Shatkarma, le pratiche di purificazione: Kapalabhati.

“La miseria non ancora venuta
può e deve evitarsi”

(Patanjali-sutra 16, 2° pada)

Kapalabhati: respirando, il cranio ‘riluce’.
Concludiamo con Kapalabhati la serie dedicata alle pratiche di purificazione dello Yoga, di cui questo famoso pranayama è parte integrante.
E non a caso ne parliamo durante ‘la bella stagione’ perché, a finestre spalancate e con arie meno inquinate, l’esecuzione risulta più facile, più spontanea e davvero rigenerante.
Ma torniamo un attimo al titolo e al suo significato: Kapalabhati vuol dire ‘lucentezza del cranio’, lasciando intendere con questa immagine la sensazione di freschezza che si avverte nella porzione frontale del cervello e ‘quell’aura’ luminosa che distingue chi sta praticando.
L’aura corrisponde a una maggior ossigenazione globale dei neuroni (corteccia cerebrale) e a un’intensa stimolazione positiva dell’ipotalamo/sistema limbico (particolarmente sollecitati dall’espirazione intensa, enfatizzata e ripetuta a lungo) che presiede al benessere emozionale.
Secondo lo Hatha Yoga Pradipika:
“Inspirazione ed espirazione debbono avvenire rapidamente, con il rumore del mantice di un maniscalco. Questa è la vera pratica di kapalabhati che rimuove l’eccesso di muco dal corpo”.
Al contrario di ciò che accade con Bhastrika, in Kapalabhati solo l’espirazione è forzata, mentre l’inspirazione è passiva: ed è per questo che all’espirazione forzata collaborano intensamente i muscoli addominali che aiutano l’espulsione dell’aria dai polmoni.
L’espirazione forzata di Kapalabhati viene chiamata ‘colpo di mantice’.
L’intero processo deve avvenire rapidamente grazie all’attività dei muscoli addominali, mentre i movimenti del busto sono minimi.

Tecnica.
Seduti in una posizione confortevole – che può essere padmasana, siddhasana, swastikasana o semplicemente vajrasana – e con il busto perfettamente eretto – ad occhi chiusi, si inpira lungamente attraverso il naso, poi si espira quasi completamente; da ultimo, si eliminerà quel po’ di aria residua con una breve espirazione forzata (come se ci stessimo soffiando il naso, seccamente e rumorosamente) e una contrazione addominale.
La successiva inspirazione sarà passiva, breve, grazie alla distensione dei muscoli addominali e senza sforzo alcuno.
Si continua in questo modo, con intense espirazioni forzate e rumorose, e brevi inspirazioni silenziose e spontanee: inizialmente, contando, si faranno 10-20 ripetizioni consecutive.
All’ultima espirazione seguirà una profonda inspirazione completa accompagnata da ‘maha banda‘ – la grande contrazione – che comprende moohla bandha, uddhyana bandha e jalandhara bandha.
Si trattiene il respiro a lungo (antara kumbhaka) e poi si espira.
Si continua con una nuova serie di Kapalabhati e poi con un’altra ancora.
La Tradizione dice che ogni ciclo di Kapalabhati dovrebbe essere costituito da 160 ‘colpi di mantice’ e i cicli debbono essere 3.
Dunque 360 ‘colpi di mantice’.
E, per chiarezza e per ulteriori riflessioni, il 360° deve avere la stessa potenza e regolarità del primo.
Dunque niente avventure e sforzi irriflessivi ma costanza e continuità nella pratica: ciò comporta un aumento graduale di 5-10 respirazioni la settimana e ritenzioni del respiro sempre più lunghe ma non estreme.

Precauzioni.
Ogni pratica dello Yoga va svolta sempre lontana dai pasti ma quelle di pranayama, in particolare, richiedono cautela per le molte interferenze tra il sistema respiratorio e quello digestivo.
Dunque i pranayama vanno eseguiti almeno 3-4 ore dopo i pasti e, se il cibo ingerito è stato abbondante, la distanza dal pasto deve essere aumentata.

Benefici.
Notoriamente Kapalabhati pulisce/purifica i polmoni, promuovendone l’elasticità e migliorando gli scambi tra ossigeno e anidride carbonica.
E’ un’ottima pratica per rimuovere la stanchezza mentale ed è consigliabile a tutti coloro che soffrono di asma, bronchiti croniche e disturbi respiratori recidivanti.
Di fatto è anche un eccellente strumento di educazione e riabilitazione respiratoria.
Mentre, quale propedeutico alla meditazione, Kapalabhati elimina dalla mente una quantità di pensieri, emozioni, sentimenti e immagini che solitamente la affollano e impediscono di ‘vedere chiaro’.
Ossia di far emergere le nostre potenzialità, i nostri veri obiettivi e la pace profonda che ci dovrebbe sempre accompagnare.

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La Religiosità

 
 “Sognate il sogno impossibile!”
 
 
 
La religione autentica può essere solo una, come la scienza. Non esiste una fisica musulmana, hindu o cristiana, non avrebbe senso. Eppure questo è ciò che tutte le religioni hanno fatto: rendere il mondo intero un manicomio.
Se la scienza è una, perché non dovrebbe esserlo la scienza della dimensione interiore? La scienza esplora il mondo oggettivo, la religione quello soggettivo. Il lavoro è lo stesso, cambiano solo la direzione e la dimensione. In un’epoca più illuminata non esisterà nulla di simile alla religione; ci saranno solo due scienze: quella oggettiva e quella soggettiva. La scienza oggettiva affronta le cose, quella soggettiva l’essere.
Io sono contrario alle religioni, ma non alla religiosità. Tuttavia, la religiosità di cui parlo è ancora in fasce.
Tutte le vecchie religioni cercheranno in ogni modo dì ucciderla, di distruggerla, perché la nascita di una scienza della consapevolezza rappresenterà la morte di tutte queste cosiddette religioni che sfruttano l’umanità da migliaia di anni. Cosa accadrà alle loro chiese, alle sinagoghe, ai templi? Che ne sarà dei preti, dei papi, degli imam, degli shankaracharya, dei rabbini? È un giro d’affari enorme, e questa gente non permetterà facilmente la nascita della vera religiosità.
D’altra parte, è arrivato il momento, nella storia dell’uomo, in cui le vecchie religioni stanno perdendo potere; un numero sempre più grande di persone segue solo formalmente il cristianesimo, l’ebraismo, l’induismo, l’Isiam; di base, nessuna persona intelligente è più interessata a quella spazzatura. Forse la gente va ancora in chiesa, in sinagoga, alla moschea, ma non per motivi religiosi, bensì sociali: è conveniente farsi vedere in sinagoga, si guadagna rispetto e non si corre alcun pericolo. È come entrare al Rotary Club o al Lions Club. Queste religioni sono vecchi club che usano un gergo religioso ma, se osservi più in profondità, scoprirai solo chiacchiere senza alcuna sostanza.
Io sono a favore della religione, ma di una religione diversa da tutte quelle che conosci: sarà una ribellione a tutte queste vecchie religioni. Non porterà avanti il loro lavoro; anzi, lo interromperà per sempre e avvierà un’opera completamente nuova: l’autentica trasformazione degli esseri umani.
L’errore fondamentale compiuto da tutte le religioni è questo: nessuna ha avuto il coraggio di riconoscere che ci sono cose che non sappiamo. Tutte hanno finto di sapere ogni cosa, hanno finto di essere onniscienti.
Osho. 

Earthing: riconnettersi alle origini per vivere meglio.

Le vibrazioni naturali della terra ci mantengono in salute e ci guariscono.

Earthing.
Viviamo in un epoca talmente superficiale, egoistica, frenetica e artefatta nei valori e nelle azioni che ci vuol poco a rendersi conto subito delle genuinità di determinate soluzioni-accorgimenti quando ne veniamo a conoscenza. Questo è accaduto quando ho sentito parlare dell’earthing; nei primi istanti mi sono chiesto: “cosa???”, poi mi si è illuminato il volto ed il pensiero è stato lampante e categorico, “ma è naturale, è ovvio!”
L’earthing è quella tecnica o stile di vita che ci consente di ricongiungerci alla nostra madre Terra tramite il contatto diretto con essa, per ritrovare le nostre origini e la nostra salute. 
La Terra è sempre stata sacra a tutte le civiltà che hanno cercato di vivere in sintonia con i cicli della natura per garantirsi sopravvivenza e salute, sapevano che noi funzioniamo bene solo se coordinati con suoi i cicli e ritmi.
Gaia è un essere vivente, ha un sistema biologico complesso ed è dominato da campi energetici che lo attraversano continuamente, come il nostro corpo, una gigantesca pila costantemente alimentata dalle radiazioni solari, dalla luce, dal calore proveniente dal sul nucleo ed emette delle pulsazioni ritmiche di energia naturale (onde di energia provocate dal moto di particelle subatomiche – elettroni liberi) che fluiscono dalla sua superficie e favoriscono il corretto funzionamento di ogni macchina biologica. 
L’attività elettrica del pianeta è diversa a seconda della posizione del sole, quindi è maggiore di giorno e fornisce maggior apporto per le attività quotidiane e diminuisce la notte per favorire il sonno. L’essere umano ha sempre camminato, si è seduto ed ha dormito a diretto contatto con la Terra, senza neanche sapere che quel contatto era portatore di benessere in quanto consentiva il trasferimento del segnale elettrico terrestre al corpo. 

Piedi e scarpe.
Ci sono voluti milioni di anni per sviluppare il nostro piede e la sua peculiare forma adatta per camminare e per ricevere segnali sensoriali dall’ambiente, esso è cosparso da circa 1300 terminazioni nervose per pollice quadrato, una quantità superiore ad ogni altra parte del corpo, come mai? 
Servono per ricevere i segnali naturali e trasmetterli ad ogni organo del corpo, insomma hanno la funzione di estrarre-ricevere energia, ritmi e altro dall’ambiente, come le radici delle piante. Eccelsa bioingegneria.
Con l’evoluzione abbiamo inventato le scarpe, che inizialmente non impedivano il contatto con le vibrazioni energetiche terrestri poiché fatte di pelle o altro materiale conduttivo, negli ultimi 1000 anni invece la tendenza è stata quella di creare delle scarpe in materiale via via più isolante, tanto da garantirci al giorno d’oggi di un isolamento pressoché totale dalle energie naturali.
Tale separazione dalla madre Terra come ben si può capire ha determinato degli squilibri notevoli nel nostro organismo per via di una consistente riduzione energetica e pur non volendo dare ragione a chi sostiene che ciò sia la causa di molti mali, non si può certo negare che tale pratica certamente non ha agevolato un corretto funzionamento del nostro organismo, costringendolo ad adottare metodi alternativi per recuperare quell’energia perduta.
Ci sarebbe anche da aggiungere che in quest’epoca ci siamo distaccati anche da tutte le altre forme di energia naturale (cibi crudi, acqua naturalmente alcalina, energia solare) e gioco-forza un qualche segnale di allarme il nostro organismo ce lo deve pur lanciare no?
Solo recentemente esperti in geofisica, biofisica, ingegneria elettronica elettrofisiologia e medicina hanno compreso che questa connessione era di notevole importanza per il corretto funzionamento dell’”essere” in quanto mantiene l’ordine delle nostre frequenze corporee come un direttore d’orchestra.

Gli effetti.
Le ricerche e gli studi approfonditi effettuati sui benefici apportati dall’earthing hanno consentito di appurare come questa pratica possa:
  • eliminare le cause delle infiammazioni e migliorare o eliminare i sintomi di molti disturbi legati alle infiammazioni;
  • ridurre o eliminare il dolore cronico;
  • in molti casi migliorare il sonno;
  • diminuire l’affaticamento e favorire la quiete riequilibrando il sistema nervoso e gli ormoni dello stress;
  • normalizzare i ritmi biologici del corpo;
  • diluire il sangue, migliorare la pressione e il flusso sanguigno;
  • alleviare le tensioni muscolari e il mal di testa;
  • attenuare i sintomi ormonali e mestruali;
  • accelerare notevolmente la guarigione e prevenire le piaghe da decubito;
  • ridurre o eliminare il jet lag;
  • proteggere il corpo contro i campi elettromagnetici ambientali (CEM) potenzialmente dannosi per la salute(ombrello protettivo del campo elettrico terrestre);
  • accelerare il recupero da attività sportiva intensa;
  • migliorare l’attività degli ormoni sessuali;
  • guarire psoriasi, neuropatie diabetiche, cura fibromialgia, autismo, vene varicose, malattie cardiocircolatorie, mal di schiena, artrite ecc.
Per chi avesse timore o fobia del contatto col suolo per le infezioni, la sporcizia, l’umidità, le sensazioni di fresco/freddo ecc. ecc., è doveroso puntualizzare che:
  • la carica elettronica che ci viene trasmessa dalla terra nel corso del contatto garantisce protezione anche contro gli agenti infettivi, anche in virtù di una migliorata risposta immunitaria;
  • l’umidità tipica di un giardino erboso incrementa la trasmissione elettrica e quindi i benefici;
  • le percezioni personali e quindi il vissuto emozionale avverso si modificano in breve tempo, soprattutto dopo aver apprezzato i vantaggi dell’earthing, fornendo un ulteriore miglioramento in generale.
La cupola protettiva contro il campo elettromagnetico ambientale che viene generata nel corso dell’earthing favorisce l’eliminazione o riduzione dei mal di testa ed emicranie(ma anche altro) che insorgono proprio a causa dell’elettromagnetismo accentuato in cui siamo costantemente immersi e la cui potenza è in costante aumento.
Le donne, che possiedono una sensibilità maggiore rispetto agli uomini, rimangono molto più attratte da questa attività naturale, come appare dalle statistiche dei praticanti, molte di loro dicono di aver provato sensazioni molto piacevoli oltre che ad un rinnovato desiderio sessuale.

L’earthing potrebbe avere effetti incredibili nell’ambito della fertilità, per via della sua azione equilibrante a livello ormonale, è stato rilevato che alcune donne che avevano problemi a rimanere incinte dopo mesi di tale pratica invece hanno avuto la desiderata gravidanza, non ci sono studi approfonditi in merito, tuttavia le testimonianze nonché la ragione ci dicono che l’earthing potrebbe favorire tali processi biologici. 
Effetti collaterali.
Non ne ho sentito parlare affatto, a parte quello di fare attenzione a dove si mettono i piedi, ma qualcuno l’ho verificato personalmente:
  • la dipendenza. Chi pratica sport capirà al volo quanto possa essere sentita l’astinenza della sua attività preferita, anche per tale pratica vale lo stesso, dopo una giornata faticosa non si vede l’ora di assaporare il momento di liberarsi del fardello delle scarpe.A volte viene da togliersi le scarpe anche in luoghi insoliti(in pubblico). In breve tempo diventa un piacevole desiderioscaturito dal bisogno-voglia di ricaricarsi che in alcuni casi può essere molto “sentito”, del tipo di quello che c’è tra il fumatore e la sua sigaretta dopo il caffè;
  • saltuariamente un istintivo e immotivato(?) impulso di gettar via con violenza tutti gli aggeggi tecnologici che ci circondano e tornare alle origini.

E’ utile rappresentare che i benefici/effetti apportati dall’earthing si fanno sentire quasi immediatamente, in alcuni casi anche dopo appena 5 minuti, solitamente in 20-30 minuti i miglioramenti risultano tangibili.

Riconnessione in corso . . . attendere prego. 

I piedi sono il nostro miglior punto di raccolta per le energie naturali della terrà poiché nella loro pianta è ubicato il punto R1 dell’agopuntura con le sue connessioni che salgono e attraversano tutto il corpo; tutte le connessioni piede-corpo sono anche utilizzate e studiate dalla riflessologia plantare. Anche le altre parti del corpo però ricevono gli elettroni liberi dal terreno quindi è salutare anche distendersi o sedersi sulle superfici naturali (terra, erba, sabbia, ghiaia, pietra).
Il miglior metodo per praticare l’earthing quindi è quello di camminare o correre a piedi nudi o semplicemente appoggiare la pianta dei piedi sulle superfici naturali; per quanto riguarda le superfici artificiali bisogna scegliere solo quelle elettro-conduttive es. il calcestruzzo nudo o la pietra, non sono indicate invece quelle elettricamente isolanti quali asfalto, pavimenti, parquet, plastiche varie ecc. L’umidità, l’acqua e il mare incrementano la trasmissione energetica.
Spesso non c’è la possibilità di praticare tale attività per svariati motivi quindi sono stati pensati dei metodi alternativi che assolvono alla stessa funzione, si tratta di alcuni articoli ideati proprio allo scopo, personalmente non ho alcuna intenzione di promuovere prodotti di sorta tuttavia mi è doveroso portare a conoscenza dell’esistenza di alcuni accorgimenti alternativi che potrebbero interessare.
Per sopperire alla mancanza di earthing sono stati ideati articoli come scarpe, ciabatte, cuscini, tappetini da pavimento e da tavolo(per mani e polsi), lenzuoli, materassi, sacchi a pelo, fasce per il corpo, cuscini per animali domestici, seggiolini auto ecc. ecc., che tramite una messa a terra a distanza e grazie ai loro materiali conduttivi riescono a trasmettere l’energia naturale del nostro pianeta.
L’earthing perchè?
Per il piacere di riscoprire quelli che siamo, una parte integrante della natura.
Perchè l’energia della Terra è gratis, è infinita e ci migliora la vita.
Perche viviamo su questo pianeta eppure ne siamo disconnessi, com’è possibile?
Marcello Salas

http://compressamente.blogspot.it/2014/07/earthing-riconnettersi-alle-origini-per.html

La sede della percezione e della visione interiore

Abbiamo conosciuto personalmente l’autore di questo articolo e ci è particolarmente gradito riprenderlo, sottolineando anche le utili note pratiche finali.
Jervé
PinealBlue

I segreti della ghiandola pineale

Il suo simbolo, una pigna che fuoriesce dalla sommità del cranio, è rappresentato in tutte le culture e rappresenta la chiarezza mentale e il collegamento con il mondo spirituale.

Nei cortili Vaticani c’è la più grande scultura della Pigna: lo spazio interno è simile ad un altare o a un portico chiuso costruito dall’uomo, quello esterno è aperto, come a rappresentare la sua funzione. Alla base sono ben visibili due pavoni, simboli egizi, e ai piedi un sarcofago aperto, che richiama il passaggio verso la vita spirituale.

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Questo elemento è presente nella Camera del Re nella grande Piramide di Giza. Lo scettro del Vaticano è uguale a quello di Osiride, costituito da una pigna, la ghiandola pineale, e da due serpenti intrecciati, il DNA (Ida e Pingala, nella cultura vedica indiana), che raggiungono la ghiandola passando dal rachide dorsale. Nello scettro del Papa è posto il simbolo della ghiandola pineale sotto il crocifisso. Osiride (così anche Shiva e Buddha) è rappresentato con una protuberanza sul cranio in corrispondenza della ghiandola pineale. Shiva ha anche serpenti attorno alla protuberanza.

La Visione Interiore

Pineal-Gland-Secrets-5Le culture del passato associavano la ghiandola pineale, quella che noi oggi chiamiamo epifisi, ad un organo preposto alla maggior chiarezza mentale e alla visione interiore. Per Cartesio, la ghiandola pineale è il punto privilegiato, la sede dell’anima, dove mente (res cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono.
simbologia-pinealeNegli ultimi decenni si è scoperto che nell’epifisi si producono molti cambiamenti, connessi con l’unità corpo-mente-emozioni. Grande come un cece, a forma di pigna, molto innervata, situata alla base dell’encefalo, rappresentata nella sua proiezione anteriore dal terzo occhio, contiene i recettori della vista, i coni e i bastoncelli, e pur così piccola consuma molta energia. E’ un occhio interno, presiede al ciclo circadiano, della luce e del buio. Costituisce una ricetrasmittente con l’energia che proviene dall’alto (epi), con i mondi Superiori, cui corrispondono processi fisiologici. Produce molecole fondamentali per il corretto mantenimento della vita. Senza l’epifisi non è possibile vivere. Anche secondo la psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI), che studia il rapporto tra mente, emozioni, sistema endocrino, sistema immunitario e stati di coscienza e le loro mediazioni chimiche al fine di dimostrare la loro interdipendenza, è a questo livello che si producono i cambiamenti che riguardano il sistema nella sua totalità.

Distinguiamo i vari livelli

A livello chimico: molecole, sostanze chimiche in genere di diversa origine, cibo, farmaci. A livello elettromagnetico: da questo livello si produce un cambiamento nel livello chimico – neurormoni e trasmettitori – con ricaduta su tutto il corpo. A livello simbolico: attraverso i simboli, l’esposizione ai simboli, cambiano i parametri elettrici e chimici e l’effetto a cascata può cambiare i comportamenti, ed è connesso con il sistema emozionale.
Ecco perché simboli ed emozioni hanno impatto sulla nostra sopravvivenza, possono favorirla o indebolirla; ricordiamo che il subconscio comprende le affermazioni e non le negazioni e che la corteccia accetta paradossi (sì, no, forse). Le percezioni simboliche oltrepassano la mente razionale, agiscono senza il suo consenso (le forme simboliche sono informazioni). I simboli possono liberare ed elevare, ma anche condizionare e deprimere. L’informazione di qualsiasi forma corrisponde a un processo di istruzioni, come dall’argilla lo scultore dà forma a un oggetto materiale condensato. Nella forma c’è l’informazione, ciò che da forma è un processo informativo, c’è la causa ma anche l’effetto.
Nel cervello umano l’informazione sta nei due livelli, mente subconscia e mente conscia razionale: la prima è ‘innata’, profonda, semplice (sine plica), portante, sostantiva, usa il linguaggio binario e ternario, è l’intelligenza di rete, che ci fa decidere non solo per noi stessi; la seconda è aggettiva, complessa, acquisita, usa il linguaggio analogico, è l’intelligenza locale,  che si trova nella corteccia, e individuale.

Si può iniziare a comprendere come l’ambiente esterno nella sua complessità costituisca un elemento essenziale nella regolazione interna del corpo fisico ed energetico – epigenetica, poiché esso è la manifestazione nella terza dimensione di aggregati di energia invisibili ai sensi e ai suoi strumenti di amplificazione. Il corpo in toto ci permette di sopravvivere, non la mente razionale, la quale presiede all’attività di calcolo, mette in relazione le informazioni esterne con il sistema interno.
Ad esempio, il pericolo non è avvertito dalla corteccia, lenta a reagire, ma da tutto l’apparato sensoriale che può salvare una vita nell’istante. Lo schema della corteccia ha bisogno di nominare, dare un nome, e se non trova corrispondenza viene adattato analogicamente, e così molto spesso noi diciamo ‘assomiglia a’ , ha cioè bisogno di un sistema esterno che permetta l’analogia. Il sistema interno vive, la corteccia ne prende coscienza. I sistemi esterni di apprendimento e credenza si attestano in questo livello, creano l’ambiente interno il quale ritiene reale l’informazione ricevuta. L’altro sistema permetterà il vero apprendimento. In generale si può dire che tutto il sistema risponde alle sollecitazioni, regolando ovvero sregolando il funzionamento.
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A livello cerebrale si possono identificare due sistemi neuro-chimici fondamentali, polari e complementari fra loro: il Sistema Oppioide e quello Cannibinoide. Il primo è connesso alla vita inconscia, all’ipofisi o ghiandola pituitaria situata al centro del cervello secondo le leggi della natura metabolico – biologica (ipofisi significa sotto la natura, corrispondente al 6° chakra o ajna), e dunque i corpi sono biologicamente affini fra loro. Questo sistema è attivo in condizioni di stress, dolore, ansia, irritabilità, inducendo immunosoppressione o stato di malattia. È mediato da catecolamine, steroidi surrenalici e oppioidi, endorfine e dinorfine.
L’altro, il Sistema Cannabinoide, è connesso alla vita cosciente e supercosciente, dando la possibilità all’uomo di percepire l’Universo. È in rapporto con la ghiandola pineale o epifisi (che significa sopra la natura ed ha forma di una pigna come si è detto), situata nell’encefalo pur non facendo parte di esso corrisponde al 7° chakra o sahasrara. Il sistema dei chakra è ancora situato sul corpo fisico, fa da tramite alle energie che discendono). Qui vengono prodotti i cannabinoidi e gli indoli pinealici.
Nella prossima puntata ci occuperemo delle conoscenze bio mediche attuali circa il sistema cannabinoide, le modalità di sviluppo delle capacità interiori, il suo ruolo nelle pratiche spirituali e di conoscenza superiore, la possibile inattivazione ad opera dei tossici ambientali. (continua)

La pineale e gli ormoni della sensitività

Proseguiamo ora l’indagine conoscitiva tra il mondo della spiritualità e quello della scienza, pregando il lettore di ‘perdonare’ il linguaggio specialistico ove si rende necessario: ma come si sa il linguaggio indica, suggerisce, rende intuitivi i concetti, senza ostacolare la ricerca della conoscenza, al contrario essere al suo servizio. Ogni essere vivente, mammiferi inclusi, mantengono l’equilibrio biologico–metabolico a partire dai ritmi e dalla periodicità circadiana giorno–notte e tali ritmi planetari determinano la sintesi e la secrezione circadiana degli ormoni ipotalamici e ipofisari secondo una ritmicità legata alla rotazione terrestre e lunare.
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La sincronicità della secrezione ormonale è fondamentale per la salute; la sua risincronizzazione è la base per ogni intervento di prevenzione e cura praticamente di tutte le patologie.
La ghiandola pineale svolge un ruolo primario in questa sincronicità. Questa breve osservazione ci fa comprendere come la pineale funzioni bene in condizioni di campi elettromagnetici naturali e coerenti, mentre le attività umane attuali producono campi molto spesso incompatibili col suo funzionamento, poiché mancano di coerenza, generano interferenza, sono arbitrari (ma ritorneremo in un secondo tempo su questo aspetto per certi versi preoccupante).

I neurotrasmettitori del benessere

Ora vediamo invece brevemente le fasi della produzione dei metaboliti pinealici. La ghiandola pineale è a capo della produzione di molti neurotrasmettitori, tra cui la serotonina (5-idrossitriptamina, 5 HT) e la melatonina (N-acetil-5-metossitriptamina), responsabili della regolazione del ciclo sonno-veglia. L’attività della pineale viene modulata direttamente da impulsi nervosi provenienti dalla retina tramite la noradrenalina (presente nelle cellule nervose e necessaria per trasferire il segnale della fibra nervosa alla superficie della cellula). A causa della sua sensibilità ai fotoni e ai campi elettromagnetici, si attiva attraverso la luce proveniente dall’esterno metabolizzando il triptofano (aminoacido aromatico essenziale non sintetizzabile dall’uomo che deve perciò assicurarselo con il cibo) fino a trasformarlo in serotonina. La serotonina viene successivamente trasformata in N-acetilserotonina (dall’enzima n-acetiltransferasi) e quindi trasformata in melatonina (dall’enzima idrossi-o-metiltransferasi) durante le ore notturne: possiede molteplici funzioni fondamentali: è un potente antiossidante, regolatore immunitario e biologico, calmante. Ma dalla melatonina la pineale sintetizza anche una sostanza, la pinolina o pinealina (una beta carbolina) che ha effetti particolari, simil-allucinogeni in senso sciamanico poiché, permettendo il processo di inversione dei neuroni, la mente subconscia si connette alla mente conscia.
Buddha1-288x400La corona del Buddha indica il sahasrara chakra attivato e quindi il suo stato di Risvegliato
I sogni lucidi e le esperienze di coscienza particolari extracorporee sono possibili se la pineale può operare questa trasformazione. A livello biofisico o quantico si dovrebbe verificare un’inversione degli spin atomici e questo permette di sospendere il tempo, di viaggiare senza questo inciampo della terza dimensione spaziotemporale, di spostarsi negli universi paralleli, di vedere e comunicare con il mondo delle energie. La pineale, nella cultura ajurvedica associata al terzo occhio e al settimo chakra, presenta gli stessi fotorecettori della retina e fotosensibilità ai campi elettromagnetici e questo fatto evidenzia una parentela funzionale con gli occhi.
Quando la luce colpisce la retina, un fotone è assorbito da una molecola organica (l’ 11-cis-retinale, che è una forma della vitamina A, causando la trasformazione entro pochi picosecondi in trans-retinale da cui viene generato il potenziale d’azione che si propaga attraverso il nervo ottico fino all’encefalo) e influenza sia la percezione da parte della retina dello spettro della luce sia le secrezioni nel ciclo circadiano. Questa attività inibisce lo stato beta, cioè lo stato di attenzione cerebrale, e dà luogo alla coerenza neurale, che permette una visione a spettro più ampio, non solo quella connessa alle frequenze basse dello spettro elettro-magnetico(EM).
La cosiddetta apertura del terzo occhio che ci è stata tramandata da tutte le culture dell’antichità e che permette la visione di realtà di altro ordine, cioè di frequenze diverse dall’ordinario, può essere considerata come un’aumentata capacità di assorbimento della radiazione fotonica, che appunto produce un aumento del rilascio degli indoli pinealici. Ricordiamo che molti animali possono udire e vedere su frequenze non percepibili dai nostri sensi e nell’antichità venivano loro associate facoltà di comunicazione con altri mondi. A livello metabolico la pinolina sembra aver un ruolo simile all’insulina: abbassa il livello di glucosio nel sangue e questo facilita l’ingresso nel sistema cerebrale dell’aminoacido triptofano, precursore chimico di tutte le reazioni ricordate.

La dieta vegetariana favorisce l’attivazione della veggenza

Non è dunque un caso che regimi dietetici che non prevedono cibo animale, che è ricco di proteine, rendendo meglio disponibile il triptofano, ne migliorano la ricaptazione nel circolo cerebrale. In tutte le culture gli asceti, i sadhu, gli sciamani che hanno visioni, veggenze e sogni lucidi, sono messi in relazione con regimi dietetici rispettosi della vita animale, un invito al consumo di cibo di sola origine vegetale (ricordiamo che il triptofano si trova in abbondanza nel cacao, datteri, frutta oleosa, banane, avena). Inoltre le beta carboline e la pinolina influenzano il rilascio degli ormoni dell’ipofisi o pituitaria, i quali hanno influenza su tutte le altre ghiandole del corpo, generando equilibrio e benessere. Il loro ruolo dunque è esercitato globalmente su tutto l’organismo.
I metaboliti della melatonina fluttuano al variare delle condizioni sia interne che esterne o di adattamento a nuove situazioni. Per esempio nel letargo degli animali si sviluppa un metabolita della melatonina che toglie l’appetito ed elimina lo stimolo sessuale.

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Nella pineale si ritrovano molti altri metaboliti della serotonina presenti nel fluido cerebrospinale, nei polmoni, nel sangue e in quasi tutti i tessuti umani (ma anche animali), oltre che in molte specie vegetali. Derivano tutti dalla serotonina e sono strutturalmente analoghe, possiedono effetti enteogeni (sostanze psicoattive) e vengono prodotte in particolari circostanze.
La più nota è la DimetilTriptamina (DMT), che è stata molto studiata, poiché il suo uso esogeno è tramandato fin dall’antichità per favorire le pratiche di veggenza, estasi, comunicazione con altri mondi (sull’uso religioso-sciamanico di estratti di vegetali ci occuperemo in un prossimo articolo, in cui dedicheremo attenzione anche all’attestazione nei libri sacri, all’etimo e alla diffusione presso tutte le religioni per favorire il contatto col divino).

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La DimetrilTriptamina, la molecola delle visioni mistiche
A differenza della melatonina, prodotta quando al calare del sole, durante l’oscurità, il corpo si ripara, la coscienza riposa e il sonno diventa profondo, il complesso DMT  (la molecola è quasi identica) non sopprime la veglia, perciò la coscienza di sé è consapevole e libera al di là del corpo, il quale continua a funzionare come separato. Questo complesso non viene prodotto regolarmente, ma solo in situazioni ‘cruciali’, perciò il dosaggio ormonale è difficile. Sono sostanze sfuggenti, ma molto potenti: si potrebbe dire, cogliendone l’analogia, che permettono al circuito della coscienza consapevole di sfuggire i normali compiti di vigilanza-controllo sul corpo.

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Una immagine psichedelica, simile a quelle prodotte dalla DMT, una sostanza secreta dalla pineale, ma anche da alcune piante o animali
I normali recettori vengono saturati (si chiamano 5-HT 2a) creando un nuovo temporaneo circuito neuronale, appunto non connesso alle normali funzioni del circuito cervello-corpo: ciò che si verifica ad esempio nelle esperienze OOBE (out of the body experiences, esperienze fuori dal corpo) e nella pre-morte. Poiché la pineale contiene recettori visivi, come ricordato, costituisce una piattaforma visiva che invia immagini alla corteccia visiva non provenienti però dal mondo esterno, possiamo cioè vedere al buio. Questi descritti non sono stati di coscienza modificata, o come si dice ora diversa, ma di maggiore coscienza: la coscienza si sviluppa, si accresce, si innalza verso una comprensione al di la del piccolo Io abituale e inizia a percepire l’unità-totalità della realtà.

Come proteggersi da alcune sostanze chimiche

Si diceva che la ghiandola pineale si comporta e come un magnete e interagisce con i campi EM, ma anche con sostanze chimiche: il fluoro, il cloro, il bromo, il calcio, ma anche mercurio, tossico per tutto il sistema nervoso.
Il fluoruro di sodio si accumula e crea calcificazioni (fosfato dicalcico), così come un eccesso di calcio nella dieta, in particolare da latticini e integratori: è necessario non utilizzare acqua fluorata, dentifrici al fluoro, bevande industriali. Ricordo che il fluoro e il bromo, aggiunto all’acqua, è stato spesso utilizzato per rendere gli uomini ‘docili’ e collaborativi dai totalitarismi.

Per quanto riguarda i danni provocati dal mercurio, è bene rimuovere le amalgame dentarie, evitare il consumo di pesce di grossa taglia e di allevamento, e questo vale anche per le carni e tutti i prodotti agricoli coltivati in modo industriale; in generale tutti gli additivi e molti farmaci sono potenziali tossici. Molta cautela per lo zucchero e dove è contenuto, caffeina, tabacco e alcol.
Pineal_gland_in_the_brainE’ bello e confortante costatare che il corpo umano ha la possibilità di muoversi lungo diverse strade, diversi registri, diverse energie e vibrazioni. Persino la neurochimica lo testimonia: le molecole e gli atomi sono i medesimi e tuttavia al cambiare della forma cambiano gli stati di coscienza, la conoscenza, la realtà, e viceversa; e tutto questo è già ‘scritto’ nel nostro patrimonio. A noi il compito di svelarlo.

Ubaldo Carloni
http://compressamente.blogspot.it/2014/07/la-sede-della-percezione-e-della.html 

NON C’E’ LIBERTA’ SENZA CONSAPEVOLEZZA



















La meditazione è un semplice processo
Di osservazione della propria mente.
Senza combattere con la mente
E senza cercare di controllarla.
Resti lì, presente, come un testimone che non sceglie.
Prendi nota di tutto ciò che passa
Senza alcun pregiudizio a favore o contro.
Non attribuire nomi
Non dire: questo non dovrebbe venire nella mia mente
Questo è un pensiero brutto e
Questo è un pensiero bello e virtuoso.
Non devi giudicare
Devi rimanere senza giudizi
Perché nel momento in cui giudichi, perdi la meditazione.
Diventi identificato.
Diventi un amico o diventi un nemico.
Crei delle relazioni.
Meditazione vuol dire
Non avere alcuna relazione con il tuo processo di pensiero
Rimanere del tutto scollegato, calmo, distaccato
Osservando tutto ciò che passa.
E allora accade il miracolo:
A poco a poco diventi consapevole del fatto
Che passano sempre meno pensieri.
Più sei consapevole e meno pensieri passano
Meno sei consapevole e più pensieri passano.
Il traffico dipende dalla tua consapevolezza.
Quando la consapevolezza è perfetta
Anche se solo per un istante, tutti i pensieri si fermano.
Subito, d’improvviso, si fermano.
E la strada è vuota, non c’è traffico.
Quel momento è meditazione.
Piano piano questi momenti diventano sempre più numerosi
Questi spazi vuoti si ripresentano
E rimangono più a lungo.
E diventi capace di muoverti con facilità
In quegli spazi vuoti, senza alcuno sforzo.
Allora tutte le volte che vuoi puoi entrare
In quegli spazi vuoti senza alcuno sforzo.
Ti ringiovaniscono, ti danno nuova freschezza
E ti fanno diventare consapevole di chi sei.
Quando sei libero dalla mente, sei libero
Da tutte le idee riguardo a te stesso.
Adesso puoi vedere chi sei senza alcun pregiudizio.
E conoscere te stesso
Vuol dire conoscere tutto ciò che vale la pena di conoscere.
E non avere conoscenza di se stessi vuol dire non avere nulla.
Un individuo può sapere tutto
Ma se non conosce se stesso
È assolutamente ignorante
È solo un’Enciclopedia Britannica ambulante.
Libertà senza consapevolezza è un’idea vuota.
Non contiene nulla.
Non si può essere veramente liberi senza essere consapevoli
Perché l’inconscio continua a dominarti
L’inconscio è quello che tira i fili.
Puoi pensare, puoi credere di essere libero
Ma non lo sei, sei solo una vittima
Di forze naturali, di forze cieche.
Ci sono quindi due tipi di persone. La maggioranza
Segue le tradizioni, la società, lo stato.
Le persone ortodosse, convenzionali
I conformisti – seguono la folla
Non sono liberi.
E poi ci sono alcuni spiriti ribelli
Emarginati, artisti
Pittori, musicisti, poeti;
Questi pensano di vivere nella libertà
Ma lo pensano solamente. Solo ribellandoti
Contro le tradizioni non diventi libero.
Sei ancora dominato dagli istinti naturali.
Sei posseduto dalla lussuria, dall’avidità, dall’ambizione.
Tu non sei il padrone di queste cose.
Sei uno schiavo. Per questo dico
Che la libertà è possibile solo con la consapevolezza.
Se non trasformi l’inconsapevolezza in consapevolezza, non c’è libertà.
E in questo solo pochissimi
Hanno avuto successo: un Gesù, un Lao Tzu
Uno Zarathustra, un Buddha
Pochissimi.
Si possono contare sulle dita di una mano.
Questi hanno vissuto veramente nella libertà
Perché hanno vissuto consapevolmente.
Questo dev’essere il compito di ogni ricercatore:
Creare sempre più consapevolezza.
Allora la libertà accade da sola.
La libertà è la fragranza del fiore della consapevolezza.
Osho

La tua caratteristica principale

Sono molto preoccupata perché il mio amico ha l’abitudine di bere.
Non pensare a cose che riguardano gli altri.
È ciò che tutti continuano a fare. Il novantanove per cento delle cose che pensi, riguardano gli altri. Lasciale perdere – lasciale perdere immediatamente!
La vita è breve, e ti sta scivolando fra le dita. A ogni istante svanisci, ogni giorno che passa sfumi: ogni giorno che passa sei meno vivo e più morto! Ogni compleanno è un giorno di morte: un altro anno è passato. Sii un po’ più intelligente.
Non pensare ciò che riguarda gli altri. Addestrati prima contro la corruzione più grande.
Gurdjieff ripeteva sempre ai suoi discepoli, come prima cosa, come cosa essenziale: “Scoprite qual’è la vostra corruzione più grande, il vostro nucleo distruttivo, la caratteristica centrale su cui si fonda la vostra inconsapevolezza.” Per ognuno sarà una cosa diversa. Qualcuno è fissato col sesso. In un paese come l’India, in cui il sesso è stato represso per secoli, questa è diventata una peculiarità praticamente universale: tutti sono ossessionati dal sesso. Qualcun altro può essere ossessionato dalla rabbia, e qualcuno dall’avidità. Devi osservare qual’è la tua ossessione fondamentale.
Quindi, come prima cosa scopri qual’è la caratteristica principale su cui si fonda l’intero edificio del tuo ego. E poi restane sempre consapevole, poiché può esistere solo se ne sei inconsapevole. Il fuoco della consapevolezza la incenerisce in modo automatico.
E ricorda, ricordalo sempre: non devi coltivare l’ opposto. Di solito accade questo: una persona che diventa consapevole del fatto che: “La mia ossessione è la rabbia; cosa dovrei fare, dunque? Devo coltivare la compassione”. “La mia ossessione è il sesso, cosa dovrei fare, dunque? Devo praticare il brahmacharya, il celibato.”
La gente si sposta da una cosa al suo estremo opposto. Questa non è la via della trasformazione. È lo stesso pendolo che si muove da sinistra a destra, da destra a sinistra. Ed è così che la tua vita si è mossa, da secoli: il pendolo è sempre lo stesso!
Il pendolo dev’essere fermato nel mezzo. Questo è il miracolo della consapevolezza! Il semplice essere consapevoli del fatto che: “Questa è il mio problema più grande, questo è il punto in cui inciampo in continuazione, questa è la radice della mia inconsapevolezza.”
Non cercare di coltivare l’opposto, riversaci invece tutta la tua consapevolezza. Crea una fiamma viva di consapevolezza, e verrà incenerito! E a quel punto il pendolo si fermerà nel mezzo.
Con l’arresto del pendolo, il tempo si ferma. All’improvviso, entri nel mondo del senza tempo, dell’immortalità, dell’eternità.

OshoThe Book of Wisdom,  # 9

L’ESSENZA DELLA MEDITAZIONE

Il nucleo essenziale del mio insegnamento è: nessun credo, nessun dogma, nessuna fede, nessuna religione, niente che sia preso in prestito. Puoi fare affidamento solo su ciò che hai sperimentato di persona; devi dubitare di tutto il resto. Proprio come le altre religioni trovano il loro fondamento nella fede, il mio è nel dubbio.Il mio principio fondamentale è lo stesso su cui si basa la scienza: dubita, finché non trovi qualcosa nella tua esperienza di cui è impossibile dubitare.

La scienza si muove verso l’esterno, io mi muovo verso l’interiorità. Questo movimento verso l’interno è ciò che chiamo meditazione. Per poterti muovere all’interno devi compiere tre semplici passi, e il quarto accade da solo.

Il primo passo è osservare tutte le tue attività; quello è il tuo corpo e quelle sono le sue azioni: camminare, tagliare legna, attingere acqua dalla fonte. Rimani un testimone. Non agire da robot.

In secondo luogo, quando diventi capace di osservare il tuo corpo, di essere un testimone delle sue azioni, puoi fare il secondo passo: osservare le attività della tua mente: pensieri, sogni, fantasie. Rimani un testimone, come se ti trovassi sul ciglio di una strada e, su questa strada, stesse passando una processione di pensieri. Tu non ne sei parte. Sei solo uno specchio che riflette, senza giudicare, perché uno specchio non ha giudizi. Con un bel viso, lo specchio non dice: “Splendido.” Con un viso brutto, lo specchio non dice: “Oh no!” Lo specchio non fa che riflettere tutto ciò che appare di fronte ad esso. Esattamente allo stesso modo uno deve diventare un testimone puro, senza giudizi, valutazioni: questo è buono, questo è cattivo. Allora si verifica una strana esperienza: quando la tua capacità di osservazione cresce, i pensieri diminuiscono, e nella stessa percentuale. Se il tuo testimoniare è il dieci per cento, ci sarà un novanta per cento di pensieri; se la tua consapevolezza, la tua coscienza, è del novanta per cento, ci sarà solo un dieci per cento di pensieri. Col cento per cento di capacità di osservazione, ci sarà il nulla totale; questo è lo stato di non-mente, questa è la porta verso il terzo e ultimo passo.

Adesso osserva le emozioni più sottili, gli stati d’animo. I pensieri non sono così sottili. Gli stati d’animo, un’ombra di tristezza, una certa gioia.

Il primo passo riguarda il corpo, il secondo la mente, il terzo il cuore. E quando puoi osservare anche il terzo, il quarto accade da solo. All’improvviso un salto quantico, e ti ritrovi proprio al centro del tuo essere, dove non c’è nulla di cui essere consapevoli. La consapevolezza è consapevole di se stessa, la coscienza è cosciente di se stessa. Questo è il momento dell’estasi suprema, del samadhi, dell’illuminazione, o comunque vuoi chiamarlo; in ogni caso questo è il momento supremo, al di sopra del quale non c’è nulla. Non c’è modo di andare oltre, perché dovunque tu vada al di là di esso, sarai comunque un testimone. Se inizi a osservare l’osservatore, non sei andato più in alto; sei sempre un testimone. Quindi l’osservazione è la fine del viaggio, sei arrivato a casa.

Il mio insegnamento è tutto qui. È assolutamente scientifico. Non ha bisogno di fede, ciò che serve è sperimentare. Non chiedo a nessuno di aver fede in me. Chiedo solo di provare e sperimentare.

So che accadrà anche a te perché è accaduto a me, e io sono un essere umano normale proprio come te. Non sostengo di essere un profeta o un salvatore o un’incarnazione di Dio. Non vanto alcuna capacità speciale. Sono proprio uguale a te. L’unica differenza è che tu stai ancora dormendo, e io sono sveglio. È solo una questione di tempo, prima o poi anche tu ti sveglierai.

Quindi non c’è alcun bisogno di fare di me un oggetto di venerazione, non c’è bisogno di adorarmi. Se mi ami veramente, questo è sufficiente perché tu possa partecipare all’esperimento. Ti darò una garanzia: accade veramente. Ti posso dare un incoraggiamento, ma non sarò il tuo salvatore. Non mi prenderò la responsabilità, ma farò del mio meglio per scuoterti e far sì che ti svegli.

Osho
http://divinetools-raja.blogspot.it/2014/05/lessenza-della-meditazione.html

L’ARTE DEL DIGIUNO

Digiunare significa molto di pi`u del semplice non mangiare: `e una scienza e un’arte.
Influenza il benessere generale del corpo e gli aspetti psicologici ed emotivi
della vita.
Digiunare, nel senso inteso da noi, significa astinenza totale, per un periodo
di tempo definito, dal cibo. Il termine deriva dalla parola “faesten” che, nell’inglese
arcaico, significava saldo o fissato. In altre parole, il digiuno `e un qualcosa
da portare avanti su basi salde e sotto condizioni controllate e ben fissate.
In termine religioso pu`o significare l’astinenza da alcuni tipi di cibi in concomitanza
a specifiche giornate considerate sante. Ma, comunque, in questi casi si
tratta di un’astinenza parziale e mai totale. Vi sono persone che durante la Quaresima
hanno “digiunato” riuscendo per`o ad aumentare di peso e questo perch`e
sostituivano gli alimenti proibiti con altri molto pi`u grassi e ricchi.
Quelli che ritengono che il digiuno sia l’equivalente del morire di fame si sbagliano
in pieno. Fondamentalmente vi sono due periodi, nel processo di astinenza
dal cibo, di cui ci occuperemo: il periodo del digiuno vero e proprio ed il periodo
della fame. Man mano che studieremo il fenomeno dell’astinenza, chiariremo definitivamente
le differenze tra queste due fasi. `E necessario, tuttavia, comprendere
dall’inizio che lo stadio del digiuno continua per tutto il tempo in cui il corpo riesce
a mantenersi consumando le riserve immagazzinate nei suoi tessuti. La fame
inizia quando si protrae l’astinenza oltre il limite delle riserve.
Bisogna altres`ı comprendere che esiste tutta una terminologia spicciola la quale
getta fumo negli occhi del pubblico lettore. Ad esempio: si sente spesso parlare
dei “digiuni dell’acqua”; tecnicamente si presuppone che una persona che si sottopone
al digiuno dell’acqua rinunci completamente al consumo di tale liquido.
Al contrario, ci`o che si intende nella terminologia spicciola `e una dieta in cui si fa
esclusivamente uso di acqua. Lo stesso vale per le espressioni “digiuno dei succhi

di frutta” o “digiuno degli estratti vegetali”. Di nuovo, in questi casi, si intende
dire che si rinuncia a tutti gli alimenti, ad eccezione della frutta o degli estratti
vegetali.
Il termine “digiuno parziale” viene usato da coloro i quali limitano fino al
massimo possibile ci`o che consumano. L’uso improprio della parola “inedia”, tanto
nel linguaggio comune quanto nella terminologia scientifica, ha causato molti
danni. Il termine deriva dalla parola anglosassone “stearfan” che significa morire
non solo per mancanza di cibo, ma anche per assideramento. Da qui `e nata
l’espressione “morire di freddo”.
In effetti l’inedia costituisce un processo mortale. Non si pu`o morire di inedia
in buona salute. Si pu`o digiunare per alcuni periodi di tempo e conseguentemente
migliorare le condizioni fisiche e ristabilire un buono stato di salute. `E possibile
ottenere effetti benefici astenendosi dal consumare cibo per lunghi periodi di tempo.
Quando ci si accorge che si sta entrando nella seconda fase dell’astensione dal
cibo, bisogna assolutamente interrompere il digiuno.
Ho affermato precedentemente che il digiuno `e uno degli aspetti che formano
un modo di vita nuovo di cui mi occupero’ in questo libro. Non viene usato solo
allo scopo di ridurre il peso. Pu`o essere, e certamente lo `e, altrettanto importante
se inteso come parte della funzione di mantenimento o di ristabilimento della
salute fisica.
L’animale malato o ferito si rifugia in un posto nascosto dove stare caldo, dove
ripararsi dalle intemperie, dove stare calmo e da solo. In tale posto esso si riposa e
digiuna. Potrebbe, ad esempio, aver perso un arto, ma il suo modo di curarsi non
include medicine, bende o interventi chirurgici; rimane l`ı, da solo, fino a quando
non avr`a riacquistato le forze.
Nel mondo animale il digiuno rappresenta un fattore esistenziale estremamente
importante. Gli animali digiunano non solo se malati o feriti ma anche durante
i periodi di ibernazione o di letargo estivo (nei paesi tropicali vi sono animali che
dormono per tutta la durata dell’estate).
Alcuni animali digiunano durante la stagione di accoppiamento ed in molti
casi anche durante il periodo di allattamento. Alcuni uccelli digiunano mentre covano
le uova. Altri animali digiunano subito dopo la nascita. Esistono delle specie
di ragni i quali, dopo essere nati, si astengono dal mangiare per sei mesi. Spesso
le creature selvagge portate in cattivit`a, prima di adattarsi al nuovo ambiente, possono
astenersi dal mangiare per diversi giorni. Gli animali riescono a sopportare i
digiuni forzati durante i periodi di siccit`a, di nevicate, di freddo intenso e riescono
a sopravvivere per lunghi periodi di tempo anche quando non c’`e disponibilit`a di
cibo.
Tra gli uomini in diverse parti del mondo, il digiuno si pratica da secoli con
significati religiosi, di auto-disciplina, a scopi politici e come mezzo per curare
il corpo. Solo di recente. si `e sviluppata l’idea che per mantenersi in forze
una persona debba mangiare. Il dottor Felix Oswald, medico olandese arrivato
in America alla fine del secolo scorso, afferma: Il metodo curativo basato sul
digiuno non `e limitato solo alle creature pi`u evolute. `E risaputo che il dolore, la
febbre, i disturbi gastrici e perfino quelli mentali riducono l’appetito e solo chi `e
inesperto e poco saggio tenter`a di ostacolare la natura a questo riguardo.
La pratica del digiunare risale all’antichit`a; se ne parla nella Bibbia e negli
scritti di Omero. Veniva usata per curare i malati negli antichi templi egiziani,
greci e in tutti i paesi delMediterraneo. L’uso del digiuno come cura nellemalattie
acute risale a tempi molto remoti.
Veniva consigliato dai medici arabi durante la lunga notte buia del Medio Evo
europeo. In Italia imedici napoletani fino a circa 150 anni fa, erano soliti utilizzare
i digiuni che a volte duravano fino a quaranta giorni, nei casi di pazienti sofferenti
di febbre.
Io ho iniziato ad occuparmi ed a condurre digiuni dall’estate del 1920. Durante
questo periodo di circa 45 anni, ho condotto migliaia di digiuni che variavano da
un minimo di pochi giorni ad un massimo di novanta, intesi sia come mezzi per
la riduzione del peso, sia come aiuti per permettere al corpo di ristabilirsi dai pi`u
diversi danneggiamenti fisici.
Il caso di un uomo anziano risulta essere di particolare interesse per gli strabilianti
risultati ottenuti.
Il signor A. B. aveva settant’anni ed era malato da molto tempo. Per tredici
anni aveva sofferto di asma bronchiale al punto da essere ricoverato in ospedale
cinque volte durante tale periodo. Era parecchio tempo che soffriva di sinusite. Da
sei anni era completamente sordo all’orecchio sinistro e da alcuni anni era anche
impotente. Portava gli occhiali, era pelato, e presentava i soliti “sintomi minori”
che indicavano una condizione generale non buona ( `e regola comune ignorare tali
sintomi e non considerarli campanelli d’allarme di malattie).
Nonostante fosse stato sottoposto ai soliti metodi curativi per anni, non aveva
ottenuto nessun beneficio da questi. Come tanti altri nelle sue stesse condizioni,
pass`o di male in peggio. `E generalmente risaputo che la cura di solito somministrata
a chi soffre di asma `e solamente un palliativo e che molte volte il paziente
peggiora con il passare del tempo. `E altrettanto risaputo che le cure pi`u comuni
non fanno altro che fornire un sollievo solamente temporaneo a chi soffre di sinusite.
`E necessario aggiungere che viene fatto molto poco per curare la sordit`a
o per l’allargamento della prostata. Infatti, tali condizioni generalmente vengono
definite incurabili.
Dopo la quinta volta che veniva ricoverato nel tentativo di curare l’asma, ed
aver lasciato il suo letto d’ospedale a Chicago, il signor A. B. si rec`o direttamente
all’aeroporto e prese un aereo diretto al Sud, verso una localit`a famosa nella cura
di tale malattia. Poich`e ancora respirava affannosamente, non era sicuro di riuscire
a superare le difficolt`a del viaggio, ma decise di provare lo stesso. Si era convinto
di aver sofferto abbastanza e che i metodi regolari di cura non si erano dimostrati
validi a guarirlo. Allo stesso modo di tanti altri pazienti, si era fidato ciecamente
dei sistemi curativi pi`u usati, ma questi lo avevano deluso.
Una volta arrivato sul luogo, fu subito ricoverato e gli fu ordinato di smettere
immediatamente e per sempre l’assunzione di tutte le medicine che era solito
prendere. Che cosa devo fare– egli chiese – se mi viene un attacco d’asma?.
Stringi i denti e i pugni e sopporta– fu la risposta – Non guarirai mai
se continui ad usare medicine.
Gli fu ordinato di mettersi a letto e di non ingerire nulla ad eccezione
dell’acqua, fino a nuovo ordine. Il trattamento risulter`a essere peggiore della malattia,
pens`o. Come poteva sopravvivere senza cibo? Il suo fisico era indebolito
da anni di sofferenze e da un lunghissimo periodo di tempo in cui non riusciva ad
immettere la necessaria quantit`a di ossigeno nel corpo. Gli fu assicurato che sarebbe
stato sempre controllato attentamente e che nulla di male poteva, comunque,
accadergli.
Con molta trepidazione si apprestava ad iniziare quella che sarebbe stata una
nuova e sorprendente piacevole esperienza. Digiunare non `e sempre, un’esperienza
piacevole, ma sicuramente `e interessante e perfino gradevole. Il senso di
liberazione e di tranquillit`a che si sperimenta durante un periodo di astinenza da
cibo, permette di scoprire le pi`u remote verit`a della vita, spesso dimenticate o
addirittura immaginate.
Verso le quattro di mattina, della prima notte, da quando aveva iniziato il digiuno,
il signor A. B. fu colpito da un grave parossismo di asma. Se rimaneva
sdraiato a letto non riusciva a respirare, cos`ı si mise a sedere sul bordo e chiam`o il
dottore. Questi arriv`o e dopo averlo osservato afferm`o: Non c’`e da preoccuparsi;
fra sole ventiquattr’ore ti libererai dai sintomi dell’asma e starai bene.
Appena il dottore lasci`o la stanza, il sig. A. B. sent`ı ancora di pi`u il senso di
soffocamento e la mancanza d’aria. Che razza di posto `e questo?chiese al suo
vicino di letto. Neanche si preoccupano di farmi passare questo attacco. Continu`
o a sentirsi male ancora per qualche minuto, poi la crisi cess`o e sopravvenne
il sonno.
Quando il dottore lo visit`o la mattina successiva, il sig. A. B. si sentiva talmente
bene da aver dimenticato e perdonato l’apparente noncuranza della notte
precedente. La sua felicit`a cresceva man mano che col passare del tempo riusciva
a respirare come quando era bambino, senza il pi`u piccolo accenno di asma. Per
tutto il tempo trascorso in quella istituzione non present`o mai pi`u un parossismo
di asma. Le sue cavit`a erano ancora in processo di prosciugamento e continu`o
il digiuno. Dopo circa sei giorni di astinenza dal cibo, era in grado di evacuare
urina facilmente come un bambino. La prostata si era ristretta fino ad assumere
dimensioni quasi normali.
Continu`o a digiunare e, giorno dopo giorno, osserv`o lo comparire dei sintomi,
le sue cavit`a risultarono perfettamente pulite, il respiro normale ed il torace
non dava pi`u sensazioni di dolore. Al venticinquesimo giorno di digiuno, chiese
al dottore se era possibile interrompere tale pratica. Gli fu risposto che ci`o era
prematuro, che la sua salute non era ancora tornata perfettamente normale e che
sarebbe stata cosa giusta continuare. Qui non sei in una prigione– disse il dottore
e nessuno pu`o costringerti a digiunare contro la tua volont`a. Ma se vuoi il
mio parere, io credo che sia meglio continuare ancora per un po’ di tempo.
Il sig. A. B. segu`ı il consiglio del dottore e prosegu`ı nel digiunare. La cosa
che pi`u lo sorprese e che continuava ancora oggi a considerare un miracolo `e che
nel trentaseiesimo giorno di digiuno riacquist`o l’udito all’orecchio che fino ad
allora era rimasto sordo. Il suo udito era cos`ı perfetto da permettergli di udire
persino il ticchettio di un orologio tenuto a distanza non troppo ravvicinata. E di
notevole importanza `e il fatto che il recupero dell’udito si `e dimostrato permanente
nel tempo. Continu`o a digiunare fino al quarantaduesimo giorno, poi riprese a
consumare cibo. Tornato a casa, poche settimane dopo aver interrotto il digiuno,
scopr`ı di non essere pi`u impotente. Poich`e la ripresa della potenza negli uomini
ed il superamento della frigidit`a nelle donne sono spesso il risultato di un digiuno,
i direttori della istituzione non furono affatto meravigliati.
Questa storia non `e inventata, `e il reale resoconto del ristabilimento di un
uomo che aveva sofferto per gran parte della sua vita. Non `e un’eccezione, ma
bisogna, comunque, dire che il recupero dell’udito non `e una regola fissa, `e solo
un risultato occasionale del digiuno. Questo perch`e la sordit`a, come la cecit`a,
pu`o essere causata da un’infinit`a di condizioni anormali dell’orecchio, e non tutte
sono rimediabili. Per la stessa ragione, per mezzo del digiuno, la cecit`a viene
recuperata solo occasionalmente anche se non `e del tutto raro il ripristino di una
buona visione negli errori di rifrazione.
Gli incredibili progressi che si verificano durante un digiuno di lunghezza appropriata
e svolto nelle migliori condizioni possono essere apprezzati solo da coloro
che li hanno provati. La tendenza generale sia del medico che del profano,
in relazione a tali recuperi, `e di non dare loro alcun valore, in quanto considerati
troppo fantasiosi per essere reali. Nonostante ci`o, si deve pur dire che gli effetti
del digiuno non sono affatto miracolosi. Se ci si pensa un momento, non si
pu`o fare altro che arrivare alla conclusione che il digiuno rappresenta il modo pi`u
naturale e pi`u ragionevole di cura per il malato.
Per oltre centoquaranta anni, gli Igienisti naturali hanno utilizzato il digiuno
come mezzo per favorire la buona salute e per permettere al corpo di ristabilirsi
pi`u velocemente dalle malattie. Hanno accumulato grande esperienza in questo
campo. Tale esperienza conduce alla radicata convinzione che il digiuno costituisce
una forza costruttiva da utilizzare e sviluppare come parte integrante della vita
moderna.
Naturalmente esiste anche chi critica il digiuno. La maggioranza di queste
persone non `e molto informata su ci`o che voglia dire digiunare correttamente e
quali siano le tecniche migliori. A. Rabagliati, A. M., M. D., F. R. C. S., inglese,
esprime molto bene il concetto in queste brevi parole: Le critiche pi`u comuni
rivolte al digiuno vengono scritte da gente che non ha mai saltato un pasto nella
vita.
Che sia per mantenere o ristabilire la salute, per aumentare o diminuire di peso,
il ruolo del digiuno `e un fattore di importanza vitale che non pu`o essere ignorato
dai sostenitori della salute personale e del benessere fisico e mentale.
Herbert Shelton
dal libro Il digiuno puo’ salvarvi la vita (dal cap. Voi e il digiuno)
Il digiuno deve essere riconosciuto come un processo fondamentale
e radicale ed `e il modo di assistenza pi`u remoto perch`e impiegato sul
piano dell’istinto e usato sin da quando la vita apparve sulla terra.
Il digiuno `e il metodo attraverso il quale la natura si libera dei “tessuti
malati”, degli eccessi nutritivi, degli accumuli dei prodotti di
scarto e delle tossine. Nessun’altra cosa riesce ad eliminare tutto
questo tanto bene quanto fa il digiuno.
Esso permette il processo di rinnovamento ed allontana i processi
degenerativi dando come risultato uno standard di salute veramente
alto.
Ci sono poche condizioni patologiche che un digiuno prolungato
non possa aiutare; in molte condizioni disperate esso rappresenta
l’unica speranza. Qualsiasi condizione reversibile, e anche molte altre
ritenute irreversibili, puo’ essere vinta.
Il digiuno `e un processo naturale, non difficile o misterioso e non
provoca veri problemi o pericoli. Quando viene paragonato all’uso
di medicinali potenti e procedure chirurgiche, che sono entrambi
trattamenti di vita e sempre pericolosi, il digiuno `e veramente una
procedura moderata. `E importante che i digiuni prolungati vengano
condotti correttamente sotto un’assistenza appropriata. Anche digiuni
molto brevi provocano risultati migliori se condotti sotto condizioni
ideali, incluso l’interruzione ed il seguito.
Il dott. Shelton, che ha assistito circa 100.000 digiuni di persone
di tutte le et`a, gruppi e condizioni rappresenta senz’altro un’autorit`a
in questo campo ed `e certamente l’uomo pi`u adatto a poter scrivere
un volume di questo genere.

LA CONSAPEVOLEZZA DELL’AMORE

 Bhagwan rajneesh osho
Diventa sempre più consapevole dell’amore. Il tuo cuore è profondamente addormentato – dev’essere risvegliato.
E quando sarà sveglio, potrai essere straordinariamente felice. La felicità è una funzione dell’amore; non c’è nient’altro che possa fare qualcuno felice, tranne l’amore. In quasi tutti, il cuore è profondamente addormentato. Non ci hanno mai insegnato la via dell’amore, ma ci hanno insegnato la via dell’odio, perché siamo stati condizionati a lottare, a combattere.
Ti hanno insegnato che il mondo intero è tuo nemico e che tutti sono pronti a saltarti addosso. A volte questo condizionamento è diretto, a volte è indiretto, ma è sempre così: vivi in un mondo competitivo e se vuoi sopravvivere devi lottare, e lottare con ogni mezzo, onesto o disonesto. Se non lo farai, sarai sconfitto; per difenderti, devi attaccare.

Questo è il condizionamento della mente e quindi, naturalmente, l’amore è scomparso dall’esistenza.
Il cuore continua a pulsare come meccanismo fisico, ma non è più un veicolo spirituale – eppure il suo ruolo sarebbe proprio quello. Non è solo un apparato fisico, è anche un veicolo spirituale. Perciò quando inizi a palpitare d’amore, sei pienamente vivo, per la prima volta.

Diventa consapevole di questo fatto: più sei consapevole e più amore sentirai.
Quando tieni per mano un amico, fallo con grande consapevolezza. Osserva se la tua mano sta irradiando calore oppure no. Infatti è possibile tenere per mano qualcuno senza che ci sia alcuna comunicazione o trasferimento di energia. Puoi tenere qualcuno per mano, e tuttavia la tua mano può essere fredda, gelata. Non c’è vibrazione o pulsazione; l’energia non sta fluendo verso l’amico. Ma allora è un gesto inutile, vuoto e impotente.
Quando stai tenendo l’amico per mano, osserva se nel profondo di te l’energia scorre oppure no, e aiuta il flusso dell’energia in quella direzione. Porta l’energia nella mano, dirigila lì. All’inizio sarà solo un’esercizio dell’immaginazione, ma l’energia tende a seguire l’immaginazione. L’immaginazione crea le radici, e canalizza l’energia. Perciò, quando tieni la mano dell’amico, fallo con consapevolezza e immagina che l’energia si stia muovendo verso quel punto, in modo che la mano diventi calda e accogliente. Vedrai accadere una trasformazione straordinaria.

Quando guardi qualcuno, guardalo con gli occhi dell’amore, altrimenti gli occhi del corpo sono come pietre, freddi, e per nulla accoglienti. Quando guardi le persone, riversa amore su di loro attraverso gli occhi. Quando cammini, cammina riversando amore tutt’intorno. All’inizio sarà solo immaginazione, ma presto vedrai che è diventata realtà. Anche gli altri sentiranno che hai una personalità più calda… che quando si avvicinano a te nasce in loro un senso di grande benessere.
Questo dev’essere il tuo sforzo cosciente: diventa più consapevole dell’amore ed esprimi più amore.
Osho
Tratto da: Blessed Are the Ignorant
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