Una tecnica universale

13 settembre 2015

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Essere inconsapevole delle tue azioni, dei tuoi pensieri,
delle tue sensazioni genera la buia notte della
tua anima.
 Allorché sei consapevole di tutti e tre questi strati
del tuo essere… il pensiero è il livello più superficiale,
la sensazione è un po’ più profonda, poi segue l’essere:
l’ultima cosa che devi dissolvere nell’Assoluto.
 Il processo per sviluppare la consapevolezza è semplice,
ed è sempre lo stesso: osserva, sii un testimone,
guarda i tuoi pensieri senza alcun giudizio, senza alcuna
condanna, senza valutarli. Infatti, nel momento
in cui emetti un qualsiasi giudizio, favorevole o contrario,
positivo o negativo, non sei più un testimone:
sei già diventato parte del processo di pensiero.
 Resta silenzioso, e guarda semplicemente qualsiasi
cosa scorra sullo schermo della tua mente, nello
stesso modo in cui guardi un film. Ricorda semplicemente
che sei solo un osservatore.
 E quando avrai avuto successo, rispetto al primo
livello, questo stesso processo ti permetterà di vedere
 le tue sensazioni, una realtà ancora più sottile.
 D’altra parte, una persona in grado di vedere i pensieri,
restando un testimone silenzioso dei processi
mentali, acquisisce automaticamente l’abilità di gestire
questo secondo passo: molto presto sarai in grado
di vedere le tue sensazioni, i tuoi sentimenti, i tuoi stati
d’animo, le tue emozioni.
 E allorché ti troverai al di là del secondo livello,
potrai affrontare il terzo: è la dimensione più profonda
del tuo essere, la sensazione di “io”, la tua separazione
rispetto all’universo. In realtà, tu non sei mai
separato dal Tutto, neppure per un istante, non puoi
esistere in quanto entità separata: sei in sintonia con
l’esistenza in tutti i modi possibili; tra te e l’esistenza
esistono migliaia di ponti, infinite connessioni.
 Ebbene, ora osserva questo silenzio, questa “è-ssenza”,
questa sensazione di “io sono”: osservala semplicemente.
Non esiste altro da osservare, se non questo
confine infinitesimale che ti avvolge.
Allorché osservi i pensieri, scompaiono.
Allorché osservi le sensazioni, scompaiono.
 Allorché osservi l’essere, non sei più un’entità separata.
Resta solo il testimone, e questa è la tua realtà eterna.
Questa realtà non ha nulla a che vedere con te: è
 universale.
 Il tuo essere un testimone e il mio non sono realtà
separate.
Ovunque accada questo processo testimoniante è
sempre la stessa realtà che si manifesta.
 Non conosce alcuna distanza rispetto allo spazio
né rispetto al tempo. Per il testimone non esiste alcuno
spazio, né tempo: non ha limite alcuno.
 Prima di arrivare a questo livello, ogni altra realtà
è tenebra: la buia notte dell’anima.
Il tuo arrivare a questo essere un testimone è l’ini
zio dello splendido giorno dell’anima: è un’alba che
non conosce tramonto.
 Tuttavia, il semplice ascoltare le mia parole non
servirà. Dovrai praticare tutto questo, quanto più
possibile. E questo esercizio non richiede affatto un
tempo separato dalla tua vita quotidiana. Non è minimamente
previsto che tu stia seduto per un’ora, o
per venti minuti, e che tu sia un testimone.
 Se hai tempo, puoi sederti in silenzio ed esercitarti
a essere un testimone, ma non è affatto necessario, in
quanto prerequisito. Puoi benissimo continuare a fare
il tuo lavoro, e al tempo stesso essere un testimone,
esercitarti nell’osservazione imparziale e distaccata.
L’intera pratica tende a renderti un testimone
sempre più saldo in questa osservazione imparziale,
in modo che acquisti la capacità di perdere tutte le
identità. E solo una persona forte e molto salda può
perdere tutte le identità.
Ed essere nel silenzio assoluto… esiste una luce, una
luce che non ha avuto alcun principio e non avrà
mai una fine. Questa luce ti appartiene, devi solo rivendicarne
il possesso.
 Inoltre, ricorda: questo sforzo non è complesso e
difficile, non è qualcosa di arduo, come le religioni ti
hanno sempre ripetuto. Mentre cammini per strada,
qual è il problema? Perché non potresti osservare
semplicemente il tuo camminare? Ciò che conta non
è l’oggetto della tua osservazione, la cosa importante
è essere un testimone imparziale. Qualsiasi cosa
aiuta il rafforzarsi della tua energia testimoniante.
 Mentre osservi uno splendido tramonto, non perderti
e basta, non dimenticare te stesso. Ricordati che
tu sei solo colui che osserva.
 Questa osservazione può dilatarsi a tutte le ventiquattr’ore,
senza che qualcuno sappia che stai facendo
qualcosa. La religione non è qualcosa di cui il mondo
debba esserne a conoscenza; è qualcosa che devi
 fare all’interno di te stesso.
Inizia da questo istante-Questo silenzio sconfinato.
Qui sono presenti migliaia di persone, ma è come
se non ci fosse nessuno… sii un semplice testimone.
 Il richiamo lontano di un aeroplano… resta un
semplice testimone.
Ebbene, continua a praticare la stessa osservazione
imparziale con qualsiasi cosa fai: mentre mangi,
mentre fai una doccia, mentre lavori in giardino, nei
campi. Non importa ciò che fai, ciò che conta è il fatto
che il testimone sia sempre presente.
 All’inizio te ne dimenticherai molto spesso, perché
per molte vite non sei mai stato un testimone,
sei sempre stato coinvolto nel tuo agire. Dunque si
tratta solo di una vecchia abitudine, e le vecchie abitudini
 sono dure a morire; ma di certo muoiono!
 Tutto dipende da te. Più lo rendi un processo,
praticamente simile al respiro… continui a fare di
tutto, eppure respiri! Non smetti di respirare solo
perché stai scavando una buca per terra… ebbene,
l’osservazione imparziale deve diventare del tutto
simile al respiro.
 Di fatto, si tratta del respiro dell’anima universale,
dentro di te. E nel momento in cui avrai assaporato
 un solo istante ciò che significa essere universali,
sarà spuntata l’alba della vita: l’oscura notte dell’anima
è superata. 

 Osho: La verità che cura.

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