La strategia della tensione della NATO mette a rischio l’Europa


12 Gennaio 2017
 La strategia della tensione della NATO mette a rischio l'Europa
di Manlio Di Stefano
Bassezze e scorrettezze fanno parte della quotidianità politica nazionale e, in fondo, ogni Paese si piange le sue. Quando però la voglia di pestare i piedi al tuo successore mette a rischio la stabilità di altri popoli, allora occorre prestare attenzione.
Mi riferisco, in particolare, al Presidente uscente Obama ed al suo patetico addio alla presidenza americana fatto di sgambetti a Trump di cui l’ultimo, però, rischia di essere molto pericoloso per l’Europa tutta.
87 carri armati, obici semoventi e 144 veicoli da combattimento Bradley sono stati scaricati pochi giorni fa nel porto tedesco di Bremerhaven e, nelle prossime settimane, si aggiungeranno oltre 3.500 truppe della 4° Divisione di Fanteria di Fort Carson, una brigata di aviazione da combattimento che “vanta” circa 10 Chinook, 50 elicotteri Black Hawk e 1.800 membri del personale da Fort Drum nonché un battaglione con 24 elicotteri d’attacco Apache e 400 membri del personale da Fort Bliss, tutti destinati all’Est Europa come riporta l’Independent.
Si tratta del più grande trasferimento di armamenti e truppe americane in Europa dalla caduta dell’Unione Sovietica.
L’obbiettivo? Militarizzare l’Europa orientale con lo scopo, dichiarato, di “sostenere un’operazione della NATO per scoraggiare l’aggressione russa“, la cosiddetta “Operazione Atlantic Resolve” nata dopo la crisi ucraina.
Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia si sentono “minacciate” dalla Russia e Obama che fa? Come un giocatore di Risiko preso dalla smania di conquistare la Kamchatka decide di sommergerci di carri armati.
Sia chiaro, Obama dopo due mandati sa perfettamente che non sarà la Russia di Putin a fare il primo passo per destabilizzare ancora di più l’est Europa e i Paesi Baltici e allora, l’unica ragione plausibile, è la stessa che accompagna da settimane questa triste chiusura di sipario su Obama: minare la ripresa dei rapporti tra Stati Uniti d’America e Russia, destabilizzare i rapporti tra Trump e Putin.
Ci ha provato cacciando i 35 ambasciatori russi dagli USA, ci ha provato con la storia dello spionaggio russo contro la Clinton, ci ha provato con la gigantesca bufala del ricatto su Trump e le prostitute russe (generato dall’area mediatica e di intelligence sotto l’influenza dei democratici) e ci prova, adesso, portando la tensione militare alle stelle ai confini con la Russia.
Ad oggi Trump, fortunatamente, ha rassicurato gli animi e parlato di ottime relazioni con la Russia e di stupidità da parte di chi alimenta tensioni e odio e, sinceramente, aspettiamo con ansia il 20 Gennaio per capire se alle parole seguiranno i fatti.
Da tempo la NATO (tanto per non dire gli Stati Uniti…) sta giocando con le nostre vite. Vite che hanno già conosciuto due guerre mondiali e sanno cosa si provi ad essere un vaso di coccio tra due d’acciaio.
Il M5S si oppone da sempre a questa immonda strategia della tensione e chiede, con una proposta di legge in discussione alla Camera dei Deputati, che la partecipazione italiana all’Alleanza Atlantica sia ridiscussa nei termini e sottoposta al giudizio degli italiani.
Il nostro territorio, le nostre basi, i nostri soldati (che saranno inviati in Est Europa) e la salute dei nostri connazionali non possono essere ostaggio di giochi di potere e degli umori del presidente americano di turno.

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Canapa industriale vuol dire lavoro


 
di Rachele Invernizzi, presidente di South Hemp Tecno
Sono Rachele Invernizzi, presidente di South Hemp Tecno un impianto di prima trasformazione di paglia di canapa a Cristiano, Taranto, Puglia. Sono anche vicepresidente di Federcanapa, che è la federazione nazionale produttori canapa industriale. Vi parlo di canapa in vista del passaggio al Senato della legge, della proposta della Camera, la legge sulla produzione di canapa industriale in Italia. La canapa è una specie vegetale appartenente alla famiglia delle cannabinacee ed è di coltura annuale. Fanno distinzione tra canapa sativa e canapa indica, di fatto è una sola pianta. L’ unica cosa che le differenzia è la presenza di cannabinoidi, nelle piante di canapa abbiamo il THC in alcune varietà, che è stupefacente, per cui la legge la proibisce e viene definita droga, e altri cannabinoidi molto buoni invece in quella che noi chiamiamo canapa industriale.
La canapa industriale per legge, per essere coltivata, deve stare sotto lo 0,2% di questo thc, e siamo obbligati a coltivare solo ed esclusivamente seme con certificazione che attesti il fatto che siamo sotto lo 0,2%. La coltivazione di canapa industriale negli ultimi anni in Italia è cresciuta in modo esponenziale, soltanto l’anno scorso 2015 abbiamo fatto più di 2.000 ettari, quest’anno per i conti che abbiamo finora quasi a 3.000 ettari. Le produzioni sono divise in una produzione da paglia, per poi fare fibra e canapulo che è la parte legnosa all’interno della bacchetta, e la produzione di semi che vengono poi usati per diversi utilizzi industriali.
La canapa industriale per l’Italia vuol dire lavoro, dire lavoro oggi in un momento così di crisi è molto importante. C’è e ci sarà sicuramente molto lavoro per l’agricoltura perché è di interesse nazionale la crescita, e ci sono un sacco di cose che si possono fare con la canapa. Per l’agricoltura è un prodotto che viene acquistato e viene pagato, non c’è nessun dubbio, perché oggi chi fa pomodori ha il problema di non riuscire a vendere, chi fa i meloni non li vende, chi fa le olive non le vende, mentre per la canapa c’è un mercato in crescita e anzi se possiamo dire oggi una delle particolarità è che ci manca prodotto, per cui sicuramente stimoliamo l’agricoltura a farne e a farne sempre di più. L’agricoltura è un’ po’ restia perché abituata fare grano, ma la bontà della canapa in rotazione con i cereali e anche con le orticole è una cosa molto importante. La canapa ha questo grande pregio di trasformare completamente i terreni, una volta che si semina cresce talmente velocemente che è assolutamente diserbante, per cui lascia i terreni perfettamente puliti. La sua radice a fittone fa sì che i terreni vengano ossigenati, i terreni oggi lavorati meccanicamente sono molto stressati in questo senso, ed essiccando in campo lascia molto azoto, per cui l’anno dopo le produzioni si dice addirittura che aumentino del 15-25% in più. Per cui per l’agricoltura è assolutamente una cosa geniale. E se vogliamo parlare di agroalimentare e comunque industria, sicuramente ci sono talmente tante cose e prodotti che si possono fare con la canapa che secondo me è assolutamente da stimolare la produzione di materie prime e semilavorati. La canapa si può usare in diversissimi settori a seconda della produzione. La sua fibra verrà usata in bioedilizia, in zootecnia, in agricoltura; con la parte di fibra a canapulo si possono fare bioplastiche, si può fare cellulosa per fare carta, si può fare tessitura, si possono fare un sacco di lavori interessanti. Mentre la produzione del seme, che principalmente oggi è alimentare perché ne facciamo troppo poco, è ottima per far alimentare perché fa bene alla salute, e perché è comunque organica per cui è un prodotto naturale che aiuta l’uomo stare meglio soprattutto oggi con i cibi molto inquinati dalla chimica che abbiamo.
La canapa va sicuramente verso quei prodotti biologici, anche se non sono certificati biologici, perché la canapa dall’inizio alla fine della sua produzione non ha assolutamente bisogno di chimica, anzi abbiamo visto nei casi in cui è usata magari per arricchire i terreni, alla fine rispondono molto meglio i terreni arricchiti con letame animale o dei compost organici, per cui è assolutamente interessante. Il seme dicevo è importante perché nel momento in cui ne avremo molto, si può usare anche a livello industriale: con i semi di canapa fai l’olio di canapa, si possono fare oli industriali, tecnici, si può fare biodiesel, si può fare etanolo per cui creare anche energia. Della canapa si dice che non si butta via niente, è il maiale dell’agricoltura, noi in azienda sfruttiamo completamente tutto e quando ci dicono “i materiali di scarto?”, no non ci sono materiali di scarto perché comunque anche l’ultima delle polveri viene riutilizzata per fare energia sotto forma di pellet.
Il fatto della canapa alimentare è molto importante per la salute dell’uomo, nutrirsi di semi di canapa e di olio di canapa è importante per diversi problemi di salute, l’olio di canapa regola molto bene il colesterolo, serve molto bene per la psoriasi, per l’artrosi, per fluidificare il sangue per cui per i problemi cardiovascolari, per la pelle, per i capelli, per i radicali liberi. Ha un ottimo apporto di proteine, di antiossidanti, di vitamina E, di sali minerali, e la cosa ottima è l’apporto equilibrato tra omega 3 e omega 6 che sono molto importanti per la salute dell’uomo. Che cosa manca oggi affinché l’Italia possa avere una legge di sostegno per la coltivazione? Siamo arrivati ad avere una proposta di legge approvata alla Camera, deve passare al Senato a breve, e veramente auspichiamo che il governo italiano capisca quanto è importante ritornare agli albori di un tempo per quanto riguarda la canapa. Con questo ci tengo a nome mio a ringraziare moltissimi parlamentari che ci hanno appoggiato e supportato per redigere questa legge.

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Reddito di cittadinanza a Livorno!

22 DICEMBRE 2015

MOVIMENTO 5 STELLE
“Il reddito di cittadinanza a Livorno è realtà. La mia giunta ha dato il via libera – in via sperimentale per i prossimi 6 mesi -– al “reddito di cittadinanza locale“, in attesa che Governo e Parlamento si diano una mossa. Una misura, come si legge nelle delibera, a favore di coloro che si trovano temporaneamente in condizioni tali da non poter far fronte al proprio mantenimento e a quello della propria famiglia; svolge la duplice funzione di integrazione al reddito e di prevenzione sociale.
Si tratta di un beneficio mensile pari a 500 euro a nucleo familiare.
Chi può accedere
Per accedere al reddito di cittadinanza locale, bisogna essere cittadini italiani, o di paesi Ue, o, se extracomunitari, si deve essere in possesso di Carta di Soggiorno. È necessario essere residenti nel Comune di Livorno da almeno 5 anni ed avere dai 35 anni all’età pensionabile. Bisogna essere disoccupati e non trovarsi in stato detentivo, né essere sottoposti a misure alternative. Essere iscritti al Centro per l’Impiego, appartenere a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 6.530 euro . Non avere una seconda casa e non abitare in residenze di lusso. Non possedere auto di grosse dimensioni acquistate nell’ultimo anno.

Cosa comporta
Chi accede al reddito di cittadinanza locale deve fornire immediata disponibilità al lavoro; rendersi disponibile a svolgere lavori socialmente utili indicati dal Comune per almeno 4 ore settimanali; partecipare a progetti eventualmente gestiti dai comuni e utili alla collettività, da svolgere a Livorno o nei comuni più vicini che ne facciano richiesta, per non più di 8 ore settimanali. La partecipazione ai progetti è facoltativa per i disabili. Chi beneficia del reddito di cittadinanza locale deve garantire la frequenza della scuola dell’obbligo dei figli, qualora li abbia. Ovviamente, deve comunicare qualsiasi variazione della situazione reddituale, patrimoniale, lavorativa, familiare che comporti la perdita del diritto.
Quando si perde
Il reddito di cittadinanza locale può essere revocato qualora il beneficiario non accetti una proposta di lavoro. Se dovessero venir meno i requisiti grazie ai quali è stato ammesso al provvedimento. Se ha falsificato le carte per accedere al reddito di cittadinanza o per ottenere una migliore posizione in graduatoria e in ogni caso abbia rilasciato dichiarazione mendaci e se svolge lavoro in nero (in tutti questi casi è tenuto a rimborsare quanto percepito).
Gli uffici del Comune di Livorno moniteranno gli interventi, producendo valutazioni e verifiche, e una relazione sull’andamento del servizio per programmare, eventualmente, interventi calibrati sulla base delle reali esigenze emergenti. Anche la polizia municipale sarà coinvolta nelle verifiche.
Nessuno credeva che riuscissimo a farlo, ma da oggi il reddito di cittadinanza è realtà.” Filippo Nogarin, sindaco M5S Livorno

Il #Microcredito5Stelle c’è!

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“Gentile Luigi, stamattina sono stata in banca per l’erogazione del finanziamento. Sono molto felice, spero di riuscire ad investirli al meglio per la crescita della mia attività, e vi ringrazio ancora una volta per aver dato, a me come ad altri, questa importante opportunità.”
Antonella

“Antonella, la persona che ci scrive, è una giovane imprenditrice italiana che sta per aprire un negozio di prodotti biologici nel suo Comune e che assumerà nuovo personale. Lei non è dovuta scappare all’Estero per realizzare il suo progetto di lavoro, ma ha potuto restare in Italia. Come molti altri, anche lei aveva bisogno di liquidità per partire e ha potuto utilizzare i soldi del mio stipendio e di quello di tutti gli altri parlamentari M5S, italiani ed europei.
Come lei, tanti altri Italiani in queste ore, stanno accedendo per la prima volta ai fondi del Microcredito 5 Stelle per aprire una nuova impresa o innovarla. Noi non crediamo che questa sia l’unica soluzione per chi ha idee lavorative e le vuole realizzare. Crediamo che questo sia un nuovo modo di fare politica: risolvere in modo onesto e semplice problemi quotidiani. Crediamo che sia l’inizio di qualcosa di ancora più grande: cominciare ad avere lo Stato dalla tua parte. Ci sono ancora tante risorse a disposizione, le restituzioni dei nostri stipendi continuano. Per chi non ha potuto avere accesso fino ad ora, stiamo lavorando per semplificare ulteriormente la procedura. Stay Tuned”.
Luigi Di Maio

Il #RedditoDiCittadinanza in Emilia Romagna

intervento di Giulia Gibertoni, portavoce M5S in Emilia Romagna

“Gli altri parlano, promettono e non mantengono, il MoVimento 5 Stelle agisce.
Come già accaduto in Friuli Venezia Giulia, il M5S ha messo alle strette il PD obbligandolo ad aprire finalmente gli occhi sulla necessità di introdurre un reddito di cittadinanza e/o minimo garantito, anche in Emilia-Romagna. Un primo passo per arrivare poi ad una necessaria legge nazionale. Legge che il M5S sta già discutendo da oltre sei mesi presso la Commissione Lavoro del Senato.
Due mesi fa, infatti, abbiamo depositato (siamo stati i primi e fino a questo momento anche gli unici) un progetto di legge che prevede la concessione di un sostegno economico a chi accetta l’inclusione in un percorso sociale e occupazionale.
Un aiuto concreto
Non si tratta di un contributo assistenziale e passivo ma un aiuto concreto, della durata massima di 36 mesi, a chi ha deciso di cambiare
la propria condizione lavorativa attraverso la sottoscrizione di un vero e proprio patto con la Regione Emilia-Romagna, che verrà portato
avanti tramite i Centri per l’impiego (da riformare secondo la nostra proposta di legge nazionale).
Qualche giorno fa, con un ritardo siderale, la Giunta regionale ha cercato di sventolare una bandiera che fino ad ieri sottovalutava, sbeffeggiava o denigrava, e della quale non c’è traccia nel programma con cui si è presentato davanti agli elettori il presidente Bonaccini.
Il M5S Emilia-Romagna ha lavorato fin dal suo insediamento a questa proposta, lavorando e confrontandoci, a costo zero, anche con gli uffici tecnici della Regione. Al contrario di chi oggi sostiene di dover affidare l’ennesima super consulenza esterna per effettuare anche solo uno studio di fattibilità sul tema.

La proposta di legge è pronta
Se il PD vuole davvero impegnarsi sul reddito di cittadinanza, la nostra proposta di legge è pronta e, come già detto, protocollata dallo scorso 28 maggio.
Aspetta solo di essere portata in Aula e discussa insieme alle altre proposte che vorranno avanzare. Fino a questo momento, nonostante ci fossimo fin da subito detti disponibili al confronto e al dialogo con tutte le forze politiche vista la centralità che questo obiettivo ha sempre rappresentato per il M5S, non abbiamo ricevuto nessuna chiamata o proposta concreta. Dato che il vento, come per magia, sembra essere cambiato, ci aspettiamo segnali concreti.

Con la povertà non si scherza
Il M5S ha già dimostrato serietà propositiva in Friuli Venezia Giulia e in altre Regioni e lo sta dimostrando in Parlamento dove sta lavorando per una proposta condivisa per un reddito di cittadinanza legato alla soglia di rischio di povertà, avvalorata dall’ISTAT, di 780 euro mensili per chi segue un percorso di formazione e lavoro. Ridiamo dignità ai cittadini dell’Emilia-Romagna e di tutta Italia.”
Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

 http://www.beppegrillo.it/2015/07/il_redditodicittadinanza_in_emilia_romagna.html

Pa, nuova regola a 5 stelle No risultati? No bonus

euros.jpg Il MoVimento 5 Stelle ottiene una vittoria in commissione Affari costituzionali alla Camera, con un emendamento a firma Claudio Cominardi. Gli amministratori di società pubbliche partecipate che otterranno risultati negativi non riceveranno bonus. Parliamo di un ambito in cui si registra un buco nero da un miliardo e 200 milioni di perdite palesi (dati 2012) per oltre 10 mila partecipate, di cui 2000 con zero addetti – scatole vuote, costituite per le sole finalità della politica e che gestiscono i servizi solo attraverso subappalti – e almeno 3.000 con meno di 6 dipendenti. In circa la metà delle partecipate dei comuni, il numero dei dipendenti è inferiore al numero delle persone che siedono nei consigli di amministrazione. Il tutto senza considerare i costi pagati doppiamente dai cittadini in termini di tariffe maggiorate e mancanza di servizi adeguati. Attualmente il cosiddetto “trattamento economico variabile”, quello che comunemente viene chiamato “bonus”, di variabile non ha nulla, visto che è praticamente uno stipendio aggiunto. Certo. Una rendita di posizione. Ora non sarà più così.
L’emendamento prevede infatti l’erogazione dei bonus solo in base ai risultati economici ottenuti. Una società pubblica partecipata, infatti, non deve essere semplicemente un poltronificio che drena fondi pubblici, ma deve essere efficiente per davvero. Se i dirigenti vengono pagati in merito ai risultati ottenuti allora ci saranno miglioramenti nelle partecipate.
A questo serve il MoVimento 5 Stelle: a portare un po’ di buon senso nella gestione della cosa pubblica. Terremo il fiato sul collo del Governo che dovrà tradurre questo risultato nei decreti delegati.

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/07/pa-nuova-regola-a-5-stelle-no-risultati-no-bonus.html

La Costamagna: ‘Le battaglie dei 5 Stelle dovrebbero essere patrimonio condiviso’


Luisella Costamagna, ospite ad Agorà lo scorso dicembre, torna a parlare del Movimento 5 Stelle. La giornalista, finalmente, sostiene le sue idee svelando a tutti una verità inconfutabile: l’informazione italiana è un’informazione contro Grillo e contro il Movimento. La giornalista lo ha affermato senza troppi giri di parole in diretta su Rai3:

Le battaglie del Movimento 5 Stelle, che non sono state raccontate, dovrebbero essere patrimonio condiviso“.

La Costamagna ha anche sottolineato che, in questo particolare momento, il Movimento sta vivendo un periodo di crisi, ma si tratta di una crisi “pompata” e distorta dai media che si sono cimentati in un continuo attacco a Grillo e al Movimento dimenticandosi di raccontare la battaglie portate avanti dai 5 Stelle, i risultati ottenuti, le proposte fatte.

La giornalista ha poi aggiunto:

Il M5S ha fatto e continua a fare un gran bene per il nostro paese. Restituiscono i soldi personali, restituiscono i rimborsi elettorali, sono ragazzi onesti che dovremmo tutti ringraziare, che però pagano la campagna di silenzio e di disinformazione messa in atto da parte di tutti i media italiani.

http://www.tzetze.it/redazione/2015/01/la_costamagna_le_battaglie_dei_5_stelle_dovrebbero_essere_patrimonio_condiviso/

Grande vittoria M5S: il #redditodicittadinanza in commissione!

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redditocittadinanza.jpg

“Il reddito di cittadinanza non è più utopia. Il Movimento 5 Stelle dimostra che se si vuole, tutto si può fare. La nostra proposta di legge presentata al Senato, a prima firma della portavoce Nunzia Catalfo, è stata finalmente calendarizzata per mercoledì 3 dicembre in Commissione Lavoro. Oggi raccogliamo i frutti di una battaglia che abbiamo sostenuto con forza sin da quando siamo entrati in Senato. Dopo venti mesi nei quali abbiamo preteso che venisse applicato il Regolamento del Senato (art.53), che impone la calendarizzazione anche di una quota di disegni di legge delle minoranze e che negli ultimi due anni era stato sempre disatteso, finalmente il provvedimento del M5S comincia il suo iter e potrebbe arrivare in Aula nel giro di due mesi dall’inizio della discussione in Commissione. Con il reddito di cittadinanza restituiamo dignità a chi oggi non ce la fa ed è fuori dal mondo del lavoro: nessuno deve rimanere indietro.” M5S Senato
http://www.beppegrillo.it/2014/11/grande_vittoria_m5s_il_redditodicittadinanza_in_commissione.html 

La cinghia di trasmissione

Senato Vito Crimi Paolo Becchi Beppe Grillo

 di Paolo Becchi

 Cerchiamo di ragionare a mente lucida su quello che è successo con l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato. Il primo dato di fatto è che i nomi dei candidati del centrosinistra che circolavano erano fino a venerdì Dario Franceschini alla Camera e Anna Finocchiaro al Senato. Ma questi sono stati sostituiti in sede di votazione da due nuovi nomi: Laura Boldrini alla Camera e Pietro Grasso. Due figure che, indipendentemente dal giudizio che possiamo darne, sono per la prima volta in Parlamento e fuori dal quadro politico istituzionale. Si sarebbe avuto questo risultato senza la forte presenza del Movimento 5 Stelle in Parlamento?

 Certo, si tratta di volti nuovi della vecchia politica, ma intanto questo primo piccolo risultato d’innovazione è da attribuirsi comunque al Movimento 5 Stelle. Bersani ha piazzato due personalità della sua coalizione, ma due personalità non “politiche”, la prima per altro neppure appartenente al suo partito. Per raggiungere l’en plein ha sacrificato la sua identità politica. Se a ciò aggiungiamo la fine ingloriosa di Rigor Montis che ha dimostrato tutta la sua incapacità autocandidandosi a ruolo di Presidente del Senato per poi, deluso, far votare ai suoi scheda bianca, possiamo concludere che qualcosa è cambiato in Parlamento. Anche la scelta di Berlusconi di ripresentare Schifani è il segno dell’incapacità di comprendere quanto stia avvenendo nel nostro paese. E ora passiamo alle dolenti note.

 Alla Camera il comportamento dei cittadini portavoce è stato del tutto coerente: dall’inizio alla fine il proprio candidato è stato votato all’unanimità. Il mal di pancia è cominciato al Senato e solo per via del ballottaggio finale tra Schifani e Grasso. Sappiamo di riunioni concitate e tutto ciò è un bene, Quello che è male è che alla fine sia mancata una decisione unitaria e compatta. Discutere va bene, ma poi ci si conta e alla fine la linea maggioritaria dev’essere accettata da tutti senza tentennamenti, anche se con qualche dubbio. Questo a quanto pare non è avvenuto al Senato. E invocare una presunta libertà di coscienza non risolve il problema che si è aperto.

 È quindi del tutto opportuno che il capo politico del Movimento abbia, con un comunicato, richiamato all’ordine i dissidenti. Forse quel richiamo al proprio codice deontologico firmato da tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle doveva essere fatto anche prima. Se questo sia avvenuto non lo so, anche perché la riunione non era in streaming. Possiamo criticare – e giustamente – coloro che al Senato non hanno seguito le indicazioni della maggioranza, ma dobbiamo anche riconoscere che in momenti così decisivi è al capo politico del Movimento che spetta di indicare la via da seguire ricordando, se è il caso, i precedenti impegni assunti.

 Onde evitare nel futuro errori ancora più gravi, occorre trovare una “cinghia di trasmissione” tra un capo che si trova al di fuori del parlamento e i cittadini portavoce. È stato un episodio certamente non irrilevante, di immaturità politica, ma, non dimentichiamolo, sono i primi passi di un bambino che procede ancora a tentoni. Aiutiamolo a crescere, questa è la cosa principale.

http://www.byoblu.com/post/2013/03/17/La-cinghia-di-trasmissione.aspx

Movimento 5 stelle: l’intellighenzia che simpatizza per Grillo

Chi sono i pensatori e i vip vicini all’M5s.

di Paola Alagia
Il boom del Movimento 5 stelle alle elezioni politiche molto probabilmente conoscerà una normalizzazione. La caparbia volontà di non contaminarsi con la politica di vecchio corso, infatti, non impedirà ai grillini di assumere le fattezze di un vero e proprio partito. Anche se la parola resta, per ora, bandita.
Le cariche di capogruppo, tanto per cominciare, rappresentano un livello di coordinamento intermedio tra i leader (Grillo e Casaleggio) e la Base di attivisti ed eletti.
IL MILIEU DI SOSTENITORI. Non solo, ma come ogni formazione politica che si rispetti, anche il M5s, pur non potendo contare ancora su una propria nomenklatura, inizia ad avere il suo milieu di sostenitori, consiglieri e spin doctor. Una rete che si allarga giorno dopo giorno e che ha già voce in capitolo nell’orientare scelte e strategie pentastellate.
Al di là degli endorsement vip, che pure fanno gioco ai grillini, infatti, sono tanti gli «influencer», per dirla con un termine caro a Casaleggio, che contano tra economisti, imprenditori e intellettuali.

Don Gallo e Stefano Benni, i maître à penser

Intorno alla stanza dei bottoni 5 stelle comincia a orbitare un certo numero di strateghi. Ma anche di «confessori».
DON GALLO, IL MEDIATORE. Don Andrea Gallo, per esempio, è uno di questi. Amico da una vita del comico genovese, non a caso, è stato individuato come possibile mediatore nella trattativa tra il Movimento e il Partito democratico in questa fase calda di trattative per la formazione del governo.
Va in tale direzione il consiglio-esortazione del fondatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova a Grillo: «Caro Beppe, prova a domandare sul web ai tuoi milioni di elettori se la maggioranza è d’accordo ad andare a sedersi a un tavolo con il centrosinistra».
BENNI, SCRITTORE SPIN DOCTOR. Il ruolo di spin doctor, invece, sembra calzare a pennello addosso allo scrittore e poeta Stefano Benni. Non fosse altro per il rapporto di amicizia e stima che lega l’intellettuale bolognese e il guru ligure. Anche se si tratta di uno stratega della comunicazione sui generis, molto defilato e riservato, fatto sta che Grillo ha voluto incontrare proprio lui nel suo week end in Toscana, a Marina di Bibbona, subito dopo l’exploit elettorale. Tuttavia, da qui a etichettare come grillino Benni ce ne passa.

Dario Fo, pontiere con Bersani

Un discorso a parte va fatto per Dario Fo che non è un sostenitore qualsiasi. Lui sì che ha accesso alla centrale di comando del movimento. Talmente considerato e ben visto dai vertici pentastellati da aggiudicarsi una nomination, rifiutata con gentilezza, per la presidenza della Repubblica. In questo momento il Nobel per la Letteratura sta svolgendo l’importante funzione di pontiere tra il M5s e il Partito democratico. Insieme con quella di costante accreditamento e divulgazione del messaggio grillino.
In fondo il libro Il Grillo canta sempre al tramonto, in cui il Nobel dialoga col duo Grillo-Casalelggio, va ben al di là del puro manifesto elettorale. È un vademecum per comprendere idee politiche e culturali alla base della nascita del movimento.
L’INNO DI CELENTANO. Se è per questo, fa parte dell’intellighenzia grillina pure il cantautore Adriano Celentano che durante la campagna elettorale si è spinto ben oltre il semplice endorsement al movimento. La sua canzone inedita Ti fai del male, a chiusura dello Tsunami tour di Grillo, è risuonata come un vero e proprio inno elettorale. E la benedizione del Molleggiato, che di politica non è uno che se ne «infischia», ha avuto e ha il suo peso.
Il sostegno di Adriano a Beppe ha fatto poi scoppiare qualche dissidio con la moglie Claudia Mori che il voto al comico genovese non l’ha dato. Discussioni tra le mura domestiche, per la verità, si son viste pure in casa Fo: il figlio Jacopo, infatti, non ha seguito le orme del padre e ha votato per Vendola.

Il filosofo Becchi e il mondo dell’informazione

Il M5s, si sa, ha una certa attrazione per le teorie visionarie. Ma Casaleggio non è il solo pensatore fuori dagli schemi. Tra le menti del movimento, infatti, un posto d’onore se l’è guadagnato l’eccentrico Paolo Becchi. Il filosofo del Diritto, conterraneo di Grillo, è una sorta di Gianfranco Miglio pentastellato. E in questa fase può fare molto comodo al Movimento la sua teoria sulla prorogatio del governo che lascerebbe le mani libere in parlamento ai neoeletti del M5s.
MESSORA, BLOGGER IN PRIMA LINEA. Neppure il fronte della comunicazione rimane scoperto. Un posto al sole nella cerchia ristretta attorno al duo Grillo-Casaleggio se l’è aggiudicato Claudio Messora. Il blogger vicino al Movimento, nei giorni scorsi, ha addirittura postato sul sito del comico genovese la proposta di un governo a 5 stelle appoggiato dagli altri partiti.
Nonostante la guerra dichiarata alla stampa, inoltre, il M5s ha non pochi influencer tra i giornalisti nostrani. A Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e Andrea Scanzi hanno sempre una parola buona per il Movimento. Più altalenante, ma di certo niente affatto ostile, poi, è Michele Santoro.
I GIORNALISTI GRILLINI IN RAI. Difficile, comunque, che i media possano guadagnare troppi punti agli occhi del M5s e del suo leader. E che i giornalisti, per quanto «amici», rientrino a pieno titolo nel milieu grillino. Si rassegni, insomma, il gruppo dei giornalisti grillini che sta prendendo forma alla Rai sotto la guida di Fabrizio De Jorio, redattore di Televideo. Mentre un posto al sole pare l’abbia trovato l’ex gieffino Rocco Casalino già candidato in passato per il Movimento, pare faccia parte dello staff dell’ufficio stampa.

I vip: da Eros Ramazzotti a Raffaella Carrà

Non mancano poi i vip che hanno sottoscritto la causa grillina. Tra cantanti, musicisti e personalità dello spettacolo, la lista è lunga. Anzi, cresce giorno dopo giorno. Tra innamoramenti recenti (da Eros Ramazzotti ad Antonello Venditti) ed endorsement più datati (come dimenticare la lettera anti partiti postata sul blog di Grillo a maggio scorso da Mina?), il M5s è sempre più quotato.
ZERO: «RUDERI A CASA». Persino Renato Zero, all’annuncio del suo ultimo disco, non ha potuto che commentare favorevolmente la svolta data dallo tsunami tour al Parlamento italiano. «Qualcuno ha dimostrato a certi ruderi che è ora che vadano a casa. Il cambiamento lo auspicano tutti, ovviamente, ma non devi accettare le promesse del politico che fa entrare la nipotina al ministero. Molti di questi signori si sono comprati il Paese»,.
Accanto a un Giovanni Allevi, che fiero si compiace «di essere definito il Beppe Grillo della musica», e a una Raffaella Carrà che crede nella rivoluzione grillina, c’è un atmosfera di consenso intorno al Movimento che di certo non dispiace al guru di Genova. Anche perché i sostegni sgraditi Beppe sa bene come tenerli a distanza. E Flavia Vento ne sa qualcosa.

Il team economico: da Gallegati a Pallante

Con la crisi che morde e l’Italia in recessione, Grillo però si è ben equipaggiato soprattutto sul fronte economico. Tra i consiglieri di peso c’è senza dubbio Mauro Gallegati, l’economista post-keyensiano che sta al fianco del leader 5 stelle addirittura da sette anni. Con un curriculum di tutto rispetto (a cominciare dagli studi a Stanford), Gallegati fa anche da trait d’union per Grillo con il Nobel statunitense Joseph Stiglitz.
IL TEORICO DELLA DECRESCITA. Ma nella galassia grillina aleggiano pure le teorie di Maurizio Pallante, il saggista fondatore del movimento per la Decrescita felice. Il Pallante-pensiero, tutto incentrato sulla filosofia del «produrre meglio» e non di più, non a caso ha trovato spesso ospitalità sul blog del comico genovese.
Un rapporto, quello con l’esperto di tecnologie ambientali, non recente: basta scorrere le pagine web di Grillo per trovare, infatti, diversi interventi del saggista su temi ecologici ed economici risalenti anche al 2008. È il caso, per esempio, dell’interevento di Pallante del gennaio di cinque anni fa sui vantaggi della raccolta differenziata e i danni degli inceneritori.
LA PASIONARIA NAPOLEONI. Nel Pantheon 5 stelle, comunque, un ruolo economico se lo aggiudicherebbe pure Loretta Napoleoni. Oltre al suo curriculum (tra i titoli accademici, un master in studi sul terrorismo alla East London, un master in relazioni internazionali ottenuto alla School of Advanced International Studies e un dottorato in Scienze economiche della Sapienza), Napoleoni vanta un rapporto personale diretto con il comico genovese che risale al 2007. Da allora, come ha dichiarato lei stessa, i rapporti tra loro non si sono mai interrotti, sebbene Napoleoni viva a Londra.
Tanto che lo scorso anno il suo nome girava vorticosamente come possibile candidata alla guida del Campidoglio. Che abbia prestato, poi, la sua consulenza al sindaco di Parma Federico Pizzarotti è cosa certa. Senza dubbio le teorie grilline sull’uscita dall’euro o sulla moneta a due velocità, in buona parte si possono far risalire anche al Napoleoni-pensiero.
LA SQUADRA DEGLI IMPRENDITORI. Simpatizzano ormai per il M5s imprenditori di successo come Leonardo Del Vecchio e Arturo Artom. Intanto sia dal patron della Luxottica sia dall’imprenditore e leader politico del Rinascimento italiano è arrivato un netto endorsement. Appoggio che il movimento ha incassato, per esempio, pure dal vicentino Francesco Biasion, numero uno della Bifrangi, che dopo anni di fede berlusconiana ha deciso di voltare pagina.
Avere dalla propria parte imprenditori di peso giova non poco alla causa grillina. Se non in termini di proseliti, almeno di sempre più forte accreditamento del Movimento. La cassa di risonanza poi è garantita quando una mossa inaspettata arriva da uno come Giovanni Consorte, l’ex capo di Unipol da sempre vicino al centrosinistra.
La sua firma a favore della presentazione delle liste ai banchetti M5s, infatti, non passò a suo tempo di certo inosservata.

Venerdì, 08 Marzo 2013

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