Tanto civilizzati, da aver dimenticato perfino il modo corretto di mangiare

NOI E IL CIBO:

– Gli animali selvaggi mangiano solo quando hanno fame, ma l’uomo vittima dell’abbondanza del cibo, è un’eccezione da questa regola. Quando hai fame sai intuitivamente quali prodotti servono all’organismo: mangiando quando si ha la fame si può in breve tempo eliminare l’accesso di peso, ripulirsi dalle scorie e restituire la salute perduta.

– Dopo aver riempito lo stomaco a metà, lascia un quarto del suo volume per l’acqua e un altro quarto per la libera circolazione del cibo che va digerito..-

– Vivi mantenendo la calma, e quando mangi non avere fretta per mangiare di più, anche se stai mangiando chissà quale prelibatezza.

Il cibo deve rimaner in bocca finché si sente il suo sapore: questa tecnica permette di ricavare il massimo delle sensazioni gustative con un minimo di cibo (un terzo della razione abituale). Il senso della sazietà dipende non dalla sensazione di pienezza dello stomaco, dipende dalla quantità dei segnali che arrivano al cervello dai recettori della bocca e dei denti. Questa tecnica permette di evitare l’obesità e l’accumulo delle scorie. –

– Nessun uomo – a meno che lui non sia malato o deviato dalle abitudini del mondo “civilizzato” – avrà fame subito dopo essersi alzato.

Un debole bisogno del cibo potrebbe manifestarsi non prima di un’ora dopo il risveglio, ma questo non assomiglia alla fame che arriva almeno dopo 4 ore, e spesso anche dopo più di 4 ore dopo essersi alzati. …

E ciò che ci fa sentirsi costantemente “preoccupati” per il cibo, di regola, non è la fame, è una reazione agli stress della vita moderna.

– Qualsiasi proprietario di una macchina sa bene che il suo funzionamento dipende dalla purezza della benzina, dell’olio e dell’aria nel motore.

Ma a molti risulta difficile capire che l’organismo umano necessita di un carburante pulito, della manutenzione e della profilassi:

fumano, bevono, assumono le droghe, perdono la forza vitale con l’eccesso di sesso, mangiano ciò che non è affatto cibo. Non hanno tempo o sono pigri.

Mentre un organismo vivente necessita molto meno rispetto ad una macchina, perché sa risparmiare e difendersi, possiede dei meccanismi di autopulizia ed autoripristino. E se non lo ostacoli, per molti anni non avrai bisogno di sostituire i ricambi.-

Patatine di canapa al finocchietto

patatine di canapa
Chi non può fare a meno delle patatine (ma anche tutti gli altri) da oggi ha una scelta di più: prepararle con l’aggiunta di farina di canapa e sfornarle per l’aperitivo, per una merenda, o in caso di fame improvvisa.

Ingredienti: 400/450 gr di farina semi-integrale di grano duro, 50/100 gr di farina di canapa, 150 gr di olio extravergine d’oliva, 200 ml di vino bianco e semi di finocchietto q.b.
Procedimento: innanzitutto bisogna mescolare tutti gli ingredienti solidi, per poi aggiungere l’olio e fare in modo che la farina sia ben unta in maniera omogenea.
Aggiungere il vino bianco e impastare per una decina di minuti, fino ad ottenere una palla liscia da far riposare per circa 20 minuti, coperta da un canovaccio.
 Poi stendere l’impasto col mattarello dopo aver infarinato la superficie fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di pochi millimetri.
Posare la sfoglia su una teglia antiaderente e, con una rotella, tagliarla in tanti piccoli triangoli. Infornare in forno ben caldo a 180° per 20 minuti, poi sfornare e lasciare raffreddare.
a cura della redazione di canapaindustriale.it
http://www.dolcevitaonline.it/patatine-di-canapa-al-finocchietto/

La dieta liquida (Juice 4), per disintossicarsi e ritrovare benessere e salute

7 MAGGIO 2016

La dieta liquida (Juice 4), per disintossicarsi e ritrovare benessere e salute

Pubblico con piacere un intervista che mi ha proposto  Zelia Pastore per Lacucinaitaliana.it  sull’ argomento della “dieta liquida” che mi sta molto a cuore;  e qui in una forma particolare; la Juice 4 :

Succhi verdiEstratti, succhi di frutta fresca, centrifugati e molta acqua sono gli alleati fondamentali di questo regime alimentare che aiuta anche a dimagrire.

Un solo pasto solido al giorno (indicativamente intorno alle 4 del pomeriggio da cui deriva il nome “Juice 4”, una delle possibili declinazioni di questa dieta) e tutto il resto della giornata solo acqua, tisane, succhi e alimenti frullati: è un esempio di applicazione di dieta liquida, che ci viene spiegata da Luca Speranza, istruttore di Bio-Movimento e autore del libro “Fruttalia: benessere e salute con buonsenso e semplicità”. Questo regime alimentare ha diverse funzioni: “Il suo vantaggio principale consiste nel fatto che è una dieta che impegna molto poco l’apparato digestivo – spiega Luca Speranza – Le conseguenze positive sono molteplici: l’energia solitamente impiegata per la digestione viene ricollocata dove serve, ad esempio per disintossicare o pulire una zona del corpo”. Anche in termini di forma fisica i benefici non sono da sottovalutare, perché “la dieta liquida aiuta a migliorare il metabolismo”.

Con la dieta liquida verdura cruda a volontà

Questo tipo di alimentazione, che viene definita anche “dieta frugale” (quella seguita da molti ultracentenari), “è un regime di succhi, brodi, frullati, più o meno diluiti, e con più o meno fibre. Non è molto facile da seguire per chi inizia un percorso di salute o disintossicazione generale. Non è semplicissima da seguire ma i benefici sono innumerevoli, due tra tutti:riduce il lavoro digestivo e aiuta a dimagrire”, sintetizza Speranza.
Come fare a seguire la dieta liquida? Vediamo una giornata tipo: la colazione è a base di tisane e succhi di frutta, mentre a metà giornata è previsto l’unico pasto solido consentito. “Non c’è un orario fisso, bisogna seguire la fame. Indicativamente le ore consigliate sono tra le 15 e le 17”. Le opzioni sono molteplici: “Io parto da una scelta vegana – illustra Speranza – e per questo motivo consiglio vegetali crudi, come finocchi, pomodori, carote o avocado con limone. Ma la scelta del pasto più adatto varia da persona a persona, e soprattutto dall’alimentazione che segue di solito. Se si è abituati a quattro pasti al giorno, io consiglio di evitare cibi impegnativi per l’apparato digerente, come la carne, e cibi “collosi” come il riso e gli amidacei”. Via libera dunque a gallette di mais, quinoa con i piselli, hamburger vegetariani e farro e orzo, “alimenti leggeri che venivano masticati a lungo anche dai soldati romani quando marciavano per ore e ore, accompagnati dalle verdure selvatiche”.

Succhi e minestre

Zuppe liquideDurante il giorno, oltre a bere acqua a volontà, gli alleati del benessere (contro gli attacchi di fame) sono i succhi di frutta naturali fatti in casa. “Quelli che io faccio di solito sono “estratti” a base di mela – le varianti succose, come la Fuji o la Pink Lady – con aggiunta di sedano, finocchio o carota”. Per chi fa attività sportiva, l’ideale è “mela e rapa rossa”. La sera o si continua con beveroni ed estratti, o si passa ad una minestra leggera, “ad esempio una passata di sedano, cipolle, carote e cavolo: si fa bollire il tutto e poi si frulla”. Un cucchiaino di olio extravergine d’oliva è consentito.

Quando e come, senza esagerare

“Io personalmente, la faccio quando serve, ma la consiglio vivamente. Si può fare per una sola giornata per stare leggeri, oppure per un periodo un po’ più lungo, come progetto disintossicante e rigenerante. Ovviamente prima di intraprendere una dieta di questo tipo è sempre opportuno consultare il medico”. Per chi volesse approfondire questo il regime alimentare previsto dalla dieta liquida, ci sono svariate possibilità: “Un incontro che farò con il medico crudista Giuseppe Cocca (Presidente dell’associazione europea vegetariani) a giugno nelle Marche” e il forum dedicato.
di  Zelia Pastore

http://www.fruttalia.it/2016/05/05/la-dieta-liquida-juice-4/ 

GLI ALIMENTI CHE CI FANNO ASSAPORARE LA FELICITA’

1 MAGGIO 2016 Frutta e verdura cuore
Quello che cerchiamo tutti è la felicità, e secondo l’opinione di alcuni ricercatori uno dei misteri dello stato di felicità risiede anche nelle misteriose trasformazioni che avvengono in natura, più precisamente nelle modifiche di natura fisiologica, che avvengono nel nostro corpo sotto l’azione dei diversi ingredienti che sono contenuti negli alimenti e nelle piante medicinali che consumiamo. Tenendo conto che noi siamo, in gran parte, ciò che mangiamo, ecco di seguito alcuni alimenti che possono aiutarci a risvegliare ed amplificare in noi, in maniera perfettamente naturale, la buona disposizione, la calma, l’equilibrio psicomentale e alla fine anche lo stato di felicità: uno stato che possiamo assaporare veramente, qui ed ora.

BANANE
Dolci e con una piacevole consistenza, le banane ben mature sono ricche di fibre, potassio e magnesio. Per il loro contenuto, portano velocemente ad installare uno stato psichico di benessere, riducendo e facendo scomparire gli stati depressivi, aiutandoci a mantenere l’equilibrio emotivo. Gustate sia separatamente che in una gustosa macedonia di frutta, le banane fresche possono regolare il livello di magnesio nel corpo, favorendo il rapido recupero dopo gli sforzi fisici o mentali. L’associazione di magnesio e potassio nelle banane assicura un notevole effetto di rilassamento e di recupero a livello delle cellule nervose. Questo conferisce inoltre un’eccellente adattabilità benefica verso le possibili fluttuazioni emotive che possono sopraggiungere, portando alla fine ad un miglior autocontrollo emotivo.

ARANCE DOLCI
Ci sono due categorie principali di arance: quelle dolci e quelle amare. Il numero di varietà e generi di arance dolci è notevole. Le arance dolci contengono l’inositolo, una sostanza che regola il livello di serotonina ed insulina. Proprio per questo, il consumo regolare di arance dolci attenua le fluttuazioni delle disposizioni psichiche e mentali, aiutando inoltre ad eliminare gli stati depressivi e l’ansia. Il consumo costante di arance può anche ridurre i grassi in eccesso e il colesterolo, favorendo l’armonizzazione del corpo. In più, le arance sono un’importante fonte di vitamina C, e una sola arancia offre più del 150% della dose giornaliera raccomandata di vitamina C. In questo senso, è noto il fatto che nelle situazioni di stress grandi quantità di vitamina C sono di molto aiuto, perché sia il consumo di noradrenalina che di adrenalina è molto maggiore. Sia il gusto che l’aroma delle arance è particolarmente rinvigorente. Recenti ricerche mostrano che persino il profumo delle arance fresche può ridurre notevolmente gli stati d’ansia, riportando il buon umore e l’ottimismo.

PESCHE
Originaria del Tibet e della Cina, la pesca viene coltivata da oltre 2000 anni per la sua frutta dolce e succosa. Le pesche contengono sostanze antiossidanti e fibre. Una quantità di 150 grammi di pesche fresche fornisce l’8% della dose giornaliera raccomandata di fibre solubili, che riducono il livello di colesterolo nel sangue. Questo effetto di solito viene percepito in maniera soggettiva da chi gusta qualche pesca matura come una sensazione di rinfresco energetico, simile a quello che proviamo dopo una bella passeggiata all’aria aperta, tra i boschi di montagna. Le pesche contengono anche potassio, elemento che non a caso viene anche detto “l’elemento minerale della giovinezza”, perché ha un ruolo estremamente importante nel regolare un gran numero di processi chimici nell’organismo.

ANANAS
Raramente impiegati nella loro forma naturale, i frutti di ananas sono un eccellente fonte di macronutrienti. Solo 100 grammi di frutta d’ananas fresca possono apportare il 25% della dose giornaliera raccomandata di vitamina C, necessaria per una persona adulta. Rinfrescante e gustoso, il frutto di ananas è anche un eccellente attivatore dei processi digestivi. Inoltre, l’ananas contiene la bromelina, un enzima noto per accelerare specialmente la digestione delle proteine. Cosicché, l’effetto finale che si può provare dopo aver consumato una porzione di quasi 200 grammi di ananas fresco è di notevole rinvigorimento fisico e psichico immediato.

POMPELMO
Il frutto del pompelmo è ricco di acido folico (vitamina B9), che è cruciale per la distribuzione dell’ossigeno nel cervello. Secondo un recente studio americano, il livello sanguigno di acido folico è minore nelle persone che soffrono spesso di stati depressivi. L’acido folico (vitamina B9) contribuisce alla formazione delle cellule sane e gioca un importantissimo ruolo nel prevenire le anomalie del sistema nervoso. Al contempo, il pompelmo è un ingrediente chiave nella produzione di serotonina, che viene talvolta suggestivamente chiamata “l’ormone della felicità”. Pertanto, il consumo anche di un solo frutto di pompelmo al giorno può portare un immediato stato di serenità psichica. Tra l’altro, uno dei principali effetti dell’acido folico (vitamina B9) è quello di mantenere uno stato di equilibrio psichico ed emozionale. Proprio per questo, un bicchiere di succo fresco di pompelmo, addolcito con del miele, può far scomparire quasi all’istante degli stati psichici nefasti.

ZUCCA
Questa verdura ha un ricco contenuto di zinco che, secondo alcuni ricercatori polacchi, mantiene le cellule nervose in vita, eliminando gli stati d’animo pesanti. Questo oligoelemento, lo zinco, viene impiegato nella trasformazione dell’aminoacido triptofano in serotonina, che viene giustamente chiamato “l’ormone della felicità”, e alcuni ricercatori sostengono che sia implicato in quel che potremmo chiamare la “chimica segreta dell’amore”. La zucca cotta è una vera e propria festa per il palato se consumata con miele e piante aromatiche. O potete pulire la zucca dalla buccia, tagliarla a pezzetti e poi scottarla leggermente in olio d’oliva, aggiungendo piante aromatiche come la salvia, il rosmarino, il basilico e la menta o condimenti (coriandolo, finocchio, cumino, anice, cannella o vaniglia). Lo zinco contenuto nella zucca è responsabile della stimolazione delle papille gustative ed olfattive e dei ricettori della vista. Cosi, lo zinco presente nella zucca migliora la vista, il gusto e l’olfatto. Per questo, man mano che gustiamo ed assaporiamo l’aroma specifico di una zucca ben cucinata potremo sentire come l’attrazione verso l’invitante zucca cresce “a vista d’occhio”.

SPINACIO
Originario della Persia antica, lo spinacio ha una storia impressionante. Nel VII secolo, il re del Nepal lo inviò in Cina come regalo. Nell’XI secolo venne introdotto in Spagna dai mori, e in Inghilterra era conosciuto come la “verdura spagnola”. Nel XVI secolo lo spinacio era molto apprezzato alla corte del re di Francia. Alla fine della prima metà del secolo scorso, lo spinacio era già celebre grazie al personaggio di Braccio di Ferro (Popeye), creato dal disegnatore E. C. Segar. Parente della barbabietola, lo spinacio contiene moltissimo acido folico, una vitamina del gruppo B (vitamina B9), che è idrosolubile ed è molto importante per mantenere l’equilibrio psichico. Tra l’altro, il nome stesso di questa vitamina – acido folico – proviene dal latino folium, che significa foglia, dato che l’acido folico è presente soprattutto nelle verdure verdi, come appunto lo spinacio. Una porzione di spinaci ogni giorno è benefica per eliminare gli stati depressivi. In più, lo spinacio si è rivelato un ottimo neuro protettore. Il consumo costante di spinaci crudi, in insalata o cotto porta al miglioramento delle funzioni cerebrali.

CAVOLFIORE
Il cavolfiore proviene dall’Antalia e la sua coltivazione si diffuse in Europa agli inizi del XVI secolo. Il cavolfiore è una verdura ricca di vitamina C. Un’alimentazione povera di questa vitamina inibisce la produzione di dopamina, che è responsabile dell’assorbimento del ferro, che stimola l’energia generale dell’organismo. La dopamina interviene anche sul controllo dello stato generale. Un recente studio britannico ha mostrato che 100 grammi di cavolfiore crudo offre all’organismo 70 mg di vitamina C, quantità eccellente come stimolatore della buona disposizione. In più, il cavolfiore contiene anche una notevole quantità di acido folico (vitamina B9), motivo per il quale se prima di andare a dormire mangiamo una porzione di cavolfiore crudo, insieme a della panna e alcuni alimenti croccanti come i fiocchi di mais, potremo poi beneficiare di un profondo stato di calma che ci assicurerà una notte di sonno profondo e riposante.

FUNGHI
Le culture orientali usano i funghi sia a scopo alimentare che terapeutico. I funghi sono un’ottima fonte di vitamina B2 (riboflavina) e vitamina B3 (niacina). La vitamina B2 è implicata in un gran numero di reazioni produttrici di energia. Per questo, un piatto di funghi è apprezzato per il suo effetto rigenerante. D’altro canto, un deficit di niacina (vitamina B3) può causare la comparsa e l’installazione di stati depressivi. Quando il livello di niacina è basso, il corpo fabbrica la vitamina B3 dal triptofano, rimanendone cosi una quantità molto minore da convertire in serotonina. Questa reazione non è favorevole per mantenere una buona disposizione e per il nostro equilibrio psichico. Siccome i funghi hanno un ricco contenuto di niacina (vitamina B3), il loro impiego nell’alimentazione è molto utile. I funghi possono essere preparati con olio d’oliva e poi fritti in padella. Alcuni di essi, come ad esempio i funghi champignon possono essere consumati anche crudi nelle insalate.

AVOCADO
Il frutto di avocado è noto e viene usato nell’alimentazione da oltre 7.000 anni. Gli Inca e gli Aztechi lo apprezzavano per la sua polpa molle e i molteplici effetti benefici che ha. Il frutto di avocado contiene potassio, folati, carotenoidi e vitamina B6 (piridossina). Una tazza di frutto d’avocado a pezzi (146 grammi) contiene 874,54 mg di potassio, 90,37 mg di folati e 0,41 mg di vitamina B6 (piridossina). Cosicché, il frutto di avocado rappresenta un’ottima fonte di potassio, contribuendo a combattere gli stati di stanchezza fisica e l’installarsi di uno stato di calma generale. La vitamina B6 presente nell’avocado contribuisce anche a mantenere l’equilibrio psichico e psicosomatico. Questa interviene nei processi di decarbossilazione, in seguito ai quali risultano le amine precursori dei neurotrasmettitori (la noradrenalina e la serotonina). Di conseguenza, sia consumato semplice, cosi com’è, che aggiunto in un’insalata insieme a pomodori, funghi o zucchine, il frutto di avocado è un vero e proprio “burro vegetale” benefico, che fa rapidamente sparire gli stati depressivi, l’irritabilità, l’ansia o gli stati di agitazione mentale.

CAROTE
La coltivazione e l’uso nell’alimentazione delle carote data migliaia di anni. Le carote sono un’eccellente fonte di beta-carotene, vitamina A e vitamina C. In più, un recente studio britannico ha fatto il legame tra la carenza di vitamina B8 (biotina), che si trova nelle carote, e gli stati depressivi o di stanchezza. È conosciuto il fatto che la biotina (vitamina B8) ha un ruolo chiave nel metabolismo dei glucidi, dei lipidi e delle proteine, oltre che contribuire alla stimolazione dell’attività della vitamina C. Proprio per questo, il consumo regolare di carote, sia come succo fresco consumato al mattino che aggiunto nelle pietanze giornaliere, può contribuire al mantenimento del nostro benessere generale, assicurando un tono psichico inalterato. Il beta-carotene contenuto nelle carote è un eccellente anti-ossidante, che conferisce alle carote proprietà rigenerative, sia per i giovani che per gli anziani. Pertanto, una tazza di succo fresco di carote può essere un’ottima soluzione in un qualunque momento contro gli stati di stanchezza.

FAGIOLI VERDI
I fagioli verdi presentano un ricco contenuto di magnesio (28 mg per 100 grammi). Secondo uno studio britannico, le persone che soffrono di disturbi depressivi presentano un livello troppo basso di magnesio. Il magnesio è un importante fattore che interviene nel mantenimento dell’equilibrio psichico, è un buon sedativo del sistema nervoso e ha effetti antidepressivi. Il magnesio è presente in quasi tutte le verdure verdi, ma in particolare nei fagioli verdi. Per questo, un piatto di fagioli verdi freschi può aumentare nell’organismo il livello di magnesio, aiutandoci a rimanere dal lato buono della bilancia emozionale. In più, il magnesio dei fagioli verdi esercita in modo complesso un’azione a livello cerebrale in grado di generare la stimolazione delle cellule nervose.

ALGHE
Le alghe sono delle piante primitive, fotosintetizzanti, con una costituzione molto semplice. Da oltre 5.000 anni vengono usate come cibo per l’uomo, grazie alle sue elevate proprietà nutritive. Le alghe sono ricche di iodina, che è ottima per stabilizzare le tendenze verso fluttuazioni psichiche, per eliminare gli stati depressivi e per migliorare il livello generale di energia. Inoltre, le alghe favoriscono la concentrazione mentale e lo stato di vigilanza dell’attenzione. avendo un contenuto di oltre il 50% di proteine, le alghe si usano per preparare zuppe e minestre, in vari piatti a base di riso e nelle insalate. Frequentemente, le alghe sostituiscono alcune verdure nell’alimentazione di tante persone.

NOCI
Le noci sono giustamente associate agli effetti di miglioramento delle capacità cerebrali. Non a caso, la natura ha fatto somigliare la forma delle noci sbucciate simile ad un cervello in miniatura! La loro efficacia in questo senso è data dal fatto che le noci rappresentano un’eccellente fonte di Omega 3, che contribuisce al buon funzionamento delle cellule del cervello e dei suoi neurotrasmettitori. Negli adolescenti e negli adulti con un deficit di Omega 3 sono frequenti gli scatti violenti e di rabbia, mentre negli anziani l’impoverimento del cervello di acidi grassi del tipo Omega 3 può portare a degli incidenti vascolari cerebrali, problemi di memoria e demenza senile. I figli le cui madri hanno consumato sufficienti quantità di acidi grassi Omega 3 si dimostrano avere un quoziente d’intelligenza più alto.

NOCCIOLE
Le nocciole sono originarie dell’Asia. Queste rappresentano una delle più antiche colture, menzionate negli antichi trattati orientali come un cibo benedetto. Le nocciole contengono una grande quantità di acido folico (vitamina B9), favorendo cosi la riduzione degli stati depressivi e malinconici. È noto il fatto che nel caso delle carenze di vitamina B9 viene colpito il processo di produzione della serotonina, i cui disturbi sono associati ad irritabilità, aggressività, diminuzione delle capacità di concentrazione e deficit della memoria. Per questo il consumo di nocciole può essere di grande utilità. Le nocciole possono essere cotte al forno o macinate. Presentano inoltre un ricco contenuto di calcio (140 mg per 100 grammi), motivo per cui il consumo di nocciole fa si che anziché degli stati depressivi si possa installare rapidamente un profondo stato di calma e autocontrollo.

MANDORLE
Il frutto della mandorla (Prunus amygdalus), albero della famiglia delle Rosacee, delle mandorle dolci commestibili, presenta un apporto energetico molto alto, ricco di acidi grassi insaturi, proteine vegetali e zuccheri. Le mandorle dolci possono essere consumate sia fresche che secche. I semi di mandorle possono essere consumati cosi o usati per preparare dolci. Inoltre le mandorle rappresentano una delle più importanti fonti vegetali naturali di calcio (252 mg per 100 grammi). Il calcio facilita la trasmissione dell’influsso nervoso, intervenendo nei processi di liberazione dell’acetilcolina, della noradrenalina e della serotonina, contribuendo cosi a mantenere l’equilibrio del sistema nervoso. Per questo, le mandorle sono molto apprezzate per il benessere psichico e mentale che conferisce lo stato di calma che appare poco dopo averle mangiate. In più, le mandorle contribuiscono a migliorare le capacità naturali di memorizzazione.

SEMI DI SESAMO
I semi di sesamo provengono dall’India e da lì si sono diffusi in tutto il mondo. I semi di sesamo rappresentano una delle migliori fonti di treonina, un aminoacido senza il quale può provocare stati depressivi nell’organismo. I semi di sesamo possono essere facilmente arrostiti, poi macinati finemente con una piccola aggiunta di sale usando poi la polvere salata (gomasio) per condire le insalate. I semi di sesamo possono anche essere consumati sotto forma di tahini – una pasta molto nutriente a base di semi di sesamo. Per essere facilmente digeribile è meglio che venga preparata aggiungendo del succo di limone, sale ed acqua, fino ad ottenere una crema sottile della consistenza di uno sciroppo di frutta.

LIQUIRIZIA
La liquirizia è una delle piante usate in tantissime formule tradizionali, sia dalla scienza millenaria ayurvedica che nella medicina cinese. Tra i suoi numerosi composti, la radice della liquirizia contiene anche acido glicirretico, composto che frena la riduzione del livello di cortisolo, aiutando cosi l’organismo ad affrontare con successo alle situazioni caratterizzate da stress. Per questo la radice di liquirizia può essere usata per allontanare gli stati di tensione o di stanchezza fisica. In più, la liquirizia contiene anche isoflavone, una molecola impiegata per eliminare gli stati depressivi. In polvere secca, la liquirizia può migliorare gli stati depressivi e l’ansia. Il suo gusto specifico dolce conferisce uno stato di calma e tranquillità speciale. Non si deve però prendere in grandi quantità, massimo 1 grammo alla volta, perché in alcune persone potrebbe far partire il riflesso vomitativo.

GINSENG
La radice di ginseng proviene dalla Cina e dall’America del Nord. I nativi americani conoscevano le proprietà curative del ginseng, cosi quando percorrevano lunghe distanze masticavano la radice di ginseng per resistere alla stanchezza. Ci sono studi che hanno mostrato come questa pianta miracolosa, conosciuta ed apprezzata dai tempi antichi, migliori la risposta del corpo allo stress e diminuisca l’ansia. Il ginseng stimola l’energia psichica, conferisce buona disposizione e amplifica l’energia interiore. Si dice che i saggi cinesi dell’antichità gustassero giornalmente una tazza di elisir preparato con la radice di ginseng.

PREZZEMOLO
Il prezzemolo è un’eccellente fonte di L-glutammina, un aminoacido che aumenta la forza di concentrazione mentale. Aiuta anche a combattere l’ansia e lo stress, elevando il livello energetico del cervello ed aumentando la vigilanza. Inoltre, il prezzemolo è un’importante fonte di triptofano, che è un buon regolatore dell’appetito. Proprio per questo, la sua presenza anche in piccole quantità nel nostro cibo quotidiano può rivelarsi di grande utilità per mantenere uno stato generale di equilibrio. Quando vogliamo migliorare rapidamente il nostro livello energetico e le capacità di attenzione non dimentichiamoci di preparare un’insalata ricca di prezzemolo tritato, con pomodori, succo di limone e olio d’oliva pressato a freddo.

MAIS
Le ricerche archeologiche mostrano che il mais veniva coltivato nel continente americano oltre 5.000 anni fa. Sia per il suo colore dorato che per il suo contenuto, questa pannocchia dorata ci porta il sole in casa! Una porzione di mais ci assicura ¼ dell’apporto giornaliero consigliato di vitamina B1. Come ha mostrato un recente studio, la vigilanza, l’energia e la buona disposizione possono essere migliorati dopo due mesi di supplemento di vitamina B1 proveniente da fonti naturali, anche senza esserci una carenza in precedenza! La vitamina B1 (tiamina) è assolutamente necessaria per il normale svolgimento delle funzioni del sistema nervoso. Molte delle persone stressate o nervose soffrono in realtà di deficienza di questa vitamina. Il cervello è un gran consumatore di glucosio, e per metabolizzarlo l’organismo mobilita le riserve di tiamina. In più, la vitamina B1 è implicata anche nella sintesi dei neurotrasmettitori (ad esempio l’acetilcolina). Per questo il mais rappresenta un alimento particolarmente valido. Può venire consumato bollito o fatto in polenta, ottenuta cuocendo la farina di mais. In questo senso, la tradizione del millenario sistema dell’Ayurveda precisa che in questo modo di preparazione (polenta) possiamo aggiungere una gran varietà di polveri e piante medicinali ed aromatiche, a seconda delle necessità, beneficiano cosi anche dei loro effetti.

GRANO INTEGRALE
La trimetilglicina contenuta nel grano partecipa alla produzione di più composti chimici presenti nel cervello, che migliorano lo stato psichico e mentale, l’energia psichica, il benessere, la vigilanza, la concentrazione e l’acuità visiva. Le principali fonti di trimetilglicina sono i germogli e la crusca di grano. Per questo, cercate di non usare più nell’alimentazione soprattutto il pane bianco, ma optate per quello completo, integrale, dove il chicco viene mantenuto intero per beneficiare del contenuto del grano integrale.

FAGIOLI
I fagioli sono uno degli alimenti più antichi. I segnali della sua esistenza risalgono oltre a 20.000 anni fa. I fagioli bianchi sono un’eccellente fonte di acido folico (vitamina B9), la cui presenza nell’organismo influenza beneficamente la produzione di noradrenalina, che è un neurotrasmettitore responsabile delle sensazioni di motivazione e di piacere. Pertanto, se vi sentite spossati o apatici, non esitate nel consumare una porzione di fagioli bianchi, preparata con olio d’oliva ed eventualmente mostarda o altri condimenti aromatici come il coriandolo e il cumino. Un piatto di fagioli bianchi ben cotti, consumati con moderazione è quasi sempre un modo naturale e semplice per riguadagnare lo stato di calma ed equilibrio psichico. I fagioli bianchi non dovrebbero mancare mai dal cibo che ingeriamo nel corso di una settimana.

LENTICCHIE
Le lenticchie contengono molte più proteine di altri legumi, tranne la soia e la fava. Le lenticchie contengono anche ferro (1 mg per 100 grammi). Secondo recenti studi, lo stato di depressione è spesso un sintomo di una carenza cronica di ferro, cosi come lo stato di debolezza, di stanchezza o di spossamento. Una porzione di lenticchie ci assicura buona parte dell’apporto di ferro che viene raccomandato giornalmente. Il ferro è necessario per l’assimilazione delle vitamine del complesso B provenienti dal cibo. Esso aumenta la resistenza allo sforzo e ha un importante ruolo nello sviluppo intellettuale. Quindi non esitate a gustare le lenticchie, soprattutto nella preparazione tradizionale ayurvedica del DHAL, che è una buonissima zuppa indiana a base di lenticchie, oppure aggiungete una manciata di lenticchie cotte nella zuppa di verdure o in un’insalata.

LATTE DI SOIA
La soia è originaria della Cina. 3000 anni fa i semi di soia venivano considerati tra i più importanti semi nell’alimentazione. Tramite un processo relativamente semplice di preparazione, dai semi di soia si può ottenere il ben noto latte di soia, che si annovera tra gli alimenti più ricchi di proteine. Nel caso del consumo di latte di soia, le proteine si trasformano in tirosina, che aumenta la produzione di dopamina e noradrenalina, di cui si sa che sono composti chimici cerebrali che ci aiutano a sentirci pieni di energia e ad avere sempre una presenza di spirito positiva. Per questo motivo possiamo optare per sostituire, di tanto in tanto, il latte della colazione con quello di soia.

TOFU
Il tofu è il nome generico del cosiddetto formaggio di soia. Secondo un recente studio scientifico di ricercatori britannici, la mancanza di triptofano può essere causa di depressione. Ma questo aminoacido si trova abbondante nel tofu, il formaggio di soia, con 747 mg per 100 g, quantità ideale per mantenerci in forma. Se non vi convince il suo aspetto spugnoso, aggiungetegli della frutta fresca e potrete godere dei suoi benefici, anche se non ne gusterete più il suo sapore piacevole e la sua consistenza specifica!

HUMOUS
L’humous è la denominazione di un piatto tradizionale del Medio Oriente, formato da ceci e pasta di sesamo. Normalmente ha l’aspetto di una salsa un po’ più consistente, ricca in proteine e fibre, da consumare in quantità moderate, di solito con l’aggiunti di condimenti e succo di limone. Il consumo di una porzione anche di soli 100 grammi di humous porta al controllo del processo di liberazione del glucosio nel sangue ad un ritmo lento e regolare. Questo permette di evitare variazioni troppo grandi di zuccheri, che di solito danno vita a fluttuazioni emozionali, stati depressivi e indisposizione. Cosi, non esitate nell’introdurre nel vostro menu giornaliero i preparati di ceci e sesamo, genere humous, anche solo come aperitivo insieme a del pane integrale o altri cereali.

TEMPEH
Il tempeh è un prodotto alimentare tradizionale, originario dell’Indonesia, che ha alla base soia fermentata. Si può procurare freddo o surgelato, sotto forma di un panettone. Il tempeh è un alimento ricco di fibre e rappresenta anche un’importante fonte di proteine, minerali, calcio, ferro e vitamina B2. Secondo alcuni ricercatori, l’aggressività sarebbe legata ad una carenza di vitamina B2. La vitamina B2 interviene nella produzione di energia. Inoltre, questa vitamina è necessaria per la produzione di acido butirrico, che ha effetti positivi sulla disposizione generale. Il tempeh è una buonissima fonte di vitamina B2 e proprio per questo può essere usato come principale fonte di proteine, essendo un eccellente sostituto della carne, per chi desidera passare ad un regime ovo-latto-vegetariano. Nutriente e calmante allo stesso tempo, il tempeh può essere di grande utilità per riottenere una buona disposizione generale.

Istruttore di Ayurveda Andrei Gamulea

http://risvegliati.altervista.org/gli-alimenti-che-ci-fanno-assaporare-la-felicita/ 

Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori.

12 APRILE 2016
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Bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro!

La dieta vegana negli ultimi anni si sta rivelando il modo più efficace per prevenire, arrestare ed invertire la progressione del cancro, in modo naturale e senza effetti collaterali debilitanti.
Due recenti studi lo confermano, uno del dottor Ornish, ricercatore di fama mondiale in seguito ai suoi studi sulle cause e sui metodi di prevenzione e di cura delle malattie cardiache attraverso una corretta alimentazione, e uno del Pritikin Center, clinica promotrice del trattamento di patologie croniche unicamente grazie a dieta ed esercizio fisico.
Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori – bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro
Dr.Ornish – La dieta vegana potrebbe inibire la crescita del cancro 8 volte meglio Ornish e il suo team di ricercatori ha trovato 93 uomini con cancro alla prostata in fase precoce che si sono offerti di rinunciare a radiazioni, chemioterapia e chirurgia. Poi i pazienti sono stati assegnati ad un gruppo che ha modificato il proprio stile di vita, includendo una dieta vegana a bassa percentuale di grassi (10% sul totale calorico) insieme ad altri comportamenti sani (come camminare 30 minuti sei giorni alla settimana ed esercizi di meditazione) e un gruppo di controllo, che si è limitato a guardare e aspettare.

Dato che il cancro alla prostata è il cancro più diffuso tra gli uomini, anche il Dipartimento della Difesa ha fornito il finanziamento per lo studio. Un anno dopo, i risultati sono stati conteggiati e pubblicati nel numero di settembre 2005 del Journal of Urology, la rivista ufficiale dell’Associazione Urologica americana.
Entro la fine dello studio, 6 dei pazienti del gruppo di controllo avevano abbandonato perché i loro tumori erano in crescita e non potevano più aspettare.
Non un solo paziente del gruppo che seguiva la dieta vegana ha subito la stessa sorte. Infatti, mentre l’attività media del cancro è aumentata nel gruppo di controllo, misurata con test PSA, i marcatori tumorali erano DIMINUITI nel gruppo vegano.
Entro la fine dell’anno il tasso di crescita del cancro, come misurato dai test (vedi grafici figura 1 e 2), era enormemente differente tra i due gruppi. Per i pazienti a dieta vegana, i marcatori tumorali erano nettamente calati.

dieta-vegan2Ornish e i suoi ricercatori si sono chiesti se lo stesso potesse avvenire con il cancro al seno. Questa volta però non hanno voluto attendere un anno per i risultati: hanno quindi prelevato un campione di sangue a 12 donne e poi chiesto loro di consumare una dieta vegana a basso contenuto di grassi per 14 giorni. Alla fine hanno prelevato un altro campione.
Hanno preso questi campioni e li hanno testati su 3 differenti tipi di cancro al seno: il loro sangue ha avuto il potere di rallentare e interrompere la crescita delle cellule tumorali, grazie ad appena 2 settimane di dieta vegana.
La crescita del tumore è diminuita del 6,6, 9,9 e 18,5% rispettivamente per i 3 tipi di tumore al seno considerati, mentre l’apoptosi (ovvero la morte delle cellule tumorali) è aumentata del 20, 23 e 30%.
Quindi c’è da chiedersi: che tipo di sangue vogliamo?
Uno che non ha effetti sulla crescita tumorale, oppure vogliamo un sangue che è capace di rallentare e bloccare il cancro in ogni angolo del nostro corpo?

http://ununiverso.altervista.org/blog/il-sangue-dei-vegani-combatte-la-crescita-del-tumore-8-volte-meglio-di-quello-degli-onnivori-bastano-2-settimane-di-dieta-vegetale-per-alzare-le-difese-contro-il-cancro/

L’agricoltura naturale o «del non fare» di Masanobu Fukuoka

9 GENNAIO 2016

Fukuoka: l’agricoltura del non fare

Il 16 agosto 2008 Masanobu Fukuoka dalla sua casa nel sud del Giappone ha lasciato questo mondo, cosciente di quanto stava avvenendo e in pace.
Forse nessuno come lui ha dato prova di comeun’agricoltura contadina, senza macchine, basandosi solo sulla natura, possa essere l’unica vera attività ecologista, capace di risanare la terra. Col suo metodo, che ha chiamato agricoltura naturale o «del non fare», ha sfidato l’agricoltura industriale dimostrando che l’uomo con le sue sole  mani, un falcetto e poco più, è in grado di battere in produttività le macchine, i concimi chimici, i diserbanti, le varietà scientifiche e tutte le multinazionali agroalimentari, con costi quasi nulli e quindi praticando prezzi al pubblico più bassi dei supermercati e producendo alimenti di una qualità praticamente irraggiungibile da qualsiasi altro metodo.
Un’agricoltura rivoluzionaria
Coloro che ne hanno sentito parlare e hanno letto i suoi libri hanno avuto la sensazione di trovarsi davanti alla proposta ecologica più rivoluzionaria. Fra loro moltissimi lo hanno cercato, letto e ascoltato, alcuni hanno provato a mettere in pratica le sue lezioni, pochi ci sono riusciti e sono diventati dei punti di riferimento essenziali (il più importante è Panos Minikis in Grecia) ma diversi hanno rimandato l’impegno a una futura propria conversione e a un più radicale cambiamento di vita. La differenza fra quella di Fukuoka e gli altri tipi di agricoltura biologica è che la sua capovolge radicalmente i pilastri della modernità. Eppure a guardare bene si riduce a poche cose: avvolgere i semi in palline di argilla, impiantare trifoglio nano nei campi di grano, dopo la battitura del grano ributtare nel campo tutta la paglia, mietere a mano e battere con una piccola macchina a pedale, disegnare dei campi di mille metri quadrati, seminare ortaggi come piante selvatiche… Queste semplici azioni, anche se capaci di grandi risultati, non bastano a sfamare l’ansia che abbiamo di combattere quelli (multinazionali ecc.) che stanno facendo più male alla natura.
Schiavi della tecnologia
Siamo cresciuti nella civiltà della tecnica, nella prostituzione alla tecnica, che coincide con la mancanza di cultura diretta, sostituita da manuali di funzionamento. Non abbiamo identità e siamo pronti a buttar via l’ultima tecnica utilizzata non appena ce n’è un’altra che crediamo (ma siamo creduloni abbagliati da perline) più efficiente e moderna. Come figli del XX secolo siamo abituati a passare molto tempo assorbiti da macchine di metallo e plastica che sono diventate il nostro ambiente, abbiamo difficoltà a dare un’importanza esistenziale, alimentare alla natura, che riusciamo solo a concepire come panorama, al massimo col vetro tirato giù. L’agricoltura naturale impone di uscire dalla dipendenza meccanica, di trasformare i semplici atti di seminare, mietere manualmente (solo oche ore di lavoro fisico in un anno), spargere la paglia, in modi d’essere, restando fedeli alla loro semplicità. Verso il tramonto della sua vita, Fukuoka si è dedicato con tutte le forze alla lotta contro la desertificazione avanzante. Grazie al suo impegno milioni di palline di argilla sono state sparse, anche con l’utilizzo di aerei, in zone semidesertificate della Grecia. Dopo gli ultimi immensi incendi dei boschi, è apparso chiaro che questo modo di semina è il più a buon mercato e insostituibile là dove si tratta di rinverdire grandi estensioni di territorio.
La filosofia del non fare
Ma il messaggio più forte di Fukuoka è stato proprio quello del non fare, di staccare dalla modernità e riscoprire la mancanza di valore di questa corsa al progresso, di guardare alla natura come opera di Dio, come forma della sua volontà e provvidenza. Il sorriso rimasto sul suo volto dopo la morte non è solo pienezza ma anche incoraggiamento per noi che restiamo. 

Succo di carote e malattie degenerative

6 NOVEMBRE 2015

A seconda della condizione dell’individuo, il succo fresco di carota può essere assunto indefinitamente in qualsiasi quantità ragionevole, da mezzo a tre o quattro litri al giorno. Contribuisce a normalizzare l’intero organismo. E’ la più ricca fonte di vitamina A che il corpo possa rapidamente assimilare e costituisce anche un ampio rifornimento di vitamine B, C, D, E, G, E e K. Aiuta a promuovere l’appetito ed è un aiuto per la digestione.

È un valido aiuto nel miglioramento e mantenimento della struttura ossea dei denti.

Le madri che allattano dovrebbero bere molto succo di carota fresco, adeguatamente preparato, per migliorare la qualità del loro latte, perché il latte materno può in determinate circostanze non fornire sufficienti alimenti vitali. Durante gli ultimi mesi di gravidanza, il succo fresco di carote, preso in quantità sufficiente, tende a ridurre le possibilità di sepsi puerperale al momento del parto. Mezzo litro di succo di carota, ogni giorno, ha un reale valore nutritivo più di qualsiasi quantità di compresse di calcio inorganico che si possa ingerire in una giornata..

Il succo di fresco carota è un solvente naturale per ulcere e tumori. Rende più resistenti alle infezioni, migliora il funzionamento delle ghiandole surrenali. Aiuta a prevenire le infezioni agli occhi e alla gola così come alle tonsille, ai seni nasali e alle vie respiratorie in generale. Inoltre protegge il sistema nervoso e non ha eguali nell’aumentare il vigore e la vitalità.

Malattie intestinali e del fegato sono a volte il risultato della mancanza di alcuni degli elementi come quelli contenuti nel succo fresco di carote adeguatamente preparato. Quando questo è il caso, bevendo giornalmente succo di carote può avvenire una notevole pulizia del fegato, e si può notare che il materiale che lo intasava viene dissolto. Spesso queste scorie vengono rilasciate in modo così abbondante che le vie intestinali e urinarie non sono sufficienti a causa di questo eccesso, e in modo perfettamente naturale vengono passate nella linfa per l’eliminazione attraverso i pori della pelle. A volte queste tossine uscendo danno alla pelle una colorazione giallo-arancio.

Ogni volta che una simile colorazione avviene dopo aver bevuto succhi di carota o altri vegetali, è un’indicazione che il fegato sta effettuando una necessaria pulizia.

Non è il succo di carota né il carotene che passa attraverso la pelle e la colora di giallo, in quanto questa colorazione avverrebbe anche se il succo venisse filtrato al punto di eliminare i pigmenti arancione. E’ praticamente impossibile per il pigmento della carota uscire attraverso la pelle come sarebbe impossibile per il pigmento rosso della barbabietola colorarla di rosso o per la clorofilla dei vegetali a foglia verde darle un colore come quella di Hulk.

In ogni caso, non è forse meglio avere una pelle sana e satinata, anche se temporaneamente con una leggera ombra color carota, piuttosto che avere una carnagione che, insieme con i suoi brufoli e altre imperfezioni, pubblicizza la condizione malsana del corpo?

Invece di diventare angustiati per la comparsa di discromie cutanee, che in ogni caso scompariranno man man che il fegato si disintossica, dovremmo essere gratificati dal fatto che la disintegrazione del fegato è stato interrotta o impedito con l’uso di questi succhi di frutta.

Questa colorazione può tuttavia essere attenuata rallentando il processo di disintossicazione cambiando o aggiungendo altri succhi a quel particolare succo che causa un tale rapida attività pulizia.

Anche la mancanza di sufficiente riposo, il sonno e il superlavoro possono influire sul colore della pelle.

Le ghiandole endocrine, in particolare le ghiandole surrenali e le gonadi, richiedono elementi nutritivi che sono presenti anche nel succo di carota fresco. La sterilità è talvolta superata con il suo utilizzo. La causa della sterilità è stata associata anche all’uso continuo di alimenti in cui sono stati distrutti gli atomi e gli enzimi dalla cottura o dalla pastorizzazione.

Pelle secca, dermatiti, e macchie della pelle sono dovute ad una carenza nel corpo di alcuni di questi elementi nutritivi contenuti nel succo di carota. La carenza di questi elementi nutritivi è anche un fattore di problemi agli occhi, come oftalmia, congiuntivite, ecc

Se correttamente estratto, non centrifugato, da carote di buona qualità, il succo fresco di carota è molto ricco di vitali elementi alcalini organici di sodio e potassio. Inoltre dà un buon apporto di calcio, magnesio e ferro, mentre elementi vitali organici come fosforo, zolfo, silicio, e cloro sono perfettamente bilanciati con i precedenti.

Come aiuto per dissolvere ulcere e cancro, il succo fresco di carote si è dimostrato miracoloso. Si è riscontrato tuttavia che è essenziale che venga adeguatamente estratto e che ogni traccia di zuccheri, amido e farinacei di ogni genere vengano completamente eliminati dalla dieta.

Una delle cause più insidiose di ulcere e cancro è stata scoperta nel risentimento che albergava nell’animo del malato da lungo tempo, troppo, spesso fin dall’infanzia. A meno che il risentimento non venga completamente dissolto, abbandonato, questo sentimento negativo può vanificare i tentativi di aiutare il paziente.

Succede a volte, dopo aver bevuto grandi quantità di succo di carota, che si sperimentino reazioni o qualche disagio. Questa è una sequenza perfettamente naturale, è un’indicazione che la Natura ha iniziato a fare le pulizie di casa nel corpo e che questo succo di frutta è l’attrezzo più necessario per questo scopo.

Alcune persone affermano che i succhi non vanno bene per loro, dimostrando mancanza di comprensione, dato che un succo non è né più né meno che la migliore qualità di acqua organica e il tipo di nutrimento che contiene elementi nutritivi di cui il corpo ha bisogno. Se il succo è fresco ed è stato ottenuto con un estrattore e non una centrifuga non c’è nulla che possa fare, neanche immaginando con lo sforzo più selvaggio, se non fornire gli enzimi, gli atomi vitali, e l’acqua vitale organica che le cellule del corpo e i tessuti affamati bramano e reclamano.

Quando siamo abbattuti per la stanchezza, l’angoscia, o disturbi di varia natura dipende spesso dal fatto che il colon è responsabile di più guai e mali all’interno del nostro corpo di tutte le altre cause e condizioni messe insieme. E’ assolutamente impossibile che il colon si sviluppi normalmente e funzioni correttamente quando ci si nutre in gran parte o interamente di cibi cotti e lavorati. Pertanto è quasi impossibile trovare molti colon che siano perfetti.

Se si ritiene che il colon possa avere parte nelle condizioni di salute in cui ci troviamo, il nostro primo passo sarebbe di fare una serie di irrigazioni del colon, se possibile, o almeno, un certo numero di clisteri. I succhi vegetali freschi avrebbero poi maggiori opportunità di portare a termine i processi di rigenerazione. Il succo migliore per il colon è la combinazione carota e spinaci.

Molte persone non hanno la più vaga idea di cosa sia colon né come è fatto o dove si trova nel corpo. Questa immagine può darne un’idea.

La quantità di succhi necessari per il corpo si basa sulla loro qualità. Di solito ci vorrà una quantità assai maggiore di succhi estratti per azione centrifuga per ottenere i risultati ottenuti da succhi ottenuti con un estrattore a movimento lento.

I succhi sono il nutrimento migliore che possiamo ottenere, e se continuiamo a berne ogni giorno fintanto che viviamo è probabile che vivremo una vita più sana e molto più lunga di quanto sarebbe possibile senza berli.

Il succo di carota è composto da una combinazione di elementi che alimentano l’intero organismo, contribuendo a normalizzare il suo peso, come pure l’equilibrio biochimico.

Nutre il sistema ottico in particolare, come dimostra un esperimento con molti giovani che hanno presentato domanda di ammissione come piloti alle scuole dell’esercito e della marina, ma sono stati respinti al loro primo esame fisico a causa di difetti della vista. Poche settimane più tardi, dopo aver bevuto in abbondanza succo di carota fresco ogni giorno, sono stati esaminati di nuovo. Per la quasi totalità sono stati accettati avendo il requisito della perfezione della vista.

Se questo dovesse accadere una sola volta, sarebbe senza dubbio considerato un fenomeno occasionale. Se dovesse accadere solo due volte, sarebbe considerata una coincidenza. Quando accade più volte però, c’è sicuramente una ragione sufficiente per porre dubbi che possano essere delle coincidenze. E’ un fatto, non importa se la scienza lo convalidi o meno.

Non meno efficace è il succo fresco di carota per il trattamento di ulcere e tumori. Tessuti emaciati da tali devastazioni insidiose classificati come ulcere e tumori, sono stati di nuovo nutriti fino a raggiungere una condizione più sana con l’uso abbondante di succo di carota come alimento principale di un menù accuratamente selezionato di frutta e verdure crude.

I profani hanno generalmente soggezione, paura, e rimangono perplessi al solo pensiero di queste malattie degenerative, eppure la loro causa e la progressione è molto semplice da capire. A causa della carenza di atomi vivi nel cibo che le persone mangiano nella società attuale, le cellule del corpo affamate e mezze morte di fame, incapaci di funzionare correttamente ed efficacemente nel modo che sono destinate a farlo, si ribellano e diventano disorganizzate. Non essendo del tutto morte queste cellule si liberano dal loro ancoraggio (in senso figurato), e fluttuano intorno fino a trovare una qualsiasi posizione all’interno del corpo dove si possono raggruppare. In un corpo più o meno vivo che soffre per la malnutrizione a causa di cibi cotti, preconfezionati, pieni di additivi chimici, ci sono un sacco di aree in cui la resistenza protettiva è bassa.

Non dobbiamo concludere che ulcere e cancro siano soltanto conseguenze di malfunzionamenti del corpo fisico. Questi e molti altri disturbi possono derivare da risentimenti di tutta una vita, dallo stress causato da stati d’animo come gelosia, paura, odio, preoccupazione, frustrazione, e altri intangibili impedimenti. Sono le prime cose che devono essere risolte e bandite. Tuttavia non dobbiamo trascurare il fatto che la malnutrizione e l’incapacità di mantenere l’organismo nel miglior stato possibile di pulizia, dentro e fuori e mentalmente, possono senz’altro essere fattori che contribuiscono all’insorgenza della malattia.

Sulla base di questa premessa e di quanto osservato nel corso degli anni, la ricerca della causa del cancro non va fatta nel campo della speculazione fantasiosa di esperimenti incontrollabili con sostanze chimiche. Occorre invece considerare che la causa è costituita dalla mancanza di vita negli atomi e dalla presenza di additivi chimici tossici, per quanto legalmente dichiarati innocui, nel cibo che mangiamo. Più intelligentemente, la ricerca di una cura dovrebbe portare alla pulizia del corpo, alla rimozione di rifiuti e dei veleni da essi prodotti così che non interferiscano con i processi di guarigione della Natura.

Fornire il corpo con abbondanza dei più vitali atomi disponibili per la rigenerazione delle cellule consentirebbe ai tessuti di rafforzare la resistenza contro un’ulteriore degenerazione e poi di procedere con la rigenerazione ricostruttiva.

Prima ci rendiamo conto che non un singolo organo del corpo umano agisce meccanicamente o automaticamente, senza alcuna relazione con il corpo nel suo complesso, tanto prima saremo in grado di controllare le funzioni dell’organismo.

Quasi nessuno sa quale forma di intelligenza le varie parti dell’organismo umano posseggano né quale sia il loro modo di operare, ma sappiamo che una qualche forma di intelligenza intrinseca cerca di proteggere ogni ghiandola, osso, nervo e muscolo del corpo nonostante tutto ciò che l’uomo fa, di solito per mancanza di conoscenza, per distruggere sé stesso attraverso il cibo che mangia.

La ricerca della causa di qualsiasi malattia o disturbo dovrebbe portarci agli scaffali dei prodotti confezionati, delle farine, dello zucchero, dei dolci e alle fabbriche di bibite gasate. Si dovrebbero indagare i prodotti che contengono gli atomi di morti che la civiltà moderna ha tentato di sviluppare come cibo e nutrimento per il corpo umano. Non possiamo avere la vita e la morte allo tempo e a nessun cibo confezionato è consentito dai governi di essere venduto a meno che ogni traccia di vita nel cibo non sia stata completamente distrutta, perché altrimenti si deteriorerebbe prima di arrivare sulla tavola del consumatore. Nessun pane sfornato o qualsiasi farinaceo viene mangiato prima che non sia passato attraverso il calore della cottura che distrugge qualsiasi elemento vitale che avrebbe potuto essere presente. Negli annunci pubblicitari di prodotti confezionati si legge spesso che sono aggiunti vitamine e minerali, ma sono stati aggiunti solo altri atomi morti.

Analizzando la situazione alimentare sotto questi aspetti, è ovvio che sia che siamo in grado oppure no di vivere di tutti gli alimenti crudi vivi a causa di scelte, dell’ambiente o delle circostanze, l’uso di una varietà abbondante di succhi freschi di frutta e verdura è fondamentalmente essenziale. I succhi vegetali sono i costruttori del corpo, mentre i succhi di frutta sono principalmente i detergenti del corpo. I primi contengono una proporzione maggiore di elementi proteici, mentre i secondi contengono una percentuale maggiore di carboidrati. Quelli sono veri carboidrati, non la pasta, la pizza o altri farinacei che vengono erroneamente chiamati carboidrati quando in realtà sono amidi.

E’ interessante sapere, ma probabilmente non redditizio per le fondazioni per la cura del cancro e altre simili, che le persone che vivono esclusivamente di cibi crudi freschi integrati con un volume sufficiente e varietà di succhi freschi di frutta e verdura, raramente sviluppano tumori.

Questa linea di condotta è già portata avanti con successo da anni da coloro che cercano e accettano l’aiuto della Natura, può essere molto sconcertante per alcuni scienziati, ma senza dubbio è estremamente vantaggiosa per i malati.

NON SOLO CROMOPUNTURA : Succo di carote e malattie degenerative

Dr Ellsworth: 98 anni, cardiochirurgo attivo fino a 95 anni: ecco perchè sono vegano

14 OTTOBRE 2015

Dr. Ellsworth Wareham, 98 anni nel video che segue, cardiochirurco toracico  che è stato operativo fino a 95 anni. DA 50 anni è vegano.

“Il veganesimo è una forma molto sottile di nutrizione. E’ un po’ estremo dire ad una persona che sta usando carne nella sua alimentazione, che si andrà a togliere tutto dal suo modo di nutrirsi abituale. Quando ero attivo in medicina, dicevo ai pazienti che una dieta a base di vegetali, era un modo sano di procedere nella vita e quindi che stesserto il piu’ possibile lontano dai cibi animali . Le persone sono molto sensibili sul tema cibo che mangiano. Puoi dire loro di praticare rilassamento, una buona attitudine mentale e lo accetteranno. Ma se dici loro  che cosa stanno mangiando… si inquietano. Se un individuo mostra desiderio di ascolto, cercherei di spiegargli su base scientifica, come penso sia meglio che faccia – Dr. Ellsworth Wareham

QUI il video  del Dr. Ellsworth Wareham, centenario americano da poco in pensione, un cardiologo  che è stato vegano per metà della sua vita.
QUI un’altra intervista con il Dr. Ellsworth alla CNN 

PERCHÈ LE DIETE VEGANE E VEGETARIANE STANNO DIVENTANdO PIU’ POPOLARI

Questo cardiologo centenario, non è il solo : anche Kim A. Williams, M.D. nuovo presidente della American College of Cardiology, ha adottato una dieta vegana.
Figure storiche note nel mondo, da Platone a Nietzsche , a icone pop come Paul Mcartney e Bob Marley, a leader politici  come Gandhi e Benjamin Franklin, tutti hanno difeso e sostenuto la dieta vegetariana.  Non c’è dubbio che  l’influenza di questo tipo di “celebrità” , insieme ai sostenitori per i diritti  degli animali, hanno avuto un ruolo nell’ascesa del vegetarianesimo, in questi ultimi anni, ma la ragione  della sua recente popolarità ha a che fare con lo stato di benessere di chi lo pratica e la scienza che vi è dietro.
Non mancano studi che dimostrino i chiari  benefici sulla salute, delle diete vegane e vegetariane e molte di queste diete indicano come questi benefici aumentino, nel momento in cui l’individuo diminuisce la quantità di consumo di prodotti animali.
Detto questo, se non sei un sostenitore della dieta vegana o vegetariana, è importante notare che una percentuale molto alta e molto allarmante di Americani, raramente mangia qualche vegetale. Secondo il  Wall Street Journal, nel 2011, circa l’80% degli Americani che mangiava carne, raramente consumava vegetali. (source)
“Gli studi stanno confermando i benefici sulla salute  di chi non mangia carne. Oggiorno, una alimetazione vegetale  è vista non solo come sufficiente da un punto di vista nutrizionale, ma anche come un modo per ridurre il rischio di molte malattie croniche” – Harvard Medical School (source)
Per esempio, l’American Dietetic Association ha fatto sentire il suo peso con un documento che conclude:  “diete vegetariane adeguatamente pianificate, incluse le diete vegane o vegetariane totali, sono sane, adeguate da un punto di vista nutrizionale e possono fornire quei benefici alla salute, utili nella prevenzione e nel trattamento di certe malattie .” (Journal of the American Dietetic Association, July 2009) (source)
Queste malattie includono: disturbi cardiaci, cancro, diabete e altro.
Di nuovo, ci sono letteralmente moltissimi studi  che mostrano i benefici di diete vegane o vegetariane. Se sei ancora scettico, fai una breve ricerca e vedrai che poi diverrà tutto molto chiaro.
E’ bene vedere che la ricerca sul veganesimo e vegetarianesimo, conferma questi benefici, mentre negli anni precedenti  si sono concentati solo sui problemi che possono sorgere da  potenziali carenze nutrizionali.
Detto questo, se stai per fare questa transizione, è molto importante essere consapevoli  delle richieste del tuo corpo e a quali alimenti dovresti rinunciare. (…) Se vorrai fare questa scelta, non dovrai sentirti stanco, nè sentire mancanza di energia e forza o sentirti depresso. Anzi, dovrebbe proprio essere l’opposto. Se ti accade qualcosa del genere, è molto probabile che ti manchino delle sostenze quindi fai in modo di adattare i tuoi pasti di conseguenza.

La farina bianca come colla nell’intestino. Ecco il rimedio

2 OTTOBRE 2015

La farina bianca come colla<br> nell’intestino. Ecco il rimedio

(c.a.) – La colla si attacca alle pareti intestinali, rallentano il flusso del cibo, generando fermentazioni (degli zuccheri) e putrefazioni (delle proteine) e quindi un aumento delle tossine nel corpo che provoca stanchezza, nervosismo, mal di testa, malassorbimento dei nutrienti, predisposizione alle malattie e nel lungo tempo può essere causa di problemi davvero seri.
Che la farina bianca formi una colla è facile da scoprire: basta mescolarla con un po d’acqua e vedere come rimane appiccicata alle mani e si indurisca.
Viene chiamata Colla di Farina ed è usata per la produzione di cartapesta e lavori fai da te.
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IL NOSTRO ORGANISMO E’ COME UN SISTEMA IDRAULICO
Se osserviamo il corpo umano noteremo che ospita un complicatissimo apparato idraulico, con una grande quantità di tubi e tubicini in cui circolano i liquidi del corpo: principalmente sangue e linfa. Vi sono alcuni alimenti che, durante la digestione, diventano una specie di colla, detta muco, capace di attaccarsi alle pareti intestinali ed altre condutture organiche, e ricoprirle con uno strato sempre più spesso.
Il muco intestinale, sostanzialmente, è il risultato di anni ed anni di accumulo di sostante organiche collose sulle pareti dell’intestino. Si pensi che, mediante autopsia, si è riscontrata in certe persone una presenza di muco ammontante fino a 7-8 kg.” Prof. Arnold Ehret, autore di best-seller mondiali sull’alimentazione.
L’INTESTINO E’ LA CHIAVE DELLA SALUTE
In questa sorta di colla trovano riparo e proliferano i parassiti e la Candida (un lievito molto pericoloso per la nostra salute).  Questi prodotti a base di farina e zucchero alimentano e fanno sviluppare la flora batterica nociva con conseguenze enormi.
Questo squilibrio intestinale genera moltissimi problemi. Il famoso medico americanoNorman Walker affermava che tutte le malattie hanno inizio dall’intestino. Infatti in esso troviamo la maggior parte del sistema immunitario, è l’apparato che ci fornisce di energia e che digerisce e produce lo scarto a partire dal cibo. Se l’apparato gastro-intestinale smette di funzionare tutta la nostravita fisica e mentale ne sarà enormemente danneggiata.
Infatti è stato dimostrato che il nostro umore dipende dalla flora battericae laserotonina, l’ormone del benessere, è prodotta per il 95% proprio a livello intestinale.
LA FARINA CHE CONOSCIAMO E’ UNA INVENZIONE MODERNA
La farina che riteniamo essere normale in realtà non ha più di 60 anni, prima la farina normale era quella integrale!
La farina bianca è privata della crusca e del germe di grano e inoltre per renderla bianca in modo omogeneo,  viene trattata con sbiancanti chimici come l’ossido di azoto, di cloro e il perossido di benzoile miscelato con sali chimici vari, addirittura l’ossido di cloro combinandosi con le proteine, ancora presenti nel chicco può dare origine alla allossana, sostanza utilizzata per provocare il diabetein animali da laboratorio. Cosa che spiega anche l’esplosione di malati di diabete negli ultimi anni.
Vengono aggiunti anche additivi chimici per impedire che si formino dei grumi e che si sviluppino larve di insetto. Il Prof. Berrino ha detto bene definendola il più grande veleno della storia.
PERCHE’ E’ STATA INTRODOTTA LA FARINA BIANCA
La farina integrale ha dei tempi diversi, più lunghi, è più delicata nella lievitazione, non consente di produrre determinati prodotti, come quelle ricette che richiedono sottilissimi strati di pasta (come la pastasfoglia, i borlenghi, i bignè). Uno dei motivi principali è che si può conservare a lungo perché è molto difficile che gli insetti si riproducano, come mai? Perché è quasi priva di qualunque valore nutritivo come vitamine, minerali, enzimi.
Secondo alcuni autori il problema della colla intestinale riguarda, in maniera maggiore o minore, tutti i cibi contenenti glutine. Il mio consiglio è di mangiarne una quantità moderata accompagnata da verdure e del buon olio di oliva lubrificante.
CONCLUSIONE
La frutta, la verdura e i semi sono alimenti che sciolgono e scrostano questa colla. Il nostro corpo è un tempio e quindi non dobbiamo metterci quello che meriterebbe solo la spazzatura. Il nostro corpo merita il cibo migliore, il cibo che da forza e non che appesantisce e fa abbioccare dopo mangiato. Il nostro corpo merita di fare attività fisica, che riattiva tutto il sistema immunitario, linfatico e digerente, ed è l’attività che ha permesso all’uomo di procurarsi il cibo e scappare dai pericoli durante la sua evoluzione.
Tornando all’alimentazione originali, tornando ai cibi autentici il tuo corpo starà meglio, e con te anche il pianeta.

Coscienza e stili di vita

16 SETTEMBRE 2015
Risultati immagini per Coscienza e stili di vita

Il nostro stile di vita ha delle conseguenze di cui dobbiamo tener conto. 

Diabete, obesità e ipertensione coinvolge il 38% della popolazione americana e comunque tantissime persone nel mondo. Anche l’incidenza dei tumori e drasticamente aumentata. Per non parlare di malattie autoimmuni e tanto altro.

Il consumo di alimenti carnei e latticini è cresciuto notevolmente negli ultimi decenni.

Dobbiamo tornare a un’alimentazione più sana, più idonea alla nostra costituzione fisica, quella di animali frugivori.

Non è vero che l’uomo era prima cacciatore e poi è divenuto raccoglitore. Gli studi dimostrano che l’uomo è sempre stato prevalentemente raccoglitore.

L’uomo ha iniziato a mangiar carne come parte di un rito in cui cercava di assumere l’energia dell’animale e a volte anche del nemico. Era comunque un’abitudine occasionale.

I grassi saturi tendono a depositarsi sulle arterie e a dare luogo a infiammazione. 

Il colesterolo si trova nei grassi di origine animale. La quantità di colesterolo di cui abbiamo bisogno ce la produciamo da noi, mentre quello che si assume dall’esterno è in eccesso.

Il colesterolo tende a favorire la calcolosi della coliciste e tutte le patologie pancreatiche. 

Il problema più grosso è dato dalle proteine. Non essendo un carnivoro, l’uomo non riesce a digerirle tali e quali. La carne di un animale appena morto è dura e per poterla mangiare infatti bisogna aspettare la frollatura. 

Le proteine acidificano il colon e alterano la flora intestinale.

Un altro alimento che attacca la nostra salute è lo zucchero raffinato, che a lungo andare innesca meccanismi di dipendenza alimentare.

Il problema della carne è che le mucche sono rinchiuse negli allevamenti intensivi, ingozzate di soia e mais transgenico. Inoltre sono fortemente trattati con gli antibiotici.

La caseina del latte è un tipo di proteina che favorisce la rapida crescita del vitello, ma ha come effetto collaterale di aumentare la crescita di cellule cancerogene.


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