Osho: Fai solo ciò che ti piace.


Mi piacerebbe darvi una tecnica. È una tecnica molto semplice, ma all’inizio sembra molto difficile. Se la provate, scoprirete che è semplice. Se non la provate e vi limitate a pensarci, apparirà molto difficile. La tecnica è: fai solo ciò che ti piace. Se non ti piace, non farlo. Prova, perché questa gioia viene solo dal tuo centro. Se fai qualcosa e ti piace, cominci a riconnetterti con il centro. Se fai qualcosa che non ti piace, sei disconnesso dal centro. La gioia nasce dal centro e da nessun altro luogo. Quindi usalo come criterio di paragone, e sii fanatico a questo riguardo! Cammini per strada… all’improvviso ti accorgi che non ti stai godendo la camminata. Fermati. Basta, non devi continuare. Quando qualcosa ti piace, sei centrato. La gioia è solo il suono dell’essere centrato. Se qualcosa non ti dà gioia, sei fuori centro. Allora non forzarla; non ce n’è bisogno. Se la gente pensa che sei matto, lascia che pensi che sei matto. Entro pochi giorni scoprirai, per esperienza diretta, come eri lontano da te stesso. Stavi facendo mille cose che non ti piacevano, eppure le facevi lo stesso perché ti era stato insegnato così. Stavi adempiendo ai tuoi doveri. Il centro è accessibile quando sei caldo, quando fluisci, ti sciogli nell’amore, nella gioia, nella danza, nella delizia. Dipende da te. Continua a fare solo quelle cose che ami veramente fare e che ti danno gioia. Se non ti piacciono, smetti. Trova qualcos’altro che ti dia gioia. Ci dev’essere pur qualcosa che ti piace. Non ho mai incontrato una persona a cui non piace nulla. Ci sono persone alle quali magari non piace una cosa o un’altra o un’altra ancora, ma la vita è vasta. Non rimanere legato; rimani fluido. Lascia che l’energia scorra di più. Lascia che fluisca, che si incontri con le altre energie che ti circondano. In un’energia che fluisce, diventi di colpo integrato. Il segreto sta nel trovare qualcosa che comincia a darti gioia. Tutte le volte in cui ti piace qualcosa, sei in armonia con te stesso e in armonia con l’universo, perché il tuo centro è il centro di tutto. Entro pochi giorni verranno stabiliti molti contatti con il centro, e allora comprenderai cosa intendo quando ripeto in continuazione che quello che cerchi è già dentro di te. Non è nel futuro. Non ha nulla a che fare con il futuro. È già qui e ora, sta già accadendo.

Osho

Osho: L’intelligenza dell’amore.


“Non sono un santo, non ho niente a che fare con la spiritualità. Tutte quelle categorie per me sono irrilevanti. Non puoi assegnarmi ad una categoria, non puoi incasellarmi. Una cosa soltanto si può dire, e cioè che tutto il mio lavoro è quello di aiutarti a liberare quell’energia chiamata intelligenza dell’amore. Se l’intelligenza dell’amore inizia a scorrere, sei guarito.” Osho

Osho: Inizia a dare amore.


Tutti vogliono essere amati: questo è il modo sbagliato di procedere. Invece di chiedere: “Dammi amore”, inizia a dare amore. Dimenticati di prendere e dai – e ti garantisco che riceverai moltissimo. Non devi affatto pensare a prendere. Nemmeno indirettamente ti devi preoccupare del fatto che stai ricevendo oppure no. Questo sarebbe già sufficiente a turbarti. Dona, perché dare amore è stupendo – prenderlo non è altrettanto bello. Questo è uno dei segreti.
Dare amore è l’esperienza più bella che puoi fare, perché allora sei un imperatore. Ricevere amore è un’esperienza molto limitata, e appartiene al mendicante. Non essere un mendicante; almeno nel regno dell’amore sii un imperatore, perché è una qualità inesauribile che possiedi dentro di te. Puoi dare quanto vuoi; non devi preoccuparti che possa finire. Non verrà mai il giorno in cui potrai dire: “Mio Dio, non ho più amore da dare”.
Dai amore a chiunque capiti – un estraneo. Non è che devi dar via cose costose, dare una mano a qualcuno sarà sufficiente. Tutto ciò che fai nelle ventiquattr’ore dovrebbe essere fatto con amore, e allora il dolore che ora provi nel cuore scomparirà. Quando sarai amorevole, la gente ti amerà; è una legge naturale: ricevi ciò che dai. Anzi, ricevi più di quanto dai. Impara a dare, e scoprirai che tante persone che prima non ti avevano mai nemmeno guardato, che non si erano mai occupate di te, saranno amorevoli verso di te.
Non si tratta nemmeno di limitarsi solo agli esseri viventi. Puoi toccare questa sedia con mano amorevole. Dipende tutto da te, non dall’oggetto. In questo modo troverai un grande rilassamento; il tuo sé – che è un fardello – scomparirà e ti scioglierai nel tutto. Condividi il tuo amore, senza preoccuparti di chi lo riceve. Dallo, e scoprirai una pace e un silenzio straordinari. Diventerà la tua meditazione.

Osho

Osho: Celebrare


Celebrare è la base del mio modo di vivere, non la rinuncia ma la gioia. Godi di tutta la bellezza, la gioia, di tutto ciò che la vita ti offre, perché questa vita è un dono di dio. Per me, vita e dio sono sinonimi. Anzi, vita è una parola migliore di ‘dio’. Quest’ultimo è solo un termine filosofico, mentre la vita è reale, esistenziale. La parola ‘dio’ esiste solo nei testi sacri. È una parola, una semplice parola. La vita è dentro di te e al di fuori di te, negli alberi, nelle nuvole, nelle stelle. L’esistenza intera è una danza della vita. Ama la vita. Ama la vita totalmente, ubriacati del divino attraverso la vita. Io amo la vita appassionatamente, per questo insegno a celebrare. Tutto va celebrato, tutto va vissuto e amato. Per me nulla è mondano e nulla è sacro. Tutto è sacro, dal gradino più basso della scala al più alto: dal corpo all’anima, dal fisico allo spirituale, dal sesso al samadhi tutto è divino!

SE ORA STATE MALE…


1. Il dolore fa parte della crescita.

A volte la vita chiude le porte perché è ora di muoversi. Ed è un bene, perché spesso non iniziamo il movimento se le circostanze non ci costringono a farlo. Nei periodi difficili ricordatevi che nessun dolore viene senza un perché. Ricordate che esistono due tipi di dolore; quello che ferisce e quello che vi cambia.

2. Tutto nella vita è temporaneo.

Quando piove, lo sapete che prima o poi smetterà. Ogni ferita guarisce. Dopo il buio viene sempre la luce: ce lo ricorda ogni mattina, e tuttavia sembra che la notte durerà per sempre. Nulla dura per sempre.
Se state bene, gioite e godiate questo periodo. Ma non durerà per sempre. Se va tutto male, non preoccupatevi, nemmeno questo durerà per sempre. Ogni momento vi regala il nuovo inizio e il nuovo fine.

3. L’ansia e le lamentele non cambieranno nulla.

Coloro che si lamentano ottengono meno degli altri. E’ sempre meglio cercare di fare qualcosa di grande e fallire che cercare di vincere senza fare nulla. Nulla è finito se avete perso, ma se vi lamentate, allora tutto è finito.
Smettete di lamentarvi e iniziate a essere grati per per tutti quei problemi che non avete.

4. Le vostre cicatrici sono i simboli della vostra forza. Non vergognatevi mai delle cicatrici che lascia la vita. Significa che avete imparato una lezione, diventando più forti. E’ un tatuaggio del trionfo.
Rumi aveva detto: “Attraverso le ferite la Luce entra in noi”.
Considerate le vostre cicatrici come una dichiarazione: “SI, l’avevo fatto! Sono sopravvissuto, e le cicatrici ne sono una prova. Ora ho una chance per diventare più forte.”

5. Una reazione negativa degli altri non è il vostro problema.

Sorridete quando stanno cercando di demolirvi. E’ un facile trucco per sostenere il proprio entusiasmo. Continuate a essere se stessi. Non cambiate mai per piacere a colui che dice che non siete bravi. Preoccupatevi di voi, non degli altri. La gente parlerà in ogni caso. Ce credete in voi, non abbiate paura di lottare per realizzare il vostro obiettivo,.

6. Continuate, andate avanti.

Non abbiate paura di infuriarvi. Non abbiate paure di innamorarvi di nuovo. Non permettete che le crepe nel vostro cuore si induriscano. Il coraggio è bello. La forza aumenta ogni giorno. Non avete bisogno di molta gente nella vostra vita, perciò non cercate di avere molti “amici”. Ricordate che l’Universo fa sempre ciò che crede giusto.
Date un’occhiata a ciò che siate riusciti a fare, e siate orgogliosi di voi. E non smettete mai di andare avanti.

https://vk.com/psyhelp_online

La via del Transurfer – https://faregruppo.blogspot.it

La Carrese A Ururi


La Carrese A Ururi
Corsa Dei Carri Trainati Da Buoi
Da Martedì 02 a Giovedì 04 Maggio 2017 – dalle ore 18:30
Ururi (CB)
La Carrese A Ururi – Ururi

La Carrese a Ururi dal 2 al 4 maggio.

L’avvenimento piu’ importante della comunita’ di Ururi e’ la tradizionale Corsa dei Carri trainati da buoi, che si svolge ogni anno il 3 maggio, festa del patrono, il SS. Legno della Croce (Lene Lacrocit), di cui i conserva nell’Ostensorio una scaglia di Legno, che i credenti ritengono sia appartenuta alla croce di Cristo. Vi sono due partiti: i “Giovani”, dai colori bianco-celeste e i “Giovanotti”, dai colori giallo-bianco-rosso. Dal 1974 si inizia a correre con due buoi anziché con quattro e la gara e’ diventata una corsa velocissima verso il traguardo.

La festa ha inizio il 2 maggio con la benedizione dei carri addobbati che avviene dopo la Santa Messa.

Il giorno della corsa 3 maggio i carri prima di avviarsi verso la partenza, devono recarsi davanti alla Chiesa Madre per ricevere la benedizione. Il Sacerdote pronuncia le parole di rito nel piu’ assoluto silenzio sui cavalieri, i carristi, cavalli e buoi. Seguiti dai loro sostenitori i carri si muovono verso la partenza secondo l’ordine di arrivo dell’anno precedente. La partenza avviene nella Masseria Pontoni, dista circa km 4 dal centro abitato. I carri si dispongono in ordine di merito, ad una distanza di 20 – 25 metri l’uno dall’altro. I carri sono trattenuti da un gruppo di persone pronti a girarli e lasciarli al momento dello sparo del via. Il carro che giunge per primo in paese e’ obbligato a percorrere Via del Piano e Via Tanassi, di 19 metri piu’ lunga rispetto all’altra che, invece, possono scegliere di seguire gli altri carri. Vince il carro che imbocca con metà timone Via Commerciale, che conduce alla Chiesa Madre “S. Maria delle Grazie”.

Il giorno dopo la corsa 4 maggio festa del patrono c’e’ la processione per le via del paese con il “SS. Legno della Croce”. I carri partecipano addobbati con drappi di tessuto, secondo il colore del partito cui appartengono, inghirlandati di fiori e di edera, con un ramo di alloro o di olivo infisso sul timone.

“I PREPARATIVI”

La corsa dei carri richiede una preparazione minuziosa durante l’intero anno ed impegna notevoli risorse economiche da parte dei sostenitori. I buoi, quasi tutti di provenienza calabrese, accuratamente selezionati, vengono trattati durante l’intero anno come dei veri atleti: alimentazione controllata e frequenti allenamenti in modo da farli giungere alla corsa nella forma ottimale. Lo stesso discorso vale per i cavalli che, insieme con i buoi, vengono tenuti in masserie debitamente sorvegliate.
La Carrese A Ururi

Osho: Vivere pericolosamente


Non pensare in funzione delle comodità, pensa in termini di libertà. Non pensare in funzione della sicurezza, pensa in termini di maggior vitalità. E l’unico modo per essere più vitale è vivere pericolosamente, rischiare e lanciarsi nell’avventura. E la più grande avventura per l’uomo è raggiungere il centro del proprio essere.

Osho: L’intera esistenza sta danzando


Ad eccezione dell’uomo, l’intera esistenza sta danzando. L’intera esistenza vive in un ritmo estremamente rilassato: certo, esiste il movimento, ma è estremamente rilassato. Gli alberi crescono e gli uccelli cantano e i fiumi scorrono e le stelle danzano nel cielo: tutto si muove in maniera estremamente rilassata. Nessuna fretta, nessuna furia, nessuna preoccupazione e nessuno spreco… ad eccezione dell’uomo. L’uomo è caduto vittima della sua mente.

Osho: Le cose reali.


Delle cose irreali possono mettere in moto cose reali, ricordalo. Se pensi che siano vere, per te funzionano come una realtà – solo per te. È una realtà da sogno, ma può avere effetto su di te, può influenzare tutta la tua vita, il tuo intero stile di vita. L’ego non esiste; nel momento in cui diventi un po’ più attento, consapevole, conscio, non troverai l’ego da nessuna parte; sarà una fune che erroneamente hai scambiato per un serpente; non troverai il serpente da nessuna parte.

La morte non esiste, la morte è irreale. Ma puoi crearla: puoi crearla creando la separazione. Arrendersi significa abbandonare l’idea di separazione: la morte scompare automaticamente, la paura non esiste più e l’intera fragranza della tua vita cambia. Allora ogni momento è di una tale cristallina purezza, purezza di delizia, gioia, beatitudine. Allora ogni momento è eternità. E vivere così è poesia, vivere momento per momento senza ego è poesia. Vivere senza ego è grazia, è musica; vivere senza ego è vivere, vivere veramente. Io chiamo quella vita poesia: la vita di uno che si è arreso all’esistenza.

E ricorda, lasciamelo ripetere di nuovo: quando ti arrendi all’esistenza, non stai rinunciando a qualcosa di reale. Stai semplicemente rinunciando a una falsa nozione, semplicemente rinunci a un’illusione, a maya. Stai rinunciando soprattutto a qualcosa che non hai mai avuto, e abbandonando ciò che non hai, arrivi a possedere ciò che hai.

Sapere “sono a casa, vi sono sempre stato e sempre vi sarò,” è un momento di grande rilassamento. Sapere “non sono un estraneo, non sono escluso, non sono sradicato; appartengo all’esistenza e l’esistenza appartiene a me,” fa sì che tutto diventi calmo, quieto e immobile. Questa immobilità è arrendersi.