Cibi Afrodisiaci

Il cibo è strettamente collegato al piacere. Stessa localizzazione cerebrale, gli stessi circuiti neuroendocrini, gli stessi ormoni che li controllano…vengono stimolate le stesse molecole del cervello.
Con il termine afrodisiaco si intendono tutte quelle sostanze come bibite, cibo, odori, erbe, spezie, ecc. che favoriscono lo stimolo sessuale. 
Esistono invece diverse spezie afrodisiache utilizzate nella preparazione di cibi che possiedono un innegabile potere sulla sessualità maschile e femminile.
I cibi afrodisiaci non sono certamente un’invenzione moderna. La loro origine risale fin dalle antichità, dalla cultura Egiziana, Greca e Romana. Il termine afrodisiaco infatti data almeno 5.000 anni e deriva da Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza venerata dagli antichi Greci la quale uscì dal mare dentro una conchiglia d’ostrica. In questi periodi, infatti, le persone erano preoccupate per la fertilità e per le prestazioni sessuali più di quanto non lo fossero per la passione, e da qui la ricerca di cibi che potessero aumentare la virilità. Gli Egizi coltivavano la lattuga, i cui cespi raggiungevano grandi dimensioni e per questo motivo era sacra al dio Min, protettore della fecondità. I Greci consigliavano per esaltare lo stimolo sessuale cipolle, tartufi, miele, uova, pesce e crostacei.
Ecco alcuni cibi afrodisiaci:
Cioccolato: funziona come nessun altro alimento per stimolare la sessualità umana. E ‘delizioso, si scioglie sulla lingua e ha una qualità erotica anche quando non si pensa al sesso. Secondo Amy Reiley nel suo libro, “Romancing the Stove: La Guida Completa ai Cibi Afrodisiaci”, il cioccolato aiuta a fluidificare il sangue, migliora la circolazione alle parti sensibili e rafforza il cuore che favorendo la resistenza. Infatti contiene feniletilamina, uno stimolante, che dà un senso di benessere e di eccitazione. I ricercatori ritengono che il cioccolato contenga sostanze chimiche che influiscono sui neurotrasmettitori nel cervello, e una sostanza correlata alla caffeina, chiamata teobromina. Ci sono più antiossidanti nel cioccolato che nel vino rosso. La combinazione dei due può essere il segreto della passione. Per approfondire leggi I benefici del cioccolato fondente
Fragole: sono di colore rosso, che è il colore associato all’amore e alla passione e sono ad alto contenuto di vitamina C. Provale immerse nel cioccolato per l’ultima esperienza afrodisiaca. Non c’è davvero nulla che si confronta con afferrare le piccole foglie verdi sulla sommità di una fragola succosa immersa nel lussureggiante cioccolato fondente, emetterla tra le labbra socchiuse del tuo amante.
Caffè: Con il suo gusto piacevolmente amaro e il suo profumo esotico, il caffè aiuta a pompare il sangue. Nel suo libro di cucina afrodisiaca, “I nuovi amplessi,” Martha Hopkins raccomanda il caffè espresso per la sua capacità di estendere le prestazioni sessuali aumentando il piacere anche solo per pochi secondi extra gustosi. Inoltre secondo uno studio della Southwestern University, il caffè aumenta la libido.
Ostriche: sono state un cibo afrodisiaco fin dai tempi di Afrodite in epoca greca. Le ostriche sono una ricca fonte di zinco, un minerale necessario per la produzione di testosterone. Questo ormone maschile aumenterebbe la libido femminile. Le ostriche, inoltre, sono ricche di proteine, hanno un basso contenuto di grassi e sono sensuali in bocca.
Asparagi: Se ti sembra qualcosa di familiare, dovrebbe. L’asparago assomiglia a quella parte del corpo maschile ed è utile anche secondo la Dottrina della Segnatura, messa per iscritto nel sedicesimo secolo,  per cui ciò che assomiglia ad una parte del corpo può essere usato per migliorarla.  Quindi, secondo tale teoria, se assomiglia ad un organo sessuale, esso per natura aiuta la nostra sessualità. Infatti è noto che l’asparago è ricco di calcio, vitamina E, fosforo e potassio, che offre energia in più per migliorare la resistenza sessuale e stimolare gli ormoni sessuali.
Banane: Le banane sono un altro cibo afrodisiaco non solo perchè ricordano il fallo maschile, ma anche perchè sono ricche in nutrienti che partecipano della produzione degli ormoni. Inoltre nella loro buccia è stata trovata la bufoterina, un alcaloide con leggeri effetti afrodisiaci.
Chiodi di garofano: È una spezia forte e dolce allo stesso tempo, pare sia uno dei più potenti afrodisiaci naturali, oltre a essere efficace per combattere la fatica mentale e quindi allontanare lo stress.
Peperoncino: Grazie alla capsicina che agisce sulla vasodilatazione periferica, permette di aumentare l’afflusso di sangue agli organi genitali, stimola le terminazioni nervose e aumenta l’impulso.
Ginger e Cayenne: Entrambi giocano un ruolo nel reparto afrodisiaco, favorendo un aumento del flusso del sangue ricco di ossigno ad alcune delle zone più sensibili del corpo, che si traduce in un maggiore piacere.
Rosmarino: Questa erba deliziosa associata con Afrodite, la dea dell’amore, aumenta anche l’apporto di sangue e aumenta la sensibilità della pelle. Mettetelo nella vostra cucina e diffondetene alcune gocce di olio essenziale nel bagno.

L’origano in infusione è un buon agente eccitante o anche lo zenzero che oltre a facilitare la circolazione del sangue è conosciuto come “il viagra orientale”.
Miele: ricco di vitamina B e sali minerali, con benefici per la salute e per una forte carica sessuale, i suoi zuccheri sono necessari per la produzione del liquido seminale. Inoltre contiene il Boro, un minerale che ha un effetto sulla libido.
Melograno:  Il Melograno simboleggiava la dea dell’amore Afrodite nell’antica Grecia, osserva Reiley. I Ricercatori moderni stanno conducendo degli studi su come influisce il succo di melograno per il trattamento della disfunzione erettile. Infatti il succo di melagrana che contiene polifenoli, gli antiossidanti i quali facilitano lo scorrere del sangue e favoriscono le prestazioni sessuali, così come sostengono gli scienziati dell’Università della California a Los Angeles (UCLA).
Avocado: ricco di vitamina B6 aumenta la produzione di ormoni maschili ed essendo ricco di potassio, aiuta nella regolazione della tiroide femminile. Gli Aztechi lo chiamavano ”albero testicolo”, perchè i frutti appesi a coppie sui rami sembravano testicoli maschili.
Basilico: Il basilico è stato utilizzato molto tempo fa dalle donne come un profumo di seduzione per guidare i propri uomini selvaggi con il desiderio. Si tratta di un forte afrodisiaco e viene infuso in alcuni profumi. Usalo nell’insalata, pesto o semplicemente lasciane un pò di foglie fresche in giro in modo da invogliare il vostro uomo. Infatti stimola il desiderio sessuale e aumenta la fertilità, dona un senso di benessere nel corpo e nella mente.
Vino: disinibisce e stimola i sensi. Una quantità moderata di vino si ritiene utile per “risvegliare”, ma un eccessivo uso di alcol induce al sonno.
Tartufo: I tartufi sono un afrodisiaco ideale per la donna nella vostra vita. Sono ricchi di amminoacidi e loro profumo è simile a quello di un feromone maschile, o ormone sessuale.
Uva: è associata a Bacco, il dio romano dell’estasi, ed è una concorrente stretta del cioccolato per essere il miglior afrodisiaco. Cosa potrebbe esserci di più romantico che essere nutriti con uve pelate, una per una dal vostro amante, ed in attesa di quella succosa, dolce esplosione di sapore in bocca?
Noce Moscata: le donne cinesi credevano che la noce moscata fosse un cibo afrodisiaco e che aumentasse il desiderio sessuale, contribuendo così alla procreazione. In dosi elevate può avere un effetto allucinogeno.
Radice di Zenzero può essere mangiata cruda, cotta o cristallizzata. Lo zenzero è uno stimolante del sistema circolatorio che può aumentare il desiderio sessuale.
Anice: per i Greci e i Romani aveva speciali poteri sessuali. Si dice che tenendola in bocca i semi rilascino sostanze in grado di aumentare la libido.
Mandorle: nel corso dei secoli sono state simbolo di fertilità e stimolanti del piacere femminile.
http://www.dionidream.com/cibi-afrodisiaci/

L’EROISMO DEL VIVERE QUOTIDIANO

 

ALIMENTAZIONE E BENESSERE SECONDO NATURA
(Conferenza di Olmi-Quarrata, Pistoia, del 21 Settembre 2014)

Vivere nel Terzo Millennio dopo Cristo sembrerebbe cosa facile e all’acqua di rose, con tutte le luci, le insegne, le musichette, i bar, i negozi normali, i negozi bio, le bancarelle, i fast food, i ristoranti, le gelaterie e i supermercati. Purtroppo non è affatto così, amici di Pistoia e dintorni che mi state qui ascoltando. La sopravvivenza e la resistenza umana sono messe oggi a durissima prova. Un modo di campare, quello nostro, sottoposto quotidianamente a insulti, perversioni e traumi emotivi fuori della norma per cui anche il semplice tran-tran esistenziale diventa un’avventura e una sfida, per non dire un atto di coraggio che sfiora a volte l’eroismo.

PIANI ABERRANTI ED ABOMINEVOLI DI UNA CRICCA PLANETARIA AL POTERE

Non è soltanto una questione di malignità e di scelleratezza di chi governa attualmente il mondo manovrandolo con perfidia ed iniquità da dietro le quinte, secondo progetti e piani aberranti, oscuri ed abominevoli, intesi più a devastare e distruggere che a costruire, più ad impoverire e bastonare le genti, piuttosto che arricchirle e rasserenarle. Tutto procede in linea logica con le demenziali e schizofreniche intenzioni dei servizi segreti e del gruppo Bilderberg, tese a ridurre, decimare e falcidiare la popolazione mondiale ricorrendo a criteri di vero e proprio sterminio.

TREDICI FAMIGLIE NOBILIARI, DESPOTI E DOMINATRICI DEL PIANETA

Niente catastrofismi e niente teorie complottistiche fantasiose, ma solo argomenti concreti e dimostrabili. Questa è gente che Prima Guerra Mondiale sapeva, per filo e per segno, quanto sarebbe poi accaduto nel Secondo Conflitto. Riprendendo alcuni spunti dalla mia tesina “Il mondo nel frullatore Bilderberg”, le redini stanno nelle mani di un Nucleo Centrale composto dalle 13 Famiglie più ricche e mafiose del pianeta, comprendenti discendenze che portano i nomi di Rothschild, Rockefeller, Windsor e simili, coi reali di Inghilterra, Olanda, Belgio e Svezia in primo piano.

RETROGRADAZIONE AI PRINCIPI DELLA MAGNA CHARTA

Parliamo di nobiltà nera e di decision makers, di gente che tira le fila delle insipide marionette nazionali. E parliamo dei servi telecomandati che stanno ai governi, ai ministeri e nei parlamenti depotenziati e devitalizzati. Categorie che ridicolizzano e svuotano di ogni significato i concetti di libertà, di democrazia, di diritti dell’uomo, riportandoci indietro di secoli ai tempi del peggiore  schiavismo, ai tempi di quella Magna Charta Libertatum rilasciata ai baroni britannici da re Giovanni d’Inghilterra, o Giovanni Senza Terra, fratello di re Riccardo Cuor di Leone, il 15 giugno 1215.

PRIMO RICONOSCIMENTO SCRITTO SUI DIRITTI DEGLI UOMINI LIBERI

Magna Charta dove venivano riconosciuti i diritti dei feudatari, della Chiesa Anglicana, delle città inglesi e di tutti gli uomini liberi, nei confronti del sovrano d’Inghilterra. Magna Charta primo atto storico che poneva dei limiti al governo sovrano, riconoscendo dei diritti ai sudditi, e che fu scomunicata immediatamente da papa Innocenzo III, visto che era lui il vero Signore Feudale dell’Inghilterra e dell’Irlanda!

LOBBISTI, LECCAPIEDI E LUSTRASCARPE DEL POTERE

Intorno a questo nucleo esclusivo ed impenetrabile, ruota il circolo esterno, con circa 150 mediatori di potere appartenenti ai vari settori-chiave bancario, accademico, industriale, sindacale, mediatico e militare. Personaggi che gongolano nei party più esclusivi e sofisticati. Lobbisti e sotto-lobbisti tanto servizievoli, compiacenti e solleciti verso il Padronato Planetario, quanto voraci, avidi, famelici ed ingordi verso il danaro e i vantaggi sociali e politici che ne derivano.

PORTABORSE E MAGGIORDOMI

Gente che annusa il potere e si inebria di esso, sentendosi vanitosamente nei paraggi del Nuovo Olimpo Mondiale. Gente che in realtà funge il più delle volte da portaborse, da maggiordomo e da super-servitore dei Valvassori del Terzo Millennio. I dirigenti delle più famose corporations sono ovviamente presenti a ogni riunione del gruppo Bilderberg.

LA TRILATERALE E LE MULTINAZIONALI

Il Nucleo Centrale si serve essenzialmente di tre strumenti operativi che si chiamano Trilateral, CFR e RIIA, tutti collegati ai servizi segreti, alla CIA, alla FBI, a Stotland Yard, alle lobby opportunistiche e alla Massoneria. La Trilateral è stata fondata da David Rockefeller e Zbiegniew Brezinski, e si tratta di un vero cult del potere nascosto, includente Kissinger e discendenti. È sponsorizzata per vie traverse e con pizzi occulti dalle più note multinazionali tipo Monsanto, Bayer, Coca-Cola, Pepsi, McDonald’s, Panamerican, Lufthansa, Hewlett Packard, Fiat, Sony, Mitsubishi, Toyota, Mobil, Exxon, Duflos, IBM, Texas Instruments, ed altre ancora.

CFR E RIIA, UFFICI STRATEGICI DEGLI USA E DEL BRITANNICO COMMONWEALTH

La CFR, o Commission of Foreign Relationship, ha origini più antiche, essendo nata nel 1921. Riunisce i personaggi che hanno in mano le vicende americane. La RIIA, o Royal Institute of International Affairs, con sede a Londra, è un po’ la controparte inglese del CFR.

NIENTE CASUALITÀ E NIENTE LOGICHE DI MERCATO, MA SOLO SITUAZIONI PRECONFEZIONATE

Quello che avviene al mondo non può e non deve avvenire a caso, o per sbaglio, o per banali logiche di mercato. Tutto deve succedere per pianificazione e su precise direttive anticipate, studiate, elaborate e soppesate a tavolino, e testate abbondantemente su camere di simulazione, simili a quelle che preparano i piloti dei nuovi aerei. Guerre, crisi, inflazioni e deflazioni, spread, speculazioni bancarie, eventi climatici, epidemie, sviluppi e contrazioni, tutto nelle loro sapienti mani. Tutto previsto, manipolato e preconfezionato.

DIRITTO DI PROPRIETÀ VOLATILIZZATO DA PRATICHE STALINIANE

Non è soltanto un problema di stress sociale, politico ed economico, di guerre e di violenze, di immigrazioni indotte e forzate, di disoccupazione giovanile, di industrie che boccheggiano e chiudono i battenti, di stati persecutori che trattano i propri cittadini a calci nel sedere e a stangate vergognose sui beni immobili, sui rifiuti e sull’aria che si respira. Esprori forzati del diritto di proprietà e di possesso della propria abitazione. Non più padroni della nostra casa, ma tutti inquilini del Comune e dello Stato. Pratiche staliniane più che tasse.

QUANTO SUCCEDE INTORNO A NOI VIENE INEVITABILMENTE SOMATIZZATO

Mi si dirà cosa c’entri tutto questo con l’argomento odierno che verte sul benessere e sulla alimentazione secondo natura. A chi mi fa queste obiezioni rispondo dicendo che non ci alimentiamo di solo pane e di sole verdure, ma anche di sostanze extra-nutrizionali, di fatti di cronaca, di situazioni familiari e sociali. Non puoi vedere assassini quotidiani in diretta, macellazioni impietose di dittatori caduti in disgrazia come Saddam Hussein e Gheddafi, decapitazioni impunite di giornalisti e di vittime innocenti cadute nelle grinfie dei più sanguinari sicari, senza che il tuo stomaco somatizzi tali crimini e trovi insopportabile e indigesto anche il miglior cibo disponibile.

CIVILTÀ CONSUMISTICA ED INSOSTENIBILE

C’è anche dell’altro. Viviamo purtroppo in un mondo cinico ed ostile, in un mondo che fa di tutto e di più per ammalarci e per tenerci in continuazione sul filo del rasoio, proponendoci ed imponendoci una civiltà consumistica, sciupona, sofisticata ed insostenibile. Non si possono costringere alla disoccupazione milioni di giovani e spingerli nel contempo a spendere e spandere in telefonini, computer, hi-fi, auto, vestiti griffati e altre cose simili.

CHEROSENE SPORCO AL POSTO DI BENZINA SUPER

Circolano nei circuiti ufficiali ed anche su internet dati fasulli e informazioni diseducative, devianti e disorientanti. Non per questo mancano delle ricerche serie. Si è dimostrato a più riprese nella stessa America che le diete alto-grasse, alto-proteiche, a basso contenuto di carboidrati vivi e di fibre vegetali, equivalgono a caricare il serbatoio della nostra auto con del cherosene sporco ed oleoso che ci mette fuori uso il motore.

ESISTE UNA GENEROSA GAMMA DI CIBI PER SOPRAVVIVERE AL MEGLIO

È chiaro a questo punto che una dieta libera da proteine macellate e da grassi animali di contorno, basata invece su quanto la natura generosamente ci offre in termini di frutta acquosa ed agrodolce, in termini di frutta da guscio, di verdura, tuberi, legumi, semini e cereali, diventa chiave di sopravvivenza per noi come individui e come specie umana.

RENDERE MINIMO IL SACRIFICIO E LO SFRUTTAMENTO NEI RIGUARDI DI MADRE NATURA

La minimizzazione del sacrificio e dello sfruttamento operato ai danni di Madre Natura e delle sue creature, è una scelta conveniente, etica e dovuta. Col semplice atto di dire basta ai macelli e alla alimentazione intrisa di sangue, il nostro corpo non solo diventa più sano, ma l’intero pianeta ne gioisce, diventando luogo gentile ed accogliente per tutti i suoi abitanti. L’incremento salutistico rappresenta un premio ed un riconoscimento per chi si nutre con una dieta saggia, sobria ed innocente. Il tuo stesso organismo sarà dunque il primo a ringraziarti per il buon senso e l’equilibrio dimostrato, mentre le creature risparmiate ti saranno grate per la tua compassione nei loro confronti.

I RISULTATI PARLANO CHIARO

Una vasta quantità di prove e di test dimostra che una dieta prevalentemente e marcatamente vegan- crudista è in grado di 1) Capovolgere, ribaltare ed invertire la degenerazione corporale derivante da malattie croniche, 2) Ritardare il processo di invecchiamento, 3) Abbassare il livello di colesterolo, 4) Produrre il ripristino di un soddisfacente peso-forma, 5) Espellere e chelare dal corpo le nostre tossine, 6) Produrre pensiero più chiaro e profondo, 7) Diminuire la necessità eccessiva di sonno, 8) Incrementare l’energia e le calorie a nostra disposizione grazie al costante abbassamento dei costi energetici e alla riduzione degli sprechi, tipiche condizioni della dieta vegancrudista tendenziale, 9) Ottimizzare il bilancio acido-alcalino secondo le esigenze alcaline del sangue, della linfa, e della matrice extracellulare, e secondo le necessità acide dell’ambiente stomacale e di quello riproduttivo-vaginale, 10) Ripristinare un ottimale equilibrio sodio-potassio, 11) Rafforzare il potenziale micro-elettrico delle cellule, 12) Incrementare il metabolismo dell’ossigeno energizzando muscoli e cervello, 13) Massimizzare i vantaggi derivanti dalle onde vibrazioni e dalle radiazioni rosse e ricaricanti che ne derivano, 14) Facilitare il pesante lavoro quotidiano di organi basilari come il fegato, la milza e il sistema renale, 15) Rendere il sangue fluido e non più guasto e lipo-tossico, obiettivo primario e indispensabile per chiunque voglia fare dei veri passi avanti in termini di salute, 16) Fornire al nostro corpo tutte le vitamine naturali e tutti i minerali in forma organicata ed assimilabile.

FEGATO, CITOCROMI P450 E LINFOCITI TH HELPER O CD4

Organo fondamentale  della salute rimane il fegato, capace di disintossicare l’organismo grazie alle sue batterie di enzimi chiamati citocromi P450 e al glutatione, molecola proteica formata da glutammina, glicina e cisteina. Il glutatione, assieme alle vitamine C ed E e al beta-carotene precursore della vitamina A, svolge un importante ruolo antiossidante contro i radicali liberi, ma serve anche a neutralizzare sostanze estranee ed inquinanti. Esiste infatti un rapporto tra glutatione e sistema immunitario. Bassi livelli di glutatione comportano bassi livelli di linfociti CD4, o linfociti Th helper 1 e 2, registi del sistema immunitario.

USO SISTEMICO DELLE CRUCIFERE E SENSIBILE RIDUZIONE DEI TUMORI

Le crucifere, tipo cavoli, broccoli, verze, broccoletti, cavolfiori e crescione, nonché aglio, prezzemolo, liquirizia, salvia, rosmarino, curcuma, semi di soia e alghe giapponesi hanno la capacità di esaltare l’attività degli enzimi epatici e del glutatione, per cui si ha un consistente calo dei tumori, o meglio della tumorosità del corpo, ovvero della tendenza del corpo a produrre tumori. È solo uno degli esempi a nostra disposizione per farci capire quanto importante sia fidarsi della natura e non andare fuori dal seminato. Ovvio che il discorso vale assai di più, ed è accettabile assai di più, quando gli animali che ci offrono un servizio o un prodotto vengono rispettati ai massimi livelli e non privati della proprio vita.

TUTTO SOMMATO SIAMO DI MANICA LARGA

Non siamo estremisti e ancor meno fanatici. Un livello di crudo sul 60-70% è più che sufficiente per ottenere notevoli risultati mantenendo nel contempo i buoni piatti della tradizione mediante cotture limitate, protette ed intelligenti. L’incremento crudistico ad alti livelli ha senso e ragione d’essere per periodi brevi di tipo terapeutico. Il sistema della Health Science che proponiamo è comunque generoso e sostenibile, tanto che giustifichiamo l’assunzione di formaggi prodotti a crudo nelle malghe di montagna, nonché il consumo di uova da galline ruspanti, e persino quello di pesce azzurro tipo alici, aguglie e sardine, per chi si sente meglio mantenendo o inserendo tale cibo nel suo menu.

A VOLTE QUALCHE DANNO LO COMBINIAMO

Niente rammarichi o crisi di coscienza, visto che questo tipo di pesce vive in branchi con centinaia di migliaia di individui e con tendenza al cannibalismo, per cui prendendo un singolo pesce gli rubiamo qualche settimana di vita e niente di più. Sopruso sì ma sempre nell’ambito del sacrificio minimo e tollerabile che riguarda non solo le creature del mare, ma anche le piante, i cespugli e gli alberi, ugualmente sensibili alla violenza e alla sofferenza.

MACELLI, TONNARE E NAVI BALENIERE SONO UN’ALTRA COSA

Nulla di paragonabile all’orrore dei macelli. Nulla di paragonabile agli spietati abbattimenti di foche ed otarie. Nulla di paragonabile alla odiosa caccia ad elefanti e rinoceronti per toglier loro redditizie zanne d’avorio  Nulla di paragonabile all’arpionatura di balene e capodogli. Nulla di paragonabile ai tormenti delle tonnare e alla spietata caccia al tonno rosso del Mediterraneo da 300 kg, vendibile a 500 mila euro, ma giunto alla vigilia della scomparsa totale, come tante altre specie a rischio. Una semplice retrogradazione temporanea o definitiva al vegetarismo tendenziale secondo i gusti e le necessità di ciascuno, in tutta libertà di scelta.

CATTURA ENERGETICA A COSTO ZERO

Basilare in ogni caso è eliminare gli sprechi innanzitutto. Fare seguito a questo mediante cattura energetica facile a basso costo ovunque essa esista, massimizzando l’assorbimento solare, elettromagnetico e vibrazionale. Dovunque esistano emissioni positive, aure rosse ed infrarosse superiori ai 6500 Angstrom, le nostre batterie si ricaricano.

SOTTRARSI IL PIÙ POSSIBILE AI BUCHI NERI

Dovunque incappassimo nelle presenza di buchi neri, di gente che ti contrasta in famiglia e fuori non per avviare un dibattito costruttivo ma per il solo gusto di danneggiarti e di farti andare in tilt, è opportuno scansarle, onde evitare esaurimenti della nostra vitalità. L’esaurimento può essere di tipo biologico e magnetico, ma anche intellettuale e culturale. Vivere poi in un mondo violento, ad esempio, equivale stare ai margini di un buco nero.

L’IMPORTANZA DI VIVERE IN UN AMBIENTE SOCIALE ARMONIOSO

Vivere in una nazione come la nostra bella Italia dovrebbe in teoria caricarci di energia. Ma coi tempi che corrono avviene l’esatto contrario. Veniamo infatti perseguitati più che difesi dal nostro apparato statale. E questo si traduce in un vivere precario ed insostenibile. Risiedere in mezzo a gruppi di giovani disoccupati e privi di prospettive, o in mezzo a solerti raccoglitori di tasse e di imposte, comporta uno stress continuo capace di creare squilibri e devastazioni alla nostra esistenza. Dovere di ognuno è fare opera di contrasto al trend micidiale ed esplosivo in atto, apportando nuova vibrante cultura scientifica e non sprofondamenti nella melma, valori positivi e non paure, serenità e non irrequietezza, benessere e non malattia.

Valdo Vaccaro

http://altrarealta.blogspot.it/

L’ARTE DEL DIGIUNO

Digiunare significa molto di pi`u del semplice non mangiare: `e una scienza e un’arte.
Influenza il benessere generale del corpo e gli aspetti psicologici ed emotivi
della vita.
Digiunare, nel senso inteso da noi, significa astinenza totale, per un periodo
di tempo definito, dal cibo. Il termine deriva dalla parola “faesten” che, nell’inglese
arcaico, significava saldo o fissato. In altre parole, il digiuno `e un qualcosa
da portare avanti su basi salde e sotto condizioni controllate e ben fissate.
In termine religioso pu`o significare l’astinenza da alcuni tipi di cibi in concomitanza
a specifiche giornate considerate sante. Ma, comunque, in questi casi si
tratta di un’astinenza parziale e mai totale. Vi sono persone che durante la Quaresima
hanno “digiunato” riuscendo per`o ad aumentare di peso e questo perch`e
sostituivano gli alimenti proibiti con altri molto pi`u grassi e ricchi.
Quelli che ritengono che il digiuno sia l’equivalente del morire di fame si sbagliano
in pieno. Fondamentalmente vi sono due periodi, nel processo di astinenza
dal cibo, di cui ci occuperemo: il periodo del digiuno vero e proprio ed il periodo
della fame. Man mano che studieremo il fenomeno dell’astinenza, chiariremo definitivamente
le differenze tra queste due fasi. `E necessario, tuttavia, comprendere
dall’inizio che lo stadio del digiuno continua per tutto il tempo in cui il corpo riesce
a mantenersi consumando le riserve immagazzinate nei suoi tessuti. La fame
inizia quando si protrae l’astinenza oltre il limite delle riserve.
Bisogna altres`ı comprendere che esiste tutta una terminologia spicciola la quale
getta fumo negli occhi del pubblico lettore. Ad esempio: si sente spesso parlare
dei “digiuni dell’acqua”; tecnicamente si presuppone che una persona che si sottopone
al digiuno dell’acqua rinunci completamente al consumo di tale liquido.
Al contrario, ci`o che si intende nella terminologia spicciola `e una dieta in cui si fa
esclusivamente uso di acqua. Lo stesso vale per le espressioni “digiuno dei succhi

di frutta” o “digiuno degli estratti vegetali”. Di nuovo, in questi casi, si intende
dire che si rinuncia a tutti gli alimenti, ad eccezione della frutta o degli estratti
vegetali.
Il termine “digiuno parziale” viene usato da coloro i quali limitano fino al
massimo possibile ci`o che consumano. L’uso improprio della parola “inedia”, tanto
nel linguaggio comune quanto nella terminologia scientifica, ha causato molti
danni. Il termine deriva dalla parola anglosassone “stearfan” che significa morire
non solo per mancanza di cibo, ma anche per assideramento. Da qui `e nata
l’espressione “morire di freddo”.
In effetti l’inedia costituisce un processo mortale. Non si pu`o morire di inedia
in buona salute. Si pu`o digiunare per alcuni periodi di tempo e conseguentemente
migliorare le condizioni fisiche e ristabilire un buono stato di salute. `E possibile
ottenere effetti benefici astenendosi dal consumare cibo per lunghi periodi di tempo.
Quando ci si accorge che si sta entrando nella seconda fase dell’astensione dal
cibo, bisogna assolutamente interrompere il digiuno.
Ho affermato precedentemente che il digiuno `e uno degli aspetti che formano
un modo di vita nuovo di cui mi occupero’ in questo libro. Non viene usato solo
allo scopo di ridurre il peso. Pu`o essere, e certamente lo `e, altrettanto importante
se inteso come parte della funzione di mantenimento o di ristabilimento della
salute fisica.
L’animale malato o ferito si rifugia in un posto nascosto dove stare caldo, dove
ripararsi dalle intemperie, dove stare calmo e da solo. In tale posto esso si riposa e
digiuna. Potrebbe, ad esempio, aver perso un arto, ma il suo modo di curarsi non
include medicine, bende o interventi chirurgici; rimane l`ı, da solo, fino a quando
non avr`a riacquistato le forze.
Nel mondo animale il digiuno rappresenta un fattore esistenziale estremamente
importante. Gli animali digiunano non solo se malati o feriti ma anche durante
i periodi di ibernazione o di letargo estivo (nei paesi tropicali vi sono animali che
dormono per tutta la durata dell’estate).
Alcuni animali digiunano durante la stagione di accoppiamento ed in molti
casi anche durante il periodo di allattamento. Alcuni uccelli digiunano mentre covano
le uova. Altri animali digiunano subito dopo la nascita. Esistono delle specie
di ragni i quali, dopo essere nati, si astengono dal mangiare per sei mesi. Spesso
le creature selvagge portate in cattivit`a, prima di adattarsi al nuovo ambiente, possono
astenersi dal mangiare per diversi giorni. Gli animali riescono a sopportare i
digiuni forzati durante i periodi di siccit`a, di nevicate, di freddo intenso e riescono
a sopravvivere per lunghi periodi di tempo anche quando non c’`e disponibilit`a di
cibo.
Tra gli uomini in diverse parti del mondo, il digiuno si pratica da secoli con
significati religiosi, di auto-disciplina, a scopi politici e come mezzo per curare
il corpo. Solo di recente. si `e sviluppata l’idea che per mantenersi in forze
una persona debba mangiare. Il dottor Felix Oswald, medico olandese arrivato
in America alla fine del secolo scorso, afferma: Il metodo curativo basato sul
digiuno non `e limitato solo alle creature pi`u evolute. `E risaputo che il dolore, la
febbre, i disturbi gastrici e perfino quelli mentali riducono l’appetito e solo chi `e
inesperto e poco saggio tenter`a di ostacolare la natura a questo riguardo.
La pratica del digiunare risale all’antichit`a; se ne parla nella Bibbia e negli
scritti di Omero. Veniva usata per curare i malati negli antichi templi egiziani,
greci e in tutti i paesi delMediterraneo. L’uso del digiuno come cura nellemalattie
acute risale a tempi molto remoti.
Veniva consigliato dai medici arabi durante la lunga notte buia del Medio Evo
europeo. In Italia imedici napoletani fino a circa 150 anni fa, erano soliti utilizzare
i digiuni che a volte duravano fino a quaranta giorni, nei casi di pazienti sofferenti
di febbre.
Io ho iniziato ad occuparmi ed a condurre digiuni dall’estate del 1920. Durante
questo periodo di circa 45 anni, ho condotto migliaia di digiuni che variavano da
un minimo di pochi giorni ad un massimo di novanta, intesi sia come mezzi per
la riduzione del peso, sia come aiuti per permettere al corpo di ristabilirsi dai pi`u
diversi danneggiamenti fisici.
Il caso di un uomo anziano risulta essere di particolare interesse per gli strabilianti
risultati ottenuti.
Il signor A. B. aveva settant’anni ed era malato da molto tempo. Per tredici
anni aveva sofferto di asma bronchiale al punto da essere ricoverato in ospedale
cinque volte durante tale periodo. Era parecchio tempo che soffriva di sinusite. Da
sei anni era completamente sordo all’orecchio sinistro e da alcuni anni era anche
impotente. Portava gli occhiali, era pelato, e presentava i soliti “sintomi minori”
che indicavano una condizione generale non buona ( `e regola comune ignorare tali
sintomi e non considerarli campanelli d’allarme di malattie).
Nonostante fosse stato sottoposto ai soliti metodi curativi per anni, non aveva
ottenuto nessun beneficio da questi. Come tanti altri nelle sue stesse condizioni,
pass`o di male in peggio. `E generalmente risaputo che la cura di solito somministrata
a chi soffre di asma `e solamente un palliativo e che molte volte il paziente
peggiora con il passare del tempo. `E altrettanto risaputo che le cure pi`u comuni
non fanno altro che fornire un sollievo solamente temporaneo a chi soffre di sinusite.
`E necessario aggiungere che viene fatto molto poco per curare la sordit`a
o per l’allargamento della prostata. Infatti, tali condizioni generalmente vengono
definite incurabili.
Dopo la quinta volta che veniva ricoverato nel tentativo di curare l’asma, ed
aver lasciato il suo letto d’ospedale a Chicago, il signor A. B. si rec`o direttamente
all’aeroporto e prese un aereo diretto al Sud, verso una localit`a famosa nella cura
di tale malattia. Poich`e ancora respirava affannosamente, non era sicuro di riuscire
a superare le difficolt`a del viaggio, ma decise di provare lo stesso. Si era convinto
di aver sofferto abbastanza e che i metodi regolari di cura non si erano dimostrati
validi a guarirlo. Allo stesso modo di tanti altri pazienti, si era fidato ciecamente
dei sistemi curativi pi`u usati, ma questi lo avevano deluso.
Una volta arrivato sul luogo, fu subito ricoverato e gli fu ordinato di smettere
immediatamente e per sempre l’assunzione di tutte le medicine che era solito
prendere. Che cosa devo fare– egli chiese – se mi viene un attacco d’asma?.
Stringi i denti e i pugni e sopporta– fu la risposta – Non guarirai mai
se continui ad usare medicine.
Gli fu ordinato di mettersi a letto e di non ingerire nulla ad eccezione
dell’acqua, fino a nuovo ordine. Il trattamento risulter`a essere peggiore della malattia,
pens`o. Come poteva sopravvivere senza cibo? Il suo fisico era indebolito
da anni di sofferenze e da un lunghissimo periodo di tempo in cui non riusciva ad
immettere la necessaria quantit`a di ossigeno nel corpo. Gli fu assicurato che sarebbe
stato sempre controllato attentamente e che nulla di male poteva, comunque,
accadergli.
Con molta trepidazione si apprestava ad iniziare quella che sarebbe stata una
nuova e sorprendente piacevole esperienza. Digiunare non `e sempre, un’esperienza
piacevole, ma sicuramente `e interessante e perfino gradevole. Il senso di
liberazione e di tranquillit`a che si sperimenta durante un periodo di astinenza da
cibo, permette di scoprire le pi`u remote verit`a della vita, spesso dimenticate o
addirittura immaginate.
Verso le quattro di mattina, della prima notte, da quando aveva iniziato il digiuno,
il signor A. B. fu colpito da un grave parossismo di asma. Se rimaneva
sdraiato a letto non riusciva a respirare, cos`ı si mise a sedere sul bordo e chiam`o il
dottore. Questi arriv`o e dopo averlo osservato afferm`o: Non c’`e da preoccuparsi;
fra sole ventiquattr’ore ti libererai dai sintomi dell’asma e starai bene.
Appena il dottore lasci`o la stanza, il sig. A. B. sent`ı ancora di pi`u il senso di
soffocamento e la mancanza d’aria. Che razza di posto `e questo?chiese al suo
vicino di letto. Neanche si preoccupano di farmi passare questo attacco. Continu`
o a sentirsi male ancora per qualche minuto, poi la crisi cess`o e sopravvenne
il sonno.
Quando il dottore lo visit`o la mattina successiva, il sig. A. B. si sentiva talmente
bene da aver dimenticato e perdonato l’apparente noncuranza della notte
precedente. La sua felicit`a cresceva man mano che col passare del tempo riusciva
a respirare come quando era bambino, senza il pi`u piccolo accenno di asma. Per
tutto il tempo trascorso in quella istituzione non present`o mai pi`u un parossismo
di asma. Le sue cavit`a erano ancora in processo di prosciugamento e continu`o
il digiuno. Dopo circa sei giorni di astinenza dal cibo, era in grado di evacuare
urina facilmente come un bambino. La prostata si era ristretta fino ad assumere
dimensioni quasi normali.
Continu`o a digiunare e, giorno dopo giorno, osserv`o lo comparire dei sintomi,
le sue cavit`a risultarono perfettamente pulite, il respiro normale ed il torace
non dava pi`u sensazioni di dolore. Al venticinquesimo giorno di digiuno, chiese
al dottore se era possibile interrompere tale pratica. Gli fu risposto che ci`o era
prematuro, che la sua salute non era ancora tornata perfettamente normale e che
sarebbe stata cosa giusta continuare. Qui non sei in una prigione– disse il dottore
e nessuno pu`o costringerti a digiunare contro la tua volont`a. Ma se vuoi il
mio parere, io credo che sia meglio continuare ancora per un po’ di tempo.
Il sig. A. B. segu`ı il consiglio del dottore e prosegu`ı nel digiunare. La cosa
che pi`u lo sorprese e che continuava ancora oggi a considerare un miracolo `e che
nel trentaseiesimo giorno di digiuno riacquist`o l’udito all’orecchio che fino ad
allora era rimasto sordo. Il suo udito era cos`ı perfetto da permettergli di udire
persino il ticchettio di un orologio tenuto a distanza non troppo ravvicinata. E di
notevole importanza `e il fatto che il recupero dell’udito si `e dimostrato permanente
nel tempo. Continu`o a digiunare fino al quarantaduesimo giorno, poi riprese a
consumare cibo. Tornato a casa, poche settimane dopo aver interrotto il digiuno,
scopr`ı di non essere pi`u impotente. Poich`e la ripresa della potenza negli uomini
ed il superamento della frigidit`a nelle donne sono spesso il risultato di un digiuno,
i direttori della istituzione non furono affatto meravigliati.
Questa storia non `e inventata, `e il reale resoconto del ristabilimento di un
uomo che aveva sofferto per gran parte della sua vita. Non `e un’eccezione, ma
bisogna, comunque, dire che il recupero dell’udito non `e una regola fissa, `e solo
un risultato occasionale del digiuno. Questo perch`e la sordit`a, come la cecit`a,
pu`o essere causata da un’infinit`a di condizioni anormali dell’orecchio, e non tutte
sono rimediabili. Per la stessa ragione, per mezzo del digiuno, la cecit`a viene
recuperata solo occasionalmente anche se non `e del tutto raro il ripristino di una
buona visione negli errori di rifrazione.
Gli incredibili progressi che si verificano durante un digiuno di lunghezza appropriata
e svolto nelle migliori condizioni possono essere apprezzati solo da coloro
che li hanno provati. La tendenza generale sia del medico che del profano,
in relazione a tali recuperi, `e di non dare loro alcun valore, in quanto considerati
troppo fantasiosi per essere reali. Nonostante ci`o, si deve pur dire che gli effetti
del digiuno non sono affatto miracolosi. Se ci si pensa un momento, non si
pu`o fare altro che arrivare alla conclusione che il digiuno rappresenta il modo pi`u
naturale e pi`u ragionevole di cura per il malato.
Per oltre centoquaranta anni, gli Igienisti naturali hanno utilizzato il digiuno
come mezzo per favorire la buona salute e per permettere al corpo di ristabilirsi
pi`u velocemente dalle malattie. Hanno accumulato grande esperienza in questo
campo. Tale esperienza conduce alla radicata convinzione che il digiuno costituisce
una forza costruttiva da utilizzare e sviluppare come parte integrante della vita
moderna.
Naturalmente esiste anche chi critica il digiuno. La maggioranza di queste
persone non `e molto informata su ci`o che voglia dire digiunare correttamente e
quali siano le tecniche migliori. A. Rabagliati, A. M., M. D., F. R. C. S., inglese,
esprime molto bene il concetto in queste brevi parole: Le critiche pi`u comuni
rivolte al digiuno vengono scritte da gente che non ha mai saltato un pasto nella
vita.
Che sia per mantenere o ristabilire la salute, per aumentare o diminuire di peso,
il ruolo del digiuno `e un fattore di importanza vitale che non pu`o essere ignorato
dai sostenitori della salute personale e del benessere fisico e mentale.
Herbert Shelton
dal libro Il digiuno puo’ salvarvi la vita (dal cap. Voi e il digiuno)
Il digiuno deve essere riconosciuto come un processo fondamentale
e radicale ed `e il modo di assistenza pi`u remoto perch`e impiegato sul
piano dell’istinto e usato sin da quando la vita apparve sulla terra.
Il digiuno `e il metodo attraverso il quale la natura si libera dei “tessuti
malati”, degli eccessi nutritivi, degli accumuli dei prodotti di
scarto e delle tossine. Nessun’altra cosa riesce ad eliminare tutto
questo tanto bene quanto fa il digiuno.
Esso permette il processo di rinnovamento ed allontana i processi
degenerativi dando come risultato uno standard di salute veramente
alto.
Ci sono poche condizioni patologiche che un digiuno prolungato
non possa aiutare; in molte condizioni disperate esso rappresenta
l’unica speranza. Qualsiasi condizione reversibile, e anche molte altre
ritenute irreversibili, puo’ essere vinta.
Il digiuno `e un processo naturale, non difficile o misterioso e non
provoca veri problemi o pericoli. Quando viene paragonato all’uso
di medicinali potenti e procedure chirurgiche, che sono entrambi
trattamenti di vita e sempre pericolosi, il digiuno `e veramente una
procedura moderata. `E importante che i digiuni prolungati vengano
condotti correttamente sotto un’assistenza appropriata. Anche digiuni
molto brevi provocano risultati migliori se condotti sotto condizioni
ideali, incluso l’interruzione ed il seguito.
Il dott. Shelton, che ha assistito circa 100.000 digiuni di persone
di tutte le et`a, gruppi e condizioni rappresenta senz’altro un’autorit`a
in questo campo ed `e certamente l’uomo pi`u adatto a poter scrivere
un volume di questo genere.

10 motivi per mangiare qualche mandorla ogni giorno

Poche le persone a cui non piacciono, io le adoro: le mandorle! La lieta notizia è che per una volta una cosa buona fa anche bene! Allora approfittiamone, sgranocchiamo ogni giorno 4/5 mandorle. Ecco 10 buoni motivi per farlo…




1) Sana energia: grazie ai tanti micronutrienti di cui sono composte, le mandorle offrono una buona dose di energia e aiutano il cervello nelle sue funzioni.
2) Magnesio: ottima fonte di questo minerale, le mandorle sono consigliate a tutti ma particolarmente utili a chi ha un sistema nervoso fragile, soffre di depressione, vive un momento di stress e affaticamento o soffre di sindrome premestruale.
3) Proteine vegetali: una manciatina di mandorle ogni giorno contribuisce al fabbisogno giornaliero di proteine ed è un ottimo integratore naturale, in particolare per chi segue una dieta vegetariana o vegana (tra l’altro le mandorle contengono anche ferro!).
4) Benessere dell’intestino: nelle mandorle sono presenti fibre e perciò questi piccoli frutti sono molto importanti anche per regolarizzare le funzioni intestinali. Generalmente se ci sono problemi in questo senso si utilizza l’olio di mandorle dolci (per uso alimentare) da prendere a stomaco vuoto un cucchiaino ogni mattina.
5) Giù il colesterolo: alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che chi mangia regolarmente mandorle ha livelli di colesterolo più bassi e una circolazione migliore in particolare grazie alla presenza di fibre e “grassi buoni”.
6) Ossa forti: dato che le mandorle contengono calcio, magnesio e fosforo sono un ottimo integratore anche per le ossa e, se consumate regolarmente, contribuiscono a rafforzarle.
7) Omega 3: questi preziosi acidi grassi essenziali, che dobbiamo inevitabilmente assumere con l’alimentazione, aiutano il cuore e il sistema circolatorio e sono presenti anche nelle mandorle come nel resto della frutta secca.
8) Pelle più giovane: le mandorle sono ricche di vitamina E, aiutano quindi la pelle a rimanere giovane e morbida, si può dire che sono un vero e proprio frutto anti-age!
9) Giù glicemia, su senso di sazietà: alcuni studi hanno dimostrato come le mandorle siano in grado di tenere a bada la glicemia e agiscano sul senso di sazietà. Ecco perché spesso, nonostante siano molto caloriche, vengono consigliate come spuntino di metà mattina o metà pomeriggio a chi è a dieta.
10) Antiossidanti: le mandorle sono ricche di polifenoli e quindi particolarmente benefiche per il nostro organismo che grazie ad essi può difendersi dai danni provocati alle cellule dai radicali liberi.

LE MOLECOLE DEL BENESSERE

(Convegno di Padova del 18 Maggio 2014 – Vegan, strumento di armonia fisica, equilibrio mentale ed evoluzione spirituale)

BUONA GIORNATA A TUTTI

Buongiorno a tutti voi convenuti qui a Padova fin dalle prime ore del mattino. Ho il piacere e l’onore di rompere il ghiaccio. Parlare di molecole e di radicali liberi poco dopo il risveglio potrebbe anche risultare ostico e pesante da digerire, se non addirittura noioso. Cercheremo pertanto di essere sintetici e comprensibili nelle nostre argomentazioni, mantenendo vivo l’interesse e l’attenzione generale, preservando il vostro sorriso e la vostra ammirevole disponibilità mentale di fronte alla feconda e impegnativa giornata che ci attende.

ELETTRONE SPAIATO E REAZIONI RADICALICHE A CATENA

Sia in microbiologia che in chimica dell’alimentazione le cose più importati avvengono nel microcosmo, a livello atomico e molecolare. I radicali liberi RL sono atomi o gruppi di atomi con un elettrone spaiato nell’orbitale più esterno. Detto in altri termini, si parla di molecole instabili e socio-chimicamente affamate, visto che hanno un elettrone in esubero che le rende pronte a reagire con altre molecole, scatenando reazioni a getto continuo. Pur di stabilizzarsi tendono a sottrarre, per ossidazione, un elettrone alle specie circostanti, mediante reazioni a catena denominate reazioni radicaliche.

LE MODALITÀ FORMATIVE DEI ROS, RADICALI DELL’OSSIGENO

Tra i RL vi sono le specie radicaliche dell’ossigeno (ROS) che si formano: A) Durante i processi respiratori, B) Nelle reazioni enzimatiche implicanti trasferimento di elettroni, C) Nelle leucocitosi digestive e nelle reazioni immunitarie (specie neutrofili e macrofagi) per effetto del NAPDH di membrana, emoproteina riduttasi, oltre che attore proteico al pari di feredossina e cito-cromo B5, generante superossido atto a distruggere eventuali microrganismi, D) Nelle perfusioni e danni correlati (esempio nel ritorno del flusso sanguigno dopo un periodo di ischemia e relativi stati infiammatori di recupero), E) Ossigenasi nel metabolismo dell’acido arachidonico, F) Nelle reazioni di ossidoriduzione di proteine da parte del citocromo P450.

I CITOCROMI P450, MAGGIORI MOLECOLE DETOSSIFICANTI DELL’ORGANISMO

I citocromi P450, sottoclasse delle ossidasi a funzione mista, sono una super-famiglia enzimatica di emo-proteine, presente in tutti i domini dei viventi. I P450 sono i maggiori attori nella detossificazione dell’organismo, in quanto sono anche trasportatori di elettroni e di permeabilità. Agiscono su un gran numero di substrati esogeni (farmaci e tossine esterne, minerali inorganici assunti con diete cotte o con integratori e vitamine sintetiche) e di substrati endogeni (scarti organici, detriti cellulari definiti virus o meglio fattori intasanti). Sono note più di 7500 molecole tipo P450.

ELENCO DEI MAGGIORI ANTI-OSSIDANTI

Per bloccare, limitare e tenere sotto controllo i radicali liberi esistono gli antiossidanti. Gli antiossidanti combattono i RL con un meccanismo semplicissimo. Cedono istantaneamente l’elettrone in più e disinnescano la miccia. Quali sono i miglior i antiossidanti? Acido lipoico, aminoacidi solforati come cistina, metionina, cisteina, metionina, taurina, ascorbato di potassio, betacarotene, bioflavonoidi, catalasi, glutatione, licopene, catalasi corporale, coenzima Q10, EDTA (acido etile-diammico tetracetico), luteina (carotenoide), melatonina (scavenger o spazzino contro i radicali OH-), melograno (acido ellagico), metionina, MSM, potassio (frutta), quercitina, resveratrolo, rame-selenio-zinco (nei vegetali naturali che li contengono), vitamine A-C-E-B al naturale, zeaxantine, e moltissime altre strutture molecolari che vengono scoperte in continuazione.

5000 ORAC AL GIORNO E 6500 ANGSTROM COSTANTEMENTE A DISPOSIZIONE, QUOTE MINIME PER STARE IN FORMA

All’Università di Boston hanno scoperto che il record mondiale di anti-ossidazione appartiene all’uva nera. Seguono le prugne nere, i mirtilli, le more e le fragole, e comunque la frutta scura, a patto che la buccia non venga scartata. Si è anche provveduto a stabilire dei valori misurabili, ossia una scala illustrante il potere antiossidante dei vegetali. Il termine ORAC sta per Oxygen Radical Absorbance Capacity, e rappresenta il metro di misura del potere ossidante nei vegetali, qualcosa di paragonabile agli Angstrom usati da André Simoneton per esprimere il potere viobrazionale dei cibi nella sua scala Bovis-Simoneton. E come in quel caso c’era una quota ideale del benessere fissata a 6500 Angstrom, in questo caso la quota minima di ORAC antiossidanti è di 5000 unità al giorno, raggiungibile solo se uno si alimenta col vegancrudismo e con un 70% circa di crudo almeno.

TEST SPETTROFOTOMETRICO DI CARRATELLI PER MISURARE LO STRESS OSSIDATIVO

Frutta e verdura sono state suddivise in 3 gruppi, dove il 1° gruppo di alimenti apportanti 200 ORAC, il 2° gruppo 500 ORAC e il 3° gruppo 1200 ORAC per porzione. Il chimico italiano Mauro Carratelli ha messo poi a punto un test spettrofotometrico per valutare i livelli ematici di RL attraverso la capacità ossidante totale del sangue. Si tratta del d-ROM test che effettua l’analisi dello stress ossidativo, dove si prende una goccia di sangue da un dito e la si analizza. ROM sta per Reactive Oxygen Metabolites. Con 300-320 unità U-CARR siamo nella fascia accettabile border-line dello stress, con 321-340 si parla di livello lieve di stress ossidativo, con 341-400 livello medio, con 401-500 livello elevato, e oltre 500 si ha stress ossidativo altissimo.

VALORE ORAC DEI CIBI E RECORD MONDIALE DELL’UVA NERA

Alimenti di 1° gruppo: 3 albicocche (172 Orac), 3 fette melone (197), 1 tazza cavolfiore cotto (400), 1 pera (222), 1 pesca (248), 1 banana (223), 1 mela (301), 1 melanzana (326), 1 cetriolo (36), 1 pomodoro (116), 1 piatto spinaci crudi (182), 1 piatto fagiolini cotti (404). Alimenti di 2° gruppo: 1 pompelmo rosa (1188 Orac), 1 avocado (571), 1 kiwi (458), 1 cucchiaio uvetta secca nera (396), 1 cipolla (360), 1 tazza cavoli Bruxelles (1384), 1 patata americana (433), 1 peperone (529), 1 susina (626), 1 succo d’arancia (1142), 1 patata arrostita (575), 1 succo pompelmo (1274), 1 grappoletto uva nera (569), un grappoletto uva bianca (357). Alimenti di 3° gruppo (elementi più ricchi): 1 tazza di fragole (1170 Orac), 3 prugne nere (1454), 1 arancia (983), 1 tazza more (1466), 1 cavolo verde cotto al vapore (2048), 1 tazza spinaci cotti (2042), 1 tazza di mirtilli (3480), 1 bicchiere di succo di uva nera (5216, record mondiale). Altri amici anti-stress ossidativo sono i broccoli, olio d’oliva, extravergine, germogli, grano saraceno, carote, finocchi, radicchio, mango, papaia, lattuga, cachi, fiori di zucchine, lupini, peperoni, porri, aglio, tarassaco, ananas, limoni, rosa canina, biancospino, piselli, rape, patate.

160 MILA SPECIE COMMESTIBILI A DISPOSIZIONE DELL’UOMO

I polifenoli sono presenti in tutte le 160.000 piante commestibili esistenti sul pianeta Terra e rappresentano pertanto una parte integrante e fondamentale della dieta umana. Si suddividono in fenoli semplici, tannino e flavonoidi. Vengono anche chiamati “cibo per la mente” e mantengono giovane il cervello, contrastando l’invecchiamento delle cellule nervose. Ottimi dunque come prevenzione sia per l’autismo nei bambini che per il Parkinson e l’Alzheimer per gli anziani. Contribuiscono alla pigmentazione, ma anche all’aroma, alla fragranza, e al sapore delle piante che li contengono.

ALBERT SZENT-GYORGYI, GRANDE SCIENZIATO UNGHERESE

I flavonoidi, componenti-base di frutta e verdura, assieme ad acqua biologica, vitamine naturali e minerali organicati, sono stati scoperti dallo scienziato ungherese, Nobel per la medicina, Albert Szent-Gyorgyi (1893-1986), scopritore pure della vitamina-C, da lui isolata nel 1937. Il lato interessante è che contengono preziose sostanze solforate chimicamente socializzanti.

I FLAVONI DELLA PERMEABILITÀ

I flavonoidi, o bioflavonoidi, derivano il loro nome dal latino flavus che significa color giallo-oro, ma che poi assumono colore arancio, rosso, violetto a seconda di altre sostanze coinvolte. Essi rappresentano il gruppo più comune di polifenoli, con 4000 e oltre composti, che aumentano di numero man mano che la ricerca li sta portando a galla. Un po’ come nel campo delle vitamine poi che si stimano essere 30 mila, mentre ne conosciamo soltanto un centinaio. Gruppo dei 4000 che si trova nelle piante in forma glicosilata, legata cioè a zuccheri naturali monosaccaridi o polisaccaridi. Vengono anche chiamati vitamina-P, P come permeabilità e come penetrazione attraverso le membrane. Senza di essi il metabolismo umano non avrebbe nemmeno luogo. L’idrolisi di un glicoside libera glicone ( cioè glucosio) e aglicone o antrachinone (cioè alcol).

150 MILA CHILOMETRI DI CAPILLARI DA PROTEGGERE CON SANGUE FLUIDO E NON MELMOSO

I bioflavonoidi esplicano azione protettiva sul sistema cardiovascolare proteggendo le cellule dai ROS (dalle reazioni di trasferimento di un elettrone e/o di un protone all’ossido). I bioflavonoidi inibiscono gli enzimi alteratori, essendo essi capaci di interagire coi ROS, e quindi sono di enorme interesse per la fisiopatologia cardiovascolare. Proteggono infatti il sistema cardiovascolare, in particolare vene, arterie oltre che la vastissima rete corporale di vasi capillari con 150000 km di micro-canalizzazione a servire i 75-100 trilioni di cellule del corpo.

REGOLAZIONE MESTRUALE E NORMALIZZAZIONE DEL FLUSSO SANGUIGNO

Di straordinaria importanza per le donne in quanto regolarizzano e semplificano il mestruo. Hanno azione vasodilatatoria. Vitamina C e vitamina P assieme sono in grado di migliorare il tono venoso e la resistenza parietale dei vasi capillari, dando loro più elasticità. I flavonoidi sono normalizzatori del flusso sanguigno.

LA RUTINA E LA PRECARIA CIRCOLAZIONE LINFO-EMATICA DEGLI ARTI INFERIORI

In genere si tende a identificare la vitamina P nella rutina, che è poi pure essa uno dei glucosidi flavonoici, presente soprattutto negli agrumi, nei limoni, nei capperi, nella menta, nei vegetali, nel grano saraceno. La rutina contiene a sua volta l’eccezionale flavonolo quercitina, legato al disaccaride rutinosio. Si lega bene al ferro bivalente, bloccando la formazione di radicali liberi. La rutina è fattore di contrasto negli edemi e nella precaria circolazione linfoematica degli arti inferiori.

POLIFENOLI AMICI DEL CUORE

Grazie alla loro capacità antiossidante, i composti polifenolici in vitro hanno dimostrato di essere ingredienti base per ridurre le ossidazioni dell’LDL, che sono processi fondamentali nella formazione dell’ateroma, nella lesione iniziale delle pareti vascolari che porta all’aterosclerosi. I bioflavonoidi riducono pure l’ipertensione e il suo impatto sull’arteriosclerosi. Interagiscono con gli enzimi intracellulari che controllano la funzione endoteliale. Hanno proprietà estrogeniche ed effetti modulanti sui sistemi enzimatici. Hanno effetti regolativi su lignani ed isoflavoni, sostanze vegetali ad attività simil-estrogenica. Agiscono come protezione antiossidativa delle aree acquose interne alle cellule e nei fluidi corporei come il sangue.

RIDUZIONE DI EMATOMI ED EMORROIDI

I flavonoidi si suddividono in antocianine (o antociani), pro-antocianine, pro-antocianidine o PAC, calconi (enzimi polichetidi-sintasi, metaboliti di batteri, funghi e piante), catechine, flavoni, flavonoli (pigmenti), flavon-lignani, carotenotidi, flavanoni, isoflavoni, neoflavoni. Parliamo di sostanze naturali che costituiscono il profilo compositivo fito-chimico di molte piante, partecipando alle loro molteplici colorazioni e sfumature, e sono contraddistinti da provate proprietà benefiche sulla salute psico-fisica dell’organismo. Spiccate proprietà riducenti verso ematomi ed emorroidi. I flavonoidi sono dei fito-nutrienti dotati di duttilità sul piano del riequilibrio biochimico.

FLAVONOIDI FORMIDABILI IN TUTTE LE DIREZIONI

Possiedono azione anti-ossidante, anti-infiammatoria, anti-allergica, anti-emorragica, anti-emorroidale, anti-abortiva, anti-leucemica, anti-trombotica, anti-aggregante. Mantengono il buon funzionamento del sistema immunitario, del sistema vascolare, del sistema epatico, dermico e neurologico. Riducono la fragilità dei capillari e quindi risolvono gonfiori ed edemi agli arti inferiori. Contrastano la ritenzione idrica, la cellulite, le problematiche venose, le vene varicose, le ulcere, i sanguinamenti gengivali, le epistassi (sanguinamento dal naso), il sanguinamento emorroidale, i disturbi della retina di origine diabetica ed ipotensiva, migliorando la vista notturna.

DERIVATI DAL FLAVONE E DALL’ISOFLAVONE

I flavonoidi più diffusi e noti sono derivati dal flavone (2 fenil-y-benzopirene) o dal suo isomero isoflavone (3 fenil-y-benzopirene). L’isomero è un composto che ha la stessa formula chimica ma diversa formula strutturale. Ne citiamo alcuni come l’apigenina (flavone presente nel sedano, prezzemolo, pompelmo, noci e camomilla), l’ipericoside (betulla), l’iperina (iperico), la quercitrina, l’isoquercitrina (melissa), il kaemp-ferolo (broccoli, pomodori, fragole, uva, Bruxelles, mele), la luteolina (timo, tarassaco, salvia, carota, finocchio, peperoni, sedano), la rutina, la vitexina (passiflora, biancospino), gli antociani, la quercitina.

AGRUMI, BACCHE E MIRTILLI

Dove si trovano i bioflavonoidi? Primato assoluto per agrumi e bacche. Il mirtillo blu della Patagonia, ad esempio è tra i più apprezzati. Comunque tutti i mirtilli, l’uva spina, l’uva ribes, le more, i lamponi, l’uva rossa inclusa la buccia e i semi, ogni tipo di uva comunque. Ma anche albicocche, mele, pere, prugne, carote, zenzero, timo, salvia, menta, mentastro, origano (contenente timolo e carvacloro, sostanze antibatteriche e anti-infiammatorie).

CI SONO PURE I NEMICI

Quali sono gli acerrimi nemici, incompatibili con i flavonoidi? Il fumo, lo stress, la paura, la preoccupazione, l’aspirina, il cortisone, l’antibiotico, l’antipiretico e il caffè.

QUERCITINA, SOSTANZA NATURALE PIÙ IMPORTANTE DEL PIANETA

Vediamo in dettaglio alcuni dei flavonoidi più importanti. Partiamo dalla quercitina, bioflavonoide bianco, oltre che antistaminico naturale. Pur se ancora poco conosciuta dalla gente, è una delle sostanze naturali più importanti sulla faccia del pianeta, in quanto regina contro allergie ed infiammazioni. Sappiamo che l’intestino non è solo stomaco e tubo intestinale, ma contiene il 70% del sistema linfatico-immunitario, per cui va rispettato religiosamente, e non insultato tutti i giorni con cibarie abominevoli e cervellotiche, assunte a casaccio o in base ad abitudini tanto famigliari quanto dannose.

L’ESPERIDINA E L’EFFETTO ANTI-ARTROSICO SUL COLLAGENE

L’esperidina è un flavonoide ed un vasoprotettore specifico che si trova negli agrumi, nella pasta interna e nella buccia più che nel succo. Il suo alcol o aglicone è chiamato esperetina. La quercitina, assieme alla esperidina, incrementa la resistenza dei capillari e regola la loro permeabilità. Ha inoltre forte azione anti-artrosica, nel senso che contrasta la degenerazione del collagene. L’esperidina aumenta l’efficienza del collagene nei cox-artrosici e rinforza pure il tessuto connettivo.

ANTI-INFIAMMATORIO ED ANTI-STAMINICO NATURALE

La quercitina è il migliore antinfiammatorio, antiallergico ed antistaminico naturale. Inibisce la presenza di istamina stabilizzando i basofili. Controlla la degranulazione di mastociti, basofili e neutrofili. Inibisce la sintesi delle citochine e i loro effetti sui tessuti articolari. Le citochine o citoleuchine sono molecole proteiche prodotte dal sistema immuno-ematopoietico, capaci di indurre produzione, differenziazione e morte nelle altre cellule. La quercitina riduce la sintesi di sostanze chemiotattiche deputate al richiamo di cellule infiammatorie circolanti.

ANTI-EMORRAGICO, ANTI-HERPES LABIALE E VAGINALE

La quercitina inibisce gli enzimi calcio-ossigenasi e lipo-ossigenasi, capaci di ridurre i principali agenti infiammatori istamina, bradichinina e PGE2 (prostaglandine). È anche un modulatore degli stati ansiogeni. Essenziale per la ossidazione della vitamina-C, protegge dalle emorragie e dalla rottura dei capillari. La fragilità dei vasi sanguigni porta alla formazione di macchie rossastre e di edemi sotto-pelle, oltre che mini-emorragie interne e ad accumulazione di liquidi nei tessuti (ritenzione idrica). Assieme alla lisina, è la migliore sostanza naturale contro l’herpes labiale e vaginale.

CONTRASTATRICE DI PARKINSON ED ALZHEIMER

È un free-radicals-scavenger e quindi opera direttamente una sottrazione di radicali liberi alle operazioni corporali. Ha azione anti-apoptoica (protezione da danni neuro-muscolari) ed azione cito-protettiva. Risolve i danni da perossido di idrogeno (radicali liberi) e quindi blocca Parkinson e Alzheimer. Aiuta la prostatite e i dolori pelvici. Allevia la fatica e aumenta il numero di mitocondri all’interno delle cellule, e quindi il potere energetico del sistema cellulare. Ideale per la gente stanca, avvilita, depressa e sfibrata. Aumenta la potenza aerobica del 3,9% (ovvero il VO2 max, il massimo consumo di ossigeno). Aumenta la resistenza fisica allo sforzo del 13,2%, e pertanto di straordinaria importanza per gli sportivi.

QUERCITINA PURA E QUERCITINA GLICOSIDICA

Materialmente parlando, la quercitina pura è un composto giallo-verdastro insolubile in acqua, mentre i suoi composti e derivati glicosidici risultano più idrosolubili. Il 25% della dose pura ingerita viene assorbita dall’intestino tenue attraverso il ciclo portale (vena porta), va al fegato che la re-distribuisce ai vari tessuti del corpo. La quercitina glicosidica invece viene assorbita direttamente dal colon, dove la flora intestinale idrolizza i glicosidi. Troviamo abbondante quercitina nell’iperico (erba di San Giovanni), finocchio, rapa, aglio, sedano, cavolfiore, cavoli, fagioli, fave, lupini, ceci, broccoli, cime di rapa, crescione, cavolo, ciliegie (specie acerole ed amarene), cipolla, capperi, mele, uva rossa, anche uva bianca, peperoncino rosso o paprika, zenzero, vino rosso (ma vedi danni alcol), the verde (ma vedi danni acidificazione).

ECCEZIONALI E POTENTI CATECHINE

Quanto alle catechine, sono potenti polifenoli antiossidanti e solubili in acqua, oltre che facilmente ossidati. Duemila catechine sono note per avere una “struttura di flavon”, per cui sono chiamate pure flavonoidi. La loro efficacia consiste nella capacità di attaccarsi facilmente alle proteine e anche ai metalli nocivi (piombo, mercurio, cromo, cadmio, nichel). Contrastano i radicali liberi, rallentano l’invecchiamento, riducono il colesterolo LDL nel sangue, impediscono il restringimento dei vasi sanguigni, prevengono arteriosclerosi, trombosi, infarti e ictus cerebrali, abbassano la pressione, bloccano gli enzimi assorbi-zucchero e prevengono il diabete, combattono l’aggregazione piastrinica, la dissenteria, il colera, le malattie gengivali, le ulcere gastriche. Creano simbiosi intestinale favorendo i batteri utili come il bifidus. Le catechine hanno pure qualità disintossicanti e chelanti.

SOVRA-PERFORMANTI RISPETTO ALLE VITAMINE

Le catechine sovra-performano di 10 volte la vitamina-C e la vitamina-E come collettori del radicale alchilico perossile. Nelle catechine vengono incluse sostanze tipo CE, ECG, EGC EGCG, chiamate sostanze catechimico-inclusive. La EGCG significa ad esempio epigallo-catechin-gallato ed è la più potente di queste catechine, essendo 25-100 volte più antiossidante di vitamina-C e vitamina-E.

CAROTENOIDI, MOLECOLE DEL BENESSERE

I carotenotidi sono pigmenti gialli e arancione e rossi, liposolubili, oltre 700 sostanze finora identificate. I più importanti sono l’alfa-carotene, il beta-carotene, la beta-criptosantina, la luteina, la zeaxantina e il licopene. Le zeaxantine ad esempio sono presenti nelle ovaie, nei testicoli e nell’occhio, dove costituiscono un fattore protettivo contro la degenerazione maculare. Si trovano nelle pesche, nella zucca, nelle albicocche, nella papaia, nelle prugne, nelle patate a pasta gialla. Le astaxantine, chiamate anche molecole del benessere, appartengono alla classe delle xantofille.

DOVE STA IL LICOPENE IL CANCRO NON ENTRA

Il licopene va pure annoverato tra le sostanze più straordinarie. Basti solo pensare che i suoi livelli sierici nel corpo sono inversamente proporzionali agli sviluppi di cancro al pancreas e alla cervice! Blocca i radicali liberi e in particolare l’ossigeno singoletto, inibisce la perossidazione lipidica e possiede attitudine chemioprotettiva. Il licopene conferisce colore rosso alle sostanze che lo contengono. Pertanto, pomodori, anguria, uva scura, guava rosso, radicchio rosso scuro, cavolo rosso e così via, sono particolarmente importanti.

SERVE UNA ADEGUATA VARIETÀ DI FRUTTA ED ANCHE QUALCOSA DI COTTO

Chi dovesse decidere di intraprendere volontariamente una dieta fruttariana, infatti, dovrà ampliare il ventaglio di scelte offerte dalle vecchie abitudini alimentari. Ovvero non più solo mele, pere, banane, fragole, arance, mandarini, albicocche, pesche e quant’altro possano offrire abitualmente i nostri mercati. Per poter massimizzare  i vantaggi della dieta fruttariana, evitandone le carenze, è necessario aggiungere anche altri frutti magari meno noti. E serve pure integrare con verdure e con qualcosa di sapientemente cotto.

LO STILE DI VITA FRUTTARIANO RIMANE VALIDISSIMO PER TUTTI COME PUNTO DI RIFERIMENTO E COME AUSPICABILE TENDENZA

Consigliabile in particolar modo includere durian, manghi, jackfruit, cocco, avocado, longan, rambutan e le diverse varietà di bacche equatoriali. Tutte cose che probabilmente non sarà facile trovare nel supermercato sotto casa. Non sia questa una scusa per demordere. Consoliamoci col fatto che il miglior tarassaco del mondo si trova proprio nelle nostre campagne, corredato da diverse erbe che non si trovano nelle zone calde.

NIENTE RINUNCE E NIENTE CARENZE ENERGETICHE

Se abbracciare la dieta vegetariana è relativamente facile, già con quella vegana-verduriana stretta si iniziano ad avere i primi problemi legati alla ricerca di cibi integrativi, concentrati e compensativi. Chiaro che una dieta fruttariana è ancor più difficile da poter seguire correttamente.

L’ESPERIENZA DIRETTA CONFERMA QUANTO SOPRA

Devo confessare che col caldo torrido di agosto e col tipo di frutta che si trova sui nostri mercati, non sempre mi trovo a mio agio. Difficile spiegarne i motivi. Angurie e nettarine troppo dolci. Mele poco convincenti. Fichi rinsecchiti. Uve gonfiate. Fragole, ciliegie e nespole troppo frettolose. Melagrane e cachi che tardano a maturare. In tutta onestà è proprio grazie a manghi, durian, rambutan, longan, cherimoya, guava, mangustin, leichi, papaia, cocco, tamarindo, passion fruit, dragon fruit, salak o snake fruit, angurie e meloni più dissetanti di quelli nostri, e arance, pompelmi e cachi tutto l’anno, che riesco a fare il fruttariano quando vivo in Sud-Est Asiatico. Al limite aggiungi il succo di carota o di canna da zucchero, e magari la polentina di manioca, la patata dolce alla brace e la pizzetta vegana come stuzzichini e riempitivi, e il gioco è fatto.

RICONOSCIAMO I NOSTRI LIMITI

È facile, oltre che appagante e divertente, fare i fruttariani in zone come Singapore, Bangkok, Hongkong, Malesia, Indonesia, Filippine, Vietnam, Taiwan, India, Sri Lanka, Myanmar, Australia, Africa, America Latina e Hawaii. Da noi, le cose più interessanti del momento restano l’anguria, i mirtilli e le more, le noccioline e i pinoli. E tante belle vigne coi grappoli in attesa di maturazione. Ottime per la cura dell’uva, il frutto più ricco di flavonoidi del mondo intero, a condizione di trovare grappoli privi di spruzzatura anticrittogamica.

SE NON TROVI LA FRUTTA GIUSTA SEI COSTRETTO A COMPENSARE IN UN MODO O NELL’ALTRO

Tutto sommato, troppo poco per convincere una persona normale a diventare di punto in bianco fruttariano al 100%. Non tutti ci chiamiamo Hilton Hotema (alias George Cléments), che si divertiva da matti tra i frutteti delle Hawaii. Se non troviamo il giusto nutrimento nella frutta, ci vediamo costretti a compensare. Chi con le verdure e le patate, chi con cereali e legumi, chi con la pasta, chi con l’ovetto ruspante, chi con le acciughe e i capperi, chi coi gelati e coi latticini.

CI VUOLE APERTURA MENTALE, FLESSIBILITÀ E SENSO PRATICO

Nel condurre questa mia opera informativa, mi sono ripromesso di essere ligio ai nostri principi fondamentali, ma di essere nel contempo conciliante e di manica larga. Meglio pertanto essere franchi, sinceri, trasparenti e concreti. Non possiamo ubriacarci di teorie virtuose ma nel contempo irrealistiche ed insostenibili. Occorre che la gente trovi modo di soddisfare il suo appetito e le sue necessità biologiche. Non possiamo fare un discorso per pochi addetti e per degli sparuti eroi vegani, crudisti, fruttariani e magari respirazionisti. Ci serve un aggancio con la realtà e con la gente comune. Con la gente che studia e lavora, che ha le sue difficoltà a reperire gli alimenti adatti al proprio benessere.

NON ASSUMIAMO ATTEGGIAMENTI BARRICADIERI O DOGMATICI

Niente irrigidimenti dogmatici. Niente etichettature. Niente classificazioni tipo vegani, fruttariani, onnivori e carnivori, ma solo esseri umani che hanno il dovere di puntare al miglioramento e non alla degenerazione. Vogliamo che più gente sperimenti i vantaggi enormi di una alimentazione leggera, incruenta e più vicina alla natura. Se qualcuno incespica o arretra temporaneamente sulla grande via dell’alimentazione innocente e naturale, non è il caso di demonizzarlo. Un vegano si mangia l’ovetto? Rimane un vegano che arretra temporaneamente a vegetariano. Non ha perso per questo la verginità o la nobiltà d’animo. La raccomandazione principale rimane in ogni caso quella di mantenersi il più puliti possibile dentro, nel corpo e nell’anima. Coltivare insomma giusti pensieri e chiari obiettivi.

ALLA RISCOPERTA DI UNA COSA STUPENDA E DIMENTICATA DI NOME NATURA

Anche perché la vera rivoluzione non è quella esterna, che spacca, distrugge, annienta, creando una scia di incubi e di massacri, come la Rivoluzione Francese, quella Sovietica, quella Cinese, quella Vietnamita e quella Cambogiana. Una serie di orribili e fallimentari accadimenti. “La vera rivoluzione è quella che realizziamo al nostro interno. Dopo 30 anni di viaggi esterni, ho deciso di intraprendere quello più importante di tutti, che è il viaggio dentro te stesso. E questo mi ha permesso di riscoprire una cosa stupenda che avevo dimenticato, e che per nome si chiama Natura”. Parole di un grande uomo come Tiziano Terzani (1938-2004).

CRUDISMO NON SIGNIFICA FANATISMO

Il crudismo non deve essere guardato come la chiave di volta dell’esistenza umana. Chi lo intende in queste modalità lo fa per moda o per schemi mentali. Crudismo per me significa semplicemente incrementare la frutta di mattina e al pomeriggio tardi e inserire un piatto crudo di radicchio e ravanelli, o di cetrioli e pomodori, o di carciofi e finocchi come piatti di esordio a pranzo e cena, seguiti da un secondo piatto di pietanze anche cotte in modo conservativo. Importante evitare le temperature oltre i 110-120°C dove anche i migliori carboidrati di elezione diventano fonte di micidiali acrilamine, veleni allo stato puro per il fegato, la milza, il pancreas e l’apparato renale.
Più centrifugati di carote-sedani e ananas e meno fornelli costantemente accesi, ma senza negare mai un piatto caldo a chi lo brama e lo richiede.

UN CORSO DI NUTRIZIONE ESISTE GIÀ E BASTA SFOGLIARE

Un corso di nutrizione con Valdo Vaccaro? Basta leggere con maggiore puntualità le mie tesine per averlo pronto e servito, con tutte le sicurezze e le dubbiosità che sorgono dalla conoscenza non dogmatica, prefabbricata o collusa col potere, ma trasparente, scientifica e indipendente, oltre che mobile, dispettosella ed ambulante, come credo dovrebbe essere ogni buona iniziativa controcorrente.

PIANO CON DECORAZIONI E STRANEZZE

Il mio crudismo non ha nulla di sofisticato. Non prevede grandi ricette e grandi soluzioni aromatiche. Non ipotizza rivoluzioni nel gusto. La natura ce le offre già in piena abbondanza. Niente piatti carichi di decorazioni e di stranezze. Niente spaghetti di zucchine crude, indigesti, privi di sapore e di contenuto.

SALVAGUARDIAMO I PIATTI INNOCENTI DELLA BUONA TRADIZIONE

Mi stanno benissimo i piatti della tradizione, inclusivi di gnocchi di patate e passati di verdure, farinate di ceci, polenta arrostita e pani al mais, pop-corn fatti in casa, frico e patate, fagioli e cipolla, succulente peperonate, brovade e crauti, polpette vegetali, al limite uova ruspanti al tegame o all’occhio di bue con spolverata di tartufo oltre a qualche sacrificabile alice col cappero, quando il potere ripulitivo e le mine al potassio di troppa frutta richiedessero un ribilanciamento salino e sodico.

UN CUOCO MODERNO DEVE SAPER GIOSTRARE TRA CRUDO E COTTO

Stiano attenti i cuochi del raw food a non scadere nelle sciocchezze e nell’esibizionismo, perdendo di vista l’appetito sano e naturale della gente che studia e lavora in condizioni precarie e stressanti.
Pensiamo piuttosto a mantenere nelle giuste condizioni di equilibrio e di forma le nostre mucose intestinali, la fluidità del nostro sangue, la vivacità del linfatico, il pH alcalino della matrice extracellulare, il ritmo del nostro metabolismo alimentare e del nostro ricambio cellulare.

IL VERO AGENTE DI SALUTE RIMANE LUI, IL NOSTRO CORPO

Sconfiggiamo l’indolenza, l’apatia, la fiacca e la pigrizia delle nostre reazioni bioelettriche e delle nostre neutrotrasmissioni endocrine. Ridiamo vigore e massima funzionalità a organi basilari e straordinari come a un fegato dalle 500 e oltre funzioni, a un pancreas carico di enzimi e di ormoni, a un sistema renale dai filtri iper-sottili e ultra delicati, a 150 mila km di micro-condutture capillari che portano sostanza e rimuovono residui tossici a 100 trilioni di cellule in continua ebollizione. Facciamolo massimizzando i meliors (esposizione solare, respiro addominale, pensiero positivo, dieta leggera e responsabile) e riducendo al minimo gli stressors (caffè, the, cadaverina, zuccheri raffinati, cibi spazzatura e bevande spazzatura).

RISPETTIAMO DI PIÙ IL DONO DELLA VITA

Più che nelle cibarie speciali e straordinarie il segreto del nostro benessere fisico, mentale e spirituale, sta nel rispetto di un motore formidabile che il creatore ci ha messo a disposizione contando sul nostro buon senso e la nostra intelligenza operativa, sul nostro intuito e la nostra capacità di ascoltarne i rumori, le sensazioni e le minime esigenze.

CIBARIE NATURALI E PACIFICHE

Cibarie semplici, sobrie, digeribili, naturali, pacifiche, il più possibile innocenti, allineate col nostro disegno corporale di specie umana-fruttariana, probabilmente dotata di speciali responsabilità nei riguardi dei beni naturali messici a disposizione per questa frazione di vita e per quelle successive che verranno a completare il nostro percorso.

CERTA GENTE NON MERITA DI PASSARLA LISCIA DEL TUTTO

Sono rispettoso di me stesso e degli altri a 360 gradi, da una vita. Non voglio imporre la mia idea a nessuno. Desidero fortemente che venga raso al suolo, con le buone e col ragionamento più che con manifestazioni di piazza violente ed improduttive, ogni luogo di esecuzione chiamato macello, tonnara o allevamento industriale intensivo. Desidero ardentemente che finiscano dietro le sbarre i funzionari dei servizi segreti spionistici implicati in crimini contro l’umanità. Auguro i lavori forzati per almeno un anno ai dirigenti della Monsanto, autori di avvelenamento delle zolle e delle falde acquifere di mezzo mondo, con Round-Up, azidrine, Ogm e altre imposizioni ancora.

QUATTRO TIPI DI FAME DA SODDISFARE

La realtà è che non esistono sostituti validi ai cibi e ai metodi naturali di vita e di alimentazione, presi in linea armonica col disegno del nostro corpo e con le sue inalterabili esigenze. L’aria è il primo alimento e l’acqua pura, meglio ancora l’acqua biologica, il secondo. La fiducia in se stessi, nel mondo e nella creazione, è il terzo alimento. Il rispetto e l’amore per le creature viventi e per l’ambiente naturale sono il quarto alimento. Soddisfatti questi primi quattro tipi di fame basilare, l’assieme corpo-mente-anima è in grado di sorvolare sulle piccolezze e sulle meschinità umane.

IL SORRISO E IL RELAX PERMETTONO DI DIGERIRE ANCHE I SASSI

Quando una persona si è assicurata l’equilibrio, ed è capace senza sforzo alcuno di essere felice e sorridente, in pace con se stessa e con gli altri, in armonia col prana delle altre creature, può anche consumare i frutti, i semi, le radici e i germogli della Madre Terra, che sceglierà con libera intelligenza e buon senso, e che saranno digeriti, assimilati ed evacuati senza difficoltà alcuna e senza effetti collaterali.

IL GRANDE RUOLO DELLE SODDISFAZIONI SPIRITUALI

Che l’essere umano non si alimenti solo di cibo materiale, ma anche e soprattutto di soddisfazioni spirituali, lo sappiamo ormai tutti. Noi italiani non siamo figli dei petrolieri del Texas e nemmeno degli sterminatori dei Pellerossa e dei bisonti d’America. Abbiamo ancora un sia pur esile rapporto con San Francesco, con Girolamo Savonarola, con Dante Alighieri, con Giovanni Boccaccio e con Giordano Bruno. Oscilliamo in continuazione tra santità e peccato, tra seriosità e spassoso divertimento. Gli stessi antenati romani avevano coniato la mirabile espressione Panem et circensem.

ALIMENTARSI IN ARMONIA CON L’UNIVERSO E NON IN CONTRASTO CON ESSO

Col cibo ci si può rovinare o si possono realizzare dei prodigi. Dobbiamo però comprendere e convincerci che il cibo giusto è carico di elementi divini, magici ed alchemici. “Se mangiate il cibo giusto, e lo mangiate secondo le regole, sarete stupefatti ed entrerete in un altro ordine di vibrazioni. Vi sentirete legati all’universo ed in armonia con esso, per cui godrete di uno straordinario stato di pace, di pienezza e di felicità. Finché non provate questo stato di grazia, nulla avrete compreso della nutrizione”. Sono le parole di Omraam Mickael Aivanhov (1900-1986), filosofo e pedagogo bulgaro, che si dedicò ad insegnare, con penetrante, ironica e sottile religiosità, il perfezionamento concreto nel pensiero e nei comportamenti umani.

UN TRACCIATO MILLENARIO DI SAGGEZZA E DI BUON SENSO

Qui e solo qui stanno i metodi, e non nell’ubriacatura continua mediante integratori di ogni tipo, mediante cibi iperproteici e bevande nervine. Questa, detta in soldoni, è la scienza dell’alimentazione che promulghiamo. Più uno si allontana da questi schemi e meno raccoglierà in termini di bellezza e di performance psicofisica.

LA SALUTE NON HA BISOGNO DI STRUMENTI E DI TIMBRI SANITARI

La salute si prova e si sente in modo inequivocabile, quando viene ripristinata davvero. La capacità di respirare, di alimentarsi con gioia ed appetito, di andare regolarmente di corpo, di possedere il controllo dei propri pensieri e dei propri movimenti, di non fare cilecca quando serve, di rispettare l’integrità e gli interessi vitali del prossimo, umano ed animale che sia. Servono forse degli apparecchi per misurare tutto questo? Le guarigioni della Health Science non sono mai placebo, o temporanee stroncature del sintomo, in attesa che tale sintomo riproduca recidive o si trasformi in altre patologie peggiori di quella curata, o diventi un nodo che viene al pettine a distanza, come succede troppo spesso con le cure mediche.

PER ESPRIMERE GIUDIZI SERVONO DOTI CHE LA MEDICINA ATTUALE NON POSSIEDE

Una medicina che, a parte poche eccezioni, non possiede la capacità di comprendere la natura costruttiva della malattia. Una medicina che pensa alla malattia come a qualcosa che possiamo prendere da qualcuno e non da noi stessi. Una medicina che ritiene la malattia proveniente da mostri batterici e virali. Una medicina che non riesce nemmeno a cogliere il fatto che il sintomo è un percorso guaritivo e naturale del corpo e che quindi è da non toccare e da non curare. Una medicina che non vuol capire che è il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad ammalarsi. Una medicina di questo tipo non ha il diritto morale e legale di porsi come risolutrice esclusiva e monopolista dei processi guaritivi. La dottrina delle malattie specifiche, nemiche e contagiose è il rifugio delle menti deboli e fragili della medicina, sentenziò la grande Florence Nightingale. Questa è la mia risposta alle varie denigrazioni di una critica sfasata, monocorde e noiosa, priva di mordente oltre che di argomenti veri e propri.

NON ESISTE CONFERENZA DOVE SIANO MANCATE IMPORTANTI E SPONTANEE TESTIMONIANZE

La gente comune comincia ad aprire gli occhi. La gente di strada, anche senza l’ausilio di strumenti e di prove del sangue, è in grado benissimo di capire se sta bene o se sta male. Ha ben registrato nella memoria le esperienze di troppi familiari, amici e conoscenti che sono finiti male. Ha sperimentato anche di persona cosa significa essere inchiodati a vita a un farmaco o a degli integratori. Ha sperimentato sulla propria pelle cosa è un effetto collaterale. Non c’è una conferenza che ho tenuto in questi anni, dove non si siano presentate spontaneamente gruppi di persone, mai incontrate prima, beneficiate dall’Health Science.

TUTTE LE PILLOLE SONO NORMALMENTE INSULTI ALLA SALUTE E AL BENESSERE DI LUNGO PERIODO

I multivitaminici e le varie pillole in circolazione sono autentici insulti chimici a un corpo che vive di sostanze acquose, elettrizzate e soleggiate. C’era un nutrizionista che ridicolizzava il succo d’arancia. Si era fatto confezionare un giaccone apposito con una ventina di capienti tasche, e portava appresso una cinquantina di pillole di colore diverso, atte a coprire i suoi fabbisogni mineralvitaminici. Robert Atkins, grazie a queste convinzioni, ereditate da Linus Pauling, è finito nel peggiore dei modi, similmente ai vari Montignac (diete antiglicemiche), a David Servan-Schreiber (Omega-3 da pesce) e a Carlo Cannella (carne, latte e B12).

MASSIMIZZIAMO PERTANTO LA VITALITÀ

Per concludere, abbiamo enormi margini di miglioramento. Smettiamola di riempirci con cibi-spazzatura e con sostanze grasse che addensano il sangue e impigriscono il linfatico. In termini di termomeccanica si raggiunge il massimo quando si ha a propria disposizione un motore ad alto rendimento, in grado cioè di offrire massima resa e performance in condizioni di minimo sforzo, col minimo consumo e con la più lunga durata. Applichiamo dunque la formula di Ehret, dove V = P – O (vitalità uguale potenza meno ostruzione). Riflettiamo molto su questa formula, ed in particolare sul valore O (ostruzione), che deve essere tenuto costantemente ai minimi termini. Con l’ostruzione vicina allo zero siamo vicini alle condizioni ideali di perfezione operativa.

LA CHIAVE DI VOLTA STA NERLLA FORMULA DEL SANGUE

Mantenere il sangue scorrevole e privo di addensamenti lipo-tossici è la chiave di volta dello star bene. Nessuno muore di malattie cardio-vascolari ma tutti muoiono di sangue guasto, insegnava il grande Padre Taddeo di Wiesent. Dove e come ottenerlo? Mediante digestioni leggere, funzionali e complete, dove si evitano dispersioni energetiche e moltiplicazioni leucocitiche,  dove assimilazione dei nutrienti ed eliminazione accurata e totale delle scorie giocano un ruolo basilare, dove il colon privo di irritazioni fa il suo dovere. In altri termini, il picco di forma psico-fisica-spirituale si mantiene e si recupera applicando il nostro pacchetto-salute, ovvero mettendo assieme le stupefacenti risorse naturali chiamate molecole del benessere.

Valdo Vaccaro
http://valdovaccaro.blogspot.it/2014/05/le-molecole-del-benessere.html

TRIPTOFANO, SEROTONINA E PINEALE

 TRIPTOFANO E SEROTONINA, PER LA CRESCITA, IL BUONUMORE E LA FELICITÀ

Il triptofano è un aminoacido essenziale. Essenziale per il fatto che il corpo umano non è in grado di sintetizzarlo, per cui è fondamentale introdurlo attraverso l’alimentazione. Una volta assimilato, questo nutriente favorisce lo sviluppo fisico di bambini e adolescenti e mantiene l’equilibrio dei livelli di azoto negli adulti. Probabilmente, però, il processo più noto in cui è coinvolto il triptofano è la produzione della serotonina, il cosiddetto ormone della felicità. Chi soffre di depressione e di sottopeso denota carenze dell’accoppiata triptofano-serotonina. La serotonina migliora l’umore, fa dormire di più e fa sopportare meglio il dolore fisico.

LASCIAMO VIVERE IN PACE TACCHINI E STRUZZI

Il triptofano abbonda pure nel latte e nel tacchino, oltre che negli struzzi. Ma non sono questi i cibi che aumentano la serotonina. La ricerca ha dimostrato che uno snack leggero contenente 30 grammi di carboidrati appena prima di andare a dormire potrebbe effettivamente aiutare a dormire meglio. Il motivo? I carboidrati facilitano l’ingresso del triptofano nel tessuto nervoso. In realtà c’è anche un’altra importante molecola che viene sintetizzata a partire da questo aminoacido, ed è la niacina, nota anche come vitamina B3, importante per la digestione e per la salute di pelle e nervi. Anche in questo caso, però, il triptofano non è tutto. Perché l’organismo lo trasformi in niacina è infatti necessario assicurarsi adeguate quantità di ferro, di vitamina B2 e di vitamina B6.

SEROTONINA ORMONE DEL BUONUMORE E DELLA FELICITÀ

La serotonina è chiamata non a caso ormone del buonumore e della felicità. È capace fra l’altro di regolare l’assunzione di cibo e l’adattamento all’ambiente. La produzione di serotonina diminuisce quando si riduce l’esposizione alla luce naturale, mentre è favorita dall’assunzione di carboidrati con la dieta, composti che, tra l’altro, aumentano il trasporto del suo precursore, il triptofano, un aminoacido, all’interno delle cellule cerebrali.

RUOLO NEGATIVO DELLE PROTEINE ANIMALI E DEGLI ZUCCHERI RAFFINATI

Le proteine, invece, anche se ricche di triptofano, ne contrastano l’ingresso a livello cerebrale, rallentando così la sintesi di serotonina. Pure i cibi ricchi di zuccheri semplici, cui spesso ricorriamo nei bui momenti invernali, danno in realtà un sollievo solo temporaneo. Su tempi più lunghi provocano sbalzi della glicemia, influenzando negativamente la produzione di serotonina e tutto il metabolismo cerebrale. Meglio, quindi, abbondare con i cereali, ricchi di carboidrati complessi che garantiscono un rifornimento continuo e regolare di zucchero al cervello.

ACIDO URICO NEMICO DELLA SEROTONINA

Il consumo di proteine derivate dalla carne favorisce sempre l’accumulo di acido urico nel sangue, sostanza che può contribuire a stimolare aggressività, ansia e nervosismo, nemici della serotonina.
Questo vale sia per i latticini che per il pesce, e per la carne di tacchino, spesso menzionati come cibi ad alto contenuto di triptofano. Accettabile invece lo yogurt di qualità, soprattutto se ad alto e prevalente contenuto di frutta fresca vera, tipo mirtilli e frutti di bosco.

IL GRUPPO VITAMINICO B GIOCA UN RUOLO FONDAMENTALE

La miscela di principi nutritivi ottimali si raggiunge con un mix di cereali, semini, ortaggi e frutta, che forniscano diverse vitamine, in particolare quelle del gruppo B, nonché numerosi minerali fra cui sodio, magnesio, zinco, rame, calcio e ferro, alcuni acidi grassi, oltre che gli omega 3 e 6, necessari per l’integrità delle cellule nervose e il rifornimento di ossigeno al cervello. Il tutto va assunto a crudo o a volte cucinato con cura, valorizzando anche la presentazione dei cibi, gli abbinamenti di colore, i sapori e i profumi.

PIÙ VITALITÀ CON SPEZIE ED ERBE AROMATICHE

Oltre ai dolci, anche tè, caffè, alcolici e spezie hanno un’azione stimolante sulla produzione di serotonina. Si tratta, però, di additivi da usare con molta cautela, poiché possiedono diversi effetti collaterali che cancellano il temporaneo sollievo indotto sul tono dell’umore, per cui possono peggiorare la situazione. Un effetto positivo hanno invece spezie delicate come zafferano, cannella, coriandolo e zenzero ed erbe aromatiche ricche di oli essenziali stimolanti, come ad esempio timo, menta e rosmarino.

FRESCHEZZA NEI CIBI NATURALI

È importante, inoltre, scegliere cibi freschi, vicini al momento della raccolta e derivati da coltivazioni biologiche che contengono più vitamine, minerali e, in generale, sostanze che promuovono la vitalità dell’organismo e della psiche.

ATTIVITÀ FISICA ED ENDORFINE

Parte integrante della dieta, infine, è l’attività fisica all’aria aperta. Non solo favorisce la produzione di endorfine, sostanze ormonali che hanno un benefico effetto sull’umore e attenuano i dolori, ma migliora la respirazione e l’ossigenazione dei tessuti, antidoti naturali contro la depressione.

CIBI CAPACI DI CONTRASTARE LA MALINCONIA E LA DEPRESSIONE STAGIONALE

Ecco un elenco di alimenti che non dovrebbero mai mancare nel menù dell’autunno per contrastare malinconia e depressione stagionale. 1) Germogli di semi (legumi, cereali, semi oleosi). Sono particolarmente ricchi di vitamine e minerali. Per prepararli bagnate 100-150 g di semi secchi e metteteli in un vaso di vetro mantenendoli umidi finché non spunta il germoglio. Sciacquateli almeno due volte al giorno per evitare la formazione di muffe. 2) Verdure a foglia. Spinaci, erbette, coste, cavoli sono una miniera di acido folico, dotato di un effetto protettore sul sistema nervoso. Cuocetele a vapore, in poca acqua, a pentola coperta. 3) Cereali. Pane ai cinque cereali, pasta di semola di grano duro, frumento, avena, orzo e altri semi, forniscono carboidrati a lento assorbimento che stimolano in modo costante la sintesi di serotonina. 4) Semi oleosi, in particolare noci, pinoli, nocciole, anacardi, sesamo, zucca e girasole. Contengono diverse sostanze che proteggono il sistema nervoso fra cui magnesio, calcio, selenio, ferro, vitamine del gruppo B ed E. 5) Legumi. Ricchi, come i latticini, di triptofano, hanno un buon contenuto di vitamina B1, B6, E, oltre che di calcio organicato, minerale che favorisce la calma e la rilassatezza. 6) Soia. Fornisce lecitine importanti per mantenere in equilibrio il metabolismo dei grassi, componenti fondamentali del sistema nervoso, e colina, sostanza che gioca un ruolo importante sulle capacità di attenzione e l’efficienza della memoria. 7) Cioccolato. Contiene feniletilamina, sostanza simile alla serotonina che diminuisce la produzione di cortisone, ormone dello stress. Per goderne gli effetti preferite quello composto dal 70% di cacao.

EPIFISI O EPINEALE, GHIANDOLA MAGICA DEL CORPO UMANO

La ghiandola pineale è molto più di quello che insegnano ai corsi di medicina. Oggi la scienza sta scoprendo che gli antichi mistici e filosofi avevano ragione nel reputarla la sede dello spirito. Ci sono dei capitoli della scienza che a volte giacciono abbandonati su vecchi scaffali e altre volte vengono menzionati nei testi universitari senza nessun tipo di approfondimento.

EPINEALE SEDE DELLA COSCIENZA UMANA SECONDO IL GRANDE CARTESIO

Il francese René Descartes o Cartesio (1596-1650) è giustamente considerato fondatore della filosofia e della matematica moderna. Cancella tutta la cultura precedente e propone nuovi metodi di ricerca basati sull’evidenza, l’analisi, la sintesi, l’enumerazione e la verifica. Sostiene che i sensi ci ingannano, tipo il remo che appare spezzato nella parte immersa. Afferma la precedenza assoluta della sostanza pensante, ossia dell’anima, sulla materia estesa corèorale. “So di pensare, prima ancora che di avere un corpo esteso”. Ebbene, Cartesio riteneva che la pineale fosse la sede della coscienza.

FONTE SECREZIONALE DI MELATONINA

È dalla ghiandola pineale che viene secreta la melatonina, un ormone fondamentale che regola il ritmo sonno-veglia, che interagisce con l’inibizione della secrezione degli ormoni sessuali e che stimola il sistema immunitario. Altre caratteristiche curiose della ghiandola pineale 1) È l’unica parte del cervello a non essere doppia, 2) È molto vascolarizzata, 3) Produce una sabbiolina a base di idrossiapatite ed alluminio che col tempo si sedimenta al suo interno. Di più, testi universitari e i docenti, non dicono. Eppure alcune delle famose ricerche abbandonate sugli scaffali hanno dimostrato meccanismi interessanti. La sua forma assomiglia ad una piccola pigna (da cui il nome), e si trova vicino al centro del cervello, tra i due emisferi, nascosta in una scanalatura in cui aderiscono i due corpi arrotondati dell’ipotalamo.

PROPRIETÀ PIEZOELETTRICHE DELLA GHIANDOLA PINEALE

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 il professor R. J. Reiter dimostra che deboli campi elettromagnetici influenzano l’attività della ghiandola pineale e la secrezione di melatonina. Nello stesso periodo il professor G. Cremer-Bartels dimostra come lo stesso campo elettromagnetico della terra influenzi la ghiandola pineale. Nel 1996, un gruppo di ricerca, che vedeva coinvolti istituti americani ed israeliani, scopre proprietà piezoelettriche nella sabbia che si sedimenta nella ghiandola. Trattasi di cristalli in grado di trasformare le vibrazioni meccaniche degli strumenti a corde in impulsi elettrici che vengono trasferiti attraverso un cavo agli amplificatori. La proprietà piezoelettrica non è altro che la capacità di trasformare delle vibrazioni in impulsi elettrici. Questa stessa capacità l’abbiamo pure noi grazie alla ghiandola pineale e alla sua sabbiolina. Eppure ancora oggi pochi sono i ricercatori che se ne curano.

IL TERZO OCCHIO AL CENTRO DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI

I piezoelettri oltre che nella musica vengono applicati negli orologi al quarzo, nei cellulari, negli altoparlanti, nelle stampanti, nelle radio e in molte altre situazioni. Coincidenza vuole che la posizione di questa ghiandola, chiamata pure Terzo Occhio, stia proprio al centro dei nervi ottici, che sia collegata alla retina e che sia ultra-sensibile alla luce solare. Quello che emerge è che il ruolo dei campi elettromagnetici è centrale nel funzionamento del nostro organismo.

LA MELATONINA È UN ORMONE VEGLIA-SONNO DERIVATO DALLA SEROTONINA

Interessante rilevare come una piccola ghiandola endocrina nel cervello dei vertebrati, produca la melatonina, derivato della serotonina, un ormone che influenza la modulazione di veglia-sonno e le funzioni dei modelli stagionali. Più esattamente la melatonina viene secreta ed elaborata nel periodo notturno, durante il quale la ghiandola raggiunge il massimo della sua attività di notte, dove la conoscenza intuitiva e le facoltà più sottili emergono.

STRAORDINARIE QUALITÀ DELLA MELATONINA

La melatonina 1) Esalta e rafforza i meccanismi immunitari, 2) Accresce la produzione di energia fisica alzando il livello di sopportazione alla fatica, 3) Regola la temperatura interna contribuendo a un’ottimale gestione del sistema cardiovascolare, 4) Rappresenta la sostanza più antiossidante del corpo, con effetti evidenti sui meccanismi anti-invecchiamento e sulla mente, sviluppando facoltà latenti, 5) Trascende l’ego e guarisce rapidamente le nostre sofferenze e i nostri conflitti, grazie alla capacità percettiva tridimensionale.

PINEALE ATROFIZZATA E MASSE RIMBAMBITE

La ghiandola pineale produce anche ciò che è comunemente conosciuto come DMT, o dimetiltriptamina, sostanza che produce un profondo stato di dilatazione temporale, viaggi in luoghi extradimensionali. Ciò accade di notte durante i sogni, quando la pineale è maggiormente attiva. Apparentemente, ad oggi non si dà molta importanza al terzo occhio come in passato. Questo ha portato ad atrofizzare gradualmente tale organo ed alla perdita di valori considerati obsoleti quali la spiritualità, l’etica, l’amore per il prossimo. Perdita gravissima che si è tradotta in un vero e proprio  rimbambimento delle masse.

COME STANNO UCCIDENDO LA NOSTRA GHIANDOLA PINEALE

All’interno della ghiandola pineale scorre acqua, che con il passare del tempo calcifica. Questo porta ad una atrofizzazione della ghiandola. Tale processo di calcarizzazione ed atrofizzazione viene accelerato prevalentemente a causa dell’alimentazione moderna. In particolare con l’uso dei composti di fluoro usati come additivi nelle acque, bevande, alimenti e presidi medici comuni, come dentifrici bibite gassate, acqua fluorizzata, zuccheri raffinati. Il consiglio è quindi di evitare il più possibile l’assunzione di fluoro, leggete le etichette dell’acqua in bottiglia se ancora ne fate uso, e cercate dentifrici senza fluoro. Altre fonti di fluoro sono chewing-gum, medicinali, bevande gassate, Coca cola e Pepsi, the in bottiglia o lattina, Gatorade e simili, bastoncini di pesce e di pollo, anestetici.

EFFETTI MICIDIALI DEL FLUORO SUL TERZO OCCHIO

Alla fine degli anni ’90, uno scienziato di nome Jennifer Luca realizza il primo studio sugli effetti di fluoruro di sodio sulla ghiandola pineale. Determina che la ghiandola pineale, situata al centro del cervello, è una zona di concentrazione per fluoruro. La ghiandola pineale semplicemente assorbe più fluoro rispetto a qualsiasi altra parte fisica del corpo, anche le ossa. Questo calcifica la ghiandola e ne blocca la fondamentale funzione di bilanciare gli interi processi ormonali nel corpo.

SOLO LA DISTILLAZIONE E L’OSMOSI INVERSA DEFLUORIZZANO L’ACQUA

Varie ricerche sul fluoruro di sodio hanno dimostrato che esso va ad accumularsi proprio nell’ipofisi, che di gran lunga è la ghiandola più importante e centrale nel cervello, la più protetta. Il fluoro è l’unica sostanza in grado di attaccare il centro più importante del cervello. I filtri per l’acqua che si acquistano nei supermercati non tolgono il fluoro dall’acqua. Solo la distillazione e il processo di osmosi inversa è in grado di farlo. Il modo più economico per evitare il fluoruro è quindi quello di acquistare un distillatore d’acqua. Il fluoruro di sodio è presente nel nostro approvvigionamento di acqua e cibo, ed è  letteralmente in grado di insipidire le masse. Il fluoruro è stato introdotto in acqua dai nazisti e dai russi nei loro campi di concentramento per rendere la popolazione del campo docile ed obbediente.

DISINTOSSICAZIONE DELLA GHIANDOLA PINEALE

Il mercurio è un veleno per la ghiandola pineale. Pensiamo alle otturazioni dentali al mercurio, e ancor di più ai vaccini contaminati da mercurio come il Thimersal o Thimesoral, un conservante per vaccini, molto difficile da espellere dal cervello una volta che vi circola dentro. Sarebbe bene evitare di mangiare pesce, e pesci da fondo come i gamberetti, il tonno e il delfino, che sono particolarmente contaminati dal mercurio. Più grande è il pesce più alta è la concentrazione di mercurio nel suo tessuto corporeo. Il mercurio può essere rimosso dal corpo con l’uso quotidiano di clorella, erba di grano e spirulina. Il cilantro o coriandolo, o prezzemolo thailandese, è un’erba che presa ogni giorno può contribuire a rimuovere il mercurio dal tessuto cerebrale. Pesticidi e carni in genere sono nemici della pineale. Evitate prodotti dove ci siano tossine tipo i dolcificanti artificiali (aspartame K), zucchero raffinato, melanina, conservanti dalle sigle che iniziano con E1, deodoranti che spesso contengono alluminio ed altri metalli pesanti, prodotti chimici per la pulizia, colluttori dentali e dentifrici come qualunque altra cosa impregnata di fluoro.

RIATTIVAZIONE DELLA PINEALE NELLE ORE NOTTURNE

La ghiandola pineale si attiva e si decalcifica di notte, con l’oscurità e con il sonno. Pertanto, per riattivare tale organo atrofizzato, la cosa migliore da farsi è dormire e meditare, sviluppare le proprie percezioni, risvegliare le proprie capacità esplorative nei riguardi delle dimensioni sottili. Avere un terzo occhio aperto non vuol dire semplicemente coscienza e consapevolezza del mondo in cui viviamo. Una pineale attiva, corrisponde anche ad uno stato di salute maggiore e ad una miglior sinergia con il proprio corpo e con l’ambiente circostante.

TERZO OCCHIO COLLEGATO COL MACROCOSMO E CON LA SILVER CORD

Il concentrarsi sulla propria crescita personale, sulla evoluzione del sé interiore, corrisponde al riattivare il terzo occhio, l’organo collegato direttamente con il macrocosmo e con Dio. La pineale è conosciuta anche come occhio divino, ed è quella parte del corpo che viene risvegliata negli stati meditativi. La pigna magica è stata sempre un elemento importante nelle varie culture. Lo scettro di Osiris è costituito da una ghiandola pineale e da due serpenti incrociati. Shiva, Dea della Distruzione, viene rappresentata con il cranio a protuberanza, e due serpenti attorno.

TOP SECRET, OVVERO CIÒ CHE NON VOGLIONO FARCI SAPERE

In ogni essere umano la ghiandola pineale può essere attivata a frequenze del mondo spirituale e vi permette di avere il senso della conoscenza del tutto, dell’euforia divina e dell’unità intorno a voi. Essa permette ad una persona di viaggiare in altre dimensioni conosciute come viaggio astrale o proiezione astrale o visione remota. Con la pratica avanzata e i metodi antichi è anche possibile controllare i pensieri e le azioni di persone nel mondo fisico. La pineale è anche presente nei Musei Vaticani (vedi il Cortile della Pigna) e nella ferula del papa. Le società antiche come gli Egizi e i Romani ne conoscevano i benefici e l’hanno esemplificato nelle loro vaste simbologie contenenti il simbolo di un occhio.

LE ORE MAGICHE DELLA NOTTE SONO TRA L’UNA E LE QUATTRO DEL MATTINO

Un riferimento alla ghiandola pineale è anche sul retro della banconota da un dollaro negli Stati Uniti con quello che viene chiamato “Occhio che tutto vede”, che si riallaccia alla capacità di un individuo o di un gruppo di utilizzare questa ghiandola per andare verso il lato spirituale, e controllare i pensieri e le azioni di persone nel mondo fisico sapendo cosa stanno pensando in ogni momento nel nostro mondo fisico. Varie ricerche condotte fino ad oggi confermano che ci sono alcuni periodi nella notte, tra l’una e le quattro del mattino in cui vengono rilasciate sostanze chimiche nel cervello che provocano sentimenti di connessione alla propria fonte superiore.

Valdo Vaccaro
Valdo Vaccaro: TRIPTOFANO, SEROTONINA E PINEALE CONTRO OCCHIAIE, …

Ingredienti della cucina naturale: la banana

di Diana Marchiori il 28 marzo 2014

Tutti noi conosciamo la banana come un ingrediente della cucina naturale ma pochi sanno delle sue innumerevoli proprietà nutritive e curative. Iniziamo con un po’ di botanica: la banana è il frutto del banano, le cui varietà più note sono: la musa sapientium, la musa cavendishii e la musa paradisiaca. Fra le tre quella “paradisiaca ha meno zuccheri ed è più ricca di amido, caratteristiche che la rendono adatta ad essere trasformata in farina. La polpa zuccherosa della banana è molto nutriente ed ha un notevole potere saziante.


Si presta a diversi utilizzi culinari e non, può essere mangiata fresca, ridotta in purea, essiccata, frullata o la si può assaporare in una delle moltissime specialità dolciarie. I vegani la utilizzano nelle preparazioni dolci al posto delle uova nell’equivalenza di 1 uovo=1 banana.


Ecco una ricetta per un dolce senza burro e senza uova, leggero e  a basso contenuto di grassi, il pane alla banana: frullate le banane in un mixer o schiacciatela a mano finché non si trasformi in una purea, a cui incorporare 150 gr di zucchero di canna, 60 ml di latte, 1 fialetta di essenza di vaniglia, 2 cucchiai di yogurt,  1/2 cucchiaio di sale e 4 cucchiai di olio extravergine. Mescolate l’impasto e a parte unite 360 gr di farina integrale 00 con un cucchiaio di acqua frizzante per rendere più morbido il composto. Unite i due impasti preparati mescolando delicatamente, ed aggiungete una manciata di uva sultanina e 20 gr di mandorle tostate. Versate poi l’impasto in una teglia imburrata ed infarinata e fate cuocere nel forno per 40-45 minuti a 180°.

banana-bread

Pane alla banana, un alimento naturale

Per i nutrizionisti 100 grammi di banana forniscono circa 89 calorie e contengono acqua al 75%, 0,33 % di grassi, 22,84% di carboidrati, fibra al 2,6% e 1% di proteine. Naturalmente questi valori possono variare a seconda del grado di maturazione dei frutto e dalla coltivazione. Il frutto è una risorsa speciale di vitamine: B1, B2,B6, A, E (anche se in minor quantità), C, PP e di minerali quali fosforo, magnesio, sodio, potassio, ferro e zinco, grazie ai quali alla banana sono attribuite proprietà rimineralizzanti e antianemiche.
Vediamo alcune proprietà peculiari.
La vitamina B2 contenuta nella banana aiuta ad eliminare le tossine e contribuisce ad un aspetto sano di unghie, capelli e pelle; mentre le vitamine PP e B6 sono importanti per la salute della pelle e aiutano a regolare gli ormoni. Le vitamine del gruppo B aiutano a rilassare il sistema nervoso. Inoltre sempre la B6 insieme ad altri due elementi del frutto, triptofano e magnesio, stimola la produzione di serotonina, essenziale per mantenere il buon umore e una buona qualità del sonno. C’è da dire che alcuni medici però minimizzano le proprietà antidepressive legate alla banana, perché la serotonina viene digerita a livello gastrico dagli enzimi.

banana penguin

Sono banane o pinguini?

Contenendo molti zuccheri semplici e carboidrati viene consigliato un basso consumo del frutto durante una dieta ed evitare di mangiarlo a fine pasto. Nonostante ciò un recente studio austriaco dell’Istituto di Psicologia, condotto su 5.000 pazienti, ha dimostrato che, in caso di fame dovuta allo stress, il potere saziante della banana si rivela molto utile per chi è in sovrappeso. Infatti, per evitare l’appetito insaziabile indotto dallo stress, introdurre i carboidrati della banana ha permesso di tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue.

Grazie alla forte concentrazione di potassio la banana si dimostra efficace in caso di pressione alta, tanto che la Food and Drugs Administration degli Stati Uniti ha permesso di reclamizzare ufficialmente la proprietà del frutto di ridurre i rischi dovuti alla pressione alta e la probabilità di ictus.
Un altro studio della scuola Twickenham del Middlesex  ha mostrato che mangiare le banane può aiutare le funzioni cognitive degli studenti. Sembra che il potassio aiuti ad incrementare la concentrazione, i livelli di attenzione e a fronteggiare meglio lo stress.
La banana risulta utile in caso di bruciori di stomaco, perché combatte un’eccessiva acidità, e si consiglia anche in caso di nausee mattutine, perché aumenta il livello di zuccheri nel sangue e, consumata fresca, persino in caso di ulcere gastriche.

banana lollipop

Lecca-lecca alla banana

Inoltre, ridurre in purea la banana con una piccola aggiunta di miele faciliterebbe a smaltire una “sbornia”. La banana è poi consigliata anche a chi decide di smettere di fumare. Difatti le vitamine B6 e B12 insieme a potassio e magnesio aiutano a sopperire alla mancanza di nicotina.
Il frutto è molto utile per chi pratica sport grazie alla presenza di sostanze vasoattive, dopamina, noradrenalina, tiamina e serotonina. Una ricerca condotta dal New England Journal of Medicine ritiene che un regolare consumo di banane potrebbe ridurre del 40% il rischio di crisi cardiache.

In passato la banana veniva considerata utile contro la psoriasi e la dermatite cronica (non infiammatoria e non contagiosa). La buccia veniva usata contro il prurito generato dall’edera del Canada. Pare, però, che la buccia interna della banana sia effettivamente utile per ridurre l’irritazione dovuta alle punture d’insetto.
Un nuovo studio condotto dall’Università Federale di Sao Carlos, in Brasile, ha scoperto che una riduzione in polvere di bucce di banana essiccate può riuscire ad attirare i metalli presenti nell’acqua (come piombo e rame) e ad avere così una funzione purificatrice.
E non da ultimo, potassio, betacarotene e vitamine del gruppo B sono utilissimi in cosmesi: il potassio ha virtù diuretiche, è utilizzabile contro la ritenzione idrica e per attenuare le borse sotto gli occhi; il betacarotene ostacola l’azione dei radicali liberi ed aiuta la pelle a rimanere liscia e giovane.
Che dire, la banana è un vero toccasana naturale per risolvere inestetismi e problemi di salute vari, oltre che un frutto prelibato facilissimo da mangiare e che non causa allergia, tanto che è tra i primi frutti da svezzamento anche se occorre sottolineare che alcune proteine contenute nella banana (proteina Ba1, Ba2, Mus XP1) potrebbero scatenare reazioni di tipo allergico in soggetti sensibili.

In ultimo la buccia di banana può essere strofinata sulle calzature sostituendo in modo naturale ed economico il lucido da scarpe.

A tutta banana, quindi!
http://www.tuttogreen.it/alimentazione-ingredienti-della-cucina-naturale-la-banana/

Una vita in pantaloncini corti

4 dicembre 2013 by Leave a Comment

uomo in spiaggia

E’ arrivato il freddo e con esso aumenta ogni giorno che passa la mia voglia, nonché esigenza, di caldo. Qui in Italia trovo sollievo e soddisfazione solo stando vicino ai termosifoni, o ai pannelli radianti di Riscaldo oppure all’interno di qualche sauna di qualche palestra, o ancora grazie alla sensazione di aumento di circolazione provata nel post movimento/allenamento.  Certo tutto questo non è l’ideale,  ma aiuta a sopperire alla mancanza di luce, di calore e di raggi solari curativi che in queste stagioni più fredde vengono a mancare.
Sogno una vita che mi permetta di stare tutto l’anno in maniche corte e bermuda, liberamente scalzo. La specie umana è nata per stare all’aria aperta, a piedi nudi e con più pelle possibile esposta al sole, e non coperta da capotti e maglioni. Trovo quindi molto innaturale portare le scarpe per il freddo, ma purtroppo è per molti un esigenza. Ora qui le soluzioni sono due: o si sposta l’asse terrestre o cambiamo emisfero e ci spostiamo noi ai tropici.
Credo fortemente che il clima ideale per la nostra specie sia quello tropicale, e che qui al freddo l’uomo si ritrovi in ambiente inadatto ed errato.
Durante la sua evoluzione la razza umana è migrata dai luoghi in cui è nata adattandosi a nuovi ambienti, ma ha pagato, e sta pagando tutt’ora, questa alterazione del ciclo naturale con la diminuzione del suo ciclo di vita. Senza entrare troppo nello specifico basti pensare agli esquimesi che vivono al gelo, mangiando solo grassi animali, ed hanno una vita media di 35/40 o 50 anni a seconda delle fonti consultate.
Il corpo si abitua a tutto pur di sopravvivere, questa attitudine dell’organismo ha dato la possibilità all’uomo di insediarsi in zone non ideali alla propria specie apparentemente senza troppe difficoltà, anche se in realtà questo lo ha portato a subire un grosso dispendio energetico le cui conseguenze sono state malattie e diminuzione della durata della vita, nonché diminuzione delle qualità della stessa.
Per diverse motivazioni vivere al gelo non offre le stesse opportunità e condizioni adatte alla socializzazione che si hanno nei luoghi caldi. Non a caso i popoli tropicali, specie quelli sudamericani, sono sempre allegri nonostante le proprie condizioni culturali, economiche e sociali che sono molto più “difficili” rispetto le nostre.
Volendo ragionare con il buon senso vi sono molti punti di vista che possono essere affrontati insieme riguardo la questione, innanzitutto l’alimentazione:
Come molti di voi già sanno, noi di Fruttalia crediamo che la dieta ideale dell’uomo sia quella fruttariana o frutto vegetale (fruttaliana), e di fatto qui in inverno non c’è a nostra disposizione tutto il cibo vegetale di cui avremmo bisogno, frutta che è invece presente durante tutto l’anno ai tropici.
Passiamo poi alla questione energetica:
La perdita di foglie da parte delle piante e i periodi di letargo, o più semplicemente l’aumento di ore di sonno, affrontati dagli animali sono tutte tecniche per limitare il consumo di energia e risparmiarne quanta più possibile. Nell’uomo questo meccanismo non avviene, ma anzi continuiamo a lavorare e spremerci energeticamente anche e soprattutto d’inverno mangiando addirittura più che in estate. Il mangiare in eccesso provoca stimolazioni compensatorie alternative al nostro sistema biologico, che si riscalda per la maggiore energia generata dalla digestione e dal metabolismo aumentato. Questo dispendio genera affaticamenti e sprechi a livello di energie vitali. Tutto questo però, si potrebbe evitare con un bel paio di raggi di sole rigeneratori in più.
Anche l’uomo come gli animali dovrebbe diminuire la propria alimentazione, specie quella invernale, seguendo di più l’istinto e la natura; è questione di buon senso. Non andiamo in letargo semplicemente perché il corpo si adatta e compensa come meglio può, ma se osserviamo la natura le piante producono meno frutti in inverno e di conseguenza di meno cibo dovremmo dunque nutrirci avendone una disponibilità minore.
La Teoria che l’uomo sia un animale tropicale non è solo mia, ma nasce da studi antropologici e realtà storiche.
Il progetto “Uomo” nasce moltissimi anni fa nell’Africa subtropicale (alcuni parlano del Kenia) e si sviluppa sempre rimanendo in climi caldi. Tutte le più grandi civiltà sono nate e si sono espanse in climi temperati, vedi i sumeri ad esempio, i popoli della valle dell’Indo, gli egiziani, gli ebrei e così via… insomma “una vita in pantaloncini corti”.
spiaggia tropicale
Ben poche civiltà si sono spinte verso nord e quelle che lo hanno fatto hanno subito gravi ripercussioni sia sulla qualità che sulla durata della vita, ma soprattutto sono state obbligate a trasformare, riutilizzare e sfruttare la natura in modo innaturale ed eccessivo; vedi ad esempio l’uccisione di animali per procurarsi il pellame o ancora l’impiego degli alberi per il fuoco, pensate che gli antichi Romani per alimentare le terme cittadine hanno disboscato gran parte delle foreste del Lazio.
Quello che posso dire io è che l’uomo nasce nudo e non con la pelliccia. Neanche in Svezia, Groenlandia o in Alaska l’uomo possiede protezioni naturali ed è quindi impreparato a vivere al freddo. Insomma sono si d’accordo che l’uomo è in grado di adattarsi a tutto, l’ho sempre sostenuto e anche scritto in precedenza qui nel blog, ma trovo sia comprensibile la ricerca di una migliore qualità della vita.
La voglia di poter vivere in maglietta e pantaloncini tutto l’anno mi spinge da sempre verso terre tropicali, dove poter stare scalzo camminando su sabbia o erba mangiando ottima frutta in ogni stagione. Al caldo mangeremmo anche di meno perché sarebbe il corpo stesso a richiedere quantità minori di cibo, compensate dall’energia solare e dalla diminuzione di preoccupazioni. Questo ci aiuterebbe ad avere sangue più fluido e scorrevole senza attriti all’interno dell’organismo e quindi maggiori possibilità curative auto-prodotte.
Ovviamente non bisogna vivere male il freddo, così come qualsiasi altra cosa nella vita. Amare tutto e tutti vivendo in armonia con l’universo è uno dei miei principali obbiettivi! Onestamente però non lo gradisco così come non gradisco i disagi che esso comporta, quindi potendo scegliere lo eviterei. Il freddo non è consono ne sinergico alle nostre attività biologiche interne, e anche se ormai abbiamo imparato benissimo ad adattarci e ad affrontare qui l’inverno, non è l’ideale.
Da quando seguo il sistema Fruttalia devo dire però che va meglio, di fatto ne soffro meno, certo lo sento ancora, ma non lo percepisco più come dolore o fastidio vivendolo ora unicamente come freno biologico alle guarigioni e all’allegria emozionale. C’è anche da dire che grazie a Dio vivo a Roma, un luogo dal clima mite, un luogo che gli antichi romani scelsero non a caso. Ad ogni modo per i miei standard è già freddo anche qui, dove l’inverno “rigido” si patisce solo a Gennaio/Febbraio, e il solo fatto di doversi mettere una giacca anche a marzo o dicembre equivale per me a sentire freddo.
Comprendo i punti di vista diversi dal mio, ma sono convinto che noi “siamo energia”, lo siamo in una forma ancora non evoluta che ha bisogno di ingerire sostanze che creino attrito della circolazione sanguigna per generare calore (leggi anche Attriti interni, ostruzioni e recupero della mobilità fisica).
Muoviamoci dunque verso una trasformazione ad energia solare che comporti più cibo sano, più liquido dalla frutta e meno cibo solido. Cerchiamo di dirigerci verso una decrescita felice che ci porti ad una nuova rinascita di coscienza, e chi può inizi a pensare all’idea di emigrare in posti caldi e bellissimi che fortunatamente ancora oggi esistono su questo pianeta, un’alternativa fra tutte il nostro progetto tropicale Ubuntu (Ecovillaggio Ubuntu;… Frutta, Sole, Mare, cooperazione).
Per chi decide di restare invece,  può semplicemente  organizzarsi al meglio per resistere al freddo e alla mancanza di sole e calore, reagendo con attività fisica, o  con i mezzi riscaldanti tecnologici più vicini possibili alla natura.
Buon sole e buon calore a tutti.

Perchè mangio esclusivamente frutta? “Tord Lyseving”

29 ottobre 2013 by 3 Comments

Perchè mangio esclusivamente frutta?

Tord Lyseving, fruttariano dal 1986 scrive:
Mangio frutta perchè l’ho sempre amata; porta un’armonia salutare al mio corpo e mi da più potere spirituale.
Mangio frutta per preservare la Terra.
Mangio frutta per evitare le malattie ed il dolore del corpo fisico .
Mangio frutta per essere più umile e saggio, e per espandere la mia coscienza.
Mangio frutta per espandere, sviluppare ed accrescere le mie facoltà spiritualiMangio frutta per evitare il tradizionale processo di invecchiamento.
Mangio frutta per servire la coscienza d’amore su questo pianeta.
Mangio frutta per stare in contatto con l’unità cosmica.
Mangio frutta per entrare meglio in contatto con la mia attuale incarnazione e con quella degli altri ed anche per raggiungere uno stato di Salvezza ed Invulnerabilità.
Mangio frutta perché rappresenta il principio di minor crudeltà ed il principio di una coscienza d’amore.
Mangio frutta perché mi rende la vita FACILE!
LA FRUTTA E’ LIBERTA’
foto_Tord_2009                fruttarismo-un-cammino-di-liberta-libro-71768
Tord Lyseving è nato nel 1943 nell’estrema città settentrionale di Lulea, in Svezia. Durante l’adolescenza si trasferì con la famiglia a Stoccolma e ha trascorso lì la maggior parte della sua vita.
Ha studiato ingegneria al Royal Technical College (KTH) di Stoccolma, dove ha seguito anche gli studi di dottorato nel suo specifico campo di lavoro, la tecnologia dei polimeri, per più di due anni. Alcuni dei suoi lavori di ricerca sono stati pubblicati nella rivista internazionale Journal of Applied Polymer Science nel 1973. Il suo lavoro di ricerca era finanziato dal Ministero della Difesa svedese: controllo delle vibrazioni di materiali polimerici in aeroplani e sottomarini.
Dopo aver lavorato per 2 anni come funzionario tecnico commerciale, avviò un’attività in proprio di artigiano e artista. Nel 1980 acquistò due negozi di prodotti biologici a Stoccolma, nei quali riceveva anche i pazienti in qualità di naturopata. Questo successe dopo la crisi di salute della sua prima moglie e i successivi studi svolti sull’alimentazione cruda, la digitopressione, l’iridologia, la chirologia e la fotografia Kirlian (con una macchina fotografica che un amico del Royal Technical College lo aiutò a costruire).
Nei successivi 20 anni ha lavorato costantemente coi suoi pazienti, scritto 8 libri (7 in svedese e quest’ultimo in inglese) e tenuto molti corsi e conferenze.
Nel corso del 1985 mangiava frutta e noci, ma dal 1986 ha escluso le noci per vivere solo di frutti e bacche.
Inoltre dipinge a olio, fa sculture in legno e ha esposto le sue opere sia in Svezia che in Spagna. Attualmente unisce elementi naturali e surrealistici nei suoi dipinti e ha dato vita a un nuovo “ismo”, il sintetismo.
Suona con grande piacere sia la tromba che il pianoforte.
Nel corso degli anni, ha viaggiato per il mondo per trovare il luogo perfetto in cui risiedere con le persone che ama, un luogo dove essere circondato da frutta e belle persone.
La foto lo ritrae nel 2009.

Intervista a Tord Lyseving (dicembre 2009)
autore di “Fruttarismo, un cammino di libertà, edizioni Impronte di luce
Intervista a cura di Mango Wodzak e pubblicata sul suo blog http://mangodurian.blogspot.com/
Ciao Tord, potresti per favore cominciare presentandoti un po’? Dicci semplicemente chi sei, di dove sei, dove vivi ora, la tua età, condizione familiare, o qualsiasi altra cosa ritieni possa darci una rapida idea di chi sei.
Una volta (penso sia stato nel 1983/84) ero seduto in meditazione a occhi chiusi e vidi 12 delle mie precedenti vite. Fu come un’ondata di marea, prima un’immagine molto chiara, poi un’altra e… disposte in una sorta di sequenza storica. Ne citerò solo alcune. Questa esperienza fu molto forte per me e colpì la mia mente con evidenti conseguenze. Cominciò con l’Africa, dove ero un uomo-medicina e stavo curando una donna ammalata nel luogo in cui vivevo, un po’ in disparte rispetto al villaggio. Preparavo una medicina naturale a base di bacche rosse in un contenitore di legno. Macinavo e pestavo le bacche riducendole in una pasta che le facevo mangiare e poi spalmavo sulla sua pelle. Diverse persone sedute in cerchio si aspettavano un miracolo di guarigione. Occupavo una posizione influente in questo villaggio africano. Successivamente, nel 1990, la mia ex moglie mi portò in Africa, Gambia, dove rimasi per qualche tempo e incontrai molte persone, persino un anziano uomo-medicina che mi chiese di fermarmi da lui per insegnargli le mie conoscenze di medicina naturale. Fui onorato di sentrmi dire una cosa del genere e in qualche modo confermava le mie precedenti esperienze di vita.
Un’altra ondata di marea storica che colpì la mia mente era ambientata nel popolo Maya o Inca, in Messico o Guatemala. VIdi un uomo con abiti multicolore con tanto potere e anche crudeltà. Posso ancora dipingere l’immagine di questo uomo dai mille colori con una grande corona di penne sulla testa. Nella vita attuale sono stato anche in Guatemala e avvicinarmi agli antichi templi, specialmente quello di Chichen Itza, fu un grande “deja vue”, o riconoscimento.
Una terza vita si era svolta in America, Canada, come capo indiano. Una cosa curiosa è che diversi amici mi avevano detto che io gli sembravo avere un qualche legame con i nativi americani. Nel 1960, in questa vita, ho visitato una località in Canada e ho danzato con indiani veri in una riserva. È stato come danzare con la mia storia.
In Russia sono stato, in momenti diversi, un giovane e famoso pianista e molto vicino allo zar Pietro il Grande, e aiutavo a costruire navi da guerra. Nella vita attuale sono stato anche in Russia, due volte, forse una specie di ripetizione per comprendere la mia storia?
La mia ultima esperienze riguardava un pilota militare in Inghilterra durante la prima guerra mondiale. Ero capo pilota, ma abbandonai, atterrando in Olanda in un’azienda agricola e sposai una bella ragazza, la figlia del contadino. Nella vita attuale ho avuto a che fare (su piccola scala) con il volo acrobatico e planato. Un’altra sorta di riconoscimento.
Questa è stata parte del mio background, e naturalmente sono stato anche povero, schiavo, prigionariero e altro, ma queste dodici incarnazioni sono apparse in maniera particolarmente forte e chiara, come se rappresentassero uno schema stampato dentro di me. Sono stato anche coinvolto in molte battaglie.
Nel presente tempo “Gregoriano” sono nato nel 1943 nella città di Luleå, nell’estremo settentrione della Svezia. Da ragazzo ero molto attivo, sportivo e pieno di talento e non ho mai usato alcun tipo di droga né sigarette, e ho bevuto solo piccoli quantitativi di alcolici. Spesso venivo eletto capoclasse e l’insegnante si serviva di me per mostrare delle cose. Aiutare le persone è sempre stato un mio “karma” evidente, probabilmente per via delle precedenti vite in cui sono stato crudele e ho sacrificato altre persone. Come dottore naturopata ho ancora questo compito di aiutare e ispirare le persone verso una vita e una salute migliori. Sono anche stato un cosiddetto coach per alcuni sportivi di alto livello e musicisti svedesi che hanno avuto ottimi risultati.
Quando ero giovane ero molto interessato all’arte e cominciai a dipingere molto presto e i miei disegni venivano spesso appesi sui muri della scuola per mostrare come doveva essere fatto un buon disegno. Che mentalità assurda! Oggi, tutti i disegni degli studenti vengono appesi ai muri.
Ho studiato al KTH (Politecnico) di Stoccolma e come ricercatore. Ho avuto anche a che fare con la FOAM (Difesa Nazionale Svedese, e la M sta per sezione per la ricerca sui materiali; la mia specialità erano la plastica e la gomma). Ho seguito gli studi per il dottorato per due anni presso l’istituto di tecnologia dei polimeri. Ho scritto diverse relazioni sul mio lavoro e un articolo su una ricerca internazionale pubblicato nella Rivista di Scienza Applicata dei Polimeri nel 1973. A quel tempo ero molto orgoglioso che il mio lavoro fosse stato accettato dagli esperti che componevano il comitato editoriale negli USA. Da quel momento venni chiamato “Dr. Tord Åredal” (il mio nome a quel tempo). Questo titolo, dottore, era riportato su lettere provenienti da tutto il mondo e dal comitato editoriale della rivista. Ma io non sono un vero dottore tecnico tradizionale perché non ho mai affrontato il tradizionale confronto con gli oppositori.
Non ho mai fatto carriera nell’industria comune. Saltai semplicemente su un altro binario e comprai due negozi di prodotti naturali, dove avrei avviato la mia nuova vita. Nel negozio ricevevo i miei pazienti e la mia cara madre (che raggiunse l’età di 92 anni) spesso mi aiutava coi clienti.
Ho tre figli (un maschio di 40 anni, una femmina di 38 e una seconda di 15). La mia ex moglie era un capitano pilota e insieme abbiamo girato il mondo nella speranza di stabilirci in un posto che avesse un buon clima e tanta frutta saporita e a poco costo. Abbiamo cercato di stabilirci a Tenerife, La Palma e in Brasile. Tuttavia, in vari modi siamo stati amorevolmente riportati indietro, dai nostri fratelli spirituali, a Stoccolma, nel 2006. Ora vivo con la mia compagna Lisa, che vedete anche nella foto. Stiamo aiutando i genitori di Lisa a costruire la loro fattoria e anche, in parte, la loro attività. Mio figlio sta avviando un’attività nell’edilizia e ogni tanto lo aiuto anch’io. Attualmente, Lisa e io siamo in contatto con persone interessate allo stile di vita fruttariano. Alcuni giovani studenti, soprattutto ragazze, vengono a intervistarmi e scrivono delle relazioni sulla vita fruttariana e sulla salute. Sono felice di vedere questo interesse, specialmente nei giovani. Il mondo spirituale invia vecchie anime in giovani corpi per rendere il mondo più ricco di frutta.
Il mio sito è www.lyseving.com, ma non lo aggiorno da diversi anni. Ho però intenzione di crearne presto uno migliore.
La migliore carriera che ho fatto è stata quella come fruttariano, dal 1984/85, in Svezia. È stato, fino ad ora, il mio viaggio più entusiasmante e mi attendo altre interessanti ricerche e nuove scoperte nel futuro.
Congratulazioni per il tuo bel sito, Mango! Magari il mio potesse essere bello come il tuo!
So che, rispetto ad altri paesi scandinavi, la Svezia è molto più sviluppata nel campo della dieta, specialmente grazie al lavoro fatto da Lily Johansson e Alf Spångberg… Hanno forse avuto una qualche influenza sulla tua scelta fruttariana?
Nel 1984 – a quel tempo ero fruttariano con noci e qualche seme – ero responsabile di una clinica salutista in Norvegia, e lì offrivamo una dieta che era una miscela di dieta crudista e dieta vegana alla Lilly Johansson. A quel tempo la clinica era vicina alla bancarotta. Chiamarono me e le cose cominciarono a funzionare. Partecipammo anche a un programma della televisione norvegese e da allora iniziò ad arrivare un gran flusso di persone.
Una volta andai a trovare Lily Johansson insieme a mia madre, per curare i suoi calcoli alla cistifellea. Si liberò di tutti i calcoli con l’aiuto di una cura a base di olio di oliva, succo di limone e cibo vegano, e da allora non ebbe più problemi. Ho parlato con Lily e mi disse che avrebbe voluto mangiare più frutta o anche diventare fruttariana, ma che non poteva per via dei suoi problemi reumatici. Aveva dolori quando mangiava alcuni tipi di frutta.
Cercai di spiegarle perché e di dirle qualcosa sulla capacità della frutta di risolvere quel problema, ma senza molto successo. Lily morì nel 1999, all’età di 79 anni. Alf Spångberg è nato nel 1924 e io credo che sia ancora vivo. Io ero già fruttariano quando lui cominciò a essere conosciuto in Svezia.
Diventai fruttariano perché le mie guide spirituali mi aiutarono in questa carriera. Una reazione comune, quando divenni fruttariano, era che quasi tutti, comprese le persone “esoterico alternative”, che fossero medium o meno, mi guardavano come fossi un estremista. Qualche amico medium mi disse persino che sarei morto di malnutrizione se avessi continuato a mangiare solo frutta….??
Quindi immagino che durante la crescita tu abbia seguito la dieta standard del tempo e del luogo. Puoi dirci qualcosa di come era?
Quando ero piccolo amavo la frutta. Quando mio padre veniva a casa con una cassetta piena di arance, potevo facilmente mangiarne 7 o 8 di seguito. Parlo di questo anche nel mio libro “Un cammino di libertà”. Riuscivo anche a mangiare 4-5 limoni di seguito senza alcun problema. Amavo i pomodori e, insieme ad alcuni amici, andavo in un posto dove li coltivavano e dove potevamo rubarli. Sono veramente nato fruttariano ma i miei genitori non avevano alcuna comprensione della cosa. Mangiavo il cibo che mia madre mi serviva e divenni vegetariano solo alla fine degli anni ’70. All’inizio degli anni ’80, la mia famiglia viveva di soli cibi crudi, la cosiddetta dieta “living food”. La mia prima moglie ed io ci recammo all’Istituto Ippocrate di Boston per imparare il loro programma con germogli, erba di grano ecc. Mia moglie migliorò molto da allora. Io e la mia famiglia vivemmo in quel modo per circa 2 anni e mezzo.
Dopo la mia rivelazione (anch’essa descritta nel libro), avvenuta in stato di meditazione nel 1983/84, divenni un vero fruttariano. Durante la mia transizione, naturalmente mi capitò di avere alcune tentazioni per il pane, le patate, il pesce (salmone) e persino, qualche volta, la carne. Le poche volte che provai a testare il cibo comune ebbi delle bruttissime reazioni. Mi piace chiamarle reazioni di depurazione. Una volta, nel 1993, feci una prova con del pollo, patate e pane. La reazione che ebbi fu semplicemente un’esperienza amorevole. Mi uscì un sacco di muco dal naso e il mio piede destro diventò insensibile, persino paralizzato, tanto che per una settimana non riuscii a sollevarlo. Dovevo trascinarlo a terra e mi faceva anche male la gamba destra e avevo tremori in alcuni muscoli.
Non appena mangiavo del cibo comune, cosa che successe poche volte e comunque solo a un singolo pasto come prova, e anche con cibo cotto vegetariano, mi veniva subito un sacco di muco al naso e le formiche lungo le gambe e naturalmente una sensazione spiacevole, pesante, alla testa. Era evidente che il cibo influiva sul mio cervello. Questa “regressione alimentare” può essere vista come parte dei miei esperimenti, aventi lo scopo di darmi una migliore comprensione delle mie reazioni fisiche. Una parte del mio lavoro privato di ricerca.
Lo sapevi che l’Amleto di Shakespeare una volta disse «Sono un forte mangiatore di carne e sono consapevole del fatto che questo danneggia il mio spirito». Eppure era famoso e riconosciuto. Sai cosa significa la parola Shakespeare? Significa “scuoti le pere”, quindi forse anche lui era un potenziale fruttariano…??
Com’era la tua salute da giovane? E il tuo peso?
Ero un ragazzo sano che aveva solo qualche raffreddore. Ero sempre in movimento con diversi sport: ballo, ciclismo, box, nuoto, corsa, salto, tennis da tavolo, calcio, hockey su ghiaccio, bandy, tennis….
Com’è la tua salute ora rispetto ad allora? Ti senti invecchiato?
Io oggi ho 66 anni (questo articolo è del 2009) e non mi sono mai sentito meglio. Sto insieme a una donna di 35 anni e non mi sento molto più vecchio di lei, fisicamente. Suo padre, un uomo simpatico e creativo, che è mio “suocero”, è un anno più giovane di me e mia “suocera”, una donna d’affari altrettanto simpatica e creativa, ha un anno più di me!
Quando non sei stato bene l’ultima volta?
Trenta anni fa. È una questione di definizione, ma non ho avuto malattie durante tutta la mia carriera fruttariana. Quando avevo una dieta crudista potevo avere qualche reazione di disintossicazione, che è comunque un buon sintomo e normale. Finché vivrò, non avrò più alcun tipo di malattia. Questo l’ho deciso e vivrò il resto della mia vita senza alcun tipo di cosiddetta malattia. Le persone che leggeranno attentamente il mio libro capiranno cosa intendo dire.
Com’è la tua alimentazione tipica di un giorno? Mangi a orari fissi?
Il tempo non ha influenza sulla mia alimentazione. Il mio desiderio è che il tempo Gregoriano non esista più dopo il 2012. Mangio solo quando ho fame. Alcuni giorni non mangio affatto e bevo solo piccoli quantitativi di acqua e succo di limone. La mia intenzione, per il prossimo futuro, è quella di minimizzare il consumo di cibo e diventarne indipendente. Lisa ed io abbiamo lo stesso obiettivo. Molti giorni frullo insieme qualche banana, avocado, mirtilli e piccoli quantitativi di frutta essiccata reidratata (mango, datteri, ananas). Frullo il tutto con il succo di due pompelmi spremuti a mano. Poi magari prendo alcune bacche – fragole, more, lamponi o altre bacche disponibili secondo la stagione – e le spargo sulla superficie del frullato, a volte con l’aggiunta di poca noce di cocco grattugiata. A volte persino un po’ di polvere di carrube. Questa mistura può durarmi diversi giorni.
So che ti chiedi se ci sono i frutti durian in Svezia. Una volta sono andato in Indonesia e Sumatra con la mia ex moglie e mia figlia di 8 anni (a quel tempo). Mangiavamo durian ogni giorno e un durian ci costava meno di mezzo dollaro. Di solito compravamo un sacco intero pieno di durian. Il durian è uno dei miei frutti preferiti, insieme al jackfruit, che mangiavo spesso durante il mio viaggio in Australia. È possibile trovare i durian in Svezia, ma il più delle volte il gusto non è buono e il prezzo per un singolo frutto è di 40/50 dollari.
Mi pare tu abbia scritto diversi libri sul fruttarismo, per lo più in svedese, ma anche uno in inglese. Quando hai scritto il primo libro?
Il primo libro era una dieta “Living foods” cioé crudista, del 1983. Lo stampai io e vendetti ogni singola copia stampata, circa 600 copie. Il mio primo libro sulla frutta è del 1986 e si intitola “Maten Din Medicin-frukstadiet (Il cibo, la tua medicina-lo stadio fruittariano)”. Questo libro è ancora in vendita e finora ne ho vendute circa 1000 copie.
Dove si possono ordinare i tuoi libri?
In alcuni negozi di prodotti naturali, qualche libreria o direttamente da me. Li vende anche una libreria di Stoccolma.
Hai accennato al fatto che il 2 di luglio è stato dichiarato giornata della frutta in Svezia. Volevo scrivere un pezzo nel mio blog su questo, ma poi la data è passata e me ne sono dimenticato… Com’è che è stata dichiarata questa giornata, e che tipo di risposta hai avuto?
Alla prima giornata della frutta in Svezia hanno partecipato circa 120 persone. Si partecipa mangiando solo frutta per quel giorno e a molte persone è piaciuta questa idea e questo tipo di manifestazione, quindi per Lisa e me fu un buon inizio. Naturalmente dichiararemo la Giornata Mondiale della Frutta anche il prossimo anno, nella stessa data. Forse organizzeremo qualche evento pubblico, vedremo.
Quanti fruttariani conosci, quanti pensi ce ne siano in Svezia e perché, secondo te, ce ne sono così pochi?
Penso ci siano state almeno 200-300 persone che hanno provato a diventare fruttariane. Alcune per brevi periodi, altre per qualche anno, con esperienze fantastiche. Molte di queste persone tornano sui propri passi per via di condizionamenti sociali. Non riescono a sopportare la pressione sociale.
Naturalmente anche le tentazioni, le vecchie dipendenze e il desiderio per i cibi comuni giocano un grosso ruolo. Molti ci provano per brevi periodi ma poi tornano indietro.
Puoi dirci qualcosa della tua transizione al fruttarismo? È stata una cosa veloce o più graduale?
Come ho detto prima, ero destinato a essere fruttariano già dalla nascita. Tutti i tipi di cibo mangiati durante l’infanzia e poi crescendo li vedo come una regressione dell’energia alimentare, allo scopo di adattarmi al mondo sociale. Creai la mia realtà, che mi era data nell’amore e con un senso. Nei miei libri, anche nel mio ultimo “Un cammino di libertà”, io parlo di 6 diversi stadi che possono essere di aiuto per le persone che stanno provando a diventare fruttariane. Non tutti sono destinati ad esserlo. La mia transizione mi ha visto passare per il vegetarismo, passando poi al crudismo e poi un salto quantico allo stadio fruttariano. Le mie guide spirituali mi hanno aiutato molto a fare questo salto.
Come hanno accolto la tua famiglia e i tuoi amici la tua rivelazione?
Già solo essere vegetariano, alla fine degli anni ’70, scatenava reazioni, ed essere un cosiddetto fruttariano era una cosa molto radicale e spaventosa per la maggior parte delle persone che mi circondavano. Ma la mia strada era segnata e io ho semplicemente seguito il percorso senza preoccuparmi di familiari e amici.
Qualcun altro nella tua famiglia ha fatto cambiamenti simili?
No. Nessuno.
Quali alimenti hai trovato più difficile lasciarti alle spalle?
In realtà, non è stato per nulla difficile lasciarmi alle spalle il vecchio cibo sostituendolo con sola frutta, grazie al mio amore per la frutta fin dalla tenera età. Quando divenni fruttariano pensai «Finalmente posso mangiare e vivere solo di dessert! Che mondo meraviglioso…” (Louis Armstrong)
Come accennato prima, a volte mi veniva voglia di pane, patate, salmone…. La mia ricerca privata con il mio corpo come laboratorio mi ha dato una vasta comprensione delle cause e degli effetti che ottengo dal cibo che mangio. Questa è stata un’esperienza amorevole. Quando facciamo una transizione alimentare, dobbiamo essere consci del fatto che si tratta di una sorta di regressione, ovvero quando depuriamo le cellule del corpo, la memoria cellulare si comporterà come se stesse facendo dei ritrovamenti archeologici e a volte questi ritrovamenti possono riportarti indietro nella storia, anche col tuo corpo.
Una volta dicevo che diventare fruttariano è come diventare un archeologo esoterico.
Scavi nella tua storia personale e la ripulisci ed è possibile scoprire molte cose durante questa spedizione temeraria.
Senti in qualche modo il bisogno di integrare la tua dieta?
Per nulla!
Sei felice della scelta e della qualità di frutta di cui disponi in Svezia?
Soddisfatto, sì! So, per via di tutti i miei viaggi per il mondo, che il gusto della frutta nei paesi più caldi, mangiata direttamente dagli alberi, è superiore. Ma posso trovare il mio paradiso solo dentro me stesso, quindi la collocazione geografica non è la prima priorità. Una volta sono stato molto vicino a trasferirmi a Cooktown, in Australia, ma… la Svezia sembra essere la mia terra al momento.
Quindi, non hai piani di viaggiare o trasferirti in un clima più caldo? Sei felice di vivere dove sei?
Non dico mai mai, ma per come appaiono le cose ora, sono soddisfatto di stare a Stoccolma o vicino a questa capitale (sembra di parlare di soldi, visto che capitale significa denaro).
A volte mi viene voglia di un clima più caldo, dove poter far crescere un mio frutteto con almeno 50 diversi tipi di frutta. Che Paradiso!
Se potessimo avere più sole in Svezia, con mezzo metro di strato di humus sul suolo potremmo facilmente far crescere qualsiasi tipo di albero da frutto in breve tempo. Spero che questo cambiamento climatico arrivi presto.
Dove e come ti vedi vivere e mangiare fra dieci anni?
Probabilmente mangerò ancora frutta in piccoli quantitativi e terrò molte conferenze per via del sempre maggiore interesse nel risparmio energetico. Specialmente fra i giovani, il cambiamento di coscienza influenzerà molti scienziati, che produrranno molte tesi di dottorato sul cibo e su come esso influenzi la società e il cervello e il comportamento degli esseri umani. Questo perché l’energia della frutta influenzerà ogni elemento della società. Questa consapevolezza inizierà a diffondersi rapidamente a partire dal 2012. Poi ci sarà un’escalation.
Pensi che la tua dieta potrebbe essere migliorata in qualche modo?
Io e la mia ragazza abbiamo l’obiettivo di riuscire a non mangiare, ovvero di non dipendere più dal cibo. Il raggiungimento di questo obiettivo potrebbe essere in questa vita oppure nella successiva. Miglioriamo ogni giorno perché abbiamo un piano.
Come ti senti quando le persone ti dicono che devi essere pazzo e che non è possibile sopravvivere mangiando come fai tu?
Al giorno d’oggi ormai nessuno più mi dice questo. Ad ogni modo, benedico ogni domanda in questo senso.
C’è nulla che vorresti aggiungere in termini di parole di incoraggiamento per coloro che aspirano al fruttarismo?
La frutta è libertà e la libertà è amore!
Infine, so che stai lavorando con un Istituto Idro-Atomico. Potresti dirci brevemente di che progetto si tratta?
In realtà, non lavoro per questa azienda, ma la sostengo semplicemente con qualche soldo, idee e contatti e per integrare Energia Libera nell’industria edile. Mi piace essere un “ispiratore radicale libero di nuovi pensieri”. Il Nuovo Mondo ha bisogno di nuovi pensieri. Il progetto dell’energia libera si basa su acqua e idrogeno, e persino sull’ottenere acqua direttamente dall’aria. Non si tratta di una cosa nuova ma… avere successo con l’introduzione di una “nuova tecnologia” nell’industria tradizionale è molto difficile e anche pericoloso, perché crea molte condizioni minacciose. Abbiamo bisogno di nuovi leader privi di ingordigia e che non siano a caccia di denaro e potere.
Grazie
Un abbraccio, Mango.
(traduzione di Elena Grassi)

La “SIGNATURA RERUM”

di Paolo Alessandro Ruffini e Claudio Viacava

Cari amici, troverete la straordinaria dottrina delle “segnature” o “firme” non solo negli antichi volumi di Theophrastus Bombastus von Hohenheim detto Paracelso, nei quali egli svelò alla scienza la “Signatura Rerum”, ma anche negli studi del filosofo Jakob Böhme secondo cui il Creatore (l’Ordinatore Supremo) ha contraddistinto tutto ciò che ci circonda con un “segno” personale e caratteristico, attraverso un curioso linguaggio di simboli e di analogie, che si sarebbe svelato ai maestri di vita più meritevoli.  Una pianta con parti somiglianti ad organi umani, apparati o funzioni è utile per curare o sostenere quegli organi, apparati o funzioni. Questo concetto è ben confermato dai cultori delle Medicine Naturali i quali e non solo per antica tradizione, affermano che un alimento o pianta con una forma o una struttura “somigliante” ad un organo corporeo o a una funzione fisiologica o ad un elemento presente nel corpo umano è considerato aver una funzione terapeutica e benefica per la persona che se ne nutre o lo assume secondo le modalità e quantità prescritte. Si ricordi che anche il principio fondamentale dell’Omeopatia, tratteggiato da Samuel Hahneman, descrive chiaramente la legge dei simili (similia similibus curantur). Di queste osservazioni si è avvalso anche E.Bach sperimentando e poi utilizzando con successo i suoi famosi “fiori terapeutici”che si basano proprio sulle loro ben precise signature.

La carota

La carota affettata (per traverso) assomiglia molto all’occhio umano. Pupilla, iride e linee a raggiera sono evidenti. La scienza ci insegna che le carote contengono Betacarotene, una vitamina oleosolubile, vero toccasana per la vista e la diminuzione della visione notturna è causata dalla sua carenza. Un altro componente presente nelle carote è la Luteina (Carotenoide). Se la Luteina è carente la parte della retina sensibile alla luce può danneggiarsi. Varie ricerche hanno confermato che supplementi di Luteina naturale possono supportare e nutrire il pigmento maculare. Negli anziani, infatti, ad essere a rischio è soprattutto la densità del pigmento maculare che, se danneggiato gravemente, può portare anche alla cecità.

Il pomodoro

Il pomodoro ha quattro camere ed è rosso. Tutte le ricerche mostrano che i pomodori effettivamente sono un alimento elettivo per il sangue e il cuore. I pomodori sono ricchi di Licopene (E160d), carotenoide e potente antiossidante, un cosiddetto scavenger (spazzino di radicali liberi) che aiuta nella prevenzione dei tumori (specie quelli della prostata e della mammella), protegge dagli effetti nocivi dei raggi UV e favorisce la funzione circolatoria.

L’uva

I chicchi d’uva sono riuniti in grappoli che hanno la forma del cuore; ogni chicco assomiglia a una cellula del sangue e tutte le ricerche odierne mostrano che l’uva è un alimento che ravviva profondamente il cuore e il sangue; ed il vino rosso…fa buon sangue. Studiando il “paradosso francese” si è scoperto nella buccia degli acini un potente cardioprotettore: il Resveratrolo.

La noce

La noce assomiglia a un encefalo in miniatura, con un emisfero destro e un emisfero sinistro, 2 cerebri in alto e 2 cervelletti in basso.
Persino le rughe o pieghe della superficie richiamano la neo-corteccia. Oggi la scienza ci dice che le noci aiutano a sviluppare i neurotrasmettitori per la funzione cerebrali, sono ricchi di nutrienti per nutrire il DNA e le cellule nervose. Ricchi di Omega 3 e 6 contro il colesterolo “non buono” (LDL) nocivo in questo caso, sulla circolazione cerebrale. Contengono inoltre molto Fosforo, Calcio, Ferro, Zinco ed aiutano il ciclo di Krebs.

 

I fagioli

I fagioli aiutano a mantenere sana la funzione renale e, se consumati correttamente, sono alimenti ricchi di proteine nobili che donano energia e vitalità (ricordare il detto: “andare avanti a forza di reni”). Osservandoli bene hanno esattamente la forma del rene, con tanto di bacinetto e surrenali.

Il sedano

Il sedano, il bok choy, il rabarbaro e altre piante assomigliano proprio alle ossa. Questi alimenti sono specificamente diretti a rafforzare le ossa. Le ossa sono costituite per il 23% da sodio, poi Calcio ma anche Silicio. Se nella vostra alimentazione non vi sono questi minerali a sufficenza, il corpo li estrae dalle ossa, indebolendole. Attenzione, quindi, ad un alimentazione troppo acida, si mobiliterà il Calcio dalle ossa per tamponare l’eccesso di acidità. Questi alimenti vanno a nutrire la struttura ossea e quindi scheletrica.

 
Avocado e Pere

Avocado e Pere sono mirati alla funzione e alla salute dell’utero e della cervice della donna ed hanno proprio l’aspetto di questi organi. Alcune ricerche mostrano che, se una donna mangia un avocado alla settimana, riequilibra gli ormoni, fa eliminare il peso eccessivo dopo la gravidanza e previene le degenerazioni della cervice uterina. Una straordinaria corrispondenza? … occorrono esattamente 9 mesi per far crescere un avocado, dal fiore al frutto maturo.


I fichi

I fichi sono pieni di semini (che ricordano gli spermatozoi), e quando crescono pendono dal ramo a coppie come i testicoli. I fichi, per la signatura rerum, migliorano la qualità dello sperma maschile, aumentando i numero degli spermatozoi e rinforzandoli; contrastano così la sterilità maschile. Il fico ricorda, osservandolo bene, anche l’interno dell’intestino tenue con i suoi villi intestinali per cui i fichi sono utili anche come blandi lassativi. Molti autori affermano che sono indicati anche per i disturbi dell’utero.

 

Le patate

Le patate dolci assomigliano, secondo la signatura, al pancreas e di fatto possono agevolare l’equilibrio dell’indice glicemico, anche nei diabetici. La batata o patata americana viene usata dalle popolazioni giapponesi per curare anemia, ipertensione e soprattutto il diabete.







Il Topinambour

Il Topinambour ricorda una uomo grassoccio, con ritenzione idrica, anche tastandolo con le dita sembra ricchissimo di acqua; infatti, grazie a un altissimo contenuto di Inulina, una particolare fibra altamente solubile in grado di riequilibrare la flora intestinale, è il migliore alleato alimentare per il controllo del diabete e per tutti coloro che desiderano abbassare la glicemia naturalmente. Per cui, se consumato senza condimenti pesanti, è ideale nelle diete dimagranti nonchè per contrastare la ritenzione idrica.

 

Le olive

Le olive sostengono la salute delle ovaie, oltre alle molte funzioni delle ghiandole linfatiche.
Approfondimenti clinici hanno inoltre dimostrato che il particolare rapporto fra gli acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi che caratterizzano la composizione dell’olio dell’oliva e la naturale presenza di tocoferoli e polifenoli, fanno sì che esso possegga una serie di preziose proprietà, quali un’azione ritardante l’invecchiamento cellulare, un azione preventiva nei confronti della formazione di calcoli biliari, un effetto antitrombico ed ipocolesterolimizzante.

 

Pompelmi, arance e altri agrumi

Pompelmi, arance e altri agrumi assomigliano alla ghiandola mammaria, ed effettivamente aiutano la salute delle mammelle e l’afflusso e il deflusso della linfa dalle ghiandole mammarie. Inoltre, essendo ricchissimi di vitamina C hanno benefici effetti sulla cellulite perché rinforzano i vasi sanguigni e migliorano la circolazione.


 

Le cipolle
Le cipolle assomigliano, secondo la signatura, alle cellule del corpo. Si può notare il nucleo e gli strati di citoplasma. Le ricerche della scienza dell’alimentazione mostrano che le cipolle aiutano, in un certo senso, a ripulire i materiali di scarto da tutte le cellule del corpo. Stimolano anche la lacrimazione che pulisce gli strati epiteliali degli occhi anche da impurità. Le cipolle contengono Metionina che è un aminoacido grande purificatore delle cellule epatiche. La cipolla è utile come ottima prevenzione antitumorale

 

Banane, cetrioli, zucchine e vegetali simili
La Banana è simbolicamente legata alla forza dell’organo sessuale maschile. È vero! Sembra una forzatura goliardica ma non lo è.
Energia: con sole 100 calorie circa, la banana contiene saccarosio, fruttosio e glucosio, che forniscono un immediato rifornimento d’energia. Gli sportivi mangiano per questo motivo le banane prima e dopo la loro attività. Buon umore: Banana è un frutto di longevità. Il triptofano contenuto nella banana, è un aminoacido essenziale responsabile per la produzione di serotonina. La serotonina è un ormone che riduce lo stress e migliora il tono dell’umore.

 
L’arachide

L’arachide giova ai testicoli e alla libido sessuale. Oltre alla vitamina E ed all’Inositolo ed allo Zinco in esse contenuti, che favoriscono la fertilità, molte persone non si rendono conto che l’Argentine, componente del Viagra, viene dall’arachide. Se snoccioli un’arachide ed apri il seme in due, all’estremità troverai un simbolo piccolissimo: un coniglietto che simboleggia la fertilità, la fecondità e l’abbondanza, anche se tradizionalmente sono state inserite tra la frutta secca in realtà si tratta di un legume (Arachis Hypogea) che in greco significa “sottoterra”. D’origine americana l’arachide ha una ricchezza di proteine vegetali e grassi con molti sali come fosforo (importante per la molecola base dell’energia ATP (adenosintrifosfato).

 

Il cavolo ed il cavolfiore

Il cavolo ed il cavolfiore (cruciufere) sono ricchissimi di composti isotiocianati. Questi elementi, contenuti in questi vegetali, sono infatti ormai ampiamente accreditati per le loro proprietà antitumorali. Il meccanismo d’azione pare essere legato alla capacità di rimuovere scorie tossiche presenti all’interno dell’organismo e potenzialmente cancerogene. In pratica  questi alimenti svolgerebbero una profonda azione detossificante (come ha dimostrato anche il Dr. Max Gerson), capace di proteggerci dall’insorgenza di alcune forme tumorali. Si noti la sua somiglianza ad alcune masse tumorali.

Il Pistacchio

Il Pistacchio: guardando bene la sua forma, consistenza ed il colore ricorda veramente un calcolo biliare di colesterolo. Alcuni ricercatori americani invitano a consumarne 30 grammi al giorno (1 tazzina) e 5 volte alla settimana in quanto possono aumentare il livello del colesterolo HDL (quello cosiddetto buono). Il pistacchio ha inoltre la capacità di tenere sotto controllo la pressione e prevenire l’ipertensione. Ricco di antiossidanti come la luteina e betacarotene. Questi antiossidanti evitano che le pareti dei vasi sanguigni si ricoprano di colesterolo. Per meglio comprendere la capacità del pistacchio di spaccare questi depositi di colesterolo bisogna risalire alla “signatura” della pianta che lo produce. La Pistacia Terebinthus è un arbusto particolarmente forte che non soffre né caldo né vento né siccità né altre intemperie e le sue radici sono in grado di spaccare rocce e sassi (in Sicilia la Pistacia è anche chiamata “spaccasassi”) per aprirsi una via di crescita anche nei terreni più difficili. Si capisce ora come possa agire sulle concrezioni di grassi nelle arterie.

COMPRESSA-MENTE: La “SIGNATURA RERUM”