Dissolvere la corazza


Ti porti dietro una vera e propria corazza che ti avvolge.
È del tutto simile a un’armatura; e non è quella corazza che
si aggrappa a te, sei tu che ti aggrappi a lei! Pertanto, quando
ne diventi consapevole, la puoi lasciar cadere semplicemente.
Quella corazza è qualcosa di morto: se tu non te la trascini
dietro, scomparirà. E non solo te la trascini dietro, continui a
nutrirla e ad alimentarla. Ogni bambino è fluido, non ha in sé
 alcuna parte congelata; tutto il suo corpo è un’unità organica. La
testa non primeggia, né i piedi sono privi di importanza; in realtà,
non esiste alcuna divisione, non esiste alcuna linea di demarcazione.
Purtroppo, con il tempo quelle linee di demarcazione iniziano a prendere
forma, a strutturarsi, per cui la testa diventa il padrone, il capo, e tutto
il corpo viene suddiviso in parti. Alcune sono accettate dalla società,
altre non lo sono; altre ancora sono pericolose per la società,
per cui devono essere praticamente distrutte. Questo genera l’intero
problema. Ebbene, devi osservare e diagnosticare i punti in
cui, all’interno del tuo corpo, senti degli impedimenti,
delle limitazioni, dei blocchi.
Prova semplicemente a fare queste tre cose.
 La prima: mentre cammini o sei seduto, oppure
quando non stai facendo nulla, espira profondamente.
L’accento dev’essere posto nell’espirazione, non
nell’inspirazione; pertanto, devi espirare profondamente:
lascia uscire tutta l’aria che ti è possibile
espellere. Ed espira attraverso la bocca, ma fallo lentamente,
in modo che richieda tempo; più tempo impieghi, meglio è:
in questo caso il processo andrà più in profondità.
 Quando tutta l’aria contenuta nel corpo sarà stata esalata,
sarà il corpo stesso a inspirare: non farlo tu! L’espirazione
dev’essere lenta e profonda, l’inspirazione rapida. Questo
semplice esercizio trasformerà la corazza che ha preso forma
intorno al torace. La seconda cosa: se inizi a correre un po’, ti sarà
molto utile. Ma non devi correre per molti chilometri,
un paio saranno più che sufficienti. E mentre corri,
visualizza che un peso scompare dalle tue gambe,
quasi cadesse, liberandole. Se la tua libertà è stata
troppo impedita, le gambe si trascinano dietro un’armatura;
se ti è stato detto cosa fare e cosa non fare, se
ti è stato detto cosa essere e cosa non essere, se ti è
stato detto dove andare e dove non andare, le gambe
saranno gravate da un peso che ne blocca il movimento.
 Inizia dunque a correre e, mentre stai correndo,
di nuovo focalizza la tua attenzione sull’espirazione.
Quando avrai riconquistato le tue gambe e la loro
fluidità, acquisirai un’incredibile fluidità energetica.
 La terza cosa: la notte, quando vai a dormire, togliti
i vestiti uno a uno e, mentre li togli, immagina
semplicemente che non ti stai soltanto togliendo i
vestiti, ti stai togliendo di dosso anche la tua corazza.
Fallo letteralmente! Toglitela di dosso e fa’ un respiro
profondo, poi va’ a dormire come se fossi privo
di qualsiasi armatura, senza nulla addosso,
libero da qualsiasi impedimento o restrizione. 
Osho.

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