Addentrati nel vuoto che è in te

22 GENNAIO 2016


Ogni notte, prima di dormire, chiudi gli occhi, e per venti minuti scendi nel vuoto che è in te. Accettalo, lascia che sia presente. Se affiora la paura, lascia che sia presente. Anche se tremi di paura, non rifiutare lo spazio che sta nascendo dentro di te. 

In due o tre settimane sarai in grado di percepirne la bellezza, sarai in grado di avvertirne la benedizione. E una volta gustata questa grazia, la paura sparirà da sola. Non devi lottare con lei. Nel giro di tre settimane, un giorno all’improvviso sentirai una grande beatitudine, un’esplosione di energia travolgente, una qualità gioiosa del tuo essere, come se la notte fosse finita e il sole apparso all’orizzonte.

Osho

Addentrarsi nella propria paura

20 GENNAIO 2016


Ogni notte, per quaranta minuti, vivi la tua paura. Siedi in camera, spegni la luce e comincia a sentire paura. Pensa a tutte le cose orribili, fantasmi e dèmoni, a qualsiasi cosa riesci ad immaginare. 

Crea dei mostri, immagina che stiano danzando intorno a te e cerchino di afferrarti per consegnarti alle forze del male. Lascia che le tue fantasie ti spaventino veramente e tocca il fondo più oscuro dell’immaginazione: ti stanno uccidendo, vogliono violentarti, ti vogliono strangolare. E non sono solo un paio di dèmoni, sono tanti e ti attaccano da tutte le parti. Entra nella paura il più profondamente possibile e affronta qualsiasi cosa accada.


Inoltre, durante il giorno o in qualsiasi momento si risvegli in te la paura, accettala. Non rifiutarla. Non pensare che sia qualcosa di male che devi controllare; è un fenomeno naturale. Accettandola e lasciando che si esprima nella notte, le cose inizieranno a cambiare.

Osho

Usa un biberon

19 GENNAIO 2016


Ogni notte, prima di addormentarti, prendi un biberon, una bottiglietta per il latte dei bambini, e mettilo in bocca. Raggomitolati come un bambino e inizia a succhiare la tettarella: qualcosa in profondità si sentirà appagata.


Non ti è possibile metterti totalmente a nudo di fronte a un altro. Per questo in Oriente non abbiamo mai sviluppato nulla che assomigli alla psicoanalisi: abbiamo sviluppato la meditazione, cioè l’arte di mettersi a nudo davanti a se stessi. Questa è l’unica possibilità di essere assolutamente veri, perché non esiste alcuna paura.

Osho

Meditazioni sulla vita e sulla morte

18 GENNAIO 2016


La sera, prima di andare a dormire, fai questa meditazione di quindici minuti. È una meditazione sulla morte. Sdraiati e rilassa il corpo. Sentiti come se stessi morendo e non riesci più a muovere il corpo perché sei morto. Crea la sensazione che tu te ne stia andando dal corpo. 

Continua per dieci, quindici minuti, e nel giro di una settimana riuscirai a sentirlo davvero. E addormentati mentre stai meditando. Non creare interruzioni. Lascia che la meditazione si trasformi in sonno, e non appena il sonno si impadronisce di te, dormi pure.

Al mattino, non appena ti senti sveglio — non aprire gli occhi — fai la meditazione sulla vita. Immagina che ti stai riempiendo di vita, la vita sta ritornando e tutto il corpo trabocca di vitalità e di energia. 

Comincia a muoverti, a dondolare nel letto ad occhi chiusi. Senti che la vita fluisce dentro di te. Senti che il corpo ha un incredibile flusso di energia: esattamente l’opposto della meditazione sulla morte. Dunque, fai la meditazione sulla morte la sera, prima di addormentarti e la meditazione sulla vita proprio prima di alzarti.


Durante la meditazione sulla vita puoi fare respiri profondi. Sentiti pieno di energia… la vita che entra in te col respiro. Sentiti ricolmo e molto felice, vivo. E dopo quindici minuti, alzati.

Osho

«Oh»

16 GENNAIO 2016


Prima di andare a dormire, spegni la luce, siediti sul letto, chiudi gli occhi ed esala profondamente dalla bocca emettendo il suono «oh». Il tuo stomaco rientra, mentre l’aria fuoriesce e tu continua a produrre il suono «oh». Ricorda: non dico «aum», dico semplicemente «oh». Diventerà aum automaticamente, non occorre che sia tu a produrre l’aum. In quel caso sarebbe falso. Limitati a creare il suono «oh».

Ti sentirai sempre più rilassato e il tuo sonno avrà una qualità diversa, assolutamente diversa. E solo trasformando il tuo sonno riuscirai a diventare più sveglio e consapevole. Ecco perché inizieremo trasformando il tuo sonno.

Quando avrai espirato completamente dalla bocca, sempre creando il suono «oh», sentirai che non hai più fiato, quando tutta l’aria è uscita, fermati per un istante. Non inalare, non espirare; fermati! In quell’attimo di sospensione sei il divino. In quella pausa non fai nulla, non respiri nemmeno. In quella pausa sei nell’oceano. Il tempo non è più, perché esso si muove con il respiro. È come se l’intera esistenza
si fosse fermata con te. In quella pausa puoi diventare consapevole della fonte più profonda del tuo essere e della tua energia. Quindi, fermati per un istante.

Poi riprendi ad inspirare dal naso. Ma non sforzarti. Ricorda: nell’espirazione devi sforzarti, ma non ti devi sforzare mentre inspiri. Lascia che sia il corpo ad inalare. Tu rilassa la tua presa e lascia che il corpo compia l’inspirazione. Non fare nulla.

L’esistenza respira da sola; scorre da sola lungo il suo corso. È un fiume: tu insisti a spingerlo inutilmente. Ti accorgerai che il corpo inspira da solo. Il tuo sforzo è inutile, il tuo ego non è necessario, tu non sei necessario. Diventa un semplice osservatore. Osserva semplicemente il corpo che inspira. E avvertirai un silenzio profondo.

Quando il corpo ha compiuto un’inspirazione completa, fermati per un istante. E di nuovo osserva. Questi due momenti sono totalmente diversi. Quando ti fermi dopo aver espirato completamente, quell’attimo di sospensione assomiglia alla morte. Quando ti fermi dopo aver inspirato totalmente, quell’attimo di sospensione è il punto culminante della vita. Ricorda, l’inalazione è l’equivalente della vita, l’esalazione corrisponde alla morte.

Sentilo! Percepisci entrambi i momenti. Per questo ti dico di fermarti due volte: dopo aver esalato e ancora dopo aver inalato; in questo modo potrai percepire sia la vita che la morte. Quando saprai che « questo » è vita, e « questo » è morte, le avrai trascese entrambe.

Il testimone non è né morte né vita. Il testimone non è mai nato e non muore mai. Solo il corpo, il meccanismo, muore. Tu sei diventato « il terzo ».

Fai questa meditazione per venti minuti e poi abbandonati al sonno.


 Osho

Il #Taharrush di Capodanno

15 GENNAIO 2016

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“Provate a immaginare una donna che cammina per strada e che ha solo una colpa: veste all’occidentale e non è accompagnata da un uomo appartenente alla sua famiglia. Improvvisamente viene circondata da un gruppo di uomini, dieci, venti talvolta di più. Alcuni la circondano, altri fanno da palo e sviano i curiosi. Dal gruppo si staccano tre o quattro che iniziano a toccare i seni della poveretta, le toccano il sedere, se ha la sventura di portare la gonna, gliela alzano, le strappano le mutande e le infilano le mani nelle parti intime tra risa e scherni. 

La pratica si chiama Taharrush ed è segnalata nei Paesi del Golfo, a cominciare dall’Arabia Saudita, ma anche in Tunisia, in Egitto, in Marocco, soprattutto al termine del Ramadan ma in genere in occasione di grandi assembramenti. Perché la folla è ricercata dagli uomini che praticano le molestie di gruppo, la folla aiuta, nasconde, relativizza, la folla aiuta a punire le donne non velate. Come quelle che festeggiavano l’avvento del nuovo anno a Colonia e nelle altre città tedesche la notte di Capodanno. La Bild l’altro giorno ha pubblicato i verbali delle donne che sono state aggredite. E’ un resoconto dell’orrore. A tutte hanno cercato di infilare dita nelle parti più intime. A tutte sono stati palpati seni e sedere. Tutte sono state circondate, umiliate, derubate. 

Alcune sono state violentate. Ricorda qualcosa? Sì lo avete capito. Nelle piazze tedesche è stato praticato il Taharrush, il “gioco” dello stupro e non è una supposizione giornalistica ma la conclusione a cui è giunta la Polizia federale tedesca, che ora è molto preoccupata perché teme il ripetersi di questi episodi. Dovremmo esserlo anche noi, ma scommetto che pochi di voi, cari lettori, avrete letto grandi titoli al riguardo. Come è avvenuto sin dall’inizio di questa drammatica vicenda, nei grandi media prevalgono l’imbarazzo, il silenzio, la compiacenza del politicamente corretto, dunque il desiderio ricorrente di non offendere il “diverso”. Nemmeno se è un criminale. E qui occorre puntualizzare. Nessuno pensa che tutti gli islamici pratichino il Taharrush. Al contrario: nel Maghreb le autorità arabe e la maggior parte degli Imam condannano e perseguono il comportamento disumano compiuto da piccole minoranze. Dunque non si tratta di criminalizzare l’Islam, né tutti gli immigrati, bensì di capire, segnando il confine tra l’accoglienza e l’abuso, tra l’integrazione e l’arroganza.” Marcello Foa

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La ricchezza di Dio – Una ribellione – Osho

14 GENNAIO 2016


Dio è Creatività. Non è che Egli ha creato in un passato imprecisato, poi ha smesso e si è riposato. E cos’ha fatto da allora in poi? No, non è così, Egli continua a creare. Dio non è un evento, è un processo. (La ricchezza di Dio)
La religione è fondamentalmente, essenzialmente, una ribellione. Non è conformismo, non appartiene a nessuna organizzazione, società, chiesa, perché ogni appartenenza è un prodotto della paura, e la religione è libertà. 
Si ha paura a essere soli. Si vuole appartenere a una nazione, a una chiesa, a una società, perché quando appartieni a una folla, dimentichi il tuo sentirti solo. Non scompare, ma tu te ne dimentichi. Inganni te stesso, crei intorno a te un sogno, pensi di non essere solo. Malgrado tutto, resti solo, sempre e comunque: il tuo appartenere è solo una sostanza intossicante, un inebriante. 
La religione non è un inebriante. Non ti dà inconsapevolezza, ti rende consapevole; e la consapevolezza è ribellione. (Una ribellione)
http://www.meditare.net/wp/religioni/la-ricchezza-di-dio-una-ribellione-osho/

Togliti la corazza

13 GENNAIO 2016


La sera, quando vai a dormire, togliti i vestiti, e mentre li lasci cadere immagina che non ti stai togliendo solo gli abiti, ti stai togliendo anche la corazza. Fallo veramente! Toglila e tira un bel respiro profondo; quindi, va’ a dormire come se non avessi alcuna corazza, senza nulla addosso, senza costrizioni di sorta.

Osho

Datti una scossa!

12 GENNAIO 2016


Spegni la luce e stai in piedi nell’oscurità. Quindi inizia a scuoterti partendo dalla testa, scuoti solo la testa. Goditi questo scotimento e cogline la sensazione dall’interno. Quindi scuoti la parte superiore del corpo, la testa, le mani, il torace; non muovere la parte inferiore.
Quando hai sentito questo scotimento e ne hai goduto, comincia a scuotere la parte inferiore del corpo. Infine scuoti tutto il corpo. 

Dividi l’azione in tre momenti: prima la testa, solo la testa; poi il torace, e infine tutto il corpo. Comincia con la testa perché all’inizio ti sarà più facile percepirlo in quel punto, poiché la consapevolezza è più vicina, e da li è più facile esserne testimoni. E goditelo fino in fondo!

Quando cominci a scuotere tutto il corpo, trova la posizione in cui ti senti più aggraziato, quella che ti fa sentire più bello. E dopo tre minuti fissati in quella posizione, qualunque essa sia — le mani alzate, il corpo piegato in avanti o su un fianco, o qualsiasi altra — e immobilizzati in quella posizione per quattro minuti.

Questa è una meditazione di dieci minuti: scuoti la testa per un minuto, scuoti il torso per due minuti, scuoti tutto il corpo per tre minuti, e per quattro minuti rimani congelato come fossi diventato di pietra, non fare altro!

E conserva sempre la sensazione delle quattro fasi. Mentre ti scuoti, senti l’energia che si rimescola … e poi tutto il corpo diventa un’esplosione di energia. Sentiti come se non fossi altro che un ciclone. E improvvisamente congelati e resta immobile come una statua, a quel punto sentirai il centro. Attraverso quel ciclone raggiungerai il tuo centro.

Le mie meditazioni hanno lo scopo di riportarvi alla vostra infanzia, al tempo in cui non eravate persone rispettabili, al tempo in cui potevate essere folli, al tempo in cui eravate innocenti, non ancora corrotti dalla società, al tempo in cui non avevate ancora appreso le astuzie del mondo, al tempo in cui non appartenevate a questo mondo, ma all’altro. Vorrei che tutti voi ritornaste a quel periodo e da li ripartiste un’altra volta. E questa è la vostra vita. La rispettabilità e il denaro sono premi di consolazione, non sono vere conquiste. Non lasciatevi ingannare.

Osho

«Si, si, si»

11 GENNAIO 2016


Considera il si un mantra. Ogni notte, prima di addormentarti ripeti: «Sì, si, si» e abbandonati a questa armonia; lasciati trasportare, lascia che circondi tutto il tuo essere dalla punta dei piedi alla testa. 

Lascialo penetrare. Ripeti: « Si, si, si ». Per dieci minuti ogni sera lascia che sia la tua invocazione, e poi addormentati. E al mattino presto, di nuovo, siedi sul letto per almeno tre minuti. La prima cosa da fare è ripetere «sì», e abbandonarsi a questa armonia. Durante il giorno, ogni volta che ti senti negativo, fermati ovunque ti trovi. 

Ripeti: «Si, si » ad alta voce: è la cosa migliore. Altrimenti ripetilo in silenzio: «Si, si ».

Osho