Tutta la mia vita è piena di barzellette – Osho

Martedì 31 Gennaio 2017

Silenzio condiviso con le parole presenta: “Tutta la mia vita è piena di barzellette”.
– Seduto di fronte a noi, che cosa vedi? Tutte le tue barzellette le trovi mentre ci guardi?
– Chaitanya, hai ragione. devo confessarlo: guardandovi, cos’altro si può trovare? Tutti voi non siete altro che barzellette! Gautama il Buddha ha detto come ultima affermazione: “Sii una luce a te stesso”. Quando lascerò il corpo ricordatemi, per favore, di fare la mia ultima affermazione: “Sii una barzelletta a te stesso”. Questo è molto più gioioso che essere una luce a se stessi. Cosa puoi fare con una lampada? Accendere un sigaro, o bruciare la casa di qualcuno? Se invece sei una barzelletta a te stesso, sarai una benedizione per tutti. Hai ragione… Questo è il modo in cui trovo le barzellette: guardandovi. Perciò state attenti quando vi guardo, sto cercando una barzelletta!
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Un grosso vecchio indiano era seduto al bar nel West quando arrivò un hippy molto sporco e iniziò a bere a tutto spiano e a insultare tutti gli astanti. Ben presto tutti lasciarono il bar, disgustati eccetto il vecchio indiano che invece osservava l’hippy con interesse. Così l’hippy andò verso di lui e disse:
“Ehi, indiano perché diavolo mi stai fissando?”
“Vedi,” disse l’indiano, “molti anni fa sono stato arrestato per aver fatto l’amore con un bisonte; e ho appena avuto la sensazione che tu potresti essere mio figlio”.
Vedo i vostri problemi e davvero… li prendo sul serio, ma nel profondo me la rido. Per non offendervi parlo dei vostri problemi, che sono totalmente senza senso, ma non ditelo a nessuno! Una volta c’era un uomo che aveva tutto ciò che un uomo può desiderare un lavoro meraviglioso che amava, una moglie meravigliosa e dei meravigliosi bambini, ma un giorno iniziò a vedere delle macchie davanti agli occhi. All’inizio provò a ignorarle, ma peggioravano. Così alla fine si fece visitare. Il dottore lo esaminò senza trovare niente di strano, così lo mandò da uno specialista, un neurochirurgo, che lo esaminò a fondo con molti test. Anche lui non trovò niente ma gli disse “Anche se non ho trovato niente di specifico, ho già visto casi come questo, spesso c’è una pressione sul cervello, che di solito porta alla morte da sei mesi a un anno”. L’uomo era davvero sconvolto, ma alla fine decise che se veramente aveva solo così poco tempo per vivere, si sarebbe divertito e avrebbe fatto tutto ciò che voleva. L’uomo amava i bei vestiti, perciò andò dal miglior sarto della città e gli disse “Dammi i migliori vestiti che tieni in negozio: completi importati dall’Inghilterra, scarpe italiane in cuoio, cravatte di seta fatte a mano, e una dozzina delle migliori camicie di seta fatte su misura, taglia di collo quattordici”. Il sarto che aveva preso tutte queste misure gli disse: “Taglia quattordici? Lei non ha la taglia quattordici. Ha la quindici!” “Non mi dire cos’ho” disse l’uomo “ho portato la quattordici di collo per tutta la vita da adulto”. “D’accordo, se è così, allora deve vedere delle macchie davanti agli occhi!” Vedendovi, di certo gioisco. Così tante barzellette tutt’intorno! Forse è la prima assemblea al mondo dove vengono usate le barzellette per la vostra crescita spirituale… E non potete essere altrimenti… a meno che diveniate illuminati! Solo le persone illuminate non hanno niente nella vita di cui ti puoi burlare. Ma nell’ignoranza e nell’inconsapevolezza, qualunque cosa tu faccia è in qualche modo comica. Le tue battaglie, i tuoi innamoramenti, i tuoi matrimoni, i tuoi divorzi. Se inizi a guardare il tuo comportamento, te ne accorgerai “Mio dio. Tutta la mia vita è piena di barzellette!” Questa sarà una grande rivelazione… molto più grande della rivelazione di Dio, perché anche quella non è altro che una barzelletta. Okay, Vimal.

Osho

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Osho: Intimità

Lunedì 30 Gennaio 2017

«Devi lasciar cadere tutte le tue difese, solo così l’intimità diventa possibile. Ciascuno di noi nasconde un’infinità di cose, non solo agli altri, anche a se stesso.
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Se tu sei pronto a essere intimo, incoraggerai anche l’altro a esserlo. La tua semplicità priva di pretese permetterà anche all’altro di gioire della semplicità, dell’innocenza, della fiducia, dell’amore, dell’essere aperto.
Dì solo ciò che pensi. È una vita così breve che non la si dovrebbe sprecare in preoccupazioni sulle conseguenze di questo o di quello.
Non diventare un riformatore, non pretendere di insegnare agli altri e non tentare di cambiarli… Se riuscirai a cambiare te stesso, sarà un messaggio più che sufficiente.
Essere autentico significa essere fedeli a se stessi. E un’esperienza molto pericolosa: pochissimi riescono a viverla! Tuttavia, ogni volta che qualcuno è riuscito a essere fedele a se stesso, ha raggiunto uno stato di grazia, di bellezza e di appagamento così squisiti da essere inimmaginabili.»

“Attraverso l’intimità, con l’amore, diventerai più ricco. E se puoi vivere in profondo amore, in amicizia profonda, in intimità profonda con molte persone, hai vissuto nel modo giusto, e dovunque ti accada di essere, comunque hai imparato l’arte: anche là vivrai felice.”
Osho: Intimità.

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Osho: La libertà è il diritto dell’anima di respirare

Domenica 29 Gennaio 2017
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La parola egoista ha assunto una connotazione estremamente negativa, in quanto tutte le religioni l’hanno condannata: non vogliono che tu sia egoista. Ma perchè? Perchè devi aiutare gli altri.
Mi viene in mente un bambino che parlava con sua madre e la madre gli disse “ricordati sempre di aiutare gli altri” e il bambino le chiese ” e gli altri cosa faranno?” e la madre rispose “naturalmente aiuteranno gli altri”. Allora il bambino replicò “mi sembra una cosa un pò strana, perchè ognuno non aiuta se stesso invece che pensare agli altri e rendere le cose inutilmente complicate!?”.L’egoismo è naturale e solo se sei egoista arriva il momento in cui puoi dare, quando sei in uno stato di gioia traboccante, allora la puoi condividere. Adesso c’è gente infelice che aiuta altra gente infelice, ciechi che guidano altri ciechi.Ogni albero è egoista: porta l’acqua alla sua radice, la linfa alle sue foglie, ai suoi frutti, ai suoi fiori e quando fiorisce diffonde la sua fragranza per chiunque: amici, estranei, chi conosce e chi no.Quando è carico di frutti li condivide. Da quei frutti a chiunque, ma se insegni agli alberi ad essere altruista moriranno esattamente com’è morta l’intera umanità.

Osho

LE CELLULE STANNO ASCOLTANDO

Sabato 28 Gennaio 2017

di Therese Wade, sciamana – Ecco come attivare l’autoguarigione, quella forza innata dentro ciascuno di noi

Le cellule stanno ascoltando

“Ogni singola parte del corpo è dotata di coscienza ed anima”

Questa frase rivoluzionaria, attribuita alle donne della medicina indigena, ha dato inizio al mio viaggio personale alla scoperta della straordinaria capacità di guarigione del corpo umano. Quando cominciai a considerare queste prospettive, soffrivo di un intenso dolore cronico. Ho deciso di includere nella mia routine di pratiche meditative questo concetto. Ho pensato: “Il mio corpo può sentirmi? Possiamo comunicare e cooperare per guarire da questa condizione?”
Quella notte tramite la meditazione raggiunsi un stato di profonda calma che mi permise di comunicare interiormente con il mio corpo, ero fiduciosa ma ignoravo quello che mi aspettava. Dopo un ora circa, successe qualcosa di incredibile.

I miei muscoli cominciarono a rispondere. Tendini e legamenti iniziarono ad allungarsi e a cicatrizzare i tessuti della pelle. I nervi iniziarono a scaldarsi e i muscoli del polpaccio iniziarono a distendersi indipendentemente dal mio controllo. Mentre avveniva questo cambiamento, uno dei miei polpacci precedentemente paralizzato da una condizione neuropatica, conosciuta come distrofia del riflesso simpatico, si risvegliò grazie a quelle che sembravano delle scosse elettriche lungo tutta l’area.

Il mio cuore ebbe un sussulto nel momento in cui realizzai che il cammino verso la libertà era finalmente iniziato.
Linee guida per una guarigione dinamica

Con un background di studi sull’agopuntura e medicina orientale, sapevo molto bene che la maggior parte dei disturbi erano di origine cronica e pensai come le implicazioni di questo fenomeno potessero essere utili alle altre persone che ne soffrivano. Mentre progredivo nella mia nuova condizione, elaborai anche un sistema d’insegnamento per i miei clienti e iniziai a concentrare la mia attenzione sulla terapia ipnotica.

Quando parlavo ai miei clienti, cercavo di spiegare come una meditazione regolare fosse necessaria ad allenare il cervello a raggiungere uno stato di onde alpha e theta, perché era proprio in questo stato che avveniva la comunicazione tra mente conscia e corpo fisico. Ho scoperto che durante la comunicazione, ci sono tre punti fondamentali da raggiungere nella cooperazione con il corpo:
Avvicinarsi al corpo con compassione, consci del fatto che le cellule provano emozioni.
Creare fiducia coinvolgendo il tuo corpo in una conversazione mentale positiva in merito ai tuoi desideri che riguardano entrambi, per sconfiggere la malattia tramite la cooperazione.
Immergiti nella conversazione, elabora pensieri e parole che creino una sequenza di emozioni elevate e spontanee.

Secondo la mia esperienza, questa piccola guida è necessaria per ottenere una risposta dinamica dal corpo, favorendo così la guarigione.
Il potere dell’intenzione

Recentemente mi sono imbattuto in una serie di fattori, scoperti dal ricercatore Cleve Backster, che passò 36 anni della sua vita studiando la biocomunicazione nelle piante, negli animali e nelle cellule umane. Si riferisce a questi fattori come a delle vere intenzioni e atti spontanei. [1]

Backster, un ex esperto di interrogatori nella CIA, racconta il preciso momento che lo condusse al suo vero lavoro in questo mondo, nel suo libro “Primary Percetion”. [2]

Questo momento arrivò una mattina del febbraio 1966 quando decise di monitorare le attività della pianta di Dracena nel suo laboratorio, utilizzando una strumentazione simile alla macchina della verità (poligrafo).

Attaccò gli elettrodi alle piante e iniziò a pensare ai vari modi con cui avrebbe potuto stimolare l’attività elettrica della pianta. Negli umani questa attività è associata a delle emozioni molto intense.

Immaginò improvvisamente di bruciare le foglie attaccate agli elettrodi. Nel preciso istante in cui questa idea sfiorò la sua mente l’indicatore della macchina schizzò al massimo mostrando una reazione estrema da parte della pianta.

Stupefatto, prese una scatola di fiammiferi dalla sua scrivania pensando alla possibilità della pianta di rilevare la potenza dell’intenzione umana.
Le piante possono entrare in sintonia con le persone che se ne prendono cura?

Quando tornò con la scatola di fiammiferi, la pianta stava ancora mostrando lo stesso livello di reazione. Backster decise di “ritirare le minacce” e riportare i fiammiferi sulla scrivania.

In quel momento il grafico mostrò una lenta discesa dell’indicatore collegato riflettendo la condizione tranquilla della pianta. [3] Quando Backster provò a ripetere gli stessi risultati facendo finta di bruciare la pianta, non ci fu nessuna reazione. La pianta sembrava aver capito la differenza tra intenzione reale e artificiale.

Scoprì inoltre che le piante potevano sintonizzarsi con le intenzioni del proprietario, rispondendo sia alle emozioni positive che a quelle negative e addirittura mostrando risposte emozionali al ritorno del proprietario dopo una lunga assenza. [4] Le scoperte del grafico mostrarono inoltre che le piante riuscivano a riconoscere le emozioni del proprietario rispetto a quelle di altre persone nelle vicinanze.
Sintomi di coscienza

Successivamente, Backster allargò la sua ricerca includendo i test sui sintomi di coscienza delle cellule umane.

Raccolse dei campioni di globuli bianchi del sangue di un donatore umano, conducendo dell’elettricità all’interno di una provetta, e registrò la reazione delle cellule nel momento in cui il donatore faceva esperienza di diversi stati emozionali. Scoprì che le emozioni spontanee riuscivano ad indurre una reazione elettrica nelle cellule.

Per esempio, se il donatore era forzato a provare un’emozione, le cellule non rispondevano. Ad ogni modo, quando lo stesso riceveva una chiamata dolorosa dalla sorella, le cellule reagivano modo significativo. [5]

Backster notò anche che la distanza sembrava irrilevante durante questi esperimenti. Per esempio, un donatore lasciò le sue cellule nel laboratorio ma tenne un diario molto dettagliato di tutte le emozioni significative che provò durante il viaggio per raggiungere casa verso un altro stato, come sbagliare un’uscita sull’autostrada, aspettare in una lunga fila all’aeroporto, e il decollo dell’aereo.

Più tardi le sue informazioni vennero comparate a quelle registrate dal grafico e mostrarono una forte correlazione tra l’incidenza dell’evento stressante e la reazione elettrica delle sue cellule. Il grafico tornò a dei livelli di quiete quando il donatore arrivò a casa e andò a dormire. [6]
Creatività e capacità di guarigione

Questi esperimenti furono condotti utilizzando una strumentazione in grado di tracciare e registrare le radiazioni elettromagnetiche, tipiche energie utilizzate per la trasmissione di informazioni. Le cellule si comportarono come se non ci fossero schemi, lasciando intendere che la comunicazione provenisse da un campo non ancora identificato dalla scienza convenzionale. [7]

Alcuni scienziati credono che lo sviluppo della fisica quantistica possa aiutarci a comprendere il nucleo che trasmette le intenzioni emozionali tra gli esseri viventi. [8]L’intreccio quantico è un processo in cui due particelle che interagiscono, comunicano come se fossero connesse anche dopo essere state separate per chilometri.

Quando avviene un cambio energetico su una delle particelle (posizione, moto e rotazione), le altre particelle distanti cambiano allo stesso istante.

Il fenomeno scientifico e le ricerche di Cleve Backster, rimandano al concetto orientale di unicità di una natura direttamente collegata e interdipendente, un campo di energia universale pulsante che sostiene la vita attraverso l’evoluzione delle coscienze.

Le tecniche di meditazione possono connettere la mente con questo campo. L’energia del nucleo quindi viene concentrata sulla guarigione fisica tramite un intenzione chiara e conversazioni da cui scaturiscono emozioni spontanee in modo da sintonizzare corpo e mente.

Questo metodo che io chiamo ANTARA (parola sanscrita che significa “all’interno”), rende possibile sperimentare varie forme di guarigioni creative generate dall’alleanza tra mente e corpo attraverso questo campo di energia universale vivente.

http://cromopuntura-cromos.blogspot.it/2017/01/le-cellule-stanno-ascoltando.html

Il giorno della memoria “corta” – l’ olocausto indiano che nessuno vuole ricordare !!

Venerdì 27 Gennaio 2017

Il giorno della memoria “corta” – l’ olocausto indiano che nessuno vuole ricordare!!

Il 27 gennaio si celebra l’ormai noto “giorno della memoria” ricordando lo sterminio nazista degli ebrei.

Ma noi vogliamo ricordare un altro genocidio volutamente dimenticato, infatti nessun telegiornale di regime ne parla, né tanto meno si sente parlarne nei nostri libri di storia usati a scuola o sarebbe il caso di chiamarla “sQuola”..

Perché il massacro dei nativi americani non viene ricordato?

Forse perché non fa notizia? Non frutta soldi? Non sono stati scritti diari delle memorie in merito? O forse perchè gli stessi che domani verseranno lacrime per le vittime dei campi di sterminio nazisti, solo gli stessi che qualche generazione fa portarono morte, abusi e violenza, laddove regnava un popolo LIBERO? Un popolo senza prigioni né delinquenti, un popolo in armonia con la Natura…

Vi riporto una testimonianza scioccante:

“Il massacro dell’Acqua Azzurra”

“Vedevo gli indiani che cercavano di fuggire in tutte le direzioni, trascinandosi bambini, donne sanguinanti, uomini già chiaramente morti, ma che le loro squaw non volevano abbandonare…

La Cavalleria sopravveniva alle loro spalle e li spingeva verso i soldati appiedati che tiravano su di loro con calma, caricando e ricaricando a turno i moschetti… Quelli che riuscivano a fuggire, venivano inseguiti e finiti dai dragoni a cavallo…

I guerrieri cantavano il canto di guerra e si lanciavano contro i soldati, cadendo dopo pochi passi tra pallottole che ronzavano dappertutto come vespe furiose…
Cinque figure accovacciate sotto un cespuglio saltarono fuori, aprendosi le vesti sul seno per fare vedere ai soldati che erano donne, ma i soldati le inseguirono facendole a pezzi, tagliando via prima un braccio, poi una gamba e divertendosi a mozzare i loro seni con le sciabole…

Un gruppo di donne, saranno state cinquanta o sessanta, si erano rifugiate in una piccola grotta e mandarono fuori una bambina piccola con uno straccio bianco in mano per chiedere pietà…
La bambina fu subito decapitata da un fendente di sciabola…

I soldati sembravano impazziti, correvano e sparavano e mutilavano…

C’era chi mutilava anche i morti, tagliando via i testicoli ai maschi e dicendo che ne avrebbero fatto una borsetta per il tabacco… Qualche ufficiale gridava basta, fermatevi in nome di Dio, siete soldati dell’esercito degli Stati Uniti, ma quegli uomini non erano più soldati, erano diventati come cani idrofobi…

(Capitano John Todd a proposito del massacro dell’Acqua Azzurra, 1855)

Sono passati ormai quasi 200 anni da quel terribile quanto inutile massacro..L’uomo bianco è sempre lo stesso..ignorante e criminale come allora, ora gli “indiani” sono diventati le popolazioni della Palestina, dell’ Iraq, del Libano, dell’Afghanistan, della Somalia, della Siria,dell’ Iran…

L’uomo bianco che conquistò l’America dei nativi con la violenza, ora uccide per il petrolio, esporta democrazia, guerre…Quell’uomo bianco ora sventola la bandiera stelle e strisce…il genocidio continua..Eppure non ci sono giorni della memoria per tutte queste vittime innocenti..

Ora tocca a noi, figli di quell’uomo bianco tanto ignorante e violento, porre fine a questa catena…

Il giorno della memoria “corta” – l’ olocausto indiano che nessuno vuole ricordare !!

Fonte: Scienza di Confine

http://lapillolarossa15.altervista.org/olo1074-2/

Gli Indiani d’America popolavano l’intero continente americano, dalle gelide lande dell’Alaska fino alla punta meridionale del continente, la Terra del fuoco, gelide terre in prossimità dell’Antartico. L’olocausto compiuto nei confronti di questi popoli, non fu solo lo sterminio di milioni di persone, ma fu anche qualcosa di più profondo, ovvero la totale distruzione delle loro avanzatissime culture, molto più in contatto con la natura, la conoscenza delle piante e le leggi dell’universo. Per avere un’idea della loro meravigliosa etica vedi il “Codice Etico dei Nativi Americani”.

Il massacro iniziò praticamente pochi anni dopo la scoperta del continente americano (solo Colombo ne ucccise circa mezzo milione) e si concluse alla soglia della Prima Guerra Mondiale. Quindi si sviluppò lungo un periodo di tempo molto vasto e difficilmente delimitabile. Le modalità del genocidio sono state molte e diverse, dall’eccidio vero e proprio di intere comunità, sterminate sistematicamente con le armi, da eserciti regolari o da soldataglie criminali assoldate alla bisogna per mantenere pulita l’immagine dei governi ufficiali,  alla distruzione delle piante e degli animali per impedire che gli indiani si nutrissero.

Alla ricerca del limite

Lunedì 23 Gennaio 2017

Questo mio articolo di oggi è liberamente ispirato ad un filmato documentario molto interessante. Esso parla di persone straordinarie, nel video in questione vengono intervistati diversi professionisti dello sport estremo. Parlano motociclisti, surfisti, skateboarders, arrampicatori, sciatori e paracadutisti estremi, ovvio, altrimenti, che piacere ci sarebbe?
Ciò che mi ha colpito delle loro Vite, delle quali parlano nelle rispettive interviste rilasciate durante tutto il documentario, è stato il fatto che, ognuno di loro, dico ogni singolo praticante di sport estremi intervistato, ha saputo fin dalla più tenera età cosa avrebbe fatto da grande, senza alcun dubbio in merito.
(Immagine presa dal web)
Credo che questo sia fondamentale nella Vita di ciascuno di noi e che, purtroppo, sia l’elemento mancante in tante Vite, quelle, per intenderci, delle persone che non hanno ancora capito cosa vogliono dalla Vita e hanno dimenticato le passioni che animavano le loro giornate da ragazzini.
Il titolo del documentario, dal quale io ho ripreso anche il titolo di questo mio articolo, è “Alla ricerca del limite”. Titolo molto interessante, ricercare i limiti per poterli poi, dopo aver fatto i conti con i propri mostri interiori, superarli per realizzare, infine, se stessi al massimo del proprio potenziale reale, non quello che ci hanno insegnato a scuola.
(Immagine presa dal web)
Ma prima di poter ricercare i propri limiti, bisognerebbe scoprire quali sono le proprie propensioni naturali, siano esse per uno sport o una professione in particolare alimentandole, poi, col fuoco della passione per poter arrivare all’ostacolo principale, la porta di accesso alla libera espressione delle potenzialità individuali del singolo: la paura.
Le persone del documentario avevano un grande vantaggio sulla maggior parte degli esseri umani, questo vantaggio era costituito dal fatto che, lo dicono loro stessi nelle rispettive interviste, essi sapevano già cosa avrebbero fatto da grandi, malgrado le paure di non poter guadagnare come i loro genitori si sarebbero potuti aspettare, specie se non fossero riusciti a sfondare nelle rispettive discipline come avrebbero voluto.
(Immagine presa dal web)
Il fatto di sapere cosa si vuole dalla Vita, dove si vuole arrivare, chi si vuole essere, gioca un ruolo determinante nella riuscita dei propri progetti, ma non solo. Esso consente di dirigere tutte le proprie energie verso una direzione, quella giusta, quella che ci consentirà di poter esprimere e realizzare ai massimi livelli i nostri talenti, ovvio, dopo aver superato le nostre paure, quelle, per intenderci, che potrebbero ostacolarci nella realizzazione dei nostri progetti di Vita.
Nel documentario si parla anche di concentrazione e del modo in cui questi atleti straordinari riescano a focalizzarsi in maniera TOTALE nel QUI E ORA. Chi pratica sport estremi, infatti, non lo fa solo per un continuo desiderio di adrenalina, spesso lo fa per liberarsi dai pensieri superflui perchè non può avere più tempo per essi dato che il rischio che si assume nel praticare certe discipline non gli consente distrazioni di sorta, altrimenti rischia di grosso.
(Immagine presa dal web)
E voi, sapevate fin da piccoli cosa avreste fatto da grandi o siete ancora alla ricerca di voi stessi? Perchè se non riuscirete a capire dove volete arrivare, sprecherete inutili energie per realizzare degli scopi che non sono vostri ma che avrete preso di seconda mano nel mercatino delle aspettative usate e abilmente riciclate dei vostri educatori. Buona Vita!
Vincenzo Bilotta 

IL BRINDISI PROPIZIATORIO

Non vi è mai capitato di riflettere sul motivo per cui le persone pronunciano i brindisi, sedute a tavola in compagnia? Si tratta di una tradizione dotata di risvolto pratico o è un rituale puramente
simbolico? Risulta che il brindisi non è un’usanza così priva di significato. La saggezza popolare produce a volte degli usi che sembrano delle superstizioni assurde e la gente, inconsapevolmente,
segue delle regole invalse, senza sospettare che queste regole sono di fatto una
sorta di tecniche di controllo della realtà.
Il fatto è che le bevande alcoliche, come si diceva sopra, sono un credito energetico. L’energia libera riceve una ricarica supplementare e sale a un livello superiore. Ma dal momento che tutto ciò non è altro che energia della volontà, succede che a seconda di dove viene indirizzata la volontà, si otterrà un risultato corrispondente. Per esempio, se si beve per il dolore, la realtà sprofonderà in una fossa ancora più nera.

Quando si beve per la gioia, invece, aumentano i motivi per essere gioiosi. Se si mescolano le bevande con sentimenti di ansia e paura, la vita si trasformerà in modo tale che ci sarà davvero motivo di paura. Altrettanto succede in tutti i casi simili. L’emissione mentale, rafforzata da una gettata di energia, sposta
le persone sulle linee della vita corrispondenti alla qualità di tale emissione. Il pendolo che fornisce un credito energetico agisce come un amplificatore di energia d’intenzione. Infatti il pendolo
di per sé, per quanto forte oscilli, non ha accesso all’intenzione esterna e perciò non è in grado di materializzare alcun settore dello spazio delle varianti. La realtà è soggetta solo all’azione degli esseri
viventi. Quindi, quando un uomo pronuncia un brindisi, è come se fissasse la direzione della sua intenzione. Capite cosa succede? L’energia del pendolo-creditore di solito porta con sé delle
qualità negative. L’uomo, però, dotando quest’energia della sua buona volontà, riesce a cambiarne la
polarità. Per questo i brindisi non sono dei rituali vuoti ma una dichiarazione d’intenzione. L’effetto
benefico dei brindisi è tuttavia penalizzato da un errore di base: gli auguri vengono solitamente pronunciati al futuro e a causa di ciò l’energia fornita dal pendolo, pur venendo trasformata in energia positiva, non arriva a incidere sulla realtà. Il desiderato continua a rimanere sospeso da qualche parte, in una prospettiva lontana, non a portata di mano. Ed è logico che sia così: lo specchio, infatti, non è in grado di riprodurre il futuro, esso può riflettere sempre solo il presente.

Che cosa se ne conclude? Che tutti questi brindisi dovranno essere pronunciati al tempo presente. Magari suoneranno strani, ma funzioneranno. Dunque, non “saremo” ma “siamo”, oppure “godiamo di ottima salute”, “abbiamo vinto”, “colui che non è ora con noi è sempre con noi”, “fortunato
chi è adesso al mare”, “i nostri desideri si stanno realizzando!”,
“la fortuna è sempre con noi!”. E così via.
Una dichiarazione d’intenti di questo tipo è già in grado di attrarre il desiderio nella dimensione dell’oggi e non di rimandarlo a un eterno domani.

Vadim Zeland
http://divinetools-raja.blogspot.it/
io ti perdono non perchè sono buono nè perchè tu te lo meriti, ti perdono per essere libero

La via del Transurfer – https://faregruppo.blogspot.it
http://faregruppo.blogspot.it/2017/01/il-brindisi-propiziatorio.html

Crop Circle Mystery

21 January 2017

The mystery isn’t going away – on the contrary, more and more elaborate and stunning ‘drawings’ appear in fields, more often than not in the British countryside.
Ever since the first more crudely looking crop circles appeared in the 1970s (in England at the time), self-styled ‘experts’ have been screaming “Hoax!” and tried with missionary zest to prove that said formations were made by humans in the middle of the night, flattening the crop with simple broomsticks and pieces of string.
people-in-circleI don’t think so. Those circles are huge – here an image showing some people in a small circle of a much larger depiction. Anybody trying to make people believe that an entire rather complicated formation was made within a few hours in the dark by a few people just for fun must think people are very gullible, but maybe most are.
Since 2000, crop formations have increased in size and complexity; some have up to 2000 different shapes and can reach several hundred feet in diameter (100 feet = 30.48 metres).
crop-circles-swirl
A design at Milk Hill in Wiltshire, England, measured more than 900 ft in diameter, featuring 409 circles in a circular spiral. The sizes of those circles ranged from 1ft to 70 ft in diameter. It appeared overnight and is considered authentic, meaning unexplained. And what precision!
Of course there is also the lobby of those who believe the crop circles are made by aliens – with UFO’s that hover close to the wheat and blast it with some hot air to flatten it into patterns. Or the aliens might not even bother to enter Earth’s atmosphere and rather beam energy from outer space. One wonders why they love England so much for those exercises but this country was always rife with fairies and other small people and maybe they are in some way related to those in the UFO’s – same tribe but separated once upon a time. In short, nobody knows why the circles are being made, who is making them, and what the message is – if there is any.
The study of crop circles is called Cerealogy and if one has time on one’s hands, the internet is full of information, photos and videos showing both proof and debunking theories. Visiting the crop circles has been dubbed ‘Mystical Tourism’; people standing, sitting, or lying in the flattened bits have reported energy phenomena. I shall not venture out into that particular field but no doubt, those crop circles are real. They are beautiful, haunting even and surely are there to tell us something.
We are showing here a 2016 appearance in Ansty, Nr Salisbury, Wiltshire, in its symmetry and harmony. Whatever it depicts, whatever it is saying, it cannot be figured out with the mind. But maybe, if we look at it long enough with an open heart, we may ‘innerstand’ the message it might hold.
Watch on YouTube
BhagawatiBhagawati is a regular contributor
http://www.oshonews.com/2017/01/21/crop-circle-mystery/ 

Osho: Il massaggio è il messaggio

19 Gennaio 2017

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Ho fatto il diplomatico, ma sto pensando di studiare il massaggio, perché mi piace lavorare con le mani, e so che è un lavoro in cui si può essere aperti e ricettivi.
Va benissimo. Fare qualcosa con le mani è sempre un fatto positivo.
Piuttosto che essere testa, è meglio essere mani.
Ti farà diventare più vivo e ti metterà più in contatto con la vita. Ti aiuterà ad avere un miglior contatto con la terra. Il massaggio va benissimo, è molto meglio che fare il diplomatico. Va benissimo dimenticarsi di tutte quelle sciocchezze.
Vai di più nel corpo. Rendi i tuoi sensi più vivi. Guarda con più amore, gusta con più amore, tocca con più amore, annusa con più amore. Lascia che i tuoi sensi si affinino sempre di più. E vedrai che l’energia che stava andando troppo nella testa, sarà ora ben ripartita in tutto il corpo.
La testa è dittatoriale; continua a prendere energia da tutte le parti – è un monopolio. Ha ucciso i sensi.
La testa impiega quasi l’ottanta per cento dell’energia, mentre solo il venti per cento viene lasciato per il resto del corpo. Certo, il corpo ne soffre e, quando il corpo soffre, soffri anche tu, perché puoi essere felice solo quando funzioni come un tutto, come un’unità organica, e ogni parte del tuo corpo e del tuo essere stanno ricevendo ciò che loro spetta, non di più e non di meno. Allora hai un ritmo, sei in armonia.
Armonia, felicità, salute sono tutte parti dello stesso fenomeno, la totalità. Se sei totale, integro, sei felice, sano e armonioso.
La testa sta creando il problema. La gente ha perso tanto: non sente più gli odori, ha perso la capacità di sentire gli odori, ha perso la capacità di sentire i sapori. Sentono solo alcune cose – hanno perso l’udito. Non sanno cos’è veramente il tocco; la loro pelle è diventata come morta, ha perso morbidezza e ricettività. Quindi la testa prospera, e si comporta come un Hitler, schiacciando il resto del corpo. Diventa sempre più grande – è un fatto ridicolo.
L’uomo è diventato una caricatura: una testa molto grande e, appesi lì, quattro arti striminziti.
Fai rivivere i tuoi sensi. Fai qualcosa con le mani, con la terra, con gli alberi, con le rocce, con i corpi, con la gente.
Fai qualcosa che non richieda troppo pensare, troppo intellettualizzare.
E celebra. Allora la testa si alleggerirà sempre di più. Sarà un bene anche per la testa, perché se è troppo appesantita, pensa sì, ma non è un pensare autentico. Come può pensare una mente preoccupata? Per pensare ci vuole chiarezza. Per pensare ci vuole una mente priva di tensioni.
Sembra un paradosso, ma per pensare ci vuole una mente priva di pensieri.
Solo allora si può pensare con gran facilità, intensamente e in modo diretto. Devi solo mettere il problema di fronte a te, e la tua mente priva di pensieri comincia subito a risolverlo. Allora possiedi intuizione; non preoccupazione, ma intuizione.
Quando la mente è sovraccarica di pensieri, pensi troppo ma senza risultato. Non arrivi da nessuna parte – nella testa non c’è nulla. Continui a girare in tondo, fai tanto rumore per nulla. Quindi, distribuire l’energia in tutti i sensi non vuol dire andare contro la testa. Anzi, le fai un favore, perché quando la testa è equilibrata, quando si trova al posto giusto, funziona meglio; altrimenti s’inceppa. Il traffico è troppo intenso, come nell’ora di punta; è sempre l’ora di punta, per tutto il giorno.
Inizia a fare qualcosa… qualunque cosa ti piaccia. Il massaggio va benissimo; il corpo è bello… tutto ciò che ha a che fare col corpo è bello.
Osho, The Passion For the Impossible #2