Metti per iscritto i tuoi pensieri

31 OTTOBRE 2015

Un giorno fai questo: è un piccolo esperimento. Chiuditi in camera, siediti e inizia a mettere per iscritto i tuoi pensieri: qualunque cosa ti venga in mente. Non cambiarli, perché tanto non devi mostrare questi fogli a nessuno! 

Continua a scrivere per dieci minuti e poi rileggili: questi sono i tuoi pensieri. Leggendoli, penserai che siano opera di un pazzo. Se mostri questi fogli al tuo amico più intimo, anche lui ti guarderà chiedendosi se non sei impazzito. 

La meditazione è una tecnica per liberare la tua intelligenza. Più diventi meditativo, più diventi intelligente. Ma ricorda: con intelligenza non intendo intellettualità. Essere intellettuali fa parte della stupidità.

Osho

«Io non sono questo»

30 OTTOBRE 2015

La mente è stupida! La questione non è che tu sia pieno di stupidaggini e qualcun altro no. È tutta spazzatura, e se continui a scaricarla all’esterno puoi andare avanti all’infinito; non arriverai mai a toccare il fondo. È spazzatura che si ricrea da sola: non è morta, è dinamica. Cresce e ha una vita propria. Anche se la sfoltisci, spunteranno sempre nuove foglie.
Scaricarla all’esterno non vuol dire diventare vuoti. Ti renderà semplicemente consapevole che tu non sei la mente che pensi di essere, con cui ti sei identificato finora: tu non sei questo. Portandola in superficie, diventerai consapevole della distanza, del baratro che ti separa da lei. L’immondizia rimarrà, ma tu non ne sei più identificato, è tutto li. Ne sei separato, capisci di esserne separato.

Quindi devi fare una sola cosa: non cercare di lottare con quel pattume e non tentare di cambiarlo. Limitati a osservarlo e ricorda una sola cosa: «Io non sono questo». Lascia che diventi il tuo mantra: «Io non sono questo». Ricordalo, stai attento e osserva cosa accade.

Immediatamente si verifica una trasformazione. L’immondizia sarà ancora presente, ma non sarà più parte di te. Questo ricordare diventa una rinuncia.

Osho: Il libro arancione

Non sei depresso, sei distratto

28 OTTOBRE 2015

Il testo che segue fu scritto da Facundo Cabral:
Non sei depresso, sei distratto, ignaro della vita che ti popola. Inavveduto della vita che ti circonda: delfini, boschi, mari, montagne, fiumi. Non cadere dove cadde tuo fratello, che soffre per un essere umano quando al mondo ce ne sono 5.600 milioni.
Foto del cantautore Facundo Cabral
Inoltre vivere da soli non è poi cosí male. Io sto bene, decido ogni momento ciò che desidero fare e grazie alla solitudine mi conosco: fondamentale per vivere.
Non cadere dove è caduto tuo padre, che si sente vecchio perché ha 70 anni, dimenticando che Mosè guidava l’esodo a 80 anni e Rubinstein interpretava come nessuno Chopin ai 90. Solo per citare due casi noti.
Non sei depresso, sei distratto, per questo credi d’aver perso qualcosa, ma è impossibile, perché tutto ti fu dato. Non hai creato nemmeno un capello della tua testa quindi non puoi essere padrone di nulla. Inoltre la vita non ti priva di cose ma ti libera, di cose. Ti alleggerisce affinché tu possa volare più in alto, affinché tu raggiunga la pienezza. Dalla culla alla tomba è una scuola, per questo quelli che chiamiamo problemi sono lezioni.
Non hai perso nessuno, chi è morto semplicemente ci ha anticipati, perché è lí che andiamo tutti. Inoltre il meglio di questa persona, l’amore, si perpetua nel tuo cuore. Chi potrebbe dire che Gesù è morto? Non c’é morte: c’é trasloco. E dall’altra parte ti attende gente meravigliosa: Gandhi, Michelangelo, Whitman, Sant’Agostino, Madre Teresa, tua nonna e mia madre che credeva che la povertà è piú vicina all’amore, perché il denaro ci distrae con troppe cose e ci allontana perché ci fa essere diffidenti.
Fai solo ciò che ami e sarai felice, colui che fa ciò che ama è benedettamente condannato al successo il quale arriverà quando deve arrivare, perché ciò che deve essere sarà, e arriverà naturalmente. Non fare nulla per obbligo né per compromesso, bensì per amore. Allora ci sarà pienezza e in questa pienezza tutto è possibile. Non ci sarà sforzo perché è la forza naturale della vita a muoverti, quella che mi ha sostenuto quando cadde l’aereo con mia moglie e mia figlia; quella che mi mantenne vivo quando i medici mi diagnosticarono 3 o 4 mesi di vita.
Dio ti mise a carico un essere umano, sei tu stesso. Devi farti libero e felice, poi potrai condividere la vera vita con gli altri.
Ricorda Gesù: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Riconciliati con te stesso, mettiti davanti allo specchio e pensa che questa creatura che stai vivendo è opera di Dio; decidi ora stesso di essere felice perché la felicità si impara.
Inoltre, la felicità non è un diritto ma un dovere, perché se non sei felice, amareggi tutti quelli che ti amano. Un solo uomo che non ebbe né talento né coraggio per vivere, fece ammazzare sei milioni di fratelli ebrei.
Ci sono tante cose per le quali gioire e il nostro passaggio sulla terra è cosí breve che soffrire è una perdita di tempo. Possiamo gioire della neve dell’inverno e dei fiori della primavera, del cioccolato di Perugia, della baguette francese, dei tacos messicani, del vino cileno, dei mari e dei fiumi, del calcio dei brasiliani, delle Mille e una Notte, della Divina Commedia, del Don Chisciotte, di Pedro Páramo, dei boleros di Manzanero e delle poesie di Whitman, di Mahler, di Mozart, Chopin, Bethoven, Caravaggio, Rembrant, Velásquez, Picasso e Tamayo fra le tante meraviglie.
E se hai il cancro o l’AIDS, possono succederti due cose ed entrame sono buone; se vieni vinto, ti liberi del corpo che è così fastidioso: ho fame, ho freddo, ho sonno, ho voglia, ho ragione, ho dubbi…E se vinci tu, sarai umile, più riconoscente, per questo facilmente felice. Libero dal tremendo peso della colpa, della responsabilità, della vanità, disposto a vivere ogni istante profondamente, come deve essere.
Foto di una bambina sorridendo
Non sei depresso, sei sfaccendato. Aiuta il bambino che ha bisogno di te, questo bambino sarà amico di tuo figlio. Aiuta gli anziani, i giovani ti aiuteranno quando lo sarai. Inoltre, il servizio è una felicità sicura, come gioire della natura e prendersene cura per chi verrà. Dai senza misura e ti verrà dato senza misura.
Ama fino a diventare l’amato, e ancor più fino a diventare l’amore stesso. Che non ti confondano assassini e suicidi, il bene è in maggioranza ma non si nota perché è silenzioso, una bomba fa più rumore che una carezza, ma per ogni bomba ci sono milioni di carezze che alimentano la vita.

La meditazione della ghigliottina

27 OTTOBRE 2015
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È una delle meditazioni tantriche più belle: cammina e immagina di non aver più la testa, ma solo il corpo. Siedi e immagina di non aver più la testa, hai solo il corpo. Ricorda continuamente che la testa non c’è più. 

Visualizzati privo di testa. Fatti una fotografia senza la testa e ingrandiscila: guardala! Abbassa lo specchio del bagno, cosi quando ti specchi puoi vedere solo il corpo e non la testa.

Bastano pochi giorni di costante ricordare e sentirai nascere in te una leggerezza incredibile, un silenzio straordinario perché il problema è la testa. Se riesci a concepire te stesso privo di testa — e non è difficile: è facile concepirlo — allora ti centrerai sempre di più nel cuore.


Puoi immaginarti senza testa in questo preciso momento. E così capirai immediatamente cosa intendo dire.

Osho

A volte puoi semplicemente scomparire

26 OTTOBRE 2015

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Siedi sotto un albero, senza pensare al passato né al futuro, stai semplicemente li: dov’è l’io? Dove se n’è andato? Non riesci a vederlo, non c’è più. Nel presente l’ego non esiste, non è mai esistito. Il passato non è più, il futuro non è ancora: entrambi non esistono. Il passato si è dissolto, il futuro non è ancora comparso: esiste solo il presente. E nel presente non troverai mai nulla che assomigli all’ego.

In alcuni monasteri del Tibet si pratica tuttora una delle meditazioni più antiche: è un metodo che si basa sulla verità che vi ho appena enunciato. Viene insegnato come talvolta puoi semplicemente scomparire; siedi in giardino e cominci a sentire che pian piano stai scomparendo. Prova a vedere come appare il mondo quando te ne sei allontanato, quando non sei più partecipe, quando diventi assoluta trasparenza. Prova anche solo per un secondo a non essere.
A casa tua: vivi come se non esistessi. È veramente una meditazione bellissima. In 24 ore puoi provarci diverse volte: mezzo secondo sarà sufficiente. Per mezzo secondo fermati, non fare altro: tu non esisti e il mondo va avanti. Man mano che aumenta in te la consapevolezza che il mondo va avanti perfettamente anche senza di te, allora sarai in grado di conoscere un’altra parte del tuo essere che per lungo tempo, per intere esistenze, è stata trascurata. Ed è la tua ricettività: sii semplicemente disponibile, diventa una porta. La vita continua il suo fluire anche senza di te.

Osho

Siedi in silenzio e aspetta!

25 OTTOBRE 2015
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A volte accade che la meditazione ti sia molto vicina, ma tu sei troppo impegnato in altre cose. Quella piccola calma voce silente è dentro di te ma tu sei soffocato dal rumore, dagli impegni, dalle tue attività, dalle responsabilità. E la meditazione viene come un sussurro, non bussa alla tua porta gridando slogan, affiora in silenzio. Non fa alcun rumore. Non ne senti neppure il passo. Per cui se sei troppo occupato, aspetta un po’ e poi se ne va.

Quindi fanne un impegno, almeno un’ora al giorno siedi semplicemente in silenzio e aspettala. Non fare nulla, siedi semplicemente in silenzio ad occhi chiusi in profonda attesa, con il cuore in attesa, aperto. Aspetta semplicemente, e se qualcosa accade sarai pronto a riceverla. Se non accade nulla, non sentirti frustrato. È salutare anche sedere per un’ora senza che accada nulla, è rilassante. Ti calma, diventi silenzioso, più centrato, più radicato nell’esistenza. 

Allora la meditazione accadrà sempre più spesso e pian piano sorgerà un’intesa tra te e lo stato meditativo; perché se tu l’aspetti ogni giorno alla stessa ora nella stessa stanza, verrà sempre più spesso. Non è qualcosa che proviene dall’esterno, viene dal tuo centro più profondo. E ricorda che l’incontro è molto più probabile se la tua consapevolezza interiore sa di essere attesa dalla tua consapevolezza esterna.
 Siedi semplicemente sotto un albero. La brezza che soffia fa ondeggiare le foglie sui rami. Il vento ti sfiora, danza intorno a te e se ne va. Non lasciare che ti passi accanto, fai che si muova con te, lascia che ti attraversi. Chiudi semplicemente gli occhi, sentiti anche tu simile a un albero, sii aperto, e lascia che il vento ti attraversi, cosi come passa tra gli alberi e ne muove le foglie.
Qualsiasi cosa la mente possa fare, non può essere meditazione, perché la meditazione è al di là della mente. In questa dimensione la mente è assolutamente inutile; la mente non è in grado di penetrare nella meditazione. Là dove finisce la mente, inizia la meditazione.

Osho: Il libro arancione

L’obiettivo è la chiarezza

24 OTTOBRE 2015

Un prezioso testo di Osho apparso su Osho Times n 222
Il dolore e la sofferenza rimangono, fanno parte della vita. Hai solo bisogno della chiarezza necessaria per vedere ogni cosa nella giusta prospettiva, ogni cosa nella giusta luce. E a quel punto ogni cosa va al suo posto. Anche il dolore, anche la sofferenza diventano parte di un’armonia più vasta. Non cambiano, restano, fanno parte della vita, ma ora non sono più solo fatti isolati, ma fanno parte di un tutto più grande. Quando hai un chiaro quadro della situazione riesci a vedere che quel tutto non può esistere senza questa parte, è impossibile.
Lo accetti, perché la felicità non può esistere senza l’infelicità, e il giorno non può esistere senza la notte. Quando tutto acquisisce la giusta prospettiva cambia l’atteggiamento generale. Di solito ciò che vedi è un giorno tra due notti, ma non appena acquisisci un po’ di chiarezza, vedi due giorni, tra cui accade una notte. Normalmente quando guardi l’infelicità, la tristezza, la frustrazione, le estrapoli dal contesto, le guardi come elementi isolati, ed è doloroso, perché sembrano senza significato.
Il dolore fondamentale è senza significato. Perché? Perché si soffre? E se non riesci a comprenderne la ragione diventa insopportabile. Quando riesci a comprenderne il perché non è più un fatto isolato, è diventato parte di uno schema. E in un grande dipinto, c’è bisogno del nero come del bianco, altrimenti il quadro non esiste nemmeno. L’infelicità è necessaria, tanto quanto la felicità. Sono come due ali, e quando sai che sono due ali, devi usarle tutte e due per volare nel cielo dell’esistenza. E a quel punto accetti, e accetti in profonda gratitudine. Accetti persino la sofferenza, perché ora vedi che ha un significato. È un passo verso qualcosa di più grande, fa parte di un’armonia più grande. Non è isolata, ha un significato.
Quando la sofferenza acquisisce significato, hai trasceso. Ora non te ne preoccupi più, non vuoi liberartene, perché se lo fai, anche tutto ciò che è bello se ne andrà insieme a lei.
Hai compreso che la rosa, nella sua bellezza, esiste tra le spine, e quelle spine fanno parte della sua crescita. E anzi la proteggono, la difendono. Non sono nemiche, non sono contro la rosa. Se una spina a volte ti dà del dolore, è solo perché non ne hai compreso il significato.
Non c’è bisogno di andare alla ricerca della sofferenza, di cercare le spine, ma quando le trovi, accettale.
Guardale in trasparenza, attraverso la tua chiarezza di visione, in modo da poter vedere che da entrambi i lati della notte ci sono giorni. E la notte diventa sempre meno oscura, diventa un ponte tra un giorno e l’altro. Non è contro il giorno, anzi è un riposo. Un nuovo giorno può nascere da quel riposo. La notte diventa come un grembo, creativo. Il buio è creativo e anche la sofferenza.
Se incontri una persona molto ricca interiormente, scoprirai sempre che ha sofferto molto. Una persona che non ha sofferto molto la troverai sempre insipida, superficiale. Riderà, ma la sua risata non avrà profondità, non arriverà dal cuore. Sarà come dipinta sulle labbra. Se ne ascolti il suono ti accorgerai che è molto superficiale. Non arriva dal suo essere, non comunica alcun significato, alcuna profondità. Quando incontri una persona che sa ridere profondamente, ricorda che ha anche pianto profondamente. La risata è arricchita dalle lacrime. Se non sei capace di piangere non sarai capace di ridere. 
Questa è chiarezza: vedere la vita com’è e non chiedere l’impossibile. Se chiedi l’impossibile, desiderando solo giorni senza notti, solo felicità senza infelicità, generi una sofferenza senza senso per te stesso. Ed è senza senso perché chiedi l’impossibile e non potrà mai accadere. È a causa della tua mancanza di intelligenza che nasce quella sofferenza. Non fa parte della vita, potrebbe essere evitata. Non ce n’è bisogno, è inutile. 
Esiste una sofferenza inutile: quella che tu crei. Ed esiste una sofferenza che è molto importante: quella che la vita ti dà.
Ti innamori: ovviamente entra in gioco la sofferenza. Se vuoi amare dovrai soffrire molto e se ti lasci spaventare dalla sofferenza, un po’ alla volta avrai paura dell’amore. E magari arriverà il momento in cui non soffrirai più, ti sarai costruito una vita molto comoda e agiata, ma ti sfuggirà tutto ciò che è bello, perché tutto ciò che è bello arriva attraverso l’amore… e l’amore arriva solo se sei pronto ad accettare anche la sofferenza. È il prezzo da pagare. Niente è gratuito nella vita, ogni cosa ha il suo prezzo. Ed è giusto così, perché se tutto fosse gratuito, sarebbe anche privo di significato. E nessuno si divertirebbe.
Usa la chiarezza per guardare a fondo i problemi e non cercare di cambiare le cose, cerca semplicemente di accettarle. Continua a creare sempre più chiarezza, e quello è l’unico cambiamento, l’unica trasformazione. Continua ad andare sempre più in alto sulla cresta dell’onda della chiarezza e della consapevolezza. E più in alto vai, più si presenta ai tuoi occhi un mondo diverso. Il mondo resta lo stesso, ma i tuoi occhi chiari ora ti danno un quadro differente, e un po’ alla volta ogni cosa trova il suo posto. E un giorno ti accorgi che tutto è come deve essere.
Quella è la perfezione della chiarezza, tutto è come deve essere, non c’è bisogno d’altro, tutto è perfetto. Questo mondo è il mondo perfetto.
In quel momento la tua accettazione è totale e quando l’accettazione è totale tutte le ferite sono guarite. Consegui la calma del Buddha, l’innocenza di Gesù, o la superba perfezione di Lao-tsu… Normale eppure straordinaria. Ami la stessa vita eppure non è affatto la stessa vita, contiene una danza diversa.
Quindi usa la chiarezza, goditela, divertiti in essa.

Tratto da: Osho, Above All Don’t Wobble #10

Pro e contro del sesso sotto effetto di cannabis

23 OTTOBRE 2015

sesso e marijuana

Gli effetti della cannabis non sono standard ma variano da persona a persona, così come le emozioni date dal sesso. Per questo per alcuni la combinazione tra effetto della cannabis e sesso è qualcosa di fantastico, mentre altri sostengono che il sesso in questi casi non faccia per loro.Esistono però alcuni punti sui quali si può convergere, che riguardano la maggior parte delle esperienze.
I PRO DEL SESSO SOTTO EFFETTO DI CANNABIS. Secondo uno studio effettuato tramite interviste negli Usa, l’effetto della cannabis produce un aumento della libido su oltre la metà dei fumatori di marijuana. Secondo molti intervistati l’effetto del Thc aiuterebbe anche a migliorare le sensazionidurante il rapporto, probabilmente in base alle riconosciute proprietà dell’erba come ausilio al relax e al buon umore, due fattori sicuramente importanti tra le lenzuola oltre che nella vita.
Altri due sono i fattori a sostegno dei fautori del mix tra cannabis e sesso. Il primo risiede nella proprietà della cannabis nel dilatare la percezione del tempo, secondo uno studio pubblicato dal National Center for Biotechnology Information degli Stati Uniti, la cannabis aiuta infatti a controllare e dilatare il tempo, qualità che trasposta in camera da letto aiuta quantomeno a “dare l’impressione” di un rapporto di maggior durata. Diverse persone, specialmente donne, dichiarano inoltre che sotto effetto di cannabis sono in grado di provare orgasmi di maggiore durata e intensità (si legga ad esempio questa intervista).
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leggi anche: Foria, il lubrificante alla cannabis che provoca fino a 15 minuti di orgasmi multipli
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I CONTRO DEL SESSO SOTTO EFFETTO DI CANNABIS. I possibili contro, oltre che a sempre possibili reazioni a livello individuale (non a tutti aumenta la libido dopo aver fumato, anzi per alcuni è vero il contrario) si riscontrano specialmente quando una persona ha fumato un po’ troppo, nel caso è piuttosto probabile che se ne vada la voglia di fare molte cose, tra le quali l’amore.
Per le ragazze, inoltre, l’uso di cannabis può portare secchezza vaginale. Secondo la dott.ssa. Julie Holland (in questa intervista rilasciata a Vice) il fatto che la cannabis tenda a provocare secchezza delle mucose agisce a livello vaginale allo stesso modo di come provoca l’effetto “lappa” in bocca. Per i maschi invece, non va dimenticato come il Thc tenda a rallentare momentaneamente anche gli spermatozoi, fattore che ne rende sconsigliabile l’uso se si sta cercando di avere un figlio.
PROVANDO A TIRARE ALCUNE CONCLUSIONI. Per concludere possiamo affermare che se è vero ciò che già ci aveva detto tempo fa il “guru” italiano della cannabis Franco Casalone, cioè che “più studiamo la cannabis e più ci rendiamo conto di non saperne nulla” e che i suoi effetti dipendono da mille fattori soggettivi, ciò è particolarmente vero nel caso delle relazioni tra uso di cannabis e sesso.
Una ricerca canadese del 2003 ha rivelato come circa la metà dei 104 intervistati aveva dichiarato che la cannabis migliorava i propri rapporti sessuali, ma allo stesso tempo un terzo di essi ha invece sostenuto che li rendeva più difficoltosi. Mentre alcuni hanno persino dichiarato che la sua influenza positiva sulla sfera sessuale era il motivo principale che li spingeva a fumare erba. Insomma, ogni persona e ogni coppia fa storia a sé.
http://www.dolcevitaonline.it/pro-e-contro-del-sesso-sotto-effetto-di-cannabis/

Una semplice tazza di tè: goditela!

22 OTTOBRE 2015
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Vivi momento per momento. Provaci per tre settimane: qualsiasi cosa fai, impegnati totalmente, falla con amore e con gioia. Può sembrare stupido: se bevi una tazza di tè, sembra sciocco godersela più di tanto, è solo un tè…

Ma una semplice tazza di tè può diventare una esperienza di grande bellezza se te la sai godere, un’esperienza straordinaria. Goditela con profonda reverenza. Trasforma la preparazione del tè in una cerimonia: ascolta il suono dell’acqua che va in ebollizione, poi versa il tè… sentine l’aroma e la fragranza; infine gustalo e senti la gioia di quell’istante.

Le persone morte non sono in grado di bere il tè! Possono berlo solo le persone che sprizzano vitalità. In questo momento sei vivo! In questo momento stai bevendo il tè. Sentiti riconoscente! E non pensare al futuro: il momento seguente baderà a se stesso. Non pensare al domani, per tre settimane vivi nel presente.

Una delle parole che lo zen usa per indicare la meditazione è Wu-shi. Significa «nulla di speciale», oppure «senza storie».

Osho: Il libro arancione

Deautomatizzarsi

21 OTTOBRE 2015
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Se riusciamo a deautomatizzare le nostre attività, l’intera esistenza diventa una meditazione. Ogni piccola cosa, fare una doccia, mangiare, parlare con un amico, diventa meditazione. La meditazione è una qualità, un modo di essere, e può essere aggiunta a qualsiasi attività. Non è un atto preciso.

 Questa è l’opinione corrente: la gente pensa che la meditazione sia un atto preciso, ti siedi rivolto a oriente, ripeti un mantra, , bruci dell’incenso, fare questa o quella cosa a un’ora stabilita, in un certo modo e con gesti precisi. La meditazione non ha nulla a che vedere con tutto questo. Sono tutti modi per renderla automatica, e la meditazione è contro l’automatizzazione.

La meditazione non è un’esperienza, è diventare consapevole del testimone: osserva semplicemente, non fare altro che stare a guardare e rimani centrato nell’osservazione: in quello spazio dimora la totalità. Nessun altro modo di essere dà la totalità.

Nella totalità ogni cosa, tutto ciò che ti circonda è appagante, in ogni altro stato dell’essere non sarai mai soddisfatto.

Medita sul volto dell’amato. Se ami i fiori, medita su una rosa, medita sulla luna o su qualsiasi cosa senti di amare. Se ami il cibo, medita sul cibo.

Osho: Il libro arancione