo essere un testimone è l’ini
zio dello splendido giorno dell’anima: è un’alba che
non conosce tramonto.
 Tuttavia, il semplice ascoltare le mia parole non
servirà. Dovrai praticare tutto questo, quanto più
possibile. E questo esercizio non richiede affatto un
tempo separato dalla tua vita quotidiana. Non è minimamente
previsto che tu stia seduto per un’ora, o
per venti minuti, e che tu sia un testimone.
 Se hai tempo, puoi sederti in silenzio ed esercitarti
a essere un testimone, ma non è affatto necessario, in
quanto prerequisito. Puoi benissimo continuare a fare
il tuo lavoro, e al tempo stesso essere un testimone,
esercitarti nell’osservazione imparziale e distaccata.
L’intera pratica tende a renderti un testimone
sempre più saldo in questa osservazione imparziale,
in modo che acquisti la capacità di perdere tutte le
identità. E solo una persona forte e molto salda può
perdere tutte le identità.
Ed essere nel silenzio assoluto… esiste una luce, una
luce che non ha avuto alcun principio e non avrà
mai una fine. Questa luce ti appartiene, devi solo rivendicarne
il possesso.
 Inoltre, ricorda: questo sforzo non è complesso e
difficile, non è qualcosa di arduo, come le religioni ti
hanno sempre ripetuto. Mentre cammini per strada,
qual è il problema? Perché non potresti osservare
semplicemente il tuo camminare? Ciò che conta non
è l’oggetto della tua osservazione, la cosa importante
è essere un testimone imparziale. Qualsiasi cosa
aiuta il rafforzarsi della tua energia testimoniante.
 Mentre osservi uno splendido tramonto, non perderti
e basta, non dimenticare te stesso. Ricordati che
tu sei solo colui che osserva.
 Questa osservazione può dilatarsi a tutte le ventiquattr’ore,
senza che qualcuno sappia che stai facendo
qualcosa. La religione non è qualcosa di cui il mondo
debba esserne a conoscenza; è qualcosa che devi
 fare all’interno di te stesso.
Inizia da questo istante-Questo silenzio sconfinato.
Qui sono presenti migliaia di persone, ma è come
se non ci fosse nessuno… sii un semplice testimone.
 Il richiamo lontano di un aeroplano… resta un
semplice testimone.
Ebbene, continua a praticare la stessa osservazione
imparziale con qualsiasi cosa fai: mentre mangi,
mentre fai una doccia, mentre lavori in giardino, nei
campi. Non importa ciò che fai, ciò che conta è il fatto
che il testimone sia sempre presente.
 All’inizio te ne dimenticherai molto spesso, perché
per molte vite non sei mai stato un testimone,
sei sempre stato coinvolto nel tuo agire. Dunque si
tratta solo di una vecchia abitudine, e le vecchie abitudini
 sono dure a morire; ma di certo muoiono!
 Tutto dipende da te. Più lo rendi un processo,
praticamente simile al respiro… continui a fare di
tutto, eppure respiri! Non smetti di respirare solo
perché stai scavando una buca per terra… ebbene,
l’osservazione imparziale deve diventare del tutto
simile al respiro.
 Di fatto, si tratta del respiro dell’anima universale,
dentro di te. E nel momento in cui avrai assaporato
 un solo istante ciò che significa essere universali,
sarà spuntata l’alba della vita: l’oscura notte dell’anima
è superata. 

 Osho: La verità che cura.

OSHO Meditazione Kundalini

Giovedì 10 Settembre 2015


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 La Meditazione Kundalini è un’altra tecnica ideata
da Osho molto diffusa e molto potente. Di solito
viene praticata la sera, al tramonto, per liberare l’organismo
dalle tensioni accumulate durante la giornata.
Anche le fasi di questa tecnica sono ritmate da
una musica che scandisce i quattro stadi.

PRIMO STADIO (15 MINUTI)
 Rimani sciolto e lascia che tutto il tuo corpo vibri
e si scuota; avverti le energie che salgono verso l’alto,
partendo dalle mani e dai piedi. Lasciati andare
in ogni parte del corpo e diventa quello scuotimento.
Puoi tenere gli occhi chiusi o aperti.
 “Lascia che lo scuotimento accada. Resta in piedi
in silenzio, avverti l’inizio della vibrazione e, quando
il corpo parte con un tremito leggero, assecondalo
ma senza mai agire. Godilo, va’ in estasi, incoraggialo,
ricevilo, favoriscilo, ma non forzarlo. Se lo
forzi, diventerà un esercizio, un esercizio ginnico. In
quel caso ti scuoterai, ma sarà un fenomeno superficiale:
non penetrerà in te. All’interno rimarrai rigido,
duro, pietrificato; sarai tu a tenere le fila, ad agire,
e il corpo non potrà fare altro che ubbidirti. Il
corpo non è un problema, il problema sei tu.
 “Quando ti dico di scuoterti, voglio che la tua solidità,
il tuo essere pietrificato siano scossi alle fondamenta,
così da diventare liquidi, fluidi, sciolti, liberi.
E quando l’essere rigido diventa liquido, il
corpo lo seguirà. A quel punto non ti scuoterai più,
esisterà solo lo scuotimento. Nessuno lo provocherà,
accadrà semplicemente. Allora colui che agisce
non esisterà più.”

SECONDO STADIO (15 MINUTI)
 Danza totalmente come più ti piace, e lascia che
tutto il tuo corpo si muova come meglio desidera.

TERZO STADIO (15 MINUTI)
 Chiudi gli occhi e rimani immobile, seduto o in
piedi… semplice testimone di qualsiasi cosa accada
dentro o fuori di te.

QUARTO STADIO (15 MINUTI)
 Tenendo gli occhi chiusi, sdraiati e rimani perfettamente
immobile. 

OSHO Meditazione Dinamica

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 La Meditazione Dinamica è la meditazione di
Osho per eccellenza, ed è quella più conosciuta. Si
struttura in cinque stadi. I primi tre devono essere
praticati con totalità, in modo che nel corpo non resti
alcuna energia statica; in questo modo la mente
non avrà più alcun alimento per creare pensieri, sogni
e immaginazioni. Esaurendo l’energia nell’estroversione,
all’improvviso ci si ritrova dentro di sé. Il
quarto stadio è un’osservazione silenziosa, un essere
testimoni. Nel quinto si celebra e si danza.
 Questa meditazione va fatta al mattino presto, a
stomaco vuoto.
 Osho ne chiarisce così il principio e la validità:
“L’energia richiede azione, si delizia nell’azione. Se
la reprimi, diventerai aggressivo; non farlo! Questo è
uno dei problemi più grandi dell’uomo moderno.
L’uomo primitivo aveva bisogno di moltissima energia
 per la sua vita di tutti i giorni: cacciare, richiede
tantissima energia… correre per ore nella foresta lottando
con animali selvatici, e solo a sera riuscire a
conquistare del cibo, senza alcuna certezza di riuscirci,
richiedeva un’incredibile quantità di energia.
 “Oggi tutto è fatto dalle macchine, la tecnologia
ha liberato l’uomo da un’incredibile quantità di la
voro. Che fare? Si diventa aggressivi, si litiga, si va
in collera senza motivo: all’improvviso si esplode.
 “Tutti sanno che è qualcosa di stupido, perfino tu
lo sai, nei momenti in cui sei calmo. Ma come mai a
un certo punto esplodi senza ragione? L’hai sempre
fatto, una qualsiasi scusa è bastata… il vero motivo
non era quella situazione, la verità è che hai una
quantità immensa di energia, tantissimo combustibile
che straripa, che è infiammabile e che si può incendiare
in qualsiasi momento. Ecco perché dopo uno
scoppio di collera ti senti rilassato, dopo una crisi di
rabbia senti discendere in te un po’ di benessere.
 “Questa è la situazione dell’uomo moderno, ecco
perché insisto: l’uomo moderno deve praticare Meditazioni
Attive, non tecniche basate sul silenzio. E
questo perché la tua energia ha bisogno di essere
espressa, necessita una catarsi. Hai una quantità di
energia impressionante e nessuna azione con cui
275 esprimerla: anche se vai in ufficio, o stai nel tuo negozio,
il tuo è solo un lavoro mentale, non fisico; e il
lavoro mentale non è sufficiente.
 “Dal punto di vista fisico, l’uomo è un cacciatore.
Per rilassarsi ha bisogno di un’intensa attività. Dunque,
devi scegliere in base ai bisogni del corpo. Non
forzarlo, non costringerlo: sentilo semplicemente e
metti a fuoco i suoi bisogni. Se senti di aver bisogno
di azione, corri o nuota, fa’ una passeggiata e se non
puoi fare altro, danza… in ogni caso, lascia fluire la
tua energia! Attraverso l’azione ti fondi nell’esistenza.
E quando l’energia se ne sarà andata e ti rilasserai,
sarai in silenzio: allora trova uno spazio tranquillo
nello stagno del tuo essere, e rilassati lì”.
PRIMO STADIO (10 MINUTI)
 Respira in modo caotico e rapido, attraverso il naso:
profondamente, rapidamente e con intensità,
senza alcun ritmo. Usa il movimento naturale del
corpo per aiutare la respirazione e portala al massimo
delle tue possibilità. In questo modo distruggerai
i tuoi schemi mentali e ti preparerai a liberare le
tue emozioni represse.

SECONDO STADIO (1O MINUTI)
 Esplodi: ridi, urla, piangi, salta, scuotiti, muoviti
 nella più assoluta follia, libero da ogni controllo.
Qualsiasi cosa affiori nella tua mente esprimila totalmente.
In questo modo libererai il tuo organismo da
ogni repressione, dal tuo intero condizionamento.

TERZO STADIO (1O MINUTI)
 Salta con le mani alzate, e urla a gran voce il mantra:
“Hu! Hu! Hu!” e sta’ attento a ricadere a terra
sull’intera pianta dei piedi. Espira mentre emetti
quel suono, in modo tale che tutto il tuo respiro fuoriesca.
Usa tutta la tua energia, esaurisciti totalmente.
Questo mantra urlato colpirà in profondità il centro
sessuale dall’interno, e quando questo centro è
colpito dall’interno, l’energia inizia a fluire verso
l’alto; in questo modo ogni cellula diventerà più cosciente:
non potrai più restare inconsapevole.

QUARTO STADIO (15 MINUTI)
 Stop! Fermati e congelati esattamente là dove ti trovi,
in qualsiasi posizione tu sia. Non muoverti, non fare
assolutamente nulla. In questo arresto improvviso
verrai ributtato nel centro. Diventerai un osservatore,
un testimone del tuo stesso corpo e della tua mente.
QUINTO STADIO (15 MINUTI)
 Celebra e gioisci al suono della musica, danza,
esprimi la tua gratitudine al Tutto; e porta con te,
 per tutta la giornata, la vitalità ritrovata.
Nota: la Meditazione Dinamica può essere fatta anche
in forma quieta, laddove fosse necessario. In
questo caso la catarsi del secondo stadio può essere
completamente sostituita dai movimenti corporei, e
nel terzo stadio lo “Hu!” può essere ripetuto in silenzio,
all’interno.
 Le diverse fasi di questa tecnica sono ritmate da
una musica che scandisce i cinque stadi.

OSHO Meditazione Nataraj

 La Nataraj è un modo nuovo, insolito ma molto
efficace e di grande attualità di avvicinarsi alla meditazione,
ed è forse il modo più semplice per tentare
un primo esperimento e un primo approccio con
qualcosa che già si conosce e che possiede una marcia
in più, di suo, purtroppo raramente utilizzata.
 Nataraj è danza intesa come meditazione globale:
lasciandosi andare al fluire del corpo, ballando con
totalità, ci si immerge infatti nel fluire dell’esistenza;
a quel punto è possibile sintonizzarsi con qualcosa
di cosmico, al di là dei confini conosciuti della propria
personalità: si tocca la propria essenza con una
 naturalezza che ha dello stupefacente.
 La tecnica si compone di tre stadi; ed esiste una
musica che li scandisce in modo armonico.
PRIMO STADIO (40 MINUTI)
 A occhi chiusi, danza come se fossi posseduto.
Lasciati guidare completamente dall’inconscio. Non
controllare i movimenti e non cercare di restare un
testimone di ciò che accade: lasciati dominare dalla
danza.
 “Dimentica colui che danza, il centro dell’io; diventa
la danza. Questa è meditazione. Danza così
intensamente da dimenticare che sei tu a danzare,
inizierai a sentire che tu sei la danza. Ogni divisione
deve scomparire, in questo modo danzare diventa
meditazione. Se esiste divisione, sarà una semplice
ginnastica: ottima, salutare, ma non si può dire che
sia spirituale. La danza in sé è ottima: entro i suoi limiti
è ottima. Dopo aver danzato ti sentirai fresco e
più giovane; ma non è ancora meditazione. Colui
che danza deve scomparire, finché resta solo la danza:
in questo caso è meditazione.”

SECONDO STADIO (20 MINUTI)

 Con gli occhi sempre chiusi, sdraiati immediatamente
 al termine della musica. Resta immobile, in
assoluto silenzio. Le vibrazioni della danza e della
musica continueranno dentro di te. Lascia che pene
trino negli strati più sottili del tuo essere.

TERZO STADIO (5 MINUTI)

Danza e divertiti, in totale celebrazione.

 Osho

Trova lo zero interiore

Fa’ questo esercizio prima di andare a dormire.
 Sdraiati semplicemente sul letto con gli occhi
chiusi, poi immagina una lavagna; dev’essere più
nera possibile. Adesso visualizza sulla lavagna la figura
di un tre, per tre volte. Inizia a visualizzarlo
una prima volta, poi cancellalo; torna a visualizzarlo
e cancellalo di nuovo; visualizzalo una terza volta
e poi cancellalo.
 A questo punto visualizza la figura numero due,
tre volte; poi visualizza la figura uno, sempre tre
volte; infine visualizza la figura zero, per tre volte.
Quando arriverai a visualizzare per la terza volta
Lo zero, sentirai un incredibile silenzio, quale non
hai mai percepito in precedenza.
 Un giorno cadrai in un silenzio assoluto, come se
l’intera esistenza fosse improvvisamente scomparsa
e non esistesse nulla. Quella sarà una prima intuizione
straordinaria, il primo incredibile bagliore.
 Persevera in questo semplice esercizio ogni sera,
quando stai per andare a dormire, fallo stando semplicemente
sdraiato nel letto; ma ricordati di completarlo,
perché quel processo ti può donare un silenzio
incredibile.
 È un processo semplicissimo, e non richiederà
più di due minuti, tre al massimo, ma ti potresti addormentare
prima di averlo completato.
 Sforzati di completarlo, non addormentarti prima
 che sia comparso il terzo zero; e non avere fretta, fallo
più lentamente e il più amorevolmente possibile.  

 Osho

Visualizza il Buddha interiore

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 Quando riesci a trovare un po’ di tempo, e come
minimo una volta al giorno devi trovarlo… qualsiasi
momento andrà bene, ma è bene praticare questo
esercizio a stomaco vuoto; quando è vuoto, hai a disposizione
più energia. Non devi essere affamato,
ricorda: è sufficiente che lo stomaco non sia troppo
pieno. Se hai mangiato, aspetta due o tre ore; se hai
 preso solo una tazza di tè, va benissimo: una tazza
di tè sarà utilissima.
 Inoltre, se prima di fare questo esercizio puoi farti
un bagno, sarà molto utile: fa’ un bagno caldo, seguito
da una doccia fredda. Prima immergiti nell’acqua
calda, e poi sciacquati con acqua fredda, fa’ una
doccia di due minuti. Finisci con una doccia fredda:
ti preparerà a perfezione.
 Subito dopo bevi una tazza di tè e siediti; sistemati
in modo da essere comodo. Se ti puoi sedere
per terra, usa un cuscino, ti aiuterà a stare comodo;
se questa postura ti è difficile, o è scomoda, puoi sederti
su una sedia.
 Rilassa tutto il corpo e concentrati semplicemente
sul centro del torace, esattamente nel mezzo, dove
le costole finiscono e inizia lo stomaco.
 Resta a occhi chiusi e visualizza una piccola statua
del Buddha in quel punto, metti a fuoco il semplice
contorno di una statua del Buddha. Puoi tenere
di fianco a te un’immagine di una statuetta del
Buddha, così da poterla visualizzare meglio: è sufficiente
una statua di cinque centimetri.
 Visualizzala come formata di luce, tale per cui
 quei raggi si diffondono tutt’intorno. Lasciati assorbire
in questo esercizio, in modo da immergerti in
quella visualizzazione con facilità… i raggi fuoriescono
dalla statua e si diffondono, fino a colmare tutto
il tuo corpo.
 Se riesci a stare seduto nella posizione del Buddha,
per terra, ne trarrai un incredibile giovamento, in
quanto quell’immagine e la tua postura si corrisponderanno.
 I raggi si diffondono e tutto il corpo viene colmato
di luce; poi, quei raggi iniziano a estendersi fuori
dal corpo: lascia che la visualizzazione interiore
proceda in questo senso. E osservali mentre toccano
il soffitto e le pareti, finché, nel giro di pochi attimi
escono dalla stanza e continuano a estendersi e a
diffondersi sempre di più.
 Nel giro di quindici minuti fa’ in modo che coprano
l’intero universo, che arrivino al punto più remoto
che ti è possibile concepire.
 In te affiorerà una pace squisita, qualcosa di immenso.
Resta in questo stato per almeno cinque o
dieci minuti: l’intero universo è colmo di raggi, e il
centro di tutto ciò è il tuo cuore più intimo.
Mantieni questa sensazione per almeno dieci minuti.
Continua a contemplarla, continua a percepire
quei raggi; non fermarti, continua… continua… continua:
l’intero universo è colmo di questi raggi.
 Poi inizia a ritirarti, lentamente; con la stessa lentezza
con cui ti sei proteso all’esterno, lentamente ritirati,
fino a tornare al tuo Buddha interiore… di
nuovo torna a quella statua di cinque centimetri,
colma di luce.
 Poi, d’acchito, lascia che scompaia bruscamente.
Questo è un elemento essenziale, il punto più importante
di tutto questo esercizio.
 Lascia che quella statuetta scompaia bruscamente:
rimarrà un’immagine in negativo. Accade la stessa
cosa quando guardi troppo a lungo una finestra:
se all’improvviso chiudi gli occhi, vedi l’immagine
della finestra in negativo. In questo caso la statua
del Buddha era presente, colma di luce; all’improvviso,
bruscamente, falla scomparire. Apparirà una
statua del Buddha oscura, negativa, vuota: trattienila
almeno per cinque o dieci minuti; conserva quel
buco nero, quel vuoto.
 Durante il primo stadio, quando i raggi si diffondono
in tutto l’universo, sentirai una pace profonda,
qualcosa che potresti non aver mai percepito in passato,
accompagnata da un’incredibile espansione; la
sensazione di essere diventato immenso e l’intero
universo è dentro di te.
 Durante il secondo stadio, anziché pace, sentirai
beatitudine. Quando la statua del Buddha diventa
negativa e ogni luce scompare, ed esiste solo l’oscurità
e il silenzio, sentirai un’immensa beatitudine,
del tutto immotivata! In te affiora un benessere
squisito. Trattieni questa sensazione.
 Dunque, l’intero esercizio non deve richiedere
più di quarantacinque minuti, al massimo si deve
arrivare a sessanta.
 È un esercizio che si può fare a letto, la sera, quando
stai andando a dormire: quello è il momento perfetto.
Fallo e addormentati; in questo modo quello
stato dell’essere continuerà a vibrare per tutta la notte.
 Molte volte nei tuoi sogni comparirà quella statua
del Buddha, molte volte nei tuoi sogni percepirai
quei raggi. Al mattino sentirai che il tuo sonno ha
avuto una qualità del tutto diversa dal solito. Non si
tratta di semplice sonno; qualcosa di più positivo
era presente, c’era una particolare presenza: ne uscirai
più rinvigorito, più attento e presente, più colmo

di riverenza nei confronti della vita.
Osho 

Il segreto di Lao-tzu

 Ti vorrei parlare di un sutra segreto di Lao-tzu.
Non è scritto da nessuna parte, ma è stato trasmesso
con un millenario passaparola dai suoi discepoli.
 È un sutra con cui si tramanda un metodo di meditazione.
 Lao-tzu dice: “Siedi a gambe incrociate. Percepisci
dentro di te la presenza di una bilancia a due
braccia: i bracci si trovano vicino ai seni, l’ago è tra
gli occhi, dove si presume essere il terzo occhio. I fili
che reggono i due bracci sono nel tuo cervello”.
 E Lao-tzu spiega: “Sii consapevole di questa bilancia
interiore ventiquattr’ore su ventiquattro, e
sta’ attento a equilibrare i due piatti, così che siano
sempre bilanciati, e l’ago sia sempre nel mezzo. Se
riesci a equilibrare questa bilancia interiore, hai
completato il tuo viaggio”.
 Purtroppo è molto difficile. Scoprirai che è sufficiente
 l’alito di un respiro per far salire o scendere i
due piatti.
 Sei seduto in silenzio, all’improvviso una persona
entra nella stanza e l’ago della bilancia sale o scende.
 Lao-tzu dice: “Equilibra la tua consapevolezza.
Gli opposti dovrebbero essere equilibrati e la parte
mediana dovrebbe essere sempre fissata nel centro.
Sia che la vita porti felicità, sia che porti infelicità;
luce o oscurità, onore o disonore, mantieni l’occhio
fisso sull’equilibrio interiore e continua a correggerlo
in modo che sia sempre bilanciato”.
 Un giorno raggiungerà il perfetto bilanciamento;
il punto in cui è presente l’esistenza, non la vita; è
presente l’oceano, non le onde; è presente il Tutto e
non vi è alcun io.

 Osho

Raccogliti in te stesso

 A ogni respiro che fuoriesce, ripeti: “Uno”. A ogni
espirazione, ripeti: “Uno” e non dire nulla, mentre
 inspiri. Continua: quando espiri, ripeti: “Uno” e non
dire nulla, mentre inspiri.
 Dunque, a ogni espirazione ripeti semplicemente:
“Uno… uno… uno” e non limitarti a dirlo, inizia anche
a sentire che l’intera esistenza è Uno, è un’unità.
Non ripeterlo solo a parole, lasciati semplicemente
avvolgere da quella sensazione… e dire semplicemente:
“Uno” aiuterà moltissimo.
 Fallo per venti minuti ogni giorno, e fa’ in modo
che nessuno ti disturbi mentre esegui questo esercizio,
dev’essere qualcosa di tassativo.
 Puoi aprire gli occhi, ogni tanto, e guardare l’orologio,
ma non mettere alcuna sveglia. Qualsiasi cosa
ti possa dare una scossa sarebbe negativa, pertanto
non tenere in quella stanza un telefono, e fa’ in modo
che nessuno bussi. Per questi venti minuti devi
essere totalmente rilassato; se intorno a te c’è troppo
frastuono, usa tappi per le orecchie.
 Dire: “Uno” a ogni espirazione ti renderà calmo,
quieto e raccolto a un livello per te inimmaginabile,
in questo momento.
 Fallo sempre di giorno, mai la sera, altrimenti il
tuo sonno ne sarà disturbato, poiché questo esercizio
ti renderà così rilassato che non ti sentirai affatto
assonnato.
 Al termine, ti sentirai fresco e riposato… il momento
migliore è il mattino; se non puoi, fallo il pomeriggio,

ma non farlo mai di sera o di notte.
Osho 

Essere qui

 Man mano che crescerai in consapevolezza, il
mondo in quanto tale inizierà a cambiare. Non occorre
fare nulla direttamente; tutti i cambiamenti
che accadranno saranno praticamente spontanei. La
sola cosa necessaria è uno sforzo per essere più coscienti.
 Inizia dunque a diventare sempre più cosciente rispetto
a tutto ciò che fai. Mentre cammini, cammina
in modo cosciente; porta tutta la tua attenzione nel-
l’atto di camminare. Esiste una differenza enorme
tra il semplice camminare privo di qualsiasi consapevolezza
e il tuo camminare arricchito dalla qualità
della consapevolezza. È un cambiamento radicale
che potrebbe non essere visibile all’esterno, ma che
all’interno comporta spostarsi letteralmente in un’altra
dimensione.
 Prova con azioni semplici: per esempio, quando
muovi la mano, puoi farlo in modo automatico; prova
invece a muoverla con profonda consapevolezza,
fallo lentamente, percependo il movimento e osservando
dall’interno in che modo la stai muovendo.
 Attraverso questo semplice movimento sei sulla
soglia del divino, poiché sta accadendo un miracolo.
Di fatto questo è uno dei misteri più grandi, che la
scienza ancora non è riuscita a spiegare.
 In pratica, tu decidi di muovere la mano, e la mano
segue la tua decisione. Si tratta di un miracolo,
infatti in questo semplice gesto la consapevolezza
entra in contatto con la materia; non solo, ma la materia
segue la consapevolezza.
 Ancora non si è scoperto in che modo operi quella
connessione. È una magia: rivela il potere della
mente sulla materia, ecco la magia di quel semplice
gesto! E tu lo fai continuamente, nell’arco dell’intera
giornata, ma non l’hai mai fatto consapevolmente;
altrimenti, grazie a questo semplice gesto, in te affiorerebbe
un immenso spazio meditativo. È così
che il divino muove l’intera esistenza…
 Pertanto, mentre cammini, quando sei seduto,
quando ascolti o parli, resta attento e presente. Muoviti
in ogni tua azione con totale consapevolezza.

 Osho

Equilibrarsi

 Il lato sinistro e quello destro del cervello operano
in modi separati; accade in tutti ma, quando la
meditazione colpisce in profondità, quella separazione
e le qualità che rendono diversi i due emisferi
possono essere esagerate in modo eccessivo.
 In questo caso, siedi in silenzio, da solo e premiti
gli occhi. Premi i bulbi oculari fino a quando inizi a
vedere delle luci. Non premere troppo da sentire
dolore, anche se un minimo di dolore puoi permettertelo.
 Continua a osservare quelle luci. Ti aiuteranno ad
acquietare molte cose.
 Fa’ questo esercizio per quattro o cinque minuti,
poi rilassati per cinque minuti e poi torna a premere.
Prosegui con questo ritmo alternato per quaranta
minuti e poi butta sugli occhi manciate d’acqua
fredda.
Infine, chiudi gli occhi e senti quella freschezza.
 Pratica questo metodo per quindici giorni; acquieterà
molte cose nel tuo cervello e ti sentirai
 profondamente padrone di te, quieto ed equilibrato;
in perfetta salute mentale.

 Osho