Ripulire la confusione


 Se sei confuso, lascia che la confusione esista; non
cercare di districarti, non tentare di mettere a fuoco
le cose, perché in questo momento di caos, qualsiasi
cosa farai non ti servirà a nulla.
Limitati a osservare.
  
E la sera, ogni sera, prima di andare a dormire,
puoi iniziare a fare questa meditazione.
Siediti sul letto – siediti in modo del tutto rilassato
-chiudi gli occhi e percepisci il corpo che si rilassa. Se
inizia a piegarsi in avanti, lascialo fare; potrebbe farlo,
potrebbe voler assumere una posizione fetale, simile a quella che ha un bambino nel ventre della madre.
Se senti di farlo, sistemati in una posizione fetale:
diventa un feto nel ventre della madre.
 A quel punto, limitati ad ascoltare il tuo respiro,
non fare altro. Ascoltalo semplicemente: il respiro
che entra e il respiro che esce; il respiro che entra e il
respiro che esce… non sto dicendo di verbalizzare
questo processo; sentilo semplicemente, mentre entra; e sentilo, mentre esce.
 Senti semplicemente il tuo respiro e in quella percezione
sentirai affiorare un incredibile silenzio e una sublime chiarezza.
 Fa’ questo esercizio per dieci o venti minuti – da
un minimo di dieci a un massimo di venti minuti poi va’ a dormire.
 Lascia semplicemente che le cose accadano, come se non fossi tu ad agire. 
Osho: La verità che cura.

Time out!


Ogni giorno, almeno per un’ora, siedi in silenzio da
qualche parte. Va’ al fiume, oppure in giardino; spostati
in un luogo dove nessuno ti possa disturbare. Rilassa
i muscoli del corpo, non sforzarti, e con gli occhi
chiusi di’ alla mente: “Adesso puoi fluire liberamente!
Fa’ tutto ciò che vuoi, io mi limiterò a essere un testimone
imparziale, osserverò ciò che scorre in te”.
Rimarrai sorpreso: per alcuni istanti vedrai che la
mente non funziona affatto. Per alcuni istanti, a volte
solo per un secondo, vedrai che la mente non funziona
per niente, e in quell’intervallo di vuoto avrai una
percezione della realtà così com’è, libera da qualsiasi
proiezione, libera dal perenne lavorio della tua immaginazione.
Ma si tratterà solo di un istante, un istante
brevissimo, poi la mente riprenderà a funzionare.
 E quando la mente riprende a funzionare e i pensieri
a rincorrersi e le immagini a fluttuare di nuovo,
subito non ne sarai consapevole. Solo in seguito, dopo
alcuni minuti, diventerai consapevole che la
mente sta funzionando e che ora hai perso la tua presenza.
  
A quel punto torna ad afferrarti alla tua attenzione
e di’ alla mente: “Adesso puoi fluire liberamente
e io sarò un semplice testimone”, di nuovo, per un
secondo, la mente si fermerà. Quei secondi hanno un valore inestimabile. Quelli
sono i primi istanti di realtà, i primi bagliori di ciò che
è reale, le prime finestre. Sono attimi infinitesimali, intervalli
brevissimi che vengono e se ne vanno, ma in
quegli istanti inizierai ad assaporare ciò che è reale.
 Piano piano, con il tempo vedrai che quegli istanti
diventano sempre più grandi. E accadranno solo
quando sarai incredibilmente presente, attento e cosciente.
 Quando il tuo stato di allerta è molto alto, la mente
non funziona, poiché la presenza attenta opera
come una luce, all’interno di una stanza buia.
 Quando la luce è presente, l’oscurità non esiste.
Quando tu sei presente, la mente è assente: la tua
presenza è l’assenza della mente. Quando tu non sei
presente, la mente inizia a funzionare. La tua assenza
è automaticamente la presenza della mente.
Osho: La verità che cura.

Dalla testa al cuore all’essere


L’uomo può operare attraverso tre centri: la testa,
il cuore e l’ombelico. Se operi attraverso la testa non
farai che filare e tessere un numero di pensieri sempre
più grande. Sono entità del tutto prive di sostanza,
elementi onirici che promettono molto ma non portano mai nulla.
  La mente è un’incredibile imbrogliona! Tuttavia
ha un’immensa capacità di illudere, poiché è in grado
di generare proiezioni: può trasmetterti incredibili
utopie, desideri immensi, e non farà che ripetere:
“Domani accadrà!”, ma non accade mai. Nella
testa non accade mai nulla: la testa è il luogo in cui non accade mai nulla.
  
Il cuore è il secondo centro. È il centro del sentire:
attraverso il cuore si sente. Qui sei più vicino a casa;
ancora non hai raggiunto la tua dimora reale, ma ci sei vicino.
 Quando senti, sei più concreto, hai una maggior
solidità; quando sentì, esiste una possibilità che qualcosa
possa accadere. Con la testa non esiste alcuna
possibilità, con il cuore ne esiste una piccolissima, infinitesimale.
 D’altra parte, neppure il cuore è la cosa reale. L’elemento
di realtà esiste a una profondità maggiore,
rispetto al cuore: nell’ombelico. 
Quello è il centro dell’essere!
Pensare, sentire ed essere. Questi sono i tre centri.
 Sentì di più e penserai meno. Ma non lottare con il
pensiero, poiché quella lotta scatenerà soltanto altri
pensieri, pensieri di lotta: in questo caso la mente
non verrà mai sconfitta. Se vinci, sarà la mente ad
aver vinto; se verrai sconfitto, tu lo sarai. 
In entrambi i casi tu verresti comunque sconfitto, pertanto non
lottare mai con i pensieri; non servirebbe a nulla.
 Anziché lottare con i pensieri, sposta la tua energia
nel sentire. Canta, anziché pensare; ama, anziché
filosofeggiare; leggi delle poesie, anziché leggere
della prosa. Balla, osserva la natura, e qualsiasi cosa tu faccia falla attraverso il cuore.
 Per esempio, se tocchi qualcuno, tocca quella persona
partendo dal cuore. Toccala sentendola; lascia
che il tuo essere vibri. Quando guardi qualcuno,
non limitarti a osservarlo con due occhi spenti, privi
di qualsiasi vitalità; riversa tutta la tua energia attraverso
gli occhi, e subito sentirai che nel tuo cuore sta
accadendo qualcosa. Si tratta solo di provarci…
 Il cuore è un centro ignorato, negletto. Nel momento
in cui inizi a prestargli attenzione, inizia a
funzionare. E quando inizia a funzionare, l’energia
che si muoveva nella mente inizia automaticamente
a muoversi attraverso il cuore. E il cuore è più vicino
al centro dell’energia – il centro dell’energia si
trova nell’ombelico – pertanto, in realtà, pompare
energia nella testa è un lavoro pesantissimo.
  
Ebbene, inizia a sentire sempre di più. Questo è il
primo passo. Una volta fatto questo primo passo, il
secondo sarà estremamente facile. Come prima cosa, ama… e metà del viaggio sarà compiuto. E così come
risulterà facile spostarsi dalla testa al cuore, sarà ancora più facile spostarsi dal cuore all’ombelico.
 Nell’ombelico tu sei un semplice essere, un puro essere; che non sente e che non pensa. Non ti muovi
minimamente: quello è il centro del ciclone. Qualsiasi altra cosa si muove: la testa si muove, il
cuore si muove, tutto il corpo si muove. Tutto si muove, ogni cosa non è altro che un flusso costante.
Solo il centro della tua esistenza, l’ombelico, non si
muove minimamente; è assolutamente immobile: è il mozzo della ruota. 
Osho: La verità che cura

Un cambio di marcia


 Si dovrebbe cambiare in continuazione la propria
attività, poiché il cervello possiede molti centri.
 Per esempio, se sei abile in matematica, sarà attiva
solo una particolare area del tuo cervello, le altre
saranno a riposo. Se poi ti metti a leggere una poesia,
la parte che prima era attiva si riposa e un’altra entra in funzione.
 Ecco perché nelle università e nelle scuole le lezioni
cambiano ogni quaranta, oppure ogni quarantacinque
minuti. Infatti, ogni area del cervello ha la
capacità di essere attiva per quaranta minuti, poi si
sente stanca e ha bisogno di riposo; e il riposo migliore
è cambiare attività, così da attivare un’altra
area, e permettere alla prima di riposarsi.
 Dunque un cambiamento continuo di attività è ottimo, è perfetto: ti arricchirà.
 Di solito ci si limita a fare un’unica cosa, e la mente
ne risulta ossessionata; ci si immerge in quell’unica
attività freneticamente, fino a impazzire. Questo è
un male: mentre si fa qualcosa, non ci si dovrebbe lasciar
prendere in modo ossessivo. Lasciati assorbire
da ciò che fai, ma resta tu il padrone; altrimenti
diventerai uno schiavo, e la schiavitù non è mai qualcosa di buono.
 Perfino diventare schiavi della meditazione non va bene.
 Se non riesci a smettere di fare qualcosa, o se riesci
a smettere solo con estrema riluttanza, è un semplice
segnale che non sai come cambiare marcia, all’interno della tua mente.
 In questo caso, fa’ questo esercizio: quando stai
facendo qualcosa – per esempio, stai meditando e
decidi di fare qualcos’altro – al termine della tua
meditazione, per cinque minuti espira semplicemente,
il più profondamente possibile. Poi lascia
che sia il corpo a inspirare, non farlo tu!
Senti che stai espellendo tutto ciò che era presente
nella mente, nel corpo, o in qualsiasi altra parte del
tuo organismo. Fallo semplicemente per cinque minuti,
poi inizia una nuova attività: subito sentirai che sei cambiato.
 Per cinque minuti hai bisogno di essere in folle. In
macchina, quando cambi marcia, ogni volta devi
mettere in folle; non fosse che per un istante, devi
togliere la marcia precedente e mettere in folle: più
il guidatore è bravo, più veloce sarà quel passaggio.
Dunque, concediti cinque minuti di non azione, 
durante i quali non fai nulla: respiri semplicemente, esisti semplicemente.
 Via via potrai ridurre quel lasso di tempo: dopo
un mese, fallo per quattro minuti; dopo due mesi, per tre e così via.
 Piano piano ti servirà soltanto un’espirazione per
chiudere totalmente ogni contatto con una particolare
attività – viene chiusa, hai messo un punto fermo – per poi passare a un’altra. 
Osho: La verità che cura

Forze invisibili che ci connettono

Viaggio nelle profondità
del grande oceano di consapevolezza
di cui tutti facciamo parte…

Preziosi testi di Osho apparsi su Osho Times n. 203

Amato Osho,
quando ti ho sentito dire che avresti voluto che un centinaio di noi si illuminasse il più presto possibile, mi sono chiesto “perché proprio cento”?
Qualche mese fa ho visto un programma alla TV spagnola che parlava di una scoperta fatta da antropologi e scienziati su una qualche isola. Avevano studiato un gruppo di scimmie per anni e osservato come, quando a una di loro era accidentalmente caduta una patata dolce – il loro principale nutrimento – nell’acqua ed essendosi questa lavata dal terriccio di solito divorato insieme alla patata, quella scimmia aveva scoperto che il gusto era migliore e aveva provato a insegnare agli altri a fare la stessa cosa.
Alcuni dei giovani seguirono l’esempio, altri lo rifiutarono. Ma la cosa straordinaria è che nel momento in cui la centesima scimmia aveva accettato e iniziato a seguire quell’abitudine, simultaneamente tutte le scimmie delle altre isole cominciarono a fare lo stesso. Puoi commentare?

Viviamo in un reticolo di forze invisibili che ci connette l’uno all’altro, quindi quando qualcosa accade a una persona risuona in molte altre persone. Possono trovarsi distanti, ma se questa cosa accade a molte persone, la vibrazione può essere molto forte. Può andare da un’isola a un’altra, da un continente a un altro, senza nessun segno evidente di comunicazione.
Una volta ad Albert Einstein fu chiesto se pensava che la teoria della relatività sarebbe mai stata scoperta, nell’ipotesi in cui non l’avesse scoperta lui. La risposta di Einstein sbalordì chi aveva posto la domanda. Disse: “Se non l’avessi scoperta io, nel giro di qualche mese lo avrebbe fatto qualcun altro. Sono solo stato sufficientemente veloce”.
E in seguito si venne a sapere che un fisico tedesco era già giunto alle stesse conclusioni nei suoi appunti; era stato solo troppo lento nel pubblicarli… un tipo pigro. E anche un uomo in Giappone ci era arrivato vicino, ma non aveva idea… non capiva l’inglese e il tedesco e non sapeva cosa stava accadendo nel resto del mondo. Conosceva solo il giapponese. Ma era quasi giunto alla stessa conclusione, solo qualche giorno di lavoro in più e…

Sembra che quando qualcosa accade non capita solo a una persona, ma è come un’onda. Chiunque sia in grado di cogliere l’onda, chiunque sia capace, intelligente, allenato a cavalcare quell’onda, giungerà alla stessa idea.
Nessuna scoperta dipende dall’individuo. Rimane legata al nome dell’individuo perché lui è stato il primo. Perché è un esperto e non tutti sarebbero in grado di fare quella scoperta, ma ci sono migliaia di persone che lavorano nello stesso campo, con la stessa specializzazione. E se una certa frequenza sta attraversando la Terra, verrà colta da molte menti.
Per nessuna ragione apparente, qualsiasi cosa accada nel mondo della scienza, dell’arte e della religione, in ogni direzione e in ogni dimensione, è accaduta per mezzo di un certo segmento dell’umanità. Quello è il trentatré percento e sono le persone più intelligenti, le persone che possono essere facilmente ipnotizzate. Sono dei medium perfetti.
Noi abbiamo un sistema educativo primitivo, diversamente ogni bambino potrebbe essere per prima cosa ipnotizzato, prima di iniziare la scuola, in modo da esplorare il suo potenziale. Appartiene al trentatré percento o appartiene ai restanti due terzi? Se appartiene ai rimanenti due terzi, potrà essere mandato in una scuola per gente comune e se rientra nel trentatré percento potrà invece essere indirizzato in una scuola più specializzata, dove i geni vengono prodotti a migliaia.
Adesso è tutto mischiato e in questa mistura i geni soffrono. Perché se c’è un genio in una classe… l’insegnante dovrà insegnare in modo che anche il più mediocre degli studenti possa capire. Capite che cosa implica questo? L’implicazione è che il più basso comune denominatore prevarrà su quello più alto, sulla persona più intelligente con maggiore potenziale.
Per il genio ne consegue che ciò che insegna l’insegnante è inutile. Avrebbe bisogno di qualcosa di migliore, qualcosa di più profondo, qualcosa di più alto. Il suo tempo si disperde stando con studenti mediocri. È un miscuglio inutile.

L’esperimento che sto per raccontarvi avrebbe un successo maggiore se ve­nisse fatto con il trentatré percento.
Siediti in una stanza separata da qualcuno con la quale hai una relazione d’amore, un’amicizia profonda, con la quale condividi fiducia, qualcosa che giunga dal cuore. Restate entrambi in silenzio per dieci minuti.
Poi decidete che uno dei due prenderà una carta da un mazzo di carte da gioco e farà un segnale – per esempio bussare alla porta – per dire che “la prima carta è stata presa; ora puoi prendere la prima carta tu”. E la persona sceglierà una carta tra tutte. Dovrà stare in silenzio ed essere in sintonia, concentrata solo su ciò che accade nell’altra stanza e prendere a sua volta una carta.
In questo modo, verranno scelte dieci carte, una per una. E sareste sorpresi di vedere che, se entrambe le persone saranno abbastanza intelligenti, almeno sette delle carte saranno le stesse. Questo è il minimo: anche tutte e dieci le carte potrebbero essere le stesse.
Ma anche se le carte uguali fossero tre, basterebbe fare qualche esperimento in più e la percentuale salirebbe. Quando saprai farlo con le carte, potrai farlo anche con le cose. Potrai disegnare un ritratto e l’altra persona disegnerà a sua volta un ritratto… una comunicazione non visibile, ma qualcosa di invisibile unisce una persona all’altra. Potrai cambiare partner e vedere con quale funziona meglio. Questo significa che le vostre menti viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda.

Secondo me, prima di decidere di andare a vivere insieme, due persone dovrebbero verificare con degli esperti se le loro menti sono compatibili o no. Gli esperti potrebbero dare loro esercizi come: “Prima di tutto sintonizzate le vostre menti. Almeno il settanta percento delle vostre menti dovrà essere in sintonia, solo in questo caso merita che andiate a vivere insieme; altrimenti, non createvi l’inferno l’un l’altro”.
Ma potrete anche provare a migliorare la vostra sintonia prima di decidere di vivere insieme. Questa è una materia che dovrebbe essere parte dei programmi all’università, do­vrebbe esserci un dipartimento che aiuti le persone a far emergere la loro percentuale di sintonia e che aiuti le persone ad aumentare la loro armonia. E se sono così lontane da sembrare impossibile, potrebbe essere consigliato loro che “Sarete in difficoltà e se vi amate non mettetevi nei guai. È meglio dirvi addio adesso piuttosto che dopo avere mandato tutto a monte ed esservi fatti del male a vicenda”.
Questo piccolo esperimento può essere esteso a tutta la Terra. Per esempio, puoi fare dei tentativi: prima provi in una casa con dieci persone e se trovi che ci sia una certa lunghezza d’onda in comune con queste dieci persone, queste persone potranno a loro volta diffondersi in giro per il mondo. In un momento prestabilito, potranno cominciare lo stesso esperimento e il risultato sarà lo stesso. La percentuale sarà la stessa perché la distanza non fa differenza, non è un fenomeno fisico.

Questo fenomeno è possibile in particolare con gli animali perché sono molto innocenti. Gurdjieff ricorda, a proposito della sua infanzia…
Viveva in un ambiente molto particolare, nel Caucaso. Si trattava di un mondo tribale fatto di piccole tribù per lo più antiche e senza fissa dimora. Sono ancora nomadi, vivono nelle tende, sono vagabondi, gitani. I genitori di Gurdjieff morirono presto –lui aveva solo nove anni – così si mise in viaggio con qualche tribù gitana dove aveva trovato persone amichevoli. Quelle persone amavano il ragazzo. Era così intelligente che imparò i numerosi dialetti di tutte quelle tribù che parlavano tutte lingue diverse. E imparò molte cose che gli sarebbero tornate utili nel suo lavoro futuro. Una delle cose che ricordò, è che in tutte le tribù c’era l’usanza di ipnotizzare gli animali. I loro animali non venivano mai legati, non ce n’era bisogno. Bastava che i gitani fissassero un animale negli occhi per qualche secondo perché la sua testa ciondolasse, facendolo rimanere in quella posizione, come congelato, per il tempo che volevano. L’animale non si sarebbe mosso finché non fosse stato svegliato dalla stessa persona che lo avrebbe guardato negli occhi nuovamente, per svegliarlo.
E Gurdjieff diceva che si trattava del modo più semplice… i loro cavalli e le loro mucche non si perdevano mai pur non essendo mai legati. Erano sempre liberi. Anche i bambini piccoli venivano ipnotizzati, in modo che non uscissero dall’accampamento. Gli disegnavano intorno un semplice cerchio e da lì non uscivano. Qualunque cosa tu avessi fatto, i bambini non sarebbero mai usciti dal cerchio. Questa usanza era così profondamente radicata nel loro inconscio che una persona, anche adulta, giovane o vecchia, se un cerchio le veniva disegnato attorno, accompagnato da una cantilena, rimaneva bloccata, non ne poteva uscire.
Gurdjieff non poteva crederci: che cosa stava succedendo? Quell’uomo era assolutamente libero, la linea che gli era stata disegnata intorno non poteva essere un impedimento, ma in realtà quell’uomo era bloccato. Chiese ad alcune persone di provare a farlo uscire da lì; provarono con insistenza, ma, come se ci fosse stato un muro invisibile, non riuscirono a farlo uscire dal cerchio.
E tutte queste tribù usavano l’ipnosi in vari tipi di insegnamenti. Ad esempio, se volevano che un certo ragazzo diventasse un grande lottatore avrebbe certo imparato le tecniche di lotta, ma sarebbe stato secondario: la parte principale era l’ipnosi. Lo avrebbero ipnotizzato dicendo: “Tu sei un grande lottatore”. Gurdjieff disse: “Ho visto con i miei occhi che la persona stava cambiando, i suoi muscoli stavano cambiando, il suo corpo stava cambiando. La sua tecnica nella lotta stava diventando molto raffinata”.
Ogni anno c’era una fiera di tutte queste tribù dove i campioni si sfidavano in arti diverse e la lotta era una di queste. Tutti quei lottatori erano stati formati attraverso l’ipnosi che era il modo più semplice. E lo stesso potrebbe essere fatto per ogni insegnamento, ma l’ipnosi è stata condannata, bandita.
Per esempio, vi ho detto dell’esperimento da fare con le carte. La cosa migliore sarebbe che prima le due persone fossero ipnotizzate, portate in sintonia in ipnosi e poi i risultati avrebbero una percentuale molto più alta: nove o dieci carte su dieci.
Se hai difficoltà con la meditazione, passa prima attraverso l’ipnosi, in modo da convincere il tuo inconscio  che la meditazione diventi semplice e facile da fare. L’ipnosi può creare quella convinzione in te. E poi entrerai semplicemente in meditazione, senza alcuna difficoltà, perché l’inconscio sarà di sostegno; non ci sarà alcuna opposizione, nessun ostacolo.
In Australia ci sono tribù che utilizzano un metodo molto strano di inviare le lettere, ancora oggi. Il capo di una tribù va a un certo albero “ipnotizzato”, ogni tribù ha un certo albero che è stato ipnotizzato – gli alberi possono essere ipnotizzati, sono esseri molto sensibili – e dice all’albero di collegarsi con l’albero di un’altra tribù, magari a 50 miglia di distanza: “Ho un messaggio per una certa persona”. Il capo dell’altra tribù riceverà il messaggio e consegnerà il messaggio alla persona. Andrà in trance ipnotica a fianco del suo albero e ripeterà il messaggio al destinatario, seduto a fianco. E questo è il loro modo di inviare messaggi e lettere, ed è assolutamente preciso. “Tua madre è malata, torna a casa”. Semplici telegrammi, ma con un metodo strano: sono usati gli alberi per trasmetterli.

Fu a causa di Mesmer che l’ipnotismo fu conosciuto come “mesmerismo” in Occidente; era la stessa cosa, ma poiché Mesmer era stato il primo a usarlo in Occidente ha preso il suo nome. Aveva un bellissimo albero nel suo giardino, un albero che aveva ipnotizzato. E questo è un fatto recente, non è una cosa molto antica. Aveva dato all’albero l’idea che era in grado di curare ogni tipo di malattia. Questo era il suo lavoro ogni mattina: come prima cosa ipnotizzava l’albero e gli diceva: “La gente verrà e tu la curerai”. E poi la gente cominciava a venire. Doveva solo tenere in mano un ramo dell’albero. Molti andavano in trance, in uno stato quasi ipnotico. Molti guarivano. Solo quelli che non andavano in trance non guarivano. Erano le persone irremovibili, persone ostinate, persone egoiche, persone che pensavano di non poter essere ipnotizzate. La realtà è che erano stupide e gli stupidi non possono essere ipnotizzati. Gli idioti non possono essere ipnotizzati, non c’è modo, perché un idiota non ha nemmeno l’intelligenza per capire ciò che l’ipnotizzatore gli sta dicendo. Gli alberi sono molto meglio degli idioti, non sono stupidi. Gli uccelli sono molto meglio, gli animali sono di gran lunga migliori.
E quelli che andavano in trance cominciavano a tremare, ballare o cantare. Le loro mani restavano attaccate al ramo dell’albero, quasi come se fossero incollate e le loro malattie scomparivano.
La professione medica fu molto contraria a Mesmer, ovviamente, perché stava togliendole il lavoro e curava la gente per niente. Quindi fu portato in tribunale. Ora, queste non sono cose che possono essere dimostrate.
Cosa poteva dimostrare? Che cos’è il me­sme­rismo e cosa fa l’albero? Non riuscì a provare nulla e perse la causa, perché doveva dimostrare che le persone venivano curate per via medica, altrimenti era solo un ciarlatano.
Ma la cosa strana era che non stava facendo del male a nessuno. Poteva anche essere stato un ciarlatano. Ma se centinaia di persone venivano curate da lui, che cosa c’era di male? Forse non era scientifico, ma le persone che erano state curate da lui non erano interessate alla scienza, erano interessate a guarire.
Erano pazienti che erano stati trattati da medici e medicine tradizionali e non erano stati curati. Come ultima risorsa erano andate da Mesmer. E se era riuscito a curare persone inguaribili non stava facendo alcun danno. Ma era solo uno studente che stava cercando di far rivivere una scienza che aveva perso completamente le sue radici in Occidente.
Gli alberi possono essere ipnotizzati anche per altri scopi: per aiutare le persone, incoraggiandole. Se stanno imparando la musica, possono imparare più in fretta. Se stanno imparando la matematica e sono bloccate… o se sentono di non riuscire a imparare una materia qualsiasi,
l’ipnosi può rimuovere ogni ostacolo senza problemi.
È un mondo molto strano, in cui nessuno si preoccupa di vedere gli effetti benefici di una cosa. Ognuno si preoccupa della sua professione, del suo interesse.

Proprio l’altro giorno, Anando mi ha detto che in Europa la chiesa cattolica è quasi sul sentiero di guerra contro gli Hare Krishna e i Testimoni di Geova. E il motivo per cui sono sul sentiero di guerra è che stanno perdendo il 18 percento della loro attività a favore di queste persone. Si tratta di un business. Il 18 percento del business della chiesa cattolica è stato preso da queste persone, per questo sono sul sentiero di guerra. Non possono tollerare questi concorrenti, devono essere schiacciati.
Non sto dicendo che abbiano ragione, sono stupidi come i cattolici, ma svolgono tutti la stessa attività. E che diritto ha la chiesa cattolica di impedire ad altri di fare lo stesso lavoro?
Rende assolutamente chiaro che per queste persone la religione non è altro che un business, non vogliono alcuna concorrenza, vogliono il monopolio. Queste sono le stesse persone che hanno ucciso, bruciandole vive, mi­gliaia di donne, nel Medioevo, condannandole come streghe. E queste donne usavano davvero i metodi ipnotici e altre antiche tecniche. Di certo erano più capaci di aiutare le persone che la chiesa.
Quelle donne erano un pericolo per la vita della chiesa, quindi la chiesa ha creato una finzione: che erano in combutta con il diavolo, che avevano rapporti sessuali con il diavolo. E le torturavano così tanto che alla fine confessavano di avere una relazione sessuale con il diavolo, perché fino a quando non confessavano la tortura continuava. Non c’era modo, dovevano ammetterlo.
E una volta confessato, la chiesa poteva punirle. La punizione era il rogo. E non una, ma migliaia di donne… in nome della religione! Era davvero solo una questione di affari.
E perché erano le donne a essere in quella categoria? Perché le donne possono essere più facilmente ipnotizzate e possono ipnotizzare gli altri più facilmente. Hanno un’energia più ipnotica, quindi naturalmente si sviluppavano in quel modo. E aiutavano la gente, non facevano male a nessuno. Non stavano nemmeno creando una religione, o un’organizzazione. E con loro, tutto ciò che era stato sviluppato per secoli andò distrutto. Non sappiamo cos’altro quelle povere donne conoscessero dei segreti interiori della mente umana e del suo funzionamento.
Tutte le religioni del mondo sono contro di me per la stessa ragione, non è una questione religiosa. Non sono religiosi, sono solo uomini d’affari con un nome religioso e nascondendosi dietro al nome di una religione, concludono ottimi affari. Naturalmente io sono pericoloso per loro – per tutti loro – perché da me vengono i giovani, la crema, le persone più intelligenti. Se questo fuoco si diffonde il loro futuro diventa incerto.
Ma è una storia triste che in nome della religione, in nome della scienza, molte cose belle siano state distrutte. Devono essere rianimate. Non hanno mai fatto del male a nessuno e potrebbero essere di grande aiuto, una benedizione.

Tratto da: Osho, The Path of the Mystic #23

http://www.oshoba.it/index.php?id=articoli_view_x&xna=54 

Il suono che risveglia


Dentro di te, come all’interno di chiunque, esiste un
suono estatico che echeggia costantemente. Per sentirlo,
si dev’essere semplicemente in silenzio. Poiché la
testa è troppo rumorosa, ci è impossibile udire la piccola
voce silente del cuore, ed è qualcosa di veramente
infinitesimale, una voce incredibilmente silente.
Se non è tutto quieto non la sentirai mai; d’altra
parte, è bene ricordare che è quella voce a connetterti
all’esistenza. Una volta udita, sai da che punto sei unito, connesso, collegato all’esistenza. Una volta
udita, sarà facilissimo immergersi in essa; in quel caso ti sarà facile concentrarti su di essa e scivolare
 al suo interno. E ogni volta che ti immergi in quel
suono estatico, esso ti ringiovanisce; ti da una forza
incredibile e rinnova in profondità la tua vitalità.
Chiunque riesca a immergersi in questo suono interiore,
ancora e di nuovo, non perderà mai la propria
connessione con il divino: potrà vivere nel
mondo e restare in contatto con il divino.
 Con il tempo si impara quel trucco, è un gioco di
destrezza che permette di percepire quel suono
estatico, perfino sulla piazza del mercato. Quando
sai che esiste, non è difficile ascoltarlo e, a quel punto,
l’intero frastuono del mondo non può più impedire di sentirlo.
 Il problema è tutto nel sentirlo la prima volta,
poiché non sai dove si trovi, di cosa si tratti, né sai come lasciarlo affiorare.
Occorre soltanto diventare sempre più silenziosi.
 Siedi in silenzio. Ogni volta che ne hai il tempo,
ritagliati un’ora ogni giorno come minimo in cui non fare nulla: siedi e ascolta.
 Ascolta i suoni che ti circondano, senza alcuno
scopo specifico, senza darne alcuna interpretazione,
senza sforzarti di dare loro un qualsiasi significato.
Ascolta semplicemente, senza la benché minima ragione,
senza motivo: un suono è presente, per cui lo si ascolta…
Piano piano la mente inizierà a diventare silenziosa.
Un suono viene udito, ma la mente non lo interpreta
più; non lo apprezza più, non lo valuta, non lo soppesa, non ci pensa più.
 All’improvviso cambia la gestalt. Nel momento
in cui la mente è in silenzio e ascolta un suono all’esterno
senza alcun pensiero coinvolto, all’improvviso si ode un suono nuovo che non giunge dall’esterno,
 ma dall’interno. E una volta sentito, quel filo resta nelle tue mani.
Segui semplicemente quel filo, scendi sempre più
in profondità in quel suono: nel tuo essere esiste un
pozzo incredibilmente profondo, e coloro che sanno
come scendere in esso, vivono in un mondo totalmente
diverso, in una realtà del tutto separata. 
Osho: La verità che cura

MOLTO IMPORTANTE E MOLTO URGENTE


Cara amica e caro amico,
questaè la notizia più importante per la vita e il benessere presente e futuro degli italiani.
È in gioco il futuro economico dell’Italia. Se la Banca d’Italia rimarrà degli italiani potremo avere qualche probabilità di riprenderci, uscire dalla dipendenza e dalla sottomissione ai paesi più potenti, vicini e lontani.
Con la Banca Centrale di nostra proprietà sarà possibile riattivare il nostro ineguagliabile sistema produttivo, ridurre la disoccupazione giovanile e l’impoverimento generale, recuperare l’indipendenza e la dignità della nostra nazione.
Come potrai scoprire più avanti, se permetteremo che la Banca d’Italia, e poi Poste Italiane, Eni, Enel, Snam, Fincantieri e Terna, RAI e molte altre delle nostre migliori aziende cadano nelle mani prima dei banchieri italiani e poi via via dei più grandi e potenti banchieri stranieri, noi italiani saremo destinati a decenni di decadenza e povertà.
Per questo ti chiedo di attivarti al massimo e immediatamente per condividere questo testo con tutte le persone che conosci, via Internet ma anche stampandolo.
Ognuno di coloro che riceverà questa informazione così importante e così poco conosciuta, deve informare tante altre persone prima possibile e poi dobbiamo intervenire verso tutti i giornali, tutti i siti web, scrivere al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e al Presidente dei Deputati, ai capi dei partiti e a tutti i personaggi importanti che possiamo conoscere.
Se ognuno di noi si impegna per quanto può ed è capace, tutti insieme potremo ottenere che in Italia nelle prossime ventiquattro ore si parli solo di questo, un argomento e una decisione davvero molto preoccupante per il futuro di tutti noi italiani, sicuramente molto più importante di Renzi e Berlusconi e della legge elettorale, e di tutti quegli assordanti pettegolezzi con cui tanti giornalisti ci distraggono continuamente per impedirci di ragionare con la nostra testa e con il buon senso.
Ti prego di fare tutto ciò che ti è possibile fin da questo momento!
Per favore dopo che hai letto l’allegato non ti fermare, non rinviare a più tardi. È possibile che ci sia qualche parola o qualcosa che non ti piace del tutto o verso cui sei critico. Per favore non te ne curare: ciò che conta è l’informazione principale, il furto della Banca d’Italia agli italiani, e poi di Poste Italiane, Eni, Snam, Rai, ecc, e fare arrivare questa importantissima informazione a tutti in pochissimo tempo, dopo sarà troppo tardi!
Devi trovare subito qualche minuto soltanto, per difendere il tuo benessere, dei tuoi cari e forse anche delle future generazioni. Forza, agisci subito, senza tentennamenti e gira subito questa mail a tante persone che conosci, anche tutte quelle che hai nel tuo indirizzario e nel tuo profilo facebook o su twitter con l’hashtag     #fermiamolapiugrandeporcatadellapartitocrazia
Nel fare questo non c’è niente di male, anzi farai solo del bene! In questo modo potremo far capire quanti italiani sono ormai stanchi di tutti i soprusi che subiamo ogni giorno e che non vogliamo più restare passivi. Grazie!
Appena puoi fai anche qualche decina di copie e distribuiscile a chi ti vive vicino e usa poco o non usa Internet: ricordati che nelle prossime ore ci vogliono derubare della nostra più importante ricchezza!
Se vuoi mettere il tuo nome e la tua città o paese sotto il mio saremo felici entrambi! (Il cognome è facoltativo)
Giorgio Gustavo  Cesena

 

SIAMO ANCORA IN TEMPO PER FERMARLI!
LA PIÙ GRANDE PORCATA DELLA PARTITOCRAZIA ITALIANA ED EUROPEA
VOGLIONO REGALARE IL PATRIMONIO DI CENTINAIA DI MILIARDI DELLA BANCA D’ITALIA AI BANCHIERI PRIVATI ITALIANI E STRANIERI
Dopo il Porcellum di Calderoli, Berlusconi e Casini del 2005, domani 21 gennaio 2014 arriva LA PIU’ GRANDE PORCATA di Saccomanni con Letta, Alfano e Renzi.
Se martedì 21 gennaio 2014 la Camera dei Deputati approverà il Decreto Legge n. 133, il ministro dell’Economia Saccomanni, insieme a Letta Alfano e Renzi regaleranno centinaia di miliardi di euro degli italiani ai banchieri che non hanno alcun diritto sull’immenso patrimonio della Banca d’Italia, oro immobili e diritti di signoraggio inclusi.
Il Decreto 133 è in evidente contrasto con la Costituzione Italiana*
Il Decreto 133 è in contrasto con la legge n. 262 del 2005, che stabilisce il ritorno allo Stato Italiano delle quote della Banca d’Italia**
IL PIÙ GRANDE CONFLITTO D’INTERESSI VIENE DAL MINISTRO DELL’ECONOMIA FABRIZIO SACCOMANNI, infatti il Ministro dell’Economia e delle Finanze del Governo Letta è un banchiere, scelto dai banchieri a rappresentarli, e con questo Decreto Legge regalerà la Banca d’Italia e il suo patrimonio di centinaia di miliardi di euro ai banchieri che lo hanno scelto. Il Decreto Legge 133 è incostituzionale, è contro la legge 262 del 2005, va contro la natura pubblica della Banca d’Italia, va contro l’interesse degli italiani per favorire gli interessi dei banchieri privati e delle assicurazioni private italiane e straniere che hanno scelto Saccomanni prima come Direttore Generale della Banca d’Italia e poi come Ministro dell’Economia del Governo Letta. Fabrizio Saccomanni non è mai stato eletto e da decine d’anni è ai vertici del sistema bancario italiano e internazionale. Per questo Fabrizio Saccomanni non può più fare il Ministro dell’Economia e non deve essergli consentito di regalare la Banca d’Italia ai suoi amici banchieri.
Dal sito della Banca d’Italia: la Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica italiana ed è parte del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e dell’Eurosistema. È un istituto di diritto pubblico.
Nell’esercizio delle proprie attribuzioni la Banca opera con autonomia e indipendenza, nel rispetto del principio di trasparenza, secondo le disposizioni della normativa comunitaria e nazionale.
Coerentemente con la natura pubblica delle funzioni svolte e consapevole dell’importanza dei propri compiti e responsabilità, l’Istituto cura la diffusione di dati e notizie con la massima ampiezza informativa.
Il patrimonio della Banca d’Italia, i suoi immobili, le tonnellate di lingotti d’oro (da soli valgono più di 100 miliardi di euro), le centinaia di miliardi di euro derivanti dalla stampa dei biglietti e delle monete sono degli italiani perché sono il risultato di oltre un secolo di attività pubblica della Banca d’Italia! Le banche e le assicurazioni private non hanno mai tirato fuori un solo euro per acquistare la Banca d’Italia, e quindi non hanno nessun diritto sulla Banca d’Italia!
In tutti i grandi paesi europei, Germania Francia Inghilterra e Spagna per prime, la banca centrale è di proprietà pubblica.
  • ** Il Decreto in discussione martedì alla Camera va contro la Costituzione perché:
          I decreti legge devono avere requisiti di necessità e d’urgenza, altrimenti sono incostituzionali. La norma relativa al capitale della Banca d’Italia è evidentemente priva del requisito della necessità e urgenza, e quindi il Decreto 133 è incostituzionale.
          I decreti legge devono trattare materie omogenee altrimenti sono incostituzionali. Il Decreto Legge 133 tratta della tassazione dell’Imu e delle regole per la cessione di immobili pubblici: sono materie che non hanno nulla a che fare con la proprietà della Banca d’Italia!
          I decreti leggi non possono avere come argomento norme ordinamentali altrimenti sono incostituzionali. La norma relativa al capitale della Banca d’Italia invece è proprio una norma ordina mentale, e quindi non può essere oggetto di decretazione d’urgenza.
          A partire dal 2014, grazie al Decreto Legge 133, ogni anno i banchieri potranno impadronirsi di decine di miliardi di euro, derivanti dalla stampa degli euro che invece spettano a noi italiani, se la Banca d’Italia rimane pubblica.
          Mantenere la proprietà pubblica della Banca d’Italia è l’unica possibilità che abbiamo per potere ridiscutere il debito pubblico italiano e poi pagarlo.
          Per tutti questi motivi, da più parti è stata fatta richiesta al Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni di stralciare la parte relativa alla Banca d’Italia dal Decreto 133, ma l’ex Direttore Generale della Banca d’Italia, in grave e evidente conflitto d’interessi, si è opposto!
  • * LEGGE 28 dicembre 2005, n.262 – Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari. TITOLO IV  DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE AUTORITA’ DI VIGILANZA Capo I PRINCIPI DI ORGANIZZAZIONE E RAPPORTI  FRA LE AUTORITA’
    Art. 19. (Banca d’Italia)  … 10. Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della
    legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della
    presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici.
PER SACCOMANNI E LETTA/ALFANO/RENZI DOPO LA BANCA D’ITALIA SARA’ IL TURNO DI POSTE ITALIANE, ENI, SNAM, TERNA, ENEL, FINMECCANICA, RAI, …
Dopo aver regalato la Banca d’Italia ai banchieri che lo hanno scelto, il banchiere Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha già progettato di “vendere” POSTE ITALIANE (inclusi i risparmi di milioni d’italiani) e poi  ENI, TERNA, ENEL, FINMECCANICA, RAI, SNAM, che gestisce la rete di distribuzione del gas, mentre stiamo già rischiando di perdere la rete telefonica dopo la svendita di Telecom, più immobili e terreni pubblici. In questo modo il banchiere Saccomanni sta proseguendo la svendita delle migliori aziende italiane già in parte realizzata dai suoi colleghi banchieri che lo hanno preceduto al Ministero del Tesoro, dell’Economia  o a capo del Governo, quando sono state privatizzate alcune delle più importanti aziende italiane nel campo alimentare, industriale e bancario a prezzi di saldo, e a tutto vantaggio dei paesi concorrenti dell’Italia.
Se non fermiamo Saccomanni e i banchieri che lo dirigono la rovina dell’Italia sarà completa e probabilmente irreversibile!
Non farti distrarre da Renzi e Berlusconi, difendi la Banca d’Italia da chi vuole rubarla agli italiani.

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Gli straordinari effetti dell’Ayahuasca

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Nel cuore più profondo della foresta pluviale del Sud America si cela un segreto che è stato gelosamente custodito per migliaia di anni. Solo in tempi recenti questo segreto è uscito dalla giungla e ha iniziato ad avere un impatto importante su un numero, piccolo ma in costante crescita, di persone in varie parti del pianeta.
Questo segreto ha iniziato ad avere un impatto di trasformazione profondo sulle vite di chi ne ha fatto esperienza. Un segreto che in molti pensano possa cambiare le sorti del mondo intero.
Questo segreto porta il nome di Ayahuasca.
ayahuasca2Ayahuasca è il nome dato a una pianta medicinale sacra, proviene dalle foreste amazzoniche dove è stata usata per migliaia di anni dalle popolazioni native di quei luoghi.
Però non è una pianta medicinale qualsiasi.
Se ti è capitato di vedere il famoso film di fantascienza “Matrix”, potresti ricordare una scena dove il protagonista principale, Neo doveva scegliere fra due pillole.
Una rossa e una blu, Morpheus, uno dei personaggi del film, spiega a Neo:” Questa è la tua ultima possibilità, poi non potrai più tornare indietro. Se prendi la pillola blu la storia finisce qui, ti risvegli nel tuo letto e credi a quello che vuoi credere. Se prendi la pillola rossa entri nel paese delle meraviglie e ti mostrerò scenari inediti.”
Per tante persone l’Ayahuasca è un po’ come prendere la pillola rossa, ti rivela meraviglie spirituali, la percezione della realtà è destinata a cambiare per sempre.
Per qualcuno potrebbe suonare come un’esperienza sgradita, per molti altri invece si tratta di un passo ulteriore nella loro vita spirituale.
Bisogna chiarire subito che l’Ayahuasca non è una semplice sostanza allucinogena. E’ per davvero una medicina per  l’anima. Se hai una vocina dentro di te che ti dice che quello che ti hanno raccontato sulla realtà non è del tutto vero, in questo caso potresti essere pronto.
Per dirla con le parole di Morpheus.:”Quello che sai non lo puoi spiegare ma lo senti, lo hai sentito per tutta la vita.
C’è qualcosa che non quadra nel mondo, non sai cos’è ma è lì. È come un tarlo che ti rode il cervello e ti fa impazzire.”
Se a volte ti senti così, potresti essere pronto per sperimentare i più profondi misteri che l’Ayahuasca è pronta a rivelarti.
Ti interessa? Lascia che te ne parli più a fondo.
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E QUINDI COS’E’ L’AYAHUASCA?
Il termine Ayahuasca deriva da due parole Quechua (lingua parlata da popolazioni sudamericane), AYA significa spirito, antenato  o persona defunta, HUASCA significa liana, corda. Per questo si dice che l’Ayahuasca è la liana dell’anima o la liana dei morti.
La storia dell’Ayahuasca è poco conosciuta perché non ci son testimonianze scritte, le prime risalgono alla presenza dei conquistatori spagnoli. Ci sono stati tramandati miti e tradizioni orali, in Ecuador è stato ritrovato un vaso cerimoniale che dovrebbe risalire a 2500 anni fa dove sono state ritrovate tracce di Ayahuasca. Anche da questo sappiamo che è stata utilizzata da tantissimo tempo, è molto più antica di quanto pensiamo.
Sappiamo anche che si usa in tanti paesi sudamericani come Brasile, Ecuador, Venezuela, Colombia, Perù e Bolivia. E’ utilizzata da almeno 70 popolazioni native dell’intero continente americano.
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LA BEVANDA DI AYAHUASCA
Nel suo aspetto concreto la bevanda di Ayahuasca ha un sapore  molto sgradevole, è ottenuta da due piante della foresta amazzonica, una conosciuta come liana di Ayahuasca  (Banisteriopsis Caapi e l’altra  è conosciuta come Chacruna (Psychotria viridis).
La liana è l’ingrediente più importante perché si dice che sia lo spirito della liana a curare e insegnare, perciò la bevanda prende il nome di Ayahuasca, anche se la seconda pianta è ugualmente importante.
Una cosa molto interessante dell’Ayahuasca è la particolare complessità dell’interazione chimica che si scatena e che dà il via all’esperienza, anche considerando che è stata scoperta da popolazioni “primitive” della foresta amazzonica.
La pianta della Chacruna contiene alte quantità di DMT (dimethyltryptamine ) una potente componente psicoattiva, è la responsabile delle visioni così tanto presenti nell’esperienza dell’Ayahuasca. E’ interessante sapere che il DMT è già presente naturalmente nel cervello umano (si pensa sia prodotto dalla ghiandola pineale).
Il ricercatore americano Rick Strassman ha studiato gli effetti del DMT su 60 volontari ne che hanno preso alte dosi per cinque anni di seguito. Ha concluso che il cervello umano produce DMT quando è prossimo alla morte, ha la capacità di connettere con il mondo spirituale, ne parla nel suo libro “DMT:The Spirit Molecule .“
In ogni caso il DMT se ingerito per bocca non ha nessun effetto, questo accade perché è distrutto da un enzima dello stomaco, la monoaminoossidasi A (MAO-A).
Qui inizia ad agire la chimica della liana, l’Ayahuasca contiene tre alcaloidi principali che sono potenti inibitori del MAO-A: il beta-carboline strutturalmente correlato all’harmaline, il tetraidroharmine (THH) e l’harmaline. Questi tre potenti alcaloidi harmala permettono al DMT di passare nello stomaco e nel cervello per produrre effetti visionari.
Si pensa che l’interazione sia anche più profonda e che vada al di là della modificazione dell’enzima e attivazione del DMT. In ogni caso gli sciamani credono che la parte più importante la svolga la liana e non il DMT, dicono che l’Ayahuasca può essere descritta come una caverna e il DMT è la luce che la illumina.
Detto questo, non lasciarti fuorviare pensando che l’Ayahuasca sia solo una complessa interazione chimica all’interno del cervello. Le componenti chimiche favoriscono l’esperienza ma non sono l’esperienza stessa.
E’ un po’ come per le componenti del computer, tutte insieme lavorano e interagiscono in modo da farti utilizzare e fare esperienza di Internet. Non sono di per sé Internet ma ti permettono di farne esperienza.
Allo stesso modo le componenti chimiche dell’Ayahuasca permettono di entrare in una più vasta realtà spirituale e di farne esperienza, in altri termini possiamo dire che ti danno la possibilità di avere l’accesso a un Internet cosmico.
LA CERIMONIA DELL’AYAHUASCA
ayahuasca5Tradizionalmente si fa esperienza dell’Ayahuasca durante una cerimonia notturna. Dovrebbe essere guidata da uno sciamano esperto, l’Ayahuasquero, che per anni ha praticato e sviluppato una speciale e simbolica vicinanza con gli spiriti della pianta.
Il luogo della cerimonia solitamente è una larga capanna chiamata maloka, dalla forma ottagonale o decagonale dove i partecipanti si dispongono in cerchio con la faccia rivolta verso il centro, spesso gli sciamani preferiscono che i partecipanti siedano in terra ma in molti centri si offrono materassini.
All’inizio della cerimonia lo sciamano protegge lo spazio e i partecipanti da energie e spiriti negativi con il fumo di un tabacco chiamato Mapacho. Poi a turno ogni partecipante si avvicina allo sciamano per bere un bicchiere di Ayahuasca prima di tornare la suo posto.
Quando tutti hanno bevuto la loro parte lo sciamano spegne tutte le luci e il resto della cerimonia si svolge al buio.
Le cerimonie durano fra le 4 e le 6 ore e i primi effetti della bevanda si fanno sentire dopo 20/45 minuti dall’assunzione.
Per tutta la durata della cerimonia lo sciamano canta canti sacri conosciuti come Icaros per chiamare gli spiriti che lo assisteranno nel processo di guarigione e insegnamento.
Ognuno ha un’esperienza differente con l’Ayahuasca, lo spirito della pianta lavora in modo diversi con persone diverse. C’è chi riceve splendide visioni che hanno significati emotivi e simbolici, altri potranno avere informazioni o comunicare con gli spiriti.
Non ne voglio parlare troppo perché vorrei che ci si avvicinasse dell’Ayahuasca con poche aspettative.
UN PORTALE SULLA DIMENSIONE SPIRITUALE
ayahuasca6“Non stiamo parlando di agenti passivi di trasformazione, stiamo parlando di una intelligenza, di una consapevolezza, una mente altra e viva, uno spirito che ovviamente non ha spazio nella nostra società. La natura è viva e ci parla, non è per niente una metafora.” Terrence McKenna
La spiritualità è il centro dell’esperienza dell’Ayahuasca, se non credi nel mondo degli spiriti ti dovrai ricredere dopo averne fatto esperienza. Come minimo avrai qualche domanda a cui dare delle risposte. Gli scienziati potranno dire che è frutto di allucinazioni ma c’è tanto di più e potrai scoprirlo solo facendone esperienza.
Ci sono tante persone che ormai si stanno rendendo conto che viviamo in un universo spirituale multidimensionale dove la coscienza è primaria e ci sono tanti livelli di quello che chiamiamo realtà. Molti scienziati stanno iniziando a capirlo, qualche esempio lo puoi trovare nel film “What the Bleep Do We Know.”
Gli sciamani delle culture indigene credono che ogni cosa nell’universo è fatta di spirito e ha una coscienza, anche le piante sono esseri senzienti. Ci sono piante maestre e l’Ayahuasca è una di loro.
L’Ayahuasca ci trasporta in una dimensione spirituale dove tutto è pura immaginazione e l’obiettività non ha senso. Non si può capire con una mente occidentale razionale perché è un tipo di mente che cerca di separare tutto, è la causa dei nostri maggiori malanni e problemi.
I BENEFICI DEL BERE L’AYAHUASCA
ayahuasca7L’apertura delle porte della percezione non è lo scopo principale dell’Ayahuasca, per tante persone significa iniziare un percorso di profonda scoperta e trasformazione spirituale.
Ogni esperienza con questa sostanza è differente, i suoi regali sono molteplici e vari. Ecco di seguito alcuni dei benefici dell’Ayahuasca
PULIZIA E PURIFICAZIONE
ayahuasca8Chi ha preso parte a più di una cerimonia di Ayahuasca ha fatto esperienza almeno una volta di un effetto purificatore. Si potrebbe dire che la purificazione dell’Ayahuasca è una sorta di revisione che facciamo alle automobili. Il processo del vomito e spesso di andare più e più volte al gabinetto, purifica da tutte le energie e emozioni tossiche che possono avere oscurato il tuo sistema in modo conscio o inconscio.
Mi rendo conto che potrebbe suonare un po’ greve e non è un processo divertente o piacevole ma è SEMPRE utile. Dopo il processo di purificazione ci si sente di avere un corpo completamente nuovo, un senso di benessere che può durare per giorni, settimane e anche mesi.
GUARIGIONE FISICA E EMOTIVA
A differenza di altre piante medicinali, l’Ayahuasca non ha proprietà curative di suo, eppure moltissime persone hanno avuto tipi di guarigione grazie all’assunzione della pianta. La guarigione avviene in tre ambiti principali: fisico, mentale e emotivo. Ogni ambito influenza gli altri.
ayahuasca9La gente ha usato l’Ayahuasca per curare ogni tipo di malattia, incluse le  malattie croniche e quelle al loro stadio terminale. Non ci sono riscontri scientifici ma, se si chiede a chi ha preso l’Ayahuasca da tempo, si parla di innumerevoli casi di guarigione.
L’Ayahuasca è efficace soprattutto nel caso di malattie mentali e disturbi emotivi. Nel caso di persone che hanno subito un trauma tipo abusi sessuali o fisici, l’Ayahuasca ha una grande efficacia nel permettere il superamento di quei traumi e blocchi.
C’è chi afferma che è bastata una sola cerimonia di Ayahuasca per avere gli stessi effetti di 10 anni di psicoterapia.
CURARE LA DEPRESSIONE
L’Ayahuasca cura la depressione in modo particolarmente efficace, anche con chi ne ha sofferto per anni e anni. Molte persone hanno guarito la depressione una volta per tutte, dopo una o due cerimonie di Ayahuasca.
Secondo me la depressione è causata principalmente da una disconnessione con la dimensione spirituale che è così tristemente presente nelle società occidentali. La ricostituzione di questa connessione con il mondo spirituale, la nostra vera casa. In questo modo l’Ayahuasca ci guarisce dalla tristezza e dalla disperazione che affliggono così tanto la vita di molti di noi.
GUARIRE DALLE DIPENDENZE
Non è raro che molte persone trovino una guarigione da ogni tipo di dipendenza, le droghe e l’alcolismo sono stati egregiamente trattati dalle cerimonie dell’Ayahuasca. Tanti centri si stanno specializzando nel trattare le dipendenze con l’Ayahuasca e altre piante medicinali.
PROFONDO SENSO DI GRATITUDINE E APPREZZAMENTO PER LA VITA
Credo che uno dei regali più importanti sia l’apprezzamento verso la vita. La connessione che si ristabilisce porta ad avere un apprezzamento più profondo verso la natura, la vita e l’intero universo con cui si sente una più forte unione. Sento io stesso una forte impressione di gratitudine per la mia vita e le persone che ne fanno parte.
MAGGIORE COMPRENSIONE DEL SE’
ayahuasca10La domanda “chi sono?” è stata da sempre al centro dell’indagine dei ricercatori spirituali, si può passare la vita intera dietro a questo quesito senza avere risposte Non dico che l’Ayahuasca offra una risposta definitiva ma, può svelare cose di cui non sei consapevole. L’Ayahuasca aiuta a rimuovere tanti strati inutili di idiozie che oscurano il nostro giudizio e ci tengono separati dal vero sé.
ESPANSIONE DELLA CONSAPEVOLEZZA E DELLA COSCIENZA
C’è una consapevolezza più vasta, si può fare esperienza di più alti livelli di consapevolezza. Penso che molti dei nostri problemi siano dovuti a una mancanza di consapevolezza, chi raggiunge un livello più alto in genere non ha più bisogno di sentirsi dire come deve vivere. Non devi più sentirti dire di non inquinare, non essere egoista, arrogante o un disgraziato completo. Sono cose che arriveranno in modo naturale, quando arrivi ad un più alto livello di coscienza non sei più la stessa persona di prima.
Sono tante le persone che mi hanno detto di essere diventate migliori.
ACCRESCIUTA CREATIVITA’
Persone creative, o anche non creative, hanno visto aumentare questo aspetto della loro personalità. Musicisti, scrittori  e pittori hanno parlato di un incremento nelle loro capacità di creazione.
Se pensi di avere dentro di te delle capacità artistiche che hanno bisogno di essere riaccese, l’Ayahuasca può esserti utile.
TROVARE LO SCOPO DELLA TUA VITA
Dopo le cerimonie dell’Ayahuasca molte persone mi hanno detto di avere una maggiore chiarezza sullo scopo delle loro vite. E’ piuttosto comune vedere persone che fanno cambiamenti drastici, spesso abbandonano carriere che non amavano per fare ciò che ora appare in modo chiaro e cristallino e dare un senso maggiore alla vita.
PROFONDA CONNESSIONE CON LA NATURA
Se hai visto il film Avatar e sei rimasto particolarmente commosso dalla connessione che il popolo N’avi aveva con la natura, potrebbe essere per te interessante sapere che questa connessione non esiste soltanto nei film. Sotto l’influenza dell’Ayahuasca tante persone iniziano a sentire una connessione con la natura. Questo cambia il modo in cui vedono sé stessi e il mondo intorno a loro. A volte questa connessione permane anche dopo la fine della cerimonia.
SPEZZARE I CONDIZIONAMENTI SOCIALI
Siamo tutti il risultato di un condizionamento sociale. Man mano che cresciamo, la famiglia, gli amici e la società influenzano il tipo di persone che diventeremo. Questo condizionamento influisce sul nostro modo di percepire la realtà. La sfida per superare questi condizionamenti è enorme, molte persone non ne sono neanche consapevoli. L’Ayahuasca ci aiuta a vedere quei condizionamenti che sono dannosi per la nostra crescita spirituale. Solo la consapevolezza ci può aiutare a spezzare quei legami.
L’AYAHUASCA E’ UNA MEDICINA MIRACOLOSA?
ayahuasca11Anche se gli effetti potrebbero sembrare miracolosi non considerare l’Ayahuasca una panacea per tutti i mali. Non tutti guariscono e non tutti ottengono quello che vogliono. A dire il vero, se decidi di lavorare con l’Ayahuasca devi eliminare ogni tipo di aspettativa. Chi si aspetta troppo potrebbe non ottenere quello che cerca.
A volte una malattia è lì per insegnarci una importante lezione, in questo caso devi prima imparare la lezione e poi guarirai dalla malattia. Non ti permetterà di mentire!
Ti fornirà indizi e suggerimenti ma la lezione devi trarla da solo.
E’ ADATTA A TE?
Spesso si dice che non sei tu a scegliere la pianta ma è lei che sceglie te. Dopo la lettura di questo articolo già ti stai facendo un’idea se questa esperienza va bene per te oppure no.
E’ importante ribadire che non c’è un giusto o sbagliato, devi o non devi. Questa esperienza non è una passeggiata, è un’esperienza spirituale molto forte, può spalancare le porte della percezione e non tutti sono pronti.
A volte parlo con persone che mi dicono.” vorrei fare questa esperienza ma non mi sento pronto.”
Va benissimo così, devi ascoltare il tuo intuito. Se senti di non essere pronto, allora aspetta.
Se invece si tratta solo di paura che si pone come ostacolo, dovresti indagare più a fondo, ci vogliono parecchie cerimonie prima di eliminare del tutto il senso di paura.
A volte potrebbero volerci decine e decine di cerimonie.
Potrebbero esserci problemi di salute di cui tenere conto prima di prendere l’Ayahuasca, se non sono problemi gravi (cardiopatie, diabete, pressione alta ecc), puoi prendere la pianta in tutta sicurezza.
Detto questo, devi seguire la cerimonia solo con uno sciamano che ha una profonda esperienza, è sconsigliabile prenderla per conto tuo perché i territori in cui stai per incamminarti sono per te del tutto nuovi.

ALTRA REALTA’: Gli straordinari effetti dell’Ayahuasca:

Sostanze impalpabili

“Gli occhi di un uomo possono svolgere due funzioni:
la prima è vedere l’energia così come fluisce nell’universo
e la seconda è ‘guardare’ le cose di questo mondo.
L’una non è migliore dell’altra, ma addestrare gli occhi
solamente a guardare è una rinuncia inutile e disonorevole.”
(Don Juan Matus)

I maestri del Pranayama cioè dello Yoga che controlla il prana insegnano che questa energia è mutevole, e che il prana usa mezzi diversi per muoversi. Se lo immaginiamo come una corrente elettrica, vediamola scorrere dentro diversi tipi di conduttori perciò vediamola circolare in fili di ferro, di rame o in altri metalli.

Così avviene con il flusso del prana che circola nel sangue, si muove nel respiro e pulsa nei canali nervosi. Perciò dobbiamo immaginare che, un prana molto concentrato possa circolare senza avere bisogno di nessun mezzo di conduzione, perciò che quel tipo di prana possa muoversi nello spazio cosmico.

Il prana non è solo la forza che scorre nel sangue, nei canali energetici e nelle condutture nervose ma, principalmente, è la forza primaria della vita universale. Il prana del respiro è l’energia più semplice da osservare, perché è la forza vitale che percepiamo meglio.

Il tantra insegna a gestire le energie del corpo, perché esse governano tutto l’equilibrio dell’organismo. Secondo queste dottrine, riconoscendo le energie più grossolane possiamo aumentare la nostra sensibilità, perciò possiamo accedere a forme di energia sempre più raffinate.

Perciò dobbiamo sapere che il prana non è solo la forza del sangue, l’energia del corpo e la forza dei nervi, ma che è una forma di energia molto più complessa. E il rapporto tra i canali dei nervi, i vasi sanguigni e il collegamento con i chakra confermano il perfetto intreccio tra funzioni organiche, psichiche e spirituali.

Questi concetti sono espressi nella dottrina delle 5 guaine dove viene detto che siamo formati da 5 involucri di densità sempre crescente. Tutte le guaine tendono a cristallizzarsi intorno al nucleo interno. Verso il centro convergono tutte le forze interiori, perché lo spazio interno è privo di oggetto e qualificazioni perciò è incommensurabile.

La prima guaina, perciò la più esterna e densa è il corpo fisico costruito con il cibo. Questo involucro è contenuto da una guaina più sottile e delicata che è nutrita dall’aria del respiro. L’impalpabile involucro è fatto di prana e aderisce al corpo formando un corpo eterico che ha la stessa forma del corpo fisico a cui aderisce.

La terza guaina è fatta di una sostanza ancora più impalpabile, perché è il corpo di pensiero che è strutturato dalla nostra personalità, perciò è l’involucro che viene formato e nutrito dal pensiero attivo. La quarta guaina è quella del corpo che viene formato dal corpo della coscienza potenziale che si estende oltre il pensiero attivo per abbracciare la totalità delle nostre capacità spirituali.

L’ultimo involucro è un corpo che contiene tutte le guaine precedenti, infatti è il corpo della suprema e universale coscienza. Questo corpo elevato è nutrito e rinforzato solo dalla gioia esultante, perciò è un corpo che viene percepito solo nello stato di illuminazione e nella meditazione più elevata.

Tutte queste guaine non sono corpi distinti, ma vanno pensati come corpi uno racchiuso nell’altro per proteggere un denso nucleo centrale. Le guaine sono conduttori di energie che si compenetrano e si intrecciano. Nella natura vediamo tutte le sfumature delle composite forme di coscienza, perciò vediamo le coscienze raffinate e le coscienze dense e materialistiche legate alla semplice percezione materiale.

Queste cinque guaine si compenetrano, infatti le guaine sottili contengono le più dense, perciò le guaine più impalpabili contengono un nucleo molto solido. Così come vediamo che il corpo fisico si rinforza con il cibo, così il prana aumenta con la forza del pensiero fino ad influire e condizionare la forma materiale del corpo.

Il pensiero, il respiro e il corpo fisico sono sostenuti dal corpo che contiene la profonda coscienza delle esperienze passate. Nel corpo mentale è raccolto e conservato tutto il materiale da cui il pensiero attinge per trovare la sostanza che usa per le sue creazioni. La coscienza profonda va pensata come lo spazio della subcoscienza o dell’inconscio.

Negli stati avanzati di meditazione, le funzioni subconscie, funzioni sottili e fisiche vengono penetrate e trasformate dalla fiamma dell’ispirazione e dalla gioia spirituale. Questo stato di beatitudine è la vera natura dell’uomo ed è la base della coscienza. Su questi concetti si basa lo Yoga del Fuoco Interiore che, in tibetano, è chiamato gtum-mo.

Solo il corpo spirituale che nasce dall’ispirazione più elevata può armonizzare queste guaine. Lo sviluppo del corpo di materia spiritualizzata sarà l’involucro dell’essere integrato e armonioso del futuro. In futuro avremo l’immortalità fisica che oggi è negata, perché siamo troppo identificati con i valori inferiori delle nostre parti parziali e incomplete. Finché non andremo oltre queste limitazioni saremo soggetti alla sofferenza, alla malattia e alla morte.

E’ un errore pensare che la vita umana sia una condizione negativa, perché è una benedizione. Non dobbiamo sprecare l’occasione di vivere nel prezioso corpo umano, e dobbiamo amare il corpo sostenuto dal cibo terreno, perché un corpo così limitato è avvolto e protetto da corpi più spirituali e perfetti.

Il corpo umano vive tra il cielo e la terra proprio per essere il campo in cui si svolge il dramma psico-cosmico. I maestri orientali lo sapevano perciò insegnarono a essere consapevoli del respiro, perché l’elevazione inizia con la spiritualizzazione della materia.

L’attenzione concentrata sul respiro conduce al punto che segna il confine tra il lato conscio e l’inconscio, tra la materia grezza e quella raffinata, tra le funzioni volontarie e quelle automatiche. E la possibilità di accrescere la coscienza è la perfetta natura dell’uomo.

La meditazione inizia controllando il respiro, perché l’evoluzione è la trasformazione delle funzioni automatiche in funzioni coscienti. È la coscienza che permette di essere lo strumento delle forze spirituali, infatti il livello della coscienza condiziona la qualità del prana che si riesce a gestire.

Lo Yoga del respiro insegna che il respiro è la prima forma di energia, perché entra in noi fin dalla nascita, perciò è il collegamento tra corpo e spirito. Secondo gli insegnamenti dzogchen nella tradizione bon, tutti gli elementi cosmici creano e mantengono, continuamente, il microcosmo dell’organismo umano.

Originariamente, nello spazio primordiale, si manifestarono cinque luci che sono 5 aspetti limitati dell’immensa luminosità primordiale. Esse sono le cinque pure luci del livello più sottile degli elementi, perciò sono le prime energie da cui derivano tutte le altre forme di energia, compresa quella della luce.

Le 5 luci divennero poi elementi grezzi, naturali e fisici che, nel microcosmo umano, sono ancora presenti come energie che agiscono nella materia. Nell’uomo, la carne viene associata alla terra, il sangue all’acqua, il calore metabolico al fuoco, il respiro all’aria, e la coscienza allo spazio. Tutto il nostro organismo è creato e sostenuto da 5 energie che svolgono azioni e funzioni diverse.

C’è il prana ascendente che è collegato alla terra, il prana della forza vitale che è collegato allo spazio, il prana sottile simile al fuoco che è collegato al fuoco, il prana diffuso che è collegato all’aria, e il prana discendente che è collegato all’acqua. Un tipo di prana può prevalere o essere carente, perciò può avere una forma più “sottile” oppure più “grossolana.”

L’azione del prana può essere ridotta oppure amplificata con un addestramento specifico, perciò quelle caratteristiche saranno rese più evidenti dalle tendenze che mostriamo. Ogni tipo di prana governa specifici organi fisici e le loro funzioni, ma esso agisce anche nell’aspetto emotivo, mentale e spirituale dell’intero organismo.

Il prana ascendente è quello che attiva l’acutezza dei sensi, che sostiene il pensiero e che aumenta la conoscenza. Questo prana è collegato alla terra, perché sostiene l’attività del cervello che è la funzione più terrena dei sensi e della conoscenza. Il prana vitale è quello che rafforza la vitalità dell’organismo ed è concentrato nel cuore, perché il cuore e la forza procedono sempre insieme.

Il prana che aumenta la vitalità è l’energia che rende più acuta la nostra percezione e tutte le funzioni cognitive. Il prana simile al fuoco è quello dell’energia che governa il metabolismo e la digestione. Esso viene rafforzato da ciò che mangiamo, perché è il prana che regola la temperatura del corpo. Questo è il prana che è sviluppato nello Yoga del Fuoco Interiore. Il prana simile al fuoco è il tipo di energia che va purificata per accendere il fuoco psichico interno, che è il fuoco che permette la beatitudine.

Il prana diffuso che viene associato all’aria è l’energia che fluisce in tutto il corpo e che collega tutte le nostre parti energetiche. Il fatto che il nutrimento entra negli intestini e nutre il sangue, mentre i nervi portano le informazioni sensoriali, mentre il corpo svolge altre attività complesse, avviene per merito dell’azione di questo prana.

Il prana discendente è l’energia che governa le attività escretorie e offre la capacità di godere del sesso, perché è il prana che scorre nel chakra segreto localizzato dietro gli organi sessuali. Secondo i maestri dzogchen, tutto il corpo umano è percorso da luci sfavillanti di colori diversi e queste cellule luminose vengono percorse dal “vento” delle energie.

Forse non è importante studiare tutte le sfumature con cui le nostre funzioni si intrecciano in ambiti fisici e psicologici, individuali e universali, materiali e spirituali. L’essenziale è amare la perfezione della vita e la complessa struttura umana. Così vediamo che le energie non sono basate solo sulla materia grezza, perché il corpo di carne e sangue che indossiamo è il prodotto del linga sarira ossia del corpo eterico, da cui il nostro involucro più denso è emerso.

Buona erranza

Sharatan


http://lacompagniadeglierranti.blogspot.it/2014/01/sostanze-impalpabili.html

Spostati dalla testa al cuore


 La vita reale si fonda sul sentire. Pensare è qualcosa
di falso, di artificiale, poiché gira sempre intorno
a qualcosa, lo rimugina, non è mai connesso con
la cosa reale.
 Non è pensare al vino che ti può ubriacare, è il vino
in quanto tale! Puoi continuare a pensare al vino,
ma il semplice pensarci non ti ubriacherà mai: dovrai
berlo, e si beve solo grazie al sentire.
 Il pensiero è una pseudo attività, un’attività che
sostituisce l’azione reale: ti da la falsa sensazione che
stia accadendo qualcosa, ma non accade nulla. Spostati
dunque dal pensare al sentire, e il modo migliore
per farlo è iniziare a respirare partendo dal cuore.
 Durante il giorno, tutte le volte che te ne ricordi,
fa’ un respiro profondo e sentilo colpire in mezzo al
torace. È come se l’intera esistenza si stesse riversando
in te, invadendo il luogo in cui si trova il centro
del cuore: sentilo profondamente.
 È una sensazione diversa che dipende dalle singole
persone: di solito è percepita più verso la parte
destra del torace; non ha nulla a che vedere con il
muscolo del cuore, è qualcosa di totalmente diverso
che appartiene al corpo sottile.
Respira profondamente e, ogni volta che lo fai, fallo almeno per cinque inspirazioni, facendo sempre
respiri molto profondi: inspira e ricolma il cuore. E senti semplicemente che l’esistenza si sta riversando
in te, attraverso il cuore. La vitalità, la vita, il divino, la natura… tutto ti sta inondando!
Poi espira profondamente, di nuovo partendo dal cuore, e senti di riversare all’esterno tutto ciò che ti è
stato dato: lo stai di nuovo donando al divino, all’esistenza.
 Fallo quanto più spesso ti è possibile, durante il
giorno; ma ricorda di fare almeno cinque inspirazioni
ogni volta: questo semplice esercizio ti aiuterà a
spostarti dalla testa al cuore.
 Diventerai sempre più sensibile, e aumenterà
sempre di più la tua consapevolezza su cose di cui
un tempo non eri minimamente cosciente.
  
Il tuo odorato sarà più sensibile, assaporerai di
più, il tuo tocco sarà più delicato. Vedrai di più e sentirai
in modo più sottile: tutto diventerà più intenso.
 Dunque, spostati dalla testa al cuore, e all’improvviso
tutti i tuoi sensi acquisteranno lucentezza,
saranno più brillanti. Letteralmente, inizierai a sentire
che la vita pulsa in te: sarai pronto a balzare sulla
cresta di quell’onda di vitalità e a fluire con essa.
 Osho: La verità che cura.