Un amore che non conosce rotture né fine

16 APRILE 2016

L’amore è energia, e solo la persona che vive in funzione dell’amore è, di fatto, viva.

Là dove l’amore esiste, è presente l’essenza divina; infatti, l’amore è la luce generata dalla presenza del divino.

Potrebbe esserti facile ricordare una cosa: ogni volta che la tua mente è piena di odio, diventi del tutto impotente e la tua connessione con l’esistenza si indebolisce. Ecco perché l’infelicità e il rimpianto nascono dalla rabbia, dall’odio e dalla gelosia. Il rimorso nasce quando le proprie radici si separano dall’esistenza in quanto totalità.

L’amore ti ricolma di felicità, di beatitudine, di una musica, di una compassione e di una fragranza che non appartengono a questo mondo. Come mai? Accade perché in questa esperienza tu diventi così intimo con l’anima universale da trovare dimora nel cuore dell’esistenza; e via via che l’esistenza inizia a manifestarsi attraverso di te, tu non sei più soltanto te stesso.

Pertanto, posso dirti che chiunque trovi un amore che non conosce rotture né fine scopre ogni cosa.

Mi ricordo di un episodio…

Maometto sta viaggiando con Alì, il suo discepolo. Un nemico di Alì si parò davanti a lui, bloccandogli la strada e iniziò a insultarlo. Alì ascoltò pazientemente tutte quelle ingiurie, mentre i suoi occhi rivelavano un amore e una compassione infinite. Ascoltava le parole velenose di quella persona a lui ostile, come se il suo nemico lo stesse elogiando. La sua calma fu incredibile ma, alla fine, perse la pazienza, e scese al livello del suo antagonista; iniziando a ripagarlo con la stessa moneta.

Progressivamente, i suoi occhi si riempirono di rabbia e le nuvole dense dell’odio e della vendetta iniziarono a rumoreggiare nel suo cuore. La sua mano stava già per brandire la spada…

Fino a quel momento, Maometto era rimasto seduto tranquillo, osservando tutto ciò che accadeva. All’improvviso si alzò e si incamminò nella direzione opposta, lasciando Alì e il suo nemico dov’erano. Vedendo questo, Alì rimase allibito e provò anche un moto di stizza nei confronti di Maometto.

Più tardi, quando Maometto lo rincontrò, Alì gli chiese: “Per favore, puoi spiegarmi il tuo comportamento? Un nemico si era parato davanti a me, e tu te ne sei andato, lasciandomi solo? Non è forse come avermi lasciato in balia della morte?”.

Maometto replicò: “Mio diletto, indubbiamente quell’uomo era preda di una violenza e di una crudeltà davvero feroci, e anche le sue parole erano cariche di rabbia pronta a esplodere. Ma io ero davvero felice, vedendo che tu dimoravi nella pace e nell’amorevolezza. In quel momento, ho visto che dieci guardiani erano stati mandati da Dio e ti stavano difendendo, mentre le sue benedizioni si riversavano su di te come pioggia scrosciante: eri al sicuro, protetto dal tuo amore e dalla tua compassione. Però, non appena il tuo cuore ha perso qualsiasi compassione e si è indurito, e i tuoi occhi hanno iniziato a sprizzare fiamme di vendetta, ho visto che i guardiani celesti ti stavano lasciando. In quel momento, l’unica cosa giusta da fare era che anch’io me ne andassi; visto che Dio stesso ti aveva abbandonato”.
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