La lingua del demonio

9 APRILE 2016

Gli adoratori di una divinità hanno fatto a pezzi gli idoli di altri dèi. In realtà, non si tratta di una novità: è sempre accaduto. Non soltanto gli uomini sono rivali tra di loro, perfino i loro dèi sono in antagonismo. In effetti, le divinità che loro stessi hanno creato non possono essere granché diverse da loro: un tempio è in opposizione a un altro perché un uomo si oppone a qualcun altro; un testo sacro è nemico di un altro, perché un uomo è nemico dell’altro.

L’uomo è del tutto simile alla sua religione, la sua situazione non è per nulla diversa da quella delle sue divinità. Anziché favorire l’amicizia, le religioni sono diventate strumenti di rivalità; e anziché colmare il mondo d’amore, l’hanno riempito con il veleno dell’inimicizia e della discordia.

Ero appena rientrato, e avevo sentito la notizia di questa distruzione di idoli, quando alcuni dei devoti i cui idoli erano stati distrutti mi sono venuti a trovare: schiumavano di giusto furore. Sebbene la rabbia non sia una cosa buona in nessun caso, sostenevano che la loro collera era giustificata e non si sarebbe placata fino a quando a loro volta non avrebbero distrutto i templi dei loro rivali: si trattava nientemeno di “salvare la nostra religione”!

Quando scoppiai a ridere, rimasero allibiti. Di sicuro quello non era il momento di ridere! Erano serissimi e, dalla loro prospettiva, cos’altro poteva essere più serio di una minaccia alla loro religione?

Chiesi a quegli amici: “Conoscete la lingua del demonio?”.

Uno di loro domandò: “Di che lingua si tratta?”. Quelle persone comprendevano la lingua delle sacre  scritture,  ma  non  la  lingua  del  demonio… anche se, senza conoscere la lingua del diavolo, quelle stesse scritture diventano i suoi testi sacri!

Per cui raccontai loro una storia…

Una nave era in viaggio verso una terra lontana. Tra le persone a bordo c’era un povero monaco, e alcune persone maliziose lo stuzzicavano in tutti i modi. Una notte, mentre stava pregando, pensarono che non si potesse proteggere; per cui iniziarono a colpirlo in testa con le loro scarpe.

Il monaco era immerso in una profonda preghiera e dai suoi occhi scorrevano lacrime d’amore; a un certo punto, dal cielo venne una voce: “Mio amato, devi solo chiederlo, e ribalterò quella nave”.

Gli assalitori si inquietarono e anche gli altri viaggiatori si preoccuparono: quel gioco stava diventando troppo pericoloso. Tutti caddero ai piedi del monaco e iniziarono a scusarsi.

Quando le preghiere del monaco terminarono, lui si alzò e disse loro: “Non preoccupatevi”. Poi alzò lo sguardo al cielo e disse: “O mio signore, in che lingua demoniaca stavi parlando? Se vuoi giocare a ribaltare, rivolta la comprensione di queste persone: a cosa serve ribaltare la nave?”.

Di nuovo dal cielo venne una voce, che disse: “Mi compiaccio molto di te. Tu hai compreso nel modo giusto: la voce precedente non era la mia. Soltanto chi è in grado di riconoscere la voce del demonio può comprendere anche la mia”.

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