Parla a te stesso per rilassarti


Nel rilassamento, ti devi semplicemente rilassare,
senza focalizzarti su nulla; è l’esatto contrario della
concentrazione. Per farlo, vorrei darti un metodo
che puoi iniziare a praticare ogni sera.
 Proprio prima di andare a dormire, siediti su una
sedia. Mettiti comodo; essere comodi è la parte essenziale di questo esercizio.
 Per rilassarsi, si deve essere estremamente comodi,
dunque accertati di esserlo. Assumi qualsiasi postura
gradisci di più, chiudi gli occhi e rilassa il corpo.
 Partendo dalle dita dei piedi fino alla testa, percepisci
dentro di te i punti in cui vi sono delle tensioni.
Se senti di avere tensioni nelle ginocchia, rilassale:
toccale semplicemente, e di’ loro: “Per favore, rilassatevi”.
Se senti tensioni alle spalle, tocca quel punto e di’: “Per favore, rilassati”.
 Nell’arco di una settimana sarai in grado di comunicare
con il tuo corpo; e non appena inizierai a
comunicare con esso, tutto diventerà facilissimo.
 Non occorre forzare il corpo, può essere persuaso.
Non è affatto necessario lottare con il corpo; ciò è
 orribile, violento e aggressivo, e qualsiasi conflitto
non farà altro che creare maggior tensione. Pertanto,
non è affatto necessario porsi in conflitto, nessun tipo
di conflitto: lascia che il comfort, la comodità, sia la regola.
 E il corpo è un dono così squisito, uno splendido
dono dell’esistenza; lottare contro di esso significa
negare l’esistenza stessa. È un tempio in cui noi siamo
incastonati, è un santuario: noi esistiamo in esso,
e dobbiamo prendercene ogni cura. È una nostra responsabilità.
 Pertanto, per sette giorni… all’inizio sembrerà un
po’ assurdo, poiché non abbiamo mai parlato con il
nostro corpo; eppure tramite questo colloquio possono accadere miracoli.
 Pertanto, come prima cosa, rilassati su una sedia,
spegni la luce o fa’ in modo che non ti abbagli, come
preferisci; la luce dev’essere molto soffusa. Inoltre,
ricorda di dire a tutti: “Per venti minuti non dev’esserci
alcun disturbo, nessuna telefonata, niente di
niente”; fa’ in modo che per venti minuti il mondo non sia più presente.
 Chiudi la porta della stanza, rilassati sulla sedia e
ricordati di indossare abiti comodi che non stringano,
poi inizia a percepire i punti in cui è presente una
tensione: ne troverai diversi. Quelli sono i punti che
devono essere rilassati per primi, perché se il corpo
non è rilassato, neppure la mente può esserlo: è il corpo
a creare la situazione che permette alla mente di
rilassarsi. Il corpo diventa il veicolo del rilassamento.
 Continua a toccare quel punto. Ovunque senti
una tensione, tocca il tuo corpo con amore e compassione
 profondi: il corpo è un tuo servitore, e tu
non l’hai affatto pagato; è un semplice dono. Ed è
qualcosa di così complesso, al punto che la scienza
non è ancora riuscita a creare nulla che gli assomigli, neppure lontanamente.
 È qualcosa cui non pensiamo mai, e in sovrappiù
non amiamo affatto il nostro corpo; al contrario, ci
arrabbiamo con lui: il corpo è sempre stato il capro
espiatorio più antico. Puoi scaricargli addosso ogni
cosa, è muto e non può controbattere; non ti può rispondere,
non può dirti che stai facendo qualcosa di
sbagliato. Pertanto, qualsiasi cosa tu faccia o dica, il corpo non reagirà minimamente.
 Dunque, visita dall’interno ogni parte del corpo e
avvolgilo con uno spirito di amorevole compassione,
una simpatia e un’attenzione le più profonde
possibili. Ci vorranno perlomeno cinque minuti, poi
inizierai a sentirti profondamente e incredibilmente
molle e rilassato, praticamente apatico e sonnolento.
 A questo punto porta la tua consapevolezza al respiro:
rilassalo. Il corpo è la parte più esteriore del
nostro essere, la consapevolezza la più ulteriore; il
respiro è il ponte che le unisce. Pertanto, quando il
corpo è rilassato, chiudi semplicemente gli occhi e
osserva il respiro, rilassando anche quello.
 Parla, fa’ una chiacchieratina con il tuo respiro:
“Per favore, rilassati. Sii naturale”. Vedrai che, nel
momento in cui gli dirai di rilassarsi, avverrà un
sottile clic, scatterà una comprensione.
Nello stato comune delle cose, il respiro è diventato
assolutamente innaturale, e noi abbiamo dimenticato
in che modo rilassarlo, perché siamo sempre così
tesi che è diventato del tutto naturale per il respiro
essere teso. Dunque, digli semplicemente di rilassarsi,
ripetilo due o tre volte, e poi resta in silenzio.
Osho: La verità che cura

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