Shiva Netra

29 DICEMBRE 2015


È una meditazione sul terzo occhio, composta da due stadi che si ripetono tre volte, per un totale di sei stadi dì 10 minuti ciascuno.
Primo stadio:  10 minuti.
Siedi perfettamente immobile e osserva una luce blu con lo sguardo sfocato.
Secondo stadio: 10 minuti.
Chiudi gli occhi e ondeggia lentamente e dolcemente da una parte all’altra.
Ripetere i due stadi, alternandoli, per tre volte.


 Osho

Picchiare il cuscino

6 OTTOBRE 2015

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Quando ti senti pieno di rabbia, non è necessario prendertela con qualcuno: sii semplicemente arrabbiato! Lascia che sia una meditazione. Chiudi la porta della tua stanza, siedi da solo e lascia uscire tutta la rabbia che hai in te. Se provi il desiderio di picchiare, picchia un cuscino.

Fai qualsiasi cosa ti senti: il cuscino non protesterà mai. Se vuoi uccidere il cuscino, prendi un coltello e uccidilo! È un aiuto, un aiuto straordinario. Non si può neppure immaginare quanto sia utile un cuscino. Picchialo, mordilo, sbattilo! Se sei in collera con una persona in particolare, scrivi il suo nome sul cuscino oppure incollaci sopra una fotografia.

Ti sentirai ridicolo, stupido, ma la rabbia è ridicola; non ci puoi far nulla. Per cui lascia che esploda e godila come un fenomeno di energia. È realmente un fenomeno di energia. Se non fai del male a nessuno, non c’è nulla di riprovevole. Praticando questa meditazione, vedrai che pian piano scomparirà l’idea di far del male a qualcuno. Fanne una pratica quotidiana: bastano venti minuti ogni mattina. E poi osservati per tutto il giorno. 
Sarai più calmo, perché avrai espulso l’energia che si trasforma in collera; l’energia che si tramuta in veleno sarà stata espulsa dal tuo sistema. Ripeti questa meditazione per due settimane come minimo, e dopo la prima settimana sarai sorpreso di scoprire che in qualsiasi situazione ti trovi, la rabbia non c’è più. Provaci!
Osho: Il libro arancione

La necessità della catarsi

5 OTTOBRE 2015

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Ogni giorno per sessanta minuti, scordati del mondo. Lascia che il mondo scompaia dalla tua vista e scompari a tua volta dal mondo. Opera una svolta radicale, una rotazione di centottanta gradi, e osserva semplicemente il tuo mondo interiore. All’inizio non vedrai altro che nuvole. Non preoccupartene, sono nuvole prodotte dalle tue repressioni. Incontrerai la rabbia, l’odio, l’avidità, ogni sorta di buchi neri… li hai repressi, per questo sono li. E le cosiddette religioni hanno insegnato a reprimerli, per cui esistono come piaghe che finora hai sempre tenute nascoste.

Per questo all’inizio insisto sulla catarsi: se non attraversi una profonda catarsi, dovrai affrontare molte nuvole. Sarà faticoso, e tu sei cosi impaziente che potresti ritornartene nel mondo. Per poi dire: «Non c’è nulla, non ci sono fiori di loto, non c’è fragranza, non c’è altro che fetore e rifiuti ».

E lo sai già. Quando chiudi gli occhi e scendi dentro di te, cosa incroci? Non incontri mai quegli spazi bellissimi di cui parlano i Buddha. Incontri inferni e sofferenze, repressi lì dentro e in agguato. Rabbia accumulatasi in molte esistenze. Vi è una confusione indescrivibile, per cui si vorrebbe restarne fuori. Preferisci andare al cinema, al club, incontrare qualcuno e spettegolare un po’. Preferisci tenerti impegnato finché non sei stanco e ti addormenti. 
Questo è il tuo stile di vita, questa è la tua vita! Per questo quando si inizia a guardare dentro di sé si resta molto perplessi. I Buddha dicono che vi si trova un’immensa beatitudine, si incontrano fiori di loto che si schiudono con fragranza eterna! E i fiori hanno colori che non mutano mai, non sono un fenomeno passeggero. I Buddha parlano di questo paradiso, parlano di questo regno di Dio che è in te, e quando tu entri in te stesso, non incontri altro che inferno!

Non vedi affatto la terra del Buddha, ma solo campi di concentramento hitleriani. Ovviamente pensi subito che sia tutto una stupidaggine, è meglio restarne fuori: perché continuare a mettere il dito sulle piaghe? Fa anche male! E dalle piaghe inizia ad uscire pus e fetore…

Ma la catarsi aiuta. Se ti abbandoni alla catarsi, se passi attraverso le meditazioni caotiche, ti ripulisci da tutte queste nuvole, elimini tutte queste oscurità, alla fine l’attenzione diventa più facile.

Per questo insisto perché all’inizio si facciano le meditazioni caotiche e solo in seguito le meditazioni silenziose: all’inizio le meditazioni attive e poi quelle passive. Ti puoi inoltrare nella passività solo dopo aver espulso dal tuo essere tutto il marcio accumulato. Dopo aver vomitato la rabbia, dopo aver vomitato l’avidità … queste cose affiorano in te strato dopo strato. Ma quando le hai espulse, puoi scivolare dentro il tuo essere con facilità: ora non c’è più nulla che ti ostacoli.

E all’improvviso ecco la luce splendente della terra del Buddha. E all’improvviso ti ritrovi in un mondo totalmente diverso, il mondo della Legge del Fiore di Loto, il mondo del Dhamma, il mondo del Tao.
Osho: Il libro arancione

Ho creato un espediente

4 OTTOBRE 2015

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La mente è molto seria, e la meditazione è assolutamente non-seria. Questa affermazione vi potrà colpire, perché la gente parla sempre molto seriamente della meditazione. Ma la meditazione non è una cosa seria. È solo un gioco, niente affatto serio. Ti coinvolge, ma non è serio. Non è un lavoro, è più simile a un gioco. Il gioco non è un’incombenza. Anche quando è azione, non è un’attività. Il gioco è puro piacere. L’azione non ha una finalità, non ha una motivazione, al contrario è solo energia fluida allo stato puro.
Ma è difficile capirne il valore, perché noi siamo condizionati dalle motivazioni. Siamo sempre stati cosi attivi che la nostra attività è diventata un’ossessione profondamente radicata. Perfino mentre dormiamo siamo in attivi-vita. Perfino quando ci vogliamo rilassare siamo attivi. Abbiamo trasformato in attività perfino il rilassamento: facciamo sforzi per rilassarci. È assurdo! Ma lo si deve alle abitudini meccaniche della mente.

Che fare? Solo la non-azione vi conduce al vostro centro interiore, ma la mente non può concepire come essere non attiva. Che fare dunque?

Io ho creato un espediente: si tratta di spingere l’attività finché non cessi semplicemente; essere attivi alla follia, cosi la mente condizionata dall’attività viene espulsa dal vostro sistema. Solo cosi, dopo una catarsi profonda, puoi abbandonarti all’inazione e avere l’intuizione di uno spazio che non è quello dello sforzo.

Una volta conosciuto questo spazio, puoi penetrarlo senza sforzo. Una volta che l’hai percepito — sai come essere semplicemente qui e ora, senza far nulla — puoi fluire in quel mondo, in ogni momento; ovunque ti trovi puoi vivere in quel mondo. E giungerai infine a essere attivo all’esterno e dentro di te sarai profondamente inattivo.

I metodi catartici sono invenzioni moderne. Ai tempi del Buddha non erano necessari, perché la gente non era cosi repressa. La gente era spontanea, viveva una vita primitiva, non civilizzata, una vita naturale. Per cui il Buddha poteva consigliare a chiunque la meditazione Vipassana — vipassana significa discernimento — senza remore. Ma oggi non puoi accedere direttamente al Vipassana. E i maestri che vi insegnano la pratica del Vipassana direttamente non appartengono a questo secolo: sono arretrati di duemila anni. Certo, è possibile che ogni tanto riescano ad aiutare una o due persone su cento, ma non è un gran risultato! Ho introdotto i metodi catartici per demolire tutto ciò che la civiltà vi ha sovraimpresso, cosicché diventiate ancora una volta primitivi. 

Da questa primitività, da questa innocenza primaria, fiorirà facilmente il discernimento.
Un taglialegna, uno spaccatore di pietre non hanno bisogno di meditazioni catartiche: le praticano tutto il giorno; ma per l’uomo moderno le cose sono cambiate.

 Osho: Il libro arancione

Correre, camminare, nuotare

3 OTTOBRE 2015

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È facile e naturale essere all’erta mentre si è in movimento. Quando siedi in silenzio senza far nulla è naturale cadere addormentato. Quando sei sdraiato a letto è difficilissimo stare all’erta, perché l’intera situazione concilia il sonno. Ma in movimento, è ovvio che non ti puoi addormentare, la tua attenzione è maggiore: l’unico problema è dato dalla possibilità che il movimento diventi meccanico.

Impara a fondere insieme il corpo, la mente e l’anima. Scopri situazioni in cui riesci a funzionare come un’unità.

A chi corre, accade spesso. Forse non hai mai considerato la corsa una meditazione, ma a chi corre è accaduto spesso di fare una straordinaria esperienza di meditazione. E ne è rimasto sorpreso, perché non ci pensava nemmeno: chi immaginerebbe che correndo può avere un’esperienza di Dio? Ma è successo. E oggi la corsa diventa sempre di più un nuovo tipo di meditazione.

Correndo, può succedere. Se qualche volta hai corso, se ti piaceva correre al mattino presto, quando l’aria è fresca e frizzante e il mondo intero sta uscendo dal sonno e si risveglia… correvi e il tuo corpo funzionava a perfezione, l’aria fresca, il mondo rinato a nuova vita, appena uscito dall’oscurità della notte, intorno a te tutto era un canto, e ti sentivi più che mai vivo… e viene un momento in cui colui che corre scompare e

resta solo la corsa. Il corpo, la mente e l’anima iniziano a funzionare insieme e all’improvviso si sprigiona un orgasmo interiore.

Casualmente i corridori hanno sperimentato a volte « la quarta dimensione », turìya, anche se, probabilmente, non l’hanno capito; avranno pensato che la corsa era la causa di quel momento di gioia: era una giornata stupenda, il corpo era in perfetta forma e il mondo era meraviglioso, era solo uno stato d’animo. Non ci fanno caso, ma se ci facessero caso, sostengo per esperienza personale che un corridore può avvicinarsi alla meditazione più di chiunque altro.

Il podismo — jogging — può essere utilissimo, nuotare può essere molto utile. Sono tutte attività che dovrebbero essere trasformate in tecniche di meditazione.

Lascia perdere le vecchie idee sulla meditazione, per cui solo sedere sotto un albero in posizione yoga è meditare. Questa è solo una delle possibilità, e può essere adatta ad alcune persone, ma non a tutti. Per un bambino non è meditazione, è una tortura. Per un giovanotto che sprizza vitalità è repressione, non è meditazione.

Mettiti a correre al mattino. Inizia facendo un chilometro, poi passa a due e arriva almeno fino a cinque. Mentre corri usa tutto il corpo. Non correre come se fossi chiuso in una camicia di forza. Corri come un bambino, usando tutto il corpo — mani e piedi — e corri. Respira profondamente dalla pancia. Poi siedi sotto un albero, riposa, suda e lasciati rinfrescare dalla brezza del mattino; avverti la pace che è in te. Questo ti aiuterà moltissimo.

Prova anche a restare in piedi senza le scarpe avvertendo la frescura, la dolcezza, il calore della terra. Cerca di percepire qualsiasi cosa la terra sia pronta a donarti in quel momento, e lasciala scorrere in te. Lascia che le tue energie fluiscano nella terra. Entra in comunione con la terra.

Se sei collegato alla terra, sei collegato alla vita. Se sei in armonia con la terra, sei in armonia col tuo corpo. Se sei collegato alla terra, diventerai sensibilissimo e ti centrerai: non hai bisogno d’altro.

Non diventare mai un corridore professionista; rimani un dilettante, cosi la tua attenzione si conserverà intatta. Se ti accade di sentire che la corsa è diventata meccanica, abbandonala. Prova col nuoto. Se anche questo diventa automatico, danza. Ricorda sempre che il movimento non è altro che una situazione per creare consapevolezza. Finché crea consapevolezza, è un’ottima tecnica. Quando non favorisce più la tua consapevolezza, non ha più alcuna utilità, sostituiscilo con un’altra forma di movimento che ti riporti alla tua attenzione. Non permettere mai che un’attività diventi automatica.

La mente è una spina e tutte le tecniche di meditazione sono aghi per estrarre quella spina.

 Osho: Il libro arancione

Una lode al sole che sorge

2 OTTOBRE 2015

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Alzati alle cinque, prima del sorgere del sole, e per mezz’ora abbandonati al canto, ai tuoi suoni, ai lamenti, ai gemiti. Non occorre che i suoni abbiano un senso: devono essere viscerali, non avere un significato. È sufficiente che ti divertano: il senso è questo. 

Lasciati ondeggiare. Lascia che sia una lode per il sole che sorge, per cui smetti solo quando il sole è sorto. Questo manterrà dentro di te un certo ritmo per l’intera giornata. 

Fin dal mattino sarai in sintonia e vedrai che il giorno avrà una qualità diversa; sarai più amorevole, più attento, più compassionevole, più amichevole, meno violento, meno collerico, meno ambizioso, meno egoista.
Osho: Il libro arancione

Quando un desiderio ti afferra…

30 SETTEMBRE 2015

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Quando un desiderio ti afferra, ne vieni disturbato; è naturale. Il desiderio ti spinge verso il futuro.
Come fare per non esserne disturbato? Il desiderio in quanto tale è un disturbo… se poi è molto intenso?

Dovrai fare qualche esperimento, solo allora capirai cosa significa. Sei in collera, la rabbia ti attanaglia, sei momentaneamente folle, posseduto, fuori di te.

All’improvviso, ricordati di non esserne disturbato, immagina di spogliarti. All’interno, denudati, spogliati della rabbia.

La rabbia sarà presente, ma ora avrai un punto dentro di te che non ne sarà affetto.
Saprai che alla periferia è presente la collera, come una febbre che scuote la tua superficie, ma la puoi osservare: se riesci a osservarla, ne rimarrai indisturbato.

Diventane un testimone, e non ne sarai disturbato. Di solito ti identifichi, dimentichi che la rabbia è qualcosa di esterno a te, per cui agisci, fai qualcosa mosso da quella collera.
Invece di riversarla all’esterno, verso la persona che pensi l’abbia provocata, muoviti verso l’interno, verso il centro del tuo essere. In questo modo potrai essere un testimone della parte di mente che è stata disturbata, ma al tempo stesso vedrai che tu non ne sei coinvolto.

Lo puoi sperimentare con qualsiasi desiderio, con qualsiasi cosa ti disturbi.
Ad esempio, un desiderio sessuale insorge dentro di te: puoi muoverti verso l’oggetto di quel desiderio, ma in questo modo ne sarai tanto più disturbato, quanto più ti allontanerai dal tuo centro.

Viceversa, più ti avvicini al tuo centro, meno ne sarai disturbato.
In ogni ciclone esiste sempre un centro che è indisturbato, nessun ciclone può esistere senza un centro silente. I cicloni della collera, del sesso, di qualsiasi desiderio… neppure loro possono esistere senza qualcosa all’interno che sia immoto.

Questa tecnica non parla di reprimere, in quel caso peggioreresti le cose: se è presente la collera, e tu ti sforzi di reprimerla, avrai un disturbo maggiore.
Viceversa, quando la collera è presente, chiudi le porte di casa, medita su di essa, lasciala esistere.

E tu resta dentro di te, indisturbato, senza affatto reprimerla e senza necessariamente esprimerla.
Allora conoscerai il tuo centro e metterai radici in esso: questo farà di te il padrone di te stesso.
Altrimenti resterai uno schiavo, e non di un solo padrone: ogni cosa ti dominerà e ti spingerà in direzioni e in dimensioni diverse, e non sarai mai integro, e per questo vivrai nell’angoscia.
Solo chi è padrone di se stesso può trascendere l’angoscia.
OSHO

Rè Interiore: Quando un desiderio ti afferra…

Aspettando il sole che sorge

29 SETTEMBRE 2015
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Quindici minuti esatti prima del sorgere del sole, quando il cielo comincia ad albeggiare, osserva e aspetta come se si attendesse l’amato: con la stessa intensità, in profonda attesa, colmo di speranza ed eccitamento, ma in silenzio. E continua a guardare mentre sorge il sole. Non occorre fissarlo, puoi battere le ciglia. 
Abbandonati alla sensazione che simultaneamente anche dentro di te qualcosa sta sorgendo.

Quando il sole si affaccia all’orizzonte, sentilo all’altezza dell’ombelico. In lontananza si sta levando, e dentro di te, nell’ombelico, sorge, si alza molto lentamente. All’orizzonte si leva il sole, e in te sorge un nucleo interiore di luce. Bastano dieci minuti. Poi chiudi gli occhi. Quando guardi il sole ad occhi aperti crei una « negativa », per cui quando chiudi gli occhi, vedrai il sole che brilla dentro di te.

E questo ti trasformerà enormemente.
L’arte della meditazione è tutta qui: come essere profondamente attivo; come rinunciare a pensare, e come trasformare in consapevolezza l’energia che scorre nel pensiero.

Osho: Il libro arancione

La meditazione della luce dorata

27 SETTEMBRE 2015
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È un semplice metodo per trasformare la tua energia e farla salire verso l’alto. Questa pratica deve essere ripetuta almeno due volte al giorno.

Il mattino è l’ora migliore, poco prima di alzarti dal letto. Quando senti di essere sveglio, all’erta, fai questa meditazione per venti minuti. Praticala subito, immediata-mente, perché quando esci dal sonno sei delicatissimo, e molto ricettivo. Quando esci dal sonno sei freschissimo e l’impatto scenderà molto più in profondità. Nel momento in cui esci dal sonno non sei molto mentale, quindi esistono degli spazi vuoti attraverso cui questo metodo scenderà verso il tuo centro più intimo. E all’alba, quando ti stai svegliando e anche tutta la terra si sta risvegliando, su tutto il pianeta si muove un’immensa onda di energia in risveglio: usa questo flusso, non lasciarti sfuggire questa opportunità.

In tutte le religioni dell’antichità si usava pregare al mattino, all’alba, al sorgere del sole, perché il sorgere del sole corrisponde al sorgere di tutte le energie dell’esistenza. In quel momento si può semplicemente cavalcare l’onda dell’energia che sta salendo: sarà facilissimo. Alla sera è più difficile, perché le energie si stanno ritirando e si dovrà lottare controcorrente. Viceversa al mattino ti puoi abbandonare al flusso della corrente.

Sdraiati semplicemente sulla schiena, come quando vai a letto. Tieni gli occhi chiusi. Quando inspiri, visualizza una luce abbagliante che entra nel tuo corpo attraverso la testa, come se un sole sorgesse proprio accanto alla tua testa. Tu sei un semplice passaggio e la luce dorata si riversa nella tua testa e scende, scende in profondità, sempre più a fondo per uscire dalla punta dei piedi. Accompagna l’inspirazione con questa visualizzazione: la luce dorata ti aiuterà. Ripulirà il tuo corpo e lo colmerà tutto di creatività. Questa è energia maschile.

E quando espiri visualizza un’altra cosa: l’oscurità che entra dalla punta dei piedi, un fiume di oscurità totale, che entra dalla punta dei piedi, e sale, per uscire dalla testa. Respira lentamente e profondamente: questo è il modo migliore per visualizzare. E questa è energia femminile. Ti darà una calma profonda, ti renderà ricettivo, ti tranquillizzerà, ti darà riposo. Opera molto lentamente: appena uscito dal sonno puoi fare respiri molto profondi e molto lenti, perché il corpo è riposato, rilassato.

L’altra ora più adatta è la sera, prima di dormire. Sdraiato sul letto, rilassati per alcuni minuti. Quando senti che stai vacillando tra il sonno e la veglia, proprio in quel punto, ripeti il procedimento e va’ avanti per venti minuti. Se ti addormenti prima di finirlo, va benissimo perché l’impatto rimarrà nel subconscio, e continuerà a operare.

Se ripeti questo metodo semplicissimo  per  tre  mesi,  ti sorprenderai: non avrai più bisogno di reprimerti, la trasformazione sarà cominciata.
La meditazione è l’unica medicina. Per cui lascia perdere i tuoi problemi; inoltrati semplicemente nella meditazione.

Osho: Il libro arancione

La meditazione non è concentrazione

18 settembre 2015
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La meditazione non è concentrazione. Nella concentrazione vi è un sé che si concentra e un oggetto su cui si concentra. Esiste una dualità. Nella meditazione non esiste nessuno all’interno e nulla all’esterno. Non è la concentrazione. Non si ha divisione tra interno ed esterno. L’interno continua a fluire verso l’esterno, l’esterno continua a fluire verso l’interno. La linea di demarcazione, il confine non esiste più. L’interno è esterno, e l’esterno è interno: è una consapevolezza non dualista.

La concentrazione è una consapevolezza dualista; per questo la concentrazione produce stanchezza; per questo quando ti concentri, ti senti stanco. E non puoi concentrarti per ventiquattro ore al giorno, devi prenderti dei periodi di riposo. La concentrazione non potrà mai diventare la tua natura.
La meditazione non stanca, la meditazione non ti esaurisce. La meditazione può diventare un fatto quotidiano: giorno dopo giorno, anno dopo anno: può diventare eternità. È rilassamento puro.

La concentrazione è un atto, un atto di volontà. La meditazione è una condizione di assenza di volontà, uno stato di inazione. È rilassamento. Ci si deve semplicemente abbandonare al proprio essere, e questo essere è identico all’essere della Totalità. Nella concentrazione la mente funziona partendo dal presupposto che si sta facendo qualcosa. La concentrazione ha origine nel passato.

La meditazione invece non cela alcuna finalità. Non stai facendo nulla in particolare, ti limiti a essere. Non implica un passato, è scevra dal passato. Non implica futuro, è incontaminata da ogni futuro. È ciò che Lao Tzu ha chiamato wei-wu-wei, azione attraverso la non azione. È ciò che i Maestri Zen hanno ripetuto: siedi in silenzio senza far nulla, viene la primavera e l’erba cresce da sola. Ricorda: da sola — non viene fatto nulla. 

Non tiri i fili d’erba verso l’alto: viene la primavera e l’erba cresce da sola. Quella condizione — in cui permetti alla vita di seguire il suo corso, quando non cerchi di imporle un orientamento, quando non vuoi imporle un controllo, quando non la stai manipolando, quando non la sottoponi a qualche disciplina, quella condizione di spontaneità pura e priva di disciplina, quella è meditazione.

La meditazione è nel presente, solo nel presente. La meditazione è immediatezza. Non puoi meditare, puoi solo essere in meditazione. Non puoi essere in concentrazione, ma ti puoi concentrare.
La concentrazione è umana, la meditazione è divina.

 Osho: Il libro arancione