La necessità della catarsi

5 OTTOBRE 2015

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Ogni giorno per sessanta minuti, scordati del mondo. Lascia che il mondo scompaia dalla tua vista e scompari a tua volta dal mondo. Opera una svolta radicale, una rotazione di centottanta gradi, e osserva semplicemente il tuo mondo interiore. All’inizio non vedrai altro che nuvole. Non preoccupartene, sono nuvole prodotte dalle tue repressioni. Incontrerai la rabbia, l’odio, l’avidità, ogni sorta di buchi neri… li hai repressi, per questo sono li. E le cosiddette religioni hanno insegnato a reprimerli, per cui esistono come piaghe che finora hai sempre tenute nascoste.

Per questo all’inizio insisto sulla catarsi: se non attraversi una profonda catarsi, dovrai affrontare molte nuvole. Sarà faticoso, e tu sei cosi impaziente che potresti ritornartene nel mondo. Per poi dire: «Non c’è nulla, non ci sono fiori di loto, non c’è fragranza, non c’è altro che fetore e rifiuti ».

E lo sai già. Quando chiudi gli occhi e scendi dentro di te, cosa incroci? Non incontri mai quegli spazi bellissimi di cui parlano i Buddha. Incontri inferni e sofferenze, repressi lì dentro e in agguato. Rabbia accumulatasi in molte esistenze. Vi è una confusione indescrivibile, per cui si vorrebbe restarne fuori. Preferisci andare al cinema, al club, incontrare qualcuno e spettegolare un po’. Preferisci tenerti impegnato finché non sei stanco e ti addormenti. 
Questo è il tuo stile di vita, questa è la tua vita! Per questo quando si inizia a guardare dentro di sé si resta molto perplessi. I Buddha dicono che vi si trova un’immensa beatitudine, si incontrano fiori di loto che si schiudono con fragranza eterna! E i fiori hanno colori che non mutano mai, non sono un fenomeno passeggero. I Buddha parlano di questo paradiso, parlano di questo regno di Dio che è in te, e quando tu entri in te stesso, non incontri altro che inferno!

Non vedi affatto la terra del Buddha, ma solo campi di concentramento hitleriani. Ovviamente pensi subito che sia tutto una stupidaggine, è meglio restarne fuori: perché continuare a mettere il dito sulle piaghe? Fa anche male! E dalle piaghe inizia ad uscire pus e fetore…

Ma la catarsi aiuta. Se ti abbandoni alla catarsi, se passi attraverso le meditazioni caotiche, ti ripulisci da tutte queste nuvole, elimini tutte queste oscurità, alla fine l’attenzione diventa più facile.

Per questo insisto perché all’inizio si facciano le meditazioni caotiche e solo in seguito le meditazioni silenziose: all’inizio le meditazioni attive e poi quelle passive. Ti puoi inoltrare nella passività solo dopo aver espulso dal tuo essere tutto il marcio accumulato. Dopo aver vomitato la rabbia, dopo aver vomitato l’avidità … queste cose affiorano in te strato dopo strato. Ma quando le hai espulse, puoi scivolare dentro il tuo essere con facilità: ora non c’è più nulla che ti ostacoli.

E all’improvviso ecco la luce splendente della terra del Buddha. E all’improvviso ti ritrovi in un mondo totalmente diverso, il mondo della Legge del Fiore di Loto, il mondo del Dhamma, il mondo del Tao.
Osho: Il libro arancione

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