VOLETE PIACERE A QUALCUNO A PRIMA VISTA?

Ecco cosa si deve fare.

– Guardate negli occhi. La maggior parte della comunicazione non è verbale, perciò uno sguardo aperto permette di guadagnare l’attenzione della persona, è un segnale dell’onesta e della fiducia. Per non sembrare troppo sicuri di se, si può guardare, di tanto in tanto, sotto il livello degli occhi dell’interlocutore.

– Sorridete con sincerità: la simpatia verso le persone sorge di solito se queste persone suscitano le emozioni e i sentimenti positivi.

– Ricordatevi di salutare e di presentarvi, e non abbiate paura di salutare per primi le persone che non conoscete.

– Dimostrate l’apertura e la sicurezza. I suoi segni sono: una posa rilassata, la schiena dritta ma non tesa, la testa leggermente sollevata, le mani non incrociate, ai fianchi.

– Mostrate l’interesse: per farlo vi aiuterà un leggero inchino in avanti, mentre lui/lei parla.

– Ascoltate attentamente. Un errore classico che si fa durante una prima conoscenza è quello di parlare di se stessi. Date la possibilità all’interlocutore di dire qualcosa, chiedetegli dei suoi interessi e ascoltate con attenzione.

– Irradiate la positività! le emozioni sono contagiose, perciò la gente p attirata da coloro che fanno il mondo più allegro. Se vogliamo piacere all’interlocutore, evitiamo le lamentele e i discorsi negativi. Lui si ricorderà il nostro umore positivo e vorrà immergersi in essa di nuovo.

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IL PENSIERO CREA LA REALTA’ O VICEVERSA?


Il pensiero crea la realtà o viceversa?

Ieri su Facebook ho pubblicato un post che, come mi aspettavo, ha generato diversi commenti e domande. Questo il testo del post:
“Sono un rivoluzionario!
Continuo a leggere che ciò che pensiamo crea la nostra realtà. In realtà è proprio il contrario. La realtà che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere crea i nostri pensieri.
Chi ha orecchie per intendere…”

Domanda: E la realtà che viviamo da cosa o chi è creata?

Avendo promesso una risposta, eccomi a spiegare il mio pensiero.
Intanto, come ho già avuto modo di spiegare in diverse occasione, la premessa è che il pensiero da solo non crea nulla. Ciò che condensa le particelle per manifestare la realtà è l’energia delle emozioni. Il pensiero indirizza l’energia verso uno scopo, verso l’obiettivo, ma è l’emozione che ha il potete di far collassare le particelle e creare la realtà.

Detto questo veniamo alla risposta vera e propria. L’essere umano è un mammifero che si è evoluto sul pianeta Terra in milioni di anni. Ciò che noi siamo è una coscienza che per qualche motivo, forse per conoscere il piano della manifestazione fisica, ha scelto di abbassare la propria frequenza vibrazionale e di entrare nel corpo del mammifero più evoluto: l’essere umano. Noi siamo quella coscienza. Il problema è che per entrare nel corpo umano abbiamo abbassato così tanto la nostra vibrazione che ora facciamo estremamente fatica a rimanere svegli. Il pensiero dei filosofi “chi sono io”, viene proprio da questa coscienza che ha così poca energia per rimanere sveglia e che sente questo stato di indeterminatezza, di sentirci fuori posto, che vorrebbe capire chi siamo e perché siamo qua. Per circa il 95-99% del tempo la nostra coscienza dorme e lasciamo che sia il mammifero che abitiamo a vivere, identificandoci con lui.

È anacronistico parlare ancora di inconscio. Alcuni lo fanno per ignoranza, altri per pigrizia mentale, altri ancora nascondono la verità solo per mantenere quell’alone di mistero che attribuisce loro potere. Ciò che hanno fatto gran parte delle religioni per secoli. In realtà ciò che chiamano inconscio altro non sono che le coscienze del mammifero che abitiamo.

Come la scienza ha dimostrato, questo mammifero umano ha un cervello emozionale (il Sè istintivo) e un cervello razionale (il Sè mentale). Questo mammifero umano pensa e prova emozioni e la nostra vera coscienza, che dorme per il 99% del tempo, si è quasi totalmente identificata con quel mammifero, con quel Sé istintivo e quel Sé mentale. Non è l’inconscio a governarci, ma il mammifero che abitiamo.

Quel mammifero si è formato tutte le sue convinzioni e i suoi modelli di vita sulle esperienze che ha vissuto fin dalla primissima infanzia. Tutti i modelli di pensiero, tutte le reazioni, tutte le emozioni che proviamo, sono il frutto delle esperienze passate. Il mammifero umano, pur avendo una capacità di pensiero molto evoluta, ha una coscienza poco elevata, il suo è un pensiero lineare e vive quasi in automatico (è per questo che molti studiosi paragonano la mente ad un computer). Di conseguenza il pensiero del Sé mentale non è un pensiero libero. Ciò che pensa il Sè mentale dipende dai valori appresi, dagli schemi di pensiero e soprattutto dai contenuti emozionali del Sè istintivo.

Quindi, riassumendo, per il 99% del tempo tutto ciò che pensiamo senza rendercene conto (cioè, ciò che il Sè mentale del mammifero pensa, senza che la nostra coscienza che dorme se ne renda conto) è un pensiero automatico derivato dal passato.

Ed ecco la spiegazione al post di ieri. Non è il pensiero a creare la realtà, ma per il 99% del tempo è la realtà che abbiamo vissuto, soprattutto nell’infanzia, che emozionalmente, o per i suoi schemi più o meno rigidi, genera i pensieri automatici del Sè mentale. Questi pensieri associati alle emozioni del Sè istintivo continuano ad alimentare la nuova realtà che viviamo e che tende a ripetersi.
Solo se ci svegliamo, solo se la nostra coscienza si sveglia, possiamo pensare consapevolmente e richiamare l’energia delle emozioni per creare una nuova realtà.

Mi fa sorridere chi afferma “pensa positivo”. Detto così, significa non aver capito nulla dell’essere umano. Non aver capito che se la coscienza dell’Io non ha la forza per rimanere sveglia (e qua ci ricolleghiamo al precedente articolo del mio blog) è impossibile pensare positivo, perché tra volontà ed emozione vince sempre l’emozione che genera nel Sé mentale i soliti pensieri distruttivi. Ben altre dovrebbero essere le parole di chi afferma di voler aiutare le persone a raggiungere il benessere

Antonio Origgi

Fonte: http://www.antoniooriggi.com/pensiero-crea-la-realta-viceversa/
Via http://www.visionealchemica.com/pensiero-crea-la-realta-viceversa/

http://compressamente.blogspot.it/2017/07/il-pensiero-crea-la-realta-o-viceversa.html

LE OTTO COSE DA RICORDARE QUANDO VA TUTTO MALE…


1. IL DOLORE FA PARTE DELLA CRESCITA.
A volte la vita chiude le porte perché è ora di muoversi. Spesso non lo facciamo se non siamo costretti di farlo. Ricordate che nessun dolore arriva senza uno scopo. Siate pazienti, e muovetevi… allontanatevi dal dolore ricordando la sua lezione. Tutto si aggiusterà; forse non subito, ma alla fine. Ci sono due tipi di dolore: quello che ferisce e quello che vi cambia. Aiutate a quest’ultimo a farvi crescere.

2. TUTTO NELLA VITA E’ TEMPORANEO.
Le piogge finiscono, le ferite guariscono, dopo il buio viene sempre la luce: ve lo ricorda ogni mattina. Nulla dura in eterno. Se ora va tutto bene, godetevelo, non durerà per sempre. Se va tutto male, non preoccupatevi, non sarà per sempre. Ogni istante fa nascere un nuovo inizio e una nuova fine.

3. LE ANSIE E LE LAMENTELE NON CAMBIERANNO NIULLA.
Coloro che si lamentano sempre ottengono poco. E’ sempre meglio cercare di fare qualcosa di grande e fallire piuttosto che cercare di avere successo senza fare nulla. Se credete in qualcosa, continuate a tentare. Ricordatevi che la vera felicità arriverà quando smetterete di lamentarvi e inizierete a essere grati per tutti quei problemi che non avete.

4. LE VOSTRE CICATRICI SONO I SEGNI DELLA VOSTRA FORZA.
Una cicatrice significa che il dolore non c’è più, e la ferita è guarita. L’avete sconfitto, traendo una lezione, e siete andati avanti. Una cicatrice è un tatuaggio della vostra vittoria. Rumi aveva detto: “Attraverso la cicatrici la luce entra in voi.”

5. OGNI PICCOLA VITTORIA E’ UN PASSO IN AVANTI.
La pazienza non è uguale all’attesa; è la capacità di mantenere il buon umore lavorando per i vostri sogni. Andate avanti fino alla fine, altrimenti un solo inizio non ha alcun senso. Probabilmente, per un po’ di tempo non mangerete cose alle quali siete abituati, non dormirete quanto vi basta.. potreste essere derisi, potreste restare soli. Ma la solitudine è un regalo che rende possibili molte cose, avrete lo spazio di cui avete bisogno. Tutto il resto è un test della vostra pazienza. Vi sentirete meglio con ogni nuovo passo, capendo che la lotta non è un ostacolo sul cammino, E’ il cammino.

6. UNA REAZIONE NEGATIVA DEGLI ALTRI NON VI RIGUARDA.
Sorridete quando cercano di vincervi, è un facile modo per dare sostegno al proprio entusiasmo. Continuate ad essere se stessi. Non permettete ai discorsi degli altri di cambiarvi. La gente sparlerà sempre, indipendentemente da ciò che state facendo. La grande forza arriva con il superamento dell’impossibile.

7. SUCCEDERA’ CIO’ CHE DEVE SUCCEDERE.
Iniziate a sorridere e ad apprezzare la vostra vita. In ogni lotta che state facendo ci sono delle velate benedizioni, ma dovete tenere aperti il cuore e la mente per poterli vedere. In un certo momento, dovrete lasciare andare la situazione e permettere di succedere a ciò che deve accadere. Fidatevi dell’intuito, rischiate, perdete e ritrovate la felicità… alla fine arriverete laddove dovevate arrivare.

8. CONTINUATE A MUOVERVI.
Non abbiate paura di arrabbiarvi, non abbiate paura di amare di nuovo, non permettete che le crepe nel cuore diventino le cicatrici. Ricordate di non aver bisogno di molta gente nella vita, e non cercate di avere tanti “amici”. L’Universo fa sempre ciò che crede giusto. Se avete torto, riconoscetelo, e traetene una lezione.Voltatevi indietro, vedete ciò che avete fatto e siate orgogliosi di voi stessi. Non cambiate per nessuno se non volete farlo. Fate di più, vivete in modo semplice, senza smettere mai di andare avanti.

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Osho: La gioia è la sostanza stessa di cui è fatto l’universo.

La felicità è là dove ti trovi; ovunque tu sia, lì è la felicità. Ti circonda, è un fenomeno naturale: è del tutto simile all’aria, assomiglia al cielo. Non la si deve cercare, è la sostanza stessa di cui è formato l’universo: la gioia è la sostanza stessa di cui è fatto l’universo, ma devi guardare diritto davanti a te… se cerchi a destra e a manca, te la lascerai sfuggire.

Osho

INNAMORATI DEL PRESENTE

Innamorati del posto dove stai adesso.
Fai un inchino a ciò che hai.
Lascia andare la speranza della felicità futura; la tua gioia non dipende da “qualcosa di più”.
Lascia andare gli obiettivi, e anche il punto d’arrivo… concentrati sul presente.

Sii lento. Sii qui. Respira …

In realtà, sei sempre qui, malgrado la gran parte del tempo stai cercando di essere “lì”. Anche quando ti sembra di essere lì, stai ancora Qui, Il momento presente è la tua casa.
E’ possibile vivere con piacere. E’ possibile avere un grande successo in questo mondo, fare una vita che piace, nutrire le speranze sul futuro, ed essere pienamente presenti, ancorati al presente.
E’ possibile vivere senza fretta, godendo ogni istante della vita, assaggiare il gusto di ogni giorno, invece di volare attraverso i giorni.

Il momento presente non è la fine, è un attimo della vita, completo e realizzato. Vivi il momento presente. La mente lo chiama “l’assenza delle ambizioni”. Ma si chiama anche il buon senso, il ringraziamento, la pace, o lo spazio nel quale tutto è possibile…

(Nik. Bulgakov)

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno… a Casa

Osho: Gautama il Buddha.

Gautama il Buddha sta camminando per strada. Una mosca si posa sulla sua testa e lui muove meccanicamente la mano e la scaccia, mentre continua a parlare con Ananda, il suo discepolo. Improvvisamente si ferma, perché ha compiuto quel gesto della mano senza consapevolezza. E per lui quella è l’unica cosa sbagliata nella vita – fare qualcosa inconsapevolmente, anche solo muovere una mano, anche se non hai fatto male a nessuno.

Così si ferma e di nuovo porta la mano in quella posizione, come per mandare via la mosca – anche se quella non c’è più. Ananda ne è sorpreso e gli dice: “La mosca l’hai scacciata dal tuo viso già da tempo. Che fai ora? Non c’è più”. Buddha risponde: “Ho mosso la mano meccanicamente, è stato un errore. Ora lo faccio come avrei dovuto farlo, per insegnare a me stesso una lezione, così che una cosa del genere non mi accada più. Ora muovo la mano in piena consapevolezza. La mosca non è importante. È importante che nella mia mano ci sia consapevolezza, grazia, amore e compassione. Ora va bene”.

Osho

Osho: Io non sono il corpo, io non sono la mente, non sono neppure il cuore.

L’energia che nutre la mente arriva dalla tua identificazione: “io sono la mente!”. Questo collegamento è stato interrotto. Ecco cos’è la consapevolezza: accorgersi che: “Io non sono il corpo, io non sono la mente, non sono neppure il cuore, io sono semplicemente pura consapevolezza, sakshi.”

Man mano che questa consapevolezza si approfondisce, si cristallizza, la mente diventa sempre meno importante. Il suo potere su di te diminuisce. E quando la consapevolezza si è stabilizzata al cento per cento, la mente semplicemente evapora.

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Osho: Tutti i problemi sono di condizionamento

Ognuno, nella sua essenza, è perfetto. Riguardo al sé non ci sono problemi. Tutti i problemi sono di condizionamento. Il tuo nucleo interiore è completamente al di là dei problemi. Ma attorno c’è una ruota che continua a girare, la faccenda è tutta lì. Ogni paese, ogni religione, ogni società, ha una struttura differente, che va molto in profondità, tanto in profondità che arrivi a credere che sia la tua natura. Te ne rendi conto fin dall’inizio. E nessuno ti insegna a scavare dentro di te. L’intera società ti insegna che quello sei tu.

È tutto un condizionamento.

L’essenza del lavoro spirituale consiste nel tentativo di decondizionarti. Se riesci a vedere te stesso, anche solo per pochi istanti, come assolutamente incondizionato, nella tua vera natura, non ti sentirai mai in trappola. Solo allora potrai usare il condizionamento, perché lo si deve usare. Quando parli devi usare una lingua, ed è un condizionamento. Devi muoverti all’interno della società e seguirne le regole. Ma sempre sapendo che tu sei oltre tutto questo. Allora nulla può disturbarti. È solo un gioco, e ogni gioco ha le sue regole. Bisogna seguire le regole, ma non esserne identificati.

Osho