DOVE VANNO LE NOSTRE FORZE? LE 9 CAUSE DELLA DEBOLEZZA.

22 MARZO 2016



Secondo la medicina orientale, i problemi del mondo interiore causano le malattie. Ecco le nove cause che tolgono le forze:
1. CIO’ CHE NON HAI PORTATO A TERMINE.
Ciò che non hai finito, consuma le tue energie, anche se non ci fai caso. Cerca di mantenere le promesse, di restituire i debiti, e di non assumere degli impegni sapendo di non avere tempo per realizzarli.
2. BUGIE.
Dicendo le bugie consumi molta energia per creare e mantenere delle immagini false. Sii sempre te stesso.
3. PAURA, DIFFIDENZA, OSTILITA’.
Anche queste fanno consumare molta energia: un organismo sotto stress continuo si stanca velocemente.
4. SOVRACCARICHI E LA MANCANZA DI ATTIVITA’ FISICA.
Dedica un po’ di tempo al contatto con la natura, e non consumare gli ormoni dei surreni preoccupandoti per nulla.
5. CHIACCHIERE.
Solo dopo aver eseguito la pratica del silenzio puoi rendertene conto.
6. RANCORI ED AUTO ISOLAMENTO
Ogni persona è un sistema energetico aperto; quando è isolato, s’indebolisce. Comunica con le persone, incontrati con gli amici.
7. MANCANZA DI SONNO.
Se non riposi a sufficienza, accumuli le tossine e i tuoi bioritmi diventano sballati.
8. ECCESSO DEL CIBO E CATTIVE ABITUDINI.
L’organismo consuma le energie per espellere le tossine, e questo sovraccarica il sistema nervoso, i reni e l’intestino.
9. MALATTIE, VAMPIRI ENERGETICI, CIRCOSTANZE ESTERNE.
Purtroppo, tutto ciò, come pure i contatti con le persone che non ci piacciono, ci fa perdere molte forze. Tieni conto di tutto ciò che hai letto!



Fortitudine: DOVE VANNO LE NOSTRE FORZE? LE 9 CAUSE DELLA DEBOL…

In Sicilia l’energia pulita si produce con gli scarti delle arance

12 MARZO 2016

Il pastazzo trasformato presso l'impianto di Mussomeli

Il pastazzo trasformato presso l’impianto di Mussomeli

Ogni anno in Sicilia si producono circa 600mila quintali di arance, ricercate in tutto il mondo per la loro bontà. Si tratta di una delle voci economiche più importanti per l’isola e fino ad oggi ad avere valore era ovviamente solo la loro polpa. Mentre le bucce rappresentavano solo uno scarto da smaltire. Ma ora anche gli scarti delle arance possono rientrare nel ciclo produttivo, come merce preziosa per la produzione di biomassa, e quindi di energia.

DA SCARTI ORGANICI A PREZIOSE FONTI DI ENERGIA PULITA.
La parte dell’arancia più utile al fine di produrre energia è il cosiddetto “pastazzo”, cioè la polpa che si genera quando si fa la spremuta. Di pastazzo, solo in Sicilia, le industrie di spremute e succhi d’arancia ne producono 340 tonnellate ogni anno: fino ad oggi semplici rifiuti organici. Ora invece, tramite degli appositi impianti di trasformazione detti “digestori”, quaranta tonnellate di polpa e bucce di agrumi riescono a produrre una quantità di energia elettrica e termica pari a 23.976 kWh al giorno, sufficiente per fornire energia ad oltre 300 abitazioni. Tutti gli scarti delle arance prodotte in Sicilia potrebbero quindi bastare per dare energia a oltre 2.500 famiglie. COSTRUIRE IMPIANTI DI TRASFORMAZIONE IN TUTTA L’ISOLA. Il progetto è stato avviato in via sperimentale nel 2014 tramite una collaborazione tra l’Università di Catania e una cooperativa locale, con l’obiettivo di sviluppare un progetto pilota capace di dimostrare la fattibilità e la convenienza legate al riuso di prodotti altrimenti destinati allo smaltimento. In un anno l’esperienza si è già diffusa in altri comuni, come a Mussomeli (Caltanissetta). Per i prossimi anni l’idea è quella di costruire almeno 20 impianti di trasformazione su tutta l’Isola, per puntare a trasformare in energia pulita la gran parte degli scarti delle famose arance di Sicilia. Il futuro è anche questo.
http://www.dolcevitaonline.it/in-sicilia-lenergia-pulita-si-produce-con-gli-scarti-delle-arance/

Sono il tuo corpo, e mi rivolgo a te.

30 GENNAIO 2016




– Sono così come tu mi pensi; ti prego, pensa che io sia bello e lo sarò.
– Quando pensi alle malattie e le cerchi in me… sono costretto ad obbedire e m’ammalo.
– Quando hai molti pensieri negativi, m’ammalo, perché stai sperperando per questi pensieri la forza vitale.
– Quando gioisci, ringiovanisco e fiorisco.
– Le mie risorse sono tante. Credi in me, posso guarire anche quando i medici emetteranno una sentenza della fine. Aiutami semplicemente con la tua fiducia in me.
– Sono fatto per funzionare per tantissimi anni; perché inizi a pensare alla vecchiaia già a 35-40 anni? Perché credete che i 100 anni sia un limite?
– Quando vuoi mangiare qualcosa, chiedimelo se ne ho bisogno. Se imparerai a sentirmi, ti risponderò.
– Sulla bellezza. Non riempirmi di vari integratori, botox, gel, silicone… posso essere bello anche senza questa roba, aiutami solo, e assumerò le forme che vorrai tu.
– Mi piace passeggiare, nuotare, correre, ballare, mi piace il massaggio, il sesso. Mi piacciono le occupazioni che ti portano gioia. 
Stare tutto il giorno davanti al computer o la Tv… non troppo.
– Ti credo molto. Se tu credi di ingrassare perché hai mangiato un pezzo di torta, realizzerò il tuo pensiero e ingrasserò.
– Ti amo molto. Mi piacerebbe sentire da te delle parole d’amore e di gratitudine. Almeno qualche volta. Ma se non lo farai… ti amo lo stesso.. incondizionatamente.
– Sono io, il tuo corpo… il tuo Universo. Anche tu sei una particella dell’immenso universo.


Ti ringrazio.. esisto perché tu lo hai voluto. E sono così come mi vuoi vedere. Aiutiamoci.

Advanced Mind Institute Italia

NON SOLO CROMOPUNTURA : Sono il tuo corpo, e mi rivolgo a te.

Bacopa

16 NOVEMBRE 2015

La bacopa monniera riduce le patologie a carico del sistema nervoso, quali nevralgie, epilessie o malattie mentali. Questa pianta allevia anche i disturbi digestivi (indigestione, ulcera, flatulenza, stipsi). Grazie alle sue proprietà toniche, la bacopa aiuterebbe anche in caso di disturbi sessuali (impotenza, eiaculazione precoce, sterilità). La bacopa è infine impiegata nella medicina ayurvedica per la cura della memoria.
Bacopa
© Getty Images

Tutti i nomi della bacopa

Nome scientifico: Bacopa monnieri
Nomi comuni: bacopa, issopo d’acqua, brahmi (nome in sanscrito)
Nomi inglesi: bacopa, Indian water hyssop
Classificazione botanica: famiglia delle Scrofulariacee (Scrophulariaceae)
Forme e preparati: capsule, compresse, decotti, fiale, estratti, oli, succhi, sciroppi, polveri.

Le proprietà terapeutiche della bacopa

Uso interno
Disturbi della memoria e della concentrazione. Disturbi gastrointestinali (flatulenza, indigestione, ulcera, stipsi). Malattie respiratorie (asma, bronchite). Disturbi sessuali (impotenza, eiaculazione precoce), sterilità. Disturbi del sonno. Nervosismo, ansia.
Uso esterno
Antidolorifico: dolori articolari (reumatismi). Contrasta la caduta dei capelli, la forfora e il prurito del cuoio capelluto. Disturbi del sonno (insonnia).

Le indicazioni terapeutiche abituali

Disturbi digestivi: indigestione, ulcera, flatulenza, stipsi.
Malattie respiratorie: asma, bronchite. Disturbi sessuali: impotenza, eiaculazione precoce. Problemi di sterilità.
Altre indicazioni terapeutiche dimostrate
Diversi studi condotti in India hanno evidenziato l’efficacia della bacopa nel miglioramento delle capacità cognitive e della memoria per contribuire alla cura dell’ansia e alla riduzione della frequenza delle crisi epilettiche in alcuni pazienti.

La storia dell’utilizzo della bacopa in fitoterapia

Pianta palustre, la bacopa è anche chiamata issopo d’acqua o brahmi. La bacopa cresce nelle regioni paludose dell’India, del Nepal, della Cina o dello Sri Lanka, ma anche in alcune aree degli Stati Uniti orientali, ad esempio in Florida. Può essere coltivata negli stagni e nelle torbiere. La bacopa, o brahmi, è largamente impiegata nell’ayurveda, la medicina tradizionale indiana, da quasi trenta secoli.
Il nome indiano di brahmi attribuito alla pianta deriva dal dio Brahma, il creatore delle divinità induiste. In India, la bacopa è riconosciuta nel trattamento delle malattie cerebrali, poiché per gli indù, il cervello è il vero centro dell’attività creatrice. Sempre in India, la bacopa viene utilizzata per la cura dei disturbi nervosi, della memoria, ma anche dei disturbi psicologici o mentali. In Cina, la bacopa è riconosciuta come tonico. Viene infatti prescritta per curare disturbi sessuali come l’impotenza o l’eiaculazione precoce.
La bacopa svolgerebbe un’azione curativa anche sulla sterilità. Per le sue proprietà antidolorifiche, è prescritta per il trattamento dei reumatismi e dei problemi articolari in genere. In Indonesia, la bacopa è indicata per il trattamento della filariosi, malattia particolarmente diffusa nei paesi tropicali e subtropicali, provocata da vermi nematodi appartenenti al genere Filaria.
A Cuba, la bacopa è impiegata come lassativo e diuretico, sotto forma di decotti ottenuti dalla pianta. Il succo di bacopa spremuto, mescolato all’olio, viene utilizzato nel trattamento dei dolori associati all’artrosi. Tradizionalmente, la foglia e gli steli di questa pianta venivano pressati per estrarne il succo. Essiccato al sole, il succo veniva poi ridotto in polvere e utilizzato come base per la preparazione di sciroppi, bibite rinfrescanti o pasta spalmabile.
Tuttavia, ciascuna di queste preparazioni era particolarmente zuccherata per mascherare il sapore amaro della bacopa. Per questo, oggi la bacopa è generalmente ridotta allo stato di estratto. La sostanza attiva della pianta ha un tenore compreso tra il 20 e il 55%.

La descrizione botanica della bacopa

La Bacopa monniera è una piantina che non supera i 20 – 25 cm di altezza. Pianta grassa perenne, pluriannuale e rampicante, la bacopa è formata da steli slanciati, carnosi e ramificati. Il fusto della Bacopa monniera, che si sviluppa generalmente sotto il livello dell’acqua, è carnoso, eretto e molto ramificato. Le sue foglie sono piccole, spesse e oblanceolate, di colorazione verde chiaro, disposte in modo opposto sul gambo. I fiori sono piccoli e bianchi, con quattro o cinque petali. La fioritura avviene nei mesi da aprile a settembre. Il frutto della bacopa è capsulare e ovoide. Poiché è una pianta che cresce nelle regioni tropicali e subtropicali, non sopporta il gelo.

La composizione della bacopa

Parti utilizzate
Le foglie di bacopa sono la parte utilizzata in fitoterapia.
Principi attivi
Flavonoidi: luteolina, apigenina. Saponina, cucurbitacine. Calcio, fosforo, ferro, acido ascorbico. Saponine triterpeniche; alcaloidi.
I bacosidi A e B agiscono aumentando la sintesi proteica nell’ippocampo, la parte del cervello associata alla memoria a lungo termine. I bacosidi A e B agiscono anche sulla trasmissione nervosa e svolgono funzioni antiossidanti, più specificamente a livello cerebrale (area della corteccia frontale e dell’ippocampo). Queste sostanze agirebbero aumentando la produzione di un messaggero: il monossido di azoto. La medicina indiana ha ufficialmente riconosciuto l’efficacia della bacopa.

Uso e posologia della bacopa

Dosaggio
La bacopa viene abitualmente impiegata nei preparati confezionati e standardizzati. Nella maggior parte dei casi, la bacopa si presenta sotto forma di polveri, di estratti o di olio. La dose giornaliera da rispettare è di 300 mg di estratto al giorno.
Sono disponibili anche dei preparati fatti in casa:
– Maschera ricostituente per capelli: aggiungere un cucchiaino da caffè di bacopa diluito con un po’ di acqua calda alla maschera per capelli abituale per un effetto ricostituente.
– Olio di bacopa fatto in casa: per un cucchiaino da caffè di bacopa, versare un cucchiaio di acqua bollente. Lasciar riposare due ore. Mescolare il composto ottenuto aggiungendo circa 5 cucchiaini da caffè di olio. Filtrare, quindi riscaldare un’ultima volta a fuoco lento e versare in una bottiglia o un flacone, per uso giornaliero come olio per capelli o come olio per massaggio ayurvedico.
Precauzioni d’uso della bacopa
In genere, se assunta nelle dosi terapeutiche indicate, l’assunzione di bacopa non comporta prescrizioni particolari. Tuttavia, in caso di trattamento concomitante con farmaci neurolettici, di cui la bacopa può amplificare gli effetti, consultare il medico curante o il farmacista di fiducia.
Controindicazioni
Sconsigliata alle donne in gravidanza e durante l’allattamento. Non utilizzare in caso di congestione intestinale, enfisema, o di ostruzione urinaria.
Effetti indesiderati
Saltuariamente, la bacopa può causare secchezza delle fauci, nausea e stanchezza.
Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari
Non sono state riferite interazioni note.
Interazioni con i farmaci
L’assunzione di bacopa può amplificare gli effetti prodotti dai farmaci neurolettici, ad esempio la fenotiazina.

Il parere medico

Benefici noti
La bacopa è utile per stimolare la memoria e le capacità cognitive. La pianta consente di alleviare i sintomi dell’intestino irritabile. La bacopa dimostra proprietà interessanti nel trattamento di disturbi neurologici o di convulsioni.
Avvertenza
Per ottenere gli effetti desiderati, senza rischi o effetti collaterali, prediligere il consumo di preparati confezionati, standardizzati, nei dosaggi giornalieri prescritti. Anche per i preparati fatti in casa, rispettare le dosi consigliate. Per precauzione, si raccomanda di consultare il medico curante o il proprio farmacista di fiducia.
La ricerca sulla bacopa
Diverse ricerche condotte in India hanno dimostrato che la bacopa è in grado di migliorare le capacità cognitive e la memoria nei bambini in buone condizioni di salute, ma anche nei soggetti che soffrono di disfunzione intellettiva, oltre che nei bambini affetti da deficit di attenzione e iperattività.
Tali ricerche hanno evidenziato risultati positivi sulla memoria a breve termine in soggetti adulti in buone condizioni di salute. I partecipanti hanno inoltre apprezzato una diminuzione dei livelli di ansia. Tuttavia, le ricerche dimostrano che la bacopa è efficace solo dopo diverse settimane di trattamento. Un altro studio, condotto negli anni ’60, ha dimostrato che l’estratto alcolico di bacopa poteva concorrere a diminuire la frequenza delle crisi epilettiche in alcuni pazienti.

Programma per non danneggiare la ghiandola pineale, gli occhi e la salute in genere

14 NOVEMBRE 2015

Installa Questo Programma Per Non Danneggiare La Pineale

Gli schermi di computer, tablet e telefoni cellulari emettono luce a spettro completo con picchi nella frequenza del blu-verde, quindi se questi dispositivi vengono usati dopo il tramonto disturbano il nostro ciclo circadiano impedendo la secrezione della melatonina: avremo quindi problemi ad addormentarci ed il nostro sonno non sarà riposante. Inoltre anche i nostri occhi e il nostro umore saranno influenzati da queste frequenze che non dovrebbero esserci la sera. Esiste un rimedio e puoi istallarlo gratuitamente sul tuo computer e smartphone!
L’esposizione alle frequenze di luce blu-verde dei monitor al momento sbagliato della giornata può tenervi svegli fino a tardi nel letto ed interferire con la qualità del vostro sonno. Gli effetti negativi della luce durante la notte sul sonno e sul ritmo circadiano possono essere eliminati sostituendo le tonalità luminose blu-verdi con quelle che virano verso il rosso o l’arancio dopo il tramonto. Esiste unprogramma che puoi installare che fa proprio questo!
  • Durante il giorno gli schermi di computer, tablet e smartphone possono andare bene avendo uno spettro completo ma appena tramonta il sole il nostro corpo comincia a produrre ormoni diversi per prepararsi per il sonno. Quindi la sera i nostri occhi non dovrebbero guardare una luce a spettro completo e con picchi sul blu-verde, dato che squilibrerebbe tuttoe con il tempo creerebbe dei problemi cronici.
  • La luce artificiale che colpisce la retina tra il tramonto e l’alba comporta effetti psicologici durante la notte. Inibisce i neuroni del sonnoe ne stimola altri a produrre nell’ipotalamo le orexine, le proteine che ci tengono svegli, bloccando inoltre il rilascio notturno di melatonina, ormone dall’effetto soporifero. La melatonina è anche un potente anticancro, tanto che viene prescritta nella cura di Bella e in tante altre terapie, quindi è bene che venga prodotta nel nostro corpo!
  • Il picco di luce blu-verde dei monitor danneggia anche la retina nel lungo termine: infatti il nostro occhio ha dei pigmenti che filtrano naturalmente questi luce cercando di dare all’occhio uno spettro uniforme, ma col tempo la sollecitazione della retina può diventare eccessiva e creare una reazione chimica che genera elementi tossici per le cellule dell’occhio.
  • Se hai uno di questi sintomi sono gli effetti della luce blu-verde sul corpo:
    • Rossore e occhi irritati;
    • Stanchezza degli occhi;
    • Visione offuscata;
    • Nervosismo;
    • Affaticamento;
    • Dolore alla schiena;
    • Mal di testa.
Ti capita di essere costretto a lavorare di notte davanti lo schermo o alzarti per trascrivere la nuova geniale idea per il tuo progetto? Da ora puoi farlo senza dover danneggiare i tuoi occhi e il tuo sonno. La soluzione si chiama f.lux ed è unsoftware gratuito da installare.
f.lux ci aiuta rimuovendo la frequenza di luce blu-verde ed impostando dei colori caldi e rilassanti per gli occhi che non interferiscono con la ghiandola pineale.
Ci possono volere un paio di giorni per abituarsi ai nuovi colori di notte, quindi si consiglia di impostare i colori notturni in f.lux a tutto ciò che si sente bene ai vostri occhi. Dopo un paio di giorni con f.lux, puoi sperimentare le impostazioni per scaldare ancora di più luce. L’impostazione di default è 3400K (temperatura di colore) e su Windows rimuove circa 3/4 della luce blu e la metà della luce verde. È possibile rimuovere completamente la luce blu-verde scegliendo “Expand color range” per sbloccare i colori più profondi in Windows (in “Settings” -> “Lighting at night” -> “Expand color range”).
Io anche di giorno ho impostato f.lux per togliere un pò di luce blu-verde, dato che stando per lavoro molto tempo davanti al monitor non è benefico ricevere questo spettro squilibrato. f.lux quando il sole tramonta, rende il nostro monitor più caldo e piacevole e non freddo e abbagliante. Mentre di giorno lascia tutto com’è a meno che non decidi di fare come me e farlo filtrare un pò.
Il software è disponibile per Windows, Mac, Linux, Ipad e Iphone! Scaricalo ora gratuitamente qui e condividi questo articolo con i tuoi amici e familiari per migliorare la qualità del sonno e la salute in generale. E a parte questo, si lavora molto meglio e piacevolmente con f.lux!

Succo di carote e malattie degenerative

6 NOVEMBRE 2015

A seconda della condizione dell’individuo, il succo fresco di carota può essere assunto indefinitamente in qualsiasi quantità ragionevole, da mezzo a tre o quattro litri al giorno. Contribuisce a normalizzare l’intero organismo. E’ la più ricca fonte di vitamina A che il corpo possa rapidamente assimilare e costituisce anche un ampio rifornimento di vitamine B, C, D, E, G, E e K. Aiuta a promuovere l’appetito ed è un aiuto per la digestione.

È un valido aiuto nel miglioramento e mantenimento della struttura ossea dei denti.

Le madri che allattano dovrebbero bere molto succo di carota fresco, adeguatamente preparato, per migliorare la qualità del loro latte, perché il latte materno può in determinate circostanze non fornire sufficienti alimenti vitali. Durante gli ultimi mesi di gravidanza, il succo fresco di carote, preso in quantità sufficiente, tende a ridurre le possibilità di sepsi puerperale al momento del parto. Mezzo litro di succo di carota, ogni giorno, ha un reale valore nutritivo più di qualsiasi quantità di compresse di calcio inorganico che si possa ingerire in una giornata..

Il succo di fresco carota è un solvente naturale per ulcere e tumori. Rende più resistenti alle infezioni, migliora il funzionamento delle ghiandole surrenali. Aiuta a prevenire le infezioni agli occhi e alla gola così come alle tonsille, ai seni nasali e alle vie respiratorie in generale. Inoltre protegge il sistema nervoso e non ha eguali nell’aumentare il vigore e la vitalità.

Malattie intestinali e del fegato sono a volte il risultato della mancanza di alcuni degli elementi come quelli contenuti nel succo fresco di carote adeguatamente preparato. Quando questo è il caso, bevendo giornalmente succo di carote può avvenire una notevole pulizia del fegato, e si può notare che il materiale che lo intasava viene dissolto. Spesso queste scorie vengono rilasciate in modo così abbondante che le vie intestinali e urinarie non sono sufficienti a causa di questo eccesso, e in modo perfettamente naturale vengono passate nella linfa per l’eliminazione attraverso i pori della pelle. A volte queste tossine uscendo danno alla pelle una colorazione giallo-arancio.

Ogni volta che una simile colorazione avviene dopo aver bevuto succhi di carota o altri vegetali, è un’indicazione che il fegato sta effettuando una necessaria pulizia.

Non è il succo di carota né il carotene che passa attraverso la pelle e la colora di giallo, in quanto questa colorazione avverrebbe anche se il succo venisse filtrato al punto di eliminare i pigmenti arancione. E’ praticamente impossibile per il pigmento della carota uscire attraverso la pelle come sarebbe impossibile per il pigmento rosso della barbabietola colorarla di rosso o per la clorofilla dei vegetali a foglia verde darle un colore come quella di Hulk.

In ogni caso, non è forse meglio avere una pelle sana e satinata, anche se temporaneamente con una leggera ombra color carota, piuttosto che avere una carnagione che, insieme con i suoi brufoli e altre imperfezioni, pubblicizza la condizione malsana del corpo?

Invece di diventare angustiati per la comparsa di discromie cutanee, che in ogni caso scompariranno man man che il fegato si disintossica, dovremmo essere gratificati dal fatto che la disintegrazione del fegato è stato interrotta o impedito con l’uso di questi succhi di frutta.

Questa colorazione può tuttavia essere attenuata rallentando il processo di disintossicazione cambiando o aggiungendo altri succhi a quel particolare succo che causa un tale rapida attività pulizia.

Anche la mancanza di sufficiente riposo, il sonno e il superlavoro possono influire sul colore della pelle.

Le ghiandole endocrine, in particolare le ghiandole surrenali e le gonadi, richiedono elementi nutritivi che sono presenti anche nel succo di carota fresco. La sterilità è talvolta superata con il suo utilizzo. La causa della sterilità è stata associata anche all’uso continuo di alimenti in cui sono stati distrutti gli atomi e gli enzimi dalla cottura o dalla pastorizzazione.

Pelle secca, dermatiti, e macchie della pelle sono dovute ad una carenza nel corpo di alcuni di questi elementi nutritivi contenuti nel succo di carota. La carenza di questi elementi nutritivi è anche un fattore di problemi agli occhi, come oftalmia, congiuntivite, ecc

Se correttamente estratto, non centrifugato, da carote di buona qualità, il succo fresco di carota è molto ricco di vitali elementi alcalini organici di sodio e potassio. Inoltre dà un buon apporto di calcio, magnesio e ferro, mentre elementi vitali organici come fosforo, zolfo, silicio, e cloro sono perfettamente bilanciati con i precedenti.

Come aiuto per dissolvere ulcere e cancro, il succo fresco di carote si è dimostrato miracoloso. Si è riscontrato tuttavia che è essenziale che venga adeguatamente estratto e che ogni traccia di zuccheri, amido e farinacei di ogni genere vengano completamente eliminati dalla dieta.

Una delle cause più insidiose di ulcere e cancro è stata scoperta nel risentimento che albergava nell’animo del malato da lungo tempo, troppo, spesso fin dall’infanzia. A meno che il risentimento non venga completamente dissolto, abbandonato, questo sentimento negativo può vanificare i tentativi di aiutare il paziente.

Succede a volte, dopo aver bevuto grandi quantità di succo di carota, che si sperimentino reazioni o qualche disagio. Questa è una sequenza perfettamente naturale, è un’indicazione che la Natura ha iniziato a fare le pulizie di casa nel corpo e che questo succo di frutta è l’attrezzo più necessario per questo scopo.

Alcune persone affermano che i succhi non vanno bene per loro, dimostrando mancanza di comprensione, dato che un succo non è né più né meno che la migliore qualità di acqua organica e il tipo di nutrimento che contiene elementi nutritivi di cui il corpo ha bisogno. Se il succo è fresco ed è stato ottenuto con un estrattore e non una centrifuga non c’è nulla che possa fare, neanche immaginando con lo sforzo più selvaggio, se non fornire gli enzimi, gli atomi vitali, e l’acqua vitale organica che le cellule del corpo e i tessuti affamati bramano e reclamano.

Quando siamo abbattuti per la stanchezza, l’angoscia, o disturbi di varia natura dipende spesso dal fatto che il colon è responsabile di più guai e mali all’interno del nostro corpo di tutte le altre cause e condizioni messe insieme. E’ assolutamente impossibile che il colon si sviluppi normalmente e funzioni correttamente quando ci si nutre in gran parte o interamente di cibi cotti e lavorati. Pertanto è quasi impossibile trovare molti colon che siano perfetti.

Se si ritiene che il colon possa avere parte nelle condizioni di salute in cui ci troviamo, il nostro primo passo sarebbe di fare una serie di irrigazioni del colon, se possibile, o almeno, un certo numero di clisteri. I succhi vegetali freschi avrebbero poi maggiori opportunità di portare a termine i processi di rigenerazione. Il succo migliore per il colon è la combinazione carota e spinaci.

Molte persone non hanno la più vaga idea di cosa sia colon né come è fatto o dove si trova nel corpo. Questa immagine può darne un’idea.

La quantità di succhi necessari per il corpo si basa sulla loro qualità. Di solito ci vorrà una quantità assai maggiore di succhi estratti per azione centrifuga per ottenere i risultati ottenuti da succhi ottenuti con un estrattore a movimento lento.

I succhi sono il nutrimento migliore che possiamo ottenere, e se continuiamo a berne ogni giorno fintanto che viviamo è probabile che vivremo una vita più sana e molto più lunga di quanto sarebbe possibile senza berli.

Il succo di carota è composto da una combinazione di elementi che alimentano l’intero organismo, contribuendo a normalizzare il suo peso, come pure l’equilibrio biochimico.

Nutre il sistema ottico in particolare, come dimostra un esperimento con molti giovani che hanno presentato domanda di ammissione come piloti alle scuole dell’esercito e della marina, ma sono stati respinti al loro primo esame fisico a causa di difetti della vista. Poche settimane più tardi, dopo aver bevuto in abbondanza succo di carota fresco ogni giorno, sono stati esaminati di nuovo. Per la quasi totalità sono stati accettati avendo il requisito della perfezione della vista.

Se questo dovesse accadere una sola volta, sarebbe senza dubbio considerato un fenomeno occasionale. Se dovesse accadere solo due volte, sarebbe considerata una coincidenza. Quando accade più volte però, c’è sicuramente una ragione sufficiente per porre dubbi che possano essere delle coincidenze. E’ un fatto, non importa se la scienza lo convalidi o meno.

Non meno efficace è il succo fresco di carota per il trattamento di ulcere e tumori. Tessuti emaciati da tali devastazioni insidiose classificati come ulcere e tumori, sono stati di nuovo nutriti fino a raggiungere una condizione più sana con l’uso abbondante di succo di carota come alimento principale di un menù accuratamente selezionato di frutta e verdure crude.

I profani hanno generalmente soggezione, paura, e rimangono perplessi al solo pensiero di queste malattie degenerative, eppure la loro causa e la progressione è molto semplice da capire. A causa della carenza di atomi vivi nel cibo che le persone mangiano nella società attuale, le cellule del corpo affamate e mezze morte di fame, incapaci di funzionare correttamente ed efficacemente nel modo che sono destinate a farlo, si ribellano e diventano disorganizzate. Non essendo del tutto morte queste cellule si liberano dal loro ancoraggio (in senso figurato), e fluttuano intorno fino a trovare una qualsiasi posizione all’interno del corpo dove si possono raggruppare. In un corpo più o meno vivo che soffre per la malnutrizione a causa di cibi cotti, preconfezionati, pieni di additivi chimici, ci sono un sacco di aree in cui la resistenza protettiva è bassa.

Non dobbiamo concludere che ulcere e cancro siano soltanto conseguenze di malfunzionamenti del corpo fisico. Questi e molti altri disturbi possono derivare da risentimenti di tutta una vita, dallo stress causato da stati d’animo come gelosia, paura, odio, preoccupazione, frustrazione, e altri intangibili impedimenti. Sono le prime cose che devono essere risolte e bandite. Tuttavia non dobbiamo trascurare il fatto che la malnutrizione e l’incapacità di mantenere l’organismo nel miglior stato possibile di pulizia, dentro e fuori e mentalmente, possono senz’altro essere fattori che contribuiscono all’insorgenza della malattia.

Sulla base di questa premessa e di quanto osservato nel corso degli anni, la ricerca della causa del cancro non va fatta nel campo della speculazione fantasiosa di esperimenti incontrollabili con sostanze chimiche. Occorre invece considerare che la causa è costituita dalla mancanza di vita negli atomi e dalla presenza di additivi chimici tossici, per quanto legalmente dichiarati innocui, nel cibo che mangiamo. Più intelligentemente, la ricerca di una cura dovrebbe portare alla pulizia del corpo, alla rimozione di rifiuti e dei veleni da essi prodotti così che non interferiscano con i processi di guarigione della Natura.

Fornire il corpo con abbondanza dei più vitali atomi disponibili per la rigenerazione delle cellule consentirebbe ai tessuti di rafforzare la resistenza contro un’ulteriore degenerazione e poi di procedere con la rigenerazione ricostruttiva.

Prima ci rendiamo conto che non un singolo organo del corpo umano agisce meccanicamente o automaticamente, senza alcuna relazione con il corpo nel suo complesso, tanto prima saremo in grado di controllare le funzioni dell’organismo.

Quasi nessuno sa quale forma di intelligenza le varie parti dell’organismo umano posseggano né quale sia il loro modo di operare, ma sappiamo che una qualche forma di intelligenza intrinseca cerca di proteggere ogni ghiandola, osso, nervo e muscolo del corpo nonostante tutto ciò che l’uomo fa, di solito per mancanza di conoscenza, per distruggere sé stesso attraverso il cibo che mangia.

La ricerca della causa di qualsiasi malattia o disturbo dovrebbe portarci agli scaffali dei prodotti confezionati, delle farine, dello zucchero, dei dolci e alle fabbriche di bibite gasate. Si dovrebbero indagare i prodotti che contengono gli atomi di morti che la civiltà moderna ha tentato di sviluppare come cibo e nutrimento per il corpo umano. Non possiamo avere la vita e la morte allo tempo e a nessun cibo confezionato è consentito dai governi di essere venduto a meno che ogni traccia di vita nel cibo non sia stata completamente distrutta, perché altrimenti si deteriorerebbe prima di arrivare sulla tavola del consumatore. Nessun pane sfornato o qualsiasi farinaceo viene mangiato prima che non sia passato attraverso il calore della cottura che distrugge qualsiasi elemento vitale che avrebbe potuto essere presente. Negli annunci pubblicitari di prodotti confezionati si legge spesso che sono aggiunti vitamine e minerali, ma sono stati aggiunti solo altri atomi morti.

Analizzando la situazione alimentare sotto questi aspetti, è ovvio che sia che siamo in grado oppure no di vivere di tutti gli alimenti crudi vivi a causa di scelte, dell’ambiente o delle circostanze, l’uso di una varietà abbondante di succhi freschi di frutta e verdura è fondamentalmente essenziale. I succhi vegetali sono i costruttori del corpo, mentre i succhi di frutta sono principalmente i detergenti del corpo. I primi contengono una proporzione maggiore di elementi proteici, mentre i secondi contengono una percentuale maggiore di carboidrati. Quelli sono veri carboidrati, non la pasta, la pizza o altri farinacei che vengono erroneamente chiamati carboidrati quando in realtà sono amidi.

E’ interessante sapere, ma probabilmente non redditizio per le fondazioni per la cura del cancro e altre simili, che le persone che vivono esclusivamente di cibi crudi freschi integrati con un volume sufficiente e varietà di succhi freschi di frutta e verdura, raramente sviluppano tumori.

Questa linea di condotta è già portata avanti con successo da anni da coloro che cercano e accettano l’aiuto della Natura, può essere molto sconcertante per alcuni scienziati, ma senza dubbio è estremamente vantaggiosa per i malati.

NON SOLO CROMOPUNTURA : Succo di carote e malattie degenerative

Questa bicicletta produce in un’ora energia elettrica per tutta la casa

9 OTTOBRE 2015


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Questa straordinaria invenzione permetterà, con una sola ora di pedalata, di produrre energia elettrica sufficiente per alimentare la propria casa per un giorno intero.

Il progetto arriva da Manoj Bhargav,  miliardario statunitense di origine indiana,  che ha realizzato questa bicicletta stazionaria pensata per i tre miliardi di persone che nel mondo non hanno l’elettricità.
  La bici si chiama «
Free Electric», e le prime 10mila unità saranno distribuite in India all’inizio dell’anno prossimo

La bicicletta in questione avrà un costo iniziale di 100 dollari, facile da riparare e soprattutto genera energia pulita.

Ma Manoj Bhargav non è solo un ottimo inventore, ma sopratutto un ESSERE UMANO che pensa al prossimo come fosse se stesso e dichiara: «Se si dispone di ricchezza, è un dovere aiutare chi non ne ha»

Bhargava inoltre ha già annunciato l’intenzione di donare il 99% dei suoi averi.  «La consapevolezza non riduce l’inquinamento e non fa crescere il cibo. Per fare ciò occorre agire». L’obiettivo, sottolinea, è «fare la differenza nella vita delle persone, non solo parlarne».

Se i miliardari fossero tutti come lui…

Daniele Reale



Tossiemia e malattia – La naturale richiesta del corpo di disintossicarsi

5 OTTOBRE 2015

artrite TossiemiaCome guarire dall’artrite
Nonostante l’artrite sia la più grande causa di prolungata disabilità nei paesi occidentali, ufficialmente non esiste una cura. Cosa questa, purtroppo per noi, non strana nell’ambito medico!
Quando infatti viene diagnosticata l’artrite, l’effetto è quello di conferire una sentenza di sofferenza a vita, con poca o nessuna speranza di guarigione.
Questo ahinoi è il messaggio, divenuto oramai credenza, che la medicina allopatica non si stanca mai di ripetere. Fortuna vuole che spesso la realtà non è come ce la raccontano…
Reumatismi, artrite, gotta, ecc. sono tutti termini indicanti, più o meno, le medesime condizioni: infiammazioni e dolori alle articolazioni.
Qual è la causa dell’artrite? Cosa genera le infiammazioni alle articolazioni?
Dal punto di vista igienistico, la causa dei reumatismi e dell’artrite riguarda tutto quello che indebolisce i poteri digestivi: fermentazioni e putrefazioni intestinali alterano l’alcalinità del sangue e preparano il terreno allo sviluppo di tali problematiche.
Questo è il motivo per cui l’alimentazione, anche in questo caso, gioca un ruolo centrale.
Tanto per fare solo un esempio, un eccesso di amido combinato con lo zucchero (dolci, biscotti, ecc.) è una delle cause primarie dell’artrite.
In un reumatismo articolare cronico c’è, come regola, una rigidità più o meno accentuata e l’intorpidimento delle articolazioni. Questa situazione di solito peggiora dopo aver mangiato, aggravandosi maggiormente con alcuni alimenti specifici (per esempio glutine, caseina e solanacee) e al mattino dopo il riposo notturno.
artrite 2 TossiemiaL’eliminazione di tutte le abitudini di vita che producono indebolimento e assorbimento di veleni nel tratto gastro-intestinale (tossine metaboliche, acidi, metalli pesanti, ecc.) possono far evitare gli attacchi di reumatismi/gotta/artrite, nonostante si abbia la predisposizione ad essi.
Questa informazione è assai preziosa, perché da una parte infonde speranza e dall’altra fa intravedere un possibile percorso terapeutico.
– Tossiemia
La Scienza Igienistica ha le idee molto chiare: una persona non potrà mai manifestare reumatismi, artrite, artrosi, cancro o qualsiasi altra cosiddetta malattia, se non ha rovinato prima la sua salute con delle cattive abitudini, producendo in sé la condizione chiamata Tossiemia.
Nessuno svilupperà mai una malattia senza prima avere un’indigestione cronica, e questa dovrà persistere abbastanza a lungo da pervertire la nutrizione e alterare lo sviluppo cellulare creando depositi di tossine, in questo caso articolari.

Si può affermare, senza paura di essere smentiti, che la causa primaria di tutte le malattie è la tossiemia!

Ma quanto appena detto non è del tutto completo, perché in realtà a monte della tossiemia vi è il continuo indebolimento nervoso derivante da abitudini mentali, emozionali, spirituali e fisiche errate.
Come disse John H. Tilden, uno dei più grandi medici igienisti del secolo scorso:
“Qualsiasi influenza che abbassa l’energia nervosa diventa un fattore produttivo di malattia”.
Cosa fa l’indebolimento? Impedisce la secrezione e l’escrezione richiesta da un avvelenamento generale o sistematico del corpo. L’espulsione delle tossine è così impedita a causa della ritenzione dei rifiuti metabolici che tenderanno ad accumularsi nei fluidi, nei tessuti e nelle articolazioni.
Giorno dopo giorno ci auto-intossichiamo e auto-avveleniamo.
Continua il dottor Tilden:
Dr. John Henry Tilden“Qualsiasi cosiddetta malattia è una crisi di tossiemia, il che sta a significare che le tossine sono accumulate nel sangue oltre il punto di tolleranza, e che la crisi (la malattia: raffreddore, mal di testa, febbre, artrite, ecc.) è una eliminazione vicariante”.
Sulla stessa linea il grande medico Isaac Jenning:
Isaac Jenning“La malattia pertanto è lo sforzo enorme della Natura per liberarsi dalle tossine. La malattia NON può essere aiutata da nessun farmaco, ma i rimedi si basano sulla Vis Medicatrix Naturae (forza di autoguarigione), mettendo il paziente nella migliore condizione possibile di riposo, aria pura e dieta adeguata”.
A questo punto è doveroso ammettere che i medici dell’Ottocento avevano sulla malattia le idee molto più chiare dei medici laureati del terzo millennio, secondo i quali la malattia è dovuta a un agente esterno che penetra nel corpo vigliaccamente (virus, microbo, ecc.) oppure deriva da un fattore interno (gene difettoso o predisposizione genetica).
Secondo la visione igienistica, invece, nella malattia acuta la perfezione della Natura si sforza di pulire il corpo dalle tossine e pertanto qualsiasi trattamento (medicine, farmaci, paura, continuo lavoro, stress, ecc.) ostruisce ed impedisce questo tentativo di eliminazione, bloccando la guarigione stessa.

L’evoluzione della malattia è la seguente:

  • Stress ambientale/abitudini quotidiane
  • Tensione fisica, mentale ed emotiva
  • Indebolimento
  • Eliminazione inefficiente
  • Ritenzione delle tossine e degli scarti
  • Tossiemia
  • Crisi acuta di eliminazione (malattia).
Se è vero che la causa di tutte le malattie acute è la Tossiemia, è anche vero che a monte della Tossiemia c’è l’indebolimento!
Una volta che, a causa di uno stile di vita errato (poco riposo, eccessivo lavoro, stress, traumi, digestioni prolungate, putrefazioni e fermentazioni, ecc.) l’organismo perde energia nervosa, si auto-avvelena costantemente poiché non ha più la forza per espellere i veleni tramite i principali organi emuntori (pelle, reni, intestini e polmoni).
Se non si espellono le tossine, queste si accumulano in organi, tessuti, articolazioni, liquidi, ecc. e quando si supererà il punto di tolleranza scatterà la malattia acuta. La tolleranza è individuale, varia da persona a persona, e dipende da molti fattori: periodo prenatale, predisposizioni, familiarità, temperamento, ecc.
– Guarire dall’artrite
Dopo quanto detto è possibile o no guarire dall’artrite?
Se comprendiamo che la causa primaria della malattia è la tossiemia, e nel caso dell’artrite si prospetta come il deposito di veleni, acidi e minerali in eccesso direttamente nelle articolazioni, sappiamo anche cosa fare.
L’obiettivo è quindi ridurre le tossine depositate nelle articolazioni, negli organi, nel sangue, nella linfa, nei liquidi extracellulari.
Guarire dall’artrite nei suoi stadi iniziali è un gioco da ragazzi, mentre il ritorno alla salute negli stadi più avanzati è più lento e ci vuole più tempo, anche se comunque è possibile.
Per recuperare le funzioni articolari servirebbe un periodo di riposo fisiologico, mentale e spirituale, detto digiuno. Un digiuno permette all’organismo di disfarsi di tutto il carico tossico accumulato.
Durante un digiuno attenuato a base di succhi freschi di verdura e frutta l’organismo si purifica, durante un digiuno idrico a base di sola acqua l’organismo guarisce più velocemente.
In Natura non esiste nulla equiparabile per potenza di guarigione al digiuno, e non è un caso che gli animali, quelli non ancora umanizzati, quando stanno male non mangiano: bevono e riposano, nell’attesa che la sapienza magistrale del corpo metta in atto il processo di guarigione.
Esattamente il contrario di quello che fa l’uomo. Quando l’uomo sta male, invece di fermarsi e riposare, evitando il cibo per qualche giorno, s’imbottisce di farmaci, antibiotici e vaccini ingurgitando brodini di carne, stracchini e purè di patate: tutti cibi indigeribili che bloccano il processo di guarigione.
Dopo un digiuno di partenza, bisognerebbe mettere in atto un modo di vivere corretto e sano, atto a prevenire lo sviluppo dell’esaurimento e della tossiemia; esercizi mirati per le articolazioni dopo che sono state liberate dalle infiammazioni e bagni di sole man mano che si procede nel percorso.
L’idrotermofangoterapia è importantissima: acqua fredda e tiepida alternata (maniluvi o pediluvi) e impacchi di argilla o terra hanno lo scopo di eliminare le infiammazioni articolari, estraendo le tossine dai pori della pelle. I cataplasmi di terra andrebbero fatti anche nell’addome per tutta la notte!
Una dieta appropriata di frutta e verdura, con quantità moderate di proteine vegetali e carboidrati rigorosamente integrali, eliminando qualsiasi combinazione incompatibile, è essenziale per la guarigione e il mantenimento della salute.
Gli alimenti dovrebbero essere mangiati crudi, proprio per apportare tutti i micro-nutrienti basilari (vitamine, minerali colloidali, enzimi, antiossidanti, ecc.) e per meglio alcalinizzare e de-acidificare tutti i tessuti. Abbiamo detto prima che lo stato normale di una persona con l’artrite è l’acidosi, e uno stato di acidità è il terreno perfetto per qualsiasi malattia, artrite e cancro inclusi.
dottor Herbert SheltonIl dottor Herbert Shelton consigliava di mangiare per lo meno l’80% di cibo che nelle reazioni metaboliche è alcalino, cioè cibo crudo, e un 20% di cibo vegetale pacificante, cioè cotto.
Oltre a ciò, è importante l’eliminazione totale dalla propria dieta di tutti gli zuccheri e i cereali raffinati: avvelenano, intossicano e iper-acidificano l’organismo, bruciando energia vitale.
Tutte le persone con artrite non sopportano bene lo zucchero, a causa di una debolezza metabolica.
Fondamentale è abituarsi a mangiare secondo le corrette combinazioni alimentari, quindi evitando per esempio amidi con zuccheri (dolci) e mangiando nelle corrette sequenze alimentari, cioè partendo sempre con il cibo crudo e terminando con quello cotto.
La masticazione gioca un ruolo centrale in tutte le malattie, perché la prima importantissima digestione avviene nel laboratorio alchemico del corpo: la bocca. Questo è tanto più veritiero e importante quanto più mastichiamo i carboidrati (cereali, patate, ecc.) infatti la Natura non a caso ha messo l’enzima per la digestione degli amidi (amilasi detta ptialina) nella saliva della bocca!
Altro importante suggerimento è quello di bere lontano dai pasti: mezz’ora prima e almeno 3 ore dopo, il tutto per non indebolire e prolungare i processi digestivi diluendo i succhi gastrici.
La cura del limone è basilare per fluidificare, sgrassare e disinfettare sia il sangue che le articolazioni nutrite da esso.
Per concludere, la regola principale nell’artrite e in tutte le malattie è la seguente: quando la qualità del cibo introdotto nel corpo è di qualità migliore rispetto ai tessuti che compongono il corpo stesso, allora l’organismo comincerà a scartare il basso grado di materiali in modo da costruirne dei nuovi e più sani.
Questo è il modo di lavorare della Natura.
– Aspetto spirituale
Siamo esseri spirituali complessi, cioè costituti da un corpo fisco, un’anima e uno spirito.
L’alimentazione si essenzialmente della parte materiale ma non è l’unica strada.
artrite 3 TossiemiaSecondo una visione più sottile, la persona che soffre di artrite ha tendenzialmente una natura determinata ed ostinata. Spesso ha anche una mente e dei pensieri inflessibili, rigidi, esattamente come la rigidità che manifestano le giunture.
Questa rigidità è anche spesso combinata con una facile irritabilità (che può essere indotta da dolori e fastidi articolari) che sfocia nell’esaurimento delle energie vitali, oltre ad essere una condizione pro infiammatoria.
Pertanto, se si vuole sfruttare l’occasione per autoeducarsi e crescere dal punto di vista evolutivo e spirituale, potrebbe essere utile andare a lavorare anche nella comprensione di questa eventuale rigidità mentale e/o comportamentale…
Dr. Ulric Williams“Alcuni anni fa c’era virtualmente una sola causa di malattia: il modo di vivere insano della gente. Ora ci sono due cause, e la peggiore consiste nei moderni sforzi medico-scientifici di prevenzione e cura” – dottor Ulric Williams
Marcello Pamio

Cortisone: il miglior modo per non guarire mai

22 SETTEMBRE 2015

Il cortisone inibisce il tuo sistema immunitario, lo mette in pausa.
Infiammazione? Ghiandole gonfie? Dermatiti? Sfoghi cutanei?
Tranquillo, se vuoi risolvere subito il problema (e tutti vogliono risolvere subito) devi solo assumere un farmaco a base di cortisone: due tre giorni di trattamento e il problema sparisce magicamente…
Che bello, questo sì che è un farmaco efficace!
Ma… Aspetta un attimo… Che strano: dopo una o due settimane (anche un mese a volte) ecco apparire un nuovo problema, un nuovo sfogo cutaneo, magari in un altro punto del corpo… Beh, nessun problema, basta usare un’altro poco di cortisone e in men che non si dica anche questo problema è risolto: che bello questi farmaci!
Ma.. Passa un altro mese o due e si ripresenta di nuovo il problema, questa volta però sembra essere più forte, più intenso… Ma niente paura, anche questa volta il cortisone ti verrà in aiuto! Sì, anche questa volta funziona però ci sono voluti diversi giorni e, guardandoti allo specchio, ti accorgi di essere più gonfio del normale: stai trattenendo liquidi…
Va beh dai, non ti preoccupare sarà solo un piccolo effetto collaterale l’importante è che questa volta hai risolto il problema per sempre, nei prossimi giorni ti sgonfierai e tutto tornerà come prima!
Passano pochi mesi ed ecco che si ripresenta di nuovo il problema questa volta però non si tratta solo di uno sfogo cutaneo ma il medico dice che hai una macchia sul fegato, meglio fare ulteriori indagini..
Ed ecco che cadi in un turbine di esami, controlli alla ricerca di una soluzione rapida al problema… Speriamo di trovarla!
Che sfortuna però, proprio a te doveva capitare tutto ciò, proprio tu che ci tieni alla tua salute e ti curi sempre in modo da risolvere i problemi il più velocemente possibile…
SICURO CHE SI TRATTI DI SFORTUNA?
In questo caso sembra proprio di no.
Lo sai quale è il peggior effetto del cortisone?
Il cortisone inibisce il tuo sistema immunitario, lo mette in pausa. Ecco perché dopo poche applicazioni lo sfogo cutaneo era sparito: Il sistema immunitario aveva smesso di lavorare…
Ma la domanda da porsi è questa: perché c’era uno sfogo cutaneo?
Evidentemente era presente qualcosa, all’interno dell’organismo, di indesiderato, tossine che il sistema immunitario faceva di tutto per eliminare, in questo caso attraverso la pelle.
Quindi cosa è successo?
Il cortisone ha inibito il sistema immunitario e le tossine che dovevano essere espulse sono rimaste lì dove si trovavano: apparentemente eri guarito, in realtà invece la minaccia più importante era rimasta all’interno del tuo corpo.
MA IL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO NON SI ARRENDE.
Non appena l’effetto inibitore del cortisone viene meno tenta di riorganizzarsi e ricomincia a svolgere il suo compito: difendere l’organismo dagli attacchi esterni.
Ritenta dunque di eliminare le tossine che, come abbiamo detto, sono ancora presenti nell’organismo. Puntualmente ai primi sintomi lo hai di nuovo inibito con il cortisone e la storia si ripete: le tossine continuano a non essere espulse.
Rimandare l’espulsione delle tossine rende quest’ultime più forti, concede loro il tempo di infettare più parti dell’organismo, ecco perché ogni volta che si ripresenta, lo sfogo richiede un trattamento con il cortisone per un periodo più lungo di tempo prima di sparire..
Continuando ad annullare sistematicamente il lavoro del sistema immunitario le tossine si accumulano e infettano sempre più l’organismo fino ad arrivare a infettare gli organi ed ecco che da un problema piccolo si passa senza nemmeno accorgersene a un problema molto più grande.
Il risultato finale è un corpo malato, a cui è stata rubata la possibilità di difendersi annullando la reazione del suo sistema immunitario.
Non solo, grazie all’azione del cortisone si ottiene anche un corpo ricco di ritenzione idrica un corpo quindi che accumula ulteriori tossine che andranno a provocare ulteriori problemi in futuro quali malattie autoimmuni, Lupus, ovaio policistico, obesità, etc.
Un’ultima cosa piuttosto importante: se assumi cortisone (corticosteroridi) stai lontano dai farmaci a base di Ibuprofene (come il moment) rischi ulcerazione ed emorragia gastrica.
MA ALLORA COSA DOVRESTI FARE?
Quando si presenta uno sfogo cutaneo stai osservando il tuo sistema immunitario all’opera, il tuo miglior alleato!
La cosa peggiore che puoi fare è inibire la sua azione utilizzando cortisone o simili (anche gli antistaminici agiscono in modo simile).
La cosa migliore che puoi fare è aiutare il tuo sistema immunitario rinforzandolo.
PER RINFORZARE IL TUO SISTEMA IMMUNITARIO IN GENERALE TRE SONO LE COSE DA FARE:
Mangiare sano (scopri cosa significa)
Ricondizionare perfettamente il tuo intestino, la sede del sistema immunitario e l’organo principale che ti interfaccia con l’esterno: tutto ciò che mangi passa per l’intestino il quale deve essere in grado di smaltire le tossine, assimilare completamente i nutrienti e l’acqua introdotta. (scopri come fare)
Movimento, sono sufficienti 21 minuti al giorni in soglia aerobica per riattivare tutto il tuo metabolismo (cosa è la soglia aerobica)
Ricorda, spesso la strada che porta alla guarigione in poco tempo è la strada che porta alla continua recidiva. La strada invece più lenta spesso è quella che porta alla guarigione completa! 

ALTRA REALTA’: Cortisone: il miglior modo per non guarire mai:

MIRACOLO “ AGLIO E LIMONE”

Risultati immagini per aglio e limone
Ingredienti:
5 limoni interi
30 spicchi di aglio
1 litro di acqua
Procedimento:
Lavate i limoni in acqua calda e tagliate a pezzetti.
Sbucciate l’aglio e tagliate a metà. Mettete nel mixer e tritate fino ad ottenere una purea.
Scaldate 1 litro d’acqua – versate la purea e fate bollire pochi secondi. Filtrate con un colino e versare nella bottiglia di vetro. Conservate in frigorifero!
L’uso:
Bevete prima dei pasti al mattino – prima della colazione o prima del pranzo -1 bicchierino da grappa.

Questa cura dovrebbe essere ripetuta ogni anno.
L’odore del aglio non si sentirà. L’effetto “limone e aglio” ha dei risultati incredibili sul vostro organismo.

Rimuove calcio e grassi dal corpo e dai vasi sanguigni. Rinforza il cuore, regola la pressione. Dopo 3 settimane avrete una piacevole sensazione “ringiovanimento del corpo”.
Calcificazione e sintomi secondari come disturbi della vista o problemi del udito diminuiscono gradualmente. Dopo 3 settimane dal inizio della cura sospendete per 8 giorni e poi di nuovo per tre settimane.
Dormirete bene tutta la notte e non correte più in bagno.

Si usa come la prevenzione della tiroide. I risultati sono eccellenti. Il grasso e il calcio nelle arterie si dissolve, ferma la perdita dei denti.
NON SOLO CROMOPUNTURA : MIRACOLO “ AGLIO E LIMONE”