L’evoluzione del coast to coast

Partire da una costa degli Stati Uniti e raggiungere l’altra dopo infinite avventure e migliaia di chilometri percorsi, è da sempre un’esperienza di viaggio che affascina e ispira milioni di visitatori.

Ciò che rende così popolare il coast to coast americano è il senso di libertà che lo caratterizza: non c’è una tratta da rispettare, non c’è un punto di partenza consolidato, né una destinazione ben precisa.
L’idea è molto semplice: si parte lasciandosi alle spalle un oceano con l’obiettivo di arrivare sull’altra cosa. Che il viaggio non voglia dire semplicemente arrivare a destinazione è ormai risaputo a tutti, ma in questo caso il vecchio proverbio è ancora più veritiero. Perché il coast to coast americano non è un tragitto, è un’esperienza di vita.

Nel secolo scorso furono gli hippie i primi a lanciare la moda del coast to coast per il semplice gusto di viaggiare, senza la volontà di arrivare il prima possibile. Con i loro furgoncini Volkswagen coloratissimi e strapieni partivano da San Francisco, capitale del movimento, scendevano per la California fino a Los Angeles e da lì si avventuravano per gli stati centrali statunitensi. Spesso la destinazione era New York, da sempre punto di ritrovo per creativi e artisti, ma a volte il coast to coast si prolungava fino a Washington in occasione delle manifestazioni contro la guerra in Vietnam.

D’altronde, ogni singolo viaggio attraverso l’America è unico. La vastità degli Stati Uniti permette di scegliere strade sempre nuove e alternative, anche se la più famosa resta la Route 66. Questa tratta, pur non portando sull’Oceano Atlantico, è considerata l’opzione più affascinante per visitare gran parte degli USA. Si può scegliere di partire da Chicago oppure da Los Angeles, e si attraversa l’America più tradizionale, passando per città come St. Louis, Oklahoma City e Albuquerque. In alternativa, è molto battuta anche la Lincoln Highway, la prima mai costruita. L’autostrada ha 104 anni ed è un’icona, al punto che esistono associazioni che si occupano di preservarla privatamente. In questo caso si tratta di un vero e proprio coast to coast: si parte da San Francisco e dopo 41 ore di guida si giunge a New York. Nel mezzo si passa per Sacramento, Salt Lake City, Chicago e Pittsburgh.

Oltre a questi due storici trail, ci sono decine di altri percorsi più o meno noti. Il più lungo è probabilmente quello che parte da Seattle, a pochi chilometri dal confine con il Canada, e si conclude a Miami, in Florida. Si parte quindi dalla parte nord-occidentale degli States per giungere a quella sud-orientale. Guidando per 58 ore si attraversano decine di Stati, si cambiano tre fusi orari e si affrontano condizioni climatiche e culturali di ogni tipo. Un viaggio del genere non conosce ostacoli, neanche quello del tempo. Nel corso degli anni il suo mito è sempre sopravvissuto, nonostante strade e mezzi differenti, anche dopo la scomparsa del movimento hippie.

Oggi il tragitto che taglia in due gli Stati Uniti non gode più della stessa popolarità di cinquant’anni fa, ma è ancora una delle tratte più battute. Anche perché c’è stata una piacevole riscoperta del viaggio in van, che per alcuni diventato un vero e proprio stile di vita.

Si chiama Vanlife, ovvero “vita da van”. Sempre più persone in tutto il mondo sentono il desiderio di ribellarsi al conformismo e al “giusto modo di vivere” che viene imposto dalla società, e decidono molto semplicemente di mollare tutto per viaggiare. Ovviamente in van. Questa nuova tendenza è partita proprio dagli Stati Uniti, dove il consumismo sta mietendo sempre più “vittime”. La Vanlife è la soluzione ideale per spezzare questo meccanismo, perché dimostra che viviamo per le emozioni e le avventure, e non per le cose.

In migliaia hanno scelto di vendere casa e trasferirsi a vivere in un van; alcuni di loro per viaggiare a tempo indeterminato, altri mantenendo il proprio lavoro. Indipendentemente dalle singole scelte, la Vanlife è un fenomeno che ha permesso al coast to coast americano di tornare ai fasti di un tempo. Al di là degli aspetti personali e sociali, comunque, il coast to coast resta un viaggio nel vero senso della parola, che sa di libertà anche perché si può completare nei modi più disparati.

La soluzione più comune è quella dell’automobile, che permette di entrare appieno nella cultura locale dormendo nei motel strada facendo. C’è poi la possibilità del van o del camper, che da sempre è sinonimo di indipendenza: ci si muove e si vive sempre sullo stesso mezzo, che diventa a tutti gli effetti una casa su ruote.

Ma ci sono molti altri metodi per partire da una costa degli Stati Uniti e arrivare sull’altra. Il treno è un mezzo di trasporto che ha mantenuto il suo fascino nel corso del tempo: piace a tutti perché consente di ammirare il paesaggio che scorre, di ritrovare il piacere del viaggiare lentamente. Si entra nelle stazioni, che sono il cuore delle città, e si osserva il mutare dei luoghi e delle culture.

C’è poi l’opzione degli autobus. Questo mezzo di trasporto era il più comune quando i treni e gli aerei erano inaccessibili ai più, ma al giorno d’oggi scegliere di muoversi con i Greyhound (la compagnia più famosa d’America) non è propriamente economico. Tuttavia, l’esperienza vale certamente il costo dei biglietti: salire su un bus notturno in una piccola cittadina e ritrovarsi da tutt’altra parte la mattina successiva vi farà riprovare le emozioni raccontate da Charles Bukowski in Factotum, quando girava l’America alla ricerca del prossimo lavoro, della prossima avventura, della prossima sbornia. Per i più avventurosi ci sono poi opzioni estreme. Qualcuno ha completato il coast to coast in bicicletta, mentre altri lo hanno fatto persino a piedi. Soluzioni drastiche, che richiedono diversi mesi di tempo e una preparazione psicofisica ottimale, ma ideali per vivere un viaggio “Into the Wild”.

Il coast to coast americano offre possibilità infinite. Si può viaggiare con ogni mezzo, da soli o in gruppo, senza un percorso prestabilito, senza limitazioni di tempo. Può essere confortevole o avventuroso, costoso o economico. Solo una cosa è certa: è un viaggio indimenticabile.

a cura di Gianluca Gotto
E’ nato a Torino ma ha trovato la sua casa nel Mondo. Seguendo percorsi alternativi, ha capito che la felicità è nelle cose semplici: mangiare bene, vivere al massimo e scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo. Condivide questa filosofia di vita su Mangia Vivi Viaggia.

http://www.dolcevitaonline.it/levoluzione-del-coast-to-coast/

2 pensieri riguardo “L’evoluzione del coast to coast

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