Non esiste una scorciatoia

12 FEBBRAIO 2016



Dovete ricordare sempre che la meditazione è un viaggio lungo e non esiste una scorciatoia. Chiunque vi dica che esistono scorciatoie vi sta ingannando.

È un viaggio lungo, perché la trasformazione è profonda e viene conseguita solo dopo molte vite: molte vite di abitudini quotidiane, di pensieri, di desideri. Inoltre esiste una struttura mentale che si deve smantellare con l’aiuto della meditazione. Di fatto è pressoché impossibile… ma accade.

Diventare un meditatore significa assumersi la più grande responsabilità che esista. Non è semplice. Non può accadere in un istante. Per cui non partire con molte aspettative, cosi non rimarrai mai deluso. Sarai sempre contento, perché le cose evolveranno lentissimamente.

La meditazione non è un fiore di stagione che spunta in sei settimane. È un albero maestoso: ha bisogno di tempo per affondare le sue radici!

E quando la meditazione fiorisce, non ci sarà nessuno ad accorgersene, nessuno che ne prenderà nota, nessuno che dirà: « Si, è accaduta! ». Nello stesso istante in cui dici: « Si, è accaduta », l’hai già persa.

Quando la meditazione è veramente presente, domina il silenzio; l’estasi pulsa senza che vi sia un suono; senza confini, sorge l’armonia. Ma non c’è nessuno che ne possa prendere nota.

Quando cadono tutti i tuoi sforzi, all’improvviso insorge la meditazione: la sua benedizione, la sua beatitudine, la sua gloria. 
Appare come una presenza luminosa che ti circonda e sovrasta ogni cosa. Colma tutta la terra e tutto il cielo. Quella meditazione non può essere prodotta dallo sforzo umano: lo sforzo dell’uomo è troppo limitato. Quella beatitudine è cosi infinita che non la puoi creare con le tue azioni: può accadere solo quando sei totalmente arreso. Quando non ci sei più, allora può accadere. Quando sei un non-sé, privo di desiderio, senza meta; quando sei semplicemente qui e ora, non fai nulla di particolare, semplicemente sei: allora accade. E insorge come un’onda e le onde diventano marea. Viene come una tempesta e ti rapisce verso una realtà assolutamente nuova.

OSHO IL LIBRO ARANCIONE

Essere un testimone è l’elemento fondamentale.

11 FEBBRAIO 2016


Ma sarà difficile diventare un testimone nell’atto sessuale se non cerchi di essere un testimone anche nelle altre azioni della tua vita. Quindi, provaci a ogni ora del giorno, altrimenti vivrai prigioniero di un autoinganno. Se non riesci a essere un testimone mentre cammini per strada, non cercare di ingannarti: non puoi diventare un testimone mentre fai all’amore. Se non sei cosciente neppure quando cammini per strada, se in un processo cosi semplice non riesci a essere un testimone, come potrai essere un testimone mentre fai all’amore? Questa esperienza è cosi profonda… cadrai nell’incoscienza.

Cadi nell’incoscienza anche mentre cammini per strada. Provaci: non riuscirai a restare consapevole per più di pochi secondi. Provaci, mentre cammini, prova a ricordare: Sto camminando, sto camminando, sto camminando, sto camminando. In pochi secondi te ne sarai dimenticato: qualcos’altro ha distratto la tua mente. I tuoi pensieri hanno preso un’altra direzione, te ne sei completamente dimenticato. Poi d’un tratto ne torni consapevole. Per cui se non puoi rendere cosciente neppure un semplice atto quale il camminare, ti sarà difficile trasformare l’amore in una meditazione cosciente.

Quindi prova con cose semplici, piccole attività. Prova mentre mangi. Prova mentre cammini. Prova mentre parli, o mentre ascolti. Prova in tutto ciò che fai. Rendilo un costante martellio interiore; lascia che tutto il tuo corpo e la tua mente sappiano che ti stai sforzando di stare all’erta. Solo cosi un giorno nell’amore accadrà la testimonianza. E quando accade, ti accade l’estasi: su te è disceso il primo raggio del divino.

Per un Buddha, per chi ha conseguito la pienezza del proprio essere, la meditazione è priva di significato. La meditazione è una medicina, alla fine deve essere buttata. Finché non sei in grado di buttar via la tua medicina, non sei sano. Per cui, ricorda: la meditazione non è una cosa che ti devi portar dietro per l’eternità. Verrà un giorno in cui la meditazione avrà esaurito la sua funzione e non sarà più necessaria. A quel punto te la potrai scordare.

OSHO IL LIBRO ARANCIONE

Non fare l’amore finché non accade…

10 FEBBRAIO 2016



Prima di entrare nell’amore, sedete insieme in silenzio per quindici minuti; tenetevi per mano, incrociandole. Sedete al buio o con una luce molto soffusa e avvertite la presenza dell’altro. Entrate in sintonia e, per farlo, respirate insieme. Quando tu esali, esala anche il tuo partner; quando tu inspiri, inspira anche lui. In due o tre minuti riuscirete a entrare in sintonia. Respirate come se foste un unico organismo: non due, ma un solo corpo. E guardatevi negli occhi, senza aggressività, con uno sguardo molto dolce. 
Concedetevi il tempo di divertirvi: giocate con il corpo dell’altro.

Non iniziate a fare all’amore finché il momento non viene da solo. Non sarà un fare all’amore, ma all’improvviso vi ritroverete ad amarvi. Aspettate che accada. Se non accade, non occorre forzarlo. 
Va benissimo ugualmente. Addormentatevi, non occorre fare all’amore per forza. Aspettate uno, due, tre giorni finché quel momento non si presenterà. Prima o poi verrà. E quando viene, l’amore scenderà in profondità e non creerà più la follia che crea in questo momento. Sarà una sensazione oceanica, di profondo silenzio. Ma aspettate quel momento non forzatelo.

L’amore dovrebbe diventare meditazione. È una cosa che si deve trattare con gran cura, si deve assaporare lentamente, cosi si diffonderà in tutto il tuo essere e diventerà un’esperienza tanto travolgente da annullare la tua presenza. Non è che fai all’amore: tu sei amore. L’amore diventa un’energia immensa che vi avvolge. Trascende entrambi, entrambi vi ci perdete. Ma perché accada, dovete aspettare.

Aspettate il momento e presto ne afferrerete il segreto. Lasciate che l’energia si accumuli finché accade da solo, spontaneamente. Pian piano diverrete consapevoli del suo insorgere. Ne riconoscerete i sintomi, i prodromi e tutto sarà più facile.

L’amore è simile a Dio: non lo si può strumentalizzare. Accade quando accade. Se non accade, non vi dovete preoccupare.
OSHO IL LIBRO ARANCIONE

Arrendersi all’amore

9 FEBBRAIO 2016



In una relazione d’amore dovresti lasciarti possedere, non cercare di possedere. In una relazione d’amore dovresti arrenderti e non stare più a misurare chi è il più forte. Quindi, smetti di pensare. E ogni volta che ti ritrovi a pensare, fermati e datti una botta in testa: un bello scossone, cosi che tutto dentro di te venga ribaltato. Fanne un’abitudine e nel giro di poche settimane ti accorgerai che quello scossone è salutare. All’improvviso diventerai più consapevole.

Nei monasteri Zen il Maestro va in giro con un bastone e ogni volta che scopre un discepolo imbambolato, immerso nei suoi pensieri, con mille sogni riflessi sul volto, immediatamente gli dà un bel colpo in testa! Quel tocco scende lungo la spina dorsale come una scossa, e in una frazione di secondo il pensiero si arresta e improvvisamente sorge la consapevolezza.

Io non ti posso seguire con un bastone. Quindi lo scossone te lo devi dare da solo, e non preoccuparti se la gente pensa che sei un po’ matto. Esiste una sola follia, ed è quella della mente. Troppo pensare è la sola follia, tutto il resto è meraviglioso. La mente è la malattia.

Ogni meditazione è essenzialmente una esperienza sessuale senza l’uso del sesso.
OSHO IL LIBRO ARANCIONE

Meditazione per le coppie

6 FEBBRAIO 2016

 
Bhagwan ha suggerito la seguente meditazione per le coppie che si sentono bloccate nel loro rapporto, le cui energie devono essere liberate, sciolte.

Di notte sedetevi uno di fronte all’altra e tenetevi le mani, intrecciandole. Guardatevi negli occhi per dieci minuti e se il corpo inizia a muoversi o a ondeggiare, non fermatelo.

Potete battere le ciglia, ma continuate a guardarvi negli occhi. E se il corpo inizia a ondeggiare — e dopo un po’ accadrà — assecondatelo. Ricordatevi di tenervi sempre per mano, qualsiasi cosa accada.

Trascorsi dieci minuti, chiudete gli occhi e lasciatevi ondeggiare per altri dieci minuti. Poi alzatevi in piedi e ondeggiate insieme per dieci minuti ancora, sempre tenendovi per mano. Questo fonderà profondamente le vostre energie.

Occorre sciogliersi un po’ di più… sciogliersi l’uno nell’altra.

Se in te è accaduta la meditazione, l’amore seguirà inevitabilmente. Se l’amore non accade, questo dimostra semplicemente che la meditazione non è ancora accaduta.
OSHO IL LIBRO ARANCIONE

Irradia amore

5 FEBBRAIO 2016



Esercitati nell’amore. Siedi da solo nella tua stanza e sii in amore. 
Irradia amore. Colma l’intera stanza con la tua energia d’amore. 
Sentiti vibrare su una nuova lunghezza d’onda, immagina di ondeggiare in un oceano d’amore. Crea intorno a te vibrazioni di energia amorosa. E immediatamente ti accorgerai che sta accadendo qualcosa, qualcosa nella tua aura sta cambiando, qualcosa intorno al tuo corpo sta cambiando; il tuo corpo comincia a emanare calore… un calore simile ad un orgasmo profondo. 
Diventi più vitale. La tua sonnolenza sta scomparendo, per far posto a qualcosa che assomiglia alla consapevolezza. Abbandonati in questo oceano. Danza, canta e lascia che tutta la stanza si riempia d’amore.

All’inizio ti sembrerà molto strano. Quando per la prima volta riuscirai a riempire la tua stanza di energia d’amore — la tua energia che continua a espandersi e a riversarsi su di te dandoti una felicità senza pari — ti chiederai: « Mi sto forse autoipnotizzando? Mi sto illudendo? Cosa mi sta accadendo? ».

Hai sempre pensato che l’amore venisse dagli altri. Hai avuto bisogno di una madre che ti amasse, di un padre, di un fratello, di un marito, di una moglie, di un figlio: comunque, di qualcuno.

L’amore che dipende dall’altro è un amore ben misero. L’amore che si crea dentro di te, l’amore che ha origine dal tuo stesso essere, è vera energia. Allora ovunque andrai sarai sempre parte di quell’oceano e ti accorgerai che chiunque ti viene vicino avvertirà improvvisamente un tipo di energia diversa.

La gente ti guarderà con occhi più aperti. Quando passerai accanto a loro, avvertiranno la brezza creata da un’energia ignota e si sentiranno rinfrescati. Tieni qualcuno per mano e tutto il suo corpo inizierà a vibrare. Se sei vicino a qualcuno, egli si sentirà al colmo della felicità senza alcun motivo. Te ne accorgerai da solo. A quel punto sarai pronto a entrare in comunione. E allora cercati un’amante, cerca chi ti può ricevere.

 OSHO IL LIBRO ARANCIONE

Gli amori illusori si dissolveranno…

4 FEBBRAIO 2016



Quando ti incammini nel pellegrinaggio interiore, le stesse energie che prima uscivano all’esterno si rivolgono all’interno e improvvisamente ti ritrovi solo come un’isola. La difficoltà si crea perché in realtà non ti interessa di essere in relazione. Il tuo intimo desiderio è di essere te stesso, e tutti i rapporti sanno di dipendenza, di limitazione. Ma questa è una fase passeggera: non trasformarla in un atteggiamento permanente. Prima o poi, quando ti sarai ristabilizzato dentro di te, traboccherai ancora di energia e vorrai entrare di nuovo in un rapporto.

Per cui non appena la mente si affaccia alla meditazione, l’amore ti appare una costrizione. E in un certo senso è vero, perché una mente non meditativa non può essere veramente in amore. Questo amore è falso, illusorio; è più un’infatuazione che un amore. Ma non hai nessun elemento di paragone finché non ti accade l’amore reale, per cui quando ti affacci alla meditazione, l’amore illusorio pian piano scompare, si dilegua. Ma attento a queste due eventualità: innanzitutto non lasciarti prendere dallo sconforto, e in secondo luogo non trasformarlo in un atteggiamento permanente.

Se ti lasci prendere dallo sconforto perché la tua vita amorosa si spegne, e ti ci aggrappi, diventerà un ostacolo al tuo viaggio interiore. Accettalo: ora l’energia si sta cercando un nuovo sentiero e per alcuni giorni non sarà disponibile per il moto verso l’esterno, per l’attività.

Se qualcuno molto creativo comincia a meditare, per un certo periodo tutta la sua creatività scomparirà. Se sei un pittore, all’improvviso non ti ritroverai più a dipingere. Potrai insistere, ma pian piano scoprirai di non avere alcuna energia, nessun entusiasmo. Se sei un poeta, la poesia si esaurirà. Se sei un uomo innamorato, quell’energia semplicemente scomparirà. Se cerchi di sforzarti a stare in un rapporto, a essere quello di prima, quello sforzo sarà pericolosissimo. In quel caso farai una cosa contraddittoria: da un lato cercherai di entrare dentro di te, dall’altro ti sforzerai di uscirne.

È come se guidassi una macchina schiacciando contemporaneamente l’acceleratore e il freno. Potrebbe essere disastroso, perché faresti contemporaneamente due azioni contrapposte.

La meditazione è solo contro il falso amore. L’amore falso scomparirà, e questa è una condizione fondamentale perché appaia quello vero. Il falso deve andarsene, il falso deve abbandonarti completamente, solo allora sarai disponibile al reale.

La seconda eventualità, e anche questa è un pericolo gravissimo, è che tu lo tramuti in uno stile di vita. È successo a molte persone. Vivono in monasteri: vecchi monaci, religiosi ortodossi che hanno fatto dell’assenza del rapporto amoroso uno stile di vita. Essi pensano che l’amore sia contro la meditazione, e la meditazione sia contro l’amore: non è vero. La meditazione è contro il falso amore, ma è assolutamente aperta all’amore vero.

Quando ti sarai stabilizzato, quando non riuscirai ad andare oltre nel cammino interiore, quando hai raggiunto il centro del tuo essere, hai toccato il fondo, allora sei centrato. Improvvisamente l’energia è disponibile, ma non ha più un orientamento fisso. Il viaggio all’esterno si è concluso quando hai iniziato a meditare, ora anche il viaggio interiore è finito. Ti sei stabilizzato, hai raggiunto la tua dimora, sei appagato, e hai una riserva illimitata di energia: cosa ne farai?

Questa energia comincerà a traboccare. È un tipo di movimento assolutamente diverso, la sua qualità è diversa, perché non ha una motivazione. In passato ti rivolgevi agli altri con una motivazione, ora non ce ne sarà nessuna. Andrai verso gli altri semplicemente perché hai troppe cose da condividere con loro.

In passato ti trascinavi come un mendicante, ora camminerai come un imperatore. Non perché cerchi dagli altri una felicità che già possiedi: ora la felicità è fin troppa. La nube è cosi densa che vorrebbe scaricarsi in pioggia. Il fiore è cosi gravido che vorrebbe cavalcare i venti come fragranza e raggiungere gli angoli più remoti della terra. È una comunione. Ha preso vita un tipo di relazione nuovo. Chiamarlo relazione non è esatto, perché non è più un rapporto, piuttosto è uno stato dell’essere. Non è che ami, ora tu sei amore.
OSHO IL LIBRO ARANCIONE

L’amore

3 FEBBRAIO 2016



Meditazione è precipitare nel cuore, e allorché cadi nel cuore, nasce l’amore. L’amore segue sempre la meditazione, ed è vero anche il contrario. Se diventi un amante, la meditazione seguirà. Si accompagnano l’uno con l’altra: sono un solo tipo di energia, non sono separati. 
Puoi meditare e diventare un amante perfetto — verrai avvolto da un grande flusso d’amore, traboccherai d’amore —; oppure puoi iniziare diventando un amante, per scoprire poi quella qualità di consapevolezza chiamata meditazione in cui i pensieri svaniscono, il flusso dei pensieri non annebbia più il tuo essere, il velo del sonno si è dissolto. 
È giunto il mattino, ti sei risvegliato, sei diventato un Buddha.
OSHO IL LIBRO ARANCIONE

Meditazione Devavani

2 FEBBRAIO 2016



Devavani è la Voce Divina che prende vita e parla attraverso colui che medita e diventa un vaso vuoto, un canale. Questa meditazione è un Latihan per la lingua; rilassa talmente la mente cosciente che alla fine della meditazione ti sarà impossibile non addormentarti profondamente, per cui va fatta come ultima attività della giornata. 
La meditazione si compone di quattro stadi di 15 minuti ciascuno. Per tutta la meditazione, tieni gli occhi chiusi.

Primo stadio: 15 minuti.

Siedi tranquillo, preferibilmente con una leggera musica di sottofondo.

               
 Secondo stadio: 15 minuti.

Inizia a produrre suoni senza senso, per esempio « la… la… la…», e continua finché non prendono vita suoni strani che assomigliano a parole. Questi suoni devono venire da quella parte ormai dimenticata del cervello che hai usato nell’infanzia, prima di imparare a parlare. Assumi una intonazione pacata, discorsiva: non piangere, non urlare, non ridere, non gridare.

Terzo stadio: 15 minuti.

Alzati in piedi e continua a parlare, lasciando che il tuo corpo si muova dolcemente con i suoni. Se il tuo corpo sarà rilassato, le energie sottili creeranno un Latihan che esula dal tuo controllo.

Quarto stadio: 15 minuti.

Sdraiati, e rimani immobile e in silenzio.

Ricorda solo che quei suoni o quelle parole non devono appartenere a nessun linguaggio che conosci. Se sai l’inglese, il tedesco e l’italiano, non dovranno essere né italiani, né tedeschi, né inglesi. È ammessa qualsiasi altra lingua che non conosci: il tibetano, il cinese, il giapponese! Ma se conosci il giapponese, non lo devi usare: in quel caso andrà benissimo l’italiano. Usa qualsiasi lingua ti sia sconosciuta. Ti troverai in difficoltà solo il primo giorno, per alcuni secondi… come si fa a usare una lingua che non si conosce? Si può fare, e una volta fatto il primo passo, ti verranno dei suoni qualsiasi, parole senza senso, che arresteranno la mente cosciente e permetteranno all’inconscio di rivelarsi.

Quando parla, l’inconscio non conosce alcun linguaggio. Questo è un metodo molto, molto antico. Lo si trova nel Vecchio Testamento. A quei tempi si chiamava glossolalia. Alcune chiese in America lo usano ancora: lo chiamano « parlare in lingue ». Ed è un metodo meraviglioso, efficacissimo, in grado di penetrare nelle profondità dell’inconscio. Non eccitarti, lascia che sia un’energia profondamente rilassante, confortante, simile ad una nenia. 
Divertiti, ondeggia il corpo, oppure se ti senti di danzare, danza. Ma ricordati che tutto deve essere molto aggraziato. Non deve trasformarsi in una catarsi.

Vi sono due sentieri che conducono alla rivelazione; uno è la meditazione: cerchi l’assoluto senza l’altro. La seconda via è l’amore: cerchi l’assoluto insieme all’altro.

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La meditazione Gourishankar

1 FEBBRAIO 2016



È la meditazione serale durante i campi di meditazione mensili.

Questa tecnica si compone di quattro stadi di quindici minuti ciascuno. I primi due stadi servono come preparazione per il Latihan spontaneo del terzo stadio. Bhagwan ha detto che se la respirazione viene eseguita nel modo giusto durante il primo stadio, l’ossido di carbonio che si forma nel sistema circolatorio vi porterà alle altezze del monte Everest: il Gourishankar.

Primo stadio:  15 minuti.

Siedi ad occhi chiusi. Inspira profondamente dal naso e riempi i polmoni. Trattieni il respiro il più a lungo possibile, e poi espira dalla bocca dolcemente e tieni ì polmoni vuoti quanto più a lungo ti è possibile. Continua questo ciclo di respirazione per tutto il primo stadio

Secondo stadio: 15 minuti.

Ritorna a una respirazione normale e con occhi sfocati guarda la fiamma di una candela o una luce intermittente blu. Tieni il corpo immobile.

Terzo stadio: 15 minuti.

Con gli occhi chiusi, alzati in piedi e lascia che il tuo corpo sia sciolto e ricettivo. Sentirai che un’energia sottile fa fluire il corpo fuori dal tuo normale controllo. Lascia che questo Latihan accada. Non essere tu a muoverti: lascia che il movimento accada, dolcemente e con grazia.

Quarto stadio:  15 minuti.

Sdraiati ad occhi chiusi e resta immobile, in silenzio.

I primi tre stadi devono essere accompagnati da un battito ritmico e regolare, meglio se unito a una soffice musica di sottofondo. Questo battito deve essere sette volte il normale battito cardiaco e, se possibile, sincronizzato con la luce stroboscopica.

               
 La meditazione è l’unica via per andare oltre se stessi, l’unica via per trascendere il proprio sé.
Osho Il libro arancione