Il succo di Cannabis cruda.

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La pianta di Cannabis non può che meravigliare per le sue innumerevoli proprietà e prodotti che possono essere generati da questa.
Non si può negare che negli ultimi anni le ricerche e le pubblicazioni in materia pian pianino stiano aumentando e nuove informazioni riguardanti tanto gli aspetti industriali quanto quelli terapeutici della pianta vengono a galla, lasciando spesso a bocca aperta anche gli stessi appassionati, attivisti, ricercatori e pazienti di Cannabis.
Erano circa 3 anni fa quando dagli Stati Uniti giunsero le prime informazioni, le prime testimonianze di pazienti che riportavano effetti benefici in seguito all’assunzione della pianta di Cannabis fresca, cruda, sotto forma di succhi: allora si trattava di qualcosa che andava in totale controtendenza rispetto alle tradizionali forme di assunzione della Cannabis terapeutica, che generalmente veniva assunta tramite vaporizzazione o ingestione delle infiorescenze femminile secche e curate.
Analogamente a quanto accade con la frutta e la verdura, come ad esempio con le pesche, le pere, le fragole, le arance, l’ananas, le zucchine, le carote, i pomodori e via dicendo, dalle quali si ottengono succhi di frutta e centrifugati da bere, preservando tutte le proprietà organolettiche di questi e potendone assumere grandi quantità in pochi sorsi, anche per la Cannabis il discorso vale, dalla quale si potrà ottenere il succo di Cannabis cruda.
La pianta di Cannabis produce più di 421 componenti chimici, dei quali per il momento un’ottantina sono stati classificati come fitocannabinoidi che vengono sintetizzati ed immagazzinati dalla pianta principalmente nelle sue infiorescenze e nelle sue foglie sotto forma acida.
Di fondamentale rilievo per scopi terapeutici risulta il fatto che mentre la pianta di Cannabis è in vita, fresca, la maggior parte del famoso D9-THC, il cannabinoide responsabile dell’effetto psicotropo della pianta, viene immagazzinato sotto forma acida (D9-THCA), che si caratterizza per essere priva di effetti psicotropi. Dal momento in cui la pianta viene raccolta ed inizia a seccare, lentamente il processo di decarbossilazione, che porta alla trasformazione del D9-THCA non psicoattivo al D9-THC psicoattivo, prende il via. Tale processo inoltre accelererà e si concluderà una volta che la pianta verrà esposta ad una fonte di calore rilevante, come ad esempio all’atto di
essere fumata, vaporizzata, o cotta per essere ingerita. Al suo stato naturale, crudo, la Cannabis non risulta essere psicoattiva.
Le foglie e le infiorescenze di Cannabis in natura possono essere raccolte come si raccoglierebbe qualsiasi ortaggio dall’orto casalingo, assieme ai pomodori, ai broccoli, ai cetrioli, alla lattuga, alla rucola, al basilico e via dicendo per farne una splendida insalata, o trasformata in succo con un procedimento a freddo tramite estrattore, ricchissimo di cannabinoidi nella loro forma acida, quindi privo di effetti psicotropi ma ricchissimo di proprietà terapeutiche.
La Cannabis infatti risulta essere un naturale concentrato di composti antibiotici, antifungini, antivirali, antiossidanti, antinfiammatori, immunoregolatori e antiproliferativi, oltre ad avere funzioni analgesiche, antiemetiche, antiepilettiche, antipsicotiche e ansiolitiche. Svolge inoltre un’azione benefica per la formazione ossea, contro la psoriasis, per la riduzione dei danni provocati da ischemia cerebrale, per la fatica cronica e le malattie neurodegenerative, per il diabete e la riduzione del peso per la sua capacità di soppressione dell’appetito e, nel suo stato fresco e crudo, non veicola alcun effetto secondario psicoattivo, rendendola così sicura persino per i bambini.
The Raw Study si propone come il primo studio clinico Europeo sulla Cannabis cruda come nutraceutico per il trattamento e la cura della Sclerosi Multipla Ricorrente Remittente. Il progetto nasce dalla responsabilità etica di scienziati e medici di rispondere con dati oggettivi alle Associazioni di Pazienti ed è interamente indipendente da sponsors, basandosi sul lavoro volontario e su finanziamenti privati.
Lo studio potrà così permettere, oltre all’osservazione rigorosa dei cambiamenti oggettivi e soggettivi dei sintomi, ai marker immunitari della patologia prima e dopo l’utilizzo di cannabinoidi acidi in forma di succhi di Raw Cannabis, di osservare altre pratiche di medicina complementare largamente utilizzate dai pazienti di Sclerosi Multipla, quali un cambio di alimentazione ad alto contenuto vegetale, un’aumento di esposizione solare quotidiana per aumentare i livelli di Vitamina D ed un approccio al benessere psico-fisico del paziente grazie ad un setting naturale, attività
ricreative, comunitarie, meditative e di respirazione oltre che esercizi di yoga e tai chi.

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