AMA TE STESSO

22 FEBBRAIO 2016

Questo è il vero interrogativo da porsi: “Come mai non siamo esseri che amano?”.

Non si tratta di amare questa persona o quell’altra, non è questione di amare l’amico o il nemico. La domanda è: “Sei in amore, oppure no?”. Ami il tuo corpo? Ti sei mai preoccupato di toccare il tuo corpo con una carezza amorevole? Ami te stesso? No, tutte le religioni ti insegnano a odiarti: tu sei una persona sbagliata e devi essere riaggiustata; sei un peccatore e devi diventare un santo. Come puoi amare te stesso? 
Non sei neppure in grado di accettarti. E queste sono le radici della tua realtà!

Io ti insegnerò ad amare te stesso. E se potrai amarti, se potrai gioire nell’essere te stesso, naturalmente il tuo amore continuerà a diffondersi; diventerà un’aura che ti avvolgerà, allora amerai i tuoi amici, e in un certo senso amerai anche i tuoi nemici… poiché, così come i tuoi amici ti definiscono, allo stesso modo anche i tuoi nemici ti definiscono.

Questa è una grande intuizione: allo stesso modo in cui i tuoi amici ti determinano, anche i tuoi nemici lo fanno… un’inimicizia lunga una vita è una relazione, è una relazione profonda. Pertanto, un uomo di comprensione amerà anche i suoi nemici; non per ragioni spirituali, ma per il semplice motivo che anche loro lo determinano, sono parte della sua esistenza. Senza di loro, esisterebbe un vuoto che nessun altro potrebbe colmare.

La questione non va posta nel modo in cui la pose Gesù. In quel caso si tratta di semplice egoismo: ama i tuoi nemici perché tu sei un essere spirituale superiore, mentre loro sono solo semplici esseri umani; pertanto, amali, dimostra loro il vero sentiero spirituale. Così non fai altro che appagare il tuo ego.

Anch’io ti dirò: “Ama il tuo nemico”, ma non per lo stesso motivo. Ti dirò: “Amalo, perché ti determina, è parte di te, così come tu sei parte di lui; non solo l’amico, anche il nemico è un’estensione del tuo essere”. Questo non ti rende “il più santo”, si tratta di una semplice comprensione di come opera la psicologia.

Ama te stesso! Ma puoi amarti solo se lasci cadere l’idea di essere un peccatore. E puoi lasciar cadere quell’idea solo se lasci andare l’idea che esista un dio.

Se esiste un dio, tu sei un peccatore, non puoi essere null’altro. Se esiste un dio, tu sei inevitabilmente un peccatore. Tu sei stato espulso dal regno di Dio, e verrai riammesso solo se diventi ubbidiente, così ubbidiente da perdere la tua individualità in nome di un dio ipotetico che non hai mai visto e che non vedrai mai.

Le tue religioni non ti permettono di amare te stesso, poi però parlano di tutte quelle stronzate sull’amare i propri nemici e sull’amare i propri vicini. Ma osserva questa evidenza: se non riesci ad amare te stesso, non potrai mai amare nessun altro nel mondo intero. Quell’energia d’amore deve sorgere dal tuo cuore, e laggiù è seduto un peccatore, condannato in modo assoluto, in attesa di essere gettato nelle fiamme dell’inferno.
OSHO: IN AMORE VINCE CHI AMA

Non posso dirti cos’è l’amore, ma…

21 FEBBRAIO 2016

Amato Maestro, sento che noi tutti usiamo la parola amore come una parola qualsiasi, senza sapere veramente in cosa consista. Puoi per favore parlare di cos’è realmente l’amore?

Hai ragione. La gente usa la parola amore esattamente come una parola qualsiasi: una parolaccia per di più, perché parlare di desiderio sessuale sarebbe offensivo.

Se dici a una donna: “Ti desidero”, non puoi aspettarti che ti rispetti. Ti dirà: “Mi desideri? Ma vattene!”, se però le dici: “Ti amo”, allora tutto va bene.

Nel profondo della tua mente è semplice desiderio sessuale, la spinta biologica a usare la donna; ma una bella parola nasconde la cruda realtà. Il problema è che le persone non sono consapevoli di cosa sia l’amore, per cui non ingannano solo gli altri, ingannano se stesse: anche loro pensano che sia amore.

L’amore richiede una consapevolezza immensa, l’amore è l’incontro di due anime e la sessualità è l’incontro di due corpi. La sessualità è animale, l’amore è divino. Ma fino a quando non sai di essere un’anima, non puoi comprendere l’amore.

Non posso dirti cos’è l’amore, ma posso dirti come trovare la tua anima. Questo è il mio lavoro: aiutarti a meditare, a diventare più consapevole, in modo che un po’ alla volta cominci a vedere che non sei solo il corpo, che non sei nemmeno soltanto la mente; c’è qualcos’altro nascosto dietro a tutto questo, e quello è la tua vera vita.

Quando diventerai consapevole della tua vera vita, del tuo essere, conoscerai la gioia di essere così straripante d’amore da volerlo condividere con qualcuno che sia ricettivo, disponibile, pronto ad aprire il proprio cuore.

L’incontro di due consapevolezze è amore. Scopri la tua consapevolezza e scoprirai cos’è l’amore.

È un’esperienza e non c’è modo di parlarne, non più di quanto abbia già fatto. L’incontro di due consapevolezze che si fondono l’una nell’altra porta il più grande orgasmo che l’universo conceda; ma prima devi allontanarti dal corpo, dalla mente e dal cuore e raggiungere il centro stesso del tuo essere.

Una volta raggiunto il centro del tuo essere, troverai che l’amore si irradia da te. Non è qualcosa che devi fare: è come se il sole si fosse alzato e i fiori si fossero aperti, riempiendo l’aria della loro fragranza.

L’amore è una conseguenza della meditazione. Solo chi medita sa cos’è l’amore.

 OSHO: IN AMORE VINCE CHI AMA

Dare amore: un nuovo inizio

20 FEBBRAIO 2016



Si deve imparare ad amare di più. Voi tutti volete essere amati: questo è un inizio errato. È qualcosa che ha avuto inizio nell’infanzia… i bambini piccoli non possono parlare, non possono agire, non possono dare: possono solo ricevere. L’esperienza d’amore di un bambino consiste soltanto nel ricevere amore – dalla mamma, dal papà, dai fratelli, dalle sorelle, dai parenti, dagli ospiti, dagli estranei –, il bimbo riceve continuamente amore da chiunque.
Quindi, la prima esperienza che penetra e si stabilizza nel suo inconscio è questa: egli deve ricevere amore. I guai nascono perché ogni essere umano è stato un bambino e ogni bambino ha bisogno di ricevere amore: nessun essere umano ha mai iniziato la propria vita in un altro modo. Pertanto, ogni essere umano chiede e pretende:
 “Dammi amore”, ma non trova nessuno che glielo possa dare, perché tutti hanno iniziato la loro vita nello stesso modo!
Quindi dovete stare attenti e diventare consapevoli, così che quella situazione – verificatasi all’inizio della vostra vita – non diventi lo stato prevalente e costante della vostra mente.
Anziché chiedere: “Dammi amore”, comincia ad amare. Dimentica il desiderio di “ricevere amore”, dona semplicemente amore… e ti garantisco che riceverai in cambio moltissimo amore. 
Ma non dovrai pensare al desiderio di “ricevere amore”; non dovrai stare attento – neppure indirettamente, di straforo – per vedere se stai ricevendo amore, oppure no: basterebbe questo guardare con la coda dell’occhio per disturbarti. Donare amore è sufficiente; infatti, amare è bellissimo, ricevere amore non è altrettanto bello. Questo è uno dei segreti.
Amare è l’esperienza davvero più bella: ti fa sentire un imperatore. Essere amato è un’esperienza minima, ed è l’esperienza del mendicante. Non essere un mendicante! Perlomeno in amore, sii un imperatore; perché ciò implica una qualità inestinguibile, presente dentro di te: puoi continuare a dare quanto vuoi. Non ti devi preoccupare che l’amore si possa esaurire, non pensare che un giorno ti ritroverai a dire: “Dio mio, non ho più amore da dare a nessuno!”.

L’amore non è una quantità, è una qualità, ed è una qualità di tipo particolare: cresce quando la si dona, e muore se la si trattiene; se sei avaro nel dare amore, in te l’amore muore. Sii un vero scialacquatore! E non

preoccuparti mai… non chiederti: “A chi darò il mio amore?”. Questa è l’idea di una mente avara: “Darò il mio amore solo a chi ha particolari qualità”.
Non ti rendi conto che hai tantissimo da donare… sei come una nuvola carica di pioggia. La nube non si cura di scaricare la pioggia qui piuttosto che là, la scarica ovunque: sulle rocce, sui giardini, nell’oceano. Vuole soltanto scaricarsi: dopo aver scaricato il proprio peso, si sentirà libera!
Quindi il primo segreto è questo: non chiedere amore e non aspettare l’amore, pensando che amerai quando qualcuno te lo chiederà. Donalo!
Da’ il tuo amore a chiunque, anche a un estraneo. Il problema non è che tu debba dare qualcosa di estremamente prezioso: tendi semplicemente la tua mano in modo amichevole, con la predisposizione ad aiutare, è sufficiente. Tutto ciò che fai, nelle ventiquattr’ore, devi farlo con amore; allora il dolore che avverti nel cuore scomparirà. E poiché sarai tanto amorevole, molta gente ti amerà. È una legge di natura: si riceve ciò che si dà. Di fatto, si riceve molto più di quanto si dà.
Impara a dare e troverai che tantissime persone – gente che non ti aveva mai guardato prima e non si era mai occupata di te – diventeranno amorevoli nei tuoi confronti.
Il problema è che tu hai un cuore pieno d’amore, ma sei stato avaro e l’amore è diventato un peso nel tuo cuore: invece di lasciar sbocciare il tuo cuore, l’hai trattenuto; pertanto, quando vivi un momento in amore, quel peso scompare. Ma perché solo per un momento? Perché non farlo accadere in ogni momento? E non parlo solo di esseri viventi: puoi perfino toccare una sedia con mano amorevole. Amare dipende da te, non dall’oggetto del tuo amore.
In questo modo ti ritroverai in un profondo rilassamento, scomparirà il tuo sé – quello è il peso – e ti dissolverai nel Tutto. Il tuo è di certo un disagio, nel senso letterale del termine: dis-agio. Non è una malattia, quindi nessun medico può aiutarti; è semplicemente una tensione nel tuo cuore, che vuole dare molto di più.
OSHO: IN AMORE VINCE CHI AMA

Comprensione e accettazione

19 FEBBRAIO 2016

È difficile restare sempre e continuamente aperti e disponibili. A volte sarai aperto e a volte chiuso; ma non è una cosa di cui preoccuparsi: quello è un ritmo, del tutto simile al giorno e alla notte. Nello stesso modo in cui di giorno i fiori si aprono e di notte si chiudono, così come inspiri ed espiri, non puoi restare aperto e disponibile ventiquattr’ore al giorno.

E non cercare di farlo, altrimenti la cosa ti creerà infelicità, e nell’infelicità ti chiuderai ancora di più. L’infelicità porta sempre e soltanto chiusura.

Ciò che occorre è una profonda comprensione di questo ritmo: ci si apre, ci si chiude; sei aperto, sei chiuso… lo si deve accettare! In realtà non si tratta di opposti, bensì di realtà complementari. La chiusura ti prepara per tornare a essere aperto, essere aperto ti prepara a chiuderti di nuovo; altrimenti ti stancherai.

Pensa se i tuoi occhi fossero fissi, senza alcun battito di ciglia. Non ci facciamo attenzione, ma non fanno altro che chiudersi e aprirsi; farlo li rende limpidi e freschi, li mantiene giovani, vitali e mai stanchi.

Inoltre, questo processo è anche un continuo ripulirsi: quando sei aperto, si raccoglie inevitabilmente della polvere, la stanchezza prende il sopravvento, sei preso dalla fatica. Quando sei chiuso, a riposo, in silenzio, ecco che ti rivitalizzi.

Certo, esiste anche una specie di apertura che si mantiene nell’arco delle ventiquattr’ore, ma non è un elemento proprio alla mente, è qualcosa al di là della mente.

All’inizio devi trovare un equilibrio rispetto alla mente, poi un giorno anche quello diventerà possibile; ma è qualcosa di trascendente. In quel caso non esiste alcun ritmo, tutto resta sempre acquietato. Non lo puoi neppure definire un’apertura, non ha senso definirla così, perché non esiste più alcuna chiusura.

Si tratta di un fenomeno del tutto differente: esisti semplicemente, né aperto né chiuso. Accadrà anche quello, sarà un accadere… ma non è qualcosa a cui puoi aspirare! In questo momento, ciò che occorre, ciò che è d’obbligo, è accettare il ritmo del positivo e del negativo.

A volte ti ritroverai in una profonda intimità e a volte ti ritroverai lontanissimo. A volte ti ritroverai a essere sempre più vicino e dunque felice ed estatico, a volte sarai lontanissimo e scollegato, e la cosa ti renderà infelice. Ma nel momento in cui comprendi che si tratta di un ritmo, di un fenomeno naturale proprio alla mente, allora non ci saranno più problemi: ti rilasserai.

Inoltre, ricorda una cosa: non decidere mai nulla quando ti trovi nella fase negativa. È l’unica cosa da fare: non prendere mai decisioni quando sei nella fase negativa, altrimenti te ne pentirai; e non è il caso di creare rimpianti.

Si deve decidere solo quando ci si trova in una fase positiva. Nello stesso modo in cui prendi decisioni durante il giorno, e la notte dormi profondamente – ragion per cui non ci sono decisioni da prendere – decidi sempre quando sei felice, aperto, fluido.

In quel caso le tue decisioni saranno giuste; non potrai decidere nulla di sbagliato, in quei momenti è impossibile farlo.
Quando sei negativo, apatico, triste, depresso, ricorda quest’unica cosa: non decidere! Lascia che quel momento passi. Accettalo, è parte della natura; ma non decidere mai nulla in quei momenti.

Le persone fortunate sono quelle che hanno imparato questo trucco: decidere nei momenti di positività; e le persone infelici sono quelle che, in un modo o nell’altro, continuano a cadere nella trappola di prendere decisioni quando si trovano in uno spazio di negatività.

Quella è l’unica differenza tra la fortuna e la sfortuna. E chiunque può essere fortunato! Si tratta solo di un cambiamento, di un piccolo cambiamento. Ma quella piccolissima differenza fa un’enorme differenza nella vita: è la differenza che fa la differenza!

OSHO: IN AMORE VINCE CHI AMA

Un cambio di gestalt

17 FEBBRAIO 2016

Io ti do un messaggio del tutto nuovo: non si tratta di trascendere – non devi andare al di là –, devi entrare dentro di te. Il trascendente è all’interno del proprio essere, e la dimensione interiore è il trascendente; e tutto è quieora! Proprio in questo istante, l’intera esistenza è presente in tutte le sue potenzialità; si tratta solo di operare un cambio di consapevolezza, non di salire una scala. Si tratta di un cambio di gestalt, non di una scala: nulla cambia, tutto resta ciò che è; semplicemente, in te accade un salto di qualità. All’improvviso inizi a vedere cose che non percepivi, ma che erano già presenti; sono sempre state presenti.
Hai mai guardato in qualche testo di psicologia della gestalt? Ci sono delle immagini. Una delle più famose raffigura una vecchia, ma nell’immagine, nascosta negli stessi tratti, c’è anche una donna giovane. Puoi vedere la vecchia; e se continui a guardarla, all’improvviso arriva un momento in cui la consapevolezza cambia gestalt, ed ecco che vedi la donna giovane. E se continui a guardare la giovane abbastanza a lungo, ecco che all’improvviso qualcosa cambia e torni a vedere la vecchia.
Neppure quando le hai viste entrambe – e sai benissimo che ci sono tutt’e due – riuscirai a vederle insieme. Infatti, la donna vecchia è formata dagli stessi tratti che compongono la giovane: ne puoi vedere solo una per volta.
Se vedi il mondo, non puoi vedere il divino, questo è vero – ma l’essenza divina non è opposta al mondo, è soltanto un’altra gestalt. Se vedi il divino, il mondo scompare; questo non vuol dire che tu abbia trasceso il mondo: è lo stesso mondo, semplicemente la tua visione ha attivato una nuova gestalt. E il vero uomo di comprensione dirà che il divino può essere visto come il mondo, il mondo può essere visto come divino.
Si dice che William James abbia affermato: “La mente è un modo in cui il mondo è assemblato e le cose riunite; la materia è un altro modo”, sono soltanto modi diversi di assemblare e riunire le cose. Né la materia esiste contro la mente, né la mente esiste contro la materia. Tu sei corpo: questa è una gestalt; tu sei anima: quella è un’altra gestalt. Tra le due cose non esiste alcuna scala, in quanto si tratta di due gestalt differenti.
Ricorda quell’immagine: esiste forse una scala tra la donna vecchia e la giovane? Non c’è alcuna scala perché entrambe sono formate dagli stessi tratti: non cambia nulla, l’immagine resta la stessa e tu non vai da nessuna parte… ma ecco il salto, il cambiamento, un guizzo nella consapevolezza.
Prova a pensare a due persone che discutono, una dice: “In quest’immagine si vede una donna giovane”, mentre l’altra dice: “C’è una vecchia”. Potrebbero discutere in eterno, perché in parte hanno ragione entrambe e nulla sarà mai determinante. Non riusciranno mai a comunicare tra di loro, non riusciranno mai a comprendere ciò che l’altro sta dicendo; infatti, chi vede la giovane come potrà credere che in quella stessa immagine sia presente la vecchia? E viceversa… il materialista e lo spiritualista non smetteranno mai di discutere.
Io non sono nessuno dei due: mi limito a dirti ciò che è. Esistono entrambe, ma non sono separate. Le definiamo due entità separate perché le possiamo vedere in due modi.
 Io non sto affatto proponendo un processo graduale e lento; è così che hai vissuto per intere incarnazioni: pensando di poterti realizzare per gradi, molto lentamente. Se comprendi ciò che dico, ti realizzerai in questo preciso istante! Purtroppo tu stai cercando una scala…
Io non voglio che tu divenga illuminato, io dichiaro che tu sei illuminato! Ma tu non sei abbastanza coraggioso, sostieni: “Come posso essere illuminato? Devo aspettare. Un giorno lo diventerò”. Sei un vero codardo, ecco perché hai bisogno di tempo perfino per riconoscere la tua essenza divina. Hai condannato te stesso a tal punto da non riuscire neppure a concepire di poter essere divino; e poiché non riesci a concepirlo, non puoi concepire come possano essere divini il Buddha e Cristo.
In Cristo non c’è nulla di speciale; l’unica cosa che lo rende speciale è il suo coraggio, altrimenti è proprio come te. Io sono esattamente come te; l’unica differenza è che io rispetto me stesso e tu non ti rispetti; io amo me stesso, tu non ti ami.
No, io non ti fornisco alcuna scala. Lo vorrei tantissimo, ma in quel caso potresti rimandare. Io mi limito a dirti: “Salta… e sii! Fa’ un balzo quantico”.
 Non esistono stazioni intermedie tra te e il divino. Nel momento in cui sei focalizzato nel tuo coraggio, all’improvviso la gestalt cambia, e il divino si manifesta in milioni di forme. E nel momento in cui diventi divino, l’intera esistenza diventa divina.
OSHO: IN AMORE VINCE CHI AMA

Impara a osservare la tua sessualità

16 FEBBRAIO 2016

 
Questa è la tecnica interiore per tramutare il veleno in nettare. Quando ti senti molto sessuale…

Io non sono contro il sesso, ma contro la sessualità in quanto lussuria, come libidine. E lasciami fare una distinzione: quando ti senti molto sessuale e sei posseduto dalla passione, non è il momento di fare nulla. Chiudi la porta della tua camera, medita sulla tua sessualità; lasciala sorgere, falla uscire dall’oscura notte dentro di te. Lascia che si diffonda nella giungla… Osserva, osserva semplicemente, diventa un’immobile fiamma di consapevolezza. 
Presto vedrai che si è di nuovo stabilizzata, e la tua consapevolezza arde più luminosa che mai. L’hai assorbita, è diventata nettare.

Non sono contro il sesso; quando ti senti colmo di preghiera, d’amore, entra nel sesso, fai l’amore – non c’è nulla di sbagliato –, ma non restare mai intrappolato nella passione. E nota la differenza: quando ti senti pieno d’amore, la qualità è totalmente diversa.

Quando ti senti felice, in celebrazione, e vorresti condividere la tua energia con qualcuno che ami, fa’ l’amore. Ma questo non è un momento di passione, bensì di grandissimo calore. È un momento d’amore. Condividi!
Estratto da: OSHO: IN AMORE VINCE CHI AMA

Fare l’amore è un’esperienza sacra

13 FEBBRAIO 2016



Tutte le religioni hanno distrutto la sacralità dell’amore; l’hanno condannato in quanto peccato, e il condizionamento è sceso in modo così profondo nella mente dell’essere umano che la gente fa l’amore con una fretta incredibile, come se volesse finire il prima possibile.

Ogni coppia che se lo possa permettere, in casa dovrebbe avere una stanza separata solo per l’amore, in cui non si accumulino altre vibrazioni: nessuna lotta, nessuna discussione, nessuna battaglia di cuscini. Si dovrebbe entrare in questa stanza dopo aver fatto un bagno, come se si entrasse in un tempio: la stanza dovrebbe essere permeata dalla fragranza dei fumi di incenso, non ci dovrebbero essere luci abbaglianti… semplici candele, luci soffuse. E non si dovrebbe aver fretta; infatti, i preliminari hanno un’importanza essenziale, per il semplice motivo che tutto il corpo della donna è erotico, mentre non tutto il corpo dell’uomo lo è: la sua sessualità è locale, limitata ai soli genitali. Viceversa, tutto il corpo della donna è erotico, e se l’intero corpo non inizia a vibrare di gioia ed estasi, non avrà alcuna esperienza orgasmica.

Iniziando a fare l’amore non abbiate fretta: lascia che sia sempre la donna a stare sopra

Ed è corretto dal punto di vista scientifico che la donna stia sopra. Infatti così può essere più attiva, e l’uomo può esserlo di meno. Se l’uomo sta sopra, la donna non può essere molto attiva, mentre l’uomo lo diventa di più… e se è più attivo, molto presto arriva a eiaculare; mentre la donna non ha ancora raggiunto il punto che le permette di avere un orgasmo. Se la donna sta sopra, ed è attiva, mentre l’uomo resta inattivo, molto probabilmente quando la donna raggiunge l’orgasmo anche l’uomo ci arriva. E se raggiungono l’orgasmo nello stesso momento, accade un incontro stupefacente, una fusione; quasi che i corpi scompaiano, e due anime non sono più due anime, due esseri non sono più separati…

Dopo che il tuo orgasmo si è acquietato, mentre scompare lentamente, osservalo. Osservalo mentre sopraggiunge, osservalo mentre esplode, osservalo mentre si acquieta di nuovo e tu ritorni al tuo stato fisico normale. A questo punto non abbiate fretta di separarvi, restate insieme per un po’.

Nel Tantra questo è chiamato “l’orgasmo di valle”; qualcosa che milioni di persone non conoscono, il primo era un “orgasmo di picco”: vi siete incontrati al culmine delle vostre energie, adesso quel picco è scomparso, ma ogni vetta ha di fianco a sé una valle, senza una valle non può esserci alcuna vetta!

Quindi, se riuscite a restare in un’osservazione silenziosa, insieme, resterete sbalorditi: un altro orgasmo, di una bellezza totalmente diversa, una diversa profondità, una gioia diversa… l’orgasmo di valle! E fino a quando l’orgasmo di valle non scompare, e di nuovo ritornate alla normalità, non separatevi.

Quando vi separate, non mettetevi subito a dormire: qualcosa di estremamente essenziale è ancora presente. Giocate ancora un po’: avete sollevato un tale subbuglio in tutte le vostre reciproche energie, nel corpo e nella mente, che è necessario che vi massaggiate a vicenda, che giochiate con i vostri corpi. E dolci fragranze di incenso, fiori, luci di candela, musica…
Estratto da OSHO: IN AMORE VINCE CHI AMA