Mentre in Italia trionfa il proibizionismo, in Colorado casa e cibo ai senzatetto grazie alla Marijuana

27/12/2017




Per oltre cinquant’anni il dibattito sulla legalizzazione della marijuana è sempre stato molto acceso. Che siate favorevoli o no alla legalizzazione della cannabis il Colorado è l’esempio lampante dei benefici economici della marijuana.


Da quando – quattro anni fa – il Colorado ha legalizzato la cannabis i ricavi delle tasse provenienti dalla vendita della marijuana sono aumentati esponenzialmente anno dopo anno fino a toccare nel Giugno 2016 quota 70 milioni. Un risultato sorprendente!

Aurora, la terza città più grande dello stato del Colorado, ha deciso di utilizzare parte dei soldi incassati con le tasse sulla cannabis per finanziare le organizzazione non-profit locali che si occupano dei senzatetto della città.


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Per i prossimi tre anni infatti la città di Aurora stanzierà oltre 3 milioni di dollari derivati dagli introiti delle tasse sulla vendita della marijuana per finanziare le associazioni del territorio che lavorano senza sosta per fornire ostelli e cibo alla comunità locale dei senzatetto. Il denaro verrà erogato nel corso dei prossimi tre anni, 1.5 milioni saranno accreditati alle associazioni entro la fine dell’anno finanziario che terminerà nel Giugno del 2017.


La storica decisione, approvata a Maggio del 2016, ha fatto presto il giro del mondo e dimostra quanto la marijuana possa avere un effetto positivo sulle comunità locali più bisognose. Sull’argomento è intervenuto il consigliere comunale della città di Aurora , Bob Roths che ha dichiarato:



“ABBIAMO VOLUTO DIMOSTRARE AI CITTADINI L’ENORME IMPATTO CHE TUTTO QUESTO PORTA ALLA NOSTRA COMUNITÀ PUNTANDO SU QUESTO TIPO DI INIZIATIVE E PROGETTI CHE VERRANNO FINANZIATI”



La legalizzazione della marijuana è senza dubbio una questione molto controversa. Tuttavia il denaro che la città di Aurora ha ricavato dalla vendita della marijuana è la prova incontrovertibile dell’enorme impatto sociale che i ricavi della cannabis possono avere. 


Risultati immagini per cannabis colorado senzatettoLa città di Aurora sta utilizzando questi ricavi per fornire i diritti fondamentali a tutti i senzatetto che potranno continuare a vivere – finalmente – una vita dignitosa.

La vicenda del Colorado è solo uno dei tanti esempi di come la marijuana non sia solo una sostanza psicoattiva ma uno strumento economico formidabile per risolvere i problemi in molti paesi. In Italia dovremmo prendere esempio dal Colorado e capire quanto la legalizzazione della cannabis possa portare un effettivo beneficio all’intero paese.


Fontehttp://haze.academy/il-colorado-usa-i-soldi-incassati-dalla-marijuana-per-dare-cibo-e-casa-ai-senzatetto/
Il Nuovo Mondo: Mentre in Italia trionfa il proibizionismo, in Col…

Trump fa il muro? I messicani hanno già inventato la catapulta lancia erba

16/02/2017

Una catapulta artigianale per lanciare pacchi di marijuana oltre il confine è stata scoperta dagli agenti della Us Border Patrol (la polizia di confine degli Usa). La catapulta è stata individuata in territorio messicano, a pochi metri di distanza dalla frontiera con lo stato dell’Arizona.
La catapulta è stata avvistata dagli agenti americani, che mentre si avvicinavano alla costruzione per le verifiche hanno notato diversi uomini allontanarsi in tutta fretta. Affianco alla catapulta sono stati ritrovati due pacchi di marijuana imballata e pronta per essere scagliata oltre confine, dal peso di 47 chilogrammi complessivi.
La catapulta per la marijuana realizzata in metallo è solo l’ultimo degli stratagemmi scoperti dalla polizia di frontiera per fare entrare illegalmente merci vietate (in gran parte droghe) oltre confine. I metodi usati vanno dai più elaborati, come il tunnel con tanto di binari e sistema di refrigerazione scoperto nel 2015 e costruito presumibilmente dalla banda del famoso narcotrafficante El Chapo, a quelli più arrangiati, come le finte partite di carote ripiene di cannabis, o le rocce da costruzione ripiene.
In questi giorni giorni il nuovo presidente degli Usa Donald Trump ha affermato che il muro e l’aumento dei controlli al confine con il Messico servirà anche a fermare il traffico di droga. Difficile possa funzionare quando per superare un muro basta una catapulta, molto di più può la legalizzazione, che – ed è dimostrato – ha già inferto un colpo pesante al sistema dei narcos.
http://www.dolcevitaonline.it/trump-fa-il-muro-i-messicani-hanno-gia-inventato-la-catapulta-lancia-erba/

Le suore che coltivano Maria

14/02/2017

Si fanno chiamare “Sister of the Valley” e hanno una sola vocazione: la Marijuana.
Indossano vesti semplici, molto simili a quelli delle suore, ma non fanno capo a nessun credo religioso, non pregano e non cercano adepti. E allora cosa fanno? Coltivano.
In una valle della California queste donne producono incessantemente olio di Cannabis, unguenti, creme ed Erba, il tutto con amore e devozione. La loro missione è proprio quella di portare guarigione e sollievo con metodi del tutto naturali tramite i mille benefici della Marijuana.
Chiaramente la Chiesa Cattolica e alcuni critici non vedono di buon occhio che queste donne si facciano chiamare “sorelle” e vestano la tonaca, ma a loro non interessa anzi, si dicono soddisfatte che vengano mosse criticità sull’aspetto esteriore e si tralasci quello che invece fanno concretamente, senza attaccare i benefici terapeutici della Maria.
Tanto lo sappiamo tutti che non è l’abito a fare il monaco.
http://www.dolcevitaonline.it/le-suore-che-coltivano-maria/ 

La Cannabis può guarire le ferite?

Lunedì 6 febbraio 2017

Un uomo di nazionalità canadese di 44 anni malato di cancro si è affidato al Dottor Vincent Maida, professore associato del Division of Palliative Care at the University of Toronto per trovare un trattamento al suo dolore cronico. Precedentemente aveva fatto uso di farmaci e di oppiacei: i primi non portavano nessun miglioramento e i secondi gli stavano causando effetti collaterali. Hanno deciso quindi di iniziare una terapia a base di Cannabis. Il medico gli prescrisse la Marijuana da assimilare tramite vaporizzatore: la cura non solo apportò giovamento al dolore, ma gli permise di abbassare la quantità di oppiacei.
Successivamente il cancro gli causò una ferita sulla guancia che la erose, rendendo impossibile l’assunzione della Marijuana. Decisero quindi di applicare sulla ferita olio di Canapa 4 volte al giorno per un mese. Il dolore si affievoliva dopo 10 minuti e l’effetto durava per le due ore successive ma soprattutto, la dimensione del foro si era ristretta del 5%.
Solo uno studio finora prendeva in considerazione la possibilità che la Cannabis potesse trattare le ferite ed era inerente alle cellule dell’intestino e svolto in laboratorio.
Purtroppo l’uomo è deceduto dopo un mese dall’inizio della cura a causa di complicazioni del suo stato di salute, ma lascia dietro di sé un’importante testimonianza di quanto ancora ci potrebbe essere da scoprire sulla Marijuana.
 http://www.dolcevitaonline.it/la-cannabis-puo-guarire-le-ferite/

Quante canne bisogna riuscire a fumare per andare in overdose?

16 Dicembre 2016
super cannoneL’eroina e la cocaina provocano migliaia di morti ogni anno, una droga legale e socialmente accettata come l’alcol ne provoca oltre 3 milioni nel mondo, lo stesso vale anche per molti farmaci, compresi quelli che assumiamo più di frequente e siamo soliti considerare sicuri, come l’aspirina che ogni anno provoca migliaia di decessi.
Per la cannabis invece non esiste un solo caso accertato dalla scienza di overdose mortale. Nessuno in tutta la storia. Ma esiste un massimo di cannabis tollerabile dall’organismo? In altre parole, è tecnicamente possibile averne un overdose?
La domanda se la pose la Dea, cioè l’agenzia federale antidroga americana, quasi 30 anni fa. La risposta è in un documento datato 6 settembre 1988, ad oggi ancora l’unico documento ufficiale sul tema.
«La dose mediana letale della marijuana – si legge nel documento – è di circa 1: 20.000 o 1: 40.000. In termini concreti, ciò significa che, per indurre la morte un fumatore di marijuana dovrebbe consumare da 20.000 a 40.000 volte la quantità di marijuana che è contenuta in uno spinello. Un fumatore dovrebbe quindi consumare quasi 1.500 chili di cannabis in circa quindici minuti per indurre una risposta letale.
Il responso dell’agenzia antidroga americana fu quindi chiaro ed incontrovertibile: morire di overdose di cannabis è tecnicamente impossibile, almeno che non esista qualcuno in grado di fumare una tonnellata e mezzo di erba in quindici minuti.

 http://pasqualecaputo.blogspot.it/2016/12/quante-canne-bisogna-riuscire-fumare.html

Patatine di canapa al finocchietto

patatine di canapa
Chi non può fare a meno delle patatine (ma anche tutti gli altri) da oggi ha una scelta di più: prepararle con l’aggiunta di farina di canapa e sfornarle per l’aperitivo, per una merenda, o in caso di fame improvvisa.

Ingredienti: 400/450 gr di farina semi-integrale di grano duro, 50/100 gr di farina di canapa, 150 gr di olio extravergine d’oliva, 200 ml di vino bianco e semi di finocchietto q.b.
Procedimento: innanzitutto bisogna mescolare tutti gli ingredienti solidi, per poi aggiungere l’olio e fare in modo che la farina sia ben unta in maniera omogenea.
Aggiungere il vino bianco e impastare per una decina di minuti, fino ad ottenere una palla liscia da far riposare per circa 20 minuti, coperta da un canovaccio.
 Poi stendere l’impasto col mattarello dopo aver infarinato la superficie fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di pochi millimetri.
Posare la sfoglia su una teglia antiaderente e, con una rotella, tagliarla in tanti piccoli triangoli. Infornare in forno ben caldo a 180° per 20 minuti, poi sfornare e lasciare raffreddare.
a cura della redazione di canapaindustriale.it
http://www.dolcevitaonline.it/patatine-di-canapa-al-finocchietto/

Canapa industriale vuol dire lavoro


 
di Rachele Invernizzi, presidente di South Hemp Tecno
Sono Rachele Invernizzi, presidente di South Hemp Tecno un impianto di prima trasformazione di paglia di canapa a Cristiano, Taranto, Puglia. Sono anche vicepresidente di Federcanapa, che è la federazione nazionale produttori canapa industriale. Vi parlo di canapa in vista del passaggio al Senato della legge, della proposta della Camera, la legge sulla produzione di canapa industriale in Italia. La canapa è una specie vegetale appartenente alla famiglia delle cannabinacee ed è di coltura annuale. Fanno distinzione tra canapa sativa e canapa indica, di fatto è una sola pianta. L’ unica cosa che le differenzia è la presenza di cannabinoidi, nelle piante di canapa abbiamo il THC in alcune varietà, che è stupefacente, per cui la legge la proibisce e viene definita droga, e altri cannabinoidi molto buoni invece in quella che noi chiamiamo canapa industriale.
La canapa industriale per legge, per essere coltivata, deve stare sotto lo 0,2% di questo thc, e siamo obbligati a coltivare solo ed esclusivamente seme con certificazione che attesti il fatto che siamo sotto lo 0,2%. La coltivazione di canapa industriale negli ultimi anni in Italia è cresciuta in modo esponenziale, soltanto l’anno scorso 2015 abbiamo fatto più di 2.000 ettari, quest’anno per i conti che abbiamo finora quasi a 3.000 ettari. Le produzioni sono divise in una produzione da paglia, per poi fare fibra e canapulo che è la parte legnosa all’interno della bacchetta, e la produzione di semi che vengono poi usati per diversi utilizzi industriali.
La canapa industriale per l’Italia vuol dire lavoro, dire lavoro oggi in un momento così di crisi è molto importante. C’è e ci sarà sicuramente molto lavoro per l’agricoltura perché è di interesse nazionale la crescita, e ci sono un sacco di cose che si possono fare con la canapa. Per l’agricoltura è un prodotto che viene acquistato e viene pagato, non c’è nessun dubbio, perché oggi chi fa pomodori ha il problema di non riuscire a vendere, chi fa i meloni non li vende, chi fa le olive non le vende, mentre per la canapa c’è un mercato in crescita e anzi se possiamo dire oggi una delle particolarità è che ci manca prodotto, per cui sicuramente stimoliamo l’agricoltura a farne e a farne sempre di più. L’agricoltura è un’ po’ restia perché abituata fare grano, ma la bontà della canapa in rotazione con i cereali e anche con le orticole è una cosa molto importante. La canapa ha questo grande pregio di trasformare completamente i terreni, una volta che si semina cresce talmente velocemente che è assolutamente diserbante, per cui lascia i terreni perfettamente puliti. La sua radice a fittone fa sì che i terreni vengano ossigenati, i terreni oggi lavorati meccanicamente sono molto stressati in questo senso, ed essiccando in campo lascia molto azoto, per cui l’anno dopo le produzioni si dice addirittura che aumentino del 15-25% in più. Per cui per l’agricoltura è assolutamente una cosa geniale. E se vogliamo parlare di agroalimentare e comunque industria, sicuramente ci sono talmente tante cose e prodotti che si possono fare con la canapa che secondo me è assolutamente da stimolare la produzione di materie prime e semilavorati. La canapa si può usare in diversissimi settori a seconda della produzione. La sua fibra verrà usata in bioedilizia, in zootecnia, in agricoltura; con la parte di fibra a canapulo si possono fare bioplastiche, si può fare cellulosa per fare carta, si può fare tessitura, si possono fare un sacco di lavori interessanti. Mentre la produzione del seme, che principalmente oggi è alimentare perché ne facciamo troppo poco, è ottima per far alimentare perché fa bene alla salute, e perché è comunque organica per cui è un prodotto naturale che aiuta l’uomo stare meglio soprattutto oggi con i cibi molto inquinati dalla chimica che abbiamo.
La canapa va sicuramente verso quei prodotti biologici, anche se non sono certificati biologici, perché la canapa dall’inizio alla fine della sua produzione non ha assolutamente bisogno di chimica, anzi abbiamo visto nei casi in cui è usata magari per arricchire i terreni, alla fine rispondono molto meglio i terreni arricchiti con letame animale o dei compost organici, per cui è assolutamente interessante. Il seme dicevo è importante perché nel momento in cui ne avremo molto, si può usare anche a livello industriale: con i semi di canapa fai l’olio di canapa, si possono fare oli industriali, tecnici, si può fare biodiesel, si può fare etanolo per cui creare anche energia. Della canapa si dice che non si butta via niente, è il maiale dell’agricoltura, noi in azienda sfruttiamo completamente tutto e quando ci dicono “i materiali di scarto?”, no non ci sono materiali di scarto perché comunque anche l’ultima delle polveri viene riutilizzata per fare energia sotto forma di pellet.
Il fatto della canapa alimentare è molto importante per la salute dell’uomo, nutrirsi di semi di canapa e di olio di canapa è importante per diversi problemi di salute, l’olio di canapa regola molto bene il colesterolo, serve molto bene per la psoriasi, per l’artrosi, per fluidificare il sangue per cui per i problemi cardiovascolari, per la pelle, per i capelli, per i radicali liberi. Ha un ottimo apporto di proteine, di antiossidanti, di vitamina E, di sali minerali, e la cosa ottima è l’apporto equilibrato tra omega 3 e omega 6 che sono molto importanti per la salute dell’uomo. Che cosa manca oggi affinché l’Italia possa avere una legge di sostegno per la coltivazione? Siamo arrivati ad avere una proposta di legge approvata alla Camera, deve passare al Senato a breve, e veramente auspichiamo che il governo italiano capisca quanto è importante ritornare agli albori di un tempo per quanto riguarda la canapa. Con questo ci tengo a nome mio a ringraziare moltissimi parlamentari che ci hanno appoggiato e supportato per redigere questa legge.

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Pro e contro del sesso sotto effetto di cannabis

23 OTTOBRE 2015

sesso e marijuana

Gli effetti della cannabis non sono standard ma variano da persona a persona, così come le emozioni date dal sesso. Per questo per alcuni la combinazione tra effetto della cannabis e sesso è qualcosa di fantastico, mentre altri sostengono che il sesso in questi casi non faccia per loro.Esistono però alcuni punti sui quali si può convergere, che riguardano la maggior parte delle esperienze.
I PRO DEL SESSO SOTTO EFFETTO DI CANNABIS. Secondo uno studio effettuato tramite interviste negli Usa, l’effetto della cannabis produce un aumento della libido su oltre la metà dei fumatori di marijuana. Secondo molti intervistati l’effetto del Thc aiuterebbe anche a migliorare le sensazionidurante il rapporto, probabilmente in base alle riconosciute proprietà dell’erba come ausilio al relax e al buon umore, due fattori sicuramente importanti tra le lenzuola oltre che nella vita.
Altri due sono i fattori a sostegno dei fautori del mix tra cannabis e sesso. Il primo risiede nella proprietà della cannabis nel dilatare la percezione del tempo, secondo uno studio pubblicato dal National Center for Biotechnology Information degli Stati Uniti, la cannabis aiuta infatti a controllare e dilatare il tempo, qualità che trasposta in camera da letto aiuta quantomeno a “dare l’impressione” di un rapporto di maggior durata. Diverse persone, specialmente donne, dichiarano inoltre che sotto effetto di cannabis sono in grado di provare orgasmi di maggiore durata e intensità (si legga ad esempio questa intervista).
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leggi anche: Foria, il lubrificante alla cannabis che provoca fino a 15 minuti di orgasmi multipli
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I CONTRO DEL SESSO SOTTO EFFETTO DI CANNABIS. I possibili contro, oltre che a sempre possibili reazioni a livello individuale (non a tutti aumenta la libido dopo aver fumato, anzi per alcuni è vero il contrario) si riscontrano specialmente quando una persona ha fumato un po’ troppo, nel caso è piuttosto probabile che se ne vada la voglia di fare molte cose, tra le quali l’amore.
Per le ragazze, inoltre, l’uso di cannabis può portare secchezza vaginale. Secondo la dott.ssa. Julie Holland (in questa intervista rilasciata a Vice) il fatto che la cannabis tenda a provocare secchezza delle mucose agisce a livello vaginale allo stesso modo di come provoca l’effetto “lappa” in bocca. Per i maschi invece, non va dimenticato come il Thc tenda a rallentare momentaneamente anche gli spermatozoi, fattore che ne rende sconsigliabile l’uso se si sta cercando di avere un figlio.
PROVANDO A TIRARE ALCUNE CONCLUSIONI. Per concludere possiamo affermare che se è vero ciò che già ci aveva detto tempo fa il “guru” italiano della cannabis Franco Casalone, cioè che “più studiamo la cannabis e più ci rendiamo conto di non saperne nulla” e che i suoi effetti dipendono da mille fattori soggettivi, ciò è particolarmente vero nel caso delle relazioni tra uso di cannabis e sesso.
Una ricerca canadese del 2003 ha rivelato come circa la metà dei 104 intervistati aveva dichiarato che la cannabis migliorava i propri rapporti sessuali, ma allo stesso tempo un terzo di essi ha invece sostenuto che li rendeva più difficoltosi. Mentre alcuni hanno persino dichiarato che la sua influenza positiva sulla sfera sessuale era il motivo principale che li spingeva a fumare erba. Insomma, ogni persona e ogni coppia fa storia a sé.
http://www.dolcevitaonline.it/pro-e-contro-del-sesso-sotto-effetto-di-cannabis/

Il Movimento 5 Stelle organizza un evento per la legalizzazione della cannabis

 11 settembre 2015

italia chiama canapa 2Per promuovere la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis presentata a Montecitorio da 220 parlamentari, il Movimento 5 Stelle organizza per sabato 19 settembre a Imola (piazza Caduti per la Libertà), un evento nazionale intitolato “Italia chiama canapa“.
Lo scopo della manifestazione sarà non solo quello diillustrare la proposta di legge per la legalizzazione, ma anche quello di sensibilizzare la cittadinanza verso le possibili ricadute economiche ed ambientali degli utilizzi tessili della canapa: una risorsa naturale coltivata fino agli anni ’50-’60, che con le nuove tecnologie potrebbe tornare ad essere un volano per l’economia.
L’evento, che inizierà alle ore 10, ed e’ organizzato in collaborazione con l’associazione imolese 26 Marzo, si svolgerà in tre fasi: in mattinata saranno presenti le aziende che trattano la canapa di origine italiana, le quali doneranno anche degli assaggi ai presenti. Mentre verranno anche illustrate le risorse che la canapa mette a disposizione del crescente settore della bioedilizia.
Nel pomeriggio, dalle 15, spazio alla sessione politica della manifestazione, con la presenza deideputati del M5S Vittorio Ferraresi e Paolo Bernini e di Nunzio Santalucia (tossicologo da anni impegnato nella diffusione della cultura della cannabis terapeutica) e Manuela Pierobon (laureata in Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio). Chiusura con la cena a base di prodotti di canapa, cucinati dallo staff del ristorante Ci.Bo’ al centro sociale Orti Bel Poggio.
Il Movimento precisa che “le spese per l’organizzazione sono totalmente a carico dell’associazione 26 Marzo e del M5S Imola” e che “le aziende presenti non hanno dovuto pagare nessuna quota di adesione”.

Charas in Himalaya

2014-10-22 03.52.43 pmNell’Alto Himalaya l’utilizzo dei prodotti della Cannabis fa parte di una tradizione millenaria religiosa, medica e popolare, ancora viva nonostante le pressioni del “primo mondo”. Charas é il nome della resina della Cannabis (dove si trova la maggior parte del principio attivo), estratta in queste regioni ancora nel modo più semplice possibile: a mani nude e dalle piante ancora vive. “Charsì” sono i produttori e gli utilizzatori di questa nobile sostanza. Insieme ai rituali tradizionali associati all’uso della Cannabis si sente spesso 2014-10-22 03.52.53 pmpronunciare ad alta voce: <Charsì cabi nahin marsì!> – che i Charsì non muoiano mai!
Per queste popolazioni la coltivazione e l’utilizzo dei prodotti della pianta di Cannabis fanno parte di una tradizione millenaria. La Cannabis entra nei riti religiosi, nelle storie folkloristiche, viene usata come cibo, come fonte di fibra robusta, come combustibile per accendere fuochi, come fonte di sostentamento, come medicina. In queste montagnela 2014-10-22 03.53.04 pmproduzione di Charas è da sempre stata parte delle conoscenze pratiche di queste popolazioni e, fino ai primi anni’80 il Charas veniva comprato e poi rivenduto dal governo, tramite negozi governativi.
A 3000 metri non cresce quasi nulla di coltivabile. Solo la Cannabis permette un raccolto che potrà dare un minimo reddito a queste popolazioni, visto che lo “Stato” vuole comunque del denaro anche da loro, solo per il fatto che esistono. Anzi, la loro esistenza così come è stata finora deve cambiare, perché non possono più permettersi di essere un esempio di come sarebbe possibile un diverso modo di vita. Ricordo che finora tutti i locali sapevano farsi la propria casa dal nulla: usando pietre e legname del posto; capaci a farsi i vestiti dal nulla: allevando le pecore, tagliando, cardando, filando la lana; capaci a farsi il cibo: allevando animali e coltivando la terra; capaci a trovarsi e a prepararsi le medicine da erbe e radici raccolte sulle loro montagne. Erano autosufficienti e padroni della propria vita. Adesso devono andare a scuola, dimenticarsi tutto questo e diventare “consumatori”. E vivere e lavorare per qualcun altro.
Sono stato a Desh (Himalaya) per rivedere la mia (ex) grotta. E mi si è gonfiato il cuore di tristezza. La vita di queste popolazioni è sconvolta da una serie di progetti governativi di strade e dighe per centrali idroelettricheStanno togliendo loro tutto, senza dare nulla in cambio. Case e terreni vengono espropriati senza che ai legittimi proprietari ricevano alcunché. Interi versanti di montagne vengono bruciati ed il legname rubato ai locali (che non possono più tagliarlo, nemmeno per rifarsi le case dopo un incendio che ha devastato il paese, altrimenti verrebbero multati), esportato e venduto lontano. Portano via persino l’erba che sarebbe servita al bestiame per l’inverno. Ai contadini di Desh è stato detto dai rappresentanti del governo: “Non piantate più Bhang (Cannabis), piuttosto comprate questi semi di piselli, vi compreremo poi il raccolto per 80 rupie al Kg.” Al momento di vendere il raccolto il governo si è rimangiato la parola data, e da 80 rupie/Kg l’offerta per i piselli è stata di 6 rupie al Kg. In più è salita la polizia per ben due volte per tagliare le piante di Bhang e terrorizzare donne e bambini.
Ma a Desh conoscono bene il valore di questa pianta, e sono comunque riusciti, con un lavoro massacrante, a coltivare Bhang nei posti più lontani, più difficili e pericolosi da raggiungere. I soldi che la CE e gli Usa danno tutti gli anni al governi di qui perché dimostri di fare qualcosa contro il terribile “pericolo droga” vengono usati soltanto per creare disagio, scontento, rabbia, odio verso un sistema che sconfessa le sue tradizioni e la sua cultura in nome del denaro. Un sistema che sconvolge la vita della propria gente, li riduce in miseria, li spinge a dover abbandonare l’uso e la conoscenza di una pianta che produce soltanto benessere, soprattutto li spinge a rovinarsi bevendo alcolici. Di recente un poliziotto locale, “istruito” dal governo, ha detto: “Ai miei figli dirò di non fumare Charas, perché è molto pericoloso. Ma che bevano pure tutti i superalcolici che vogliono, tanto di alcol non è mai morto nessuno.”!!! Tanti auguri!
Bom Bholenat! Charsì cabi nei marsì! (che i charsì non muoiano mai)
P.S. Nel 2008 i morti x alcol in Italia sono stati almeno 25000 (506 per “droghe illegali”, più di 80000 per tabacco); in Europa almeno 115000; nel mondo 2 milioni e 3000000. Non si è mai registrato un solo decesso attribuibile direttamente all’uso di Cannabis!