Osho: Le cose reali.


Delle cose irreali possono mettere in moto cose reali, ricordalo. Se pensi che siano vere, per te funzionano come una realtà – solo per te. È una realtà da sogno, ma può avere effetto su di te, può influenzare tutta la tua vita, il tuo intero stile di vita. L’ego non esiste; nel momento in cui diventi un po’ più attento, consapevole, conscio, non troverai l’ego da nessuna parte; sarà una fune che erroneamente hai scambiato per un serpente; non troverai il serpente da nessuna parte.

La morte non esiste, la morte è irreale. Ma puoi crearla: puoi crearla creando la separazione. Arrendersi significa abbandonare l’idea di separazione: la morte scompare automaticamente, la paura non esiste più e l’intera fragranza della tua vita cambia. Allora ogni momento è di una tale cristallina purezza, purezza di delizia, gioia, beatitudine. Allora ogni momento è eternità. E vivere così è poesia, vivere momento per momento senza ego è poesia. Vivere senza ego è grazia, è musica; vivere senza ego è vivere, vivere veramente. Io chiamo quella vita poesia: la vita di uno che si è arreso all’esistenza.

E ricorda, lasciamelo ripetere di nuovo: quando ti arrendi all’esistenza, non stai rinunciando a qualcosa di reale. Stai semplicemente rinunciando a una falsa nozione, semplicemente rinunci a un’illusione, a maya. Stai rinunciando soprattutto a qualcosa che non hai mai avuto, e abbandonando ciò che non hai, arrivi a possedere ciò che hai.

Sapere “sono a casa, vi sono sempre stato e sempre vi sarò,” è un momento di grande rilassamento. Sapere “non sono un estraneo, non sono escluso, non sono sradicato; appartengo all’esistenza e l’esistenza appartiene a me,” fa sì che tutto diventi calmo, quieto e immobile. Questa immobilità è arrendersi.

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