Una meditazione per il jet-set

20 OTTOBRE 2015
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Non si può trovare situazione migliore per meditare di un volo ad alta quota. Più si sta in alto, più facile è meditare. Per questo, da secoli chi medita si trasferisce sull’Himalaya per trovarsi ad alta quota.
Quando la forza di gravità diminuisce e si è lontani dal livello terrestre, diminuiscono gran parte delle attrazioni terrestri. Sei lontano dalla società corrotta creata dall’uomo. Sei circondato dalle nubi e dalle stelle e dalla luna e dal sole e dallo spazio sconfinato… Per cui fai una cosa: inizia a sentirti unito a questo spazio, e opera in tre stadi.
Come primo passo, per alcuni minuti immagina di espanderti…
riempi l’intero aeroplano.
Il secondo passo: senti che ti stai espandendo ancor di più, sei più grande dell’aereo stesso, di fatto ora l’aeroplano è dentro di te.
E il terzo passo: ora senti di espanderti nella totalità del cielo. Ora le nuvole che corrono nel cielo, e la luna e le stelle, tutto sta fluendo dentro di te: tu sei sconfinato, infinito.
Questa percezione diventerà la tua meditazione, e ti sentirai completamente rilassato e privo di tensioni. La meditazione non è un viaggio nello spazio né un viaggio nel tempo, ma un risveglio istantaneo.

Osho: Il libro arancione

Il lavoro come meditazione

19 OTTOBRE 2015
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Ogni volta che ti senti di cattivo umore e senza amore per il tuo lavoro, prima di metterti a lavorare, esala profondamente per cinque minuti. Con l’esalazione, immagina di espellere il tuo malumore e rimarrai sorpreso: nel giro di cinque minuti sarai di nuovo normale e il malumore sarà scomparso. La depressione è svanita.

 La cosa migliore è di trasformare il tuo lavoro in una meditazione. In questo modo la meditazione non è mai in conflitto con la tua esistenza. Ogni cosa che fai può diventare un’occasione per meditare.. La meditazione non è un momento separato, fa parte della vita. È come il respiro: come inspiri ed espiri, cosi mediti!

E si tratta solo di cambiare punto di vista: tutto qui. Inizia a fare con attenzione le cose che hai sempre fatto sbadatamente. Le cose che hai sempre fatto per ottenere un risultato, per avere denaro, ad esempio… non c’è nulla di male, ma è possibile trasformare il lavoro in un fenomeno superiore. Non c’è nulla di «male nel denaro, e se il tuo lavoro ti fa guadagnare soldi va benissimo: il denaro è utile, ma non è tutto! E se lo puoi associare ad altri piaceri, perché non farlo? Sono del tutto gratuiti.

Devi fare il tuo lavoro, sia che lo ami sia che non lo ami, per cui non devi fare altro che metterci un po’ d’amore e ne ricaverai benefici che altrimenti ti sfuggirebbero.
Chiunque sia impegnato in un lavoro creativo può trasformare la sua attività in una meditazione. Bhagwan ne ha fatto cenno in risposta a una domanda rivoltagli da un pittore.
L’arte è meditazione; qualsiasi attività diventa una meditazione se ti ci perdi, perciò non fermarti alla tecnica. Se sei solo un tecnico la pittura non diventerà mai una meditazione: devi coinvolgerti fino alla follia, diventarne pazzo, perderti completamente, senza sapere dove vai, senza sapere cosa fai, senza sapere chi sei.
Questa condizione di smarrimento sarà meditazione: lascia che accada. Non dovresti dipingere un quadro, il dipinto dovrebbe accadere. Con questo non voglio dire che te ne devi stare con le mani in mano: cosi non accadrebbe mai. Deve fiorire attraverso di te, devi essere attivissimo, eppure non devi essere tu a farlo. Il segreto è tutto qui, questa è la chiave: devi essere attivo e tuttavia non devi far nulla.

Avvicinati al canovaccio. E per alcuni minuti siedi semplicemente in silenzio di fronte alla tela. Deve assomigliare ad una scrittura automatica: prendi in mano la penna e siedi in silenzio finché d’un tratto senti che la mano parte da sola, senza che tu abbia fatto nulla. Sai di non essere stato tu a muoverla, stavi semplicemente aspettando: sorge un impulso e la mano si muove, qualcosa inizia ad accadere.
Dovresti iniziare il tuo quadro allo stesso modo. Medita per alcuni minuti, sii semplicemente disponibile. Lascia che accada qualsiasi cosa: sfrutta tutta la tua abilità per lasciarla accadere.

Prendi il pennello e comincia: all’inizio procedi lentamente, in modo tale che il tuo io non interferisca. Procedi molto lentamente. Lascia che il soggetto inizi a fluire attraverso di te da solo, poi perditi nel quadro. Non pensare ad altro: l’arte deve esistere solo per amore dell’arte, allora è meditazione. Nessuno scopo dovrebbe interferire. E con questo non voglio dire che alla fine non venderai il tuo quadro o non lo esporrai: è giusto farlo, ma si tratta di un fatto secondario. Non è questa la motivazione. Occorre il cibo, per cui vendi il quadro, ma venderlo ti addolora, è quasi come vendere il proprio figlio: lo si deve fare, per cui va bene. Ti rattrista, ma non era questa la motivazione: non hai dipinto mirando a un guadagno. È stato venduto — questo è un altro fatto — ma la motivazione non era presente, altrimenti saresti stato solo un tecnico.
Devi perderti completamente. La tua presenza non è necessaria, devi scomparire completamente nel tuo quadro, nella tua danza, nel respiro, nel canto. Devi perderti completamente, senza più controllo, in qualsiasi cosa fai.
Oggi la scienza ha bisogno di grandi meditatori, altrimenti la terra è condannata alla rovina.

Osho: Il libro arancione

Stop!

17 OTTOBRE  2015


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Inizia praticando un metodo semplicissimo, almeno sei volte al giorno. Occorre solo mezzo minuto ogni volta, per cui si tratta solo di tre minuti al giorno. È la meditazione più breve che esista al mondo! Ma la devi fare all’improvviso: questo è il punto essenziale.

Mentre cammini per strada: all’improvviso ricorda. Fermati completamente e rimani assolutamente immobile. Per mezzo minuto sii presente e basta. Qualunque sia la situazione, fermati completamente e sii semplicemente presente a quanto sta accadendo. Poi riprendi a muoverti. Ripetilo sei volte al giorno. Puoi farlo più di sei volte, ma non meno. Questo esercizio ti renderà molto aperto. Ricorda: deve essere fatto all’improvviso.

Se tutto a un tratto tu diventi presente, l’intera energia cambia. La continuità che si svolgeva nella mente si ferma. Ed avviene cosi all’improvviso che la mente non può creare subito un nuovo pensiero: ci vuol tempo perché la mente è stupida.

Ovunque ti trovi, nell’istante in cui te lo ricordi, dai una scossa a tutto il tuo essere e fermati. Non solo diventerai consapevole, ma presto sentirai che anche gli altri sono diventati consapevoli della tua energia: qualcosa è successo, qualcosa è disceso in te dall’ignoto.
Osho: Il libro arancione

Vivi in questo momento

16 OTTOBRE 2015
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Man mano che vai in profondità nella meditazione, il tempo scompare. Quando la meditazione giunge a una vera fioritura, ti accorgi che il tempo non è più. Accade simultaneamente: quando la mente scompare, il tempo scompare. 

Per questo, da secoli i mistici sostengono che il tempo e la mente non sono altro che due aspetti della stessa medaglia. La mente non può vivere senza il tempo e il tempo non può vivere senza la mente. Il tempo è l’ele-mento che permette alla mente di esistere.

Per questo tutti i Buddha hanno insistito sulla necessità di vivere nel momento. Vivere nel momento è meditazione, essere semplicemente qui e ora è meditazione. Chi vive semplicemente qui e ora è con me in questo momento: è in meditazione. 

Questa è meditazione: il lontano richiamo del cuculo e l’aeroplano che passa, e i corvi e gli uccelli, e tutto è silenzio e non c’è nessun movimento nella mente. Non state pensando al passato e non state pensando al futuro. Il tempo si è fermato. Il mondo si è fermato. L’arte della meditazione sta tutta nel fermare il mondo. E vivere nel momento significa vivere nell’eternità. Gustare il momento senza concetti, senza mente, è gustare l’immortalità.

Osho: Il libro arancione

Il racconto delle schiave yazide torturate dall’Isis. «Ci stupravano e ci costringevano ad abortire»

15 OTTOBRE 2015

Ottobre 9, 2015 Leone Grotti
Noor, 22 anni, racconta alla Cnn: «L’uomo che mi ha comprata mi ha detto: “Diventerai musulmana se 10 combattenti ti stupreranno”. Lo ha fatto, poi mi ha passata ai suoi 10 amici»
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Non c’è limite all’orrore, quando si parla di Stato islamico. Ma se si affronta il problema delle violenze commesse dai jihadisti sulle donne e bambine yazide, rapite in Iraq a centinaia e centinaia l’anno scorso, è ancora peggio. Tutto è già stato detto e scritto, ogni possibile crimine è stato riportato, eppure mano a mano che le donne sfuggite ai carnefici trovano la forza di raccontare le proprie storie, emergono nuovi terribili dettagli.
MERCATO DELLE SCHIAVE. Bushra, 21 anni, come tante altre è stata rapita dall’Isis nell’agosto del 2014, durante l’occupazione della provincia di Sinjar. Come tante altre, è stata portata in catene al “mercato delle schiave“, dove jihadisti e religiosi di paesi arabi vengono a scegliere e comprare le loro concubine.
La ragazza racconta però che, prima di essere vendute, tutte venivano controllate da due ginecologi: dovevano verificare se erano in stato interessante e se erano vergini. «Una delle mie amiche era incinta di tre mesi», racconta alla Cnn. «L’hanno presa e portata in un’altra stanza. C’erano due dottori e l’hanno fatta abortire. Poi l’hanno riportata indietro. Le ho chiesto cos’era successo ma mi ha detto che i dottori le avevano ordinato di non parlare. L’hanno lasciata sanguinare e soffrire così tanto che non poteva più né parlare né camminare».
«TI PREGO, PORTAMI VIA». Bushra è riuscita a scappare e ora vive nel campo profughi iracheno di Dohuk, insieme a tante altre yazide. Tra loro c’è anche Noor, 22 anni: «Non avevamo scelta. Un uomo mi ha presa. Era vecchio, grasso e brutto. Ero molto spaventata. C’erano altri combattenti dell’Isis là, così ho pregato uno di loro di prendermi e sposarmi, pur di essere liberata da quell’uomo. Mi ha accontentata».
Se da principio il jihadista non l’ha obbligata ad avere rapporti sessuali con lui, dopo due giorni ha cambiato atteggiamento: «È venuto da me, mi ha mostrato una lettera e mi ha detto: “Qui si legge che ogni donna catturata diventerà musulmana se 10 combattenti dell’Isis la stuprano”. Allora mi ha stuprato e poi mi ha passato ai suoi amici. Mi hanno stuprata 11 persone diverse».
TENTATI SUICIDI. Non ci si può stupire se centinaia di ragazze, come dichiarato dalla deputata irachena Ameena Saeed Hasan, hanno cercato di suicidarsi pur di non essere umiliate a questo modo. Ma neanche uccidersi è facile. «Una volta, 14 ragazze che erano con me hanno cercato la morte bevendo veleno per topi. Ma i miliziani le hanno portate subito in ospedale per fare loro la lavanda gastrica. Non sono morte e si sono sentite dire: “Non vi lasceremo morire così facilmente”», spiega Bushra. «Anch’io ho provato a uccidermi, ma non ci sono riuscita».
SCHIAVITÙ E CORANO. Nel 2014, sul quarto numero di Dabiq, l’Isis ha giustificato così la riduzione a schiavitù delle donne yazide: «Bisogna ricordare che rendere schiave le famiglie degli infedeli e prendere le loro donne come concubine è un aspetto stabilito in modo chiaro dalla sharia. E se qualcuno la negasse o la prendesse in giro, negherebbe e prenderebbe in giro i versi del Corano e le narrazioni del Profeta, e di conseguenza diventerebbe un apostata».

Dr Ellsworth: 98 anni, cardiochirurgo attivo fino a 95 anni: ecco perchè sono vegano

14 OTTOBRE 2015

Dr. Ellsworth Wareham, 98 anni nel video che segue, cardiochirurco toracico  che è stato operativo fino a 95 anni. DA 50 anni è vegano.

“Il veganesimo è una forma molto sottile di nutrizione. E’ un po’ estremo dire ad una persona che sta usando carne nella sua alimentazione, che si andrà a togliere tutto dal suo modo di nutrirsi abituale. Quando ero attivo in medicina, dicevo ai pazienti che una dieta a base di vegetali, era un modo sano di procedere nella vita e quindi che stesserto il piu’ possibile lontano dai cibi animali . Le persone sono molto sensibili sul tema cibo che mangiano. Puoi dire loro di praticare rilassamento, una buona attitudine mentale e lo accetteranno. Ma se dici loro  che cosa stanno mangiando… si inquietano. Se un individuo mostra desiderio di ascolto, cercherei di spiegargli su base scientifica, come penso sia meglio che faccia – Dr. Ellsworth Wareham

QUI il video  del Dr. Ellsworth Wareham, centenario americano da poco in pensione, un cardiologo  che è stato vegano per metà della sua vita.
QUI un’altra intervista con il Dr. Ellsworth alla CNN 

PERCHÈ LE DIETE VEGANE E VEGETARIANE STANNO DIVENTANdO PIU’ POPOLARI

Questo cardiologo centenario, non è il solo : anche Kim A. Williams, M.D. nuovo presidente della American College of Cardiology, ha adottato una dieta vegana.
Figure storiche note nel mondo, da Platone a Nietzsche , a icone pop come Paul Mcartney e Bob Marley, a leader politici  come Gandhi e Benjamin Franklin, tutti hanno difeso e sostenuto la dieta vegetariana.  Non c’è dubbio che  l’influenza di questo tipo di “celebrità” , insieme ai sostenitori per i diritti  degli animali, hanno avuto un ruolo nell’ascesa del vegetarianesimo, in questi ultimi anni, ma la ragione  della sua recente popolarità ha a che fare con lo stato di benessere di chi lo pratica e la scienza che vi è dietro.
Non mancano studi che dimostrino i chiari  benefici sulla salute, delle diete vegane e vegetariane e molte di queste diete indicano come questi benefici aumentino, nel momento in cui l’individuo diminuisce la quantità di consumo di prodotti animali.
Detto questo, se non sei un sostenitore della dieta vegana o vegetariana, è importante notare che una percentuale molto alta e molto allarmante di Americani, raramente mangia qualche vegetale. Secondo il  Wall Street Journal, nel 2011, circa l’80% degli Americani che mangiava carne, raramente consumava vegetali. (source)
“Gli studi stanno confermando i benefici sulla salute  di chi non mangia carne. Oggiorno, una alimetazione vegetale  è vista non solo come sufficiente da un punto di vista nutrizionale, ma anche come un modo per ridurre il rischio di molte malattie croniche” – Harvard Medical School (source)
Per esempio, l’American Dietetic Association ha fatto sentire il suo peso con un documento che conclude:  “diete vegetariane adeguatamente pianificate, incluse le diete vegane o vegetariane totali, sono sane, adeguate da un punto di vista nutrizionale e possono fornire quei benefici alla salute, utili nella prevenzione e nel trattamento di certe malattie .” (Journal of the American Dietetic Association, July 2009) (source)
Queste malattie includono: disturbi cardiaci, cancro, diabete e altro.
Di nuovo, ci sono letteralmente moltissimi studi  che mostrano i benefici di diete vegane o vegetariane. Se sei ancora scettico, fai una breve ricerca e vedrai che poi diverrà tutto molto chiaro.
E’ bene vedere che la ricerca sul veganesimo e vegetarianesimo, conferma questi benefici, mentre negli anni precedenti  si sono concentati solo sui problemi che possono sorgere da  potenziali carenze nutrizionali.
Detto questo, se stai per fare questa transizione, è molto importante essere consapevoli  delle richieste del tuo corpo e a quali alimenti dovresti rinunciare. (…) Se vorrai fare questa scelta, non dovrai sentirti stanco, nè sentire mancanza di energia e forza o sentirti depresso. Anzi, dovrebbe proprio essere l’opposto. Se ti accade qualcosa del genere, è molto probabile che ti manchino delle sostenze quindi fai in modo di adattare i tuoi pasti di conseguenza.

Kirtan

13 OTTOBRE 2015

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È una danza accompagnata da canti festosi che viene inserita nel programma giornaliero delle quattro festività annuali dell’ashram.

Non prendete la religione sul serio. Potete cantare e danzare, non c’è bisogno di facce tristi. Troppo a lungo abbiamo vissuto nella tristezza. Guardate le vecchie immagini di Dio: è triste, e ha creato malinconia. Ora abbiamo bisogno di un Dio che danza e che ride.

Dovete danzare con spirito estatico. La vostra energia vitale deve essere un fluire di canti e di risate. Celebrate la vita.

Il Kirtan, preso come tecnica di meditazione, si compone di tre stadi di 20 minuti l’uno.

“Primo stadio:

Tenendo gli occhi chiusi, danza, canta e batti le mani. Lasciati coinvolgere totalmente.

Secondo stadio:

Sdraiati e rimani fermo in silenzio.

Terzo stadio:

Di nuovo balla e canta con totale abbandono. Dimentica te stesso. Lasciati andare.

La meditazione non è una cosa che fai al mattino e poi non ci pensi più per il resto del giorno. La meditazione è qualcosa che devi continuare a vivere in ogni momento della tua vita. Mentre cammini, mentre dormi, quando sei seduto, parli, ascolti: deve diventare un tuo « habitat ». Rimane sempre in meditazione chi è rilassato, chi si stacca dal passato a ogni istante. Non agire basandoti su delle conclusioni: queste conclusioni sono i tuoi condizionamenti, i tuoi pregiudizi, i tuoi desideri, le tue paure e via di seguito. In breve: ci sei tu di mezzo!

E tu indica il tuo passato; tu significa tutte le tue esperienze passate. Non permettere che ciò che è morto domini ciò che è vivo, non permettere che il passato influenzi il presente, non permettere che la morte annienti la vita: questo è meditazione. In breve: nella meditazione tu non sei presente. Ciò che è morto non controlla ciò che è vivo.

 Osho: Il libro arancione

Libertà – Osho

12 OTTOBRE 2015

L’uomo ha ridotto la donna a una schiava, la donna ha ridotto l’uomo a uno schiavo. Naturalmente entrambi odiano la schiavitù e vi si oppongono. Non fanno che litigare; basta una piccola scusa e il litigio si scatena.
  Ma la vera lotta avviene da qualche altra parte, in profondità; la vera lotta riguarda il fatto che entrambi vogliono la libertà. Non possono affermarlo chiaramente perchè lo hanno completamente dimenticato.
  E’ così che le persone hanno vissuto, per migliaia di anni. Hanno visto il padre, la madre e i nonni vivere nello stesso modo; questo è il modo in cui le persone vivono da sempre, e lo hanno accettato. La loro libertà è stata distrutta.
  E’ come se stessimo cercando di volare alti nel cielo con un’ala sola. Alcuni possiedono l’ala dell’amore, altri quella della libertà, ma entrambi sono incapaci di volare. Sono necessarie entrambe le ali. 
da: “Con te e senza di te” – Osho

Che meraviglia l’eco di quelle parole

11 OTTOBRE 2011

La via del paradosso: trent’anni dopo Siddho ricorda quando incontrò Osho per la prima volta. E le parole uscirono da sole
 
 
Da un articolo apparso su Osho Times
 
Era il 1978, avevo 22 anni al mio arrivo a Pune, in quello che oggi si chiama l’Osho International Meditation Resort. Il giorno seguente, fui accompagnata da un amico in ufficio per chiedere un darshan.
Per essere sinceri, non sapevo esattamente cosa fosse il darshan, sapevo solo che volevo incontrare Osho! Non avevo neppure avuto il tempo di atterrare e capire qualcosa in questo luogo pieno di persone con occhi che ridevano. Avevo solo la sensazione interna di un energia molto leggera e di meraviglia… quando Arup, nell’ufficio, mi chiese se volevo un darshan con Osho risposi di sì, lei mi richiese (probabilmente vedendomi un po’ perplessa) “ne sei sicura?”; ricordo che alcune lacrime mi scesero sul volto, non sapevo neppure perchè stessero scendendo, e dissi “yes”.

Dopo due giorni avrei incontrato Osho, la sera al darshan… e finalmente compresi che darshan significa incontro con il maestro. Il pomeriggio di quel giorno mi lavai i capelli quattro volte, mi feci tre docce, perché incontrando il maestro non dovevamo avere profumi, la pelle e i capelli dovevano essere privi di qualsiasi “odore”.

Ciò che mi attraversava era un’emozione mai provata prima, un senso di mente “vuota”, non riuscivo ad immaginare nulla: era il mio primo incontro cosciente con lo sconosciuto! Tutto era così nuovo, l’India, la Comune… il maestro. La sensazione era di una connessione molto nuova con la vita, non potevo paragonarla a nulla: semplicemente stupore e meraviglia, come se venissi al mondo in quel momento. Una sensazione bellissima.

Finalmente mi trovo seduta in Chuang Tzu Auditorium, un grande patio nel giardino della casa di Osho, insieme a un centinaio di persone di svariate nazionalità ed età; musica bellissima, di sitar e tabla, silenzio, attesa…. ed ecco che entra Osho.  Dopo qualche istante capisco che ognuno verrà chiamato individualmente e si siederà di fronte a Osho per qualche minuto. L’emozione sale, il cuore a ogni nuovo nome sobbalza… e finalmente arriva il mio.

Quando mi trovo seduta davanti a Osho mi sento pervasa da un’energia molto straripante, come se dentro diventassi “liquida”, senza difese, senza timore, senza pensiero…. ma è soprattutto l’incontro con quegli occhi “vuoti”, il guardare nel vuoto, e sentirsi messa a nudo come non mai: era come se uno specchio riflettesse tutto, come se davanti non ci fosse un uomo, ma pura energia, avvolgente, luminosa… e spazio vuoto.

Osho mi diede il nuovo nome, Ma Deva Siddho, e il suono della sua voce era più come una melodia, mi aiutava sicuramente il fatto che parlavo poco inglese, e quindi ascoltavo con tutti i sensi più che con la testa.  Alla fine delle sue parole, in cui tra l’altro mi diceva che la mia via sarebbe stata la via del paradosso, e che il mio unico “impegno” sarebbe stato solo con lui, restai lì, incapace di alzarmi, inchiodata al marmo sul quale ero seduta.

Lui mi chiese “hai qualcosa da dirmi?” e io dopo una lunga pausa “I love you”… Le parole uscirono da sole, io le ascoltai, Osho mi fece un sorriso di una dolcezza infinita, che da allora mi ha sempre accompagnato, e mi disse che quello lo sapeva e aggiunse “good Siddho!”. E io ancora non mi alzavo….lui sorrise, disse di nuovo “good” (va bene), e a quel punto sento delle mani che mi spingono un pochino sul fianco, e letteralmente mi spostano: era un discepolo preposto ad “aiutare” quelli che come me restavano davanti a Osho un po’ troppo…

Mi alzai, come se le gambe non fossero le mie, come se i piedi si muovessero da soli, e mi ritrovai magicamente seduta al mio posto. Il senso di beatitudine, leggerezza e ampiezza durò per giorni, non capivo molto, ma decisamente sentivo che ero arrivata a “casa” e che lì era il mio posto, e che l’incontro con Osho era l’incontro con tutto ciò che volevo dalla vita! E a distanza di più di trent’anni penso ancora che l’incontro con Osho sia ciò che di più bello mi è successo e mi stia ancora succedendo nella vita! “Good Siddho, good”, che meraviglia l’eco di quelle parole… ed è proprio good!   

SII GRATO A TUTTI

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“Tutti stanno creando uno spazio nel quale puoi trasformarti – persino coloro che credono di ostacolarti, persino coloro che pensano di essere tuoi nemici. 

I tuoi amici, i tuoi nemici, la brava gente e la gente cattiva, le circostanze favorevoli e le circostanze sfavorevoli – tutto sta creando il contesto nel quale puoi trasformarti e diventare un buddha. 

Sii grato a tutti: a coloro che ti hanno aiutato, a coloro che hanno creato impedimenti, a coloro che ti sono stati indifferenti. 

Sii grato a tutti, perché tutti insieme stanno creando il contesto in cui può nascere un buddha, in cui tu puoi diventare un buddha.”


Osho

Rè Interiore: SII GRATO ATUTTI