MITI DEL PEYOTE TRA I DELAWARE


18 FEBBRAIO 2016
 
La tribù dei Delaware ha ricoperto un ruolo importante nella storia della Chiesa Nativa Americana (Native American Church), la religione basata sul peyote diffusasi presso le tribù native nordamericane. La conoscenza del peyote raggiunse i Delaware nel 1886, attraverso contatti con tribù limitrofe. Il capo tribale Elk Hair sviluppò un rito del peyote differente da quello della “Grande Luna”, sincretico con il Cristianesimo, che si stava diffondendo fra le tribù native; denominò il nuovo rito “Piccola Luna” e gli diede connotazioni fortemente anti-Cristiane. Elk Hair era convinto che la religione del peyote dovesse essere esclusiva per gli Indiani e non possedere alcun riferimento religioso dell’uomo Bianco.
Negli anni 30 del ’900 Vincenzo Petrullo raccolse alcune versioni del racconto mitologico sull’origine del culto del peyote fra i Delaware. Hanno tutti in comune l’evento di drammaticità della situazione, dove una persona – giovane o vecchia che sia – si trova sul punto di morire e in una condizione mentale di accettazione della sua morte. E’ in questa dimensione psichica che lo spirito del peyote si rivela alla persona per salvarle la vita e farle dono del peyote.
Versione 2
(narrata dall’indiano delaware Joe Washington)
Tanto tempo fa ci fu una grande guerra. Una volta una tribù perdette la battaglia e molti di loro furono uccisi. Un uomo, trovandosi da solo e disperando di salvarsi, decise di attendere la morte nel luogo in cui si trovava.
“Tutta la mia gente è stata uccisa” – si disse – “i nostri nemici stanno per uccidere anche me. Mi arrenderò”.
Si stese al suolo sul suo stomaco e nascose la sua faccia fra le mani. Attese. Poco dopo udì una persona che si avvicinava da est.
“Certamente” – si disse – “questo è uno dei miei nemici”.
Lo udì avvicinarsi e attese, in attesa di essere ucciso. Egli sentì la persona giungere sopra alla sua testa. Era sicuro che ora sarebbe stato ucciso. Attese, ma invece udì l’uomo, che era Peyote, dire:
“Sono venuto qui non per ucciderti, ma per portarti un nuovo messaggio. Sai che molta della tua gente è stata uccisa e che il resto è sparso in tutte le direzioni. Sono venuto qui per dirti cosa fare. Sono venuto qui per toglierti tutte le tue preoccupazioni. Quanti della tua gente sono sopravvissuti alla battaglia sono salvi. Anche il tuo bambino è salvo. Ora, ti voglio insegnare qualcosa che trasmetterai alla tua gente. Fai come ti dico e non avrai alcun problema di alcun tipo. La tua gente non sarà più uccisa. Questo è ciò che desidero. Mi troverai qui attorno”.
L’uomo aprì gli occhi, si guardò attorno ma non vide nessuno. Sentì la pianta del Peyote fra le sue mani. Quindi Peyote parlò di nuovo e gli indicò cosa fare. Peyote diede il suo potere all’uomo. L’uomo tornò dalla sua gente e disse loro che Peyote gli si era avvicinato. Disse alla sua gente di non preoccuparsi, che tutto sarebbe andato bene. Non ci sarebbero più stati dei problemi. Ogni cosa sarebbe stata buona. Ma Peyote aveva detto:
“Ci sono molti modi di usarmi, ma se non mi userete in un solo modo, quello giusto, posso farvi del male. Usatemi nel giusto modo e vi aiuterò”.
Peyote indicò a questo Indiano come usarlo nel giusto modo (Petrullo, 1934: 37-8).

Breve storia di tutto








di Matteo Tassinari

A differenza dell’Inghilterra, dove i giovani iniziarono a identificarsi con gruppi di riferimento dai codici e stili propri, ma privi di una visione politica, in America tutto si muoveva in sintonia con la scoperta delle religioni orientali, viste come alternativa politica al modello occidentale. Cominciò tutto con l’impegno politico vero nel rifiuto della guerra in Vietnam, questa era la causa principale che animava migliaia di giovani non solo in America ma in tutto il mondo.


Nel 1965 il regista Premio Oscar David Miller, bruciò per protesta la sua cartolina di richiamo alle armi, gesto simbolico che da quel giorno fu ripetuto migliaia di volte da altrettanti giovani fino a farlo diventare un atto dovuto per chi voleva cambiare il mondo con un piccolo ma reale gesto e personale che coinvolgesse milioni di giovani per dare un segnale di movimento, di voglia di cambiare musica. Il segnale venne dato, ma non fu ascoltato. Addirittura in grandi falò pubblici organizzati vennero ripetuti in vari punti degli Stati Uniti, di pari passo con il rifiuto dello stile di vita di una società che agli occhi dei giovani non produceva altro che inquinamento, distruzione, perbenismo, silenzio, morte.
New  Lelt

Amer ica

Attraverso il Movimento pacifista giovanile, nel quale un’anima antimilitarista conviveva a fianco di settori più decisi, all’erta per la guerriglia urbana. La protesta entrò nella più tradizionale arena politica dando spazio agli intellettuali della New Lelt, ma pagando più tardi un dazio salatissimo. Un clima sociale surriscaldato spinse gruppi come i Doors, Jefferson Airplane, Country Joe & The Fish, oltre l’utopia, l’avanguardia della svolta politica a ritmo di musica, mutando il linguaggio, il vestire, il vedere la vita e l’incontrarla.
L’onda poi
non è arrivata

In clima surriscaldato spinse numerosi gruppi di artisti, dalla pittura alla Graffit-Wall, dalla musica alla letteratura, dalla poesia alle manifestazioni creative., il mondo pare muoversi sotto i propri piedi. Penso che nessuna gioventù su questo mondo non abbia vissuto un momento così alto e insicuro, come ambiguo e perverso. Le prime band musicali a cavalcare l’onda della protesta a San Francisco, furono i Doors, Jefferson Airplane con la formazione fissa del Matrix del 1965, Country Joe, The Fish, Bob Dylan e Leonard Cohen nella maniera più anarchica possibile, con molte attenzioni a non mettere i piedi troppo nella furiosa lotta. Sull’onda del Movimento californiano in tutti gli Stati Uniti si moltiplicarono le manifestazioni in tutto lo stato e poi in tutto il mondo. “Esterina, i ventanni ti minacciano, grigiorosea nube, che a poco a poco in sé ti chiude. Ciò intendi e non paventi”. (Eugenio Montale). La dolce lisergia di una ballata che ti fotte e ti fa male, ti può andare bene una volta, ma arriva quella che può essere fatale e non è terrorismo, è la verità da me stesso sperimentata. Voglio che qualcuno salti su e mi dia torio, se ci riesce! Ho perso troppi amici e amiche in questi pastrocchi chimici e molti non sono tornati più indietro per eccesso di volare. Qui sotto, l’Iguanone.

Quietismo
Hippies
Negli anni tra il 1965 e il 1967, si sviluppò il più grande movimento giovanile di massa che la storia avesse mai visto, movimento che legava sotto i simboli dei Movimenti Hippies, dei poeti della Beat generation e dei musicisti di quell’area culturale. In quel momento, il quietismo degli hippies è all’improvviso soppiantato dalla volontà rivoluzionaria degli yippies. Inziano scontri a san Francisco, Tim Leary vuole riempire di Lsd l’acquedotto di Los Angeles, I Jefferson che creano, forse anche senza volerlo, un movimento di allucinati che si sbrandellano il cervello con potenti misture lisergiche.


Un loominaccioso
Un’intera generazione che pretendeva un mondo diverso, per arrivare al punk. Un po’ misero come risultato, fatto che fino a quel momento le nuove mode musicali non avevano intaccato il fondamentale meccanismo del consumismo. Avevano casomai sostituito vecchi meccanismi con dei nuovi. I giovani avevano scoperto una propria zona esclusiva in cui coltivare stili di vita, abbigliamento, tempo libero, divertimento, ma sempre all’interno di un ben radicato meccanismo di consumo. Per la prima volta, invece, gli hippies mettono in discussione la logica stessa del consumismo. Il look “straccione“, diventato poi fatua espressione di moda, era all’inizio il segno di una minacciosa rivolta contro i valori della società capitalista. La povertà, la semplicità, la vita fuori dalle metropoli, o addirittura la vita in comune, ispirata a una sorta di primitivo e radicale socialismo, erano una lacerante ferita inferta all’America dell’espansione imperialista. La potenza di questo messaggio fu amplificata dal fatto che, come mai era successo prima, analoghi desideri circolavano più o meno in tutto il mondo, in una nuova sintonia che superava distinzioni geografiche e culturali.
Il dio azteco Xochipilli, Principe dei fiori.
Divenne l’ispiratore degli hippies
di tutto il mondo

E il Movimento?
di protesta non era solo hippismo. C’era un’altra anima, importantissima quanto profonda, anzi spesso decisiva, nei momenti più intensi della rivolta. A Berkeley si sviluppò l’ala “politica” del movimento, dapprima con il Free Speech Movement, che adottò la tattica della disobbedienza civile per lottare contro i metodi d’istruzione delle scuole e delle università, contro l’asservimento delle stesse università all’industria militare e, soprattutto, contro la guerra in Vietnam, predicando una “lotta politica emotiva”, fantasia poetica e fratellanza. Esibivano il loro stile di vita alternativo, per molti versi simile a quello degli hippies, nella quotidianità della vita urbana, con l’intenzione di fare della propria esistenza personale una testimonianza politica. L’obiettivo era quello di porre l’intera America “in acido”, ovvero deridere la società, per così dire, “normale” con surreali dimostrazioni pubbliche (famosa la distribuzione gratuita di denaro nella Borsa di New York) con lo scopo d’innescare una vera e propria rivoluzione permanente. Jerry Rubin fu l’elemento di spicco del movimento “politico” californiano, l’organizzatore del Vietnam Day Committee, guida del movimento.









Cervelli      soffiati

Come     cantava Jim Morrison: “Vogliamo il mondo” e lo volevano veramente. E subito! Da qui si possono notare le sfasature chiare dovute all’assunzione soprattutto di effetto droghe allucinogene, che sul momento dell’azione ti porta sulle ali di Icaro, ma quando l’effetto finisce la fatica è trovare un aeroporto aperto con la pista d’atterraggio sicura e illuminata, in quanto l’atterraggio poteva avvenire anche di notte. Vorrei sapere a quanta gente l’Lsd ha soffiato i cervelli, sicuramente migliaia!

Avendole fatte   
tutte le    droghe
in circolazione posso dare un giudizio certo, Lsd è tra le droghe più devastanti della terra. E’ un dolore inspiegabile, metafisico, perché quel che vedi e senti, lo vedi e lo senti solo te e questo scombussola la psiche di chiunque. Un’autentica bomba ad orologeria, può andar bene, come può andar male e cadere in stati di paranoia più o meno potenti. 
Giovani     alchimisti
e le        droghe

Sul mercato illegale, l’Lsd era estremamente economico e la diffusione fra i giovani fu dilagante e veloce, come le droghe di sintesi oggi e le discoteche che contengono sballi e cervelli fusi. Da considerare che lo sballo garantito dal “trip” è molto lungo quindi con poche lire eri fuori tutto il giorno, ma i danni che ha creato l’Lsd chi potrà stabilirli? Per questo viene chiamata la droga dei poveri e spesso sono gli adolescenti a consumarla. Intanto il Movimento procedeva a passi da gigante, spinto e sospinto non solo perché i giovani conobbero la droga, ma perché gli stessi giovani implicavano motivazioni più che oneste e sincere alle loro lotta, senza interessarsi di quei periodi e problemi causati da queste sostanze spesso alterate da altre sostanze: il crack è sempre all’erta. Ma erano esausti della cosiddetta cultura conservatrice, tant’è che i giovani che si misero alla ricerca di altre culture o religioni, divenne un fenomeno e spesso con conseguenze anche drammatiche.
Salvador Dalì
Produsse influssi molto
penetranti in tutto il mondo giovanile e nella musica pop rock di ogni latitudine compresi i lembi estremi della periferia dell’ “impero” come l’Italia, dove il messaggio arrivò già trasformato in moda, spesso superficiale o banale, ma anche amorfo come gli anni ’80, dove le spalline delle giacche che sembravano divise da generale di guerra con spalle larghe e rinforzi. Il risultato? La mia generazione ha perso, per dirla con Gaber. E’ proprio vero: la giovinezza non è un’età felice, mi disse una ragazza di 20 anni. Certo, è così, peccato che dopo sia peggio. 
 

La ghiandola pineale

By pasgal
ghiandola pineale
La ghiandola pineale o epifisi (dal greco epi-fysin, che significa al di sopra della natura) è una ghiandola endocrina situata nell’epitalamo, tra i due emisferi, al centro del cervello. Essa fu scoperta più di 2300 anni fa dallo scienziato alessandrino Erofilo e, nel 1600, Cartesio la definì sede dell’anima. L’epifisi ha un diametro di circa un cm e la sua forma ricorda quella di una pigna, la cui immagine è simbolicamente rappresentata presso varie culture. La pineale è il principale organo del corpo umano responsabile del controllo del ritmo biologico circadiano, sulla base del principale ritmo cosmologico, quello dell’alternanza luce-buio. L’attività endocrina della pineale inibisce l’ipotalamo e, indirettamente, l’ipofisi ed altre ghiandole.

Secondo le filosofie orientali la ghiandola pineale produrrebbe in piena attività circa 900 sostanze e vari ormoni.

Ricordiamone alcune:
  1. La melatonina. Essa aumenta il sonno REM e l’attività onirica. E’ un potentissimo antiossidante. Ha effetto neuro protettivo. Riduce i rischi di infarto ed abbassa la pressione sanguigna. Regola la temperatura corporea. Rafforza il sistema immunitario. Esercita attività anticancro.
  2. La dimetiltriptamina (DMT).
  3. La pinealina (o pinolina). Essa consente il raggiungimento di stati di coscienza molto elevati e dà origine ai sogni lucidi.
Il termine sogno lucido (onironautica) è stato coniato dallo psichiatra e scrittore Frederick Van Eeden per indicare una esperienza durante la quale si è consapevoli di sognare.  Diversi fattori sono in grado di attivare la ghiandola pineale. Tra essi ricordiamo la meditazione, in particolare la tecnica Yoga, che permette l’attivazione del settimo chakra, il quale si trova nell’epifisi, e le piante utilizzate dagli sciamani. Lo sciamano ottiene conoscenze di natura spirituale e soprannaturale mediante l’ingestione di determinate piante, quasi sempre allucinogene.
Prima di raggiungere tale stadio, l’adepto deve vivere, per un lungo periodo di tempo, isolato nella foresta e costretto ad un regime dietetico duro. La frequente ingestione di particolari piante, dette piante-maestro, conferisce infine allo sciamano poteri diagnostici e terapeutici. La bevanda più utilizzata dagli sciamani della foresta amazzonica si chiama Ayahuasca. Nella lingua quecha, che si parla in Ecuador, Perù, Bolivia e Colombia, aya significa spirito e huasca significa vite.
Quindi la parola Ayahuasca viene tradotta col termine vite (vino) degli spiriti. L’Ayahuasca è un decotto ottenuto attraverso una lenta ebollizione di due piante: una liana, detta Banisteriopsis caapi, ed un arbusto noto come Psychotria viridis. Le beta-carboline presenti nella liana inibiscono le MAO-A, enzimi che inattivano la dimetiltriptamina (DMT), che si trova nella Psychotria viridis e che in tal modo può essere assorbita a livello gastro-intestinale per poi attraversare la barriera emato-encefalica. I soggetti che ingeriscono l’Ayahuasca descrivono tale esperienza come una rinascita, un risveglio spirituale, una illuminazione.
Fulvio D’Avino

Gli straordinari effetti dell’Ayahuasca

ayahuasca1
Nel cuore più profondo della foresta pluviale del Sud America si cela un segreto che è stato gelosamente custodito per migliaia di anni. Solo in tempi recenti questo segreto è uscito dalla giungla e ha iniziato ad avere un impatto importante su un numero, piccolo ma in costante crescita, di persone in varie parti del pianeta.
Questo segreto ha iniziato ad avere un impatto di trasformazione profondo sulle vite di chi ne ha fatto esperienza. Un segreto che in molti pensano possa cambiare le sorti del mondo intero.
Questo segreto porta il nome di Ayahuasca.
ayahuasca2Ayahuasca è il nome dato a una pianta medicinale sacra, proviene dalle foreste amazzoniche dove è stata usata per migliaia di anni dalle popolazioni native di quei luoghi.
Però non è una pianta medicinale qualsiasi.
Se ti è capitato di vedere il famoso film di fantascienza “Matrix”, potresti ricordare una scena dove il protagonista principale, Neo doveva scegliere fra due pillole.
Una rossa e una blu, Morpheus, uno dei personaggi del film, spiega a Neo:” Questa è la tua ultima possibilità, poi non potrai più tornare indietro. Se prendi la pillola blu la storia finisce qui, ti risvegli nel tuo letto e credi a quello che vuoi credere. Se prendi la pillola rossa entri nel paese delle meraviglie e ti mostrerò scenari inediti.”
Per tante persone l’Ayahuasca è un po’ come prendere la pillola rossa, ti rivela meraviglie spirituali, la percezione della realtà è destinata a cambiare per sempre.
Per qualcuno potrebbe suonare come un’esperienza sgradita, per molti altri invece si tratta di un passo ulteriore nella loro vita spirituale.
Bisogna chiarire subito che l’Ayahuasca non è una semplice sostanza allucinogena. E’ per davvero una medicina per  l’anima. Se hai una vocina dentro di te che ti dice che quello che ti hanno raccontato sulla realtà non è del tutto vero, in questo caso potresti essere pronto.
Per dirla con le parole di Morpheus.:”Quello che sai non lo puoi spiegare ma lo senti, lo hai sentito per tutta la vita.
C’è qualcosa che non quadra nel mondo, non sai cos’è ma è lì. È come un tarlo che ti rode il cervello e ti fa impazzire.”
Se a volte ti senti così, potresti essere pronto per sperimentare i più profondi misteri che l’Ayahuasca è pronta a rivelarti.
Ti interessa? Lascia che te ne parli più a fondo.
ayahuasca3
E QUINDI COS’E’ L’AYAHUASCA?
Il termine Ayahuasca deriva da due parole Quechua (lingua parlata da popolazioni sudamericane), AYA significa spirito, antenato  o persona defunta, HUASCA significa liana, corda. Per questo si dice che l’Ayahuasca è la liana dell’anima o la liana dei morti.
La storia dell’Ayahuasca è poco conosciuta perché non ci son testimonianze scritte, le prime risalgono alla presenza dei conquistatori spagnoli. Ci sono stati tramandati miti e tradizioni orali, in Ecuador è stato ritrovato un vaso cerimoniale che dovrebbe risalire a 2500 anni fa dove sono state ritrovate tracce di Ayahuasca. Anche da questo sappiamo che è stata utilizzata da tantissimo tempo, è molto più antica di quanto pensiamo.
Sappiamo anche che si usa in tanti paesi sudamericani come Brasile, Ecuador, Venezuela, Colombia, Perù e Bolivia. E’ utilizzata da almeno 70 popolazioni native dell’intero continente americano.
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LA BEVANDA DI AYAHUASCA
Nel suo aspetto concreto la bevanda di Ayahuasca ha un sapore  molto sgradevole, è ottenuta da due piante della foresta amazzonica, una conosciuta come liana di Ayahuasca  (Banisteriopsis Caapi e l’altra  è conosciuta come Chacruna (Psychotria viridis).
La liana è l’ingrediente più importante perché si dice che sia lo spirito della liana a curare e insegnare, perciò la bevanda prende il nome di Ayahuasca, anche se la seconda pianta è ugualmente importante.
Una cosa molto interessante dell’Ayahuasca è la particolare complessità dell’interazione chimica che si scatena e che dà il via all’esperienza, anche considerando che è stata scoperta da popolazioni “primitive” della foresta amazzonica.
La pianta della Chacruna contiene alte quantità di DMT (dimethyltryptamine ) una potente componente psicoattiva, è la responsabile delle visioni così tanto presenti nell’esperienza dell’Ayahuasca. E’ interessante sapere che il DMT è già presente naturalmente nel cervello umano (si pensa sia prodotto dalla ghiandola pineale).
Il ricercatore americano Rick Strassman ha studiato gli effetti del DMT su 60 volontari ne che hanno preso alte dosi per cinque anni di seguito. Ha concluso che il cervello umano produce DMT quando è prossimo alla morte, ha la capacità di connettere con il mondo spirituale, ne parla nel suo libro “DMT:The Spirit Molecule .“
In ogni caso il DMT se ingerito per bocca non ha nessun effetto, questo accade perché è distrutto da un enzima dello stomaco, la monoaminoossidasi A (MAO-A).
Qui inizia ad agire la chimica della liana, l’Ayahuasca contiene tre alcaloidi principali che sono potenti inibitori del MAO-A: il beta-carboline strutturalmente correlato all’harmaline, il tetraidroharmine (THH) e l’harmaline. Questi tre potenti alcaloidi harmala permettono al DMT di passare nello stomaco e nel cervello per produrre effetti visionari.
Si pensa che l’interazione sia anche più profonda e che vada al di là della modificazione dell’enzima e attivazione del DMT. In ogni caso gli sciamani credono che la parte più importante la svolga la liana e non il DMT, dicono che l’Ayahuasca può essere descritta come una caverna e il DMT è la luce che la illumina.
Detto questo, non lasciarti fuorviare pensando che l’Ayahuasca sia solo una complessa interazione chimica all’interno del cervello. Le componenti chimiche favoriscono l’esperienza ma non sono l’esperienza stessa.
E’ un po’ come per le componenti del computer, tutte insieme lavorano e interagiscono in modo da farti utilizzare e fare esperienza di Internet. Non sono di per sé Internet ma ti permettono di farne esperienza.
Allo stesso modo le componenti chimiche dell’Ayahuasca permettono di entrare in una più vasta realtà spirituale e di farne esperienza, in altri termini possiamo dire che ti danno la possibilità di avere l’accesso a un Internet cosmico.
LA CERIMONIA DELL’AYAHUASCA
ayahuasca5Tradizionalmente si fa esperienza dell’Ayahuasca durante una cerimonia notturna. Dovrebbe essere guidata da uno sciamano esperto, l’Ayahuasquero, che per anni ha praticato e sviluppato una speciale e simbolica vicinanza con gli spiriti della pianta.
Il luogo della cerimonia solitamente è una larga capanna chiamata maloka, dalla forma ottagonale o decagonale dove i partecipanti si dispongono in cerchio con la faccia rivolta verso il centro, spesso gli sciamani preferiscono che i partecipanti siedano in terra ma in molti centri si offrono materassini.
All’inizio della cerimonia lo sciamano protegge lo spazio e i partecipanti da energie e spiriti negativi con il fumo di un tabacco chiamato Mapacho. Poi a turno ogni partecipante si avvicina allo sciamano per bere un bicchiere di Ayahuasca prima di tornare la suo posto.
Quando tutti hanno bevuto la loro parte lo sciamano spegne tutte le luci e il resto della cerimonia si svolge al buio.
Le cerimonie durano fra le 4 e le 6 ore e i primi effetti della bevanda si fanno sentire dopo 20/45 minuti dall’assunzione.
Per tutta la durata della cerimonia lo sciamano canta canti sacri conosciuti come Icaros per chiamare gli spiriti che lo assisteranno nel processo di guarigione e insegnamento.
Ognuno ha un’esperienza differente con l’Ayahuasca, lo spirito della pianta lavora in modo diversi con persone diverse. C’è chi riceve splendide visioni che hanno significati emotivi e simbolici, altri potranno avere informazioni o comunicare con gli spiriti.
Non ne voglio parlare troppo perché vorrei che ci si avvicinasse dell’Ayahuasca con poche aspettative.
UN PORTALE SULLA DIMENSIONE SPIRITUALE
ayahuasca6“Non stiamo parlando di agenti passivi di trasformazione, stiamo parlando di una intelligenza, di una consapevolezza, una mente altra e viva, uno spirito che ovviamente non ha spazio nella nostra società. La natura è viva e ci parla, non è per niente una metafora.” Terrence McKenna
La spiritualità è il centro dell’esperienza dell’Ayahuasca, se non credi nel mondo degli spiriti ti dovrai ricredere dopo averne fatto esperienza. Come minimo avrai qualche domanda a cui dare delle risposte. Gli scienziati potranno dire che è frutto di allucinazioni ma c’è tanto di più e potrai scoprirlo solo facendone esperienza.
Ci sono tante persone che ormai si stanno rendendo conto che viviamo in un universo spirituale multidimensionale dove la coscienza è primaria e ci sono tanti livelli di quello che chiamiamo realtà. Molti scienziati stanno iniziando a capirlo, qualche esempio lo puoi trovare nel film “What the Bleep Do We Know.”
Gli sciamani delle culture indigene credono che ogni cosa nell’universo è fatta di spirito e ha una coscienza, anche le piante sono esseri senzienti. Ci sono piante maestre e l’Ayahuasca è una di loro.
L’Ayahuasca ci trasporta in una dimensione spirituale dove tutto è pura immaginazione e l’obiettività non ha senso. Non si può capire con una mente occidentale razionale perché è un tipo di mente che cerca di separare tutto, è la causa dei nostri maggiori malanni e problemi.
I BENEFICI DEL BERE L’AYAHUASCA
ayahuasca7L’apertura delle porte della percezione non è lo scopo principale dell’Ayahuasca, per tante persone significa iniziare un percorso di profonda scoperta e trasformazione spirituale.
Ogni esperienza con questa sostanza è differente, i suoi regali sono molteplici e vari. Ecco di seguito alcuni dei benefici dell’Ayahuasca
PULIZIA E PURIFICAZIONE
ayahuasca8Chi ha preso parte a più di una cerimonia di Ayahuasca ha fatto esperienza almeno una volta di un effetto purificatore. Si potrebbe dire che la purificazione dell’Ayahuasca è una sorta di revisione che facciamo alle automobili. Il processo del vomito e spesso di andare più e più volte al gabinetto, purifica da tutte le energie e emozioni tossiche che possono avere oscurato il tuo sistema in modo conscio o inconscio.
Mi rendo conto che potrebbe suonare un po’ greve e non è un processo divertente o piacevole ma è SEMPRE utile. Dopo il processo di purificazione ci si sente di avere un corpo completamente nuovo, un senso di benessere che può durare per giorni, settimane e anche mesi.
GUARIGIONE FISICA E EMOTIVA
A differenza di altre piante medicinali, l’Ayahuasca non ha proprietà curative di suo, eppure moltissime persone hanno avuto tipi di guarigione grazie all’assunzione della pianta. La guarigione avviene in tre ambiti principali: fisico, mentale e emotivo. Ogni ambito influenza gli altri.
ayahuasca9La gente ha usato l’Ayahuasca per curare ogni tipo di malattia, incluse le  malattie croniche e quelle al loro stadio terminale. Non ci sono riscontri scientifici ma, se si chiede a chi ha preso l’Ayahuasca da tempo, si parla di innumerevoli casi di guarigione.
L’Ayahuasca è efficace soprattutto nel caso di malattie mentali e disturbi emotivi. Nel caso di persone che hanno subito un trauma tipo abusi sessuali o fisici, l’Ayahuasca ha una grande efficacia nel permettere il superamento di quei traumi e blocchi.
C’è chi afferma che è bastata una sola cerimonia di Ayahuasca per avere gli stessi effetti di 10 anni di psicoterapia.
CURARE LA DEPRESSIONE
L’Ayahuasca cura la depressione in modo particolarmente efficace, anche con chi ne ha sofferto per anni e anni. Molte persone hanno guarito la depressione una volta per tutte, dopo una o due cerimonie di Ayahuasca.
Secondo me la depressione è causata principalmente da una disconnessione con la dimensione spirituale che è così tristemente presente nelle società occidentali. La ricostituzione di questa connessione con il mondo spirituale, la nostra vera casa. In questo modo l’Ayahuasca ci guarisce dalla tristezza e dalla disperazione che affliggono così tanto la vita di molti di noi.
GUARIRE DALLE DIPENDENZE
Non è raro che molte persone trovino una guarigione da ogni tipo di dipendenza, le droghe e l’alcolismo sono stati egregiamente trattati dalle cerimonie dell’Ayahuasca. Tanti centri si stanno specializzando nel trattare le dipendenze con l’Ayahuasca e altre piante medicinali.
PROFONDO SENSO DI GRATITUDINE E APPREZZAMENTO PER LA VITA
Credo che uno dei regali più importanti sia l’apprezzamento verso la vita. La connessione che si ristabilisce porta ad avere un apprezzamento più profondo verso la natura, la vita e l’intero universo con cui si sente una più forte unione. Sento io stesso una forte impressione di gratitudine per la mia vita e le persone che ne fanno parte.
MAGGIORE COMPRENSIONE DEL SE’
ayahuasca10La domanda “chi sono?” è stata da sempre al centro dell’indagine dei ricercatori spirituali, si può passare la vita intera dietro a questo quesito senza avere risposte Non dico che l’Ayahuasca offra una risposta definitiva ma, può svelare cose di cui non sei consapevole. L’Ayahuasca aiuta a rimuovere tanti strati inutili di idiozie che oscurano il nostro giudizio e ci tengono separati dal vero sé.
ESPANSIONE DELLA CONSAPEVOLEZZA E DELLA COSCIENZA
C’è una consapevolezza più vasta, si può fare esperienza di più alti livelli di consapevolezza. Penso che molti dei nostri problemi siano dovuti a una mancanza di consapevolezza, chi raggiunge un livello più alto in genere non ha più bisogno di sentirsi dire come deve vivere. Non devi più sentirti dire di non inquinare, non essere egoista, arrogante o un disgraziato completo. Sono cose che arriveranno in modo naturale, quando arrivi ad un più alto livello di coscienza non sei più la stessa persona di prima.
Sono tante le persone che mi hanno detto di essere diventate migliori.
ACCRESCIUTA CREATIVITA’
Persone creative, o anche non creative, hanno visto aumentare questo aspetto della loro personalità. Musicisti, scrittori  e pittori hanno parlato di un incremento nelle loro capacità di creazione.
Se pensi di avere dentro di te delle capacità artistiche che hanno bisogno di essere riaccese, l’Ayahuasca può esserti utile.
TROVARE LO SCOPO DELLA TUA VITA
Dopo le cerimonie dell’Ayahuasca molte persone mi hanno detto di avere una maggiore chiarezza sullo scopo delle loro vite. E’ piuttosto comune vedere persone che fanno cambiamenti drastici, spesso abbandonano carriere che non amavano per fare ciò che ora appare in modo chiaro e cristallino e dare un senso maggiore alla vita.
PROFONDA CONNESSIONE CON LA NATURA
Se hai visto il film Avatar e sei rimasto particolarmente commosso dalla connessione che il popolo N’avi aveva con la natura, potrebbe essere per te interessante sapere che questa connessione non esiste soltanto nei film. Sotto l’influenza dell’Ayahuasca tante persone iniziano a sentire una connessione con la natura. Questo cambia il modo in cui vedono sé stessi e il mondo intorno a loro. A volte questa connessione permane anche dopo la fine della cerimonia.
SPEZZARE I CONDIZIONAMENTI SOCIALI
Siamo tutti il risultato di un condizionamento sociale. Man mano che cresciamo, la famiglia, gli amici e la società influenzano il tipo di persone che diventeremo. Questo condizionamento influisce sul nostro modo di percepire la realtà. La sfida per superare questi condizionamenti è enorme, molte persone non ne sono neanche consapevoli. L’Ayahuasca ci aiuta a vedere quei condizionamenti che sono dannosi per la nostra crescita spirituale. Solo la consapevolezza ci può aiutare a spezzare quei legami.
L’AYAHUASCA E’ UNA MEDICINA MIRACOLOSA?
ayahuasca11Anche se gli effetti potrebbero sembrare miracolosi non considerare l’Ayahuasca una panacea per tutti i mali. Non tutti guariscono e non tutti ottengono quello che vogliono. A dire il vero, se decidi di lavorare con l’Ayahuasca devi eliminare ogni tipo di aspettativa. Chi si aspetta troppo potrebbe non ottenere quello che cerca.
A volte una malattia è lì per insegnarci una importante lezione, in questo caso devi prima imparare la lezione e poi guarirai dalla malattia. Non ti permetterà di mentire!
Ti fornirà indizi e suggerimenti ma la lezione devi trarla da solo.
E’ ADATTA A TE?
Spesso si dice che non sei tu a scegliere la pianta ma è lei che sceglie te. Dopo la lettura di questo articolo già ti stai facendo un’idea se questa esperienza va bene per te oppure no.
E’ importante ribadire che non c’è un giusto o sbagliato, devi o non devi. Questa esperienza non è una passeggiata, è un’esperienza spirituale molto forte, può spalancare le porte della percezione e non tutti sono pronti.
A volte parlo con persone che mi dicono.” vorrei fare questa esperienza ma non mi sento pronto.”
Va benissimo così, devi ascoltare il tuo intuito. Se senti di non essere pronto, allora aspetta.
Se invece si tratta solo di paura che si pone come ostacolo, dovresti indagare più a fondo, ci vogliono parecchie cerimonie prima di eliminare del tutto il senso di paura.
A volte potrebbero volerci decine e decine di cerimonie.
Potrebbero esserci problemi di salute di cui tenere conto prima di prendere l’Ayahuasca, se non sono problemi gravi (cardiopatie, diabete, pressione alta ecc), puoi prendere la pianta in tutta sicurezza.
Detto questo, devi seguire la cerimonia solo con uno sciamano che ha una profonda esperienza, è sconsigliabile prenderla per conto tuo perché i territori in cui stai per incamminarti sono per te del tutto nuovi.

ALTRA REALTA’: Gli straordinari effetti dell’Ayahuasca:

RISVEGLIO SPIRITUALE TEMPORANEO

I Magic Truffles sono un “derivato” dei famosi funghi allucinogeni e contengono, esattamente come i funghi, la psilocibina e la psilocina, composti psicoattivi. Il termine scientifico dei tartufi magici è Scleriotium (plurale “Sclerotia”). I tartufi allucinogeni sono conosciuti anche sotto il nome di “Pietre filosofali”.

Nella zona dove i funghi crescono si forma una fitta rete di micelio. Questo micelio è come uno stampo con una struttura bianca e filamentosa. In condizioni ottimali dal micelio può crescere un fungo. Possiamo dire che i funghi sono il frutto del micelio. Alcune varietà di fungo possono produrre un tartufo nella zona del micelio. Infatti i Magic Truffles non sono altro che una massa compatta di micelio indurito in cui viene immagazzinata la sostanza nutritiva e l’acqua. Potenzialmente, ciò potrebbe servire al fungo come riserva nel momento in cui le condizioni ambientali risultassero favorevoli.

Sul nostro pianeta ci sono circa 200 diversi tipi di funghi che sono stati identificati per la presenza di psilocibina e psilocina. Solo alcuni di questi funghi hanno la proprietà di produrre tartufi magici. I più noti sono: Psilocybe tampanensis, Psilocybe mexicana e Psilocybe atlantis.

Dopo la raccolta, i Magic Truffles contengono circa il 50%-70% di acqua. Dopo l’essiccazione i tartufi magici avranno solo più il 30% – 50 % del peso iniziale. Questa è una delle sostanziali differenze che dipendono dalla varietà e da come vengono coltivati i tartufi (i funghi, infatti, contengono il 90% d’acqua quando sono appena raccolti).

Per capire meglio i Magic Truffles sarà sufficiente osservare la crescita di un normale tartufo, di quelli che sono conosciuti culinariamente a livello mondiale. Il sapore dei Magic Truffles viene spesso paragonato a quello della noce.

Gli effetti dei tartufi allucinogeni sono gli stessi dei funghi magici. Non ci sono molte persone che conoscono l’esistenza dei Magic Truffles. Quando nel 2008 vennero proibiti i funghi allucinogeni in Olanda, la legge fu modificata considerando, fortunatamente, i tartufi legalmente commerciabili. Ciò portò gli smartshop olandesi a eliminare la vendita dei funghi per concentrarsi sul commercio dei tartufi magici. Proprio per questo in questi ultimi anni i Magic Truffles hanno avuto un aumento esponenziale nelle vendite ed ora hanno raggiunto un’importante popolarità.

La psilocibina e la psilocina sono 2 sostanze psicoattive naturali, che sono presenti in circa 200 tipi diversi di funghi. Dopo l’ingestione di psilocibina, il corpo sintetizza questo composto in psilocina, che ha un forte effetto psicoattivo.
Il ben noto scienziato Albert Hofmann (colui che scoprì l’LSD), fu il primo ad isolare la psilocibina e la psilocina in laboratorio. Ciò accadde nel 1958 quando utilizzò la varietà di fungo “Psilocybe mexicana”, coltivata artificialmente per questo preciso scopo.

Gli effetti dei tartufi e dei funghi allucinogeni sono quasi identici. Psilocybina e Psilocina causano la variazione di percezione della realtà. Quando assumiamo un tartufo allucinogeno si iniziano a notare gli effetti dopo 30-60 minuti, ed il viaggio può durare fino a 3-6 ore. L’effetto più forte lo avremo durante le prime 2 ore. La maggior parte delle persone avvertono la sostanza con attimi di lucidità accompagnati da effetti puramente allucinogeni, le cosiddette “onde”, che sentiamo durante il viaggio.

Un viaggio psichedelico è un’esperienza molto personale, pertanto gli effetti finali saranno diversi da persona a persona. Inoltre l’esperienza finale dipenderà anche da varietà, dosaggio, ambiente e stimoli circostanti. Tuttavia è possibile elencare una lista di ciò che la maggior parte delle persone sperimenta:

Effetti mentali:
  • Effetti visivi
  • Accentuata percezione dei suoni
  • Sensazione di relax e elevata sensibilità
  • Pensieri creativi
  • Pensieri filosofici
  • Amplificazione dei sensi
  • Sensazioni di meraviglia o ammirazione
  • Diversa concezione di tempo e spazio
Effetti fisici:
  • Rilassamento muscolare
  • Sensazioni di freddo, che provocano brividi in tutto il corpo
  • Mal di testa
  • Stomaco sensibile
  • Nausea
  • Sete
  • Stanchezza dopo il viaggio

Per molta gente un viaggio psichedelico da Psilocibina è un’esperienza fantastica e miracolosa. Purtroppo non è così per tutti. Alcune persone trovano che un drastico cambiamento della realtà sia un’esperienza troppo difficile ed intensa da accettare, e ciò può causare attacchi di paura e panico, il cosiddetto “Bad Trip”. Un viaggio negativo è alquanto fastidioso, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi. Gli effetti dei Magic Truffles sono temporanei e scompaiono dopo alcune ore. In situazioni come queste è alquanto utile avere vicino una persona lucida (il “sitter”), che cercherà di mantenere a proprio agio la persona in difficoltà

fonte
http://www.mushmagic.it/content/11-effetti-tartufi-magici

La ayahuasca (ayawasca in lingua quechua) è una bevanda allucinogena utilizzata dai popoli amazzonici e andini, preparata dagli sciamani o curanderi indigeni per i riti di visione e di comunicazione con il divino. Questa bevanda viene prodotta miscelando in un decotto diverse piante, principalmente le liane polverizzate di Banisteriopsis caapi e le foglie di Psychotria viridis.[1]

La particolarità dell’ayahuasca consiste nel fatto che, grazie agli inibitori della Banisteriopsis, la dimetiltriptamina resta in circolo nel corpo per un tempo decisamente maggiore rispetto all’assunzione dei vapori. L’effetto della DMT dura circa 2-3 minuti se fumata, mentre ingerita sotto forma di bevanda la DMT rimane in circolo per 2, anche 3 ore, rendendo l’esperienza decisamente più “mistica” e impegnativa.[3]

L’ayahuasca non è un narcotico, infatti il suo componente principale, la DMT, è la medesima sostanza prodotta dal cervello umano (ghiandola pineale) durante la nascita, ogni notte nel sonno durante la fase REM, e infine alla morte, per 24 ore dopo il decesso.[2]

Terence McKenna sostiene che la dimetiltriptamina non sia una molecola pericolosa per la salute, a meno che uno non muoia dallo stupore. Effettivamente, non ci sono ad oggi prove di danni fisici causati da questa sostanza, ma è possibile che un utilizzo continuato possa indurre psicosi e altre disfunzioni difficilmente prevedibili, data la sua bassa diffusione.[4]

fonte
http://it.wikipedia.org/wiki/Ayahuasca

Re Interiore: RISVEGLIO SPIRITUALE TEMPORANEO

Dio in un fungo allucinogeno?

 
 Drogati in nome di Dio: storia lisergica della civiltà umana.

La religione è andata a funghi: nuovi dati iconografici avvallano sempre più l’ipotesi che l’utilizzo umano dell’Amanita Muscaria per scopi religiosi, socializzanti e terapeutici, si perda nella notte dei tempi.

Come affermava Rudolf Otto, la Religione “comincia con sé stessa“.

E vi pare poco?

Il momento centrale dell’esperienza religiosa è il sacro. Inteso come Numinoso: la naturale percezione del divino, del “totalmente Altro”, in modo incomprensibile, inspiegabile, trascendentale più di tutto alla nostra comprensione razionale. Un richiamo naturale però irrefrenabile, per questo il divino, ineffabile e inaccessibile, si configura come mysterium tremendum et fascinans.

Ecco, è da qui che dobbiamo partire per esplorare Dio, che da ora in poi non chiamerò più così ma usando il termine divinità. Infatti, il punto sta nell’esperienza emotiva dell’assoluto, nel “sentire” la trascendendenza: nella spiritualità umana. L’idea di Dio, come entità personale esterna a noi, come un “Altissimo” a cui supplichiamo grazie e miracoli, è nata verso il 3000 a.C. quando il politeismo degenerò nell’antropomorfismo non più simbolico ma personale e identificativo con l’aspetto materiale dell’uomo, fino al disgraziato avvento del monoteismo ebraico, che inventò la figura del Dio ebraico, maschile e autoritario, che ci giudicava dall’alto. Prima di allora Dio era l’energia metafisica e assoluta che con l’emanazione di sé dava Vita all’universo… un concetto di Coscienza cosmica molto orientale quindi…

Non tenendo conto, per ora, della teoria di altre forme di vita intelligenti che colonizzarono il nostro pianeta millenni di anni fa creando la razza umana, ad avvallare tutto ciò oggi arriva perfino la scienza.

COS’È DIO

In principio, dal cosiddetto “Vuoto quantistico” -campo di pura energia- fu un raggio/fascio primordiale di energia che subito iniziò a vibrare. E la sua musica, questa sinfonia cosmica (vedi i “cori angelici” che sorreggono il cosmo nella tradizione cristiana) diede corpo e forma a tutte le cose del mondo. Ecco che la cosmogonia moderna, per spiegare l’origine dell’universo, sembra quasi incorporare la categoria deltrascendente quando postula un dominio al di fuori dell’universo scientificamente conoscibile, e dal quale quest’ultimo ha avuto origine al tempo del Big Bang. Il Vuoto quantistico è quanto di più oggi si avvicini al concetto originale di Dio, cioè l’Esseità Assoluta e trascendentale. Ben lontani quindi dall’omone barbuto in tunica bianca in collera con i dannati e attento sempre a intimare cosa è bene e cosa è male a tutti gli altri.

Ma torniamo alla scienza. Le ricerche della fisica inducono gli scienziati a pensare che tutte le forme di energia fisica e della materia sarebbero manifestazioni di uno stato assoluto di energia non manifestata. Dalle antiche scritture e dai miti della creazione fino alle più moderne teorie sulla coscienza, si è sempre speculato riguardo alla vibrazione come a ciò che sottostà alle forme fisiche. Di fatto, l’energia è vibrazione, è suono, è per questo motivo che le originali religioni delle civiltà native della Terraidentificavano Dio con il suono (“In principio era il Verbo/la Parola”, afferma perfino il nostro Vangelo di Giovanni)!

L’energia null’altro è che una “variazione della curvatura dello spazio”, esattamente come la massa. Al centro di questa “curvatura” vi è un micro buco nero, sul bordo del quale si formano le particelle sub atomiche e successivamente gli atomi quando l’energia vibra più velocemente (e dunque si solidifica). Infatti, l’energia variando la curvatura dello spazio, genera le cosiddette “particelle subatomiche” e quindi gli atomi. Ma quello che si deve ammettere è che l’atomo “è bucato”, cioè contiene nel suo centro un buco nero sul bordo del quale girano gli elettroni e protoni e tante altre “cose”. Esiste dunque una forma di energia latente, sconosciuta, la cui frequenza è alla base della “sostanza” di tutto ciò che è!

Ogni “corpo” nell’universo è un sistema di gerarchie annidate di frequenze vibratorie che si manifestano come sistemi discreti all’interno di sistemi più grandi e più complicati: un universo di strutture vibratorieda quelle elementari a quelle sempre più grandi e sempre più complesse. Infatti, l’intero universo, dalle particelle sub-atomiche, alle forme di vita più complicate, alle nebulose ed alle galassie, può considerarsi come un gigantesco insieme di campi di risonanza di energia, tutti sempre in costante interazione tra loro.

Dunque, come tutto nell’universo anche il nostro pianeta è composta da Energia, perciò anch’esso vibrasecondo una frequenza particolare. Tali frequenze, sono a noi note con il nome di Hertz, che non sono altro che il numero di cicli vibratori che una qualsiasi cosa sviluppa ogni secondo. Di fatto, come sappiamo il nosto corpo è molto simile come costituzione a quello del nostro pianeta. Madre Terra è composta per il 75% da acqua, così il nostro corpo, all’interno di Madre Terra ci sono una grande quantità di metalli in proporzioni varie, così come nel nostro corpo. Ebbene, qualche tempo fa è stato scoperto il “battito cardiaco” del nostro pianeta, si tratta della cosiddetta Risonanza di Schumann: un gruppo di picchi nella porzione di spettro delle frequenze estremamente basse (ELF) del campo elettromagnetico terrestre. La Frequenza fondamentale della risonanza di Schumann è un’Onda stazionaria nella cavità Terra-Ionosfera con una lunghezza d’onda uguale alla circonferenza della Terra. Questa frequenza fondamentale più bassa (e di maggiore intensità) della risonanza di Schumann avviene ad una frequenza di circa 7.8 Hz (intorno al 1985/86 tale frequenza era passata da 7,8 a 8,6Hz, un fenomenno che si pensava impossibile. Nel 2002 si è poi arrivati a 11,9 cicli al secondo: l’universo è in continua evoluzione).

La vita biologica terrestre è in risonanza con la frequenza di Shumann e dipende dalle interazioni deicampi elettromagnetici e gravitazionali. I ricercatori hanno scoperto che quegli Hertz delle onde di Schumann risuonano alla stessa frequenza dell’ippocampo nel nostro cervello. L’ippocampo fa parte delsistema limbico, relativo alla sopravvivenza ed alla memoria.

È chiaro dunque, che ogni vibrazione ha una lunghezza d’onda e una certa frequenza al secondo, perciò abbiamo il suono e il ritmo. Allo stesso modo inizia a divenire chiaro anche il motivo per il quale i primi saggi dell’antichità usavano i Mantra per onorare la divinità. I mantra sono dei suoni sacri che riproducono le frequenze vibratorie dell’Energia assoluta. L’Om orientale non è altro che il suono primordiale che ha dato origine alla creazione, la quale viene interpretata come manifestazione stessa di questo suono.

Ecco, questo è il vero Dio, ora sapete qual è la vera realtà di “Dio”.

È facile, a questo punto, capire come in origine si sia sviluppata la religione.

Dal momento che la divinità (insomma Dio) altro non è che un’energia cosmica Assoluta e Vitale, è chiaro ora il perché il sentimento religioso sia una naturale percezione Numinosa. Per di più, se la divinità è Energia, e poiché noi siamo una goccia di quell’oceano -“fatti della stessa sostanza”, è allo stesso modo chiaro che attraverso le vibrazioni delle nostre onde celebrali l’uomo è in grado di “sintonizzarsi” con quella vibrazione Assoluta. Questa fu la grande rivelazione avuta dai primi sciamani nella preistoria

Un concetto che in seguito fu così descritto da Albert Einstein: «Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è un’altra via. Questa non è filosofia. Questa è fisica».

Così, ogniqualvolta lo sciamano riusciva ad alterare la propria coscienza, ed entrare attraverso l’estasi in un determinato stadio di alterazione di coscienza… l’uomo poteva incontrare la divinità. Attraverso una contemplazione disinteressata ma intuitiva della Natura gli antichi asceti sentivano dentro di loro le forze emotive della vita, osservavano la Natura e imparavano il suo linguaggio come un bimbo osserva e ascolta i suoi genitori. Chiudendo gli occhi si lasciavano andare all’ascolto dei suoi messaggi, le sue leggi, i suoi silenzi e rumori, perdendo il confine tra il dentro di sé e il fuori, tra l’Io e il Tutto, fino a non sapere più chi è che parla e chi ascolta, chi osserva e chi è osservato, fino a quando i limiti tra buio e luce non sono più definibili: è così che gli antichi hanno compreso che Tutto è Uno!

Ecco che, il cuore umano emette un campo elettromagnetico che circonda l’intero corpo. Questo campo invia segnali ad ogni cellula del corpo che incidono sulla salute fisica, mentale ed emozionale. Il campo di energia del cuore interagisce ed è influenzato dal campo elettromagnetico della Terra, così come con altre persone, piante, animali incluso lo spazio, i pianeti e anche stelle… interagisce quindi con l’Unità dell’Essere.

GLI ANTICHI CONOBBERO IL MONDO E DIO GRAZIE AI FUNGHI ALLUCINOGENI

Ciò che per primo aiutò gli sciamani ad alterare la propria coscienza per intuire queste “forze naturali”, fu verosimilmente un funghetto… da li, iniziarono tutti a drogarsi in nome di Dio.

In sostanza, gli sciamani – pur non essendo in grado di elaborare teoricamente quello che intuitivamente percepivano – si rendevano conto che nell’universo esiste un grande flusso di energia, che normalmente è trasformato in dati sensoriali e crea il mondo della vita quotidiana così come noi lo conosciamo. I cosiddetti “stregoni” erano capaci di cogliere l’energia e quindi percepire gli stessi esseri umani come sfere luminose e campi di energia. Questo era ovviamente possibile grazie alle percezioni alterate che avevano questi sciamani per mezzo delle loro meditazioni trascendentali. Ad ogni modo, molti esperimenti hanno dimostrato il fatto che in ogni persona umana si “vede” una zona di intensa luminosità all’altezza delle scapole, dietro la schiena, chiamata “punto di assemblaggio”, dove convergono miliardi di campi di energia. Nel “punto di assemblaggio” avviene propriamente la trasformazione dell’energia in dati sensoriali, e anche l’interpretazione di quegli stessi dati. Durante il sonno, il “punto di assemblaggio” si sposta dalla sua posizione e, maggiore è lo spostamento, più singolari diventano i sogni.
Gli sciamani sviluppano l’arte del sognare, cioè la capacità di spostare volontariamente il “punto di assemblaggio” fino a “vedere” l’energia e i suoi campi in forma di filamenti luminosi, molto al di là dei normali processi cognitivi, accedere a campi di energia diversi da quelli abituali, interpretarli diversamente, raggiungere livelli di consapevolezza infiniti. In questo stato, lo stregone sviluppa stati superiori di coscienza, agilità e benessere. Nello stato di veglia, è possibile ritrovare quanto si è conquistato tramite l’ “arte del sognare” eseguendo certi movimenti del corpo, o danze rituali spesso sollecitate da mantra o “ritmi” specifici.

La caratteristica comune a tutti gli sciamani è il viaggio spirituale, ovvero un viaggio dell’anima nella realtà oltre quella mondana, che permette agli sciamani di entrare in contatto con le energie cosmiche, che nella loro “limitata conoscenza” usavano chiamare “entità spirituali“. Gli stregoni le figuravano per lo più sotto forma di animali (“Animali Guida“) e di Maestri spirituali (antenati, figure mitologiche, saggi, ecc…). Gli alleati conferivano allo sciamano il potere e la conoscenza per aiutare e guarire se stesso, gli altri e il mondo.
Questa religione spirituale era ciò che oggi chiamiamo panteismo, nel senso di pancosmismo, vale a dire come affermazione della natura divina dell’universo in tutta la varietà delle sue illusorie manifestazioni, poiché il mondo è un’autoespressione dell’Essere assoluto e trascendentale, esso è informato dalla Causa prima nella sua essenza. Dunque tutto è divino nel senso che tutto è stato informato della Causa iniziatrice emanata dall’Essere divino (non che un sasso sia Dio in sé…). L’Essere divino è quindi l’Unità di tutti i contrari, la SuperCoscienza ordinatrice e generatrice dell’onnipresente eterno campo insito all’onnipotente Intelligenza creativa. Il Dio-tutto, per così dire, ha in sé tutte le cose ed è una realtà eterna ed onnicomprensiva. Questa filosofia religiosa aveva in se una credenza nella cosmologia ciclica, poiché la sua concezione della realtà era simile a un insieme di fasi alterne: un ciclo distruttivo-produttivo che manifestava tutto il creato. Ogni essere vivente era un “punto” di un insieme ombrato dall’onnicomprensività divina, perciò, scopo degli antichi, era quello di ricreare quel legame tra Cielo e Terra che era stato spezzato e che avrebbe ricondotto l’anima di ogni uomo a riconnettersi con la deità assoluta e trascendentale dello Spirito Universale. Per questo motivo il “tempo” per gli antichi era un concetto sacro da venerare sia per la sua utilità pratica nei raccolti sia per la sopravvivenza della specie. I “contatori” del tempo, così come delle stagioni, erano le stelle, gli astri del cielo, in primis il sole e la luna.

FUNGHI ALLUCINOGENI, DIO, REALTÀ QUANTISTICA E LA RELIGIONE

Abbiamo già accennato al fatto che gli effetti dei funghi allucinogeni fu ciò che per primo aiutò gli sciamani ad alterare la propria coscienza per intuire le “forze naturali” dell’universo.

Quello stato alterato di coscienza procurato dalle sostanze psicoattive, trovate all’epoca in natura, era ciò che poi fu descritto come l’estasi, l’incanto orgasmico ricercato dalle antiche religioni esoteriche, oppure quell’annientamento mentale tipico del Nirvana: la condizione tale in cui la nostra coscienza è fusa in un tutt’Uno col divino.

In effetti, la nostra Ghiandola Pineale produce ciò che è comunemente conosciuto come DMT, sostanza che produce un profondo stato di dilatazione temporale o alterazione di coscienza, la stessa sostanza che viene comunemente sintetizzata nelle droghe allucinogene. Di fatto, l’estasi è un’esperienza di coscienza espansa, durante quella trance l’uomo aveva esperienza del divino. Un esempio della ricerca di questo stato di coscienza, privo del supporto di sostanze enteogeniche, è senz’altro la meditazione trascendentale della tradizione orientale.

Ricordiamo che fin dalla fine degli anni ’50, grazie allo studio sullo sciamanismo ed alle sostanze psicotrope usate dagli sciamani si intuirono alcuni segreti dei poteri della mente. I ricercatori scoprirono che attraverso le proprietà chimiche di queste piante, il cervello era appunto in grado di modificare non solo la propria percezione interiore soggettiva, ma perfino l’ambiente fisico! Questo voleva suggerire che l’allucinazione ed il “sogno” dello sciamano sotto l’influsso delle piante fosse reale quanto la realtà?

Poiché il “sogno” sognato dallo sciamano era in grado di predire, modificare od annullare la materia, la stessa allucinazione o “sogno”, paradossalmente, diventava la prova oggettiva della medianità latente nel cervello umano! Scoprirono che l’uso di certe sostanze psicoattive, permetteva la visione a distanza, la diagnosi e cura delle malattie ed altri fenomeni ritenuti all’epoca miracolosi. Ora potremo chiederci: dietro tutto ciò c’e forse la possibilità che le menti si influenzano reciprocamente ad ogni distanza? E’ forse l’estensione macroscopica di quello che succede nel microscopico; come la sconcertante scoperta secondo cui due fotoni riescono a “comunicare” fra di loro a qualsiasi distanza? La non località dei fotoni implica la non località delle menti, con l’implicita trasmissione dell’informazione con quel mezzo -che per le nostre menti superstiziose e piene di pregiudizio- viene etichettato in maniera dispregiativa come telepatia? Il segreto era contenuto nell’effetto di alcuni specifici ormoni/neurotrasmettitori che guarda caso avevano configurazioni molecolari simili alle sostanze psicotrope di alcuni vegetali presenti in natura.

Così, le piante psicotrope e le sostanze enteogeniche sono state da sempre associate alla religione.

Reperti iconografici archeologici relativi all’Amanita Muscaria, un tipo di fungo psicotropo, sono sparsi nelle più disparate zone del globo.
Da millenni viene usato dagli sciamani della Siberia, dalle popolazioni indoeuropee, se ne trovano tracce del II o I millennio a.C. nell’arte rupestre nella Francia meridionale, ma anche in quella svedese o su alcuni monoliti di Stonehenge. Durante la sua ricerca sulla cultura neolitica dell’Europa centrale, Marija Gimbutas parlava di alcuni manufatti in pietra verde dalla forma tipica fungina, affermando: «Aree residenziali a Vinca hanno dato un certo numero di funghi intagliati in cristalli rocciosi di colore verde chiaro, che possono essere stati eretti su altari domestici (..) I funghi sono noti universalmente come afrodisiaci e l’ingrossamento e la crescita di un fungo possono essere stati notati dagli antichi Europei e paragonati al fallo. (..) è possibile che i funghi di Vinca fossero associati a bevande inebrianti; in tutti i casi, essi sono imitazioni di falli“. Questo perché le due energie principali “canalizzate” dagli sciamani erano le due leggi fisiche della contrazionee distinzione, gravità ed entropia, positivo e negativo, Yin e Yang, Paradiso e Inferno, Microcosmo e Macrocosmo, inspirazione/espirazione: il respiro dell’universo. Due forze opposte e complementari che erano simboleggiate dal fertile fallo che penetra e dà vita (elemento mascolino/Sole/fungo) e il ventre femminile che feconda (elemento femmineo/Luna/Madre Terra/ovulo). I monoliti fallici e le pietre circolari (simbolo femmineo) di Stonehenge ne sono un esempio. Così, l’orgasmo che segue all’unione del principio mascolino e femminino, di un uomo e una donna, è un atavico richiamo all’unione con la divinità. Infatti: come quel momento di assoluto distacco dall’ “esteriore” che proviamo in estasi durante l’orgasmo, la divinità è la pace dei sensi che si ottiene quando si è totalmente connessi con il divino, quando si è..Essere… immutabili, infiniti, eterni.

Forse è per questo che la Chiesa (come tutte le religioni istituzionali) ripudia lo “hieròs gàmos” – l’unione sacra tra uomo e donna, sacerdote e sacerdotessa, come riflesso dell’unione celeste. Il Cattolicesimo ha sempre voluto controllare il sesso: vietandolo ai preti, vendendolo come lascivo e peccaminoso agli uomini, un atto dove non a caso, a parer di cronaca, si celano i loro più ancestrali demoni interiori.

Alla loro faccia, gli antichi trombavano e si sballavano di divinità.

LE ORIGINI DELLA RELIGIONE NEL CULTO DELLE SOSTANZE ALLUCINOGENE

2.500 anni fa usavano la marijuana durante le loro cerimonie religiose gli Sciti, gli Egizi, i Cinesi e gli Assiri. In Iran si usava l’Haoma; il Soma invece viene descritto negli antichi inni Vedici dell’Induismo primitivo, che sembra derivi sempre da piante enteogeniche. Gli indiani del Nord America si sballavano invece di divinità col peyote, e sappiamo come stavano da favola in confronto agli spietati coloni inglesi. La mescalina, presente nel peyote, era anche in un cactus dell’Ecuador e del nord del Perù, il San Pedro (Trichocereus pachanoi). Nell’area amazzonica si incontrava il mondo degli spiriti invece per mezzo dell’ayahuasca. Sono noti oltre un centinaio di cosiddetti “funghi-pietra” (mushroom-stones) provenienti da diversi siti archeologici del Messico e del Guatemala. Molti di essi sono copie artigianali di archetipi che potrebbero risalire ai tempi precolombiani dell’America centrale.

Tutti una massa di drogati insomma…

È normale allora che oggi la droga sia resa illegale ma dosata dai potenti nel dietro le quinte della società. Sono piccole gocce di istanti epifanici che ci tengono in vita, che giacché resi così rari, sono divenuti per converso un anestetico per la mente, lo sballo di una serata, un caso mortale, mercificato per trasmettere i peggiori incubi a tutti quelli che ci cascano. Al riguardo Mircea Eliade ha scritto: “Le droghe non sono che un surrogato volgare della trance “pura”. (…) Si è cercato di “imitare’’ con un’ebbrezza a base di droghe uno stato spirituale cui non si è più capaci di giungere in altro modo. Decadenza, oppure -bisogna aggiungere- volgarizzazione di una tecnica mistica“.

In principio era ben diverso. L’Alchimia ad esempio tramandava la conoscenza dell’oro e dell’uovo filosofale secondo la figura dell’agarico muscario. Secondo due libretti lulliani del XVI secolo attraverso i funghi si poteva giungere alla Quintessenza. L’alchimia entrava in gioco anche nel capitolo sugli “alberi-fungo” dell’arte cristiana. Nel trattato alchemico “Splendor solis” di Salomon Trismosin (anche conosciuto come “Il Toson d’Oro”, la cui prima edizione conosciuta risale al 1532/35), l’Ermafrodita Divino è rappresentato con due teste, e in mano sembra tenere la parte inferiore del cappello e l’ovulo da cui nasce l’agarico muscario. L’ermafrodito è poi ritratto in un bosco di betulle, non a caso una delle specie di albero con le quali questo fungo intercorre essenziali rapporti simbiotici. Inoltre il rapporto fra il Sole e la Luna, rappresentati dalle due teste e dalle due ali dell’ermafrodita, le une rosse e le altre bianche, indicano l’Unione celeste simboleggiata proprio dal fungo.

Ma soprattutto, come non citare la cultura greca classica non certo ignara della conoscenza e dell’uso divegetali psicoattivi, come dimostrano le documentazioni letterarie e archeologiche.

Per la tradizione greca, il divino, il sacro, è un’esperienza straordinaria, ed è all’origine dello spirito religioso greco. È l’esperienza di un “altrove” che sconvolge la coscienza ordinaria.

Platone distingueva due generi di “delirio”: quello prodotto da “umana debolezza”, e quello prodotto da “divino estraniarsi dalle normali regole di condotta”; quest’ultimo è attribuito all’intervento di una divinità: l’ispirazione profetica ad Apollo, l’estasi mistica a Dioniso, il rapimento amoroso ad Afrodite e a Eros, l’ispirazione poetica alle Muse. I greci definivano questo stato di “eccezionalità psichica”: éntheos, “un dio dentro”, ad indicare il contatto diretto con la divinità. I Grandi Misteri Eleusi non erano nient’altro che questo: riti collettivi in cui si usava il kykeon (ciceone), bevanda sacramentale che procurava visioni celestiali.

Allo stesso tempo, vegetali enteogenici e bevande inebrianti erano associati ai significati simbolici dei percorsi iniziatici delle scuole misteriche. Nella tradizione classica, il dio dell’ebbrezza per eccellenza èDioniso, il dio di una vita “altra”, la divinità che procurava una “uscita da se”: la “follia mistica”. Dionisio è identificato come il dio della vite e dell’ebbrezza alcolica, ma sappiamo che l’alcool non provoca un’esperienza estatica, l’alcool è un depressivo del sistema nervoso centrale, non da allucinazioni, perciò, dal momento che l’estasi dionisiaca è invece caratterizzata da eccitazione esasperata, grande vigore fisico, stati allucinatori e identificazione mistica con la divinità, sembra più veritiera la recente teoria che vede ilculto di Dioniso, quello più arcaico, come un culto estatico caratterizzato dall’utilizzo di funghi psicotropi, nella fattispecie dell’agarico muscario. Diversi autori hanno voluto vedere nelle bevande fermentate -a base d’orzo o di altri cereali- gli agenti psicoattivi dionisiaci precedenti il vino d’uva. Per Jacque Brosse, nel contesto dionisiaco «il vino non sarebbe che il punto di arrivo di una serie [di inebrianti], che parte dal nettare divino passando attraverso la sacra pozione delle Baccanti». In effetti, l’Amanita muscaria cresce in relazione simbiotica principalmente con la betulla, un fiore sempre presente anche con Dionisio. L’impiego del vino nelle cerimonie religiose cristiane è un lontano ricordo di questi riti più antichi…

Non solo, Dionisio sembra provenire da ataviche tradizioni indoeuropee come evidenzia la radice del suo nome, infatti, la prima sillaba del nome è la radice designante la `divinità in genere´ nella lingua ariana: “dio” proviene dalla radice indoeuropea “dei”, “di”, indicante l’ “Essere Supremo”: l’ “impersonale” elemento di Luce -come si ritrova in molti nomi composti quali Dyauspita (sanscrito), Zeus (greco), Diupiter o Jupiter(latino). “Splendente” e “luce” sono anche attributi indistinti di tutti gli esseri divini, come nel sanscrito deva, nell’antico iranico daeva, nel latino deus, nell’antico irlandese dia, nel lituano dievas, ecc…

Un mito di 5000 anni fa, apparso più di 3000 anni prima del cristianesimo, raccontava la storia della Madre Terra che chiedeva al sole di Dio di portare l’acqua dal mare per innaffiare i grappoli d’uva, affinché si potesse fare del buon vino, da qui prese forma il culto dionisiaco, e da cui proseguirono anche le primitivetribù ebraiche chiamando questo mito: “la cerimonia di nozze di Canaan”.

Secondo gli ultimi studi e scoperte degli esperti il nostro Gesù Cristo sembrerebbe discendere infatti dalla mitologia di Horus, Krishna o Dionisio… tutti questi dèi nacquero da una vergine il 25 Dicembre, morirono e resuscitarono, compirono miracoli e furono chiamati il “Salvatore”, proprio come il “nostro” Gesù. Perciò se andiamo a scavare nella mitologia originaria, troviamo anche che la rappresentazione del serpente attorcigliato all’Albero della Vita che invita Eva a cibarsi del frutto proibito, è stato in principio illustrato proprio come un albero-fungo. Numerose sono le raffigurazioni che lo documentano e quella più conosciuta, ma non l’unica, è il famoso albero-fungo (amanita muscaria) della cappella di Plaincourault in Francia, riportata nel libro esauritissimo da anni “Il Fungo Sacro e la Croce” di John Allegro.

In conclusione, la nostra civiltà, compresa quella occidentale –figlia della cultura greca- è nata dalle visioni, dalle alterazioni di coscienza e dai profondi stati emozionali procurati dall’uso di piante psicotropee di altre sostanze enteogeniche. Di queste sostanze ne è composto il nostro cervello… essenze che sembrano essere il legame, il ponte e l’arcobaleno che ci unisce con la Sostanza Assoluta e divina.

Forse è sempre per questo, allora, che il Cattolicesimo (insieme alle altre religioni istituzionali) si è benguardata dal voler elargire sostanze psicoattive alla massa di fedeli che riempiono una chiesa, immaginate che situazione “allucinante” si sarebbe potuta creare! Soprattutto avrebbe potuto prender vita un certo slancio libertino… una situazione in cui molti, inebriati di emozioni, avrebbero guardato con i propri occhi e sentito con la propria coscienza la divinità… una cosa alquanto scomoda per la Chiesa… non pensate?
La Crepa nel muro: Dio in un fungo allucinogeno?