La mela, ritorno all’Eden

Il melo è considerato l’albero della vita. Molti credono che anche etichettare l’uomo come fruttariano, sia ormai riduttivo. La verità potrebbe infatti essere molto più grande ed entusiasmante di quanto si possa credere.

Il melo,  l'albero della vitaFinalmente molte delle ricerche scientifiche più complete ed avanzate al mondo, sono state diffuse e messe a disposizione di tutti. Queste ricerche sono frutto del sudore di scienziati specializzati nelle materie più disparate ed indicano la mela come il cibo perfetto per l’uomo.
Tali studi, se fossero presi in considerazione da una massa critica di popolazione, semplificando il modo di concepire la vita dell’uomo e la sua simbiosi con la natura, renderebbero questo pianeta un vero e proprioEdenI risvolti positivi per la specie umana potrebbero essere grandiosi già nel giro di pochi anni. Sparirebbe la fame nel mondo. Per procacciarsi cibo non verrebbe schiavizzato più nessun animale e nessun uomo, né la Terra sarebbe sfruttata, inquinata e impoverita. Le ricchezze della terra verrebbero gestite in modo molto più proficuo, semplice e utile per l’uomo. Si raggiungerebbe la perfetta simbiosi tra l’uomo e il pianeta che lo ospita..
Potrebbe iniziare una bellissima transizione verso una società completamente immune da qualsiasi patologia, in primis cancro, diabete, problematiche circolatorie, patologie neurologiche, depressione. La società potrebbe basarsi sulla ricchezza e non sul debito, potrebbe nascere la società della collaborazione e non della competizione sleale. Ci si potrebbe svincolare una volta per tutte dal condizionamento delle grandi industrie che controllano il pianeta, e far approvare i brevetti di “free energy” bloccati dagli interessi economici dell’1% della popolazione mondiale… si potrebbe passare dalla società del “dEnarO” alla società del “dOnarE”.

Tutti gli animali sono monotrofici:

Dopo ricerche, test scientifici e sperimentazioni varie in campo alimentare, si è giunti ad una nuovissima quanto interessante conclusione: l’uomo sembra nascere biochimicamente come essere malivoro (da “malus: mela”). Come ogni altro animale anche l’uomo è monotrofico, ma sa adattarsi ad altre forme di nutrimento… ed è quello che ha fatto in particolar modo da quando ci fu la prima glaciazione. E’ importante sottolineare chetutti gli animali sono monotrofici, ovvero hanno un cibo elettivo adatto alla propria specie, che privilegiano in modo istintivo fin dalla nascita.
Le balene mangiano solo plancton, le giraffe mangiano foglie di acacia, i koala foglie di eucalipto, le mucche un solo tipo di erba, i formichieri mangiano formiche e così via. Esistono poi forme di adattamento all’ambiente, ma quando ci si discosta dal “cibo elettivo” la qualità e la durata della vita subiscono delle inflessioni importanti. Nessuno ha mai pensato che una giraffa sia un’estremista esaltata, perché nonostante i suoi grandi denti, non mangia carne. Eppure se qualcuno dovesse dichiararsi malivoro, verrebbe facilmente considerato estremista. L’unico animale sulla faccia della Terra che necessita di studiare, ricercare, sperimentare e fare convegni per dimostrare a se stesso la sua natura monotrofica, è l’uomo.
Le forme di nutrimento adattativo per l’uomo sono innumerevoli: più questi nutrimenti sono vicini alle proprietà della mela, e più sono affini al DNAdell’uomo e alla sua intrinseca longevità; più invece questi cibi sono densi o difficili da smaltire, maggiori saranno le complicanze per il corpo umano sul lungo periodo.

Chi è “inciampato” sulla mela?

Arnold EhretSembra che coloro che si sono avvicinati più di altri in passato a queste conoscenze, ci abbiano lasciato, per così dire, per “morte prematura”. “Arnold Ehret” al termine di un suo convegno, mentre rincasava a piedi, “ufficialmente” si fracassò il cranio contro un marciapiede “inciampando”… Nessuno era con lui al momento dell’incidente e nessuno sa come sia andata veramente, ma molti sostengono che sia stato ucciso.Ehret infatti stava cambiando il modo di concepire la medicina di quel tempo. Fu tra i primi a parlare in modo scientifico ed analitico della possibilità di vivere di “sola aria” per periodi prolungati di tempo. Fu molto furbo nell’introdurre in modo soft, dolce, quasi romantico alcune intuizioni riguardanti il “nutrimento pranico”, riuscendo a non sollevare quelle che potevano essere facili polemiche per quei tempi. Tra queste intuizioni vi era anche il fatto che l’uomo potesse vivere per un tempo indeterminato, in perfetta forma, con una dieta mono frutta di mele.
Il sistema “marcio” in cui viviamo, che tuttavia oggi sta crollando inesorabilmente, ha sempre metodicamente eliminato i personaggi scomodi; basti pensare alla fine che hanno fatto, Pasolini, Aldo Moro, Kennedy, Lincoln, Arrigo Molinari, ecc. I motivi per cui anche Ehret potrebbe esser stato eliminato sono molti… basti pensare che un uomo molto più consapevole del normale, un libero pensatore indipendente, con idee rivoluzionarie, può veramente spaventare chi cerca di controllarci da secoli, chi ha in mano l’industria dei farmaci, le banche e le armi di “distrAzione” di massa (ovvero i media).

Una nuova “Età dell’oro”:

Non oso immaginare le miracolose ripercussioni sociali, conseguenti all’esistenza di nonni o bisnonni ultracentenari completamente lucidi, in forma smagliante e consapevoli dei fatti storici realmente accaduti. Educherebbero nipoti e tris-nipoti, parlando loro del vero concetto di salute, libertà, consapevolezza, alimentazione consapevole, inutilità dei vaccini, sovranità sanitaria/alimentare/monetaria.
Questo è il tempo del cambiamento. Oggi è possibile tradurre gli studi di scienziati provenienti da tutto il mondo e renderli pubblici e gratuiti tramite la rete. Gli scienziati che hanno voluto divulgare liberamente queste informazioni, lo hanno fatto per interesse dell’umanità e non per un tornaconto personale. Prima l’umanità accoglierà e comprenderà il messaggio, prima avverrà l’inizio di una nuova Era. L’Età dell’oro sta tornando!
Un giorno Gesù disse: “Passano le costellazioni, dopo l’Ariete ci saranno i Pesci. E poi verrà il segno dell’Acquario. Allora l’uomo scoprirà che i morti sono vivi e che la morte stessa non esiste” (dal Primo Vangelo di Tommaso)

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