Osho: Osserva gli intervalli


 La cosa reale si trova nell’intervallo, nella pausa

tra due parole, tra due pensieri, tra due desideri, tra

due emozioni o tra due sensazioni.

  
Ovunque esista una pausa: tra il sonno e lo stato

di veglia, oppure tra lo stato di veglia e il sonno.

Nella pausa tra il corpo e l’anima… in quell’intervallo.

Quando l’amore si trasforma in odio: la pausa in

cui non è più amore e ancora non è odio. Allorché il

passato si tramuta in futuro… la pausa in cui non c’è

più e il futuro non è ancora giunto. In quell’istante

impercettibile, quello è il presente, quello è l’adesso.

È così infinitesimale che non lo si può definire come

parte del tempo: è così piccolo da essere indivisibile,

non può essere ulteriormente suddiviso; quella pausa

è indivisibile e giunge a ogni istante, in mille e un modo.

 I tuoi stati d’animo cambiano, passi da uno all’altro,

e tu scorri attraverso di essi. Nell’arco delle ventiquattr’ore

ci imbattiamo in questi intervalli un’infinità

di volte: è un miracolo che ce li lasciamo sfuggire continuamente.

Tuttavia, in un modo o nell’altro, non mettiamo

mai a fuoco la pausa; abbiamo imparato il trucco,

sappiamo come non osservare mai la pausa: è così

infinitesimale che viene e va, senza che ne diventiamo

 mai consapevoli, non sappiamo neppure che è esistita!

 Diventiamo consapevoli di qualcosa solo quando

non esiste più, quando è ormai parte del passato.

Oppure ne restiamo consapevoli mentre le cose stanno

per arrivare e sono parte del futuro; ma quando

sono realmente presenti, in un modo o nell’altro riusciamo a non vederle.

 Quando sei in collera, non lo vedi; più tardi ti

pentì. Quando è sul punto di esplodere, la senti e sei

disturbato da fatto che stia ritornando; ma quando è

presente, all’improvviso diventi cieco e sordo, inconsapevole, cadi nell’incoscienza.

 Quella pausa è così impercettibile che, se non sei

assolutamente presente e attento, continuerai a lasciartela

sfuggire. È veramente piccola, può essere

colta solo in uno stato di consapevolezza assoluta.

 Quando sei totalmente presente, solo in quel caso

potrai percepirla. Nel momento in cui un pensiero

esce dall’esistenza e un altro subentra, tra di essi esiste

un intervallo in cui il pensiero è assente: quella è

la cosa reale!

 Ti sto dando una chiave universale. Adesso dovrai

iniziare a operare sul tuo essere, utilizzandola.

 Mentre ti stai addormentando, cerca di cogliere la

pausa in cui non sei più sveglio e il sonno non è ancora giunto.

 Giunge un momento, un momento estremamente

impercettibile, che non resta a lungo. È del tutto simile

a un puff, a un brezza, a un alito: è presente/e già è svanito.

  Tuttavia, se riesci ad afferrarlo, rimarrai sorpreso:

ti sei imbattuto nel bene più prezioso dell’intera esistenza.

Attraversandolo, pur essendone inconsapevole,

ne trai beneficio. E a volte, un po’ della sua fragranza

si attarda nel tuo essere, anche quando ne sei inconsapevole.

Ma ora, da questo momento in poi,

inizia a diventarne cosciente, sii attento e presente.

  
Piano piano riuscirai a imparare questo trucco: si

tratta di un vero e proprio gioco di destrezza.

Osho

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