Osho, Se l’umanità fosse una sola e uguale…

5 GIUGNO 2016

  

Sono andato a un incontro; era un incontro di sudra, di intoccabili. L’idea stessa riempie il mio cuore di lacrime; mentre raggiungevo quell’incontro di intoccabili, mi sentivo triste e infelice: che cosa ha mai fatto l’uomo all’uomo? E le persone che costruiscono mura insormontabili tra gli esseri umani vengono definite religiose! Che declino maggiore potrebbe esserci per la religione? E se questa è religione, cosa sarà mai la miscredenza? Sembra che i covi dell’irreligiosità si siano appropriati delle insegne della religione, e le scritture di Satana siano diventate i testi sacri di Dio.
La vera religione non è separazione, ma unione. Non è dualità, è non-dualità; non la si trova costruendo mura, ma demolendole. Purtroppo, però, le cosiddette religioni non hanno fatto che creare divisioni, elevando mura: hanno usato il loro potere per frammentare e dividere l’essere umano.
Di certo non è stato fatto senza un motivo. La verità è questa: non possono esistere organizzazioni o sfruttamento senza creare divisioni che mettano un uomo contro l’altro. Se l’umanità fosse una sola e uguale, le basi stesse dello sfruttamento verrebbero annientate; infatti, per avere sfruttamento, sono essenziali l’ineguaglianza, le sette e i sistemi delle caste. E proprio per questo motivo le religioni, in molte forme diverse, hanno sostenuto l’ineguaglianza, le sette e le caste.
Una società priva di sette e di caste è automaticamente contraria a qualsiasi sfruttamento: accettare l’uguaglianza di tutte le persone è un modo inequivocabile di abbandonare qualsiasi sfruttamento.
Dunque, se non vengono create divisioni tra le persone, non possono esistere istituzioni, organizzazioni e sette religiose. La divisione genera paura, invidia e odio; e in ultima analisi produce inimicizie.
L’inimicizia dà vita alle organizzazioni; tutte le organizzazioni nascono a causa di rivalità e inimicizie, non sono mai frutto di amicizie: l’odio, mai l’amore, è il loro fondamento.
Si creano organizzazioni per paura dell’ostilità. Poi le organizzazioni diventano potenti, e il potere rende più facile lo sfruttamento e la possibilità di appagare la propria avidità. E via via che il potere si espande genera una sete di dominio.
In questo  modo,  la  religione  si  trasforma segretamente in politica. La religione è la facciata, la politica si pone alle sue spalle; la religione finisce per essere soltanto una copertura per i giochi politici, che diventano la forza trainante alle sue spalle.
In realtà, laddove esistono organizzazioni e sette, non è presente alcuna religione, c’è solo politica. La religione è una ricerca attraverso la meditazione, non è affatto un’organizzazione. Dunque, in nome delle diverse organizzazioni religiose, si continuano ad attuare strategie politiche di vario tipo e colore. Certo, se non sono presenti organizzazioni, può esistere una religiosità, ma non delle religioni che hanno seguaci, preti e via dicendo.
Dio è stato trasformato in una professione. Gli interessi costituiti si sono addirittura legati a Dio: cosa potrebbe essere più osceno e irreligioso di questo? Ma il potere della propaganda non ha limiti e con un costante indottrinamento perfino le bugie più false diventano verità. Dunque, ciò che stupisce è che i fedeli e i preti – che sono a loro volta in affari per sfruttare – si fanno paladini di un sistema di sfruttamento! Infatti, le religioni si sono sempre messe al servizio di sistemi sociali votati a sfruttare la gente.
Grazie al loro intessere una ragnatela di dottrine immaginarie, hanno descritto gli sfruttatori come persone religiose e gli sfruttati come peccatori: a chi viene sfruttato viene detto che le sue sofferenze sono il risultato di cattive azioni commesse in vite precedenti. In verità, le religioni hanno dato davvero una quantità enorme di oppio!
Al termine di quell’incontro, un vecchio sudra mi chiese: “Posso entrare nei templi?”.
Risposi: “Andare nei templi? E perché mai? Dio stesso non visita mai i templi che sono di proprietà dei sacerdoti”.
Dio non ha altro tempio all’infuori dell’esistenza. Tutti gli altri templi e le moschee sono cose ideate dai preti; non esiste neppure una relazione remota tra questi templi e Dio: Dio e i preti non si sono mai neppure parlati! I templi sono creazioni dei preti, e i preti sono creature di Satana: sono tutti discepoli del demonio!
Le scritture e le sette religiose sono responsabili di aver contrapposto l’uomo all’uomo. Hanno parlato d’amore, ma hanno diffuso il veleno dell’odio; e di fatto è più facile somministrare veleno, se viene coperto con un velo di zucchero. Eppure, la gente non ha mai sospettato dei preti: qualsiasi sia la loro idea di Dio, si lascia incantare dai preti; e questa è la causa fondamentale che ha portato all’indebolimento di ogni connessione con il divino. Per secoli e millenni i preti sono stati impegnati nell’assassinare Dio; se si esclude la casta sacerdotale, nessun altro ha mai provato a uccidere Dio!
Se vuoi optare per Dio, non puoi scegliere il prete: non è possibile adorare entrambi contemporaneamente. Non appena un prete entra in un tempio, Dio ne esce! Per stabilire una connessione con Dio, è necessario liberarsi dai preti: essi sono l’unico ostacolo tra un devoto e Dio. L’amore non tollera che qualcuno interferisca, né la preghiera ammette alcun intermediario.
Era l’alba. Non appena la porta di un tempio si aprì, un sudra salì la scalinata ed entrò. Stava per superare la soglia, quando il prete gli urlò furibondo: “Fermati, fermati, peccatore! Se fai ancora un passo, verrai annientato… tu hai inquinato i sacri gradini del tempio di Dio”.
Il sudra, terrorizzato, si ritrasse. I suoi occhi si gonfiarono di lacrime, era come se qualcuno avesse pugnalato il suo cuore assetato di Dio. Si sciolse in lacrime e disse: “O Signore, quale peccato ho mai commesso che mi impedisce di vederti?”.
Il prete disse, a nome Dio: “Fin dalla tua nascita sei stato impuro. Noi sei altro che un ammasso di peccati”.
Il sudra pregò: “In questo caso mi dedicherò a severe discipline spirituali per purificarmi. Non voglio morire senza aver visto Dio”. E per anni di quel sudra non si seppe più nulla. Nessuno sapeva dov’era andato; la gente si era praticamente dimenticata di lui, quando, all’improvviso, un giorno tornò al villaggio.
Il tempio era posto all’entrata del villaggio, e il prete vide quel sudra camminare nei pressi: sul suo volto splendeva una luce nuova, nei suoi occhi era riflessa una quiete ignota; perfino intorno al suo volto si vedeva un alone luminoso. Eppure, quell’uomo non sollevò mai gli occhi verso il tempio; sembrava che la sua presenza gli fosse del tutto indifferente e che non gli interessasse affatto.
Il prete non riuscì a controllarsi, lo chiamò e gli disse: “Salve! Il tuo sforzo di purificazione è completato?”.
Al che il sudra rise e annuì. Il prete gli domandò: “Allora perché non entri nel tempio?”.
Il sudra rispose: “Amico mio, cosa potrei mai fare, lì dentro? Quando Dio mi è apparso, ha detto: ‘Perché continui a cercarmi in un tempio? Là non c’è nulla. Io stesso non sono mai entrato in quei templi; e se anche avessi voluto andarci, non penso che il prete mi avrebbe permesso di entrarci!’”.
Osho, Crea il tuo destino

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