16 Gennaio 2017
Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci

Author di Luigi Di Maio

di Luigi Di Maio
Lo ricordo come se fosse ieri.
Ricordo gli attacchi del Pd: “voi siete pazzi, manderete il comune in default“, i titoli dei giornaloni: “il Movimento 5 Stelle non è in grado di governare“, ricordo la Cgil: “mandare in concordato un’azienda partecipata è una follia, i lavoratori perderanno il posto di lavoro“, ricordo i titoli diffamatori dei Tg nazionali: “5 stelle incompetenti“. La campagna di odio nazionale contro il Sindaco fu allucinante: minacce e intimidazioni a lui – portato dalla digos fuori città – e ai consiglieri comunali.
Media e partiti fecero passare quella scelta coraggiosa, per uno dei più grandi fallimenti della storia del Movimento 5 Stelle, fu una campagna di un’aggressività inaudita, per farci tornare sui nostri passi e quindi indurci a continuare a foraggiare le spartizioni clientelari del Pd.
Alcuni mi dissero anche: “Scaricate il Sindaco finché siete in tempo, altrimenti perderete tanti voti, non andrete mai al Governo“.
Ma il Movimento ha mantenuto la barra dritta, difendendo quella scelta a spada tratta, nelle TV e nelle piazze. E oggi finalmente arriva la notizia che ci dà ragione.
Era l’autunno del 2015, Filippo Nogarin governava da un anno Livorno e doveva prendere una decisione sull’Aamps: l’azienda dei rifiuti cittadina prossima al default per un buco di bilancio da 40 milioni di euro. Un’azienda partecipata usata dal Pd come bancomat e poltronifico per decenni.
Il Sindaco e la sua maggioranza dovevano scegliere: tagliare fondi ai servizi sociali per rifinanziare il buco nero dell’Aamps o avviare un risanamento dell’azienda di fronte al tribunale, tagliando poltrone e sprechi?
Filippo scelse coraggiosamente di avviare il concordato preventivo dell’azienda.
Il “gruppo di supporto enti locali” del Movimento 5 Stelle seguì passo passo tutto l’iter, affiancandogli i migliori professionisti.
Pochi giorni fa abbiamo appreso che il concordato è stato accettato da oltre il 70% dei creditori. A distanza di un anno e mezzo, l’amministrazione 5 stelle di Livorno ha di fatto salvato la sua azienda dei rifiuti, senza più tagliare fondi al welfare e addirittura stabilizzando i lavoratori precari.
Dopo poco tempo, l’amministrazione Nogarin, con i fondi che non aveva dovuto tagliare, ha anche avviato il reddito di cittadinanza comunale.
Ovviamente nessuno ne parla, nessuno ce ne darà mai atto, perché dovrebbero negare le loro stesse menzogne, dovrebbero smentire quella campagna diffamatoria contro il Movimento 5 Stelle che è stata strumentalizzata fino alle elezioni di Roma e Torino.
Ma la vicenda dell’Aamps di Livorno dobbiamo tenerla sempre a mente. È un vero e proprio manuale per il Movimento 5 Stelle al Governo.
Quando i nostri Sindaci fanno delle scelte, gli effetti positivi di quelle decisioni saranno percepiti a distanza anche di un anno o due, quando i riflettori si saranno già spenti e le ignobili campagne contro di loro già consumate.
Ogni scelta che tende a sovvertire lo status quo, viene attaccata immediatamente: i nostri detrattori sanno che per dimostrare le nostre ragioni con i fatti, abbiamo bisogno di mesi o anni. Loro in pochi giorni schierano sedicenti professionisti, opinionisti, commentatori in tutti i Tg per darci addosso, consapevoli che la verità si affermerà solo quando i riflettori si saranno già spenti.
Di fronte a questo schifo, c’è chi è tentato dall’arretrare per fermare il battage mediatico, lasciandosi intimidire e chi invece mantiene la barra dritta andando fino in fondo.
A me queste esperienze hanno insegnato a non mollare mai. Se siamo nel giusto, il tempo ci darà ragione e i cittadini ci seguiranno.
Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.

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Canapa industriale vuol dire lavoro


 
di Rachele Invernizzi, presidente di South Hemp Tecno
Sono Rachele Invernizzi, presidente di South Hemp Tecno un impianto di prima trasformazione di paglia di canapa a Cristiano, Taranto, Puglia. Sono anche vicepresidente di Federcanapa, che è la federazione nazionale produttori canapa industriale. Vi parlo di canapa in vista del passaggio al Senato della legge, della proposta della Camera, la legge sulla produzione di canapa industriale in Italia. La canapa è una specie vegetale appartenente alla famiglia delle cannabinacee ed è di coltura annuale. Fanno distinzione tra canapa sativa e canapa indica, di fatto è una sola pianta. L’ unica cosa che le differenzia è la presenza di cannabinoidi, nelle piante di canapa abbiamo il THC in alcune varietà, che è stupefacente, per cui la legge la proibisce e viene definita droga, e altri cannabinoidi molto buoni invece in quella che noi chiamiamo canapa industriale.
La canapa industriale per legge, per essere coltivata, deve stare sotto lo 0,2% di questo thc, e siamo obbligati a coltivare solo ed esclusivamente seme con certificazione che attesti il fatto che siamo sotto lo 0,2%. La coltivazione di canapa industriale negli ultimi anni in Italia è cresciuta in modo esponenziale, soltanto l’anno scorso 2015 abbiamo fatto più di 2.000 ettari, quest’anno per i conti che abbiamo finora quasi a 3.000 ettari. Le produzioni sono divise in una produzione da paglia, per poi fare fibra e canapulo che è la parte legnosa all’interno della bacchetta, e la produzione di semi che vengono poi usati per diversi utilizzi industriali.
La canapa industriale per l’Italia vuol dire lavoro, dire lavoro oggi in un momento così di crisi è molto importante. C’è e ci sarà sicuramente molto lavoro per l’agricoltura perché è di interesse nazionale la crescita, e ci sono un sacco di cose che si possono fare con la canapa. Per l’agricoltura è un prodotto che viene acquistato e viene pagato, non c’è nessun dubbio, perché oggi chi fa pomodori ha il problema di non riuscire a vendere, chi fa i meloni non li vende, chi fa le olive non le vende, mentre per la canapa c’è un mercato in crescita e anzi se possiamo dire oggi una delle particolarità è che ci manca prodotto, per cui sicuramente stimoliamo l’agricoltura a farne e a farne sempre di più. L’agricoltura è un’ po’ restia perché abituata fare grano, ma la bontà della canapa in rotazione con i cereali e anche con le orticole è una cosa molto importante. La canapa ha questo grande pregio di trasformare completamente i terreni, una volta che si semina cresce talmente velocemente che è assolutamente diserbante, per cui lascia i terreni perfettamente puliti. La sua radice a fittone fa sì che i terreni vengano ossigenati, i terreni oggi lavorati meccanicamente sono molto stressati in questo senso, ed essiccando in campo lascia molto azoto, per cui l’anno dopo le produzioni si dice addirittura che aumentino del 15-25% in più. Per cui per l’agricoltura è assolutamente una cosa geniale. E se vogliamo parlare di agroalimentare e comunque industria, sicuramente ci sono talmente tante cose e prodotti che si possono fare con la canapa che secondo me è assolutamente da stimolare la produzione di materie prime e semilavorati. La canapa si può usare in diversissimi settori a seconda della produzione. La sua fibra verrà usata in bioedilizia, in zootecnia, in agricoltura; con la parte di fibra a canapulo si possono fare bioplastiche, si può fare cellulosa per fare carta, si può fare tessitura, si possono fare un sacco di lavori interessanti. Mentre la produzione del seme, che principalmente oggi è alimentare perché ne facciamo troppo poco, è ottima per far alimentare perché fa bene alla salute, e perché è comunque organica per cui è un prodotto naturale che aiuta l’uomo stare meglio soprattutto oggi con i cibi molto inquinati dalla chimica che abbiamo.
La canapa va sicuramente verso quei prodotti biologici, anche se non sono certificati biologici, perché la canapa dall’inizio alla fine della sua produzione non ha assolutamente bisogno di chimica, anzi abbiamo visto nei casi in cui è usata magari per arricchire i terreni, alla fine rispondono molto meglio i terreni arricchiti con letame animale o dei compost organici, per cui è assolutamente interessante. Il seme dicevo è importante perché nel momento in cui ne avremo molto, si può usare anche a livello industriale: con i semi di canapa fai l’olio di canapa, si possono fare oli industriali, tecnici, si può fare biodiesel, si può fare etanolo per cui creare anche energia. Della canapa si dice che non si butta via niente, è il maiale dell’agricoltura, noi in azienda sfruttiamo completamente tutto e quando ci dicono “i materiali di scarto?”, no non ci sono materiali di scarto perché comunque anche l’ultima delle polveri viene riutilizzata per fare energia sotto forma di pellet.
Il fatto della canapa alimentare è molto importante per la salute dell’uomo, nutrirsi di semi di canapa e di olio di canapa è importante per diversi problemi di salute, l’olio di canapa regola molto bene il colesterolo, serve molto bene per la psoriasi, per l’artrosi, per fluidificare il sangue per cui per i problemi cardiovascolari, per la pelle, per i capelli, per i radicali liberi. Ha un ottimo apporto di proteine, di antiossidanti, di vitamina E, di sali minerali, e la cosa ottima è l’apporto equilibrato tra omega 3 e omega 6 che sono molto importanti per la salute dell’uomo. Che cosa manca oggi affinché l’Italia possa avere una legge di sostegno per la coltivazione? Siamo arrivati ad avere una proposta di legge approvata alla Camera, deve passare al Senato a breve, e veramente auspichiamo che il governo italiano capisca quanto è importante ritornare agli albori di un tempo per quanto riguarda la canapa. Con questo ci tengo a nome mio a ringraziare moltissimi parlamentari che ci hanno appoggiato e supportato per redigere questa legge.

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Il #Taharrush di Capodanno

15 GENNAIO 2016

taharrush.jpg

“Provate a immaginare una donna che cammina per strada e che ha solo una colpa: veste all’occidentale e non è accompagnata da un uomo appartenente alla sua famiglia. Improvvisamente viene circondata da un gruppo di uomini, dieci, venti talvolta di più. Alcuni la circondano, altri fanno da palo e sviano i curiosi. Dal gruppo si staccano tre o quattro che iniziano a toccare i seni della poveretta, le toccano il sedere, se ha la sventura di portare la gonna, gliela alzano, le strappano le mutande e le infilano le mani nelle parti intime tra risa e scherni. 

La pratica si chiama Taharrush ed è segnalata nei Paesi del Golfo, a cominciare dall’Arabia Saudita, ma anche in Tunisia, in Egitto, in Marocco, soprattutto al termine del Ramadan ma in genere in occasione di grandi assembramenti. Perché la folla è ricercata dagli uomini che praticano le molestie di gruppo, la folla aiuta, nasconde, relativizza, la folla aiuta a punire le donne non velate. Come quelle che festeggiavano l’avvento del nuovo anno a Colonia e nelle altre città tedesche la notte di Capodanno. La Bild l’altro giorno ha pubblicato i verbali delle donne che sono state aggredite. E’ un resoconto dell’orrore. A tutte hanno cercato di infilare dita nelle parti più intime. A tutte sono stati palpati seni e sedere. Tutte sono state circondate, umiliate, derubate. 

Alcune sono state violentate. Ricorda qualcosa? Sì lo avete capito. Nelle piazze tedesche è stato praticato il Taharrush, il “gioco” dello stupro e non è una supposizione giornalistica ma la conclusione a cui è giunta la Polizia federale tedesca, che ora è molto preoccupata perché teme il ripetersi di questi episodi. Dovremmo esserlo anche noi, ma scommetto che pochi di voi, cari lettori, avrete letto grandi titoli al riguardo. Come è avvenuto sin dall’inizio di questa drammatica vicenda, nei grandi media prevalgono l’imbarazzo, il silenzio, la compiacenza del politicamente corretto, dunque il desiderio ricorrente di non offendere il “diverso”. Nemmeno se è un criminale. E qui occorre puntualizzare. Nessuno pensa che tutti gli islamici pratichino il Taharrush. Al contrario: nel Maghreb le autorità arabe e la maggior parte degli Imam condannano e perseguono il comportamento disumano compiuto da piccole minoranze. Dunque non si tratta di criminalizzare l’Islam, né tutti gli immigrati, bensì di capire, segnando il confine tra l’accoglienza e l’abuso, tra l’integrazione e l’arroganza.” Marcello Foa

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INTERVISTA A GRILLO

Il vecchio esempio dello stolto che guarda il dito e non la luna che indica è una fotografia dell’Italia. Vengono presi in esame solo gli effetti senza mai esaminare le cause, né tanto meno denunciarle per non spiacere a nessuno. Gli effetti vengono poi chiamati “emergenze” e il gioco è fatto. Appaiono così come meteoriti cadute improvvisamente dal cielo, eventi imponderabili, quando invece si potevano tranquillamente evitare. L’ “emergenza” profughi sembra sbucata fuori dal nulla, ma al di là della questione umanitaria, che va affrontata, nessuno ne denuncia apertamente le cause che risalgono alla destabilizzazione del Nord Africa e del Medio Oriente da parte delle potenze occidentali. Chi ha bombardato la Libia? USA, GB e Francia e anche noi grazie all’augusta benedizione di Napolitano. Chi ha distrutto l’Iraq e non è poi stato capace di insediare un governo che potesse se non governarlo almeno limitare i danni? Gli Stati Uniti. In Afghanistan, stessa storia statunitense con l’Italia nella parte degli ascari. Quanto ci costa la nostra presenza in Afghanistan? Gli americani stanno per sbaraccare e a noi toccherà la parte dei giapponesi sperduti nelle isole del Pacifico dopo la Seconda guerra mondiale. In Siria, incubatrice dell’ISIS, ci sono tutti. Nessuno nel governo e nelle varie istituzioni che si alzi in piedi e dica mai più guerre, mai più acquisto di cacciabombardieri, che condanni l’industria delle armi (soprattutto la nostra: un business che non conosce crisi e che consente all’industria militare di affermarsi tra le prime cinque produttrici al mondo. Tra il 2008 e il 2009, quando tutti i settori produttivi del made in Italy registravano tassi di crescita negativi, l’export di armamenti è cresciuto del 74%. ). Meglio la retorica dell’accoglienza senza accollarsi alcuna colpa per l’esodo biblico che è in atto e che nessuno sa dove ci porterà.
Tumori, un male che deriva anche dall’inquinamento ambientale di cui Governo e partiti non si curano. E’ ormai un’epidemia. Chiunque conosce una famiglia che ne è colpita. Invece di intervenire sulle cause si costruiscono nuovi ospedali (una manna per le Regioni) e si prescrivono farmaci costosi a carico del SSN o, sempre più spesso, del paziente. Gli inceneritori sono una delle principali cause dell’inquinamento. Il Governo avvia 12 nuovi inceneritori in 10 Regioni invece di un serio piano per la differenziata e per la diminuzione dei contenitori di plastica. Quanti ammalati di cancro avrà sulla coscienza? Gli inceneritori si aggiungono ai 42 già in funzione e a sei autorizzati ma in via di costruzione. Il testo è stato inviato ai governatori regionali: verranno bruciate 2,5 milioni di tonnellate di spazzatura in più, +37% rispetto a oggi. Il ministro Galletti ha convocato una riunione tecnica per il 9 settembre: “Bisogna fare presto”. Chiamate il TSO.
Intanto Pisapippa si è portato avanti con il lavoro con il taglio di 1.000 alberi centenari per agevolare i cantieri a Milano, una delle città più inquinate d’Europa. Tirate un bel respiro.
Beppe GRILLO

Grillo scuote l’Europa

 
“Complimenti Italia!”. Secondo Simon Jenkins il risultato delle elezioni italiane è un trionfo della democrazia che farà uscire il paese, e l’Europa, dal dogma dell’austerità.
“Lo spettacolare vincitore dell’elezioni è Beppe Grillo, un comico pungente che ha un messaggio molto chiaro: l’austerità, l’euro e la corruzione sono la causa degli annosi problemi dell’Italia”.

Secondo Jenkins le prospettive per l’Italia sono due: “Se va bene uscirà dall’euro e s’incamminerà verso la ripresa economica; altrimenti rimarrà definitivamente nelle mani dei banchieri europei. In entrambi i casi il paese ricorderà questo momento. E anche noi”.

VOTO GRILLO

 ho deciso voto Grillo, stamattina ho ritirato la scheda elettorale che non usavo da decenni.
Ieri sera ho ascoltato il diretta streaming il comizio di Beppe Grillo, ho ascoltato
artigiani disperati per l’attuale situazione ,ho ascoltato i candidati del movimento ho ascoltato Grillo,
ho ascoltato Casaleggio ,ho ascoltato la gente del pubblico circa 800 000 persone, 150 000 erano in diretta streaming un evento mediatico unico al mondo, ho ascoltato e mi sono commosso.
Sono certo Grillo non si allera’ con nessuno della vecchia politica e i suoi propositi sono certamente interessanti e sinceri , alcuni esempi:

Reddito di cittadinanza per chi rimane senza lavora mille euro al mese per tre anni sia per ex dipendenti
sia per ex artigiani, imprenditori e commercianti

Taglio delle pensioni oltre i 4mila euro e revisione della riforma Fornero, con la pensione ad
anni 60, anche per lottare contro la disoccupazione giovanile.

Ridiscussione di tutti gli accordi con l’europa compresa l’attuale valore dell’euro per l’Italia

Referendum popolare per uscire dall’Euro

Taglio di tutti i finanziamenti e rimborsi elettorali ai partiti,taglio degli stipendi e bonus per tutti i politici e un bel redditometro per i politici per vedere quanto hanno rubato con restituzione del maltolto.

Questi mi sembrano i punti piu’ interessanti del Movimento 5 stelle , gente semplice,
capace e onesta, cittadini d’Italia, fratelli che lavorano per il bene comune
con un mandato per 2 sole legislature.

Per adesso il meglio che puo’ capitare all’Italia è la vittoria  completa del movimento
in caso contrario ci ritroviamo ancora con PD, PDL e MONTI insieme al governo
ad eseguire cio’ che chiede l’Europa.
a sfruttare ,Tartassare,umiliare e impoverire il popolo

la vecchia politica Martedi’ si svegliera’ in incubo

Antar Raja
Altra Realtà: VOTO GRILLO

ARRENDETEVI !!!

 Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano. Uscite con le mani alzate. Nessuno vi toccherà. Il vostro tempo è finito, non abusate della fortuna che vi ha assistito finora. Di voi, ormai, nelle piazze, tra la gente, si parla al passato, come di persone estinte. Quando apparite in televisione scatta l’insulto che equivale al vilipendio di cadavere. Quello che stupisce è la vostra folle ostinazione a non farvi da parte come se foste investiti da una missione divina. C’è in ciò qualcosa di patologico, che richiede l’intervento di uno psichiatra, ma anche di triste, come la recita di un vecchio senza voce e malfermo sulle gambe nella parte dell’attor giovane o come l’aria di Memory cantata dalla cadente Grizabella in Cats “Touch me/ It’s so easy to leave me/ All alone with the memory/ Of my days in the sun”. I manifesti con le vostre facce nelle strade sembrano annunci mortuari svolazzanti, con qualche tocco di colore. Vi muovete nelle piazze vuote, nei teatri pieni di comparse, negli studi televisivi intervistati da vostri dipendenti, enunciate promesse che non potrete mai mantenere, né avete intenzione peraltro di farlo. Nessuno, tra coloro che vi è vicino, ha il coraggio di dirvi che è finita, che è finita male, e che voi, da qualunque punto si voglia considerare: economico, sociale, politico, amministrativo, siete dei falliti.
Gli italiani sentono, come guidati da un istinto animale, di essere a un bivio e che continuare con voi è un suicidio. Vi hanno perdonato tutto, al di là della decenza, ma ora non vi possono condonare anche il fallimento di una Nazione. Dovete rendervene conto, dovete andarvene prima di essere cacciati dalla rabbia popolare, è un consiglio amichevole quello di dirvi “Arrendetevi”. Questo ventennio è stato un Vietnam per gli italiani, ma voi avete ancora la possibilità di salire sull’ultimo elicottero come gli americani sui tetti di Saigon nel 1975. Siete terrorizzati, in preda di attacchi d’ansia al pensiero di perdere il potere, di qualcuno che potrà rovistare nei vostri cassetti, capire, scoprire, denunciare. Vi consiglio comunque uno, due, tre, cento passi indietro. Se anche vinceste queste elezioni avrete solo rimandato il cambiamento, durerete un anno, forse meno, ha senso? Fate unapubblica ammissione di colpa e chiedete agli italiani di perdonarvi. Arrendetevi. La vostra stessa presenza è diventata insopportabile. Il vostro tirarvi fuori da ogni responsabilità, lo scuotere le piume e minacciare come dei guappi, lo stalking a cui sottoponete gli italiani sono al di là di ogni sopportazione. Arrendetevi. Non potrete dire che non vi ho avvisato.


fonte Beppe GrilloAltra Realtà: ARRENDETEVI !!!

Un “Grillo”per la testa

 

di Marco Stugi

Il 25 febbraio si avvicina a grandi passi.
Le dichiarazioni dei diversi leader politici non riescono a invogliare al voto.
Si susseguono i sondaggi elettorali che vogliono ancora in vantaggio il PD, che  a seconda degli scandali (MPS), o delle dichiarazioni più o meno opportune dei suoi antagonisti, accresce o diminuisce il vantaggio.
Di conseguenza, in questa campagna elettorale entra un po’ di tutto: il Milan che acquista Balotelli, Monti che dichiara che Berlusconi compra voti, la Meloni che si vergogna di essere stata parte del PDL, la Santanchè che gli risponde per le rime ricordando che grazie a papi bunga-bunga lei ricoprì la carica di vicepresidente della camera ecc..ecc…
La confusione regna sovrana e come ci viene giustamente ricordato qui, tutti i sondaggi pre-elettorali sono taroccati o, nella migliore delle ipotesi, fatti male, e servono unicamente a far parlare i media e cercare di distogliere i votanti. La novità più importante in questa tornata elettorale è certamente rappresentata dalla presenza del Movimento 5 stelle.
Data la scarsa presenza sui media nazionali e nel panorama televisivo degli esponenti di questo Movimento, la stampa usa fare analisi con molta oculatezza, inserendo qua e là considerazioni su fatti e personaggi.
Il dibattito intorno ai grillini, si fa comunque sempre più accesso e mentre ci avviciniamo alle elezioni, compaiono analisi, con il chiaro intento di dubitare degli stessi.
È il caso di questo articolo, pubblicato pochi giorni fa, su un grande sito di informazione web, che parlava in maniera al solito molto critica della figura di Casaleggio.
Questo celebre manager, cui si è affidato Beppe Grillo, per pubblicizzare la sua immagine e farsi aiutare a costruire quella grande rete web-mediatica, con la quale è riuscito a coinvolgere tanti ragazzi, viene certificato come un pessimo manager.
All’inizio della sua carriera professionale era amministratore delegato di Webbeg Spa (Olivetti), in seguito ceduta a Telecom di Colannino, in attese che Tronchetti Provera tornasse a essere azionista di maggioranza.
In breve tempo la Webbeg accumulò un pesantissimo deficit di bilancio e il suo amministratore delegato (Casaleggio) fù rimosso.
Segue tutta una serie di considerazione e analisi circa il coinvolgimento di giovani nel “sistema Casaleggio”, in seguito, esportato nei Meet-Up di Grillo.
In sintesi dei giovani di belle speranze e con un innato senso di giustizia, sono coinvolti, offrendogli un ruolo partecipativo e divulgativo.
Insomma la solita “solfa”: a ciascuno si affida un ruolo, ma poi a decidere sono altri.
Un’altra analisi sicuramente ben articolata è quella che appare su Micro Mega a firma di Vladimiro Giacchè, il quale ne analizza in sintesi il programma.
Sedici punti, nei quali si toccano (lui forse direbbe si sfiorano) i bisogni dei cittadini.
Reddito di cittadinanza, o sussidio minimo garantito, ingresso alla rete gratuita per tutti, taglio dei finanziamenti ai partiti, informatizzazione della scuola e di tutta la rete pubblica in modo da snellirla e “risparmiare, ” referendum sull’euro e molto altro.
In quest’articolo l’obiettivo è di analizzare un programma politico che presenta molti punti condivisibili, ma che offre anche diverse contraddizioni: si propone un referendum sull’euro senza fare riferimento ai tecnicismi che l’hanno reso disastroso e ciò potrebbe essere un’arma a doppio taglio, si parla di reddito di cittadinanza che è un qualcosa di diverso da un sussidio ecc.ecc…
Queste sono soltanto due delle analisi (certamente ben articolate) apparse “criticamente” sul web.
Tralasciando le illazioni complottiste, circa l’appartenenza di Grillo alla massoneria, o la sua indole nazista (dopo che era apparso sul suo blog un banner che promuoveva un incontro di Forza Nuova), in questo momento, il suo movimento è certamente il più criticato (e temuto) da tutte le parti politiche.
Queste elezioni politiche assumono un ruolo importantissimo, poiché giungono in un momento di totale rottura.
L’Europa versa in una crisi profonda, oltre a piccoli giochi istituzionali, con i quali i vari paesi dell’Unione in uno spirito assolutamente “anticomunitario”, cercano di raccogliere piccoli vantaggi per i loro stati nazionali, non si vede un’uscita dal tunnel dell’austerità, anzi, la riduzione del bilancio Europeo, lascia presagire nuovi e pesantissimi tagli nei singoli paesi.
Le elezioni politiche italiane rappresentano anche uno spartiacque, con il quale affossare definitivamente lo Stato, nei luoghi comuni del “ci vuole più Europa per migliorare le politiche nazionali”, (come con questi bilanci?) o quello di dare via a un nuovo processo, che ci possa portare fuori da questo contenitore, alimentando cosi, quella vena di scetticismo che lentamente si sta divulgando tra la gente circa l’eurosistema.
Se si vanno ad analizzare gli obiettivi elettorali, a cominciare proprio dalle forze di centro sinistra (Pd+SEL) in nessuna di queste si mette in discussione “l’Euronecessità”.
Alcuni giorni fa Vendola (certamente il più a sinistra dentro le coalizioni maggioritarie) dichiarava:
La vera posta in gioco delle elezioni italiane è l’Europa. «L’Italia è una pedina fondamentale dello scacchiere europeo, e se il centrosinistra vincerà con pienezza di numeri cambierebbe l’assetto continentale, con un asse dei progressisti tra l’Italia e la Francia di Hollande».Potremo finalmente cominciare a mettere in discussione l’egemonia del polo consevatore incarnato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Un’egemonia che con le politiche di austerità ha prodotto drammatici effetti nel Vecchio Continente: 30 milioni di disoccupati.
E poi aggiunge:
La crisi non è un gioco dell’oca e non torneremo al punto di partenza» 
Con queste parole e questi obiettivi Vendola, intende vigilare sulla politica italiana e creare un nuovo asse grazie al quale applicare delle politiche sociali e uscire dalla morsa dell’austerità.
Purtroppo Vendola, che adesso si dichiara progressista, dimentica, o soltanto non vuole affrontare per luogo comune o incompetenza, che le politiche europee, di cui l’asse Franco-Tedesco si sono giovate (in particolar modo la Germania) in modo da rafforzare la propria economia, sono dovute proprio al gioco dell’oca.
Optimal currency area, questa è la denominazione di una cosiddetta area economica, che per relazioni commerciali, coinvolgimenti culturali, quindi per una sua apparente “omogeneità”, è indotta ad unirsi in un area monetaria unica.
Questo è quello che è successo all’Europa, alla quale è stata imposta prima Maastricht, con un pesante vincolo economico da non sforare (il 3%), poi una moneta unica legata a un tasso fisso (ogni moneta sovrana avrebbe avuto pari valore rispetto all’euro) ed infine il Fiscal compact, gabbia di bilancio che ne impone il pareggio. Questa progressione si è resa necessaria per accedere a una presunta “area valutaria ottimale,” non giustificata dai fatti e dalla storia stessa, che vede molti paesi nell’area Euro divergere per fiscalità, struttura politica e cultura.
Come naturale che fosse, i paesi più deboli strutturalmente ne hanno pagate le conseguenze e ora, i luogo comunisti di sinistra, improvvisati progressisti, ci vengono a raccontare che per rifondare l’Europa sarà sufficiente creare un asse socialista, in modo da contrastare le politiche liberiste della destra Europea.
I vincoli di bilancio e le aree ottimali, (Oca) non si raggiungono o superano, con i luoghi comuni di concedere, più risorse al sociale, quando qualunque economista sarebbe in grado di spiegare, che nelle condizioni di politica monetaria attuale è impossibile farlo.
Lo diceva Stiglitz, lo ripeteva Kruger, l’ha detto Mundell e lo ripete tutti i giorni Bagnai.
Il gioco dell’Oca è stato dunque decisivo e contrariamente a quanto dice Vendola ci ha condotto nuovamente al punto di partenza, anzi forse ancora più indietro, poiché abbiamo un tasso di disoccupazione, il più alto dal 1990 e tutto ciò è dovuto alle politiche di moderazione salariale, che attraverso la precarizzazione selvaggia, hanno fatto sì che gli stati nazionali controllassero l’inflazione, tutto ciò grazie all’imposizione di una moneta unica, di un cambio fisso e di tassi d’interesse gestiti e controllati dalle banche private il tutto nel nome del pareggio del bilancio.
È facile dire bisogna investire di più nel welfare, ma voglio capire come riuscirà a fare questo Vendola, quando nessuno in Italia vi è riuscito dall’entrata dell’euro in poi.
Concordo con Vladimiro Giacchè quando dice che neanche Grillo affronta adeguatamente il tema Euro e se non ci sarà una giusta informazione circa i meccanismi indotti dalla moneta unica, rimarrà vano.
Gli unici che accennano alla sovranità monetaria e ai problemi indotti dalla moneta unica sono appunto Grillo (vedere questo video) e Forza Nuova che lo pone come punto di rilievo del suo programma elettorale, forse unico motivo per cui Grillo è stato accostato, a questo gruppo.
Lasciare spazio su temi di grande importanza, quali la sovranità monetaria a Forza Nuova, significa auspicarsi una deriva nazionalista, non affrontarli adeguatamente a sinistra è qualunquismo, udirlo accennare invece da chi, (Grillo) in anni di percorso si è voluto distaccare da ogni influenza politica, mi suscita curiosità.
Durante il corso della mia vita ho perso molto tempo, dietro le false speranze sventolate dalla politica, in particolar modo di sinistra, alla quale faccio riferimento e dove al dunque ho visto sempre rincorrere spenti luoghi comuni, lasciando abbandonati coloro che ne avevano bisogno, quindi, mi posso permettere di sbagliare ancora una volta, perlomeno lo farò con chi non ha insudiciato i muri di casa mia e soprattutto ha cercato di iniziare un processo di democrazia partecipativa (meglio le parlamentarie che le primarie) che seppur non sarà mai veramente tale, in questo momento, sembra esserne il più vicino.
Per questo motivo, per gli amanti del complotto, per le frottole che mi ha raccontato Berlusconi da anni, per una Chiesa che più che alle anime ha pensato ai soldi (Ior), per D’Alema che se ne va in giro su Icaro, per Veltroni che non nomina mai il nome dell’avversaria e soprattutto per la speranza che questa classe politica possa essere cacciata via, Io voterò:
“Movimento a 5 stelle”.
Ps: Non è reato dichiarare il proprio voto, quindi anche quelli che voteranno PDL, PD, FN e altro ancora sono pregati di dichiararlo e non nascondersi in pieno stile Democristiano, come avvenuto per anni in Italia, dichiarandosi nelle chiacchiere da bar per il Pd, per poi votare PDL o viceversa. Cambiare idea è lecito, nascondersi è perfido.
Buon voto a tutti.

Sondaggi esteri

Sondaggi esteri Grillo al 42% da http://24italia.it/completa.php?titulo=6552

Esito del sondaggio in Italia : Movimento 5 Stelle al 42 %.

Esito del sondaggio in Italia : Movimento 5 Stelle al 42 %.
La situazione politica italiana è estremamente confusa e complessa, soprattutto se vista da paesi esteri.Ci sono giunte moltissime email sia in Italia ma anche qui all’estero per fare chiarezza sul fenomeno Grillo e sulle sue reali quote politiche.Spinti da non deludere i nostri ormai numerosi lettori abbiamo dato incarico ad una nota agenzia di sondaggi estera di farne uno su un campione di 10.000 individui dislocati in tutta Italia.
L’esito ci letteralmente stupito in quanto nettamente in contrasto rispetto ai vari sondaggi nazionali che solo recentemente stanno cominciando a dare un piccolo rilevo a tale nuovo fenomeno politico. Tale esito trova però riscontro nel gran numero di lettori che ci chiedono di fare luce su una situazione da loro percepita distante dalla realtà.Infatti molti di loro non riescono a trovare una spiegazione razionale sufficientemente valida che chiarisca come sia possibile che nonostante molti amici, conoscenti e parenti parteggino per il Movimento Cinque Stelle, quest’ultimo sia così basso nei sondaggi e così poco citato. Al fine di non deludere i nostri lettori vi comunichiamo che il risultato dei sondaggi è stato che Grillo è il primo “movimento” politico in Italia con un netto 42%. Staccando di netto tutti gli altri partiti compreso il PD. Trova conferma anche dalle nostre reti sociali qui in Italia.

Un lungo sogno: Sondaggi esteri

Perchè Monti attacca Grillo, me lo spiegassero i complottisti.

 ItaliaDI ALESSIO MANNINO
ilribelle.com

Certo che ha un bel coraggio, il quisling Mario Monti, per affermare che con il “populismo” di Grillo si finisce come la Grecia.

Datemi pure del grillino, ma qui non c’è da difendere il leader del Movimento 5 Stelle (che l’altra sera a Trento ha parlato – finalmente – di riprenderci la sovranità monetaria), ma l’intelligenza di noi italiani da questo economista che per trent’anni non ha fatto altro che vivere all’ombra di governi responsabili del debito pubblico (commissione Spaventa 1988-89), di grandi industrie (Fiat, Coca Cola) e banche (Banca Commerciale Italiana, Goldman Sachs), dell’Eurocrazia (due volte commissario europeo), dei club esclusivi di strategie geopolitiche e affaristiche (Bilderberg, Trilateral), persino dell’agenzia di rating Moody’s, facendoci i predicozzi liberisti dal pulpito del Corriere della Sera per gestire per conto dei mercati occupanti e della signora Merkel il fallimento dell’Italia.

Se la Grecia, la magnifica e devastata Ellade culla d’Europa oggi è ridotta alla fame, con scioperi quotidiani e assalti alle banche, coi contadini organizzati che distribuiscono cibo alla popolazione, con un governo di centrodestra che manganella chi protesta e vuole imporre misure da regime dei colonnelli, se il popolo greco è economicamente alla rovina, questo si deve solo e unicamente alla politica bancocentrica di chi l’aveva governata, da destra e da sinistra, in nome della menzogna del libero mercato, col favore delle istituzioni internazionali, Ue Bce e Fmi, che poi l’hanno commissariata. Sentire Monti che dà la colpa ad un fantomatico populismo, parola vuota e mistificatrice, per gli errori ed orrori di quell’iper-liberismo mondialista di cui lui è sempre stato ed è fautore, è come vedere il carceriere che insulta il prigioniero perché si permette di desiderare la libertà.

La Grecia è stata la prima vittima dello strangolamento di intere nazioni sull’altare dei mercati. Beninteso: nel disastro, le responsabilità greche ci sono tutte. I governi di sinistra e di destra degli anni ’90-2000, lasciando intatti gli atavici problemi di corruzione, clientelismo ed evasione fiscale, hanno truccato i conti nascondendo il debito. Lo hanno fatto grazie alla solerte consulenza della onnipresente Goldman Sachs, che dal 2001 al 2004 ha rifilato i suoi bei bidoni finanziari tristemente noti come derivati, sottostando all’imperativo categorico dell’ingresso in Eurolandia, possibilmente per restarci nonostante un buco che già nel 2005 era cinque volte superiore alle statistiche ufficiali e venne coperto grazie alla banca d’affari americana.

L’associazione a delinquere è stata comune, tra finanza internazionale, classe politica locale e, naturalmente, la troika Ue, Bce e Fmi. I tre signori che mensilmente vengono in visita ad Atene per intimare i provvedimenti richiesti da creditori stranieri hanno progressivamente spolpato i Greci, che si son visti tagliare stipendi e indennità sia nel settore pubblico che nel privato, aumentare le tasse e le tariffe, farsi licenziare in massa, abolire i contratti sindacali nazionali e ora attendono massicce privatizzazioni e svendite (i Cinesi si pappano il Pireo, a quanto pare) che faranno perdere il lavoro ad altre decine di migliaia di poveri cristi.

Eppure, nonostante lo stato di mobilitazione permanente nella capitale (in cui vive il grosso degli abitanti del paese), nonostante quel magnifico striscione issato il 4 maggio 2010 sull’Acropoli occupata (“People of Europe rise up”, popoli d’Europa ribellatevi), nonostante l’umiliazione di aver perso la dignità di nazione sovrana, nonostante la rabbia che ogni tanto esplode prendendo a insulti o cacciando dai locali pubblici i politici, c’è un dato che rende la situazione psicologica di scoramento dei Greci: secondo un rapporto degli ispettori del lavoro del gennaio 2011, quando la crisi greca era già esplosa, solo lo 0,5% su 50 mila lavoratori dipendenti ha denunciato di non aver preso la tredicesima. Gli altri hanno chinato la testa e taciuto, per paura di perdere il posto di lavoro. Lo stesso per il pagamento dei contributi: solo un datore di lavoro quattro li paga. I suicidi aumentano. La gran parte di giovani non partecipa ai moti di protesta, ma si lascia vivere nell’apatia nelle numerose caffetterie oppure sogna di fuggire all’estero. La maggioranza della popolazione resta a favore dell’euro.

Il fatto è che «il cittadino si è abituato a collaborare con l’establishment corrotto pur di sopravvivere» (D. Deliolanes, “Come la Grecia. Quando la crisi di una nazione diventa la crisi di un intero sistema”, Fandango, Roma, 2011). Siamo al collaborazionismo con l’occupante straniero. Un male greco che è anche, purtroppo, italiano. Tanto è vero che in questa campagna elettorale, di Grecia non si parla. Non sia mai che il popolo diventi populista.
Un lungo sogno: Perchè Monti attacca Grillo,me lo spiegassero i co…