La meditazione non ha alcun obiettivo

15 NOVEMBRE 2015


La meditazione appare sul tuo orizzonte solo dopo che hai messo alla prova tutte le tue aspirazioni e ne hai riconosciuta l’insufficienza, quando hai passato in rassegna l’intero arco delle tue aspirazioni e ne hai riconosciuta la falsità. Hai visto che non portano da nessuna parte, che continui a muoverti in cerchio: tu non cambi mai. 

Le tue aspirazioni non ti abbandonano neppure un istante, ti governano, ti fanno impazzire, creano sempre nuovi desideri nessuno dei quali viene mai realizzato: le tue mani sono sempre vuote come prima. Quando hai visto questo, quando hai scrutato nella tua vita e hai constatato che ogni aspirazione è un fallimento…

Nessuna aspirazione ha mai avuto successo, nessuna aspirazione ha mai dato felicità. Esse non fanno che promesse che non mantengono mai. Un’aspirazione fallisce, ne insorge un’altra che di nuovo ti fa promesse… e ti inganna ancora. Una delusione segue all’altra, finché un giorno ne diventi improvvisamente consapevole: d’un tratto vedi il meccanismo, e proprio questa percezione è l’inizio della meditazione. 

La meditazione non ha nessun seme in sé, non ha motivazione alcuna. Se mediti per un motivo, non stai meditando, in quel caso ti stai concentrando. E sei ancora nel mondo: la tua mente si interessa ancora a cose futili, cose banali. In tal caso sei ancora parte di questo mondo. Ne sei parte anche se la tua meditazione è rivolta a realizzare Dio. 

Sei parte di questo mondo anche se mediti per conseguire il Nirvana, perché la meditazione non ha una meta.

La meditazione è l’intuizione che tutte le mete sono false. Meditazione significa comprendere che i desideri non portano da nessuna parte.

Osho: Il Libro Arancione

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