La porta della consapevolezza.

21 NOVEMBRE 2015



Trova un luogo comodo dove sederti per 45-60 minuti. 

Il Vipassana non è concentrazione e non si tratta di osservare il respiro per un’ora intera. Quando affiorano pensieri, emozioni o sensazioni, oppure quando sorge in te la consapevolezza di un suono, di un odore o della brezza all’esterno, lascia semplicemente che la tua attenzione li segua. Qualsiasi cosa affiori può essere osservata come una nuvola che scorre nel cielo: non ti ci devi attaccare, né la devi respingere. Ogni volta che puoi scegliere cosa osservare, torna alla consapevolezza del respiro.

Ricorda, non devi aspettarti nulla di speciale. Non esiste successo né fallimento, né vi sarà progresso. Non c’è nulla da capire o da analizzare, ma possono insorgere intuizioni di qualunque tipo. Le domande e i problemi possono essere visti come misteri con cui divertirsi.
Bhagwan ha accennato all’insorgere di flussi d’energia in quanti praticano Vipassana per le prime volte.
È possibile che praticando il Vipassana ci si senta molto sensuali, perché si è molto silenziosi e non vi è dispersione di energia. In genere si disperde molta energia e si è sempre esausti. Quando siedi semplicemente, senza far nulla, diventi un calmo laghetto di energia, e quel laghetto si allarga sempre più e diventa sempre più profondo. Giunge quasi al punto di straripare… e in quel momento ti senti traboccare di sensualità. Avverti una sensibilità nuova, una sensualità, perfino una vampata di sessualità, come se tutti i sensi fossero ritornati freschi, giovani, vividi, come se ti fossi ripulito dalla polvere lavandoti sotto una doccia. Accade.

Per questo coloro che per tradizione secolare praticano Vipassana, e in particolare i monaci buddhisti, non mangiano molto. Non ne hanno bisogno. Mangiano una volta sola, e si accontentano di un pasto frugale, molto parco; voi la considerereste al massimo una prima colazione… e una sola volta al giorno. Non dormono molto, ma sono pieni di energia. E non sono affatto dei pelandroni, lavorano sodo. Non se ne stanno con le mani in mano: tagliano legna, lavorano in giardino, nei campi, nella fatto-ria; lavorano tutto il giorno. Ma a quelle persone è successo qualcosa e ora l’energia non viene più dissipata.

E la posizione in cui siedono aiuta moltissimo a con-servare l’energia. La posizione del loto usata dai buddhisti per sedere permette a tutte le estremità del corpo di incontrarsi: piede con piede, mano con mano. Questi sono i punti da dove l’energia fluisce ed esce verso l’esterno, perché l’energia per fuoruscire ha bisogno di un’estremità appuntita. Per questo l’organo sessuale dell’uomo è appuntito, perché deve disperdere molta energia. È quasi una valvola di sicurezza. Quando all’interno l’energia è troppa e non riesci a utilizzarla altrimenti, la disperdi nel sesso.

La donna nell’atto sessuale non disperde alcuna energia, perciò una donna può fare l’amore con più persone in una notte mentre per un uomo è impossibile. Una donna può perfino conservare energia, se sa come fare; può addirittura acquistare energia.

Nessuna energia viene liberata all’esterno dalla testa. La natura le ha dato una forma rotonda affinché il cervello non disperda mai energia; la preserva, perché il cervello è la struttura organizzativa centrale, è la struttura più importante del corpo intero. Deve essere protetto, e viene protetto da un cranio a forma rotondeggiante.

L’energia non può fuoruscire da un elemento rotondeggiante. Per questo tutti i pianeti — la terra e il sole e la luna e le stelle — sono rotondi. Altrimenti l’energia andrebbe dispersa e i pianeti morirebbero.
Quando siedi, assumi una posizione rotondeggiante; fai che le mani si tocchino. Cosi se una mano libera energia, questa passa subito nell’altra. I piedi si toccano… e la tua posizione diventa quasi un cerchio. L’energia scorre dentro di te, non fluisce all’esterno.

Conservandola, col tempo si diventa un pozzo. Un po’ alla volta nella pancia avvertirai una sensazione di pienezza. Puoi avere la pancia vuota, forse non hai mangiato, tuttavia avverti un senso di pienezza. E infine avverti un’esplosione di sensualità. Ma è buon segno, un ottimo segno: perciò goditelo!

 Osho

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