Percepisci il silenzio del ventre

7 DICEMBRE 2015


Lascia che il silenzio diventi la tua meditazione. Ogni volta che hai tempo, sprofonda totalmente nel silenzio — e intendo proprio questo: sprofonda — come un bambino nel ventre della madre. Siedi sprofondato e un po’ alla volta sentirai che la testa vuole abbandonarsi sul pavimento: appoggiala pure per terra.

Assumi una posizione fetale e immediatamente sentirai sopraggiungere il silenzio, lo stesso silenzio che c’era nel ventre della mamma. Se sei seduto nel letto, mettiti sotto una coperta, raggomitolati e rimani assolutamente immobile, senza far nulla.

A volte sorgeranno pensieri, lasciali scorrere; rimani in-differente, non farci caso: se sopravvengono, bene; se non vengono, va bene ugualmente. Non lottare, non scacciarli. Se lotti, ne sarai disturbato; se li scacci, dovrai ostinarti; e meno li vuoi, più diventeranno insistenti. Rimani semplicemente distaccato, osservali come un fenomeno periferico, come fosse il rumore della strada. 

È veramente un rumore di traffico, il traffico del cervello con milioni di cellule che comunicano tra loro, il flusso dell’energia, l’elettricità che salta da una cellula all’altra. Non è altro che il ronzio di una macchina gigantesca, per cui non farci caso.
Ignoralo completamente, non ti riguarda, non è un tuo problema: forse è il problema di qualcun altro, ma non il tuo. Tu che c’entri? E rimarrai sorpreso: sopraggiungeranno momenti in cui il rumore del traffico scomparirà completamente e verrai lasciato solo.

Osho

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