Osho: Sulla nuvola della beatitudine


 La beatitudine è qualcosa di estremamente nebuloso,

assomiglia a una nuvola: è indefinibile e cambia

continuamente. Non è qualcosa di temporaneo, né è permanente. È eterna.

 D’altra parte, non è morta; è incredibilmente viva.

È la vita stessa, pertanto non è statica, è dinamica; e muta continuamente.

 Questo è il paradosso della beatitudine: è eterna

eppure muta, è nuova a ogni istante eppure è sempre

vecchia. In un certo senso è sempre esistita; in un certo

senso, a ogni istante ti sentirai estatico ed eccitato.

A ogni istante ne sarai stupito; pertanto è qualcosa di

estremamente nebuloso, che non può essere ridotto a

categorie: la beatitudine non può essere classificata

come qualcosa di momentaneo o di permanente.

 Inizia a percepire tutt’intorno a te questa nuvola di beatitudine.

 Siediti in silenzio e percepisci una nuvola che ti

circonda. Rilassati in quella nuvola e, nell’arco di alcuni

giorni, sentirai che è diventata una realtà… infatti

esiste, semplicemente tu non l’hai ancora percepita.

È presente: tutti vivono in una nuvola di

beatitudine; lo si deve solo riconoscere, tutto qui.

 Noi tutti siamo nati avvolti in quella nuvola. Si

tratta di un’aura; è la nostra stessa natura, la nostra

 natura intrinseca. 
Pertanto, a volte, siediti semplicemente

in silenzio, rilassati e immergiti nella sensazione

di perdere te stesso in una nuvola di beatitudine

che ti circonda, muta costantemente, eppure si accompagna sempre a te!

 Man mano che inizierai a perdere te stesso, ti sentirai

sempre più estatico. Ci saranno alcuni rari momenti

in cui sarai completamente perso; allorché la

nuvola è presente, e tu non ci sei. 
Quelli sono momenti di satori, o di samadhi. Sono i primi bagliori,

bagliori remoti, eppure echi della verità.

  Allorché il seme è presente, l’albero sopraggiungerà.

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