Stare semplicemente seduti

18 NOVEMBRE 2015


Meditare significa dedicare qualche minuto alla non attività. Le prime volte sarà molto difficile: all’inizio è la cosa più difficile del mondo, ma alla fine sarà la più facile. È facilissima, per questo è cosi difficile.

Se chiedi a qualcuno di sedere semplicemente in silenzio senza far nulla, diventerà irrequieto, sentirà un formicolio alle gambe, gli sembrerà che al corpo stia succedendo qualcosa di strano.Diventerà cosi irrequieto perché non è abituato a non far niente. 

È come una automobile col motore acceso che gira anche se la macchina è ferma, continua a girare e si surriscalda sempre di più. Ti sei scordato come si fa a spegnere il motore.


Questa è meditazione: l’arte di spegnere il motore della mente.

Osho

Calma e gesso: quando quello che abbiamo imparato conta davvero.

17 NOVEMBRE 2015

 
preghiera comunitaria
I momenti difficili come quelli di questi giorni, oracolo di una guerra, di uno scontro di civiltà, di violenza senza fine e senza senso, sono quelli che ci mettono alla prova: quello che credevamo era vero, era sentito, o era solo un modo di dire? Come disse un tale, una volta: “Credevo di avere fede, ma era solo una buona salute“.
Oggi che le forze del male alzano la voce, che il dolore per la perdita si fa sentire, che la rabbia e il desiderio di vendetta, alimentato da una sana aspirazione alla Giustizia, fa capolino, bisogna più che mai riprendere il filo di ciò che sappiamo, stare fermi nella nostra Fede e non vacillare. E cosa abbiamo imparato, che non dobbiamo dimenticare in questi momenti?
  • Che chi genera dolore, morte e distruzione vuole la nostra reazione. La vuole cattiva, violente, arrabbiata. E noi non gliela daremo.
  • Che chi cerca lo scontro tramite il terrorismo, vuole la nostra reazione di divisione, di contrapposizione, di muro contro muro. E noi non gliela daremo.
  • Che chi scrive “è guerra” sta facendo il gioco di chi vuole violenza, odio e distruzione. E facendo così, coscientemente o inconsciamente, sta facendo il gioco del Falsario, del Divisore, della Scimmia di Dio. Ma noi non ci cascheremo.
  • Che solo il desiderio comune, espresso in preghiera continua, armato da una Fede incrollabile, rinforzato nella comunione di intenti coi fratelli, può sconfiggere le Forze del Male, ovunque esse si insinuino. E noi questo faremo. Senza speranza, ma con la certezza che l’Amore è più forte. 

Bacopa

16 NOVEMBRE 2015

La bacopa monniera riduce le patologie a carico del sistema nervoso, quali nevralgie, epilessie o malattie mentali. Questa pianta allevia anche i disturbi digestivi (indigestione, ulcera, flatulenza, stipsi). Grazie alle sue proprietà toniche, la bacopa aiuterebbe anche in caso di disturbi sessuali (impotenza, eiaculazione precoce, sterilità). La bacopa è infine impiegata nella medicina ayurvedica per la cura della memoria.
Bacopa
© Getty Images

Tutti i nomi della bacopa

Nome scientifico: Bacopa monnieri
Nomi comuni: bacopa, issopo d’acqua, brahmi (nome in sanscrito)
Nomi inglesi: bacopa, Indian water hyssop
Classificazione botanica: famiglia delle Scrofulariacee (Scrophulariaceae)
Forme e preparati: capsule, compresse, decotti, fiale, estratti, oli, succhi, sciroppi, polveri.

Le proprietà terapeutiche della bacopa

Uso interno
Disturbi della memoria e della concentrazione. Disturbi gastrointestinali (flatulenza, indigestione, ulcera, stipsi). Malattie respiratorie (asma, bronchite). Disturbi sessuali (impotenza, eiaculazione precoce), sterilità. Disturbi del sonno. Nervosismo, ansia.
Uso esterno
Antidolorifico: dolori articolari (reumatismi). Contrasta la caduta dei capelli, la forfora e il prurito del cuoio capelluto. Disturbi del sonno (insonnia).

Le indicazioni terapeutiche abituali

Disturbi digestivi: indigestione, ulcera, flatulenza, stipsi.
Malattie respiratorie: asma, bronchite. Disturbi sessuali: impotenza, eiaculazione precoce. Problemi di sterilità.
Altre indicazioni terapeutiche dimostrate
Diversi studi condotti in India hanno evidenziato l’efficacia della bacopa nel miglioramento delle capacità cognitive e della memoria per contribuire alla cura dell’ansia e alla riduzione della frequenza delle crisi epilettiche in alcuni pazienti.

La storia dell’utilizzo della bacopa in fitoterapia

Pianta palustre, la bacopa è anche chiamata issopo d’acqua o brahmi. La bacopa cresce nelle regioni paludose dell’India, del Nepal, della Cina o dello Sri Lanka, ma anche in alcune aree degli Stati Uniti orientali, ad esempio in Florida. Può essere coltivata negli stagni e nelle torbiere. La bacopa, o brahmi, è largamente impiegata nell’ayurveda, la medicina tradizionale indiana, da quasi trenta secoli.
Il nome indiano di brahmi attribuito alla pianta deriva dal dio Brahma, il creatore delle divinità induiste. In India, la bacopa è riconosciuta nel trattamento delle malattie cerebrali, poiché per gli indù, il cervello è il vero centro dell’attività creatrice. Sempre in India, la bacopa viene utilizzata per la cura dei disturbi nervosi, della memoria, ma anche dei disturbi psicologici o mentali. In Cina, la bacopa è riconosciuta come tonico. Viene infatti prescritta per curare disturbi sessuali come l’impotenza o l’eiaculazione precoce.
La bacopa svolgerebbe un’azione curativa anche sulla sterilità. Per le sue proprietà antidolorifiche, è prescritta per il trattamento dei reumatismi e dei problemi articolari in genere. In Indonesia, la bacopa è indicata per il trattamento della filariosi, malattia particolarmente diffusa nei paesi tropicali e subtropicali, provocata da vermi nematodi appartenenti al genere Filaria.
A Cuba, la bacopa è impiegata come lassativo e diuretico, sotto forma di decotti ottenuti dalla pianta. Il succo di bacopa spremuto, mescolato all’olio, viene utilizzato nel trattamento dei dolori associati all’artrosi. Tradizionalmente, la foglia e gli steli di questa pianta venivano pressati per estrarne il succo. Essiccato al sole, il succo veniva poi ridotto in polvere e utilizzato come base per la preparazione di sciroppi, bibite rinfrescanti o pasta spalmabile.
Tuttavia, ciascuna di queste preparazioni era particolarmente zuccherata per mascherare il sapore amaro della bacopa. Per questo, oggi la bacopa è generalmente ridotta allo stato di estratto. La sostanza attiva della pianta ha un tenore compreso tra il 20 e il 55%.

La descrizione botanica della bacopa

La Bacopa monniera è una piantina che non supera i 20 – 25 cm di altezza. Pianta grassa perenne, pluriannuale e rampicante, la bacopa è formata da steli slanciati, carnosi e ramificati. Il fusto della Bacopa monniera, che si sviluppa generalmente sotto il livello dell’acqua, è carnoso, eretto e molto ramificato. Le sue foglie sono piccole, spesse e oblanceolate, di colorazione verde chiaro, disposte in modo opposto sul gambo. I fiori sono piccoli e bianchi, con quattro o cinque petali. La fioritura avviene nei mesi da aprile a settembre. Il frutto della bacopa è capsulare e ovoide. Poiché è una pianta che cresce nelle regioni tropicali e subtropicali, non sopporta il gelo.

La composizione della bacopa

Parti utilizzate
Le foglie di bacopa sono la parte utilizzata in fitoterapia.
Principi attivi
Flavonoidi: luteolina, apigenina. Saponina, cucurbitacine. Calcio, fosforo, ferro, acido ascorbico. Saponine triterpeniche; alcaloidi.
I bacosidi A e B agiscono aumentando la sintesi proteica nell’ippocampo, la parte del cervello associata alla memoria a lungo termine. I bacosidi A e B agiscono anche sulla trasmissione nervosa e svolgono funzioni antiossidanti, più specificamente a livello cerebrale (area della corteccia frontale e dell’ippocampo). Queste sostanze agirebbero aumentando la produzione di un messaggero: il monossido di azoto. La medicina indiana ha ufficialmente riconosciuto l’efficacia della bacopa.

Uso e posologia della bacopa

Dosaggio
La bacopa viene abitualmente impiegata nei preparati confezionati e standardizzati. Nella maggior parte dei casi, la bacopa si presenta sotto forma di polveri, di estratti o di olio. La dose giornaliera da rispettare è di 300 mg di estratto al giorno.
Sono disponibili anche dei preparati fatti in casa:
– Maschera ricostituente per capelli: aggiungere un cucchiaino da caffè di bacopa diluito con un po’ di acqua calda alla maschera per capelli abituale per un effetto ricostituente.
– Olio di bacopa fatto in casa: per un cucchiaino da caffè di bacopa, versare un cucchiaio di acqua bollente. Lasciar riposare due ore. Mescolare il composto ottenuto aggiungendo circa 5 cucchiaini da caffè di olio. Filtrare, quindi riscaldare un’ultima volta a fuoco lento e versare in una bottiglia o un flacone, per uso giornaliero come olio per capelli o come olio per massaggio ayurvedico.
Precauzioni d’uso della bacopa
In genere, se assunta nelle dosi terapeutiche indicate, l’assunzione di bacopa non comporta prescrizioni particolari. Tuttavia, in caso di trattamento concomitante con farmaci neurolettici, di cui la bacopa può amplificare gli effetti, consultare il medico curante o il farmacista di fiducia.
Controindicazioni
Sconsigliata alle donne in gravidanza e durante l’allattamento. Non utilizzare in caso di congestione intestinale, enfisema, o di ostruzione urinaria.
Effetti indesiderati
Saltuariamente, la bacopa può causare secchezza delle fauci, nausea e stanchezza.
Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari
Non sono state riferite interazioni note.
Interazioni con i farmaci
L’assunzione di bacopa può amplificare gli effetti prodotti dai farmaci neurolettici, ad esempio la fenotiazina.

Il parere medico

Benefici noti
La bacopa è utile per stimolare la memoria e le capacità cognitive. La pianta consente di alleviare i sintomi dell’intestino irritabile. La bacopa dimostra proprietà interessanti nel trattamento di disturbi neurologici o di convulsioni.
Avvertenza
Per ottenere gli effetti desiderati, senza rischi o effetti collaterali, prediligere il consumo di preparati confezionati, standardizzati, nei dosaggi giornalieri prescritti. Anche per i preparati fatti in casa, rispettare le dosi consigliate. Per precauzione, si raccomanda di consultare il medico curante o il proprio farmacista di fiducia.
La ricerca sulla bacopa
Diverse ricerche condotte in India hanno dimostrato che la bacopa è in grado di migliorare le capacità cognitive e la memoria nei bambini in buone condizioni di salute, ma anche nei soggetti che soffrono di disfunzione intellettiva, oltre che nei bambini affetti da deficit di attenzione e iperattività.
Tali ricerche hanno evidenziato risultati positivi sulla memoria a breve termine in soggetti adulti in buone condizioni di salute. I partecipanti hanno inoltre apprezzato una diminuzione dei livelli di ansia. Tuttavia, le ricerche dimostrano che la bacopa è efficace solo dopo diverse settimane di trattamento. Un altro studio, condotto negli anni ’60, ha dimostrato che l’estratto alcolico di bacopa poteva concorrere a diminuire la frequenza delle crisi epilettiche in alcuni pazienti.

La meditazione non ha alcun obiettivo

15 NOVEMBRE 2015


La meditazione appare sul tuo orizzonte solo dopo che hai messo alla prova tutte le tue aspirazioni e ne hai riconosciuta l’insufficienza, quando hai passato in rassegna l’intero arco delle tue aspirazioni e ne hai riconosciuta la falsità. Hai visto che non portano da nessuna parte, che continui a muoverti in cerchio: tu non cambi mai. 

Le tue aspirazioni non ti abbandonano neppure un istante, ti governano, ti fanno impazzire, creano sempre nuovi desideri nessuno dei quali viene mai realizzato: le tue mani sono sempre vuote come prima. Quando hai visto questo, quando hai scrutato nella tua vita e hai constatato che ogni aspirazione è un fallimento…

Nessuna aspirazione ha mai avuto successo, nessuna aspirazione ha mai dato felicità. Esse non fanno che promesse che non mantengono mai. Un’aspirazione fallisce, ne insorge un’altra che di nuovo ti fa promesse… e ti inganna ancora. Una delusione segue all’altra, finché un giorno ne diventi improvvisamente consapevole: d’un tratto vedi il meccanismo, e proprio questa percezione è l’inizio della meditazione. 

La meditazione non ha nessun seme in sé, non ha motivazione alcuna. Se mediti per un motivo, non stai meditando, in quel caso ti stai concentrando. E sei ancora nel mondo: la tua mente si interessa ancora a cose futili, cose banali. In tal caso sei ancora parte di questo mondo. Ne sei parte anche se la tua meditazione è rivolta a realizzare Dio. 

Sei parte di questo mondo anche se mediti per conseguire il Nirvana, perché la meditazione non ha una meta.

La meditazione è l’intuizione che tutte le mete sono false. Meditazione significa comprendere che i desideri non portano da nessuna parte.

Osho: Il Libro Arancione

Programma per non danneggiare la ghiandola pineale, gli occhi e la salute in genere

14 NOVEMBRE 2015

Installa Questo Programma Per Non Danneggiare La Pineale

Gli schermi di computer, tablet e telefoni cellulari emettono luce a spettro completo con picchi nella frequenza del blu-verde, quindi se questi dispositivi vengono usati dopo il tramonto disturbano il nostro ciclo circadiano impedendo la secrezione della melatonina: avremo quindi problemi ad addormentarci ed il nostro sonno non sarà riposante. Inoltre anche i nostri occhi e il nostro umore saranno influenzati da queste frequenze che non dovrebbero esserci la sera. Esiste un rimedio e puoi istallarlo gratuitamente sul tuo computer e smartphone!
L’esposizione alle frequenze di luce blu-verde dei monitor al momento sbagliato della giornata può tenervi svegli fino a tardi nel letto ed interferire con la qualità del vostro sonno. Gli effetti negativi della luce durante la notte sul sonno e sul ritmo circadiano possono essere eliminati sostituendo le tonalità luminose blu-verdi con quelle che virano verso il rosso o l’arancio dopo il tramonto. Esiste unprogramma che puoi installare che fa proprio questo!
  • Durante il giorno gli schermi di computer, tablet e smartphone possono andare bene avendo uno spettro completo ma appena tramonta il sole il nostro corpo comincia a produrre ormoni diversi per prepararsi per il sonno. Quindi la sera i nostri occhi non dovrebbero guardare una luce a spettro completo e con picchi sul blu-verde, dato che squilibrerebbe tuttoe con il tempo creerebbe dei problemi cronici.
  • La luce artificiale che colpisce la retina tra il tramonto e l’alba comporta effetti psicologici durante la notte. Inibisce i neuroni del sonnoe ne stimola altri a produrre nell’ipotalamo le orexine, le proteine che ci tengono svegli, bloccando inoltre il rilascio notturno di melatonina, ormone dall’effetto soporifero. La melatonina è anche un potente anticancro, tanto che viene prescritta nella cura di Bella e in tante altre terapie, quindi è bene che venga prodotta nel nostro corpo!
  • Il picco di luce blu-verde dei monitor danneggia anche la retina nel lungo termine: infatti il nostro occhio ha dei pigmenti che filtrano naturalmente questi luce cercando di dare all’occhio uno spettro uniforme, ma col tempo la sollecitazione della retina può diventare eccessiva e creare una reazione chimica che genera elementi tossici per le cellule dell’occhio.
  • Se hai uno di questi sintomi sono gli effetti della luce blu-verde sul corpo:
    • Rossore e occhi irritati;
    • Stanchezza degli occhi;
    • Visione offuscata;
    • Nervosismo;
    • Affaticamento;
    • Dolore alla schiena;
    • Mal di testa.
Ti capita di essere costretto a lavorare di notte davanti lo schermo o alzarti per trascrivere la nuova geniale idea per il tuo progetto? Da ora puoi farlo senza dover danneggiare i tuoi occhi e il tuo sonno. La soluzione si chiama f.lux ed è unsoftware gratuito da installare.
f.lux ci aiuta rimuovendo la frequenza di luce blu-verde ed impostando dei colori caldi e rilassanti per gli occhi che non interferiscono con la ghiandola pineale.
Ci possono volere un paio di giorni per abituarsi ai nuovi colori di notte, quindi si consiglia di impostare i colori notturni in f.lux a tutto ciò che si sente bene ai vostri occhi. Dopo un paio di giorni con f.lux, puoi sperimentare le impostazioni per scaldare ancora di più luce. L’impostazione di default è 3400K (temperatura di colore) e su Windows rimuove circa 3/4 della luce blu e la metà della luce verde. È possibile rimuovere completamente la luce blu-verde scegliendo “Expand color range” per sbloccare i colori più profondi in Windows (in “Settings” -> “Lighting at night” -> “Expand color range”).
Io anche di giorno ho impostato f.lux per togliere un pò di luce blu-verde, dato che stando per lavoro molto tempo davanti al monitor non è benefico ricevere questo spettro squilibrato. f.lux quando il sole tramonta, rende il nostro monitor più caldo e piacevole e non freddo e abbagliante. Mentre di giorno lascia tutto com’è a meno che non decidi di fare come me e farlo filtrare un pò.
Il software è disponibile per Windows, Mac, Linux, Ipad e Iphone! Scaricalo ora gratuitamente qui e condividi questo articolo con i tuoi amici e familiari per migliorare la qualità del sonno e la salute in generale. E a parte questo, si lavora molto meglio e piacevolmente con f.lux!

«Ci sei?»

13 NOVEMBRE 2015



Al mattino, la sera, il pomeriggio, chiamati ad alta voce. Ogni volta che ti senti assonnato, grida il tuo nome. E non limitarti a chiamare, risponditi ad alta voce. 

Non aver paura della gente: da troppo tempo vivi nel timore degli altri, usando la tua paura ti hanno già ucciso. 

Non aver paura e ricordatene anche al mercato, nel mondo esterno. Chiama il tuo nome: «Teertha, ci sei? ». E rispondi: «Sissignore! ».

Osho: Il Libro Arancione.

Fare amicizia con un albero

12 NOVEMBRE 2015


Avvicinati a un albero, parla a quest’albero, toccalo, abbraccialo, sentilo, siedi accanto a lui, fagli sentire che tu sei buono e non hai intenzione di fargli del male.

Pian piano nascerà un’amicizia e comincerai a sentire che non appena ti avvicini, la vibrazione dell’albero cambia. Lo sentirai… non appena arrivi, sentirai un’energia straordinaria scorrere lungo la corteccia. Quando lo tocchi, l’albero è felice come un bambino, come un amante. Quando siedi vicino all’albero avrai mille sensazioni diverse. In breve ti accorgerai che anche se sei triste quando ti avvicini all’albero, stando semplicemente alla sua presenza la tua tristezza scompare.

E solo cosi riuscirai a comprendere che siete interdipendenti. Tu puoi fare felice l’albero, e l’albero può far felice te. L’intera esistenza è interdipendente. Io chiamo Dio questa interdipendenza.


Solo la meditazione può uccidere la mente, null’altro.

Osho

Abbandonati al si

11 NOVEMBRE 2015


Per un mese di’ sempre sì! Segui il sentiero dell’affermazione. Per un mese non dare mai retta al sentiero del no. Dai sempre più energia al si, da qui realizzerai la tua integrità. Il no non aiuta mai a conseguire l’integrità. La strada è sempre il si, perché il si è accettazione, il si è fiducia, il si è preghiera. Riuscire a dire si significa essere religioso.

Inoltre: il no non deve essere represso. Se lo reprimi, si vendicherà. Se lo reprimi, acquisterà sempre più forza e un giorno insorgerà e distruggerà il tuo si. Per cui non reprimerlo mai, limitati ad ignorarlo.

E tra il reprimerlo e l’ignorarlo esiste una differenza enorme. Sai che esiste e lo riconosci. Dici: « Certo, so che ci sei, ma seguirò il si ». Non reprimerlo, non lottare con il no, non dire: « Vattene, scompari, non voglio aver nulla a che fare con te ». 

Non parlargli con rabbia, non scacciarlo, non cercare di relegarlo nelle profondità del tuo inconscio, nel buio della tua mente. No! Non fargli nulla, accetta semplicemente la sua esistenza. Ma tu segui il si, senza rancore, senza lamenti, senza rabbia. Segui semplicemente il si, senza assumere nessun atteggiamento nei confronti del no.

Ignorarlo è l’arte migliore per ucciderlo. Se lotti con il no, ne sei già diventato vittima, è una schiavitù invisibile: il no ti ha già sopraffatto. Per lottare contro il no, devi dire di no allo stesso no! È cosi che si impadronisce di te, entrando dalla porta posteriore. Non negare neppure il tuo no, ignoralo semplicemente.

Per un mese abbandonati al si, ma non lottare con il no. Sarai sorpreso nel constatare che pian piano il no si assottiglia e rimpicciolisce, perché non ha più nutrimento, e un giorno all’improvviso ti accorgerai che non c’è più. E una volta scomparso, tutta l’energia che vi era coinvolta si libera e questa esplosione di energia liberata trasformerà il tuo si in una corrente impetuosa.
Non dico che la meditazione risolverà i problemi della vita. Dico solo che se vivi in uno spazio meditativo, i problemi scompariranno. Non verranno risolti, non è necessario risolvere un problema. In realtà il problema è il prodotto di una mente in tensione.

Osho: Il Libro Arancione.

«Non due»

10 NOVEMBRE 2015


Questo è uno dei mantra più antichi. Ogni volta che ti senti diviso, ogni volta che avverti il manifestarsi in te di una dualità, ripeti semplicemente: «Non due». Ma dillo con consapevolezza; non ripeterlo in modo meccanico. Ogni volta che senti salire in te una vampata d’amore, ripeti: «Non due», altrimenti l’odio starà in agguato: odio e amore sono un fenomeno solo. 

Ogni volta che ti senti sopraffare dall’odio, ripeti: «Non due». Ogni volta che senti un attaccamento alla vita, ripeti: «Non due». Ogni volta che avverti paura di morire, ripeti: «Non due». Solo l’uno esiste.

E queste parole dovrebbero essere profondamente comprese. Dovrebbe essere una comprensione che nasce da un’intelligenza, colma di chiarezza, penetrante, e all’improvviso sentirai dentro di te un rilassamento. Nel momento in cui dici: «Non due» — se lo dici con comprensione, se non lo ripeti in modo meccanico — all’improvviso avvertirai un’illuminazione.

Osho

Contemplate gli opposti

 9 NOVEMBRE 2015


Questo è un metodo stupendo. E ti sarà molto utile. Per esempio, cosa puoi fare se ti senti molto insoddisfatto? Medita sull’opposto.

Se ti senti insoddisfatto, contempla la soddisfazione. Cos’è la soddisfazione? Introduci un elemento di equilibrio. Se la tua mente è in collera, introduci la compassione, sii memore della compassione, e immediatamente l’energia cambia, perché sono un unico fenomeno. L’opposto è l’altro aspetto della stessa energia: appena lo introduci nel gioco, assorbe. Sei in collera… contempla la compassione.
Fai una cosa: tieni in casa una statua del Buddha, perché è il simbolo della compassione. Ogni volta che ti senti in collera, va’ nella tua stanza e guarda il Buddha, siedi come il Buddha e avverti la compassione. All’improvviso ti accorgerai che dentro di te avviene una trasformazione. La rabbia si sta trasformando: l’agitazione è scomparsa e sta sorgendo la compassione. E non si tratta di un’energia diversa. È la stessa energia — la stessa energia della rabbia — che cambia di qualità, che sale verso l’alto. Provaci!

Osho: Il Libro Arancione