Meditazione Devavani

2 FEBBRAIO 2016



Devavani è la Voce Divina che prende vita e parla attraverso colui che medita e diventa un vaso vuoto, un canale. Questa meditazione è un Latihan per la lingua; rilassa talmente la mente cosciente che alla fine della meditazione ti sarà impossibile non addormentarti profondamente, per cui va fatta come ultima attività della giornata. 
La meditazione si compone di quattro stadi di 15 minuti ciascuno. Per tutta la meditazione, tieni gli occhi chiusi.

Primo stadio: 15 minuti.

Siedi tranquillo, preferibilmente con una leggera musica di sottofondo.

               
 Secondo stadio: 15 minuti.

Inizia a produrre suoni senza senso, per esempio « la… la… la…», e continua finché non prendono vita suoni strani che assomigliano a parole. Questi suoni devono venire da quella parte ormai dimenticata del cervello che hai usato nell’infanzia, prima di imparare a parlare. Assumi una intonazione pacata, discorsiva: non piangere, non urlare, non ridere, non gridare.

Terzo stadio: 15 minuti.

Alzati in piedi e continua a parlare, lasciando che il tuo corpo si muova dolcemente con i suoni. Se il tuo corpo sarà rilassato, le energie sottili creeranno un Latihan che esula dal tuo controllo.

Quarto stadio: 15 minuti.

Sdraiati, e rimani immobile e in silenzio.

Ricorda solo che quei suoni o quelle parole non devono appartenere a nessun linguaggio che conosci. Se sai l’inglese, il tedesco e l’italiano, non dovranno essere né italiani, né tedeschi, né inglesi. È ammessa qualsiasi altra lingua che non conosci: il tibetano, il cinese, il giapponese! Ma se conosci il giapponese, non lo devi usare: in quel caso andrà benissimo l’italiano. Usa qualsiasi lingua ti sia sconosciuta. Ti troverai in difficoltà solo il primo giorno, per alcuni secondi… come si fa a usare una lingua che non si conosce? Si può fare, e una volta fatto il primo passo, ti verranno dei suoni qualsiasi, parole senza senso, che arresteranno la mente cosciente e permetteranno all’inconscio di rivelarsi.

Quando parla, l’inconscio non conosce alcun linguaggio. Questo è un metodo molto, molto antico. Lo si trova nel Vecchio Testamento. A quei tempi si chiamava glossolalia. Alcune chiese in America lo usano ancora: lo chiamano « parlare in lingue ». Ed è un metodo meraviglioso, efficacissimo, in grado di penetrare nelle profondità dell’inconscio. Non eccitarti, lascia che sia un’energia profondamente rilassante, confortante, simile ad una nenia. 
Divertiti, ondeggia il corpo, oppure se ti senti di danzare, danza. Ma ricordati che tutto deve essere molto aggraziato. Non deve trasformarsi in una catarsi.

Vi sono due sentieri che conducono alla rivelazione; uno è la meditazione: cerchi l’assoluto senza l’altro. La seconda via è l’amore: cerchi l’assoluto insieme all’altro.

 OSHO: IL LIBRO ARANCIONE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *