Il Matto

Un Matto è qualcuno che continua ad aver fiducia; unMatto continua a fidarsi in contrasto con tutte le sueesperienze. Tu lo inganni, e lui ha fiducia in te; tu torni a ingannarlo, e lui si fida di te; di nuovo loinganni, e lui si fida. A quel punto dirai che quella persona è matta, non impara nulla. La sua fiducia èincredibile; la sua fiducia è così pura che nessuno la può corrompere. Sii un matto nel senso taoista o Zen.Non cercare di creare intorno a te un muro di sapere.Qualsiasi esperienza ti coinvolga, lascia che accada,e poi continua a lasciarla andare. Continua senza posa a ripulire la tua mente; continua a morire al  passato, in modo da restare nel presente, nel qui eora, come se fossi appena nato, un infante. All’iniziosarà difficilissimo. Il mondo inizierà ad abusare di te, lascia che accada. Quelle persone sono dei poveretti: anche se vieni ingannato e imbrogliato e derubato,lascia che accada, poiché ciò che realmente ti appartiene non ti può essere portato via, ciò che veramente è tuo non ti può essere rubato da nessuno. E ogni volta che non permetti alle situazioni di corromperti, quella diventaun’integrazione interiore. La tua anima diventerà più cristallizzata
Re Interiore: I TAROCCHI DI OSHO:

UN’ALTRA ITALIA È POSSIBILE?

di Gaspare Serra
 IL BELLO (l’Italia),

IL BRUTTO (Monti),
IL CATTIVO (la politica)
“Ogni nazione ha il governo che si merita”
(Joseph de Maistre)
UN’ALTRA REPUBBLICA È POSSIBILE?
“La seconda repubblica nacque sugli scandali, la terza rischia di nascere sul vomito popolare”
(Alexandre Cuissardes)
Pasqua è ancor lontana, eppure questi sono già giorni di “Passione” per la nostra seconda Repubblica: partita di slancio, vent’anni or sono, col suo carico di promesse (una nuova etica pubblica, un rinnovamento della classe politica, riforme strutturali…), è rimasta praticamente ferma ai nastri di partenza.
Miracolosamente recitano ancora sul palco del teatrino politico italiano personaggi “evergreen”, quali Berlusconi, Fini, Casini, Bersani: se un paziente, caduto in coma nel ’94, si risvegliasse solo oggi, sarebbe assai difficile convincerlo che sono trascorsi invano diciotto anni!
La seconda Repubblica ha offerto solo il peggio di sé. Eppure rimpiangere la prima, come in voga tra i nostalgici, è un’operazione ai limiti dell’irragionevolezza: come dimenticare che la prima Repubblica è miseramente crollata travolta da un’ondata di corruzione e monetine? E come nascondere che quel fardello -chiamato debito pubblico- che gli italiani si caricano ancora sulle spalle è stato insensatamente riempito dalla politica clientelare ed affarista di quei favolosi anni ‘80?!
Nell’anno trascorso, il Capo dello Stato, affidando ad un tecnico -poi rivelatosi tutt’altro- il compito di traghettare l’Italia tra le onde burrascose della speculazione finanziaria, ha agito da “curatore fallimentare” della seconda Repubblica, non più fidandosi dei vari “Schettino” della politica nostrana. Ma dove dirigere, adesso, la nave Italia?
Tornare indietro non è più possibile, così come proseguire sulla rotta tracciata dal bipolarismo malato di questi anni. Occorre guardare avanti e far rotta verso una terza Repubblica, completando finalmente quella traversata perigliosa iniziata nel ’94.
In che modo? Seguendo tre direttrici:
◆ in primis, una riforma strutturale dell’assetto istituzionale del Paese (attuando un vero federalismo, abolendo le Province, riparando i guasti di un’affrettata riforma del Titolo V della Costituzione ed introducendo l’elezione diretta del Capo dello Stato);
◆ in secundis, un rinnovamento radicale della classe politica italiana(introducendo il limite di due mandati per ogni carica elettiva ed imponendo ai partitiper legge le primarie);
◆ in tertiis, il ripristino sostanziale di una “democrazia rappresentativa”(restituendo ai cittadini -ancora detentori della sovranità- la facoltà d’incidere sulle scelte della politica, abolendo il Porcellum, rivitalizzando l’istituto referendario con l’abolizione del quorum ed introducendo i referendum propositivi).
Via maestra per conseguire un traguardo così ambizioso sarebbe l’elezione di una nuova Costituente. Sarà mai il nostro Paese pronto ad una simile “prova di maturità”?
UN’ALTRA POLITICA È POSSIBILE?
“La situazione politica in Italia è grave, ma non seria”
(Ennio Flaiano)
Il Natale ha portato in dono agli italiani una campagna elettorale: non certo il regalo più ambito -c’è da scommettere che i più avrebbero preferito un meteorite su Montecitorio!- ma quantomeno, considerando l’imminenza della scadenza elettorale, il “supplizio quaresimale” sarà breve! A cinquanta giorni dal voto, il quadro politico appare ancora confuso, indecifrabile: citando indegnamente Zarathustra, da questo “caos” non verrà certo fuori una “stella danzante”, per lo più un’Italia decadente!
Il centrosinistra, ancora una volta, ha cambiato contenitore pur di non cambiar contenuto: dopo i Progressisti, l’Ulivo e l’Unione, è arrivato il turno dell“Italia Bene Comune”. Designato a fatica Bersani candidato alla premiership, questa coalizione parte favorita ai nastri di partenza. Ma la probabile vittoria del Pd non dovrebbe entusiasmare più di tanto un partito che si conferma  incapace:
◆ da un lato, di andar oltre quel 30% del suo massimo consenso storico, nonostante il “vuoto politico” lasciato dagli avversari (un Pdl che ha espresso il peggio di sé nell’ultimo anno e mezzo, una Lega post bossiana ancora in fase di ricostruzione ed un centro affollato di “leaderini” tentennanti);
◆ dall’altro, di sciogliere, a cinque anni dalla sua costituzione, il nodo della propria identità politica (siamo l’unico paese europeo privo di una Sinistra orgogliosamente socialdemocratica: fra i democratici, c’è persino chi si vergogna d’apparire Keynesiano!).
La vittoria del centrosinistra, inoltre, rischia di rivelarsi una “vittoria di Pirro” nel caso -tutt’altro che ipotetico- in cui non disponesse di una maggioranza assoluta al Senato. In quest’ipotesi, l’unico errore da non commettere sarebbe “porgere l’altra guancia” a Casini, offrendo un’alleanze di legislatura e la premiership a Mario Monti. La via maestra sarebbe battezzare un “governo di transizione” con un mandato di scopo: consentire al Parlamento di varare una nuova legge elettorale, con la quale ripresentarsi alle urne entro l’estate 2013.
Nel centrodestra Berlusconi sembra muoversi a ritmo di valzer, alternando passi “avanti” (l’annuncio della sua sesta ridiscesa in campo), poi “indietro” (la disponibilità a cedere il passo prima a Monti, poi ad un altro premier gradito alla Lega), poi ancora “laterali” (l’indicazione del fido Angelino alla successione).
Che il Cavaliere sia tornato dalle vacanze Keniote con idee più confuse che mai lo dimostrano le sue mosse: prima l’avallo delle primarie (con tanto di candidature e raccolta firme), poi la loro cancellazioneprima la sfiducia a Mario Monti, poi l’indicazione dello stesso come federatore dei moderati (in una colazione inclusiva della Lega e con al primo punto del programma l’abolizione dell’Imu!).
Arrivati a questo punto, o il centrodestra avrà il coraggio di compiere il “regicidio” oppure rischia di lasciarsi trascinare inesorabilmente a fondo dal suo stesso fondatore!
La Lega, schiacciata dalla vergogna di dover giustificare i diamanti di Belsito, gli investimenti in Tanzania del partito e le “miracolose” lauree albanesi del Trota, ha oggi una sola priorità: non più entrare a Palazzo Chigi, quanto superare la fatidica soglia di sbarramento al Parlamento. Probabilmente Maroni e Tosi, i “barbari sognanti” del nord-est, riusciranno nell’impresa di rianimare un movimento indipendentista e legalitario scopertosi centralista e ladrone. Il dubbio è se il tempo sia oramai troppo stretto da qui alle prossime elezioni…
Il centro “naviga a vista”, sperando solo in capitan Monti, finalmente decisosi a prendere in mano il timone dei moderati. Anche se la nave del Pdl sembra guidata da capitan Schettino e quella del Pd non mostra segnali di ostilitàin acqua vi sono altre presenze ingombrati: i pirati grillini ed i rivoluzionari di Ingroia. Se non si ricostituisse l’asse Pdl-Lega, al Pd si aprirebbe lo spiraglio giusto per vincere anche in Lombardia, con tanto di “adieu” alle ambizioni centriste di porsi come ago della bilancia in un futuro Parlamento balcanizzato! Per la prima volta Casini rischierebbe d’aver fatto i conti senza l’oste: il grande centro potrebbe rivelarsisolo un grande fiasco!
A Sinistra del centrosinistra si è affacciata una nuova formazione politica: “Rivoluzione Civile”, la lista guidata da Ingroia e sostenuta dai sindaci De Magistris ed Orlando. Le chance di successo (ovvero di superare la soglia di sbarramento) di questo soggetto politico dipenderanno da un solo fattore: la capacità di aprirsi alla società civile ed imporre ai partiti che lo sostengono (Idv, Prci, Pdci e Verdi)un profondo rinnovamento.
I primi segnali sono incoraggianti (i partiti hanno rinunciato al loro simbolo ed i loro segretari al ruolo di capolista). Vedremo se alle belle parole seguiranno fatti concreti:se si tratterà di tracciare un nuovo percorso per una Sinistra finalmente progressista e di governo oppure di un cartello elettorale: l’ennesimo “maquillage politico”!
Che dire? Se son rose… saran rosse!
In questo marasma, l’unica certezza è l’ingresso di una folta schiera di “grillini” nel prossimo Parlamento, nonostante il mezzo flop delle “parlamentarie” (solo 30 mila votanti, a fronte dei 3 milioni delle primarie!).
Il Movimento Cinque Stelle è sbalorditivamente cresciuto puntando tutto sulla protesta: sullo smascheramento dell’ipocrisia di chi siede in Parlamento e sulla denuncia degli odiosi privilegi di un’intera classe politica. Ma le famose “Cinque Stelle” (acqua pubblica, mobilità sostenibile, sviluppo, connettività ed ambiente) non saranno certo sufficienti per una proposta seria di governo del Paese.
Tanti gli interrogativi irrisolti:
◆ quali posizioni assumerà il Movimento sulle più disparate questioni di politica nazionale fin ora non discusse? Chi detterà la linea? Grillo o qualche organismo collegiale rappresentativo della base?
◆ Il ruolo dei parlamentari grillini sarà quello di meri “portavoce” del Capo, il cui massimo grado d’autonomia sarà apporre un “Mi piace” ai suo post? Quale ruolo si ritaglierà Grillo? Quello di “padre nobile” del Movimento o di “padre padrone” dell’ennesimo partito personale?
A molte di queste domande credo nemmeno Grillo possa ancora dar risposta…
UN’ALTRA SINISTRA È POSSIBILE?
“Si può essere a sinistra di tutto, ma non del buon senso”
(Enzo Biagi)
Senza alcuna presunzione di definire cosa sia -o debba essere- la Sinistra (forse nessuno è ancora riuscito meglio in quest’intento di Giorgio Gaber!), è francamentedifficile immaginare alcuna Sinistra degna di questo nome che non si proclami:
◆ “laica” (capace di dire senza tentennamenti: “si” ai matrimoni gay, al riconoscimento delle coppie di fatto, al divorzio breve, alla libertà di ricerca scientifica sugli embrioni, alla pillola del giorno dopo, dei cinque giorni dopo ed alla ru486; “no” all’insegnamento religioso nelle scuole pubbliche ed ai privilegi fiscali concessi alla Chiesa);
  “libertaria” (riconoscente nella libertà un valore irrinunciabile, che può trovare limite non nella morale comune ma solo nella pari libertà altrui. Per esser chiari: “si” alla libertà di autodeterminazione della persona e di scelta sul fine vita, alla legalizzazione della prostituzione e delle droghe leggere; “no” ad ogni tentativo legislativo di mettere un bavaglio alla libertà d’espressione);
  “legalitaria” (individuante nella “questione morale” e nella lotta alla corruzione ed alla criminalità una precondizione essenziale per ridare credibilità alla politica e consentire un sano sviluppo economico al Paese);
  “progressista” (indicante come prioritaria la lotta agli squilibri, alle disuguaglianze ed alle sperequazioni sociali: “si” ad un fisco più equo, progressivo e solidale, a vere liberalizzazioni ed all’abolizione della gran parte degli ordini professionali; “no” ad un precariato senza garanzie per i lavoratori);
  “pacifista” (orgogliosa di una Costituzione dichiarante “l’Italia ripudia la guerra”, il che vuol anche dire: ammettere che Gerorge W. Bush ha operato, di fatto, come un criminale di guerra in Afghanistan ed Iraq, denunciare l’ipocrisia delle “missioni di pace”, chiedere un drastico taglio alle spese militari, riconoscere il diritto di autodeterminazione del popolo palestinese e tibetano).
UN ALTRO MONTI (BIS)? NON E’ POSSIBILE!
“Che monotonia avere un posto fisso per tutta la vita…”
(Mario Monti)
In qualsiasi democrazia, chiunque miri alla più alta carica di governo può percorrere una sola strada: candidarsi alle elezioni ed ottenere “un voto in più” del proprio avversarioNon è concepibile, dopo la breve parentesi del governo tecnico, immaginare “un’altra eccezione” a questa basilare regola democratica!Mario Monti ha tutto il diritto di ambire alla premiership, ad una condizione: dimostrare di disporre di un’ampia legittimazione popolare. Fino a prova contraria, difatti, la sovranità appartiene ancora al popolo!
Senza voler apparire “portatore di sventura”, per una volta l’Economista della Bocconi potrebbe aver fatto male i conti: la sua scelta di “salire in politica” potrebbe rivelarsi un inaspettato boomerang!
Fino a pochi giorni fa, Mario Monti si presentava al Paese come un “deus ex machina”: un salvatore della Patria, capace di far uscire l’Italia da una situazione apparentemente senza più via d’uscita. Di contro, l’unica via d’uscita dalla sua esperienza di governo portava dritto al Quirinale (in qualità di successore di Napolitano) o di nuovo a Palazzo Chigi (in qualità di premier “super partes” indicato dai partiti) o in Europa (magari in veste di successore del presidente Barroso).
Una volta che il Professore si è tirato in mezzo all’agone politico, il quadro è profondamente cambiato: alle prossime elezionila coalizione Monti rischia di porsi come terzo, forse quarto polo del Paese (dato Bersani per favorito, Berlusconi e Grillo hanno le carte in regola per ambire a prendere un voto in più di Fini e Casini!).
A tal punto, a che titolo Mario Monti potrebbe contendere il posto a Bersani, ragionevolmente leader del primo partito d’Italia, per di più legittimato dalle primarie?
Se “è tanto più facile ricambiare un’offesa che un beneficio” (P.C.Tacito), perché mai il Cavaliere, dopo aver ricevuto il gran rifiuto dal Senatore, dovrebbe appoggiare una sua corsa al Quirinale? Se “non c’è vendetta più bella di quella che gli altri infliggono al tuo nemico” (C. Pavese), perché mai Berlusconi, dopoesser stato ridicolizzato dall’ironia british del Professore, non dovrebbe preferire al suo posto persino la Finocchiaro al Colle?
UN ALTRO GOVERNO? È AUSPICABILE!
Mario Monti? “Un kamikaze che ama l’Italia”
(Vladimir Putin)
Chiusosi il 2012, “annus horribilis” per milioni di italiani, come ricordare la parentesi del governo tecnico?
Il più grande merito di Mario Monti è stato per quella metà di italiani cronicamente antiberlusconiana aver accelerato l’uscita di scena di Silvio Berlusconi, per l’altra metà aver ridato credibilità al Paese.
A chi lo “santifica” come salvatore della Patria, però, andrebbe ricordato che, sulla lotta allo spread ed alla speculazione finanziaria, un ruolo ancor più decisivo è stato svolto da un altro Mario, il presidente della Bce. Se così non fosse, come spiegare la risalita dello spread (oltre quota 500) la scorsa estate, nonostante la rassicurante presenza di Monti al governo? E come giustificare la relativa calma con la quale gli stessi mercati, nonostante gli allarmismi nostrani, hanno accolto la sfiducia al suo governo e le dimissioni anticipate del premier?
Il più grande difetto del Professore, di contro, è stato quello d’aver tenuto in considerazione più il giudizio degli stranieri che quello dei suoi stessi concittadini.
Il 22 novembre 2011 Monti si è presentato in Parlamento per la prima voltaponendosi tre obiettivi ambiziosi: rigore, sviluppo, equità. Ad un anno di distanza, ogni aspettativa è andata miseramente delusa:
◆ di sviluppo non se ne intravede l’ombra (il Pil segnerà un -2,4% quest’anno);
◆ l’equità è rimasta lettera morta (nel 2012 si è raggiunto il record della maggiore pressione fiscale al mondo, pari al 55% del Pil, mentre l’Imu è risultata una patrimoniale “regressiva”);
◆ persino il rigore montiano non ha prodotto gli effetti sperati (l’Italia ha raggiungo il maggior debito pubblico della sua storia: superati i 2 mila miliardi!).
A cosa sono valsi, allora, i sacrifici richiesti agli italiani? Dove sono finiti i “726 euro” di aggravio fiscale medio pro-capite prescrittici dalla cura Monti? Di fronte ad un tasso di disoccupazione che viaggia verso quota 12%, a 3 milioni di disoccupati, a 2 milioni di giovani “neet”, a 4 milioni di lavoratori precari, può essere lo “spread” o il pareggio di bilancio la prima preoccupazione di un governo?
La colpa del “disastro italiano”, ovviamente, non è addebitabile al premier Monti: anche volendo, in un solo anno di governo non si sarebbe potuto far tanto!
Sulle spalle del Bocconiano di ferro, però, grava una “doppia responsabilità”:
◆ non essersi servito del proprio strapotere politico, specie nei primi mesi del suo esecutivo (quando i partiti erano “terrorizzati” ed impotenti di fronte alla dittatura dello spread), per imporre al Parlamento, anche ricorrendo alla minaccia di dimissioni, vere liberalizzazioni e corposi tagli ai costi della politica;
◆ non aver impiegato la propria autorevolezza internazionale, specie nei mesi successivi, per chiedere in sede europea di ritrattare l’impegno del pareggio di bilancio entro il 2013, sciaguratamente assunto dal precedente governo Berlusconi (se un simile sacrificio non è richiesto a nessun altro paese europeo, perché mai dovrebbe gravare sull’Italia?).
UN’ALTRA DEMOCRAZIA? È POSSIBILE!
“Meglio un’anarchia di intelligenti che una democrazia di stupidi”
(Alexandre Cuissardes)
Ogni democrazia ha un prezzo, tanto fisiologico quanto insopprimibile. Il problema italiano è che questo ha raggiunto livelli “patologici”: la politica è divenuta il principale terreno fertile per sprechi e privilegi sempre più insopportabili. L’unico “spread” del quale ci si disinteressa è quello tra il costo della politica italiana e quella dei restanti paesi occidentali, oltrepassante ogni livello di guardia!
La vera antipolitica non è né quella dei “vaffa” di Grillo né il crescente astensionismo, bensì quella “cattiva politica”, obesa ed ingorda, trasformatasi in un’oligarchia insaziabile: in un esercito di politici mestieranti, benpensanti e brizzolati che, offrendo un pessimo servizio al Paese, fa perdere di credibilità l’intera classe politica! Fino ad oggi gli italiani hanno perdonato di tutto e di più: adesso che i nodi sono venuti al pettine, il rischio è che, per contrappasso, non si perdoni più niente!
Come venir fuori da questo vicolo cieco? Con un “sussulto di dignità”: la classe politica deve farsi carico di un taglio netto dei propri costi e della spesa pubblica improduttiva e parassitaria. Nel frattempo sono già trascorsi cinque anni dalla pubblicazione del libro-inchiesta “La Casta”: siamo ancora in trepidante attesa del primo “sussulto”…
UN’ALTRA “MANI PULITE”? COM’È POSSIBILE?!
La somma dei due partiti, Pdl e Pd-menoelle, costruiti sui cateti è uguale all’area delle tangenti costruite sull’ipotenusa
(Beppe Grillo)
L’“anormalità” è il tratto più distintivo del nostro Paese.
Nel ‘93 eravamo convinti di aver toccato il fondo del malcostume politico, dopo che per anni l’Italia è stata “Cosa loro”: gestita da partiti come la Dc e il Psi, macchine di potere e clientela, e da uomini come Andreotti e Craxi, l’uno associato alla mafia almeno fino al 1980, l’altro latitante.
Oggi possiamo dire di esserci sbagliati: un ex presidente di Regione sta scontando una pena definitiva per favoreggiamento alla mafia, il suo successore si ritrova indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, non si contano più i procedimenti a carico dell’ex premier Silvio Berlusconi e giunte e consiglieri regionali di mezza Italia sono sotto l’occhio della Guardia di Finanza per la gestione illecita dei finanziamenti pubblici. I casi Lusi, Belsito e Fiorito dimostrano ulteriormente come l’immoralità e la mancanza di etica siano ancor più radicati e diffusi che in passato.Con un’aggravante: ieri i si rubava “per” il proprio partito, oggi direttamente “al” proprio partito!
Nel ‘95 l’Italia era 33sima nella classifica di Transparency International per grado di corruzione percepita: ad oggi siamo scesi al 72simo posto! Per questola “questione morale”, denunciata da Enrico Berlinguer nel lontano 1981, resta un’“emergenza nazionale”: il centro del problema politico italiano.
Alcuni hanno spacciato la recente legge anticorruzione ed il decreto sull’incandidabilità dei condannati come la “panacea” di tutti i mali. In realtà, è come se si volesse curare un paziente dal cancro somministrandogli un’aspirina! Basti un dato: la “spada di Damocle” dell’incandidabilità penderà solo su due parlamentari in carica tra ben 98 imputati o indagati. Ma il vero problema rimane un altro: in un paese normale occorre una legge affinché la politica “faccia pulizia” al proprio interno, anzitutto non candidando personaggi dai trascorsi discussi o dalla dubbia moralità?
UN ALTRO PAESE, PIÙ SEMPLICEMENTE “NORMALE”, È POSSIBILE?
“La Costituzione è molto più avanzata dell’Italia e di noi italiani: è uno smoking indossato da un maiale”
(Marco Travaglio)
Nel 2008, in piena campagna elettorale, Walter Veltroni pronunciò queste parole:“L’Italia è un Paese migliore della destra che lo governa”. In tutta onestà, come credere al mito degli “Italiani brava gente” o alla favola per cui il Paese reale sia fatto di tutt’altra pasta rispetto a chi lo governa?
Se gente come Raffaele Lombardo, Marcello Dell’Utri, Cesare Previti ed i vari Scilipoti di turno e De Gregorio d’Italia hanno assunto ruoli di responsabilità pubblica è perché non pochi italiani hanno riposto in loro la loro fiducia!
Si dirà che il Porcellum ha estromesso gli elettori della facoltà di scelta dei candidati. Ma nel Lazio, dove alle elezioni regionali sono previste le preferenze, Fiorito -meglio noto come “er Batman”- non è forse risultato il consigliere più votato?
Alle parlamentarie del Pd gli elettori di centrosinistra non hanno forse candidato a furor di popolo anche personaggi condannati o indagati, quali Genovese, Crisafulli e Papania in Sicilia?
L’ex assessore regionale Zambetti pare aver “comprato” 4.000 preferenze dalla ‘ndrangheta per assicurarsi l’ingresso al Pirellone. Ma, dietro ad ogni voto comprato, non vi è forse un elettore “venduto”?
Totò Cuffaro, all’epoca già condannato in primo grado per favoreggiamento mafioso, è stato candidato dall’Udc al Senato. Gli elettori siciliani non l’hanno forse premiato con un consenso plebiscitario? Qualcuno ha interpretato la massiccia astensione dell’elettorato siciliano alle ultime regionali come la prova del disgusto nei confronti di un certo modo di fare politica. Ma non è più probabile che molti, essendo consapevoli di non poter più ottenere “nulla in cambio” dalla politica di questi tempi, abbiano preferito risparmiare il proprio voto, aspettando “nuovi acquirenti”?!
Il “vaccino del berlusconismo” -per citare Montanelli- è stato iniettato ripetutamente agli italiani, pur producendo pesanti “effetti collaterali”(colossali conflitti d’interessi, ripetute leggi “ad personam” -dal decreto “salva ladri” del ’94 alla legge sul legittimo impedimento del 2010-, soppressione delle voci dell’informazione sgradite al potere -ricordate l’editto bulgaro?-, cancellazione della facoltà degli elettori di scegliere i parlamentari -si veda il “Porcellum”-, abuso del ricorso alla fiducia ed alla decretazione d’urgenza…). Eppure gli elettori non hanno forse atteso la “sesta” ridiscesa in campo del Cavaliere prima di iniziare a provare qualche “intimo prurito”?!
Come poter credere, allora, che gli italiani siano davvero migliori della “Casta” che li governa?
L’ITALIA APPESA A UN FILO:
O SI CAMBIA, O SI MUORE!
“La parola crisi, scritta in cinese, è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo, l’altro l’opportunità”
(John Fitzgerald Kennedy)
Cosa augurarsi per il nuovo anno?
Riflettendo sulla “strutturalità” dei problemi italiani, sarebbe facile pronosticare un inarrestabile declino del nostro Paese. Considerato, invece, che non possiamo permetterci un futuro più fosco del presente, abbiamo l’obbligo di tenera accesa una speranza. Ma è inutile illudersi: l’ottimismo del “tirare a campare”, la favola dell’“arte d’arrangiarsi” tipicamente italica, sono alcuni dei vizi che ci hanno portato esattamente dove stiamo!
Serve uno “scatto d’orgoglio”, quell’“ottimismo della volontà” -citando Gramsci- che dovrebbe spingerci, piuttosto che a piangerci addosso, a lavorare per cambiare realmente le cose, per rendere il nostro un Paese più serio e competitivo, più credibile e produttivo.
Da dove cominciare? Come ripartire?
◆ In primis, occorre “liberare risorse pubbliche” da destinare in spese d’investimento.
Come farlo senza mandare “a scatafascio” i conti pubblici? Ecco qualche pillola di “spending review”:
– abolire province e prefetture;
– cancellare ogni forma di finanziamento pubblico alla politica;
– ridurre il peso delle società pubbliche e sopprimere gli enti inutili;
– tagliare le spese militari (ha senso l’acquisto degli F-35 o mantenere costosissime missioni di pace all’estero?);
– razionalizzare le forze di pubblica sicurezza (ha senso mantenere cinque distinti corpi di polizia?);
– cancellare ogni forma di finanziamento in favore delle scuole ed università private (fatto salve le scuole materne, mancando un’adeguata offerta pubblica);
– cancellare i privilegi fiscali generosamente concessi alla Chiesa (rivedere l’ingannevole meccanismo d’assegnazione dell’8X1000 ed imporre l’Imu a tutti gli edifici ecclesiastici non destinati “esclusivamente” al culto).
◆ In secundis, necessita una “scossa all’economia”, fin oggi tanto ingessata quanto sfiduciata. Da dove iniziare?
– Liberalizzando, ovvero smantellando la lunga serie di privilegi appannaggio esclusivo delle corporazioni;
– sburocratizzando, specie le procedure per l’avvio di un’impresa o di un’attività commerciale;
– riducendo e rimodulando la pressione fiscale, oggi eccessiva ed eccessivamente gravante su una platea di contribuenti (lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie numerose).
◆ In tertiis, serve “riscrivere l’agenda politica” (altro che agenda Monti!),ristabilendo una nuova gerarchia delle priorità:
– più scuola, università e ricerca;
– più turismo, agricoltura biologica e green economy.
L’obiettivo? Valorizzare quell’inimitabile patrimonio umano-culturale-storico-artistico-paesaggistico che fa del “made in Italy” un marchio inimitabile e rende il nostro Paese un fazzoletto di terra conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.
 “Se un popolo ha il governo che si merita, quando meriteremo di non averne alcuno?”
(Paul-Jean Toulet)

“Sono andato a puttane”

Un articolo di Paolo Barnard

Questo scritto è per voi donne, parla della spaventosa degenerazione del sesso commerciale, e della mancata risposta di quello ‘sano’. Vorrei sentire le vostre reazioni.

Non sono un ipocrita, per cui inizio raccontandovi che tempo fa ho caricato una prostituta e l’ho portata a casa mia. Pagata subito, lei si spoglia, si lava e mi dice “ti faccio di bocca e poi mi scopi, ok?, mezzora, ok?”. E’ piuttosto bella, ma dico sul serio, decisamente superiore alla media italiana, e non è l’unica là fuori. Rimane sul letto ad aspettare la mia carica, ma io le chiedo a bruciapelo “Perché fai sto mestiere?”. La mia sintesi potrà apparire banale, eppure in un Paese come l’Italia dove la Cultura della Visibilità è tutto, una donna così bella deve proprio passare le notti a caricar gente (come me o peggio)? Mi dice: “Con 100 euro in Romania mangi un mese in quattro persone, ecco perché”. Lo immaginavo, ma insisto: “Certo, se però ti trovi un uomo benestante qui… e bella così te lo trovi subito… non è un po’ meglio?”. Lei: “Come faccio? Con chi esco? Da sola? Non conosco nessuno”. “Ok,” replico “iscriviti a un’agenzia di modelle per intimo, per le fiere o cose del genere”.
La ragazza mi fissa come se stessi parlando di Marte e di volare lassù. Il messaggio di quello sguardo, credetemi, era di una disistima terribile; il marciapiede è il target che la sua storia le ha trasmesso in eredità, non le è concesso neppure contemplare un mezzo gradino più alto. La giovane mi sollecita a consumare l’incontro nei minuti restanti, ma io a quel punto ho altri pensieri e la mia serata di sesso rapido svanisce. Sulla via del ritorno apprendo che non ha uno sfruttatore, lo ha avuto ma, dice lei, “se una ha le palle alla fine può sbarazzarsene, garantito”. Le credo, o meglio, le crede il mio senso di colpa.
Il senso di colpa. Perché l’ho fatto? Mi voglio rispondere. L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì. Nel mondo del sesso ludico la donna che desidera un’ora di svago si comporta come l’uomo, tale e quale. Invece della palestra o della cioccolata in tazza con l’amica, essa adocchia un bel tipo ovunque si trovi, lo squadra, decide ‘ok, quello mi attizza’ e gli si avvicina per chiedergli “Che fai stasera? Domani? Ti va un’uscita?”. Sì?, bene. No?, ok passo al prossimo. Una cosa pressoché inesistente qui, oggi, fra noi. Ne riparlo più sotto.
Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade?
Accade un disastro, e cioè un giro di prostituzione e di pornografia per un valore cumulativo mondiale di 120 miliardi di dollari. Accade che la quasi totalità degli uomini che voi donne conoscete o che vi giacciono accanto fa uso di porno, ga-ran-ti-to, e che una percentuale spaventosa va a prostitute, o ci è andato, o ci andrà, o ci ritornerà. 

 … un ottimo modo per sedare i sensi sono gli oppiacei ma la legge li proibisce, inutilmente però, perché non c’è giorno dell’anno che se li cerchi li trovi in una decina di minuti in tutte le piazze italiane più o meno, garantito anche questo! Con gli oppiacei il desiderio si spegne, le erezioni mattutine spariscono e finalmente ci puoi non pensare … occorre prima averne abusato secondo il mio modesto parere: Dopo una certa età e un certo numero di accoppiamenti non ne abbiamo diritto? hahahahaa, eccome se l’abbiamo di poter vedere con altri occhi, e in fondo il papavero bianco mediterraneo a che sarebbe stato inventato a fare dalla natura??! PER ORNAMENTO??? Mai nella storia si era visto il proibizionismo arrivare a certi livelli … a favore della cannabis, degli oppiacei e di tutte le piante che la natura offre per svagarsi 🙂 Fine nota …



Accadono le vite veramente buttate delle ragazze come la mia rumena, e tutta la mafia e orrore correlati. Accade che vivete, voi donne, in un mondo dove la vostra immagine è artificiosamente ridotta a perenni orgasmi e voluttà mentre mangiate uno yogurt in tv, o toccate una lavastoviglie o una scatoletta di tonno. Vivete in un mondo dove dal giornalaio è meglio non guardare a sinistra/destra perché è zeppo di cosce spalancate e bocche deformate da arnesi immensi, tette culi capezzoli come coriandoli (immagino l’inverso, io che compro il giornale immerso fra cazzi, pettorali gonfi, testicoli plasticati, ecc.). Vivete in un mondo dove vostro figlio al 99% imparerà come si fa sesso dal dvd più porco del momento (e fosse solo uno). E in un mondo strano dove esiste l’espressione “gliela do o non gliela do”, ma non l’espressione “glielo do o non glielo do”, e un mondo così vi condanna a una vita grama, pensateci. Ve la spiego: c’è una legge di mercato, bieca come sempre è quella legge, dove la domanda (di gnocca) è cento volte l’offerta, e voi donne (detentrici della preziosa materia) avete così un potere immenso di frustrare noi uomini sempre tormentati da quel DNA maledetto. Salvo poi che dopo averci fatto spellare la testa e altro per finalmente ‘averla’, noi ve la facciamo pagare in mille modi da veri beceri quali sappiamo essere. Bello schifo. E poi ci sono le vili chat erotiche (faccia a faccia macché, dietro il pc di tutto), gli scambisti, i privé dei locali Lap Dance con ancora altre orde di rumene o nere e coi vostri mariti/fidanzati lì a plotoni. Ci sono le migliaia di anonime studentesse che si prostituiscono in ogni città con gli annunci sulle riviste di settore, le escort di lusso, e poi la miserabile piaga del porno turismo di Cuba, Tailandia ecc. Insomma, un quadro osceno. Una realtà colossale, ciclopica, oggi deviante oltre il limite dell’assurdo, che troneggia sulle nostre vite ma che riceve da voi donne quasi nessuna attenzione, né proposte di soluzioni. Vivete accanto a uomini ridotti, loro malgrado, così. La vostra vita è zuppa di questa malattia erotica da DNA sfasato rispetto all’evoluzione dei tempi, e cosa fate?

Prevengo qui alcune obiezioni udite non di rado da donne coinvolte in questi dibattiti. Reclamate per esempio che non siete voi a restringere l’offerta di sesso, anzi, che sono gli uomini oggi a esserne sovente disinteressati. Mi sono persino sentito dire “ma io la darei eccome, è che non si trovano poi tutti sti uomini”. Sono affermazioni fallate, dovute al fatto che la donna in queste cose tende a mentirsi, a operare una rimozione acrobatica della realtà, là dove essa non si accorge che alla sua eventuale disponibilità interiore corrisponde però un respingente istantaneo all’esterno, che scoraggia moltissimo il maschio nell’approccio. In parole povere, lei vorrebbe, ma poi ‘se la tira’ al momento del contatto con l’uomo, cioè si irrigidisce o pretende il solito preambolo per noi estenuante di un lungo rito corteggiatore anche per una semplice trombata, e noi spesso gliela diamo su. Altre donne sostengono che sono i pregiudizi maschili a bloccarle, cioè il timore di essere poi additate come quelle che ‘la danno a tutti’, le ‘pompinare’ ecc. In questo c’è un elemento di verità, ma si tratta oggi, nel mondo occidentale evoluto, di casi sporadici, e ciò non spiegherebbe in ogni caso l’imponente divario di domanda/offerta che domina il sesso fra i generi. Infine ci sentiamo dire da voi che l’uomo comunque non perderebbe il vizio del sesso commercial-mediatico anche se lo potesse ottenere tranquillamente dal mercato ‘sano’, poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”. Di nuovo vi gabbate. Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile. Possiamo sicuramente dire che per tantissimi maschi la natura squallida dell’alternativa a pagamento – che si tratti della milionesima sega davanti al pc o, peggio, della trombata con una che ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare – è una parte assai spiacevole di queste vie di fuga che volentieri si risparmierebbero. Poi, certo che ci sarebbe sempre una minoranza fisiologica di uomini recidivi che punterà comunque al degrado, ma chissenefrega, non fanno testo.

Un breve stop sui dati, vale la pena conoscerli. In Italia ci sono circa 70 mila prostitute rappresentati oltre 35 Paesi. I casi di violenze su queste donne in questi ultimi anni sono stati circa 700.000. Sono 9 milioni i clienti italiani delle prostitute (1 uomo su 2) con un giro d’affari di 1 miliardo e 80 milioni di euro all’anno. Nel mondo, il business della prostituzione raggiunge i 60 miliardi di euro (battuto solo da quello delle droghe), con circa 40 milioni di donne coinvolte; il giro d’affari del porno passa i 57 miliardi di euro, senza contare l’immenso mercato nero. I clienti italiani delle prostitute rispondono al seguente identikit: in prevalenza uomini fra i 35 e i 40 anni, lavoratori, nella maggioranza dei casi single con un’istruzione medio-alta; cercano le ragazze direttamente in strada in media una volta ogni 15 giorni. Per un nutrito gruppo, le mogli/compagne sono viste così: “Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia, poi usano il sesso come una risorsa, un’arma”. Il mercato globale del turismo sessuale incassa qualcosa come cinque miliardi di dollari all’anno, con Paesi come la Thailandia dove il turismo (a prevalenza sessuale) è stato la prima fonte di valuta estera e contribuiva per il 13 % al Pil. Cuba, che sotto il regime di Batista era soprannominata il bordello degli USA, è oggi nota come il bordello d’Europa, con gli italiani in prima fila. (fonti: Gruppo Abele, Dipartimento Pari Opportunità, Ministero degli Interni, Fondazione Ismu, Transcrime, Università di Trento e Cattolica di Milano)

Spaventoso. Il problema della disparità di domanda e offerta di sesso fra uomini e donne è una catastrofe, e credo che queste righe lo abbiano dimostrato. Allora, donne, le vie per affrontare tutto ciò sono per me due, salvo poi scoprirne delle altre se avrete l’intelligenza di aprire un ampio dibattito su questo immenso problema. O mantenere lo status quo, con miglioramenti cosmetici, se decidete che per tanti motivi non potete/volete cambiare il vostro approccio al sesso. Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. Va fatta in partnership con noi uomini, ma non vi nascondo che qui la parte maggiore tocca a voi. Eccola: dovete abbracciare il Sesso Ludico, imparare a farlo e a chiederlo con naturalezza. Dovete imparare a smettere di avere paura di ‘far vedere’ che lo volete quando lo volete, dovete soprattutto semplificarci immensamente il percorso che dallo stimolo erotico porta alla soddisfazione di quello stimolo, semplificarlo imparando ad accogliere con più morbidezza le nostre avances (indipendentemente dal sì o no-grazie finali), oppure e soprattutto cominciando a FARLE quelle avances. Sesso gioco, sesso aperitivo, sesso jogging, sesso semplice. Donne, siamo esasperati dalla fatica orribile che dai 15 anni in poi ci tocca fare ogni volta, ogni maledetta volta che una ragazza ci colpisce, che vorremmo una ‘smanazzata’, un divertissment, o anche solo parlarlvi con una birra in mano. Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro, e infatti, come scrivevo più sopra, poi le donne quel potere lo pagano carissimo, quando noi avvelenati ci vendichiamo da beceri chiamandovi troie o bocchinare con gli amici e nelle compagnie appena riusciamo finalmente ad averla. Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico. Dobbiamo cancellare dal nostro cervello l’idea medievale che quelle che la danno sono una cosa, quella da sposare sono un’altra. Dobbiamo altresì piantarla con la pretesa idiota che tutte la diano con gioia ma non nostra moglie. Significa imparare in questo campo a non vedere, a non sentire, a non chiedere, ovvero il non detto anche se immaginiamo, e che valga per i giochi extra di lui come per quelli di lei. Questa rivoluzione va fatta in partnership, perché conviene a tutti.

Riequilibrare urgentemente lo squilibrio intollerabile fra domanda maschile e offerta femminile di sesso nel mondo moderno, conviene però soprattutto a voi donne. Come si diceva, il controllo dell’offerta (la do – non la do) vi dà un potere immenso, ma vi massacra pure. Oggi il corpo femminile è ipertroficamente valutato proprio a causa di quella sproporzione, e se non lo fosse più, se cioè a domanda 100 corrispondesse un’offerta adeguata, sparirebbe anche la commerciabilità oltraggiosa delle vostre parti corporee: mai più donne-pezzi di scottona nude e saltellanti che appaiono in tv ma non si odono; mai più deficienti televisive che ‘vengono’ mentre scartano il budino; mai più le ‘Albe Parietti’ invitate a parlare fra esimi intellettuali solo perché le telecamere possano offrirci due tette e una bocca da pompini fingendo però la parità intellettuale in televisione; fine del degrado grottesco della vostra immagine, in Italia in particolare. Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come ‘tira più un pelo di figa che un carro di buoi’, che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita. E infine, pensateci, in un mondo di sesso ludico crollerebbe una fetta enorme del putrescente castello mondiale del commercio sessuale, portandosi al cimitero gli scempi planetari che causa.

Questa la mia sintesi di partenza. La penna a voi, datevi da fare, agite, proponete, fatevi sentire.

Paolo Barnard
Stiamo vivendo un’allucinazione di massa. Difficile cercare la verità in un’epoca di finzione!!!: “Sono andato a puttane”

ORGASMO E ILLUMINAZIONE

Il Tao del SessoNon è facile riassumere brevemente l’essenza del Tao, anche perché, secondo il più famoso aforisma taoista, “Il Tao che può essere spiegato non è più Tao”. In ogni caso, la parola cinese “Tao” significa semplicemente “la via” ma, nel contesto della cosmologia taoista, indica sia l’esistenza sia lo stato di non-esistenza da cui l’esistenza stessa ha origine. 

Il Tao è la consapevolezza che sta al cuore dell’esistenza manifesta, ma anche di quella non percepibile attraverso i sensi. E’ la stessa consapevolezza che fa crescere l’erba, girare i pianeti e splendere le stelle, ma anche quella che esiste nel più profondo dell’essere. 

Infinitamente creativo, il Tao ha creato tutto ciò che esiste, ma non può essere visto né percepito: è contemporaneamente ovunque ed in nessun posto. La sua totalità non può essere semplicemente conosciuta. Solo quando si riesce a vuotare la mente ed a lasciar penetrare la consapevolezza nel profondo di sé fino a sperimentare uno stato di silenzio interiore, allora si è raggiunto il Tao. 

E’ necessario quindi che l’intelletto lasci spazio ai sensi, alla capacità di concentrarsi sulle sensazioni corporee piuttosto che sui pensieri, fino a che la mente, libera da interferenze, arriva a percepire soltanto il presente, operando all’unisono con il corpo. Solo così, secondo i maestri taoisti, ci si può sentire in pace con se stessi e con il mondo. 

In questa prospettiva, l’unione sessuale è molto importante perché accentua la capacità di percepire attraverso i sensi e rallenta l’attività della mente razionale. Inoltre, poiché, per dare origine alla creazione, il Tao, l’indivisibile, si è dovuto dividere nel principio femminile (Yin) ed in quello maschile (Yang), il rapporto sessuale, ossia l’unione di Yin e Yang, simboleggia il ritorno trascendentale all’unità. Nel momento dell’orgasmo, è possibile addirittura, per un istante, percepire l’unione con il Tao ed essere illuminati. 

Perciò è comprensibile che il “Tao del sesso” occupi un posto fondamentale tra gli Otto Pilastri del Taoismo (gli altri sette sono il Tao della Filosofia, il Tao della Rivitalizzazione, il Tao della Dieta Bilanciata, il Tao della Dieta del Cibo Dimenticato, il Tao dell’Arte del Guarire, il Tao della Supremazia e il Tao del Successo), di cui occorre seguire i principi per arrivare a padroneggiare completamente la propria condizione umana. 

Un primo principio fondamentale del Tao del sesso è rappresentato dalla necessità, per l’uomo, di trattenere il proprio seme. La tradizione taoista afferma l’esistenza di un conflitto tra i sessi, generalmente rappresentato come opposizione naturale e gioco dinamico tra Yin e Yang, che si esprime nei rapporti sessuali. In questo conflitto, l’uomo risulta più debole della donna, perché, a differenza di quest’ultima, perde energia con l’orgasmo, eliminando, con ogni eiaculazione, dai 200 ai 500 milioni di spermatozoi, ognuno potenzialmente in grado di generare un essere umano. 

Secondo il taoismo, la produzione di un seme così potente richiede un terzo del fabbisogno di energia quotidiano e affatica soprattutto il sistema ghiandolare e quello immunitario, compromettendo, a lungo andare, lo stato di salute del soggetto. 

Tale situazione può far sì che il maschio si senta in inferiorità nei confronti della donna, la quale gode invece di un’energia yin considerata inesauribile, e nutra nei suoi confronti un risentimento inconscio, il che probabilmente spiega perché gli uomini abbiano sempre cercato di reprimere il sesso femminile. Con le sue tecniche per la ritenzione del seme maschile, dunque, il Tao del sesso si propone di correggere questa disparità, al fine di creare un rapporto più armonioso tra i due sessi e quindi una società più armoniosa. 


LA SUPERIORITA’ SESSUALE DELLA DONNA
 

Secondo i taoisti, la superiorità della donna in campo sessuale ha dei motivi biologici: i suoi organi sessuali devono essere in grado di svolgere compiti assai gravosi come la gravidanza, il parto e l’allattamento. Ma anche la donna perde energia attraverso i suoi organi genitali, e lo fa non con l’orgasmo bensì con le mestruazioni. Il sistema sessuale femminile è composto di quattro parti – la vagina, l’utero, le ovaie ed i seni — in relazione tra di loro. 

Si tratta di una relazione evidente durante la gravidanza, il parto e l’allattamento, eventi durante i quali le mestruazioni si interrompono. Nella gravidanza, il sangue che altrimenti sarebbe andato perduto va invece a nutrire il feto. Dopo la nascita, lo stesso sangue si trasforma in latte. Le mestruazioni riprendono soltanto dopo l’allattamento. 

Attraverso un particolare metodo denominato “Esercizio del Daino” (lo stesso che, in un’altra forma, consente di controllare anche l’eiaculazione maschile), è possibile stimolare gli organi sessuali femminili e bloccare le mestruazioni. Quando lo si pratica, il corpo reagisce come se ci fosse un bambino a poppare regolarmente, e il sangue affluisce al seno, invece che nell’utero, ridando energia a tutto il corpo. Per millenni questo metodo è stato usato – non solo per la pianificazione familiare, ma anche per conservare un aspetto giovanile – da molte donne che sono così riuscite a mantenere la loro bellezza anche dopo aver dato alla luce vari figli. 

La tecnica in questione, come le altre tecniche sessuali taoiste, è piuttosto complessa e va spiegata con molta precisione. Perciò, a chi fosse interessato alla sua applicazione consigliamo quantomeno di leggerla attentamente su “Il Tao del sesso” del dottor Stephen Chang (Edizioni Mediterranee), insieme a numerose altre tecniche per la coppia. 

Su “Tao Yoga dell’amore” del maestro tailandese Mantak Chia (Mediterranee), invece, si possono trovare soprattutto delle tecniche che consentono di sviluppare la potenza sessuale maschile, oltre a dettagliati esercizi da eseguire in coppia (possibilmente con la supervisione di una guida esperta) per trasformare l’energia sessuale. Chia spiega che, durante l’eccitazione sessuale, il ching, l’essenza gonadica accumulata negli organi genitali, si espande rapidamente fino ad affluire ai centri superiori del cuore, del cervello e delle ghiandole. 

Evitando l’eiaculazione, questo viaggio dell’energia verso l’alto non s’interrompe, e consente quindi l’aprirsi di canali che dagli organi genitali arrivano alla testa lungo la colonna vertebrale e poi, lungo la parte anteriore del corpo, scendono fino all’ombelico. Così, l’energia sessuale in espansione attraversa tutti gli organi vitali ed armonizza i chakra. Tuttavia, perché ciò si verifichi, i taoisti consigliano di evitare la sessualità non illuminata dall’amore, perché produce squilibrio tra le forze fisiche, mentali e spirituali ed ostacola il vero sviluppo interiore.


LA RESPIRAZIONE DELL’AMORE

Per cominciare a mettere in pratica i principi di cui si parla in questo articolo, vi consigliamo di provare a casa, naturalmente in coppia, questo semplice esercizio di respirazione taoista consigliato nell’ottimo libro “Tantra e Tao – I segreti dell’estasi sessuale” di Gilly Smith, Armenia.

1) Mettete come sottofondo una bella musica rilassante (è consigliabile della musica New Age”), che vi aiuterà a mantenervi rilassati quando inizierete a perdere un po’ il controllo del vostro corpo fisico.

2) Stando in piedi l’uno di fronte all’altra su un tappeto con le gambe divaricate e i piedi paralleli alle spalle, flettete le ginocchia e stendete le braccia in fuori davanti al torace, leggermente piegate all’altezza del gomito. Fate attenzione a non appoggiarvi l’uno all’altra, e a non alzare le braccia per incontrare quelle del partner.

3) Tirate in dentro l’inguine e immaginate la sensazione che provereste se un filo vi tirasse dalla cima della testa verso il cielo e i vostri piedi stessero affondando nella terra.

4) Guardate il partner dritto negli occhi e iniziate a respirare, mantenendo sempre il contatto visivo. La respirazione dev’essere toracica, non addominale, e dovete inpirare ed espirare continuamente dalla bocca, senza interruzioni, un po’ come avviene nella pratica del Rebirthing (vedi nostro articolo su questa tecnica).
Sarà un po’ come un lento affanno che ossigenerà il vostro corpo, facendovi provare, man mano che l’energia sale, una sensazione di prurito e/o di formicolio in corrispondenza dei meridiani energetici.

5) Dopo aver protratto questo esercizio per 15 minuti al massimo (ma all’inizio vi consigliamo di cominciare con 5 minuti, e quindi di aumentare progressivamente la durata fino a quella massima), sdraiatevi sul tappeto e abbracciatevi, sentendo ognuno il corpo dell’altra vibrare dolcemente accanto a sé. Rimanete per un po’ in silenzio, facendo attenzione a percepire l’energia che scorre attraverso di voi. Alla fine, potete rialzarvi e, se ve la sentite, continuare ad assaporare il profondo senso d’intimità così creatosi nell’atto sessuale.

http://divinetools-raja.blogspot.it/2012/10/orgasmo-e-illuminazione.html 

Tao – Tantra…una relazione, una Via all’ eros

http://letturepirata.files.wordpress.com/2011/10/4b81c3c8d16c5-sensuale_massaggio_tantra_tocco_sacro_sacro_fuoco_tantrico_massaggio_lingham_prato_tantrico_.jpg

L’ uomo e la donna non potranno mai esaurire la loro energia perchè essa non ha limiti; l’appagamento che ne traggono, si accresce indefinitivamente. I loro corpi sono come  gli strumenti di un grande musicista che devono essere suonati in tutte le tonalità e modi possibili.  Solo in questo modo potranno esplorare,vicendevolmente, le vie dell’abilità creative dell’eros.

Chiunque voglia mantenersi in buona salute e raggiungere la longevità non deve, per  nessuna ragione, rinunciare a fare l’amore; la comunione tra yin e yang è come l’aria , qualcosa di cui non si può assolutamente fare a meno. Il sesso nella disciplina del Tantra cerca di elevare e prolungare il rapporto speciale che si instaura fra un uomo e una donna quando fanno l’amore, e il mezzo non è l’euforia sessuale, ma l’estasi che è il fine ultimo, ricercato nell’ unità.

L’unità tantrica trasporta a livelli di esperienze stupefacenti come interpretare  il tempo come  fermo, come se cessasse di esistere. I colori, i suoni, l’olfatto ecc. assumono una intensità oltre il  conosciuto. Tuttavia, queste nuove combinazioni,  insolite combinazioni sensoriali, sono soltanto l’inizio del viaggio tantrico. La dimensione principale delle sensazioni risiede nella conoscenza – certezza, perchè di certezza si tratta, che tutto il creato sia una sola cosa.

Coloro che seguono il Tantra ritengono che nel momento della dissoluzione dell’io prima dell’orgasmo le menti dei partner entrino in uno stato di comunione. L’uomo, il maschio eterno e disinibito, fecondatore, padre ecc. La donna, la femmina eterna, lussuriosa, focondata, madre ecc.

Il Tantra pertanto cerca di utilizzare l’estasi del sesso per sfondare le barriere di protezione dell’io, costituite dalle inibizioni.

C’ è tanta letteratura, tante interpretazioni sull’ amore; tuttavia amore significa semplicemente:  Riconosco e accetto la tua essenza. Solo superando la sessualità fine a se stessa, sarà possibile accedere all’eros che è  invece qualcosa di sublime.
http://diarioquotidianoditaoista.blogspot.it/2013/01/tao-tantrauna-relazione-una-via-all-eros.html