Osho: Non diventare mai vittima delle aspettative degli altri


*”Non sei qui per soddisfare le aspettative di nessuno e nessuno è qui per soddisfare le tue.
Non diventare mai vittima delle aspettative degli altri e… non rendere nessuno vittima delle tue.
Questo è ciò che chiamo individualità. Rispetta la tua individualità e quella degli altri. Non interferire mai nella vita di qualcuno e non permettere a nessuno di interferire nella tua. Solo così potrai un giorno crescere e diventare spirituale.
Il novantanove per cento delle persone si suicida, la loro vita è un lento suicidio.
Soddisfare queste aspettative, quelle aspettative… un giorno quelle del padre, un giorno della madre, un giorno della moglie, del marito, e poi dei bambini – anche loro si aspettano qualcosa. Poi c’è la società, i preti e i politici. Intorno a te, tutti si aspettano qualcosa. E tu, poverino, sei lì, un semplice essere umano – mentre il mondo intorno a te si aspetta questo o quello. E tu non puoi soddisfare queste aspettative, perché sono contraddittorie.
Sei diventato matto cercando di soddisfare le aspettative di tutti. E non ci sei riuscito. Nessuno è contento.
Sei perso, esaurito, e nessuno è contento.
Chi non è contento con se stesso non può essere contento di te. Qualunque cosa tu faccia, troveranno il modo di essere scontenti di te, perché non sono capaci di essere contenti.
La felicità è un’arte che va imparata. Non ha nulla a che vedere con ciò che fai o non fai. Invece di cercare di soddisfare gli altri, impara l’arte della felicità.
OSHO

CHE VALORE DAI ALLA TUA SALUTE? – Valeria Pisano


Da quasi vent’anni opero nel settore del benessere naturale. Fin dall’inizio ho dovuto fare i conti con il fatto che la maggior parte delle persone non è interessata a coltivare il proprio benessere fisico, mentale ed emotivo con l’utilizzo di prodotti naturali o terapie alternative di vario genere. La maggioranza preferisce, ancora oggi, qualcosa di chimico o artificiale a qualcosa che derivi dalla natura o da tecniche manuali o olistiche. La massa, poi, vuole seguire la massa. Non importa ciò che potrei essere, l’importante è andare nella direzione in cui vanno tutti. E, si sa, nessuno è profeta in patria.
Ma, visto che la svolta epocale che stiamo vivendo ha segnato la fine dell’epoca della menzogna e l’inizio dell’epoca della verità, è ora di cominciare a dire le cose come stanno.
Conosco persone che, al pensiero di dover prendere qualcosa che le faccia stare meglio ma che sia naturale, quindi che richieda una assunzione prolungata nel tempo (che sia un integratore, o un trattamento olistico), si sentono “venire l’angoscia”, perchè dovrebbero continuare, investendo denaro, tempo, e prendendosi responsabilità della propria salute.

Caro amico, l’angoscia dovrebbe venirti quando vai a comprare sigarette, per le quali investi -magari- fino a 300 euro al mese, ignorando tutte le avvertenze di pericolo mortale scritte sul pacchetto.
Cara amica, l’angoscia dovrebbe venirti quando dai da mangiara ai tuoi figli hambuger, wusterl, sofficini, sottilette, patatine fritte, merendine ed altro, prodotti con i sotto-sotto-sotto scarti dell’industria alimentare ed animale.
L’angoscia dovrebbe sconvolgerti ogni volta che riempi il carrello del supermercato di bibite gasate, di preparazioni dolcificate con zucchero bianco e altre sostanze che creano assuefazione e dipendenza, tanto quanto le droghe.
Una montagna di schifezze che gonfiano, intossicano, ingrassano e fanno ammalare, come gli studi dei ministeri della sanità di tutto il mondo evidenziano da decenni.
L’angoscia dovrebbe assalirti quando ti fai prescrivere sonniferi e tranquillanti; quando prendi antidepressivi per tirare avanti e sai di non poter smettere; quando ti metti il byte perchè digrigni i denti di notte, perchè non sopporti il tipo di esistenza che conduci, ma stringi le mascelle e ti costringi a continuare, credendo di non poter fare altro.

Un’amica mi ha chiesto consiglio per una sua conoscente, alla quale è stata diagnosticata una malattia mortale, alla quale avrebbe voluto offrire un trattamento o una sessione terapeutica, perchè sapeva già che l’altra le avrebbe risposto che non voleva spendere soldi (senza essere indigente).
La mia risposta è stata drastica.
Se non vuoi neppure spendere 100 euro per la tua salute, che cosa pretendi?
Quando qualcuno, che sa di avere pochi mesi di vita, anzichè decidere di vivere al meglio delle sue possibilità, anzichè cercare di trovare soluzioni rapide ed efficaci per la propria salute, preferisce aspettare i tempi della medicina ufficiale ed il decorso “normale” che porta al pellegrinaggio di specialisti mutuabili ed al protocollo abituale, invasivo o anti-dolore, quando non sente nessuna urgenza e non ha interesse a restare vivo il più a lungo possibile, che cosa si può fare per lui?
Assolutamente niente!
Molto probabilmente costui ha già provveduto a pagarsi un’assicurazione per avere una camera confortevole in ospedale in caso di malattia e, magari, ha anche prenotato un bel posto al cimitero.
Ecco la nuda e cruda Verità.
Se preferisci- per tutta la vita- investire nella malattia, otterrai sicuramente quello che cerchi.
Una mia cara zia ha sempre risparmiato per potersi permettere le cure da anziana, ed è stata completamente invalida ed incapace di intendere e di volere per i suoi ultimi dieci lunghi anni.

Io continuo a scegliere di investire i miei soldi nella Salute.
Integro la mia alimentazione – che curo il più possibile- con un Superfrutto che ha eccezionali proprietà antiossidanti, antinfiammatorie ed energetiche. Ascolto il mio corpo e le sue esigenze, concedendomi le pause necessarie quando ne ho bisogno, piuttosto che fare le ferie nei mesi canonici. Cammino il più possibile a piedi, ogni giorno. Faccio le scale anzichè prendere l’ascensore. Cerco di stare all’aria aperta e nel verde quando posso.

Sono cose che sembrano impossibili alla maggior parte dell’umanità, che dice di non avere tempo e soldi per tutto questo. Non c’è nessuna garanzia, comunque, che la salute ci sia sempre, ma, spesso, le proprie scelte cambiano l’intero indirizzo dell’esistenza, ed in questo confido.
Come dice una bella citazione:
“Chi non ha tempo e denaro per la salute, lo troverà per la malattia.”

Osho Meditation and Masturbation

Medical science has established with absolute evidence that masturbation does not lead to insanity. But religions continue to repeat that too much masturbation destroys intelligence and leads to premature death.

Well, no one can masturbate too: it is impossible. You can masturbate just enough – in your body there is only a certain amount of sperm and you can release only as much – most of you can not. Whatever you do, you can not immediately produce more sperm. It takes time. So there is a natural prevention to do it too, and if the monks of all religions would listen to me, I would tell them: “masturbate and meditate.”

I could also call a book: Meditation through masturbation. If you can reach the superconsciousness through sex, because you should not come to meditation through masturbation? It is definitely possible. You simply need to look with new eyes.

When a person’s jerking off and start to feel that is about to reach a state of orgasmic, his thoughts disappear. Experience the same orgasmic state that happens making love to a woman. There is no difference. At the biological level there is no difference. The semen is released in a mechanism, in a body or somewhere else, is of no importance. It is to bring the sexual tension to its fulfillment, which is more easily implemented with masturbation, as with a woman the other is present. In masturbation you are the master.

You can go slow or fast, you can reach orgasm very slowly. The state is orgasmic meditation, become aware. Alone will be easier, because there is no one else that bothers you, it’s you, only.
So do the whole world know that masturbation does not lead to insanity; celibacy can lead to madness, not masturbation.

And if homosexuals do not feel interest to women, then perhaps masturbation is closer to the nature of homosexuality. And masturbation can be combined with meditation.
I’m saying these things for your own good, because you will face these problems and will not have to make the same mistakes as always. If you see a child who masturbates, not to commit the same nonsense that is done everywhere. Just tell him: “It’s fine. Meditate well, and you will receive more pleasure. And there’s nothing wrong, so there is no need for you to hide. “But man is such a coward. Is unable to face reality …

You can very easily combine meditation and masturbation, and it’ll get a lot of joy. If meditation is associated with a great joy, your whole life will be different. All religions have done the exact opposite. They destroyed your joy and you have taught meditation, so meditation does not get results. You can succeed only if it is a joyful experience, why not connect with a joy so easily available organic? But people want to kill me, he wants to kill me because I say these things, even if I just confirm absolutely scientific facts.

Osho, The Last Testament, Vol. 2, # 23

Cos’è la Libertà in Amore?

Anni fa ero convinta che l’amore non potesse esistere senza gelosia. Avendo uno spirito tragico-romantico ho sempre avuto un’idea contorta dell’amore, passionale e dolorosa. A quel tempo mi capitò sott’occhio una citazione di Carl Gustav Jung riguardante la gelosia, in cui lo psicoanalista la descriveva come antitetica all’amore. Ne rimasi colpita ma anche infastidita.

Sono trascorsi anni da allora ma non ho dimenticato le parole di Jung e oggi le trovo veritiere. Perché la gelosia e tutto ciò che, in amore, ha a che fare con la possessione dell’altro ha ben poco a che vedere con questo sfaccettato sentimento. Che non è facile da gestire, non è tutto rose e fiori, ma sicuramente è ben lontano dalla prigionia.
Gli amori impossibili servono a poco

libertà in amore

Di cosa sia l’amore ne parla in modo sublime Igor Sibaldi, il quale afferma che c’è molta confusione sul significato di questo termine, utilizzato per indicare troppe cose e, quindi, equivocato. Per Sibaldi “l’amore mette in moto energie potenti e spaventose” e rappresenta, da millenni, uno strumento di conoscenza di se stessi. Quando però ci si innamora di una persona che non corrisponde il nostro sentimento, il famoso amore impossibile, in realtà non si tratta di amore. “E’ facilissimo“, afferma Sibaldi, “trovare un amore impossibile. La cosa più facile in amore è trasformare l’amore in uno strumento di sofferenza. Trovo una persona che non mi ama e soffro terribilmente e intanto che vantaggio ho?” A quanto pare il vantaggio di non metterci in gioco per evitare che quelle energie potenti e spaventose attivate dall’Amore ci consentano di scoprire chi siamo al di là delle apparenze. Quindi un amore infelice è un sintomo della paura di essere se stessi e la ricerca di partner sbagliati è un’incapacità di inoltrarsi nella propria foresta interiore per timore di vederla, viverla, affrontarla.
L’amore secondo Carl Gustav Jung

amore-e-libertà

“Io cerco la persona che sia capace di amare l’altro senza per questo punirlo, senza renderlo prigioniero o dissuaderlo; cerco questa persona del futuro che sappia realizzare un amore indipendente dai vantaggi o svantaggi sociali, affinché l’amore sia sempre fine a se stesso e non solo il mezzo in vista di uno scopo“, dichiara Carl Gustav Jung a Sabina Spielrein nelle Lettere del Diario di una segreta simmetria. L’amore, quindi, che non punisce, che non rende prigionieri, come accade spesso nelle relazioni basate sul possesso, in cui si confondono i piani, i sentimenti, le emozioni a causa, talvolta, di dipendenze affettive reciproche, perché anche la vittima svolge un suo ruolo nel preservare lo squilibrio relazionale o meglio, l’assurdo equilibrio.
Amore, innamoramento e libertà

Sappiamo in via generale che l’innamoramento non coincide con l’amore. Si legge ovunque che le due cose sono distinte sebbene il primo possa sfociare nel secondo. Tuttavia perché questo accada è necessario passare a uno step successivo. Personalmente dubito delle teorie che tentano di incatenare l’amore entro parametri rigidi, penso che sia uno dei misteri più affascinanti e in quanto tale, sia davvero difficile offrire spiegazioni valide per tutti, allo stesso modo. Certo è che la concezione romantica dell’amore, cui siamo abituati, ne glorifica soprattutto l’aspetto spontaneo, quello tipico dell’innamoramento, confondendolo con l’amore. Quando l’innamoramento si chiude in se stesso, non sfocia in amore perché quest’ultimo, per esistere e durare, ha bisogno di impegno. Dice Francesco Botturi nell’articolo “Innamoramento e amore” pubblicato su filosofico.org: “L’innamoramento è un’assegnazione, meglio un trovarsi assegnati a un ideale di felicità. L’amore invece non è un accadimento involontario, bensì è il frutto di un lavoro, con tutto ciò che questo termine significa. Un lavoro, infatti, implica consapevole investimento di risorse e trasformazione produttiva del dato di partenza… per questo l’amore è come l’istituzione di una ’impresa cooperativa’ o di una ‘società per azioni’, fortemente interessate al fatto che la sinergia dia luogo ad un arricchimento comune.”

Un’idea che cozza con la nostra visione dell’amore, fondamentalmente immatura. Perché pensare che l’amore implichi sforzo, costruzione, impegno sembra quasi un tradire la sua purezza e spontaneità per non parlare dell’entusiasmo iniziale, che si spegne. L’amore romantico non dura senza l’elemento passionale, tipico dei primi tempi. Quando quest’ultimo si esaurisce, anch’esso si esaurisce. E il passo successivo, quello della costruzione, non arriva mai. Ma se ci pensiamo bene, l’idea di lavorare per l’amore non è poi così negativa: pensiamo all’amore per un figlio, che pur essendo cosa diversa, implica un lavoro che ha a che fare con il dare e che appaga perché attiva in noi la capacità di donarci all’altro.

L’amore in definitiva è liberta di amare il partner e rispettarlo come altro da sè, ma non è forse così spontaneo come tendiamo a credere. In fondo anche la libertà va conquistata ed implica sforzo. E per voi cos’è l’amore?

Laura De Rosa
yinyangtherapy.it

Il Ruolo del Padre: Com’è Cambiato nel Corso del Tempo


Quando pensiamo al ruolo del padre spesso lo vediamo come un aiutante che per quanto prezioso rimane secondario rispetto alla madre. Oggigiorno per fortuna molte cose sono cambiate e un padre che cambia il pannolino, coccola i suoi figli, ci gioca insieme, non è più un’eccezione. Tuttavia sono ancora molte le situazioni in cui, per abitudine o altro, il padre viene percepito come una figura di supporto piuttosto che come un alleato alla pari.

Normalmente quando pensiamo a una famiglia immaginiamo la mamma che si occupa della maggioranza delle faccende domestiche e il papà che la aiuta, dandole una mano. Difficile anche solo immaginare una situazione opposta dove lui è il “domestico” e lei più proiettata all’esterno. Se il papà lavora tanto, glielo concediamo e di certo non pensiamo che sia necessariamente un cattivo genitore. Se la mamma lavora tanto “trascurando”, come si suol dire, i pargoli, cambia tutto. E’ fredda, arrivista, anaffettiva. E anche se non lo si dice, lo si pensa. Ma il problema nasce da noi, in primis: perché quasi tutte le mamme che dedicano molto tempo alla professione si scontrano con sensi di colpa interiori.

padri-ruolo

Con questo non voglio dire che sia lecito trascurare i figli e lasciarli a se stessi perché siamo ambiziose o ambiziosi, ma i sensi di colpa al femminile spesso sono eccessivi. Il contesto sociale ci ha abituate a modelli di perfezione irrealistici, a mamme della Mulino Bianco, a famiglie sorridenti e impeccabili. Ma se un tempo potevamo dedicarci solo alla famiglia, concentrando le attenzioni tra le pareti domestiche, oggi dobbiamo essere sia madri modello che lavoratrici ambiziose. E così anziché migliorare, la situazione paradossalmente è peggiorata. Certo, ci siamo conquistate libertà che fino a qualche anno fa erano impensabili, non che sia da sottovalutare, ma il problema è che il modello della madre impeccabile continua a imperversare, affiancato dal nuovo paradigma della Business Woman. Le due cose sono inconciliabili? No, purché si abbandoni l’idea della perfezione.

E i papà cosa fanno nel frattempo? Cercano, i più generosi, di adattarsi alla nuova situazione dando una mano. Ma è proprio l’espressione “dare una mano” a svelare l’intoppo. Perché il padre continua a essere inconsciamente percepito dalla madre come un aiuto, un supporto, che alleggerisce il carico di lavoro anziché come una persona alla pari. La divisione delle responsabilità domestiche e familiari non dovrebbe basarsi su stereotipi, lei a casa, lui al lavoro, ma sulla realtà dei fatti, sulle caratteristiche e le necessità di ciascun componente famigliare, a dispetto dei vecchi ruoli. Questo non significa che una donna debba necessariamente lavorare, perché sarebbe assurdo, ma dovrebbe essere libera di scegliere ciò che desidera, compatibilmente con la scelta di avere una famiglia e delle responsabilità che questo comporta.
La diversità dei ruoli è bella e utile

Il ruolo del padre

Che poi esistano dei modi di approcciare i figli diversi, da madre a padre, è bello e anche utile. Non siamo identici. Per esempio si ritiene che sia caratteristica del padre l’avviare il figlio alla sperimentazione della giocosità fisica. La differenza è che questo può andare di pari passo con l’eventuale accudimento del figlio, un tempo esclusiva della figura materna. C’è anche da considerare che i figli stessi cercano nei padri delle guide e i maschi, in particolare, li percepiscono come modelli di riferimento, in cui identificarsi, da cui farsi proteggere e consigliare. Il diverso rapporto che il figlio ha con la madre non dipende, in questo caso, da stereotipi ma da dinamiche differenti. A mio parere non dobbiamo costringerci a essere uguali perché è giusto e inevitabile che mamma e papà abbiano ruoli diversi, ma questa differenza non deve trasformarsi in una forma di sessismo alla vecchia maniera.

Sempre a proposito di ruoli diversi, c’è anche da considerare il rovescio della medaglia. Perché per quanto sia importante emanciparsi, cambiare linguaggio, raggiungere una parità autentica e non di facciata, anche le mamme commettono alcuni errori. Per esempio, secondo alcuni studi, le italiane con figli tendono a non avere fiducia nei confronti dei partner per quanto riguarda l’aspetto educativo. Per questo preferiscono gestirsela da sole, salvo poi prendersela con il padre di turno per la sua apparente negligenza.

Diceva Jacques Lacan: “Il padre rappresenta il polo opposto e complementare a quello femminile: è colui che separa il bambino dalla madre, inducendolo ad uscire dal suo stato iniziale di dipendenza per assumere un atteggiamento più attivo e autonomo verso se stesso e la propria vita. Il modello materno è “fusionale”, quello paterno rappresenta il distacco. La fondamentale funzione paterna è di permettere ai figli di guardare la madre dall’esterno, garantendo il rimodellamento della loro identità fisica e psichica.”

Questa riflessione è molto importante a dispetto del legittimo desiderio di parità perché la paternità non ha solo una connotazione biologica, è anche emotiva e psicologica. E non c’è niente di male se papà è diverso, non solo fisicamente, da mamma, anzi è un valore aggiunto.

Laura De Rosa
yinyangtherapy.it

MEDITAZIONE E MASTURBAZIONE

La scienza medica ha stabilito con assoluta evidenza il fatto che la masturbazione non conduce alla pazzia. Ma le religioni continuano a ripetere che troppa masturbazione distrugge l’intelligenza e conduce a una morte prematura.
Ebbene, nessuno può masturbarsi troppo: è impossibile. È possibile masturbarsi solo quel tanto – nel tuo corpo c’è solo una certa quantità di sperma e puoi rilasciare solo quel tanto – di più non puoi. Qualsiasi cosa tu faccia, non puoi produrre immediatamente altro sperma. Ci vuole tempo. Esiste quindi una prevenzione naturale al farlo troppo, e se i monaci di tutte le religioni mi ascoltassero, direi loro: “Masturbatevi e meditate”.
Potrei anche intitolare un libro: La meditazione attraverso la masturbazione. Se è possibile giungere alla supercoscienza attraverso il sesso, perché non si dovrebbe giungere alla meditazione attraverso la masturbazione? È sicuramente possibile. Occorre semplicemente guardare con occhi nuovi.
Quando una persona si sta masturbando e inizia a sentire che sta per raggiungere uno stato orgasmico, i suoi pensieri scompaiono. Sperimenta lo stesso stato orgasmico che accade facendo l’amore con una donna. Non c’è differenza. A livello biologico non c’è differenza. Che lo sperma venga rilasciato in un meccanismo, in un corpo o da qualche altra parte, non ha alcuna importanza. Si tratta di portare la tensione sessuale al suo compimento, il che è più facilmente attuabile con la masturbazione, poiché con una donna anche l’altro è presente. Nella masturbazione tu sei il padrone.
Puoi andare piano, o in fretta, puoi arrivare all’orgasmo molto lentamente. Lo stato orgasmico è meditazione, diventane consapevole. Da solo sarà più facile, perché non c’è nessun altro che ti disturba, sei tu, solo.
Perciò fai sapere al mondo intero che la masturbazione non porta alla pazzia; il celibato può condurre alla pazzia, non la masturbazione.
E se gli omosessuali non provano interesse per le donne, allora forse la masturbazione è più vicina alla natura dell’omosessualità. E la masturbazione può essere unita alla meditazione.
Sto dicendo queste cose per il tuo bene, perché ti troverai di fronte a questi problemi e non dovrai commettere gli stessi errori di sempre. Se vedi un bambino che si masturba, non commettere la stessa sciocchezza che viene fatta ovunque. Digli semplicemente: “Va benissimo. Medita anche, e ne riceverai più piacere. E non c’è niente di sbagliato, perciò non c’è bisogno che ti nasconda”. Ma l’uomo è un tale vigliacco. Non è in grado di affrontare la realtà…
Puoi unire molto facilmente meditazione e masturbazione, e ne riceverai molta gioia. Se la meditazione viene associata a una grande gioia, la tua intera esistenza sarà diversa. Tutte le religioni hanno fatto l’esatto opposto. Hanno distrutto la tua gioia e ti hanno insegnato la meditazione, perciò la meditazione non ottiene risultati. Puoi riuscire solo se è un’esperienza gioiosa, perché allora non collegarla con una gioia biologica tanto facilmente disponibile? Ma la gente mi vuole uccidere, vuole assassinarmi perché dico queste cose, anche se mi limito a ribadire fatti assolutamente scientifici.
tratto da: Osho, The Last Testament, Vol. 2, # 23
Re Interiore: MEDITAZIONE E MASTURBAZIONE

ABBANDONARE IL MATRIX…

Non tutto è da prendere come uno scherzo! Un bel programma di vita.

1. Smettere di bere, fumare, mangiare il cibo spazzatura; limitare i carboidrati, escludere lo zucchero; consumare soltanto il cibo “vivo”.
2. Pulire l’intestino (dai parassiti soprattutto). Buttare via la maggioranza dei medicinali. Non andare dai medici. Non lasciarsi manipolare dagli estranei e smettere di credere nelle malattie; non esistono.
3. Parlare con il proprio corpo. Il copro ci dice sempre di cosa ha bisogno. Il bisogno dei cibi con vibrazioni basse significa l’esistenza delle deformazioni nella struttura cellulare. Fare l’amicizia con gli elementi dell’organismo, dare loro i compiti: pulire, ripristinare… quando ci si lava, parlare con l’acqua, chiederle di pulire i corpi inferiori. Non girare con i cappelli sciolti – i cappelli sono come le antenne, raccolgono le informazioni nocive e pensieri altrui; lasciarli sciolti solo quando si comunica con le forze superiori e durante le meditazioni.
4. Fare ginnastica e meditazioni.
5. Stare, almeno 2-3 ore al giorno, all’aria fresca; comunicare con la natura. Smettere di frequentare i centri commerciali, stadi, manifestazioni, bar e locali alla moda.
6. Fare una cernita nel proprio guardaroba, lasciare solo i capi naturali, comodi, che piacciono, il resto si da via. I gioielli e la bigiotteria bloccano le energie, non esagerare.
7. Buttare via il microonde, non guardare la TV. Eliminare grovigli di cavi elettrici in casa. Staccare il cellulare di notte e quando si fanno delle meditazioni; pulire il computer eliminando i giochi, forum stupidi, file su nulla. Fare l’ordine in casa, in cantina, nell’orto. Tutto ciò che è rotto, sbrecciato, non riparabile, tutto ciò che sta in soffitta – non serve. Via! Riparare ciò che serve. Non lasciare i rubinetti gocciolanti. Amare tutto ciò che vi circonda.
8. Perdonare tutti e chiedere perdono.
9. Comunicare con gli animali, piotante, bambini piccoli.
10. Dopo un paio di mesi sentirete che le spese (eliminato tutto il superfluo) si riducono. Si può provare a lavorare un po’ meno.
11. Smettere di preoccupassi dell’età. Spostate il vostro corpo in quel punto della vostra sfera dove vi piacete esternamente e comunicatelo al corpo!
12. Non preoccuparsi di nulla. Non dovete affrettarvi. Siete nell’eternità. Non ignorare ciò che sembra di avere poco significato.
13. Creare: scrivere, dipingere, disegnare, fare il modellismo, ballare, cantare. Non collezionare nulla. La vita è verbo. La cosa migliore è disegnare sulla sabbia della risacca.
14. Sorridere sempre e a tutti.

I dieci comandamenti di Osho, maestro di vita

❝In questo mondo l’odio non ha mai scacciato l’odio. Solo l’amore scaccia l’odio. Questa è la legge, antica e inesauribile.❞

Yin yang
Chandra Mohan Jain conosciuto come Osho Rajneesh nacque l’11 Dicembre del 1931 in un paesino in India, Kuchwada, e morì il 19 Gennaio 1990 a Pune dove ancora oggi c’è il suo Ashram. In questi 59 anni è stato un grande maestro spirituale.
Il suo nome, Osho, che deriva dal termine “Oceanico”, fu coniato dal filosofo William James e lui lo adottò per indicare quel “dissolversi nell’oceano dell’esistenza” proprio alle varie forme dell’esperienza religiosa.
Osho fu un oppositore delle religioni e dei poteri imposti, fautore della ribellione contro i dogmi comunemente accettati dalla massa.
OshoVisse i suoi primi sette anni insieme ai nonni materni che gli insegnarono il rispetto e gli diedero un’educazione basata sul principio della massima libertà. La sua infanzia è segnata dalla morte, prima il nonno, poi la cugina e un’amica. Da allora si isola e viene affascinato dalla verità dal mistero della morte e insofferente alle regole.
Scrive per una sua rivista già a 12 anni, è un abile oratore e medita per ore, ma è a 21 anni, che Osho el’Illuminazione, che gli permise di raggiungere la consapevolezza, quella dove  “la goccia si fonde nell’oceano, nell’attimo stesso in cui l’oceano si riversa nella goccia“.

« …un illuminato è qualcuno che parla schietto e dice pane al pane e vino al vino, è qualcuno che dice alle persone come vivere l’essenza, senza mai alterare o compromettere il messaggio. E quell’essenza è così rivoluzionaria che, se entri in comunione con il Tutto, la tua vita intera verrà radicalmente trasformata. Le istituzioni sono sempre andate in collera con gli illuminati: amano ogni sorta di prete e di pandit, ma ai politici gli illuminati non piacciono. E preti e pandit hanno sempre tramato con i politici: hanno sempre legato la religione alla politica, l’hanno sempre posta al servizio dei politici. Un illuminato è qualcuno che vive la propria vita immerso nell’essenza divina e non accetta alcuna condizione. Un illuminato è qualcuno che non fissa alcun limite e non accetta alcun limite. L’illuminazione è uno stato di ribellione, è qualcosa di simile a un carbone ardente: ti brucerà e ti ridurrà in cenere! Ed è solo dalle ceneri che il divino sorgerà.»

Dopo la laurea e un master in filosofia, Osho insegna all’Università, e anche i colleghi non esitano  a definirlo eccentrico ed anticonformista. Nel 1962 nacque il primo centro di meditazione basato sul suo insegnamento, il Jivan Jagruti Andolan, “Movimento del Risveglio“. Nel 1968 si dichiarò a favore della libertà sessuale scandalizzando i leader indù e affermando che:
qualsiasi religione che consideri questa vita come una valle di lacrime priva di significato incentivando pertanto l’odio verso questa esistenza, non potrà mai essere una vera religione. La religione è invece un’Arte che deve insegnare come godere della vita
Nel 1970 nacque la vera e propria “setta”, una comunità spirituale con dei discepoli alla ricerca del “risveglio spirituale”. Gli adepti vestivano con colori vivaci e caldi, arancione e rosso, indossavano il mālā (una collana di centotto grani, al cui termine era posto un medaglione che racchiudeva l’immagine di Osho), e accettavano un nome nuovo come simbolo di rinascita.
Nel 1974 si trasferì stabilmente a Pune, dove fondò il suo ashram, un centro di comunità spirituale, dove Osho teneva un discorso ogni mattina ed era seguito da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo che volevano partecipare ai suoi corsi di meditazione, un semplice processo di osservazione della propria mente, e per cogliere il silenzio da cui ha origine la consapevolezza.

« Le mie meditazioni sono fatte per riportarti all’infanzia, quando non eri rispettabile, quando potevi fare cose pazze, quando eri innocente, incorrotto dalla società, quando ancora non avevi imparato gli inganni del mondo, quando non eri di questo mondo. Mi piacerebbe che tu tornassi a quel punto. E da lì, ricominciare. E questa è la tua vita. Ci sarà bisogno di disimparare. Disimparare significa che la smetti con questi modi sbagliati, smetti di percorrere strade che non sono tue, strade in cui sei stato costretto dalla società che ti ha convinto ad accettarle come giuste. Ti prendi la responsabilità della tua vita, diventi il maestro di te stesso. »

osho meditazione
Poi il silenzio si impossessa di Osho, il 1º maggio 1981 dichiara il culmine del suo lavoro di meditazione ed entra in un silenzio che verrà interrotto solo 1315 giorni dopo, il 30 ottobre 1984.
Nel frattempo le comunità di meditazione nacquero in tutto il mondo ed in Oregon nasce la Rajneesh Foundation International,  dove lui in persona andrà a trascorrere il suo tempo, quando nel 1981 si recò in America per motivi di salute. La comunità ospitava dai 4 ai 5000 adepti più una folla di 15mila persone durante i raduni annuali. Diventò una piccola città con tanto di negozi, aeroporto e diga che forma un lago. Due mense centralizzate, stalla per mucche da latte e pollaio per 700 galline. Un centro abitato con mezzi di trasporto e attività ricreative.
Durante il ritiro di Osho, però, alcuni discepoli organizzarono una serie di attacchi biologici con l’intento di influire sulle elezioni locali, per questo motivo Osho fu arrestato e, anche se condannato solo per violazione della legge sull’immigrazione, gli furono inflitti 10 anni di carcere e fu espulso dagli Stati Uniti.
Rimase in carcere per 12 giorni e alcune ricerche post-mortem potrebbero far pensare che in quei giorni Osho potrebbe essere stato avvelenato con del tallio.
Al rientro in India intraprese un viaggio per visitare il mondo ma ben 21 paesi gli negarono il visto di ingresso. Ritornò a Pune e per tre anni tenne due discorsi al giorno. Per la sua morte lasciò scritto un epitaffio che esprimeva in pieno il senso del suo passaggio in questa vita:
“Osho. Mai nato, mai morto, ha solo visitato questo pianeta Terra dall’11 dicembre 1931 al 19 gennaio 1990”.

Osho: la vita, l’amore e la risata

osho
Lui ha un grande rispetto verso la vita, e verso l’amore. Per Osho l’amore ha tre dimensioni ma solo l’ultima è quella nella quale si può parlare di vero amore: l’interdipendenza. Nasce quando ci sono due persone che non sono né dipendenti né indipendenti ma in profonda sincronia tra loro, quando due persone respirano uno per l’altra, un’anima in due corpi.
Sosteneva che per combattere l’ego bisogna amare, solo amando incondizionatamente ci si annulla e sparisce l’ego. L’amicizia è l’amore, il vero amore, senza sesso. L’uomo deve essere in festa, gioire e ridere, solo così può celebrare la vita. L’unica cura ad ogni male è una risata, sana e liberatoria. Libera dalla serietà che Osho paragona ad un cancro, un cancro nato da una società malata.
Inoltre afferma che l’uomo è  responsabile della sua situazione, sia che sia felice sia che sia triste. E nel momento in cui l’uomo comprende se stesso può vivere nell’assoluta felicità e beatitudine.

❝E’ tempo che tu smetta di cercare fuori di te, tutto quello che a tuo avviso potrebbe renderti felice. Guarda in te,torna a casa.❞

Un’innata predisposizione alla vita fece di Osho un convinto vegetariano, solo gli immaturi e gli incivili possono uccidere per cibarsi. Per Osho mangiare carne è “antiestetico”, poiché rivela carenza di poesia, di “senso del bello”, di sensibilità per la vita.

I “dieci comandamenti” di Osho:

1) Non ubbidire ad alcun ordine all’infuori di quello interiore.
2) L’unico Dio è la vita stessa.
3) La verità è dentro di te, non cercarla altrove.
4) L’amore è preghiera.
5) Il vuoto è la soglia della verità: è il mezzo, il fine e la realizzazione.
6) La vita è qui e ora.
7) Vivi totalmente desto.
8) Non nuotare, galleggia.
9) Muori ogni istante, così da poter rinascere ogni istante.
10) Smetti di cercare. Ciò che è, è: fermati e guarda.

I ” dieci non-comandamenti”, i valori della vita:

1) Libertà.
2) Unicità dell’individualità.
3) Amore.
4) Meditazione.
5) No alla serietà.
6) Giocosità.
7) Creatività.
8) Sensibilità.
9) Gratitudine.
10) Senso del mistero.
Se desiderate approfondire gli argomenti di Osho, i suoi discorsi sono stati pubblicati in circa 600 libri, di cui più di 200 trascritti in Italiano.

http://www.eticamente.net/32356/osho.html?refresh_ce 

100 frasi sulla vita che ti aiuteranno a trovare nuove motivazioni

Cento frasi sulla vita che ti daranno nuove motivazioni e ti aiuteranno a essere più positivo.

Flickr.com-Sharon Mollerus
Flickr.com-Sharon Mollerus

1. Cadi sette volte e rialzati otto. Proverbio giapponese

2. La vita non è acquistare e avere, ma dare e essere. Kevin Kruse
3. Non lottare per avere successo, ma per essere di valore. Albert Einstein
4. Ogni bambino è un artista. Il problema è come rimanere artisti quando si cresce. Pablo Picasso
5. È la curiosità che mi fa svegliare alla mattina. Federico Fellini
6. Attribuisco il mio successo a questo: non ho mai cercato scuse. Florence Nightingale
7. Perdi il cento per cento delle occasioni che non sfrutti. Wayne Gretzky

aforismi sulla vita8. Ho sbagliato più di 9.000 tiri nella mia carriera. Ho perso quasi 300 partite. E in 26 occasioni i miei compagni mi hanno affidato il tiro della vittoria, ma non sono riuscito a realizzarlo. Ho fallito tante volte nella mia vita. È per questo motivo che ce l’ho fatta. Michael Jordan

9. Essere determinati nel raggiungere i propri scopi è il punto di partenza di ogni risultato. W. Clement Stone

10. Il passato è un fantasma, il futuro un sogno. Tutto quello che abbiamo è adesso. Bill Cosby

11. La vita è quella cosa che ti succede quando sei impegnato a fare altri piani. John Lennon
12. Diventiamo quello che pensiamo. Earl Nightingale
13. Tra vent’anni sarai più dispiaciuto per le cose che non hai fatto rispetto a quelle che sei riuscito a fare sbagliando. Per questo naviga lontano dai porti sicuri. Esplora, sogna, scopri. Mark Twain
14. La vita è composta per un 10 per cento dalle cose che mi capitano e dal restante 90 per cento dal modo in cui reagisco a esse. Charles Swindoll
15. Il modo più comune in cui le persone rinunciano al loro potere è pensare che non ne abbiano. Alice Walker
16. Dovevo scegliere tra due sentieri: presi quello meno battuto. E questo ha fatto la differenza. Robert Frost
17. L’ottanta per cento del successo è apparenza. Woody Allen
frasi sulla vita18. Il tempo a tua disposizione è limitato, per questo non perderlo vivendo la vita di qualcun altro. Steve Jobs
19. Poche cose possono aiutare una persona più di responsabilizzarla e farle sapere che ci fidiamo di lei. Booker T. Washington

20. Vincere non è tutto, ma voler vincere sì. Vince Lombardi

21. Quando avevo cinque anni, mia madre mi diceva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando sono andato a scuola, mi hanno chiesto cosa volessi diventare da grande. Ho risposto “felice”. Mi dissero che non avevo capito l’esercizio e io risposi che loro non avevano capito la vita. John Lennon
22. Non potrai mai attraversare l’oceano fino a quando non avrai il coraggio di non vedere più la riva. Cristoforo Colombo
23. Non sono un prodotto delle circostanze. Sono un prodotto delle mie decisioni. Stephen Covey

24. Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta. Socrate

25. Ho imparato che le persone dimenticheranno quello che dici e quello che fai, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire. Maya Angelou
26. Siate felici. E se la felicità sembra scordarsi di voi, voi non vi dimenticate della felicità. Roberto Benigni
27. Tutto quello che puoi fare, o sognare di farlo, inizialo. L’audacia racchiude genio, potenza e magia. Johann Wolfgang von Goethe
28. Tutto ciò che la mente può concepire e credere, un uomo può realizzarlo. Napoleon Hill
29. I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché. Mark Twain
30. La gente spesso dice che le motivazioni non durano per sempre. Neanche i benefici di un bagno. È per questo che consiglio di farlo ogni giorno. Zig Ziglar
31. La soddisfazione consiste nella libertà dalla paura, che è l’elemento positivo della vita. Arthur Schopenhauer
32. La gioia è una rete di amore attraverso la quale puoi catturare anime. Madre Teresa
33. La vita si restringe o si espande in proporzione al coraggio di ognuno. Anais Nin

34. Diventare l’uomo più ricco del cimitero non ha importanza per me. Quello che conta sul serio è poter dire tutte le sere di avere fatto qualcosa di meraviglioso. Steve Jobs

35. Se senti una voce dentro di te che dice “non puoi dipingere”, allora non hai altro da fare che dedicarti alla pittura con tutto te stesso: quella voce sarà messa a tacere. Vincent Van Gogh
36. C’è solo un modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla e non essere nulla. Aristotele
37. L’unica persona che sei destinato a diventare è la persona che tu decidi di essere. Ralph Waldo Emerson
38. La mente è tutto. Quello che pensi diventerai. Buddha
39. Segui con fiducia la direzione dei tuoi sogni. Vivi la vita che hai immaginato. Henry David Thoreau
40. Quando mi troverò davanti a Dio alla fine della mia vita, spero che non avrò sprecato neanche una briciola di talento e potrò dire che ho usato tutto quello che mi ha dato. Erma Bombeck
41. Ci sono cose che catturano la tua vista, ma segui soltanto quelle che catturano il tuo cuore. Vecchio proverbio indiano
42. Credi che puoi farcela e sei già a metà strada. Theodore Roosevelt
43. Il miglior momento per piantare un albero era vent’anni fa. Il secondo migliore è adesso. Proverbio cinese

44. Tutto quello che hai sempre voluto si trova dall’altra parte della paura. George Addair

 

45. Inizia dove sei. Utilizza quello che hai. Fai quello che puoi. Arthur Ashe
46. La verità è che tu non sai cosa succederà domani. La vita è un viaggio pazzo, e niente è sicuro. Eminem
47. Quando una porta di felicità si chiude, se ne apre un’altra, ma spesso ci soffermiamo così a lungo sulla porta chiusa che non vediamo quella che si è aperta per noi. Helen Keller
48. Il cambiamento è una legge della vita. E quelli che guardano solo al passato o pensano solo al presente sono certi di perdersi il futuro. John F. Kennedy
49. La bellezza è in tutto, ma non tutti possono vederla. Confucio
50. La vita non si misura attraverso il numero di respiri che facciamo, ma attraverso i momenti che ci lasciano senza respiro. Maya Angelou

Frasi sulla vita, seconda parte

51. La felicità non è qualcosa di pronto per l’uso. Proviene dalle nostre azioni. Dalai Lama
52. Se qualcuno ti offre un posto su una navicella spaziale, non chiedere quale posto avrai: prendilo e basta. Sheryl Sandberg
53. Primo: trova un chiaro e definito ideale, un obiettivo, uno scopo. Secondo: trova gli strumenti necessari per raggiungere i tuoi scopi come energie, denaro, materiali e metodi. Terzo: combina tutti questi strumenti per arrivare alla fine. Aristotele
54. Se il vento non ti aiuta, usa i remi. Proverbio latino
55. Se non ti arrampichi, non puoi cadere. Ma vivere tutta la vita sul terreno non ti darà gioia. Sconosciuto
56. Dobbiamo credere che ci è stato dato un dono per qualcosa, e questa cosa, a qualsiasi costo, deve essere conquistata. Marie Curie
57. Le sfide rendono la vita interessante e vincerle è quello che dà significato alle nostre esistenze. Joshua J. Marine
58. Se vuoi sollevare te stesso, solleva qualcun altro. Booker T. Washington
59. Apri gli occhi, guardati dentro. Sei soddisfatto della vita che stai vivendo? Bob Marley
60. Sono stato impressionato dall’urgenza del fare. Sapere non è abbastanza, dobbiamo agire. Avere ottime intenzioni non basta, dobbiamo fare. Leonardo da Vinci
61. Le limitazioni vivono soltanto nella nostra mente. Ma se usiamo la nostra immaginazione, le possibilità diventano senza limiti. Jamie Paolinetti
62. Prendi la vita nelle tue mani e cosa succede? Una cosa terribile, nessuno da incolpare. Erica Jong
63. Cos’è il denaro? Un uomo ha successo se si alza la mattina e va a dormire la sera, e nell’intervallo tra queste due cose fa quello che desidera. Bob Dylan
64. Non ho sbagliato l’esame. Ho solo trovato cento modi di farlo in maniera sbagliata. Benjamin Franklin
65. Se vuoi farcela, i tuoi desideri di successo dovrebbero essere più grandi della tua paura di fallire. Bill Cosby
66. Una persona che non ha mai commesso un errore non ha mai provato qualcosa di nuovo. Albert Einstein
67. La persona che dice che una cosa non può essere fatta non dovrebbe interrompere la persona che sta facendo quella cosa. Proverbio cinese
68. Non ci sono ingorghi di traffico nel chilometro di strada in più. Roger Staubach
69. Non è mai troppo tardi per essere quello che avresti voluto. George Eliot
70. Diventi quello in cui credi. Oprah Winfrey

71. Preferisco morire di passione che di noia. Vincent van Gogh

72. Un uomo che riceve l’abbraccio dei figli anche quando ha le mani vuote: ecco un uomo veramente veramente ricco. Anonimo
73. Non è quello che fai per i tuoi figli, ma quello che hai insegnato loro a fare per se stessi che li renderà esseri umani di successo. Ann Landers
74. Un giorno speso bene ti fa dormire felice. Leonardo da Vinci

75. Costruisci i tuoi sogni, o qualcun altro ti assumerà per costruire i suoi. Farrah Gray

76. Le battaglie che contano non sono quelle per la medaglia d’oro. Le lotte dentro di te, quelle invisibili, sono quelle che contano davvero. Jesse Owens
77. L’educazione costa denaro. Ma anche l’ignoranza. Sir Claus Moser
78. Ho imparato negli anni che quando la mente di qualcuno è preparata, diminuisce la paura. Rosa Parks
79. Non importa quanto lentamente procedi fino a quando non ti fermi. Confucio
80. Ricorda che non ottenere ciò che vuoi qualche volta è un gran colpo di fortuna. Dalai Lama
81. Non puoi consumare la creatività perché più ne usi e più ne avrai. Maya Angelou

82. Sogna in grande e affronta la caduta. Norman Vaughan

83. Le nostre vite cominciano a finire nel giorno in cui non diciamo più nulla sulle cose che contano. Martin Luther King jr
84. Fai quello che puoi, dove puoi, con quello che hai. Theodore Roosevelt
85. Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto. Tony Robbins
86. Sognare, dopo tutto, è una forma di pianificazione. Gloria Steinem
87. È il tuo posto nel mondo, è la tua vita. Vai avanti e fai quello che puoi, e costruisci la vita che vuoi vivere. Mae Jemison
88. La vita buona è quella ispirata dall’amore e guidata dalla conoscenza. Bertrand Russell

89. La vita è come uno specchio: ti sorride se tu le sorridi. Jim Morrison

90. Puoi essere dispiaciuto quando cadi, ma se non provi a volare sei spacciato. Beverly Sills
91. Ricorda: nessuno può farti sentire sottomesso senza il tuo consenso. Eleanor Roosevelt
92. La domanda non è chi mi darà il permesso, ma chi mi fermerà. Ayn Rand
93. Quando qualcosa sembra andarti contro, ostacolarti, ricorda che l’aeroplano decolla contro il vento, non grazie a esso. Henry Ford
94. Non sono gli anni che contano nella vita, è la vita che metti in quegli anni. Abraham Lincoln
95. Cambia i tuoi pensieri e cambia il tuo mondo. Norman Vincent Peale
96. Volere essere qualcun altro è perdere la persona che sei. Kurt Cobain
97. Niente è impossibile. La parola stessa dice “I’m possible!” Audrey Hepburn

98. Spesso le grandi imprese nascono da piccole opportunità. Demostene

99. È meglio accendere una candela piuttosto che maledire l’oscurità. Madre Teresa
100. Non c’è speranza senza paura, e paura senza speranza. Karol Wojtyla

Chiedere Scusa: Perché è Importante e Come Farlo

Quante volte sentiamo parlare dell’importanza di chiedere scusa. Importante lo è davvero, il perdono. Sia per il “carnefice” che per la “vittima”. Sull’argomento si sono spese molte parole e online spopolano le guide per perdonare nel modo più efficace, in perfetto stile occidentale.

chiedere scusa

A scrivere un vero e proprio “Vademecum del Pentito” ci ha pensato anche un filosofo, nonché consulente aziendale, di nome Bruce Weinstein, il cui libro è in realtà dedicato ai manager sebbene si adatti a persone di qualunque tipo. Ecco alcuni dei suoi consigli in pillole:

Le domande da porsi

Primo step secondo Weinstein è porsi le domande giuste, ovvero cercare di capire a cosa servono le scuse, se sono sinonimo di debolezza, come evitare di ripetere eventuali errori che ci hanno condotto a dover chiedere scusa e via dicendo. Farsi queste domande sarebbe una premessa fondamentale prima di passare al perdono vero e proprio.

Non perdere tempo

Una volta deciso di chiedere scusa è meglio farlo velocemente, evitando di dare troppe spiegazioni al malcapitato di turno perché questo atteggiamento anziché aiutare, rende le scuse fastidiose. Quindi no a banali giustificazioni e spiegazioni contorte. Bastano poche parole, anche un semplice “mi dispiace“.

Essere sinceri

Altra condizione indispensabile la sincerità. Questo lo sappiamo tutti, se le scuse non vengono dal cuore, l’altro se ne accorge e difficilmente ci concederà il suo perdono. Inoltre una scusa non sincera lascia il tempo che trova perché l’errore verrà presto commesso di nuovo.

Evitare di commettere gli stessi errori

Ovviamente una volta chiesto il perdono, sarebbe opportuno evitare di commettere esattamente gli stessi errori. Una scusa sincera implica infatti un cambiamento di prospettiva che deve manifestarsi concretamente.

Scusarsi non è da deboli

Altro punto fondamentale secondo Weinstein è capire che scusarsi non è affatto sintomo di debolezza, come spesso tendiamo a credere, ma di forza. Perché una persona che sceglie di dire “mi dispiace” sta assumendo le proprie responsabilità in relazione all’errore commesso. Non sfugge.

Chiedere aiuto

La richiesta di aiuto può essere a doppio senso: ovvero si può chiedere aiuto per affrontare la situazione oppure per evitare di commettere lo stesso errore in seguito. E’ una dimostrazione di umiltà.

Il perdono per il filosofo Paul Ricoeur 

Paul-Ricoeur

Il filosofo Paul Ricoeur (1913-2005) si è a lungo occupato del tema del perdono, che è un argomento nodale dei suoi studi. Il perdono, secondo Ricoeur, esiste laddove sussiste una “logica della sovrabbondanza“, ovvero dove esiste la capacità di donare e donarsi, di cui il perdono è la massima manifestazione. Ma il perdono mostra anche la dignità della persona perché l’individuo in grado di perdonare in un certo senso riconosce di poter fare meglio di quanto ha fatto e di poter cambiare perché vale molto più delle sue azioni. Il perdono, secondo Ricoeur, non è affatto semplice perché non si tratta solo di saldare un debito ma di “ricostruire una memoria”. Inoltre il perdono, oltre a essere ciò che noi concediamo, è in primis quello che noi chiediamo alla vittima.

Ricoeur parla anche di perdono difficile inteso come “quello che, prendendo sul serio il tragico dell’azione, punta alla radice degli atti, alla fonte dei conflitti e dei torti che richiedono il perdono: non si tratta di cancellare un debito su una tabella dei conti, al livello di un bilancio contabile, si tratta di sciogliere dei nodi. Il perdono inteso come perdono difficile è il perdono esercitato in situazioni estreme.” Il perdono è una forma di oblio che ci libera da un passato che tende a non volersene andare perché è attraverso di esso che prendiamo congedo dal passato e possiamo proiettarci in modo più consapevole nel futuro.

Frasi e aforismi famosi sul Perdono

chiedere-scusa

Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo. (Gandhi)

Nel perdono c’è sempre un’inclinazione dall’alto verso il basso, che impedisce una relazione alla pari. Ma se tu dici: “mi dispiace”, stai di fronte. Allora conservi la tua tua dignità, e così l’altro può avvicinarsi a te più facilmente. (Bert Hellinger)

… Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: “Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima“. “Ora so che mi hai perdonato davvero” disse Caino “perché dimenticare è perdonare. Anch’io cercherò di scordare“. Abele disse lentamente: “È così. Finché dura il rimorso dura la colpa“. (Jorge Luis Borge)

Se avete ragione, potete permettervi di scusarvi; e se avete torto, non potete permettervi di non farlo. (Edwarg Wallace)

Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci. (Gabriel Garcia Marquez)

Laura De Rosa
yinyangtherapy.it

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